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Gli intellò mettono il bavaglio al filosofo “di destra”

DI DAVID ALLEGRANTI

ilfoglio.it

Alla sinistra illuminata non piace il free speech. La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha sospeso la conferenza con Alain de Benoist: ecco perché

Questo incontro non s’ha da fare. E infatti non si farà: la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha sospeso la conferenza con Alain de Benoist, scrittore, filosofo e fondatore della Nouvelle Droite, che il prossimo 13 febbraio avrebbe dovuto dialogare con il politologo Piero Ignazi e con Gad Lerner nelle vesti di moderatore. Un appuntamento che faceva parte del ciclo “What is left / What is right” al quale ha già partecipato, il 30 gennaio scorso, Florian Philippot, ex esponente di spicco del Front National.

“Purtroppo – ha scritto Spartaco Puttini della Fondazione Feltrinelli in un’email a de Benoist – devo comunicarvi che ci troviamo costretti a sospendere l’iniziativa del 13 febbraio, perché la contestuale campagna elettorale italiana potrebbe fornire degli argomenti speciosi e la nostra ferma volontà di confronto intellettuale potrebbe essere mal compresa e perciò oggetto di strumentalizzazione”. La “strumentalizzazione” a dire il vero c’è già stata. L’incontro è stato sospeso dopo un appello-petizione firmato da una ventina di “studiose e studiosi delle delle destre e estreme-destre”, pubblicato su alcune riviste online come Lavoro Culturale e ripreso anche dal Fatto Quotidiano lo scorso 2 febbraio.

L’appello è stato firmato da Matteo Albanese dell’Università di Lisbona, Martina Avanza dell’Università di Lausanne, Christine Bard dell’Università di Angers, Elisa Bellé dell’università di Trento, Lorenzo Bernini dell’Università di Verona e altri, compresi alcuni studiosi francesi.

“Non avevo alcuna intenzione  di immischiarmi nella campagna elettorale italiana!”,  ha risposto de Benoist all’email della Fondazione Feltrinelli. “Mi sembra che lei abbia ceduto alle pressioni della piccola bolla che fomenta l’odio che vi ha indirizzato una grottesca ‘lettera aperta’ e intimato di non darmi la parola. Peccato”. Il Foglio ha provato a contattare il dottor Puttini, che però ha rimandato a un imminente comunicato stampa dell’ufficio comunicazione della Fondazione. Il quale però ha solo confermato la sospensione dell’incontro: “Non verrà inviato nessun comunicato stampa”. La petizione è stata inviata anche a Jean Yves Camus, politologo francese progressista, specializzato nello studio dell’estrema destra e direttore dell’Osservatorio delle radicalità politiche alla Fondazione Jean-Jaurès di Parigi, ma si è rifiutato di firmarla. Le idee fanno paura, ma per fortuna c’è chi si sottrae alle liste di proscrizione.

“Non ho chiesto di essere invitato a questa conferenza”, spiega de Benoist al Foglio. “La fondazione Feltrinelli mi ha contattato la scorsa estate per invitarmi. Mi dissero che volevano organizzare un ciclo di conferenze sulla questione Destra-Sinistra. Era l’argomento di uno dei miei ultimi libri, che è anche stato tradotto in italiano: ‘Populismo. La fine della destra e della sinistra’ (Arianna, Bologna, 2017). Ho accettato l’invito, che poi è stato confermato più volte lo scorso gennaio. Pochi giorni fa, ho sentito parlare di una ‘lettera aperta’ alla Fondazione Feltrinelli nella quale si diceva, per ragioni non chiare, che questo invito era in qualche modo scandaloso e si chiedeva di cancellare l’annunciata discussione. Questa lettera è stata firmata da italiani di cui non ho mai sentito parlare e da quattro o cinque studiosi francesi completamente sconosciuti, a eccezione di Eric Fassin, un sostenitore estremista dell’ideologia gender, lo stesso Eric Fassin che qualche mese fa aveva dibattuto con me abbastanza normalmente alla radio pubblica France-Culture”.

Il testo della lettera, dice de Benoist al Foglio, “secondo me non è solo incredibilmente intollerante e pieno di odio, ma anche estremamente stupido. Prova ad attribuirmi tesi che non sono mai state le mie, e prova a stabilire una connessione tra me e Florian Philippot, che non ho mai incontrato una sola volta in tutta la mia vita (in 45 anni inoltre non ho mai votato per il Front national)”. Insomma, de Benoist, c’è un problema con le idee e il free speech? Le idee fanno paura? “Mi pare che ci sia un grosso problema. Non sono membro di nessun partito politico. Sono uno scrittore e un filosofo, specializzato in filosofia politica e nella storia delle idee. Ho pubblicato 110 libri, inclusi tre libri contro il razzismo e la xenofobia, 2000 articoli e fatto più di 700 interviste. Oltre 45 di questi libri sono stati tradotti in Italia. Ma mi sembra abbastanza evidente che le persone che hanno firmato la lettera non hanno la benché minima idea di ciò che ho scritto. Non mi leggono. Hanno chiesto la soppressione della conferenza perché hanno sentito questo o quello, o solo per ragioni collegate alla politica italiana. Questo tipo di persone ha un problema reale con le idee e il free speech. Non sanno che cos’è un dibattito intellettuale (o forse sono semplicemente incapaci di dibattere, a causa delle loro modeste abilità cognitive). In ogni caso è un peccato. La storia recente ha dimostrato che quando uno comincia a impedire le discussioni intellettuali, poi arriva un momento in cui i libri vengono bruciati, poi arriva un altro momento in cui le stesse persone vengono bruciate. È la logica base della caccia alle streghe”.

 

David Allegranti

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: https://www.ilfoglio.it/cultura/2018/02/05/news/gli-intello-mettono-il-bavaglio-al-filosofo-di-destra-177173/

5.02.2018

Pubblicato da Davide

23 Commenti

  1. – “studiose e studiosi delle destre e estreme-destre”
    – “siamo sorprese e sorpresi nel vedere …”

    Signore e signori, già dai tic linguistici si vede di che paste stiamo parlando.

  2. Anni fa, sottoposi ad una libreria la possibilità di un incontro-dibattito fra Luigi Tedeschi (che aveva avuto una storia personale di destra) e il compianto Costanzo Preve. Si trattava di presentare un libro, scritto a quattro mani, dai due autori.
    Mi fu risposto testualmente “Noi non facciamo di queste cose, è fuori dalla nostra “area” politica”.
    Per fortuna, oggi si brucia solo il libro e non il suo autore.

    • Vien giusto voglia “ammazzarli” a colpi di Amazon.
      Vedete che non tutto il mal vien per nuocere?

    • Tutto viene strumentalizzato, ahimè. . . . quando si ha un popolo ignorante all’ascolto, sono 70anni che accade, e parlo di destra sinistra e centro compresi, il popolo che crede alle favole abbocca sempre, l’Italia è al pari di un laghetto di pesca sportiva, dentro al quale i politici mettono esche di ogni tipo, ed ahimè i pesci abboccano sempre che pacchia, per i furbetti, e la nostra sperata e mai raggiunta democrazia viene sempre disattesa.

  3. Non sanno più come arginare un fenomeno da loro stessi riportato in vita! L’incapacità intellettuale, politica, organizzativa delle sinistre o presunte tali, non dando risposte alcune ai bisogni materiali e culturali delle società odierne, sanciscono il loro fallimento prima svendendosi alle democrazie capitalistiche poi con la censura preventiva là dove un dialogo potrebbe stemperare toni e fare chiarezza….il mostro è alle porte signori….è ora di mettersi comodi e vedere la storia che si ripete!

  4. Potrebbe essere una scelta di saggia opportunità…………fare parlare un filosofo di destra, sotto elezioni, sarebbe stato scorretto……..chissà quanti voti avrebbero perso Berlusconi, Salvini e la Meloni.
    P.S.
    meno parlano più voti prendono.
    R.P.S
    invece a sinistra più parlano meno voti prendono

  5. Scusate, abbiamo una legge elettorale che molto probabilmente è incostituzionale. Sarebbe la 3…di seguito! Con questa legge elettorale chi vota Casa Pound favorisce il Pd o l’ altra coalizione …dipende dai seggi. Con queste premesse io dico che le destre stanno fuori ed i fascisti stanno dentro…in Parlamento intendo!

    • Tutto viene strumentalizzato, ahimè. . . . quando si ha un popolo ignorante all’ascolto, sono 70anni che accade, e parlo di destra sinistra e centro compresi, il popolo che crede alle favole abbocca sempre, l’Italia è al pari di un laghetto di pesca sportiva, dentro al quale i politici mettono esche di ogni tipo, ed ahimè i pesci abboccano sempre che pacchia, per i furbetti, e la nostra sperata e mai raggiunta democrazia viene sempre disattesa.

  6. Ma quanto son fascisti questi antifascisti!

  7. la “de-demonizzazione” poteva tirarla fuori solo uno che si fa delle gran pippe… con la mano sinistra, ça va sans dire

  8. Il prodotto peggiore del fascismo fu l’antifascismo. Così ebbe ad asserire il comunista Amadeo Bordiga. Tutto, oggi, sembra dargli ragione. E avvalorare tristemente la sua tesi. Alla quale potrebbe con diritto affiancarsi l’altra, di Flaiano, secondo cui i fascisti si dividono in due specie: i fascisti e gli antifascisti. Stessi metodi, stessa intolleranza, stessa ottusità.
    A suffragare tutto ciò è una vicenda che ha, in questi giorni, coinvolto la Fondazione Feltrinelli di Milano, importantissimo punto di riferimento culturale. Che aveva organizzato una rilevantissima serie di incontri sul tema filosofico-politico di destra e sinistra. Un’iniziativa lodevole, come sempre accade con questa eccellente fondazione. Tra i relatori, anche Alain de Benoist, a suo tempo fondatore della nuova destra francese e oggi teorico dell’oltrepassamento della dicotomia destra-sinistra. Uno studioso di rilevanza internazionale, tradotto e apprezzato in tutto il mondo. Non un politico, né un agitatore. Un filosofo, autore di moltissimi libri teorici: i cui contenuti possono anche non condividersi, a patto che li si sappia discutere criticamente.

    Ebbene, accade che una virtuosa conventicola di pedagoghi dell’antifascismo (i cui nomi omettiamo per carità di patria) ha impedito al filosofo Alain de Benoist di tenere la sua lectio a Milano. Una lectio filosofica, ripeto: non un comizio politico. In nome dell’antifascismo, costoro usano abominevoli metodi squadristi. E scrivono una lettera alla Fondazione, agitando, ut semper, lo spauracchio del fascismo ritornante. In forza di tali pressioni, la conferenza è annullata. Siffatte pressioni, analoghe a quelle del Ventennio, inducono la Fondazione ad annullare l’evento.
    Ecco l’happy end. Che una volta di più ci insegna come l’odierno antifascismo nulla abbia a che fare con quello eroico e sacrosanto di Gramsci e Gobetti: e sia, invece, la nuova forma dello squadrismo fascista, mutato nomine. Insomma, cari pedagoghi dell’antifascismo, state uccidendo ancora una volta Gramsci. Le idee si combattono con le idee, non con la censura. Ché altrimenti dal campo della socratica discussione si volge a quello dell’ostracizzazione, della demonizzazione e del silenziamento. Metodi che ci rimandano – converrete con me – al manganello più che alla pratica greca del logon didonai.

    Diego Fusaro.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/06/milano-gli-antifascisti-censurano-la-conferenza-di-de-benoist/4141085/

  9. Tutto viene strumentalizzato quando si ha un popolo ignorante all’ascolto, e parlo di destra sinistra e centro compresi, il popolo che crede alle favole abbocca sempre, l’Italia è al pari di un laghetto di pesca sportiva, dentro al quale i politici mettono esche di ogni tipo, ed ahimè i pesci abboccano sempre che pacchia.

  10. Quindi scrivere una lettera di protesta, per quanto stupida, ridicola e quello che volete, è mettere il bavaglio? Interessante

    • No.
      Semplicemente e’ una lettera che impedisce di esprimere delle idee sulla base di un pregiudizio. Non e’ una lettera di protesta ma una ammissione di paura delle idee altrui…

      • Bah, non sono d’accordo. Mettere il bavaglio è impedire, scrivere una lettera, anche dai toni più disgustosi possibili, rientra nella libertà di ognuno di criticare.
        La lettera in se non impedisce assolutamente nulla.
        E comunque anche ammettendo che sia “un’ammissione di paura delle idee altrui”, questo non vuol dire che abbiano impedito alcunchè, come piace credere

        • E allora perche’ e’ stata scritta? Ammette forse una replica? Pone le basi per una discussione aperta o tout court si pone come un diktat? Non penso sia difficle da capire che non sia un desiderio di partecipare, una richiesta di essere inclusi in un qualcosa ma solo l’espressione di chi si ritiene depositario della verita’ unica e indiscutibile…

          • Siamo d’accordo. Quello che contesto io non è la descrizione della lettera fatta da lei, ma il fatto che questa venga fatta passare come un bavaglio. Perchè bavaglio non è.
            Poi se ci fosse stata la conferenza è avessero fisicamente impedito il regolare svolgimento della stessa allora potremmo parlare di “bavaglio”.

  11. “Questa lettera è stata firmata da italiani di cui non ho mai sentito parlare e da quattro o cinque studiosi francesi completamente sconosciuti, a eccezione di Eric Fassin, un sostenitore estremista dell’ideologia gender”.
    “de Benoist, c’è un problema con le idee e il free speech? Le idee fanno paura?”
    “Mi pare che ci sia un grosso problema. Mi sembra abbastanza evidente che le persone che hanno firmato la lettera non hanno la benché minima idea di ciò che ho scritto. Non mi leggono. Hanno chiesto la soppressione della conferenza perché hanno sentito questo o quello, o solo per ragioni collegate alla politica italiana. Questo tipo di persone ha un problema reale con le idee e il free speech. Non sanno che cos’è un dibattito intellettuale (o forse sono semplicemente incapaci di dibattere, a causa delle loro modeste abilità cognitive)”.
    Già, perfetti sconosciuti. E questi sarebbero i “cervelli” italiani fuggiti all’estero…
    Per citare una vecchia battuta, forse sono fuggiti all’estero proprio per cercare di andarlo a recuperare il cervello senza peraltro riuscirci, a quanto pare.
    E fa venire i brividi pensare che questi personaggi, evidentemente mediocri e senza qualità alcuna che non sia quella della propria ottusa Ideologia, siano addirittura diventati professori universitari quindi aventi la concreta possibilità di rovinare centinaia e centinaia di giovani appartenenti alle generazioni future. Come si può ben constatare in tutto il Mondo vige la più assoluta Mediocrazia che premia i “Migliori” Mediocri.
    Buonanotte Mondo

  12. Hanno perfettamente ragione di lamentarsi costoro, ma era piuttosto prevedibile che una fondazione intitolata ad un terrorista morto nella preparazione di un attentato con un moderatore come Gad Lerner, personificazione della faziosità della peggior specie, non avrebbe organizzato un incontro bipartizan. Sarebbe stato come se il partito nazista avesse organizzato un dibattito sul socialismo reale.

  13. Fu un avvertimento di tanti e tanti anni fa quando volli condividere con la figlia femmina (la quale anni dopo decise di dimenticarmi per via della sua scelta scellerata di veganesimo), e che in controluce vedo anche in questo articolo.
    Il mondo, la società globalizzata, tende inesorabilmente verso una *femminilizzazione* delle dinamiche sociali.
    Le femmine, credo a causa della loro *natura*, tendono a semplificare queste dinamiche sociali perché trovano il percorso già parzialmente percorso è così prende piede l’ideologizzazione di ogni aspetto culturale.
    Se poi a questo aggiungiamo una grave malattia che affligge molti uomini incapaci di pensiero critico e che si chiama PolCor, si capisce bene in che pasticcio ci troviamo.