Ci risiamo: Netflix al servizio dell'ideologia woke americana

In programma l’ennesima rivisitazione che volutamente ignora il ritratto storico del condottiero Annibale Barca. Lo stratega cartaginese avrà il volto di Denzel Washington

Ci risiamo: Netflix al servizio dell'ideologia woke americana

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Denzel Washington interpreterà il generale cartaginese Annibale in un film Netflix, ancora senza titolo, diretto dal regista Antoine Fuqua. Secondo la sinossi ufficiale, racconterà “la vita reale del guerriero Annibale, che è ampiamente considerato come uno dei più grandi comandanti militari della storia. Il film ripercorre le battaglie cruciali che ha condotto contro la Repubblica di Roma durante la Seconda Guerra Punica[1]”.

Al di là del merito di Denzel Washington, grande interprete che non ha bisogno di alcuna presentazione, ci chiediamo cosa possa aver spinto un regista che ha la pretesa di raccontare la “vita reale” di un gigante della storia a non informarsi sulle sue origini (Cartagine era città fenicia, non subsahariana) e sul fatto che, quando scese in Italia Annibale aveva circa 30 anni, e non quasi 70 come invece l’attore statunitense.

In attesa perplessa di questa nuova produzione Netflix, rendiamo omaggio alla memoria di Annibale Barca ricordando brevemente la sua più memorabile impresa.

Se è vero, cosa che nessuno mette in dubbio, che il popolo romano superò in valore tutte le genti, non si può negare che Annibale di tanto fu superiore in accortezza a tutti gli altri condottieri, di quanto il popolo romano supera in potenza tutte le nazioni[2].»

Per le straordinarie qualità dimostrate durante la sua carriera militare, il cartaginese Annibale, militare e uomo politico, è considerato uno dei più grandi generali della storia. Polibio, suo contemporaneo, lo paragona al suo grande rivale Publio Cornelio Scipione detto anche l’Africano[3].

Annibale concepisce un audace piano di guerra per invadere l'Italia, marciando dalla Spagna, raggiunge i Pirenei e poi le Alpi nel 218 a.C., giungendo in Italia cinque mesi dopo la partenza da Nova Cartago e quindici giorni dopo avere valicato le Alpi.

Dopo la lunga marcia verso l'Italia, dopo aver attraversato il Rodano su zattere di fortuna e affrontato i passi alpini, molti suoi uomini non ce la fanno e alcuni elefanti muoiono appena raggiunta la pianura Padana.

Annibale si muove lungo la valle del Po sconfiggendo i Romani, guidati dal console Publio Cornelio Scipione (padre dell’Africano), in un combattimento lungo il Ticino; il console rischia di essere ucciso e la cavalleria numidica sotto il comando di Annibale si dimostra estremamente pericolosa.

Sul fiume Trebbia, vicino a Piacenza, il comandante cartaginese attacca ancora le forze di Publio Cornelio Scipione, questa volta congiunte alle legioni di Tiberio Sempronio Longo. La fanteria pesante romana viene accerchiata e gli uomini massacrati dalle truppe cartaginesi nascoste lungo la riva.

Nel 217 Annibale è in Etruria, seguito dalle nuove legioni romane. Con l'aiuto della nebbia riesce a sorprendere i romani nella battaglia del lago Trasimeno, calando all'improvviso dalle colline sulle truppe romane in marcia che vengono intrappolate sulle spiagge e nelle acque del lago: una completa disfatta dei romani.

Attraversa l'Umbria e arriva a Spoleto. Dopo avere devastato il suo territorio cerca di occupare la città; respinto dopo una carneficina dei suoi soldati, e ritenendo dal poco successo del tentativo contro una piccola colonia, che una città come Roma gli avrebbe opposto ingenti forze, dovette desistere dirigendosi verso il Piceno[4]".

I consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, al comando di un esercito di otto legioni accettano la battaglia nei pressi di Canne. Annibale pone al centro la fanteria ibero-gallica (che cede sotto l'urto frontale dei legionari) e sui due lati la fanteria pesante africana, facendo scattare la trappola: i Romani vengono attaccati sui fianchi dalla fanteria pesante e, compressi in uno spazio ristretto, non possono far valere la superiorità numerica. Inoltre, la cavalleria pesante numidica sbaraglia la cavalleria romano-italica, per rientrare alle spalle delle legioni romane, completando l'accerchiamento.

Roma viene catastroficamente vinta, ma non seguiranno né la resa né la richiesta di pace: Annibale, seppure vittorioso, non osa attaccare la rivale.

Non se lo perdonerà mai.

I romani non cercano più una battaglia campale ma seguono le tattiche di logoramento di Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, dispiegando sul campo un numero sempre più elevato di legioni, mentre nel frattempo porta la guerra in Spagna e pure in Nordafrica, dove la situazione si fa sempre più drammatica.

Nel 203 a.C. Annibale viene richiamato in patria, dopo molti anni trascorsi in Italia a combattere, con alterne fortune. Scipione l’Africano, infatti, era giunto nel frattempo minacciosamente a Cartagine.

Scipione, che da console non aveva visto una volta il nemico cartaginese in Italia, aveva osato marciare su Cartagine; lui, dopo aver massacrato centomila nemici sul Trasimeno e a Canne, si era logorato a Casilino, a Cuma, a Nola. Con queste accuse, con questi rimpianti fu strappato dal territorio italico, dopo esserne stato tanto a lungo padrone[5]”.

Nel 202 a.C. i due strateghi si scontrano a Zama. La battaglia è terribile, Annibale sembra avere la meglio ma alla fine l'arrivo della cavalleria di Massinissa, alleato di Roma, risulta decisivo; la vittoria di Scipione è completa e Annibale deve fuggire ad Hadrumetum, colonia fenicia sulle coste dell’attuale Tunisia.

Con la sconfitta dei Cartaginesi finisce la II guerra punica.

Annibale morirà diversi anni dopo in Bitinia, in Asia minore, nel 183 a.C., a 64 anni, lo stesso anno della morte del suo antico rivale, Scipione l'Africano.

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2023/11/14/denzel-washington-annibale-film-netflix

[2] Cornelio Nepote, Liber de excellentibus ducibus exterarum gentium, XXIII. Hannibal. 1-2

[3] https://www.romanoimpero.com/2023/05/annibale-barca.html

[4] Tito Livio, Ab Urbe condita

[5] ibid.

Commenti (94)

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    1. Den 22 novembre 2023

      Basta non guardare Netflix.

      Piccola curiosità: Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, aveva un nipote chiamato Edward Bernays, considerato il pioniere della propaganda.

      Il nipote di Edward Bernays si chiama March Randolph, il CEO di Netflix.

      Tutti eletti.

    2. oriundo2006 22 novembre 2023

      Complimenti: mischi complottismo e antisemitismo !

    3. CptHook 22 novembre 2023

      Questa non la sapevo, però non mi sorprende..., grazie dell'informazione, anche se il mio televisore ormai se lo stanno mangiando i ragni

    1. Bertozzi 22 novembre 2023

      Certo, la colpa di tutte le brutture del mondo è della sinistra. Che non esiste più da un pezzo, non ve l'han detto, o non lo volete accettare, d'altronde invecchiando si diventa un po' tardi, e si fatica ad abbandonare gli schemi mentali fin de siecle da cui non riuscite a staccarvi. Quanto vi divertite a dileggiare un cadavere in decomposizione. Ma la cosa demenziale è che davvero credete che Annibale nero e tutto il resto del mondo transumano in arrivo sia opera della sinistra, e che la destra invece vorrebbe da tutto questo salvarvi. Oh, quanto vi fa stare bene pensarla così, siete però da ricovero.
      Vecchi e rimbambiti. Ovviamente non c'è speranza per questo paese, a questo punto. Se non si capiscono le cose essenziali... Altro che risveglio!
      Lo fate solo perché così alimentate nelle altre menti deboli come le vostre l' idea che ci sia ancora una differenza tra la destra e la sinistra. Vi fa stare meglio, appare una luce. Senza tifo e schieramenti non sapete stare, vi hanno tirato su fin da piccoli così - quando era tutto meglio, la famosa 'volta' di 'non è più come una volta'- e se ve li tolgono vi manca la terra da sotto i piedi. Così andate avanti, e il pensiero successivo è che se tutto lo schifo che c'è nella nostra società è colpa della sinistra - che non è al governo sveglia!- in un attimo la destra appare migliore o comunque 'meno peggio' no? Non può essere 'così peggio' vero? Giusto!. Questo non è essere filogovernativi? Questo non è alimentare un teatrino, un gioco di ombre per uomini dalla maturità di un bambino, che farà la gioia dei nostri governanti e dei diavoli transumani che ci vogliono dormienti?Come si fa a credere che tutto sia colpa della sinistra (anche un Annibale nero è pretesto buono)? La devastazione scolastica tecnologica, l' arrivo ben maggiore di migranti, l'aiuto incondizionato all'ucraina e a Israele coi soldi nostri sono opere della sinistra o del nostro governo di destra? .
      ("Eh vorrebbero ma non possono" quanti bei 'respingenti' vi create per far stare in piedi le vostre tesi assurde)
      Questa di molti utenti è pura propaganda filogovernativa, mettetela giù come vi pare ma questo è.
      Perché poi se vi dà dei filogovernativi uno si becca le "sanzioni."

    2. BrunoWald 22 novembre 2023

      Certo, la sinistra non esiste più da un pezzo: quella "vera" che predicava il materialismo storico, che ambiva a rappresentare le masse, che difendeva i diritti del lavoro, che auspicava la rivoluzione... Proprio come non esiste più la destra, intesa come sistema valoriale e visione del mondo imperniata sul cardine concettuale dell'areté ellenico: eccellenza, non "virtù" in senso morale. A mio modesto avviso, Eraclito fu la somma espressione del pensiero di destra di ogni tempo.

      È chiaro che nessuno sano di mente postulerebbe un nesso qualsiasi, nemmeno remoto, tra Eraclito e la coppia Salvini/Meloni, ma nemmeno tra questi due figuri e una qualsiasi onesta visione patriottica e conservatrice. Cosa vuoi conservare in questa fogna a cielo aperto che è il presente? O lo rifiuti in blocco, accettando la marginalità, o fai politica e vendi l'anima. Terze vie non ne vedo.

      Riconoscere la natura farsesca e indegna della "destra" attuale, e della sua strutturale complicità con tutto lo schifo di questo mondo morente, non dovrebbe precludere la constatazione del fatto evidente che la "sinistra" attuale, altrettanto rinnegata rispetto alle sue origini, sia il vettore principale di tutto il marciume ideologico, di tutto il veleno morale, di tutte le aggressioni fisiche (vaccini, immigrazione, aborto, mutilazioni infantili) a quel che resta della società. Assai poco, a ben vedere...

    3. Gino 22 novembre 2023

      Anch'io ho Eraclito in grande stima. Che fosse stato un archetipo della destra però mai che me lo fossi potuto immaginare. Comunque, credo che solamente mediante Nietzsche sia possibile apprezzarne appieno la potenza del pensiero.

      Secondo Nietzsche l'etica di Eraclito fu incentrata sul mito di Dike; ovvero sul dualismo Dike/Hybris. La migliore traduzione di "Dike" sarebbe qualcosa che al contempo significherebbe "Necessità" e "Giustizia". Ma non la giustizia degli umani, bensì quella della Necessità, di un equilibrio... qualcosa di molto simile alla moderna nozione di "ecologia". Peraltro la traduzione di Hybris è invece molto semplice, calzando perfettamente il significato di "Tracotanza".

    4. BrunoWald 22 novembre 2023

      Last but non least, la sinistra nichilista è anche quella che ha eseguito gran parte del lavoro sporco, distruggendo i diritti concreti e il futuro di milioni di persone, mentre difendeva a spada tratta finocchi,* travestiti, vagabondi, femministe psicopatiche, e l'intero campionario della spazzatura universale.

      Ed è anche ovvio che per la sua penetrazione pervasiva in tutte le istituzioni chiave della società (scuola, magistratura, media, università...) nonché per l'enorme sostegno che riceve dalle centrali della mafia globale, sorosiana o meno, sia di una pericolosità astronomicamente superiore a quella della "destra" buffonesca e stracciona che dimostra ogni giorno che passa la sua impotenza, il suo essere ruota di scorta del sistema.

      Mi sembra pertanto che coloro che prendono atto di quanto sopra, indicando la estrema pericolosità della sinistra nichilista, e vedono nella destra il male minore, sbagliano quando invitano a votare per quest'ultima, ma hanno il diritto di farlo senza essere insultati come vecchi rimbambiti e troll filo-governativi.
      Ovviamente sei libero di affermare quello che pensi: mi limito a esprimere il mio dissenso, visto che siamo quei per dialogare e confrontarci.

      PS: quando dico "finocchi" non mi riferisco agli omosessuali ma, appunto, ai finocchi.

    5. Bertozzi 22 novembre 2023

      Mah, vedi, anche questo è un luogo comune ed è qui che cascate tutti, nel credere che ci sia un vettore principale (in grassetto) del marciume, sottintendendo gioco forza che l'altra parte sia meglio; sull'immigrazione, tema a voi molto caro, per esempio la supposta destra ha fatto e sta facendo molto peggio della supposta sinistra, per cui non si può pensare che la sinistra sia un vettore principale; per di più la destra e il governo odierno non solo fa peggio ma lo fa dopo aver preso i voti in base alla promessa di eliminare gli sbarchi e quindi sono molto più laidi. Almeno la sinistra è chiara nel voler transumanesimo e sostituzione etnica, e perciò è morta; la destra molto più laidamente fa lo stesso se non peggio però si vende come patriottica e nazionalista, per non morire (e la gente gli crede! Anche dopo un anno!) , ma la sostanza è la stessa, per cui a mio modo di vedere non c'è un vettore principale ed è estremamente pericoloso pensare che ci sia.

      P.s: grazie per la solidarietà espressami a suo tempo;-)

    6. Bertozzi 22 novembre 2023

      Ho capito Bruno ma se si prende ogni pretesto per attaccare la sinistrash - vedi film con Denzel Washington che c'azzecca? - che in ogni caso non è al governo e non ci andrà per un po' a me suona come un 'evitare di guardare in faccia la realtà odierna, in cui è la destra che sta sfasciando tutto e così facendo non si fa che avallare il suo operato, quando non dichiaratamente sostenerlo. La scuola giusto per dire un'altra la sta distruggendo la destra, nel solo ultimo anno hanno implementato direttive criminali che segnano dei precedenti mai visti, eppure stai tranquillo che i filosofi e profeti falliti qui daranno la colpa alla sinistra storica, eh..comoda cosi!
      E per me in un sito di contriformazione sarebbe più normale trovare gente che critica il proprio governo attuale rispetto a quelli che criticano la morta sinistra per ciò che ha fatto in passato (e ricordo eh passant che negli ultimi 50 anni ha governato tanto l' una quanto l' altra, mi pare). Per cui ogni cosa che ci schifa e inorridisce è colpa della sinistra, che ribadisco oggi non conta nulla, mi sembra un po' troppo comodo. Va troppo bene per la destra così non credi? Se la destra fosse meglio avrebbe fatto almeno l' 1 per cento di ciò che ha promesso e invece è esattamente come la sinistra. È come il gioco del poliziotto buono e poliziotto cattivo, ci fanno credere di essere avversari ma sono sgherri tutti uguali. Invece mi pare che tutto ciò che è brutto sporco cattivo demoniaco e transumano è ormai sinonimo di sinistra e ciò che è patriottico e buono è diventato di destra, e questo - ancorché non dichiarato è sentimento di molti qua dentro - è pericolosissimo perché nei fatti non è per niente così( anzi!)e l' ultimo anno lo dimostra ampiamente. Chi non se ne accorge per me è un rimbambito che pensa che destra e sinistra siano squadre di calcio e si vende abitualmente a questo tipo di menzogna mediatica assodata a questo squallido teatrino e, francamente, mi aspetterei di più da gente che dovrebbe essere antisistema o che così si professa, perché o si è contro il sistema o si è a favore del governo, tertium non datur. E infatti questo luogo dove sono in molti-troppi a favore del governo non è molto probabilmente il posto per me come giustamente mi è stato detto dalla redazione e io concordo in toto, infatti non scrivo più.

    7. BrunoWald 22 novembre 2023

      E secondo me fai male, perché offri un contributo prezioso a questo sito.

      Sono d'accordo: si tratta di concepire il sistema come un tutto, in cui sei dentro o sei fuori. Nessuno che sia davvero alternativo potrebbe non dico andare al governo, ma avere diritto di parola nel mainstream, e ne abbiamo esempi in ogni ambito.

      (Fra l'altro, ho visto un video in cui Donatella Di Cesare urla sguaiatamente interrompendo ogni tre secondi Di Battista sulla questione di Gaza... Non hanno più un'ombra di pudore, nemmeno per salvare le apparenze. E dire che Di Battista non mi pare un rivoluzionario!)

      Concordo con il tuo giudizio sul governo, ma l'"egemonia culturale" ce l'hanno quegli altri, in tutto l'occidente, compresa la propaganda veicolata da Netflix e simili; ai destri li impallinano al primo sgarro. Basta vedere il trattamento riservato a Trump: il ché non significa pensar bene del personaggio.

      In conclusione, pure su questo sito c'è gente che vede fascisti e nazisti ovunque, mentre altri credono sia all'opera una riedizione del comunismo. Penso che valga la pena dialogare con tutti, anche perché siamo sulla stessa barca e le onde sono alte.

    8. CptHook 22 novembre 2023

      Sottoscrivo pienamente il tuo commento.

    9. oriundo2006 22 novembre 2023

      Se posso dire la mia, guardando alla Storia politica dell' Occidente negli anni, vediamo che ad un certo punto interviene un germe distruttivo che estremizzando le posizioni conduce alla fine le configurazioni politiche e sociali verso assurde aberrazioni. Queste paiono dovute esteriormente ad una intensificazione dell' Idea fondatrice, ma di qui, essendo le aberrazioni divoratrici di 'potenza' e dunque di 'consenso', portano direttamente al crollo delle società di riferimento. E la follia individuale ne consegue.
      E' successo col comunismo, col fascismo e col nazismo ( ma anche con parecchie monarchie del passato, con l'impero romano e non solo ) e adesso lo stesso modulo si sta applicando alle 'democrazie'.
      Chi potrebbe difenderle oggi ?
      Nessuno sano di mente e neppure gli apparati statali ritenuti 'certi' e indistruttibili paiono indenni dalla decadenza delle istituzioni di questo mostruoso leviatano, 'dio' sulla terra.
      Questa globale non-adesione, questo rifiuto oggi pare dovuto ad una mancanza globale di consenso sui fini generali ma anche sull' agire quotidiano della realtà che sperimentiamo socialmente...e gli esempi sono davanti a noi.
      Se siamo a questo punto oggi, tocca osservare lucidamente il disfacersi di questa folle idea 'democratica', che vuole uguali nel giudizio individui diversissimi perchè indifferente è il giudizio sul loro 'merito' e le loro capacità.
      E' magica perchè attribuisce al computo matematico il valore finale e definitivo della volontà espressa da una 'maggioranza', pur anche di imbecilli a comando: insussistenza del merito e stupidità coatta sono fratelli gemelli conditi dalla tecnica.
      Un rito magico, come un rito magico era pensare all'egualitarismo totale del socialismo 'realizzato', od al ritorno dell'età dell' oro oppure al trionfo di Manno o di Cesare: e che dire del Messia dei malati rabbinici ?
      Queste mitologie forse hanno una base genetica, che si intreccia con religioni e altre formazioni mentali parossistiche in cui tutti pretendono di avere 'ragione'.
      Forse invece sono concrezioni storiche semplicemente necessarie per produrre un uomo in quanto uomo 'faber' e solo questo, dunque non un essere pienamente senziente ma dotato di valore solo attraverso la sua pena, la sua fatica materiale: uomo 'goy', bestia a comando in pace come in guerra, democraticamente s'intende.
      Se non sei buono per il re non sei buono per la regina, cantavano le femmine italiche per spronare i giovani al massacro proprio ed altrui: uomini e donne spinti ad un medesimo destino folle e sempre ripetuto.
      Fummo fatti per servire gli dei, così narrano testimonianze epigrafiche di veneranda antichità, quelle sumere.
      Da allora la storia umana è stata quasi sempre così.
      Ma il dominio, pur reiterandosi, è sempre fallito: l' unica consolazione che abbiamo è la sua transitorietà.

    10. BrunoWald 22 novembre 2023

      "Fummo fatti per servire gli dei, così narrano testimonianze epigrafiche di veneranda antichità, quelle sumere.
      Da allora la storia umana è stata quasi sempre così."

      Non trovi dunque che il "rifiuto di servire", presuntamente luciferino, acquisti un diverso significato e dignità alla luce di queste riflessioni?
      Da parte mia, comincio a vedere in modo molto diverso tutto ciò che ci è stato insegnato fin dall'infanzia, anche in ambito religioso.

      Per questo trovo di straordinario interesse la filosofia della via della mano sinistra, tanto nelle sue origini tantriche come in alcune interpretazioni occidentali, da non confondersi con il satanismo.

      L'idea di fondo è che l'unica Divinità a cui dobbiamo fedeltà sia quella interiore, l'Atman, e che nessuno, né maestri né testi sacri, possano decidere in nostra vece circa il Bene ed il Male: il decisore di ultima istanza resta la coscienza individuale, pur con tutti i pericoli che ne conseguono.

    11. oriundo2006 24 novembre 2023

      Nessun pericolo: è unita alla Coscienza Universale, di cui è la rappresentazione 'minima'. E' Costei che ci muove, ci guida ed a Ella dobbiamo essere riconoscenti come nostro 'principium individuationis' com-partecipato con la Sua Divina Essenza.

    12. Gino 24 novembre 2023

      E' una continuazione del precedente, poiché per un verso non avrei voluto scrivere un papiro, ma poi mi sono anche accorto di essere stato criptico...

      Ciò che estrapolando, Nietzsche recuperò del pensiero di Eraclito (Nietzsche fu un grandissimo filologo) fu soprattutto la nozione di uno sforzo a suo giudizio sovrumano: mediante Nietsche di Eraclito si ha l'impressione di un tentativo di elevarsi al di sopra del relativismo umano (come ad esempio anche lo è la nozione di 'destra' e di 'sinistra'). La divinità immanente di Eraclito (Dike) avrebbe infatti comportato una nozione di giustizia sovrumana, ma anche al contempo molto razionale.
      Quello di Eraclito viene peraltro riconosciuto come un pensiero eccezionale anche da altri molto importanti e successivi commentatori. Schroedinger, ad esempio, poi lo descrisse come colui in cui può essere con buona ragione individuato il più importante e più primitivo embrione di ciò che poi sarebbe diventato il nostro pensiero scientifico occidentale: la 'nostra' maggiore capacità di oggettivizzare, sottolineando però la drammatica perdita che questa nostra maggiore capacità implicherebbe, rispetto a ciò che altrimente venne sviluppato dagli orientali.
      Forse però in Eraclito questa frattura non era ancora intervenuta...

      Veramente un gran peccato che dell'opera di Eraclito siano a noi pervenuti soltanto poco più di un centinaio di piccoli frammenti, più che altro mediante sue citazioni di altri autori successivi, seppure quasi contemporanei.

    13. BrunoWald 26 novembre 2023

      Avevo definito Eraclito "la somma espressione del pensiero di destra" solo nel senso più elevato che si possa attribuire a quest'ultimo termine: ossia quello di un pensiero aristocratico, teso in uno sforzo sovrumano - come dicevi tu - di superare la mediocrità per perseguire l'eccellenza, per far parte dei "migliori", mentre disprezza invece i "dormienti", il volgo, coloro che pensano solo a riempirsi la pancia.

      L'antitesi dell'etica attuale.

      Anche la forma ieratica e oracolare con cui si esprime allude alla sacralità, al mistero, ma non lo relega in una dimensione iperuranica, vedendolo invece all'opera nel divenire, qui ed ora: il concetto dell'armonia segreta che si cela nella continua lotta degli opposti mi sembra anch'esso la quintessenza di una visione aristocratica.

      Ho amato molto anche Nietzsche. Al pari di Eraclito, è da considerarsi un pensatore aristocratico, molto al di sopra della logica orizzontale destra/sinistra.

    1. omega 22 novembre 2023

      Ormai anche da noi mettono il nero in ogni film, programma o pubblicità, anche dove non c'entra.
      Ci vogliono abituare al'idea e ci stanno riuscendo.
      La sostituzione di popolo è in atto.

    1. mago 22 novembre 2023

      è da 10 anni che gli attori nei porno sono rigorosamente di colore da quando abbiamo perso il Rocco Nazionale..la decrescita felice è iniziata da li..quindi di che stupirsi.

    1. CptHook 22 novembre 2023

      Nel suo ottimo "Annibale" di almeno 40 anni fa, Gianni Granzotto, giustamente a mio parere, afferma che la grandezza di Roma è legata ad Annibale.
      Se non vi fosse stato Annibale, Roma non avrebbe sviluppato al massimo tutte le proprie capacità, non avrebbe raggiunto, attraverso lo sforzo immane e prolungato per contrastare un tale genio militare, la coscienza di sé che lentamente la porterà verso l'impero.
      Ed è appunto in quel periodo che la figura del "dictator", carica temporanea al massimo, comincia ad assumere quel diverso aspetto che, gradualmente, porterà a Caio Mario, Silla e poi Cesare.
      Sì, l'impero romano è un pronipote della lotta di Roma contro Annibale...
      ... ma che possono capire di queste cose a Netflix?
      🙄

    2. CptHook 22 novembre 2023

      Non dubito che Granzotto si sia documentato e infatti, nel libro, lui cita e confronta proprio Polibio e Livio.

    1. ignorans 22 novembre 2023

      Usare il termine "ideologia woke" è un errore.
      Che cos'è l'ideologia woke? Non tutti possono sapere che cos'è l'ideologia woke. Io non lo so.

    2. ignorans 22 novembre 2023

      Chiamiamola "anti-tradizionale", oppure iper-progressista" ma woke, no. Se la chiami woke sei woke!

    1. sbregaverse 22 novembre 2023

      Vedremo Annibale, negli ozi di Capua, quando se lo
      Barcamena ¿?

    2. sbregaverse 22 novembre 2023

      Il Prize non piove dallo sky .
      (è meritatissimo)

    3. WarezSan 22 novembre 2023

      Lo vedremo cedere "gli" e non "a"gli orifizi.

      Nero, non binario e altre corbellerie.
      + 300 punti inclusione!

      E ancora qualcuno scrive qui che i film non devono essere accurate rappresentazioni storiche...

    4. sbregaverse 22 novembre 2023

      Ah ecco non ozi ma orifizi di Capua.

    1. Gino 21 novembre 2023

      Quello che mai viene raccontato è che fu una guerra di liberazione, purtroppo andata male. Ad esempio, sul trasimeno spese vennero alcune preziosissime giornate per bruciare le carcasse dei romani. L'epidemie sarebbero altrimenti state incombenti. Sempre punici ed etruschi furono alleati.
      Nei sotterranei di Perusia ancora vi sono le iscrizioni di defunti che sulle loro lapidi vollero che venisse raccontata la loro partecipazione tra le truppe degli eserciti di Annibale.

    1. Martin 21 novembre 2023

      Di sicuro sara' un altro fumettone per autentici ritardati nonche' analfabeti di storia, in cui Annibale, da esponente di un'altra potenza imperiale quale era, verra' invece trasformato in una specie di Che Guevara che guida l'Africa alla liberazione dall'oppressione della Roma bianca, occidentale e "fascista". Ci tocchera' digerire anche il "compagno Annibale"...

    2. Nonso 21 novembre 2023

      Se è così l'hanno pensato appositamente per te. Vogliamo la rece

    3. oriundo2006 21 novembre 2023

      Si ricorderanno che Annibale Barca era massimo esponente di una casta egemone a Cartagine, città in cui i sacrifici di bambini in onore a Moloch erano pratica corrente ? Troppo pericoloso: si potrebbero fare delle imbarazzanti analogie con l' oggi.
      E si dimenticheranno pure, io penso, delle donne dell' Urbe, del loro coraggio, davvero incredibile, e del loro carattere indomito nel preparare i loro giovani figli alle fatiche militari per vendicare Canne ed il sacrificio tremendo dei loro padri...
      Perchè se Roma vinse lo fu attraverso queste donne, le matrone come le donne del popolo.
      Dissero NO ai sacrifici umani dell' immonda entità e si prepararono a resistere AD OGNI COSTO per anni in attesa della vittoria.
      E noi lo ricordiamo ancora oggi proprio per QUESTO.
      Fu lì che iniziò il mito dell' Urbe perchè fu lì che si cementò il patto indissolubile tra le classi sociali romane e latine contro il demone semita.
      Capite perchè vogliono distruggere gli studi classici ?
      Vogliono levare la coscienza storica nostra, tutta.

    4. omega 22 novembre 2023

      In effetti, dopo la sconfitta di Canne, anche a Roma vennero praticati sacrifici umani.
      Senza voler scomodare le motivazioni originarie alla base dei ludi gladiatori.

    5. ws 22 novembre 2023

      E la cosa la sappiamo da Tito Livio che ne scrisse con ribrezzo. I romani conoscevano le superstizioni necromantiche ma ne ricorrevano solo in casi ritenuti veramente disperati. Praticamente ci sono noti solo due episodi in tutta la storia romana ,i due schiavi sepolti vivi nel foro che tu citi ,e soprattutto L"autoimmolazione" di Decio Mure nella prima guerra sannitica

    6. Gino 22 novembre 2023

      Trascorsi alcuni secoli di anedottica latina (SPQR), a cui si succedettero poi circa due millenni di anedottica di 'universali' Papi (mediante cui il Senato poi conservò il potere), c'è da meravigliarsi tanto del tanto fango che venne fatto tracimare?
      Cagliari fu sempre città punica, eppure colà non venne conservata memoria alcuna di tali nefandezze. L'etruria fu sempre amica ed alleata dei punici, eppure degli etruschi non venne tramandata la memoria di un tale tipo di nefandezze. Anzi, la loro civiltà venne spacciata come se fosse stata civiltà latina (cardo e decumano, legge rigorosa amministrata dai lucumoni, opere ingegneristiche (strade, ponti, acquedotti), il tipico tempio 'romano', l'arte sopraffina, l'ingegneria navale (navi etrusche/pelasghe "dai begli scalmi" (raccontate nell'Odissea), armate di rostro e ponte d'arrembaggio... Tutto fu civiltà etrusca, nulla vi fu di civiltà latina, a parte quella bellica (seppure la sua massima espressione avvenne poi mediante la dinastia etrusca che infine spodestò il Senato: da Cesare a Nerone - Claudio poi addirittura pare si divertìsse a fare schiumare di rabbia il Senato, ivi raccontando la vera storia di Mastarna, ovvero Servio Tullio).
      Peraltro la colpa degli etruschi sarebbe stata quella del libertinaggio: le loro donne dai latini vennero considerate troie. Il dire "sei una troia", peraltro, banalmente derivò dal fatto che il mito etrusco fu quello di Troia. Altrimenti si ebbe però che anche la ben più diretta locuzione di "etrusca" stava a significare "puttana".

    1. Darkman 21 novembre 2023

      Gli hanno fatto interpretare pure Macbeth a Denzel Washington tanto perché la farsa del wokismo non conosce limiti.
      Vita reale di Annibale per opera di Netflix... a cosa si ispireranno? Al Trono di Spade? A The Witcher? Annibale sarà un transessuale? Vedremo certamente pachidermi in computer grafica cheap di proporzioni per giunta sbagliate.

    1. sbregaverse 21 novembre 2023

      Ceterum censeo delendam NETFLIX*
      *Pelo di fallo.

    1. Arthur 21 novembre 2023

      È la Sinistrash.
      Tra wokate, sesso fluido ed eco-ansia prima o poi calerà il sipario sugli utili idioti.
      Ormai si tratta di un andazzo che accomuna pressoché tutti i partiti e movimenti sinistri sparpagliati per l'orbe.

      Da un paio di giorni la sinistrash italiota è in preda a un delirio a reti unificate contro patriarcato e sesso maschile.
      Israele e Hamas sono stati liquidati alla velocità della luce.

      In attesa che ricomincino con Hamas, Cazaria, e soprattutto con CO2 e clima, gli avvoltoi stanno spolpando la preda.

      Tutto fa brodo, persino la morte di una povera ragazza.

      Parola d'ordine: stare alla larga da quella cosa chiamata TV, soprattutto quando parlano i giornalai.

      Da voltastomaco.

    2. Jimbo 21 novembre 2023

      Mi ribolle il sangue a leggere e sentire nominare la sinistra ahimè morta almeno in uccidente; chiamandola sinistrash lo posso sopportare.
      Copierò a piene mani il termine i prossimi tempi da quanto mi garba.
      Quando non ci arrivano genio e creativitá bisogna attrezzarsi col copiare.

    3. danone 21 novembre 2023

      Ha già detto tutto anni fa Paolo Franceschetti a proposito dei delitti mediatici.
      Sono tutti collegati ad ambienti occulti-massonici-geopolitici e la dinamica spesso è ritualistica o simbolica.
      Inoltre il Franceschetti, chiarisce che sempre nei delitti mediatici sono coinvolti, oltre che alle vittime e i carnefci, con relativa parentela, anche gli stessi operatori professionisti che seguono il caso, giornalisti, criminologi, investigatori, magistrati, tutti coinvolti in trame assolutamente poco chiare e torbide, per non dire sataniche.
      Il tutto opera occultamente al fine di condizionare sia le scelte politiche generali del paese, sia per produrre nell'opinione pubblica e nella società precisi humus psicologici di massa.

    4. Arthur 21 novembre 2023

      Copia pure senza remore.
      Non è farina del mio sacco.
      Ho copiato anche io.
      Credo di aver letto il termine su Radio Radio.
      E comunque è imminente la pubblicazioni di un libro di Fusaro che si intitola Sinistrash.

    5. Arthur 21 novembre 2023

      Esiste anche la distrazione di massa.

    6. Arthur 21 novembre 2023

      Se inveisco brutalmente nei confronti della sinistra è perché quella cosa immonda che si proclama tale è ormai alla canna del gas e, sotto effetti allucinogeni (auto?)indotti, sta facendo danni spaventosi proprio tra chi era, è o dovrebbe essere di sinistra.
      Lo sfacelo culturale e morale, l'instupidimento generale, le idiozie più balorde e impensabili, la volgarità costernante a ogni piè sospinto, mio Dio, vengono i brividi...
      Pure la destra fa pena e schifo, e ha le sue responsabilità che sono non poche, peraltro assai gravi, ma certa sporcizia ignobile è una esclusiva della gauche.

    7. Nonso 21 novembre 2023

      La destra fa pene dai

    8. absitiniuriaverbis 22 novembre 2023

      ... sinistra, destra..., centro e varianti connesse! Tutto fa brodo.

      È 2000 anni che spacciano dipinti di un uomo poco mascolino sostanzialmente biondo, biondo castano e varianti con i boccoli e lineamenti europei.
      Si tratta sempre di trovare un modo per creare controllo attraverso manipolazioni.

    9. ndr60 22 novembre 2023

      Io utilizzavo sx fuxia, ma sinistrash è più efficace, lo devo ammettere.

    10. CptHook 22 novembre 2023

      Sinistrash è un capolavoro di sintesi ed espressività...

    11. ws 22 novembre 2023

      Le idee di Franceschetti mi sembravano allora ( oltre ventanni fa ) "estreme". Adesso,invece, dopo tutte le "sceneggiate di stato " che ci hanno fatto sorbire , soprattutto a partire da l' "11-9", mi sembrano "estremamente serie"

    1. danone 21 novembre 2023

      Di grazie che hanno scelto Denzel per Annibal, Katia.
      Pensa che per interpretare Napoleone, la prima scelta di Scott è stata Whoopi Goldberg (sai, una donna nera è perfetta oggi per interpretare nel modo più realistico un imperatore uomo bianco) che però ha rifiutato per fortuna, perchè già impegnata nelle riprese di Sister Act 14.

    1. LuxIgnis 21 novembre 2023

      Ma un film è un film non deve essere un documentario storico!
      È piena la storia del cinema di imprecisioni sui fatti e sui personaggi storici nei film in tema.
      Al limite potrà essere un brutto film come spesso ce ne sono. Tanti effetti e poca sostanza.

    2. absitiniuriaverbis 21 novembre 2023

      E se fosse che avevano bisogno di uno molto bravo e molto noto per far passare battute e dialoghi in odore di eresia storica?
      Chi lo vedrà, potrà forse valutarlo, suppongo.

    3. WarezSan 22 novembre 2023

      Non sono imprecisioni ma vettori per una legittimazione di un'agenda ben definita.
      Lupen nero.
      Maria Antonietta nera.
      La.sirenetta nera.
      Froci lesbiche tx trv ed ora anche pansessuali in OGNI show presente su netflix.
      E che dire di quella porcata di Another life, Serie fantascientifica in cui il dottore di bordo è un efebico tx che si aggira disinvoltamente per la nave con zeppe da 30 cm che manco nei bordelli del Texas?
      E che dire del fatto che (spoiler!) monta a pecos il più bear dei bear del cast con tanto di centrifuga linguale senza motivo alcuno?

      Ma che senso hanno queste cose?
      Senza arrivare a forzature storiche risultano fuori posto anche in sceneggiature inventate!

      https://media.distractify.com/brand-img/8ZtvBnCJS/1024x1024/jayr-another-life-1564083840999.jpg

      Al link trovi uno dei suoi make-up tanto amati.
      Queste non sono imprecisioni!
      Cerca su gimage JayR Tinaco e ti fai un idea del personaggio.
      Un trampoliere!!!

    4. CptHook 22 novembre 2023

      Bè, mica tanto d'accordo, il fatto che la storia del cinema sia piena di vaccate non mi sembra una giustificazione per perseverare...
      D'altra parte, il cinema americano, salvo rare eccezioni, non ha mai avuto la volontà di educare ma solo di condizionare.
      In questo senso la grande cinematografia italiana del dopoguerra rimane, a mio parere, un capolavoro insuperabile.
      (Poi è arrivato il Trucido, l'Ubalda - Sbrega, astieniti, anche se ti pesa - ed altro, ma quelli non contano).

    5. LuxIgnis 22 novembre 2023

      Se esiste un'agenda ben definita allora esiste da quando è iniziato il cinema non ora.
      C'è una lunghissima lista di film con imprecisioni storiche, con personaggi non conformi all'ambientazione storica (il Gesù di Zeffirelli biondo e con gli occhi azzurri, tanto per fare un esempio). Fino ad arrivare film che hanno tradito lo scritto originale da cui erano tratti.
      Chi cerca il marcio lo trova sicuramente, anche di quello ne è pieno il mondo.

    6. LuxIgnis 22 novembre 2023

      Quello era il neo realismo che pretendeva di filmare la realtà come era. Non sempre però ci riusciva anch'essa è soggetta a interpretazione e pregiudizi.
      Ogni opera d'arte è soggetta a interpretazioni e pregiudizi altrimenti sarebbe noiosa come spesso è stato noioso il neo realismo.
      Non sono per me vaccate, sono appunto interpretazioni che possono piacere o no.
      Nessuna ha avuto da ridire con il Cristo biondo di Zeffirelli (ripropongo l'esempio) ma è una vaccata storica. Ma non ha importanza, ha importanza il fatto che sia stato un buon film, anche se io preferisco quello di Pasolini (che era moro).
      O vogliamo parlare dell'appena uscito Napoleon di R. Scott in cui viene tratteggiato un personaggio che, da quello che ho letto, non so quanto sia storicamente vero?
      E permettimi di dire che il cinema non deve educare e nemmeno condizionare ma solo intrattenere, poi come tutte le cose vi sono film che hanno anche molto da dire e che indirettamente educano.
      Giudicare un film per queste cose è scusa il termine da stupidi, poiché se si è coerenti fino in fondo allora la quasi totalità dei film dovrebbe essere cestinata e ti assicuro che ve ne sono di memorabili in mezzo.
      Questo film che forse vedrò (a me i film in costume e storici non piacciono molto) forse sarà un grande film. O forse una grande vaccata ma non per l'interprete o la fedeltà storica che quasi nessun film ha. Sicuramente ha un grande attore come protagonista. Uno che non è uno stupido anche nella vita.
      P.S. Ma se invece di un nero avessero scelto come attore un biondo con gli occhi azzurri sarebbe andato bene?

    7. omega 22 novembre 2023

      La cosa non è casuale ma è ampiamente voluta.
      Basta confrontare i film americani e anglosassoni degli anni 30, 40 e 50 del 1900 con quelli di fine secolo ed oltre, per notare come la presenza e il ruolo dei personaggi neri siano notevolmente aumentati e cambiati in meglio: Ormai da tempo sullo schermo abbondano politici, giudici, generali e alti funzionari neri in percentuale chiaramente elevatissima, cosa che prima non avveniva proprio.
      Qualcuno potrebbe ascrivere codesto fenomeno al miglioramento sociale dei neri, ma è la notevole sovraesposizione degli stessi a stonare.

    8. ws 22 novembre 2023

      No , Il cinema è da sempre uno strumento di "educazione" politica( "il cinema è l' arma più
      forte" disse mussolini quando concentrò la cinematografia nazionale a Roma ).
      E la cinematografia americana lo è stata di più e da sempre.(https://www.amazon.it/DIVI-STATO-CONTROLLO-POLITICO-HOLLYWOOD/dp/B00O4XZB0I)
      Sorprendentemente invece mi hanno sorpreso alcuni film sovietici per la loro aderenza storica e psicologica , ad es"guerra e pace" di bondarciuk nettamente superiore ai due film "occidentali" sullo stesso libro.

    9. LuxIgnis 22 novembre 2023

      Conosci poco il cinema per dire una cosa del genere, anche se alcuni film possono rientrare in quello che dici.
      Ma la stessa cosa lo si potrebbe dire dei romanzi visto che nascono nella borghesia del '700.
      Ma forse anche di ogni arte visto che molti capolavori sono propaganda della Chiesa dell'epoca.
      E così via.

      Che il cinema e l'arte in generale sono stati utilizzati dai vari regimi come funzione di propaganda questo è vero ma che il cinema sia uno strumento di educazione politica questa è una baggianata grossa come il monte Everest.
      Smettete di vederli e di leggere se ne può fare a meno.

    10. LuxIgnis 22 novembre 2023

      Guarda che succedeva la stessa cosa negli anni '30, 40 e 50 seppur con modalità diverse visto che ai neri allora non era permesso nulla e c'era ancora quella schifezza e vergogna umana che era la segregazione razziale.
      Il fatto è che attualmente vi sono dei gran bravi attori neri tanto quanto i bianchi.
      La sovraesposizione di cui tu parli e io te lo posso dire perché in media vedo un film al giorno non esiste.
      Prendete solo dei particolari, delle eccezioni e ne fate una regola per poter affermare la vostra visione delle cose.

    11. Nonso 22 novembre 2023

      Lux il cinema, anzi tutta l'arte, non è intrattenimento, fatta eccezione per quei prodotti commerciali di intrattenimento, che arte non sono e mai saranno.

      L'arte è potente.
      Hai citato Pasolini.

    12. LuxIgnis 22 novembre 2023

      Pare che gli sciamani dei primi uomini, dipingevano nelle grotte (che poi abbiamo trovato a testimonianza di arte primitiva) immagini di caccia.
      Non era un arte solo figurativa ma aveva uno scopo ben preciso che era quello di attirare la preda nelle mani dei cacciatori.
      Ci sono anche molti resoconti di indigeni che utilizzano questa tecnica propiziatoria nella caccia.
      Quindi l'arte ha un potere. Ma questo potere chi lo dà?
      Un disegno su una parete o l'intenzione di una comunità o di chi osserva?
      A noi quei disegni non servono a nulla a quei primi uomini evidentemente sì.
      Il cinema non ha quel potere, sono rari veramente rari i film che possono averlo e hanno comunque bisogno di uno spettatore attento, predisposto ad accogliere il messaggio insito.
      Non credo che tu o chiunque altro veda un film per elevarsi ma per divertirsi, per emozionarsi, per evadere, per provare piacere. E questo vale anche per i film tragici. Da cui l'intrattenimento e in questo non vi è nulla di male.
      Persino filmetti come quelli della "commedia all'italiana" sono divertenti è hanno un significato se lo si vuole trovare. Che è quello semplice ma per nulla banale della gioiosità nella vita.
      Poi viene la riflessione in quanto quel film può portare delle conoscenze che non si hanno o a riflettere su determinate tematiche.
      Tematiche che poi però vanno approfondite. Se mi fermo al film, anche il migliore, avrò dato retta a una finzione e quindi a una menzogna.

    13. BrunoWald 22 novembre 2023

      Ovviamente esiste un'agenda.

      E ovviamente, negare l'evidenza è la risposta naturale di chi si trova a suo agio con la pars destruens, la componente dissolutrice della suddetta agenda, pur avversandone la pars construens, ossia il regime in via di edificazione.

      In altre parole, va benissimo l'imposizione programmatica dell'informe, del brutto, del debole, del malato, dell'ignobile, parallela al linciaggio costante della razza bianca e del sesso maschile, mentre non piace il risultato finale di tutto ciò: l'impero mondiale di un pugno di miliardari.

      Se ci si limitasse alla dissoluzione, ne sarebbero entusiasti.

      Purtroppo, anche se questi nostri amici non lo sanno o non vogliono accettarlo, abbiamo a che fare con gruppi iniziatici che sanno bene come applicare il principio Solve et Coagula: e quando imprimono sui loro biglietti verdi il motto "Ordo ab Chao", faremmo meglio a prenderli sul serio, perché è precisamente quello che intendono.

      E possiamo stare sicuri che l'"Ordo" sarà ancora più orribile del "Chao".

    14. Nonso 22 novembre 2023

      Se citi proprio Pasolini, e poi mi parli della valenza magica dell'arte, non posso non pensare al suo modo di fare cinema. Non tanto per la qualità dei film, ma per il processo di realizzazione: sciamanico a dir poco.

      Però io non intendevo disturbare il potere magico dell'arte, nemmeno intendevo parlare di questa componente nel lavoro di Pasolini. Mi riferivo al fatto che è stato ucciso, non so...

      (IOSO) Io so, ma non ho le prove.
      https://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html

      Non si guarda un film di Pasolini per intrattenere una sera, anche perché sono film capaci di rovinarti l'umore per giorni.

      Non è infatti una questione di morale, o se preferisci di messaggio, ma piuttosto una questione di potenza del mezzo: l'immagine. Lo vediamo in tutta la Storia dell'Arte.
      Vale per chi intende mandare messaggi innovativi, originali, disallineati, ma vale anche per chi propone ciò che è comodo al sistema, anzi vale soprattutto in quest'ultimo caso, cioè quando si hanno i finanziamenti giusti con i quali realizzare e, soprattutto, promuovere l'opera.

    15. omega 22 novembre 2023

      Invece la sovraesposizione è del tutto evidente; la quantità di personaggi neri di rango elevato rappresentati è del tutto inaderente alla realtà effettiva. Il fatto che ci siano molti bravi attori neri non c'entra, perché i ruoli interpretati sono differenti. Una volta, nelle pellicole americane, il nero era del tutto assente o gli venivano assegnati ruoli da uomo di fatica o da domestico; oggi, invece, il nero è dappertutto e gli vengono assegnati, spesso, ruoli da classe dirigente in maniera spropositata rispetto alla loro percentuale di popolazione e al loro effettivo livello socio-economico.

    16. WarezSan 22 novembre 2023

      Questo assolutismo manicheo proprio non lo capisco.
      Ti pare forse che ai tempi del cinema muto ci fossero queste forzature di genere?

      Che senso ha fare un parallelismo fra imprecisioni storiche e forzature atte a veicolare messaggi tipici del WEF?

      Ma davvero stiamo ancora qui a parlare di Cherry Picking?

      Ma cosa altro devono fare per svegliare le coscienze?

    17. WarezSan 22 novembre 2023

      Scusa ma hai Netflix e prime?

      Io si.

      E se non vedi la forzatura in OGNI SINGOLO SHOW il problema è tuo.

    18. WarezSan 22 novembre 2023

      Ormai a Hollywood si usano "consulenti di parità di genere e di inclusione".
      Addirittura le agenzie di casting hanno quote ben definite di attori LGBTQ e freak vari.
      Non solo, ci sono agenzie di rating a cui i produttori si rivolgono per stabilire se rientrano nel parametro che determina "inclusione" senza il quale non accedono a finanziamenti.

      Ci rendiamo conto?
      Agenzie di rating per stabilire quanto WOKE è un azienda per ricevere supporto finanziario!!!
      E parlo di aziende a 360°, non solo di produzioni audiovisive!

      Chi parla di "coincidenze" e paragona quanto accade oggi con la genesi cinematografica non vede l'evidenza!

      Ma il caso Budweiser light non ha insegnato nulla?

      Hanno preferito perdere clienti ma accedere ai finanziamenti con un rating WOKE altissimo!

      Ma come è possibile non chiedersi quale sia il fine ultimo?

      O forse qualcuno ritiene che davvero a chi tesse le fila freghi qualcosa delle minoranze rappresentate, il tutto con un dichiarato senso di colpa per l'appartenenza ad una razza bianca e un'amministrazione spropositata per altre razze che nemmeno lo considerano.

    19. LuxIgnis 23 novembre 2023

      È sempre intrattenimento. È chiaro che guardare un film di un autore come Pasolini ci si aspetta qualcosa.
      Ma prendi i film della trilogia, quelli sono goliardici, divertenti, non dicono nulla di particolare se non la bellezza dei personaggi così bene esaltati da Pasolini.
      Lo scopo dell'arte è principalmente quello dell'intrattenimento.
      Tu vedi questa parola come qualcosa di negativo, ma io no. Gli do un grande valore. Ed è proprio quando si riesce a svolgere bene la funzione dell'intrattenimento che il messaggio se c'è arriva bene.
      Molti film che puntano solo sul messaggio sono noiosi e difficili da vedere. Un film non è un documentario e non è un saggio.
      Ma è un romanzo in movimento.
      E ne esistono di versi generi con diverse tecniche di recitazione e di montaggio.
      La bravura dell'autore è saper mettere quel qualcosa in più tra le righe.

    20. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Ma che film vi vedete?
      Se poi alla fine vedete solo film delle produzioni "classiche" poi non vi lamentate se sono cacca.

    21. LuxIgnis 23 novembre 2023

      No non ce l'ho e non mi interessano in particolare.
      A me interessa il cinema e quindi tutto anche quelli prodotti da Amazon e Netflix.
      La maggior parte dei film prodotti da questi sono di bassa qualità e non perché hanno un personaggio che a te non piace, o forzato, ma è proprio che sono film carenti. Non sempre ma spesso sì.
      Ma non capisco il vostro ragionamento. Fate tanto gli alternativi e poi vi andate a vedere i film prodotti che più nazional popolari non si può? Dove sicuramente c'è il politically correct ma che ci si può aspettare sapendo che è quello che queste due case producono? Se a voi da fastidio eprché li vedete e con questo vi permettete di giudicare il mondo del cinema? A me non da fastidio, a me interessa se un film è fatto bene o no.
      C'è un vasto mondo nel cinema. Molto vasto. Forse è meglio che guardiate altrove.

    22. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Si che c'erano. Forse non di genere ma molta propaganda anche allora. Pensa ai film dell'Istituto Luce che propagandavano il fascismo.
      O non erano forse politically correct i film di Buster Keaton?
      Voi parlate di una manciata di film su migliaia che vengono prodotti nel mondo ogni anno che forse avrà caratteristiche che dite voi (me ne indicate qualcuno, che sia valido però?) e giudicate con questo il veicolare messaggi del WEF?
      Ma davvero?
      Cioè mi dici che esiste la propaganda. Ma va? Davvero?
      Che alcuni film sono propagandisti? Alcuni, solo una piccolissima parte.
      Ebbene ti dico una piccola verità di Pulcinella. Sei sommerso dalla propaganda, tutto è propaganda, dagli 0 ai 100 anni.
      Lo status quo è lo status quo e si comporta da status quo. Non ci si può aspettare altro.
      Ma ripeto per me non è quello che fa un film buono o scarso. È qualcos'altro. Non è un attore nero in una parte da bianco (forse) che desta preoccupazione. Queste cose sono sempre successe. Una volta c'erano bianchi con il cerone nero sulla faccia per fare le parti dei neri. L'importante è che sia un buon attore, e che sia un buon film. Del resto a me non me ne frega niente.
      Che cavolo di propaganda del WEF c'è in un film su Annibale?

    23. omega 23 novembre 2023

      Guarda che io non mi riferisco solo al cinema, ma anche e soprattutto alla pubblicità e alla televisione. E comunque, proprio le produzioni più commerciali si prestano a veicolare certi messaggi.

    24. omega 23 novembre 2023

      Se non la vedi non è colpa nostra. Tanti la vedono chiaramente.

    25. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Pubblicità e televisione sono cose molto diverse dal cinema. Sono molto più controllate e pericolose.
      Non si possono paragonare assolutamente.

    26. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Non c'è niente da vedere. Prova a guardare oltre.
      Se come ho detto vi rendete conto solo adesso che esiste la propaganda siete indietro di qualche secolo.
      Ma se siete convinti totalmente di questo allora smettete di vedere film Tv e anche di leggere romanzi.

    27. Nonso 23 novembre 2023

      No, ti sbagli. Non vedo l'intrattenimento come qualcosa di negativo, dipende sempre da quali contenuti passano, con l'intrattenimento:
      l'arte non è intrattenimento, nella maniera più assoluta. Lo spettacolo è intrattenimento. Sono due cose diverse.

      L'arte può anche fare intrattenimento, siamo d'accordo, ma non è il suo scopo principale, perciò spesso non intrattiene, ma devasta, annoia, dispera, strazia... e, non essendo spettacolo, anche quando è questo, non manca ai suoi compiti.

      Arte e spettacolo sono due cose diverse.

    28. Nonso 23 novembre 2023

      Netflix, vorrei ricordare.

    29. Nonso 23 novembre 2023

      Non si vuole demonizzare il Cinema, nemmeno quello di intrattenimento.

      Cerchiamo anche di non sminuire il potere del mezzo di comunicazione.

    30. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Fai delle divisioni che sono forzate secondo me. E come hai detto si interlacciano talmente che è difficile separare l'una dall'altra. L'arte è espressione della bellezza nelle sue varie forme. E cosa c'è più dell'intrattenimento come espressione della bellezza?
      Diciamo anche che l'arte se vuoi, e se si è scevri da pregiudizi di sorta, la trovi dappertutto.

    31. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Netflix non è che un'infinitesima parte del mondo del cinema. È un produttore come ce ne sono a centinaia.
      Non fa di solito gran film ma qualcuno c'è.

    32. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Il quinto potere (vedere il film) è la televisione non il cinema. Forse fate qualche confusione.

    33. Nonso 23 novembre 2023

      Appunto!
      E questa visione vogliamo chiamarla intrattenimento?
      Non ci sto.

      L'arte può fare intrattenimento, ma non è tenuta a farlo, ha la proposta di visioni e linguaggi come scopo. Lo spettacolo ha l'intrattenimento come scopo e può avere dei contenuti, ma non è tenuto ad averli.

      Sono uno l'antitesi dell'altro, non sono io a cercare differenziazioni forzate.

    34. Nonso 23 novembre 2023

      Ma chi sta demonizzando il cinema? Te lo domando.

      Stiamo parlando del potere del cinema.

      1-C'è il cinema, che comprende i suoi strumenti, le competenze, i diversi ruoli, i luoghi...etc etc.

      2-Poi c'è l'utilizzo del cinema, che equivale all'impiego di quelle tecniche.

      Da una parte analizziamo un mezzo di comunicazione, che io ritengo potentissimo. Non so tu.

      Dall'altra analizziamo il suo impiego che può essere a fini artistici (cioè CULTURALI e INTELLETTUALI) oppure a fini di intrattenimento (cioè di spettacolo). Nel primo caso il cinema serve, come un servitore, a veicolare visione e sperimentarsi come linguaggio di linguaggi, nel secondo caso il cinema serve a veicolare uno stile (comico, drammatico...e via dicendo) di spettacolo.

      Sono due cose diverse.

      In entrambi i casi rimane un mezzo di comunicazione potente.

      Mi devi dire cosa non ti torna.

    35. WarezSan 23 novembre 2023

      A ecco.
      Non hai Netflix o prime.

      Non credo tu sia nella posizione di poter dare lezioni a nessuno sul tema.

    36. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Guarda che li vedo i film e serie di Netflix o Prime. L'ho anche detto.
      Ultimamente sto vedendo "ascolta i fiori dimenticati" (Prime) e sarà scorretto come dici tu perché c'è una lesbica (orrore) ma è un'ottima mini serie TV. Una delle migliori degli ultimi tempi.
      E devo dire che a me farebbe schifo averci un abbonamento con questi due. Poi ti permetti di criticare.

      Sei iscritto a Prime e Netflix e vieni qui a fare l'alternativo che sa tutto del cinema?
      Ma vedi anche il TG1?

    37. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Tu no ma qualcun'altro lo sta facendo.

      E comunque mi sai indicare un film che abbia avuto un impatto sulla società e cambiato qualcosa?
      Se andiamo a vedere i primi cento film della storia del cinema non ne escono molti che abbiano un impatto culturale. Ma sono dei bellissimi film.
      Forse in ambito individuale qualcuno lo ha avuto questo impatto ma pochissimi.
      Un film può avere il potere di cambiare la vita di una persona ma è una cosa individuale, strettamente personale.
      Il cinema non ha questo potere.
      Io non mi vedo un film per motivi culturali leggo libri per quello o al limite vedo documentari.

    38. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Per me sono valide sia l'una che l'altra.
      Faccio un'analogia con la musica.
      Chi ha detto che solo la classica è musica nobile? Anche una canzonetta può aver molto da dire sia musicalmente sia come messaggio.
      E tutte nascono per intrattenere.

      Un'altra cosa non tutta l'arte è dedica all'intrattenimento ma il cinema si.

    39. Nonso 23 novembre 2023

      Esempi ce ne sono. Le reazioni durano poco, ma lasciano quel piccolo sedimento che fai oggi e fai domani...

      Non si tratta di cambiare la vita delle persone con un film, posto che che può capitare, ed anche con opere molto impegnative di una intera produzione cinematografica, però non sto dicendo questo.

      Netflix non pretende di cambiare la vita di nessuno con un film, ma certamente vuole indottrinare e diseducare imponendosi come abitudine modaiola e fregando gli utenti con la proposta diversificata, con l'illusione della scelta su base passiva. La televisione online.
      Volendo si può approfondire, ma mi fermerei qui. Se mi dici che non guardi un film, o non entri in un museo, o in una galleria, o non osservi un duomo per motivi culturali, allora chiediamo all'arte cose diverse. E' anche un fatto di esigenze. Calvino lo sapeva.

    40. Nonso 23 novembre 2023

      Mai parlato di nobiltà della musica classica.

      Alt, guarda che la musica è un esempio perfino troppo facile.

      Non so se hai notato il potere della musica sui giovani. Cambia il loro modo di esprimersi, di vivere la socialità, di vestire, di vedere il mondo. La musica è ancora più forte del cinema. Mi dai ragione.

    41. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Era un'analogia ma vabbè.
      Era solo per dire che è intrattenimento anche se è un arte, così come il cinema.
      Comunque se dici che ha potere io non ho mai visto fare una rivoluzione per un pezzo musicale.

    42. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Io ho sempre più il sospetto che voi di film non ne vediate molti.
      Per i film di Netflix (stiamo parlando di un produttore come altri) che ho visto questa cosa che dici te di indottrinare ed educare non l'ho vista. Ho visto film mediocri per lo più con eccezioni, ma niente più. Contenuti online non ce l'ha solo essa ma è una consuetudine per molte case. Se poi si tende solo a conoscere Netflix o Prime questo è dovuto alla pigrizia degli spettatori specialmente italiani.
      C'è un mondo immenso on line.
      Le arti sono diverse quindi non vado in un museo per solo intrattenimento perché quel tipo di arte non è rivolta all'intrattenimento ma nemmeno per motivi culturali. Quello casomai mi leggo i libretti illustrativi. Ma per emozione. L'intrattenimento è emozione. Se un'opera di qualsiasi arte, non suscita emozione è solo un pippone mentale.
      Ecco di quelli ne faccio volentieri a meno.

    43. Nonso 23 novembre 2023

      Ti sbagli. Non ho Netflix per scelta, dopo averlo analizzato. Prime mai sia. Mi piace il cinema, soprattutto di nicchia, e infatti me lo cerco altrove. Possibilmente...al cinema.

      L'arte è SOLO emozione?? Questo sembra un concetto degno di Maria de Filippi.

      E i libretti illustrativi hanno funzione turistica, di intrattenimento, appunto, non certo culturale. Anzi, sono sovrastruttura che -se vogliamo- disturba la pura fruizione delle opere rendendola schifosamente didascalica, benché aiutino i non addetti a contestualizzare storicamente. Vabbè, la pensiamo diversamente

    44. LuxIgnis 23 novembre 2023

      Che tu ce l'abbia o meno non è inerente a quello che dicevo.
      Io vedo tutti i film non vado a centellinare il produttore e quindi mi è capitato anche di vedere film di Netflix.
      Ripeto tutti i film nessuno escluso, ma proprio nessuno. Dai film d'autore che dici tu (e alcuni sono maledettamente noiosi e pipponi mentali) ai film di serie B come vengono chiamati (e alcuni sono delle vere e proprie perle).
      Non ho nessun pregiudizio sull'interprete o sul messaggio che si presume veicola.
      Mi interessa che mi emozioni e le emozioni sono tantissime da basse ad alte. E sono valide tutte nel loro proprio contesto.
      E che chiaramente sia fatto bene.
      E chiaramente se mi emoziona vuol dire che il messaggio che veicola mi piace altrimenti non mi emozionerebbe. Mi sembra chiaro questo.

      Dimmi cosa provi quando vedi la pietà del Michelangelo, o un quadro di Van Gogh.
      E se non è emozione allora cos'è.
      Elevazione culturale?

      P.S. La De Filippi l'emozione non sa nemmeno dove sta di casa. Fa solo leva su degli istinti bassi che chiamarli emozione a me sembra molto fuori luogo. Emozione vuol dire mettere in movimento.
      P.P.S. per libretti illustrativi intendo quelli che mi danno delle informazioni sull'opera. Se cerco cultura di un'opera da qualche parte devo pur cominciare.

    45. Nonso 23 novembre 2023

      Scusa ma ti rubo la parola che proprio non mi veniva: elevazione. Esattamente. L'emozione che l'arte suscita è propedeutica all'elevazione che intende fare raggiungere. Elevazione. Netflix tende alla mediocrità cronica, tutti i colossi del web tendono ad incentivare questo, nei diversi ambiti. L'arte eleva.
      Grazie, ho finalmente concluso

    46. WarezSan 25 novembre 2023

      Che io sia qui a fare l'alternativo è tutto nella tua testa, come sempre.

      Ma fammi capire, tu che cianci tanto di "emozzzzioooooni" come vedi i film Netflix o prime se non sei abbonato?

    47. WarezSan 25 novembre 2023

      E da quando il potere di un messaggio si misura in termini di sovvertimento dell'ordine costituito?

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