Alcune teorie della cospirazione sono reali

DI PHILIP GIRALDI

unz.com

Qual è il modo migliore per sfatare una teoria della cospirazione? Chiamarla semplicemente “teoria della cospirazione”, un’etichetta che di per sé implica incredulità. L’unico problema è che ci sono state molte cospirazioni reali sia storicamente che attualmente e molte di esse non sono affatto di natura teorica. Cospirazioni di vario genere portarono alla partecipazione americana in entrambe le guerre mondiali. E per quanto si pensi al presidente Donald Trump, bisogna ammettere che è stato vittima di una serie di cospirazioni, prima per negargli la nomination al GOP, poi per assicurarsi che venisse sconfitto alle elezioni presidenziali e, successivamente, per delegittimare completamente la sua presidenza.

Prima di Trump c’erano state numerose “teorie” della cospirazione, molte delle quali erano abbastanza plausibili. Mi viene in mente il “suicidio” del segretario alla Difesa James Forrestal, seguito dall’assassinio di John F. Kennedy, che è stato credibilmente accreditato sia a Cuba che a Israele. E poi c’è stato l’11 settembre, forse la più grande cospirazione di tutti i tempi.

Israele sapeva chiaramente che stava arrivando, testimoni i Cinque Shlomo danzanti che saltellavano filmandosi nel New Jersey, mentre le torri gemelle crollavano. Anche i Sauditi potrebbero aver avuto un ruolo nel finanziamento e persino nella direzione dei presunti dirottatori. E abbiamo anche avuto la cospirazione dei neocon per fabbricare informazioni sulle armi di distruzione di massa irachene e la cospirazione in corso da parte degli stessi soggetti per rappresentare l’Iran come una minaccia per gli Stati Uniti.

Date le molteplici crisi attualmente in atto negli Stati Uniti, è forse inevitabile che la speculazione sulle cospirazioni sia ai massimi livelli di sempre. Per l’americano medio è incomprensibile come il paese sia diventato così incasinato, forse perché l’élite politica ed economica è fondamentalmente incompetente, quindi la ricerca di un capro espiatorio deve continuare.

Ci sono una serie di teorie cospirative sul coronavirus che stanno attualmente girando. Gli amanti della libertà e della critica, che credono che il virus sia in realtà una semplice influenza strumentalizzata per privarli delle loro libertà, sono convinti che molti nel governo e nei media abbiano cospirato per vendere ciò che è essenzialmente una frode. Uno di questi venditori di olio di serpente persiste nell’usare un’analogia, cioè che poiché numerosi americani restano uccisi in incidenti automobilistici, probabilmente sarebbe più appropriato vietare le auto piuttosto che richiedere l’uso di mascherine anti coronavirus.

Un’altra teoria molto in voga accusa il multimiliardario della Microsoft Bill Gates di aver tentato di impadronirsi del sistema sanitario mondiale attraverso l’introduzione di un vaccino per controllare il coronavirus, che presumibilmente lui stesso ha creato. L’errore in molte delle “cospirazioni” virali che fanno riferimento ad un regime totalitario o a un folle miliardario che usa una finta malattia per generare paura, in modo da ottenere il controllo sulla società, è che dà troppo credito alla capacità di qualsiasi governo o individuo di realizzare una frode di tale portata. Richiederebbe persone molto più intelligenti del tag team di Trump-Pompeo o persino di Gates, per convincere il mondo e migliaia di medici e scienziati che dovrebbero bloccare interi paesi per qualcosa di completamente falso.

Altre teorie sul coronavirus raccontano come il virus sia stato sviluppato negli Stati Uniti, esportato in Cina da uno scienziato traditore americano, ingegnerizzato a Wuhan e poi scatenato in Occidente, come parte di un complotto comunista per distruggere il capitalismo e la democrazia.

Ciò significherebbe che siamo già in guerra con la Cina, o almeno dovremmo esserlo. Poi c’è la teoria ampiamente accreditata secondo cui il virus è stato creato a Wuhan ed è sfuggito dal laboratorio. Da quel momento Pechino ha iniziato un insabbiamento, che rappresenterebbe la cospirazione. È un tema favorito dalla Casa Bianca, che non ha ancora deciso cosa fare al di là dell’assegnazione di appellativi divertenti alla malattia, quali “Pericolo Giallo”, quindi tutti i cappelli MAGA avranno parecchio da ridacchiare fino alle elezioni di novembre.

Ma scherzi a parte, ci sono alcune teorie della cospirazione che vale la pena prendere in considerazione rispetto ad altre. Una sarebbe il ruolo di George Soros e delle cosiddette Open Society Foundations, che lui controlla e finanzia e che sono implicate nei disordini sociali che stanno dilagando negli Stati Uniti. Le accuse contro Soros sono certamente scarse in fatto di prove, ma i mercenari della cospirazione segnalerebbero che questo è il segno di una congiura davvero ben pianificata, secondo cui l’89enne miliardario ebreo ungherese si sta impegnando da molto tempo. L’attuale serie di affermazioni su Open Society e Soros hanno generato oltre 500.000 tweet al giorno e quasi 70.000 post su Facebook al mese, principalmente da parte di conservatori politici.

Le accuse tendono a rientrare in due grandi categorie. La prima è che Soros assume manifestanti / teppisti e li ficca in manifestazioni dove vengono riforniti di mattoni e dispositivi incendiari per attizzare le rivolte. La seconda che Open Society sta finanziando, quindi favorendo il flusso destabilizzante di immigrati clandestini negli Stati Uniti.

Soros e i suoi sostenitori, molti dei quali sono ebrei, dicono di voler sostenere la democratizzazione e il libero commercio in tutto il mondo, e accusano di antisemitismo gli attacchi all’ungherese.  Egli infatti è uno dei principali globalisti del mondo. Soros afferma di essere una “forza per il bene” secondo il cliché, ma è del tutto credibile che la sua fondazione da 32 miliardi di dollari non operi dietro le quinte per influenzare gli eventi, in modi che non possono certo definirsi democratici?

In effetti, Soros ha accumulato la sua vasta fortuna attraverso il capitalismo dell’avvoltoio. Ha guadagnato oltre $ 1 miliardo nel 1992 nella vendita allo scoperto di 10 miliardi di sterline inglesi, portando i media a definirlo “l’uomo che ha gettato sul lastrico  la Banca d’Inghilterra”. È stato accusato di simili speculazioni sulle valute sia in Europa che in Asia. Nel 1999, l’economista del New York Times Paul Krugman scrisse di lui che “Nessun lettore di una rivista economica negli ultimi anni può non sapere che oggi esistono investitori che non solo spostano denaro in previsione di una crisi valutaria, ma in realtà fanno del loro meglio per innescare quella crisi, sia per divertimento che per profitto”.

Senza dubbio lungi dall’essere uno spettatore passivo che dà consigli utili ai gruppi democratici, Soros è stato fortemente coinvolto nella ristrutturazione degli ex regimi comunisti nell’Europa orientale ed ha avuto un ruolo nella cosiddetta Rivoluzione delle rose in Georgia nel 2003 e nella Rivoluzione di Maidan in Ucraina nel 2014, entrambe sostenute dal governo degli Stati Uniti e intese a minacciare la sicurezza regionale della Russia.

Soros odia in particolare il presidente Vladimir Putin e la Russia. Ha rivelato su un  suo articolo (pagato da lui), del Financial Times di marzo, intitolato “L’Europa deve resistere alla Turchia per i crimini di guerra di Putin in Siria”, insinuando che Putin sarebbe ben lungi dall’essere una figura benevola che lotta per la giustizia.

La tesi è piena di errori di fatto ed è fondamentalmente un appello all’aggressione verso una Russia che descrive come coinvolta in bombardamenti di scuole e ospedali. Inizia con “Dall’inizio del suo intervento in Siria nel settembre 2015, la Russia non ha solo cercato di difendere il suo fedele alleato arabo, il presidente siriano Bashar al-Assad. Ha anche voluto riconquistare l’influenza regionale e globale che aveva perso dalla caduta dell’Unione Sovietica.” In verità la Russia non è “intervenuta” autonomamente in Siria. Putin fu invece invitato dal governo legittimo del paese a fornire assistenza contro vari gruppi, che cercavano di rovesciare il presidente al-Assad, alcuni dei quali erano collegati ad al Qaeda e allo Stato islamico.

E a parte Soros, pochi veri esperti sulla Russia affermerebbero che sta cercando di ricreare l’ “influenza” dell’Unione Sovietica. Mosca non ha le risorse per farlo e non ha manifestato alcun desiderio di perseguire quel tipo di agenda globale che era caratteristica dello stato sovietico.

Segue quindi un volo planato nell’iperbole: “Vladimir Putin ha cercato di usare le turbolenze in Medio Oriente per cancellare le norme internazionali e i progressi dei diritti umanitari internazionali acquisiti dalla seconda guerra mondiale. In effetti, a creare il disastro umanitario che ha trasformato quasi 6 milioni di siriani in rifugiati, non è stato un semplice sottoprodotto della strategia del presidente russo in Siria. È stato uno dei suoi obiettivi centrali.” Nota che nessuna delle affermazioni su Soros è sostenuta dai fatti.

L’articolo di Soros includeva anche un po’ di reminiscenze, soprattutto quando descriveva come “Nel 2014, ho esortato l’Europa a prendere coscienza della minaccia che la Russia stava ponendo ai suoi interessi strategici”. Quindi il pezzo rivela che Soros non sarebbe né conciliante né “diplomatico”, un chiaro segno che sceglie i suoi nemici sulla base di considerazioni ideologiche, che guidano anche le sue scelte su come inquadrare le sue imprese. Alla luce di tutto ciò, sarebbe  così incredibile che George Soros fosse impegnato in una cospirazione, che è clandestinamente dietro almeno un po’ del caos di Antifa e Black Latter Matter, e responsabile del diluvio di immigrazione clandestina, che insieme hanno forse fatalmente destabilizzato gli Stati Uniti?

 

Philip Giraldi, Ph.D. è direttore esecutivo del Consiglio per l’interesse nazionale.

02.07.2020

Link: https://www.unz.com/pgiraldi/some-conspiracy-theories-are-for-real/

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Rosanna

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