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Articoli e recensioni riguardanti il cinema

Sette giorni a Settembre

  JOE LAURIA consortiumnews.com Nei primi giorni di settembre erano stati incredibilmente resi pubblici i tentativi di controllare e forse anche di estromettere un presidente legalmente eletto, sollevando così una serie di difficili domande sul tanto decantato sistema democratico dell’America. Ciò che era stato rivelato ricorda il romanzo e il film Sette giorni a maggio, la storia di un tentato golpe militare contro un presidente degli Stati Uniti che cercava di migliorare i rapporti con la Russia. Il presidente immaginario …

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ComeDonChisciotte

DI JOE H. LESTER comedonchisciotte.org Venezia è passata, anche lì ha vinto la rete (intendo Netflix, non Rousseau o la presunta “Bestia” leghista) ed è significativo. E ora? “E ora… dopo anni di fare e disfare… finalmente…” E questo già basterebbe, applausi e premio Oscar alla Caparbietà. Con una simile didascalia si apre L’uomo che uccise Don Chisciotte, ultimo film di Terry Gilliam, il suo lavoro forse più faticoso, inseguito per circa 25 anni, la cui produzione e i successivi …

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Chi ha paura dell’uomo nero? Roberto Minervini racconta il declino americano

DI ROBERTO MINERVINI minimamoralia.it A mia madre piace giocare al lotto affidandosi completamente al caso. Io, invece, affronto le scommesse con una buona dose di pragmatismo. Pertanto, quando scommettiamo insieme, i numeri preferisco sceglierli io, basandomi su certezze fattuali. Nell’estate 2017 chiamai mia madre da New Orleans, dove stavo eseguendo le riprese del mio nuovo film, per fornirle una cinquina da giocare su tutte le ruote: 40, 10, 4, 1, 39. Il fatto che non vincemmo niente non mi sorprese. …

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Ant-Man and the W.A.S.P.?

DI JOE H.LESTER comedonchisciotte.org Scegliendo di non andare a Venezia, per risparmiare e per pigrizia (che noia immettere i propri metadati in rete, prenotare biglietti, ricevere PNR, cercare case su Airbnb…), all’appassionato di cinema, ad agosto in Italia resta ben poco di cui nutrirsi. Certo, il programma della Laguna merita anche quest’anno, ma sinceramente nessuno dei titoli che lo compone mi esalta al punto da non poter aspettare l’uscita in sala per i comuni mortali e interrompere la fresca estate …

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Scudieri nel Post-Millennials World

  DI JOE H. LESTER comedonchisciotte.org Ho visto Il sacrificio del Cervo Sacro. L’ho visto e, al pari di quanto dichiarato dal protagonista Colin Farrell in una video-intervista, non saprei ben dire di cosa parli. Intendiamoci il film ha un’idea di base anche facilmente riassumibile, che forse meglio si sarebbe adattata al cortometraggio, tanto la espone velocemente l’inquietante ragazzino coprotagonista (Barry Keoghan) a quasi metà di un film dai tempi insopportabilmente dilatati. Martin Lang, questo il nome del personaggio, spiegherà …

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Dogman (o le prevedibili virtù dell’ignoranza)

DI JOE H. LESTER comedonchisciotte.org Quest’anno il ricco programma mi ha quasi fatto desiderare essere al Festival di Cannes. E tenete presente che andare a Cannes non è mai stata una delle mie principali aspirazioni, preferisco Venezia. Eppure titoli come Shoplifter (Manbiki kazoku) del giapponese Kore’eda, BlacKkKlansman di Spike Lee, l’attesissimo The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam, ma anche Under the Silver Lake di David Robert Mitchell, mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca. Ero sinceramente curioso …

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Infinity war (of identity)

DI JOE H. LESTER comedonchisciotte.org Il 25 aprile, giorno della liberazione, ho scelto di non recarmi in pellegrinaggio presso qualche luogo simbolo della resistenza in compagnia di deludenti e anacronistici residuati degli anni ’70, gente che non ci sta capendo “più un cazzo, ma da mo!” – la citazione viene da Ferie d’Agosto di Virzì e andrebbe girata allo stesso regista recentemente in visita a una sede romana del PD – sofisticati politologi caduti dalle nuvole all’imporsi di Trump, della …

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Ready social killer?

DI JOE H.LESTER comedonchisciotte.org – Non ha avuto coraggio, io alla fine avrei spento Oasis. Riflettevo a voce alta, tornando a casa con un amico, dopo la visione di Ready Player One, ultimo lavoro di Steven Spielberg, indiscutibile maestro di regia, dall’animo però sempre combattuto (forse più di Christopher Nolan) tra i suoi due grandi e opposti modelli, Disney e Kubrick, quest’ultimo non a caso replicato fedelmente nella sequenza meglio riuscita e veramente sorprendente del film in questione, quella dell’Overlook …

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Un po’ carne e un po’ pesce

DI JOE H.LESTER comedonchisciotte.org Rileggendo il mio articolo precedente, mi sono reso conto dell’uso smodato e fastidioso che ho fatto della locuzione un po’. Non che abbia una particolare simpatia per la formula, tutt’altro. Sembra proprio abbia inconsciamente assimilato un modo di fare tipico dei tempi e della nostra società in cui nulla appare veramente brutto né veramente bello, né buono né cattivo. È simile al già citato bispensiero di Orwell, tutto si situa in una grigia posizione mediana che …

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Una sindrome di Stoccolma verso il cinema mainstream ?

DI JOE H. LESTER comedonchisciotte.org Mi chiedo come mai sia tanto attratto dal cinema, soprattutto da quello mainstream, come possa la mia sospensione dell’incredulità tollerare certi blockbuster (dalle locandine con predominanti blu e arancio) in cui magari il mostro gigante abbatte grattacieli, fa esplodere autobotti, schiacciando con noncuranza autovetture e figuranti. Un po’ mi è venuto in soccorso il simpatico Colossal di Nacho Vigalondo con Anne Hathaway. Ho preso coscienza che provo piacere nel vedere catalismi e macerie perché vorrei …

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Propaganda Stellare

DI JOE H.LESTER comedonchisciotte.org Da appassionato analista di cinema mainstream (perlopiù statunitense), recentemente mi trovo spesso a citare una frase di Guy Debord contenuta nei suoi Commentari sulla società dello spettacolo: “È difficile applicare il principio ‘Cui prodest’ in un mondo dove tanti interessi agiscono nascostamente”. Se pure risulta evidente come in ogni tempo lo spettacolo sia riuscito a distrarre e influenzare le masse, spingendole a schierarsi contro o pro questo e quello, arrivando per esempio a portare fin sui …

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Vietnam

DI ROSANNA SPADINI comedonchisciotte.org Secondo John Pilger, uno dei più attesi eventi tv della rete PBS riguarda la guerra del Vietnam, ed è un lungo documentario della durata di 18 ore, realizzato dai registi Ken Burns e Lynn Novick, che hanno raccontato «la storia epica della guerra del Vietnam, come non è mai stata raccontata prima». L’intento è chiaro fin dall’inizio, dove il narratore dice che la guerra «è stata iniziata in buona fede da persone oneste per gravi equivoci, …

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Esclusiva: Documenti svelano come Hollywood promuova la guerra per conto del Pentagono, CIA e NSA

DI TOM SECKER E MATTHEW ALFORD medium.com Pubblicato da INSURGE INTELLIGENCE, un progetto di giornalismo investigativo per le persone e il pianeta. Date supporto a INSURGE per continuare a scavare dove altri temono di inoltrarsi. Le agenzie militari d’intelligence americane sono state influenti su 1.800 tra film e programmi televisivi Tom Secker e Matthew Alford riferiscono le loro scoperte sorprendenti setacciando migliaia di nuovi documenti militari e dell’intelligence americani, ottenuti nell’ambito del Freedom of Information Act. I documenti rivelano per …

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George

DI DANILO ARONA carmillaonline.com (A George Romero, straordinario profeta dell’Apocalisse che sta per giungere.) Nell’estate del 1969 si restava in città. All’epoca reputato troppo giovane per andarmene via da solo, ma già troppo in là con l’età per accompagnare i miei in vacanza sulla riviera ligure, preferivo la città vuota alla folla di spiaggia. Si restava in città con altri propri simili e si andava al cinema, a vedersi qualsiasi cosa. Allora i cinema non chiudevano per l’estate e al …

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L’orrore! L’orrore!

DI JIM QUINN theburningplatform.com Sono costantemente stupefatto dalla capacità di coloro che detengono il potere di creare una narrazione, alla quale fa affidamento una popolazione credulona non dotata di pensiero critico. Fare appello alle emozioni, quando si hanno milioni di analfabeti funzionali, intrappolati dalla faziosità della normalità, distratti dagli iGadget, discepoli dello status quo, è stata la strategia dello Stato Profondo nel corso del secolo scorso. Gli Americani non vogliono pensare, perché il pensiero è qualcosa di arduo. Piuttosto preferiscono …

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Kubrick e la demenza delle élite americane

DI NICOLAS  BONNAL dedefensa.org L’Armageddon si sta avvicinando e vale la pena citare Lincon che affermava che «la fine degli Stati Uniti non potrà che avvenire mediante suicidio». Questo suicidio è cominciato con la guerra civile nel corso della quale morì il 2% degli americani e mise fine alla grande cultura nordamericana (scriverò un giorno sull’argomento), quella degli Edgar Poe, Melville, Thoreau, ma anche quella dei Thomas Cole e degli Albert Bierstadt (riscoprite questi pittori, Cole in particolare dipingeva la …

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DI ROBERTO QUAGLIA roberto.info Per il pubblico occidentale la guerra è un grande spettacolo. A parte i più anziani, che hanno assaporato la seconda guerra mondiale, l’esperienza che noi abbiamo della guerra è esclusivamente audiovisiva, prevalentemente bidimensionale e soprattutto, è artefatta, completamente artefatta, non c’è proprio nulla di vero. Le autentiche immagini delle guerre, guerre – detto fra parentesi – quasi tutte iniziate dall’Occidente, ci vengono nascoste. Non le abbiamo mai viste. I telegiornali mostrano altro. In cambio, però, ci …

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RITIRATO IL FILM BASTILLE DAY, RACCONTAVA LA STORIA DI UN ATTENTATO ORGANIZZATO DAL MINISTERO DELL’INTERNO

FONTE: PANAMZA facebook.com Domenica 17 luglio, la stampa francese ha dato notizia del ritiro dai cinema del film franco-britannico- americano intitolato “Bastille Day”, uscito il 13 luglio e riguardante l’organizzazione di attentato previsto a Parigi il 14 luglio (https://youtu.be/uFUO7Qarics). Questo il motivo del ritiro: secondo StudioCanal, produttore e distributore del film, si tratterebbe di “rispettare le vittime” dell’attentato di Nizza (http://panamza.com/btx).   La decisione è stata presa da Didier Lupfer, direttore generale di StudioCanal – filiale del gruppo Canal+ di …

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L’ULTIMO GUERRE STELLARI E’ UNA PARABOLA APOLOGETICA DELL’IMPERO USA

DI CHRIS BURNETT counterpunch.org Praticamente qualsiasi cosa nell’ultimo Guerre stellari non ha senso, almeno a livello di coerenza logica. La trama fa buchi da tutte le parti. Nonostante ciò i fan di vecchia data di Star Wars non hanno problemi a “sospendere l’incredulità” per provare l’ebbrezza della regressione infantile. Me stesso incluso. Tuttavia nell’America di oggi, dominata dall’immagine, dove si vendono guerre o elezioni come fossero dentifricio, credo che la “sospensione dell’incredulità” sia un fatto quotidiano.

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THE DREAM AND THE END – UNA RADIOGRAFIA HOLLYWOODIANA DELLA STORIA

DI HS comedonchisciotte.org La fabbrica dei sogni e il “risveglio Che l’American Dream of Life fosse un reperto di un passato piuttosto recente era chiaro fin dagli anni del conflitto in Vietnam (1961 – 1975) mai chiamato realmente “guerra” da chi provocò la terribile escalation. Quando fu finalmente visibile e ben impresso neglio occhi degli americani e del mondo che una superpotenza imperialista e arrogantemente sprezzante stava bombardando popolazioni e civili inermi piuttosto che combattere la solita supposta minaccia “comunista”, …

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BIRDMAN OVVERO L'UMANITA' IN PICCHIATA

DI HS comedonchisciotte.org Riggan Thompson è un uomo fallito, un padre assente e un attore di dubbia capacità che ha goduto del suo momento di celebrità vestendo i panni del solito fumettistico supereroe nella sua gioventù. Dovendo fare i conti del bilancio della sua vita privata e professionale decide di realizzare per il teatro una personale trasposizione del “What we talk about when we talk about love” di Raymond Carver.

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IL GIOVANE FAVOLOSO

DI MAURO BALDRATI carmillaonline.com Scrivere una recensione che riguarda Giacomo Leopardi è operazione delicata e rischiosa, perché è sufficiente un piccolo errore, una svista, un dettaglio invertito per scatenare l’indignazione dei leopardiani più attenti. I quali peraltro hanno perfettamente ragione: è un segnale di amore per il proprio poeta, amore, rispetto e precisione. Io, per esempio, una volta ho letto un articolo del critico musicale istituzionale del Corriere della Sera nel quale un pezzo dei Cream veniva attribuito a Jimi …

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PARLA, ANZI SCRIVE: IL PRODUTTORE DEL FILM LA GRANDE BELLEZZA”

FONTE: SERGIODICORIMODIGLIANI (BLOG) Ricevo e volentieri pubblico questa lettera del signor Nicola Giuliano (nella foto a sinistra), produttore del film “La Grande Bellezza”. Mi è arrivata in posta privata su facebook, proveniente da un profilo di facebook, sperando che sia il suo. Eccola, integralmente, così come l’ho ricevuta: Pubblichi questa per cortesia, è leggermente corretta nella punteggiatura. grazie. Replica al Signor Sergio di Cori Modigliani in attesa che la pubblichi sul suo Blog. Caro Sig. Sergio di Cori Modigliani, con …

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IL GRANDE TRUCCO

DI HScomedonchisciotte.org La grancassa batte là dove il dente duole: da qualche giorno a questa parte si celebra l’Oscar a “La grande bellezza” come un tangibile segno del Rinascimento italiano mentre un paese in disfacimento vede pian piano decadere e sgretolarsi le sue autentiche bellezze paesaggistiche e monumentali. Dopo anni di magra – dall’ultimo guizzo “benignesco” de “La vita è bella” – era inevitabile che trombe e tromboni e il consueto e liturgico coro pomposamente “patriottico” risuonassero in un turbinio …

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LA FEROCIA LIBERATORIA DE IL CAPITALE UMANO DI PAOLO VIRZI'

DI CHRISTIAN RAIMO nazioneindiana.com Negli anni della sedicente rinascita della commedia (i Brizzi, i Genovese, i Miniero, i Bruno), finalmente un film italiano riprende lo spirito originario della commedia all’italiana – quella ferocia autodiretta e quella disperazione che segnarono (con Il sorpasso e Io la conoscevo bene da una parte dello spettro temporale, e Un borghese piccolo piccolo e La terrazza dall’altra) una specie di controstoria morale del nostro Paese: un’Italia che si disfece del fascismo solo di facciata per …

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GOLDMAN SACHS, LA BANCA CHE DIRIGE IL MONDO

DI RICCARDO STAGLIANO’ minimaetmoralia.it I governi passano, Goldman Sachs resta. A un certo punto del documentario c’è qualcuno che lo dice. Non è un’iperbole, ma l’impietoso punteggio della partita attuale tra economia e politica. Vince la finanza, perdono tutti gli altri. E sul podio, da oltre un secolo, c’è sempre la banca fondata a New York nel 1869 dal tedesco Marcus Goldman che poi si assocerà con il genero Samuel Sachs. Più ricca dell’Arabia Saudita. Più potente di Obama. Più …

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HOLLYWOOD E IL PASSATO (SPIELBERG VS TARANTINO)

DI GILAD ATZMON counterpunch.org Si pensa comunemente che la storia sia un tentativo di produrre un racconto strutturato del passato. La storia ha il compito di trasmetterci fatti realmente accaduti, ma nella maggior parte dei casi non lo porta a termine. In realtà, tale disciplina è concepita per celare la nostra vergogna, per adombrare i vari elementi, eventi, incidenti e avvenimenti che non abbiamo saputo affrontare in passato. La storia, quindi, può essere considerata come un meccanismo di dissimulazione. Di …

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ZERO DARK THIRTY: IL REGALO DI HOLLYWOOD AL POTERE AMERICANO

DI SLAVOJ ŽIŽEK The Guardian Molti hanno sottolineato che il film di Kathryn Bigelow approva la tortura. Ma perché un film simile è stato fatto ora? Ecco come, in una lettera al Los Angeles Times, Kathryn Bigelow ha giustificato come Zero Dark Thirty mostri dei metodi di tortura utilizzati dagli agenti del governo per catturare e uccidere Osama bin Laden: “Quelli di noi che lavorano nelle arti sanno che la rappresentazione non è approvazione. Se così fosse, nessun artista sarebbe …

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CESARE DEVE MORIRE (CINEMA: ORSO D’ORO ALLE CARCERI)

DI DEBORA BILLI crisis.blogosfere.it Lo so che le carceri italiane versano in una condizione pietosa. Lo so che ci sarebbe bisogno di nuove carceri moderne ed efficienti, al punto che si pensa di affidarne la costruzione e la gestione ai privati, e ciò malgrado in Italia ci siano già ben 100 edifici carcerari nuovi, pronti ed ancora inutilizzati. Ma poi leggo che, per la prima volta dopo ventun anni, un film italiano vince l’Orso d’Oro al festival di Berlino, e …

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