La Chiesa d’America: l’invenzione del Movimento Cristiano Evangelico

La Chiesa d’America: l’invenzione del Movimento Cristiano Evangelico

Joseph Jordan
littoria.substack.com

Uno degli aspetti sociologicamente più singolari degli Stati Uniti è l'eterno protagonismo dei Born-Again, i Cristiani Evangelici. Questo gruppo è noto per la sua interpretazione letterale della Bibbia, per l'adesione all'individualismo Whig sia in campo spirituale che economico e per il suo rabbioso orientamento sionista in materia di politica estera, spesso razionalizzata attraverso profezie sulla fine del mondo e una devozione in gran parte a favore degli interessi degli Ebrei moderni e dello Stato ebraico.

Il periodo di massimo splendore degli Evangelici sembra essere ormai tramontato, ma rimangono la setta cristiana più numerosa in tutta l'America (24%), [nei sondaggi] superata di poco nel 2022 da coloro che avevano barrato la casella "nessuna religione". La principale istituzione in cui si può notare la loro influenza è il Partito Repubblicano, dove costituiscono un'importante circoscrizione elettorale e svolgono il ruolo di zelanti attivisti.

Ma la predominanza dei Cristiano-Sionisti e della Destra religiosa contemporanea è un evento relativamente recente. Prima della Seconda Guerra Mondiale, gli Evangelici erano una setta piccola e malvista che operava ai margini del panorama del Protestantesimo americano. Nonostante non avessero una teologia rispettata dagli altri Protestanti dell’epoca e fossero ampiamente percepiti come artisti della truffa e imbonitori, gli Evangelici sono riusciti a trionfare sui loro concorrenti e sui loro critici fino a contendere per il titolo di Chiesa d'America.

La nazione "giudaico-cristiana" di Dwight Eisenhower

Nel 1952, il generale Dwight Eisenhower aveva ottenuto una vittoria schiacciante sul democratico Adlai Stevenson con la promessa di fermare l'espansione dell'Unione Sovietica e la diffusione delle sue idee.

Gli Ebrei erano tradizionalmente molto influenti all'interno del Partito Democratico, ma Ike era diverso. Era riuscito a distinguersi dagli sfidanti repubblicani di vecchio stampo WASP stringendo alleanze politicamente e finanziariamente proficue con figure ebraiche di spicco che, in seguito, avrebbero avuto ruoli importanti nelle sue due amministrazioni, come il mediatore politico Jacob Javits, l'oligarca della Standard Oil Jacob Blaustein (noto Democratico), Maxwell Rabb (il principale consigliere di Eisenhower) e Simon Sobeloff, il Solicitor General [la quarta carica giudiziaria della nazione N.D.T.] che aveva avuto un ruolo centrale nel rovesciare la segregazione scolastica nel caso Brown v. Board, oltre a proteggere gli Ebrei durante la "paura rossa"). Questi contatti, stabiliti grazie alle promesse di promuovere gli interessi dell'Ebraismo americano e di sostenere lo Stato di Israele, appena creato, avevano dato ad Eisenhower un vantaggio formidabile per quanto riguardava copertura mediatica e il sostegno delle grandi imprese, vantaggio che aveva portato alla sua vittoria del '52 su Stevenson.

Mobilitare il popolo americano a sostegno di nuovi interventi all'estero (come la guerra di Corea) immediatamente dopo una guerra mondiale era una priorità assoluta per l'amministrazione Eisenhower. Il problema per i politici dell'epoca era che l'America non disponeva di un'ideologia di Stato convincente, in grado di sostenere la prevista crociata per la democrazia globale. Il governo Eisenhower era perfettamente consapevole di questa vulnerabilità, dal momento che lo Stato americano, attraverso strutture come il Comitato Dickstein (poi House of Un-American Activities), aveva trascorso gran parte della prima metà del XX secolo cercando disperatamente di contenere quelle che percepiva come minacce interne: comunisti, socialisti, isolazionisti, nativisti e persino un incidente in cui un immigrato tedesco aveva tenuto un raduno di massa in stile Terzo Reich al Madison Square Garden.

Durante la Grande Depressione il vuoto creato dalla mancanza di un contrasto ufficiale e ben articolato al comunismo era stato colmato dall'ascesa del populismo anti-ebraico e anti-establishment, che aveva prosperato sia nelle città che nel cuore dell'America grazie a figure come Henry Ford, Gerald LK Smith, il movimento America First, Huey Long, Padre Charles C. Coughlin e persino un movimento esplicitamente fascista guidato da William Dudley Pelley. Molti di questi personaggi guardavano a Mussolini e Hitler, cosa che aveva fatto inorridire l'amministrazione FDR, spingendola ad una frenetica repressione politica. Alcuni di questi ferventi dissidenti anticomunisti e populisti avevano persino messo da parte le loro differenze religiose per promuovere il movimento Share Our Wealth (Condividi la nostra ricchezza), di stampo laico, socialista e nazionalista (guidato da Long, Smith e Coughlin), che aveva poi dato vita ad una campagna contro il piano di FDR per l’ingresso nella Seconda Guerra Mondiale. Questi potenti oratori ed abili organizzatori avevano trovato molti sostenitori grazie ad argomentazioni facilmente comprensibili ed intuitive, che sottolineavano la mancanza di un interesse americano in un nuovo conflitto europeo, sostenendo al contempo che gli aiuti del governo statunitense all'Unione Sovietica, schierata contro la Germania e l'Italia, era la prova che Washington era compromessa da simpatizzanti e spie giudeo-comuniste. L'anticomunismo americano d’anteguerra era ricco di idee autoritarie, collettiviste, anti-interventiste, anti-ebraiche e, a volte, razziste, che figure come Eisenhower e Javits consideravano minacce alla sicurezza nazionale.

Per Eisenhower i valori e i discorsi di Long, Coughlin, Smith erano inaccettabili e antiamericani, per non dire spaventosi per i suoi sostenitori ebrei. Eisenhower, con un forte contributo da parte dei rappresentanti dell'Ebraismo organizzato, aveva quindi messo a punto una nuova risposta alla promessa dell'Unione Sovietica di un paradiso in terra, sostenendo una visione degli Stati Uniti come una nazione razzialmente egualitaria, individualista, militarmente aggressiva e, soprattutto, favorevole agli Ebrei ma, allo stesso tempo, fortemente cristiana.

Franklin Delano Roosevelt era stato il primo presidente a riferirsi all'America come ad una nazione "giudeo-cristiana", a volte in tono difensivo quando rispondeva alle critiche di antisemitismo, ma questo strano e antistorico connubio era diventato di uso comune solo durante gli anni di Eisenhower.

Un mese prima del suo insediamento, nel dicembre 1952, Eisenhower aveva delineato la visione del mondo che l'America avrebbe adottato nella Guerra Fredda:

"E questo è il modo in cui loro [i Padri Fondatori] lo avevano spiegato: ‘Noi riteniamo che tutti gli uomini siano stati dotati di alcuni diritti inalienabili dal loro Creatore...’ non per il caso della loro nascita, non per il colore della loro pelle o per qualsiasi altra cosa, ma che ‘tutti gli uomini sono dotati di alcuni diritti inalienabili dal loro Creatore’. In altre parole, la nostra forma di governo non ha senso se non è fondata su una fede religiosa profondamente sentita, e non mi interessa quale sia. Certo, è il concetto giudaico-cristiano, ma deve essere una religione in cui tutti gli uomini sono creati uguali".

Il principale ostacolo all'attuazione di questa dottrina era costituito dal fatto che gli americani non erano particolarmente religiosi. Nel 1945, solo il 65% circa degli americani si auto-identificava con una denominazione ecclesiastica, una percentuale inferiore a quelle della religiosità odierna.

Con il progredire degli anni Cinquanta, il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati del settore privato avevano iniziato a propagare la nuova dottrina giudeo-cristiana, saturando le onde radio con programmi ideologici, inserendo il termine "Under God" nel giuramento di fedeltà, istituendo la National Prayer Breakfast [Colazione di Preghiera Nazionale] e creando organizzazioni destinate a riorientare la vita civile americana verso la Chiesa. Individui come l'uomo d'affari conservatore e risorsa dell'FBI J. Howard Pew finanziavano influenti pubblicazioni evangeliche giudeo-cristiane, come Christianity Today, dove venivano dati in pasto alla tabula rasa americana gli editoriali di J. Edgar Hoover.

Quello che si era conservato dall'America prebellica era la logica psicologica del marketing come base del concetto di celebrità. L'élite aveva bisogno di una superstar giudeo-cristiana.

Billy Graham, il padre del Cristianesimo Evangelico

Quando milioni di americani avevano iniziato a guardare la televisione, la possibilità di influenzare l'opinione pubblica aveva avuto un'impennata. Improvvisamente, i proprietari ebrei delle tre principali società di radiodiffusione - ABC (Leonard Goldenson), CBS (William Samuel Palley) e NBC (David Sarnoff) - si erano ritrovati con la possibilità di monopolizzare la mente del popolo americano.

Questi uomini avrebbero poi creato il papa del Giudeo-Cristianesimo: Billy Graham. Alla fine della sua carriera storica, Graham era davvero secondo solo al Papa in termini di influenza sulla Cristianità mondiale del XX secolo.

Prima di essere scoperto da William Randolph Hearst, Billy Graham era un oscuro predicatore che operava negli Stati della Carolina. Nel 1949, a Los Angeles, durante un revival in un tendone da circo, Hearst, un cattolico non praticante, aveva visto Graham parlare ad una folla enorme. Questo giovane uomo del Sud con l'aspetto da idolo del cinema si lanciava in sermoni infuocati che condannavano i comunisti all'inferno, evitando accuratamente allusioni razziali o antiebraiche.

Comprendendo l’importanza del suo contributo alla missione del presidente Eisenhower - amico personale di Hearst - il magnate dei media aveva iniziato a fornire a Graham una copertura favorevole, invitando i suoi redattori a "pubblicizzare Graham!". Graham, che aveva sempre affermato di non aver mai incontrato Hearst, si era subito reso conto dell'attenzione dell'editore nei suoi confronti e aveva iniziato a calibrare politicamente il contenuto dei suoi sermoni per massimizzare la risposta positiva della stampa.

Un anno dopo, lo studio cinematografico Paramount, controllato dagli Ebrei (Adolph Zukor e Barney Balaban), aveva offerto a Graham un ruolo nel remake giudeocentrico e sionista del film muto cristiano del 1923, I dieci comandamenti. Graham aveva rifiutato il ruolo nel film, ma era stato poi convinto da Leonard Goldenson, responsabile ebreo della ABC, a perseguire un altro tipo di celebrità.

Così, partorito dalla mente dell'Ebreo ateo Goldenson, era nato il primo programma "televangelico" della storia: The Hour Of Decision (L'ora della decisione), con protagonista il dinamico attore-predicatore della Carolina. Nel 1951, il programma aveva debuttato sulla ABC e i discorsi di Graham, che combinavano la teologia revivalista giudeo-cristiana e la propaganda pro-Eisenhower all'interno della struttura di uno spettacolo di varietà, avevano iniziato ad entrare nelle case di milioni di americani.

Nel libro del 1991 Beating the Odds: The Untold Story Behind the Rise of ABC, una raccolta di aneddoti dedicata a Goldenson, Graham aveva così descritto la genesi di The Hour of Decision:

"Poco tempo dopo aver acquistato la ABC, Leonard mi aveva chiesto di andare in televisione ogni domenica sera alle 20. Lo avevo fatto per due anni, con una scenetta religiosa o intervistando leader importanti, come senatori e membri del Congresso. Credo sia stato il primo programma religioso della televisione nazionale".

Nel 1954, la ABC era stata costretta a cancellare The Hour of Decision a causa dei pessimi indici di ascolto, ma né Graham né i suoi sponsor ebrei avevano rinunciato a diffondere il Cristianesimo Evangelico. La nuova strategia di Graham per catturare gli ascoltatori di The Hour of Decision consisteva nel trasformare le sue "crociate" televisive in raduni ricreativi, da tenersi nelle principali arene americane con ospiti famosi, tra cui l'allora vicepresidente Richard Nixon e, in seguito, il cantante pop britannico Cliff Richard. Lo staff di Graham riusciva a riempire gli stadi fino all'orlo, collaborando con le chiese locali delle piccole località e organizzando pullman di parrocchiani (molti dei quali non evangelici o non interessati a convertirsi) unicamente interessati a visitare gratuitamente luoghi famosi, come l'Hollywood Bowl, lo Yankee Stadium o il Madison Square Garden.

Secondo l'autobiografia di Graham, Just As I Am, l'insuccesso televisivo del 1954 era stato compensato dalla diffusione delle sue crociate e da una versione meno glamour del suo spettacolo, trasmessa in tutto il Paese attraverso le onde della radio. The Hour of Decision aveva continuato ad essere trasmessa a livello nazionale grazie alla sua associazione con l'uomo d'affari ebreo Jack Lewis, che, nel 1953, lo aveva presentato a David Sarnoff della NBC,

"La NBC non era favorevole a vendere spazio alle trasmissioni religiose, ma la rete aveva fatto un'eccezione grazie all'interesse personale del fondatore e presidente della NBC, il Generale David Sarnoff.

Quando eravamo sulla nave che ci riportava [in patria] dal Giappone e dalla Corea, all'inizio del 1953, avevamo incontrato un uomo d'affari ebreo di nome Jack Lewis. [Successivamente] ci aveva invitato ad una festa, durante la quale una donna si era esibita in una danza hula…. C'erano anche il generale Sarnoff e sua moglie, che si erano offerti di riaccompagnarmi in albergo. Durante il tragitto, il generale mi aveva chiesto: "C'è qualcosa che posso fare per lei?"

"Sì, signore". Si vedeva che era rimasto sorpreso dalla mia rapida risposta. "Vorrei andare alla NBC con il mio programma radiofonico".

"Vedrò cosa posso fare", aveva detto.

Apparentemente fedele alla sua parola, dopo poco tempo eravamo alla NBC ,ogni domenica sera.

Spesso trasmettevamo in diretta da vari luoghi dove si tenevano le crociate, dal fronte, durante la guerra di Corea, all'Hollywood Bowl".

Nel 1957, Graham era finalmente riuscito a sfondare al Madison Square Garden, un evento che il suo vecchio capo alla ABC, Goldenson, gli aveva commissionato per essere trasmesso in diretta televisiva. C'era una condizione: gli Ebrei che avevano offerto a Graham questa enorme piattaforma volevano che Martin Luther King aprisse l'evento con una preghiera.

Graham aveva già iniziato ad attirare le ire dei Battisti del Sud e dei suoi fan, in gran parte bianchi, ma qui aveva raggiunto un nuovo record. Quando Graham lo aveva presentato all’evento di New York come autorità morale dell'America, King stava organizzando il Montgomery Bus Boycott che stava provocando il caos razziale in Alabama. Lo scopo di questo spettacolo non era quello di conquistare i neri, cosa che Graham non sarebbe mai riuscito a fare, nonostante le sue affermazioni. Il vero motivo, almeno dal punto di vista degli sponsor di Graham della ABC, sembra essere stata la volontà di utilizzare un predicatore apparentemente conservatore e dargli la possibilità (attraverso la presenza in TV) di minare moralmente i bianchi del Sud che resistevano al progetto di integrazione forzata.

Nell'America degli anni Cinquanta, i genitori bianchi temevano che mandare i loro figli a scuola con i neri li avrebbe esposti a rischio di violenza interrazziale e avrebbe abbassato gli standard accademici generali. In seguito alla storica decisione del 1954, Brown v. Board, che aveva messo fuori legge le scuole segregazioniste sulla base di una dubbia scienza sociale finanziata dall'American Jewish Committee, il governo Eisenhower aveva deciso che le scuole del Sud non si stavano integrando abbastanza velocemente.

Tre mesi dopo la crociata televisiva di Graham, Eisenhower aveva dispiegato la 101esima aviotrasportata a Little Rock, in Arkansas e le immagini scioccanti di soldati statunitensi che facevano marciare gli adolescenti bianchi verso le scuole dei neri spingendoli con la baionetta inastata, avevano suscitato rabbia e risentimento antigovernativo in tutto il Sud.

Graham e King erano strani alleati in un'alleanza di convenienza. Graham aveva sostenuto la politica razziale di King per tutta la sua carriera di attivista ed entrambi erano ferocemente pro-Israele, ma, a parte queste somiglianze superficiali, i due uomini avevano programmi politici e religiosi diametralmente opposti. Nella teologia di King, il Social Gospel, la realizzazione cristiana doveva essere ottenuta attraverso l'attivismo socio-politico, mentre Graham promuoveva per i bianchi il primato della salvezza individuale. Graham era un fanatico sostenitore della guerra in Vietnam e un alleato delle grandi imprese, mentre King si opponeva alla guerra e promuoveva politiche economiche di sinistra. Entrambi avevano incontrato una forte opposizione tra i rispettivi pubblici per la loro collaborazione, specialmente Graham, i cui sermoni anti-bianchi, sempre più infiammati, avevano indotto alcuni governatori del Sud, come George Bell Timmerman, a vietare le sue crociate attraverso l'uso strategico di leggi che separavano la Chiesa dallo Stato. L'unico tessuto connettivo che univa King e Graham, quello che avrebbe consentito ad entrambi di portare avanti il movimento per i diritti civili per tutta la sua durata, era costituito dai media e dal denaro degli Ebrei di New York.

Nel 1965, Graham aveva intensificato la sua campagna a sostegno del progetto di King, annullando persino una tournée in Europa per puntare sull'Alabama, dove aveva implorato i suoi seguaci bianchi di abbracciare la legge sui diritti civili e di integrarsi razzialmente, senza far storie. Questo raramente aveva indotto i fan di Graham a sostenere il movimento per i diritti civili, ma aveva fortemente indebolito la loro volontà di opporsi.

Il cane da guardia di Israele

Verso la metà e la fine degli anni Sessanta, Billy Graham era ormai un nome familiare, aveva usato la sua fama e i suoi agganci con l’élite per prendere il controllo della Southern Baptist Convention e veniva spesso ospitato in programmi televisivi anche di altro genere, come il Woody Allen Show. Con le sue crociate diffondeva in tutto il mondo il dogma giudeo-cristiano, di solito con un ampio sostegno finanziario e mediatico da parte della CIA, dello Stato israeliano e della comunità ebraica americana. In ogni continente c'erano missionari evangelici che, non solo cercavano di convertire i nativi, ma collaboravano anche con i servizi segreti americani e israeliani come spie e sovversivi, soprattutto in America Latina e in Medio Oriente.

Sul fronte interno, il reclutamento per questa nuova chiesa orientata al marketing era in piena espansione. Dal 1965 al 1975, gli Evangelici erano sempre disponibili in televisione e alla radio, cosa che aveva permesso al movimento di guadagnare moltissimi seguaci e di diventare la più grande forza protestante del Paese.

Con lo scoppio delle guerre arabo-israeliane negli anni '60 e '70, sia il governo israeliano che gli Ebrei americani avevano iniziato a fare sempre più affidamento su Graham per promuovere la causa sionista presso i Cristiani d'America. All'epoca di questi conflitti, i Protestanti americani erano fortemente polarizzati sulla questione, con un numero significativo di membri del clero che esprimevano solidarietà nei confronti degli Arabi – che tra loro contavano anche molti Cristiani - rispetto agli Ebrei atei, visti come oppressori.

Importanti organismi cristiani che in precedenza avevano collaborato con gli Ebrei in altri progetti politici, come il Consiglio Nazionale delle Chiese, si erano categoricamente rifiutati di prendere posizione sulla guerra del '67. Un importante coordinatore "interreligioso" dell'epoca, il rabbino Balfour Brickner, aveva addirittura osservato "lo spettacolo della quasi totale assenza di sostegno visibile allo Stato di Israele nel momento del bisogno".

Era stato allora che Billy Graham aveva dato ai Cristiani il colpo definitivo. La risposta di Graham ai problemi etici che molti Cristiani avevano nel sostenere le violente espulsioni degli Arabi e l'espansionismo di Israele era stata quella di avvertire i suoi seguaci che la Bibbia proclamava gli Ebrei popolo eletto da Dio e che chi criticava il progetto sionista era condannato ad arrostire all'inferno.

Il film di Graham del 1970, "His Land", un musical di propaganda sionista riguardante l'odissea religiosa in Israele di Cliff Richards, un cantante pop britannico non più sulla cresta dell’onda (la cui etichetta discografica era di proprietà di Leonard Goldenson), era stato un evento fondamentale per combattere la riluttanza dei Cristiani. Sia Graham che l'American Jewish Committee avevano sponsorizzato proiezioni del film in tutti i luoghi di culto dei 50 Stati, come parte di una più ampia spinta multimediale che includeva il bestseller del Sionista Dispensionalista Hal Lindsey, The Late Great Planet Earth, un libro apocalittico pro-Israele (collegato al fatto che la società di consulenza di Lindsey era composta da ufficiali dell'esercito israeliano), per far cambiare idea al popolo americano su come il loro Paese avrebbe dovuto approcciare il Medio Oriente.

La tensione tra i gestori ebrei di Graham e la teologia da lui stesso predicata erano entrate in collisione durante la campagna Key 73. I sostenitori di Graham erano fortemente motivati dalla prospettiva di salvare i non Cristiani con la parola di Gesù Cristo, soprattutto gli Ebrei che ritenevano di dover convertire per accelerare il ritorno di Cristo. Questo aveva preoccupato i soci ebrei di Graham, che lo avevano costretto, in piena violazione dei suoi stessi insegnamenti, ad emanare ad un pubblico esasperato e costernato un decreto in cui si diceva che ora era severamente proibito cercare di evangelizzare gli Ebrei. Chiaramente, la salvezza delle singole anime non era l'unica preoccupazione di Graham.

Graham aveva continuato a svolgere il ruolo di pastore dei Cristiani della comunità ebraica fino alla sua morte, avvenuta nel 2018. Nel corso della sua vita, è stato ripagato con denaro, premi, protezione dalla cattiva stampa, accesso a presidenti sia democratici che repubblicani e persino con una pacchiana stella sull’Hollywood Walk of Fame. Graham ha dato vita ad innumerevoli imitatori in cerca di fama e oro, come Jerry Falwell, Pat Robertson e il pastore John Hagee.

Cos’è che aveva motivato una delle figure cristiane più filo-ebraiche e filo-sioniste mai esistite?

Abbiamo prove che mettono in dubbio la sincerità del suo personaggio pubblico, grazie alle registrazioni dei suoi colloqui con Nixon, nel 1972

Registrate all'apice dell'attivismo pro-ebraico e pro-Israele di Billy Graham, le conversazioni private nello Studio Ovale tra il più potente leader cristiano americano e il presidente degli Stati Uniti rivelano due uomini apparentemente impotenti, amareggiati e con il volto di Giano.

Nella conversazione, registrata segretamente, Nixon e Graham identificano entrambi la comunità ebraica americana come una forza corrosiva e pericolosa: "Questa morsa deve essere spezzata o il Paese andrà a rotoli". Graham conferma la sua dichiarazione riferendosi agli Ebrei come alla "Sinagoga di Satana".

In un segmento notevole, Graham dice addirittura a Nixon che vorrebbe poter combattere gli Ebrei,

''Vado e mantengo amicizie con il signor Rosenthal (A.M. Rosenthal) del New York Times e con persone di questo tipo, sapete. E tutti... voglio dire, non tutti gli Ebrei, ma molti Ebrei sono miei grandi amici, si stringono intorno a me e sono amichevoli con me perché sanno che sono amichevole con Israele. Ma non sanno come la penso davvero su ciò che stanno facendo a questo Paese. E io non ho potere, non ho modo di gestirli, ma mi batterei se ci fossero le circostanze giuste".

Sentendo queste parole, un Nixon in preda al panico risponde: "Non deve farglielo sapere!".

L'aspetto più sconcertante dei nastri Nixon-Graham è che, appena un anno dopo, durante la guerra dello Yom Kippur, Nixon aveva dato un colpo mortale all'economia americana e fatto crollare il suo sostegno pubblico dopo aver deciso unilateralmente di organizzare il più grande ponte aereo della storia degli Stati Uniti solo per salvare l'esercito israeliano dalla sconfitta. Billy Graham? Per tutto il conflitto aveva agito su ordine di Tel Aviv per calmare i Cristiani bianchi, infuriati dal fatto che il sostegno del loro governo a Israele faceva mancare la benzina alle stazioni di servizio.

Possiamo solo ipotizzare se Graham [durante i colloqui registrati] stesse raccogliendo informazioni sul suo vecchio amico Dick per conto dell'Ebraismo organizzato, o se stesse confidando le sue sincere convinzioni.

In ogni caso, si può concludere che il padre fondatore del Cristianesimo evangelico era un sociopatico cinico e iperattivo, proprio come i leader sionisti cristiani che hanno seguito le sue orme.

Joseph Jordan

Fonte: littoria.substack.com
Link: https://littoria.substack.com/p/americas-church-the-invention-of
25.01.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (21)

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    1. oriundo2006 7 febbraio 2024

      L'articolo è interessante ma limitato: tratta solo della genesi e delle fortune politiche e sociali di questa dottrina cristiano-evangelica.
      Manca il suo nucleo fondante:
      il dispensazionalismo.
      Si tratta di una teoria che è alla base del mito dell' America come 'nazione eccezionale', prediletta in questo da 'dio' e destinata a radunare i gentili prima della catastrofe apocalittica.
      In realtà convergono più miti in questa teoria, a mio avviso alquanto 'ingenua' come molto del pensiero nordamericano agli occhi di noi europei, e su cui la bibliografia è sterminata.
      Non è evidentemente possibile entrare nel dettaglio di questa dottrina che si è fatta largo faticosamente negli USA a partire dagli anni '50, ovvero in evidente connessione con la crescita e poi l'apogeo della potenza americana nel mondo, questioni che qui su CDC sono state più volte affrontate.
      Mi limito ad indicare un solo punto saliente:
      ''..I dispensazionalisti ritengono che, prima della "grande tribolazione" degli ultimi giorni, la chiesa sarà "segretamente" rapita per andare ad incontrare Gesù che torna sulla terra..'' ( http://www.chiesariformatasalerno.net/media/dispe.html ), la cui 'parusia' sarà preceduta ed anche seguita da tribolazioni e inimmaginabili dolori prima del regno finale di 'dio' sulla Terra.
      ( Si tratta di una 'abduction' da parte di 'entità' extraterrestri ? ).
      In ogni caso è da notare il sottile 'nichilismo' chiliastico ( perdonate i termini ) che pervade questa dottrina, di morte e resurrezione.
      Per i tempi che ci stanno attendendo da vicino, questo culto millenaristico della 'fine' è associato politicamente in modo strettissimo anche a parte delle profezie ebraiche messianiche e sioniste sostenute dalla attuale dirigenza israeliana ( profezie che sono anch'esse molto in voga in certi ambienti tipo quelli di Schneerson/Lubavitch ).
      La loro unione costituisce il principio deflagratore degli attuali equilibri geopolitici, già parecchio instabili di loro.
      Insieme presi, sono praticamente il programma per l'apocalisse prossima ventura: l' 'irrazionalismo', divenuto esplicito complice di un sistema economico oramai defunto, preferisce rifugiarsi nella catarsi finale piuttosto che affrontare e risolvere con maturità di giudizio e di pensiero le tante e troppe questioni pendenti.
      E' l' atto di resa del cristianesimo negli USA di fronte alle tendenze sioniste messianiche e nel contempo un grido di dolore di fronte ad una Storia umana che oramai ha resecato 'dio' dalla sua vita quotidiana.
      Dovrà 'dio' tornare sulla Terra perchè oramai questa non ne pratica più le 'regole' ( origine teologica delle 'regole' in politica ) e questo legittima la punizione finale: l' Armagheddon.

    2. BrunoWald 8 febbraio 2024

      Pare che le elite umane siano in contatto da millenni con le suddette entità, anche se non è ben chiaro se si tratti effettivamente di extraterrestri, o se appartengano invece a un'altra dimensione o piano di esistenza. Ma qui ci si addentra in un ambito alquanto rarefatto.

      Sul piano tangibile, l'unica certezza è che i soliti noti ce li ritroviamo tra le palle dappertutto, come ben si evidenzia anche nel presente articolo. Sono sempre all'opera, fin nei più oscuri recessi del sistema. A questo punto, quelli che si ostinano a far finta di niente sono anche peggiori di chi è apertamente complice.

    1. BrunoWald 7 febbraio 2024

      E così, un Nixon in preda al panico e il reverendo Graham "identificano entrambi la comunità ebraica americana come una forza corrosiva e pericolosa: «Questa morsa deve essere spezzata o il Paese andrà a rotoli»."

      Ma non erano solo fantasie deliranti dei peggiori complottisti? Odio irrazionale? Maligni pregiudizi razzistici?
      Articoli come questo andrebbero riletti più volte, con attenzione, e meditati. Poi, se uno continua a non capire, vuol dire che è un caso umano.

    1. gianB 7 febbraio 2024

      Vi sono due generi di personalità religiose.
      La prima di queste adotta o gli viene attribuita l'una o l'altra religione per un bisogno di una sorta di antidoto alle paure della vita e tale scelta viene effettuata da certuni in modo consapevole in altri inconsapevolmente.
      La seconda personalità non ha alcun timore esistenziale da assecondare ma ritiene socialmente necessaria la presenza di una religione al fine creare un ordito di regole morali e sociali che generalmente tendono ad unificare la popolazione sotto una unica bandiera. Questo secondo peraltro è l'esatto meccanismo che ha portato alla formazione del monoteismo, della Torah al fine di unificare il popolo di Israele. Questo uso strumentale della religione é presente dalle sue origini e perfettamente presente ai nostri giorni. Vi é una chiara distinzione sociale, anche se non assoluta, sugli appartenenti ai due generi di personalità: al primo appartiene la fascia più popolare della società, il secondo alla fascia più benestante ed istruita in grado di usare gli opportuni strumenti culturali (che oltre a quelli teologici comprendono anche strumenti "laici" con disquisizioni del tipo "non possiamo non dirci cristiani") per soggiogare i suddetti. In altre parole, la religione si rivela come il terreno di confronto tra due classi sociali, in cui l'una agisce coercitivamente sulla sottostante, e ciò in maniera non dichiarata, anzi inerzialmente accettata o addirittura voluta (il fedele convinto). É una delle più diffuse, se non la principale, forma di espressione del potere nei rapporti sociali. Il Graham di cui si parla, certamente meritevole di attenzione per il suo particolare attivismo, non è però una singolarità, esso appartiene ad un'ampissimo gruppo di "gestori" della religione, di qualsiasi religione.
      Concludendo, non è il movimento cristiano evangelico l'invenzione, lo è tutto il monoteismo. Avrei preferito un titolo del tipo: "La particolare patologia psichiatrica del movimento evangelico negli US".

    1. dalassio 6 febbraio 2024

      Lo sviluppo delle chiese evangeliche in centro e sud America e' continuo e costante, in Nicaragua, in cui vivo, sono ovunque, a centinaia, e fra pochi anni avranno superato la chiesa cattolica come número di praticanti,in Brasile vengono aperte una media di 21 nuove chiese evangeliche al giorno con il sorpasso stimato intorno al 2030.

    2. oriundo2006 7 febbraio 2024

      Si, l'ho notato anch'io. La chiesa evangelica si propone come chiesa 'orizzontale' mentre quella cattolica è indubbiamente 'verticale' ed è da sempre colonna portante di un sistema coloniale e post-coloniale che esclude tanta parte della società.
      Questo a livello 'storico' ma è anche quello che la gente comune sente: quando vede i papi e i monsignori a collooquio con i potenti, usare il loro medesimo linguaggio, appoggiarli nella loro politica spesso e volentieri estranea ai bisogni comuni, chiaramente se ne sente esclusa.
      Ricordo nelle favelas da me visitate piccole chiesette evangeliche e nessuna chiesa cattolica. Queste stanno nella città dei ricchi...mentre parlano dei poveri, con molta ipocrisia e molti contorcimenti verbali, per lasciarli sostanzialmente nella loro condizione.
      Suppongo anche che una parte del proselitismo muslim negli ultimi tempi sia dovuto a questa divaricazione tra una ufficialità coesa con il cattolicesimo e la realtà 'bassa' totalmente estranea perchè esclusa: è 'oggetto' di predica ed a volte di aiuto ma mai soggetto di diritti perchè padrona della sua propria realtà.
      Questa è la sottaciuta rivendicazione fondamentale di base.
      Quando si parla di 'esclusione' nei sermoni papali e dei preti all'altare si dovrebbe rivolgere lo sguardo all'interno dell' istituzione per scoprirne le cause, non solo all'esterno incolpandone la 'società civile', oggi purtroppo in forte regresso quanto ad incidenza sulla politica, almeno nei Paesi da me visitati.
      E' indubbiamente in atto una divaricazione terribile nella società, senza più peso dei corpi intermedi che garantiscono in fondo la 'democrazia', cosa in cui nessuno crede più.
      Questo 'vuoto' è riempito da movimenti pentecostali, evangelici che propongono una lettura semplice del Vangelo e si appoggiano ad una religiosità elementare, depurata dal peso storico ed ideologico della Conquista.
      Nessuno si chiede però se questo non sia un'altra 'Conquista' attraverso cui gli USA ricolonizzano il loro 'giardino di casa': alla fine il percorso 'spirituale' viene completato nella migrazione nel Paradiso in Terra, gli USA, con tutti i problemi che sappiamo.

    1. Martin 6 febbraio 2024

      A me dispiace attaccare le religioni, ma la penso come Georg Friedrich Hegel, ossia che "la religione ebraica riassume tutto quanto di errato c'è nel concetto di religione". Inclusa, come ovvio, la Bibbia.
      I cristiani evangelici sono una diramazione del movimento protestante e venerano la Bibbia, e una grossa parte di loro attende la discesa del secondo Messiah, i Quattro Cavalieri Bianchi dell' Apocalisse, lo scontro finale tra Og e Magog, etc etc etc.

    1. luponellafavola 6 febbraio 2024

      Disse il saggio: "il mondo e' un manicomio, e dei pazzi ne hanno in mano le chiavi".

    2. logos 6 febbraio 2024

      Rispose il popolano non ancora internato (in attesa di tso): le hanno in mano, poiché dal saggio gli sono state cedute. Citando Étienne de la Boétie: sono grandi solo perché siamo in ginocchio. E chiudo ricordando che l'unico modo in cui Davide poté abbattere Golia fu: spogliandosi. l.

    1. Agatino 6 febbraio 2024

      Ho sempre diffidato dei telepredicatori alla Billy Graham con il loro facile “cristianesimo” salottiero e rigorosamente politically correct; tuttavia sarebbe un grosso sbaglio pensare che rappresentano tutto il movimento evangelico USA che nasce (come prima ondata) nei primi anni del XX secolo in ambiente Holiness, e rappresentò un risveglio spirituale degno di nota. La seconda ondata è quella dopo il 1940 con la nascita della TV negli USA e la conseguente proliferazione dei telepredicatori rampanti che rappresentano solo il sistema che li sponsorizza e non certo tutto il mondo evangelico.

      E' sempre la solita storia, il Cristianesimo (quello vero) spinge fortemente per la pace, la giustizia e l'uguaglianza, una vera e propria disgrazia per un sistema che basa tutto il suo potere e ricchezza sulla guerra, la corruzione e la disuguaglianza, e se le persecuzioni falliscono allora il sistema proverà a mettere qualcuno che sia capace (almeno in parte) di imbrigliarlo e depotenziarlo, renderlo innocuo e portarlo dolcemente su un binario morto.

    1. me-stesso 6 febbraio 2024

      Sono nato e cresciuto in una famiglia di evangelici. Io personalmente non credo e non pratico nessuna fede, ma comunque anche ammettendo una certa radicalità (che poi è comune a tantissime religioni) e anche considerando come queste persone viste da fuori possano essere state usate e strumentalizzate in base ai punti di vista, parlare di setta è veramente troppo. A mio avviso l'articolo è orientato ad apporre la sua etichetta con strumentalità e disonestà intellettuale.

    1. PietroGE 6 febbraio 2024

      Leggendo l'articolo , più che il movimento cristiano evangelico, quello che risalta è il potere della lobby ebraica. il suo controllo sulla politica americana e sugli assetti sociali della nazione, fino alla definizione di USA come nazione 'giudaico cristiana', un 'senza senso' scimmiottato poi anche in Europa e recentemente abbandonato per non offendere gli islamici. Che poi l'influenza della lobby si sia estesa anche alla religione è innegabile, il Concilio Vaticano II, ad esempio ne è una testimonianza. I cristiani evangelici vengono usati per gli interessi del popolo ebraico, così come le università e i media. Graham era il predicatore politicamente corretto che aveva il compito di 'benedire' la politica filo israeliana degli USA nel mondo e l'integrazione forzata all'interno del Paese, mentre in quegli stessi anni, chi lo dirigeva stava iniziando in Israele la pulizia etnica dei palestinesi, una politica mai condannata da Graham. I suoi discorsi privati con Nixon poi sono illuminanti per comprendere l'ipocrisia del predicatore e il suo ruolo di marionetta a servizio dei poteri (in questo caso decisamente) forti.

    2. Martin 6 febbraio 2024

      Si, ma attenzione, i cristiani evangelici sono innanzitutto una diramazione del movimento protestante, non solo una variabile dipendente della lobby ebraica. Movimento protestante che ha incluso calvinisti, anglicani e puritani assortiti - che Dio ce ne liberi.

    3. ric 6 febbraio 2024

      esatto fin da 1843 : B'NAI B' RITH

      https://it.wikipedia.org/wiki/B%27nai_B%27rith

    4. PietroGE 6 febbraio 2024

      Il movimento protestante fondato la Martin Luther aveva questo da dire sugli ebrei :
      Lutero denunciò il giudaismo e invocò una dura persecuzione dei suoi seguaci, in modo che non fosse loro permesso di insegnare. In un paragrafo del suo Sugli ebrei e le loro bugie deplora il fallimento della cristianità nell'espellerli....
      Il seguito su Wikipedia :https://en.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_and_antisemitism
      Il movimento evangelico americano, anche se all'inizio era in qualche modo indipendente, poi è diventato in effetti proprio una variabile dipendente della lobby ebraica.

    5. Martin 6 febbraio 2024

      Si, ho anche letto il libro di Lutero sugli Ebrei, ma il movimento protestante ha avuto varie anime e sviluppi, tra luterani, calvinisti, anglicani e puritani. Il filone degli evangelici e' in effetti ormai molto vicino a vari filoni religiosi ebraici, come alla fine inevitabile quando si venera la Bibbia.

    6. gianB 7 febbraio 2024

      Dio (qualora esistesse quel dio ontologico) o gli "dei" (quelli molto più concreti, colleghi di Yhaweh) ci liberi/liberino dal monoteismo (e dal suo pensiero totalitario).

    7. Moderatore 7 febbraio 2024

      Le ricordo che i links vano descritti per sommi capi.
      Grazie in anticipo.

    8. absitiniuriaverbis 7 febbraio 2024

      Sono più dell'avviso opposto e, per restare in tema fede e religione, anteporrei piuttosto il: aiutati che il cielo ti aiuta.
      Ovvero, finché confideremo solo in un supporto, aiuto, intervento... dall'esterno, resteremo schiavi.
      Come evidentemente appare.

    9. gianB 7 febbraio 2024

      Sono d'accordo. La mia era più che altro una risposta al "che Dio ce ne liberi" di Martin che si riferiva al solo movimento protestante o ramificazioni varie.

    10. ric 7 febbraio 2024

      ok..chiedo venia !!

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