Il contagio di Contagion

Il copione originale della risposta alla Covid risulta essere un film del 2011 con protagonista la nostra venditrice preferita del marchio Goop

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Alex Berenson
alexberenson.substack.com

Ricordate com’era iniziata la pandemia?

Il virus aveva colpito prima i giovani. La modella sexy a Londra. La moglie adultera a Minneapolis. Il ragazzo palestrato di Hong Kong. Tutti così sani. E giovani!

Poi si erano infettati. Ed erano morti. Avevano avuto convulsioni o qualcosa del genere, è difficile dire esattamente come il virus li avesse uccisi, ma erano sicuramente morti.

Peggio ancora, la moglie adultera aveva trasmesso il virus al figliastro. Ed era morto anche lui. Ma non prima di averlo diffuso a tanti altri ragazzi.

Lo ricordo come fosse ieri. Un periodo terribile. Avevamo ragione ad avere paura. Avevamo bisogno di avere paura. Per salvarci avevamo bisogno di fidarci dei Centers for Disease Contro. E il CDC ci aveva salvato!

Non avevamo avuto nessun bisogno di ascoltare un blogger truffatore che stava facendo milioni di dollari spacciando false speranze –

Apettate un minuto.

Quello non era la Covid. Quello era Contagion.

Un banale errore.

Contagion era uscito nel settembre 2011. L’avevo visto anni fa. Non ricordo esattamente quando. Forse in aereo? È un ottimo film per far passare il tempo in aereo, la trama scorre e, se perdi un minuto, non è un grosso problema. Sì, il virus fa sempre il virus e gli scienziati sono sempre alle prese con la scienza…

Quante stelle poi. Gwyneth Paltrow! Matt Damon! Giude Law! Kate Winslet! E Bryan Cranston e Lawrence Fishburne e Marion Cotillard e…

Normalmente, sarebbe difficile avere tutti quei nomi nello stesso film. Ma Contagion aveva un vantaggio. Era ciò che Hollywood chiama un film-messaggio.

E il messaggio era questo:

Fidatevi della scienza. E, soprattutto, dei burocrati.

Ho rivisto Contagion un paio di settimane fa. Chiamatela pure ricerca, perché in effetti lo era. Il film è una pietra miliare nello sviluppo delle pandemie prossime venture.

Per generazioni, gli esperti di salute pubblica hanno incoraggiato i governi a rispondere in modo limitato alle epidemie. Era comunemente accettata la nozione che i cosiddetti “interventi non farmacologici,” come quarantene, divieti di viaggio, chiusure delle scuole e tracciabilità obbligatoria, probabilmente non sarebbero stati di grande aiuto. Questi provvedimenti rischiano di stigmatizzare le persone infette e comportano enormi costi per la società.

Dopo gli attacchi all’antrace del 2001 e l’epidemia di SARS del 2003-4 era arrivato un nuovo gruppo di esperti.

Non importa che, nonostante tutta l’attenzione ricevuta, l’antrace e la SARS insieme avessero ucciso meno di 800 persone in tutto il mondo, meno di quanti muoiono di tubercolosi ogni sei ore.

Non importa che il mondo avesse fatto continui progressi sulle malattie infettive più pericolose, eliminando il vaiolo e trasformando persino l’HIV in una minaccia gestibile. O che non ci fosse più stata un’epidemia di influenza veramente grave dal 1918.

Per questi nuovi esperti tutte queste buone notizie erano, in realtà, cattive notizie!

Dovevamo avere molta paura. Il virus perfetto, la miscela perfetta di trasmissibilità e letalità, era là fuori, anche se non si riusciva a trovarlo.

Sì, meno morti ora equivaleva a più morti dopo. Perché, sapete, la scienza.

Gli avevano anche inventato un bel nome: Malattia X. X indica il bersaglio.

(Solo a scopo illustrativo!)

Mettiamo da parte per ora cosa significasse questo atteggiamento da giorno del giudizio per la ricerca virologica, sia quella in laboratorio che sul campo. O come si legasse ai rapidi sviluppi nella biotecnologia e nella ricerca genetica. O come si fosse lentamente insinuato nei piani governativi in vista di potenziali epidemie. O come i suoi sostenitori più accesi avessero ottenuto il sostegno di alcune delle persone più ricche del mondo.

Concentriamoci su un solo punto.

I nuovi esperti erano frustrati dal disinteresse del pubblico per le pandemie (inesistenti). Questa miopia rendeva ancora più difficile raccogliere fondi per il loro lavoro. E il loro lavoro è costoso. Se n’erano lamentati privatamente e pubblicamente. “È facile dimenticare la salute pubblica e la minaccia delle malattie infettive emergenti”, scriveva uno di loro (su Atlantic, inevitabilmente).

Come potevano far vedere ai prolet quello che non c’era?

Contagion faceva parte della risposta. Non era solo l’ennesimo thriller. Era un sontuoso appello alla mobilitazione antivirale. Con Matt Damon! Per assicurarsi che la sceneggiatura fosse accurata, avevano collaborato alla realizzazione del film persino esperti di virologia e malattie infettive, così come l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

FONTE: CCOI – Creative Community Outreach Initiative

 

Non indovinereste mai chi se la cava meravigliosamente bene in Contagion.

Già, gli eroi sono tutti o virologi o burocrati sanitari. E non sono burocrati qualsiasi. Burocrati sanitari ai massimi livelli, quelli che lavorano per i Center for Disease Control e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. O entrambi.

Dicono agli stupidi funzionari del dipartimento sanitario statale cosa devono fare! Vengono rapiti dai cinesi ma solo per la migliore ragione possibile! Si sacrificano per il bene superiore!

Nel frattempo, le masse si danno ai saccheggi e alle rivolte. Nemmeno le infermiere si prendono una pausa. Uno dei punti della trama del film è che scioperano perché hanno troppa paura di lavorare.

Ciò che è sinistramente divertente di Contagion è quanto sembra reale – e quanto si rivela falso.

Il film sposta l’ago della bilancia in modi sia grossolani che sottili. Il suo virus “MEV” ha un tasso di letalità incredibilmente elevato, fino al 30%. Questo vuol dire che tre persone su 10 infettate dal virus muoiono, sia giovani che meno giovani. Si ammalano e muoiono in un paio di giorni e, per la maggior parte di questo periodo, hanno solo sintomi lievi. Poi le convulsioni. E quindi il R0 altissimo [(il numero medio di persone che verranno contagiate da un singolo infetto, in una determinata popolazione non vaccinata nella quale la malattia è emergente, n.d.t.].

Contagion è anche stranamente ossessionato dall’idea dei fomiti [Un fomite è un oggetto inanimato che, se contaminato o esposto a microrganismi patogeni – come batteri, virus o funghi, può trasferire una malattia infettiva ad un nuovo ospite, n.d.t.], la contaminazione attraverso un semplice tocco. (Più grande è il rischio di trasmissione tramite un fomite, più probabile che sia efficace un “ragionevole” distanziamento sociale).

La parte più accurata potrebbe essere il programma di sviluppo del vaccino.

Funziona così: un test riuscito su una scimmia, seguito da un test su un essere umano (il brillante ricercatore CDC che ha ideato il rimedio), seguito dalla distribuzione a otto miliardi di persone! Più o meno come è andata con Warp Speed [L’operazione Warp Speed – OWS – è una partnership pubblico-privata avviata dal governo degli Stati uniti e dall’allora presidente Donald Trump, per facilitare e accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini, terapie e sistemi diagnostici per contrastare la COVID-19, n.d.t.]. Solo che quelli [di Warp Speed] erano stati abbastanza saggi da non provare prima su sé stessi i miracolosi sieri.

Inoltre mi sono perso la parte nel film in cui le aziende farmaceutiche guadagnano 100 miliardi di dollari vendendo fiale con contratti garantiti esenti da responsabilità.

Contagion ha però un vero cattivo.

È un giornalista, ma, in realtà, è solo un blogger. Hmmm. Quando lo incontriamo per la prima volta, sta implorando il San Francisco Chronicle di fargli scrivere un articolo.

Ed è un complottista. Ed è un bugiardo matricolato, va dicendo a tutti che un estratto della pianta di forsizia li salverà, ma lui stesso non ci crede. Perché i blogger, sapete, sono fatti così.

Ed è un truffatore. Guadagna milioni di dollari scambiando azioni in società che si occupano di forsizia o qualcosa del genere, quella parte non è del tutto chiara, ma alla fine viene arrestato. E lascia morire la sua ragazza incinta – la sua ragazza incinta! – per il virus, invece di darle la forsizia che sa che non funziona. Peggio ancora, parla troppo in fretta e scappa in un modo davvero strano quando l’FBI viene ad arrestarlo per frode azionaria.

Eh sì, è proprio un cattivo soggetto. Persino peggio di Gwyneth Paltrow, che se la prende con Matt Damon, il povero, sincero Matt Damon. (Tuttavia lei lavora per un’azienda che produce attrezzature per il taglio degli alberi. Merita comunque di morire perchè ha contribuito al riscaldamento globale).

Sì, la lezione di Contagion, insieme alla fiducia nei burocrati, è chiara: Internet è piena di bugiardi!

Le persone che hanno realizzato Contagion erano molto orgogliose di ciò che avevano fatto e di quanto fosse accurato. Volevano farci sapere che era il futuro.

Infatti avevano ragione.

Così come si erano vantati quando era finalmente arrivato il futuro, dopo un buon numero di insuccessi tra il 2011 e il 2020.

Com’erano  diventati così preveggenti?

Quella, amici, è una storia che vi racconterò la prossima volta.

Alex Berenson

Fonte: alexberenson.substack.com
Link: https://alexberenson.substack.com/p/the-contagion-of-contagion
11.02.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

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