LAVORATORI DI TUTTO IL PAESE, UNITEVI!

Appello per uno Sciopero Generale

UDN, Comedonchisciotte.org

 

PREMESSA

Immaginiamo che tutte le persone brune e le persone bionde si mettano d’accordo per far promulgare una legge che impedisca a tutte le persone con i capelli rossi di accedere alle scuole e ai posti di lavoro. Di entrare nei ristoranti, negli alberghi, nelle palestre, negli esercizi commerciali.  

Da un giorno all’altro i cittadini dai bellissimi capelli rossi, comprendono di essere “i rossi”. Prima non faceva differenza, ora sono un po’ meno cittadini degli altri.

In uno scenario distopico del genere, siamo tutti d’accordo che lo scandalo sarebbe tale per cui non ci passerebbe per la mente di chiedere un referendum: la legge è illegittima, senza se e senza ma.

Eppure immaginiamo che qualcuno ci convinca a combattere l’ingiusto decreto (nel frattempo diventato legge grazie al voto unanime del Parlamento) attraverso un referendum abrogativo.

Nel caso in cui si riuscisse a raccogliere le firme necessarie (nel giro di lunghi mesi durante i quali i rossi continuerebbero a non lavorare e a non accedere ad esercizi commerciali e a servizi pubblici), dopo aver aspettato il lungo iter che porta il referendum nelle cabine di voto (altri lunghi mesi), ci sarebbe anche la possibilità che i bruni e i biondi d’Italia, spinti da un clero giornalistico abile nel fare leva sui loro più bassi istinti (chiamando ciò “fare informazione”), votino in massa per respingere il referendum e confermare la legge. 

I giornali pubblicano notizie di fantomatici rossi che preparano armi e materiali idonei a commettere ogni sorta di violenza. 

Pseudo artisti (che hanno ricevuto vantaggi diretti e indiretti dal mondo dei biondo/bruni) pubblicano sui loro canali che i rossi li hanno minacciati di morte. 

Il capo della Chiesa, davanti ad una piazza commossa di biondo/bruni, invita alla responsabilità: è tempo di unire il mondo cattolico diviso dai rossi.

I programmi televisivi che danno voce ai pareri contrari alla legge vengono accusati di essere pro rossi, eversivi, e pertanto vengono tolti dai palinsesti. Davanti alla sicurezza non c’è tempo per la libertà di espressione. Tale lusso va bene in tempi in cui le espressioni contrarie sono parimenti futili o nell’orizzonte del capitale. 

In breve, il referendum abrogativo non passa.

A questo punto la legge sarebbe ormai conclamata, con il gaudio di giornalisti e politici (tutti veri o finti biondo/bruni) che invocano alla grandezza della democrazia: “L’Italia si è espressa”, nonostante le violenze dei rossi, che minacciano i giornalisti (orrore!) e distruggono i gazebo dei politici dabbene i quali, in maniera moderata, esprimono solamente il loro diritto di opinione. 

Perchè se il pensiero è “giusto” (conforme alla decisione scientifica dei biondo/bruni) è opinione (e quindi meritevole del diritto ad esprimersi).

Se è “errato” (o anche non scientifico, come amano chiosare i biondo/bruni) è violenza (non meritevole di manifestazione, per questioni di sicurezza).

“La democrazia, come sempre, ha vinto”, sospira sollevato un politico anonimo, di un partito qualunque (avevano tutti votato la legge contro i rossi).

La democrazia vince sempre se, mansueta, vota le leggi del padrone.

 

IL PERICOLO REFERENDUM

Il referendum è insidioso. 

Ritengo che, quando una norma sia disumana e incostituzionale, lo strumento referendario non sia solo potenzialmente un boomerang: è proprio inidoneo.

Il referendum può andare bene se si contesta il merito di una legge o se si cerca di ottenere un cambiamento legislativo, nel senso di una rinnovata sensibilità sociale.

Pensiamo ai precedenti storici: referendum sul divorzio, referendum per l’abolizione dell’ergastolo, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, per citarne alcuni.

Ovviamente ognuno avrà le proprie legittime opinioni su questi temi, in ogni caso si tratta di situazioni che, a prescindere dal risultato raggiunto, rimangono legittime. Si può essere d’accordo o meno sul finanziamento pubblico ai partiti, in ogni caso, qualunque sia il risultato, esso non si traduce in una diretta lesione alle libertà fondamentali dei cittadini.

In questi casi può avere un senso sondare l’opinione del paese, per accertare una mutata sensibilità a livello collettivo.

Tuttavia, nel caso che abbiamo davanti c’è molto di più in ballo: il diritto di molti cittadini al lavoro, alla propria dignità, all’istruzione… e già c’è chi invoca la revoca del diritto ai servizi sanitari.

La legge non può essere accettata neanche se il 90% del paese si dimostrasse a suo favore.

Non può essere fatta passare la narrazione secondo cui la questione fondamentale, rispetto al “lasciapassare verde”, sia la conta di chi è d’accordo e chi è contrario. Se una legge è ingiusta e incostituzionale va respinta. Punto.

Inoltre, in caso il referendum non passasse, dovremmo democraticamente accettare tale esito, altrimenti sarebbe molto facile strumentalizzare i “no green pass” (che è quasi un sinonimo di “no vax”) come una frangia di estremisti che non rispetta il volere della maggioranza del paese.

Che la direzione del referendum sia ben vista dal potere lo dimostra il fatto che mentre Giordano è stato richiamato dai vertici Mediaset, con minacce di sospensione del programma annesse, per aver tenuto posizioni vicine ai “no vax” (sigla che incorpora qualunque posizione non allineata), Lilli Gruber ha intervistato in prima serata una dei promotori del referendum. Il tutto senza alcuna contestazione o biasimo.

Anzi, il generale Figliuolo, membro di spicco del comitato eversivo, si è subito schierato a favore dell’iniziativa (dichiarandosi fan della costituzione e della democrazia).

E’ chiaro che il sistema si sfrega le mani davanti alla possibilità di una legittimazione plebiscitaria, che darebbe la spalla per ulteriori e più profonde restrizioni di libertà, sull’onda di una possibile approvazione popolare (dal momento che tra l’altro la maggioranza del paese con età per votare ha già il green pass).

Va infine ricordato che questa restrizione delle libertà fondamentali, non si fonda su presunte necessità sanitarie (che comunque non potrebbero giustificarla). Il “lasciapassare verde”, per esplicita ammissione di coloro che l’hanno messo in essere, non serve per ragioni sanitarie (contrastare la pandemia), ma solo come incentivo alla vaccinazione.

Poichè il governo non si vuole assumere l’onere di obbligare a tale trattamento sanitario, visti i rischi connessi ( utilizzo di farmaci al momento ancora sperimentali di cui non si conoscono gli effetti) e le nullità che ne deriverebbero in termini di sollevazione di responsabilità (la firma del famoso consenso informato), dispone un obbligo indiretto per svincolarsi da responsabilità giuridiche, ma ottenere un effetto analogo all’obbligo.

Allora dobbiamo dire: NO!

E questo non è un parere che può essere esposto alle possibili manipolazioni referendarie. 

L’eversione dell’ordine democratico non può passare dalle insidie del referendum (in una lotta impari contro la struttura che domina i media e l’informazione).

 

DELLA NECESSITÀ’ DI UNO SCIOPERO GENERALE

Dovremmo allora accettarlo supinamente?

Assolutamente no.

Ritengo che il modo più efficace per combattere il Green Pass (che ora viene esteso a tutti i lavoratori con il benestare dei cosiddetti “sindacati”) sia con le loro stesse armi.

Vogliono impedire a chi non ha la tessera del partito tecnofascista di lavorare? Bene, allora che non lavori nessuno.

Io sono dell’idea che uno sciopero generale a tempo indefinito, possa, se molto partecipato, bloccare il paese e in questo modo essere molto più efficace, nella lotta a questa misura liberticida, rispetto a mesi di campagna referendaria. 

Lo Sciopero esteso impedirebbe anche a chi ha “la tessera di partito” di lavorare, di accedere alle scuole e alle università. 

Bisognerebbe impedire alle fabbriche di aprire, ai mezzi di circolare, ai treni di partire… non bloccando le stazioni (dando così l’assist per accuse di interruzione di pubblico servizio e facili manganellate democratiche), ma attraverso la mancanza di personale di servizio. 

Sarebbe bello che anche le forze dell’ordine e la magistratura aderissero allo sciopero.

E si dovrebbe impedire anche ai parlamentari di esercitare la loro professione: visto che la politica è diventata un lavoro, il green pass dovrebbe essere chiesto anche a loro per entrare in Parlamento (ma, ahimè si sa, la politica non è così garantista con se stessa).

Invece di andare a lavorare ci si potrebbe incontrare nelle piazze, sotto i palazzi del potere, e dare vita ad un nuovo capitolo della vita comunitaria: un festival della libertà permanente, con cultura, musica, arte. In una parola vita in comune.

L’opposto di un lockdown, un “openup”, per usare la nuova lingua senza confini del tecnofascismo.

Allora cominciamo ad organizzarci per uno sciopero generale. Uno sciopero ben riuscito può avere molto più effetto di un referendum (che non ha altro risultato che spostare indefinitamente avanti la discussione sul merito della misura legislativa, a tutto beneficio del Partito Unico).

 

Inoltre lo sciopero generale, come strumento di lotta, va contro le tendenze che da anni vengono sospinte dal regno dei social network.

Siamo sempre più abituati al fatto che la nostra vita, anche quella sociale venga parcellizzata e vissuta individualmente. Anche la socialità, online, viene in realtà vissuta in modo individuale, con finestre di dialogo, chat e anonimi interlocutori.

Ci hanno convinti che sia possibile cambiare il mondo a colpi di “like”, comodi dal salotto di casa. Così in piazza non ci va più nessuno. 

Allora la cabina di voto diviene un altro luogo in cui la lotta procede in forma solitaria ed anonima.

In cui la pancia può riservare brutti scherzi, come ai tempi in cui tutti insultavano Berlusconi e poi lui vinceva le elezioni.

E allora non possiamo accettare che ci venga data sempre e soltanto la possibilità della lotta solitaria, a colpi di matita.

Gli assembramenti, no, le cabine elettorali presidiate dalle forze dell’ordine, si.

E’ tempo che la lotta torni sociale, torni nelle strade, che torni a dare vita a prassi comunitarie. 

Questo è anche, secondo me, il senso di uno sciopero.

 

LO SCOPO

L’aspetto positivo di questa grave crisi democratica è che ha portato allo scoperto le parti in lotta: chi è dalla parte del popolo (una parte del popolo stesso), e chi è contro di esso (tutti i media mainstream, quasi tutto l’arco parlamentare, quasi l’intero mondo accademico e buona parte della magistratura).

Questo in una prospettiva di medio lungo termine semplifica la battaglia perchè per lo meno “il nemico” ha un volto. Ora ha un nome e un cognome.

Si intende che si sta qui parlando di una battaglia democratica (lo specifichiamo per gli amici dell’”enforcement” sempre molto attenti a presidiare il territorio online).

In ogni caso è più facile determinare il piano strategico di una battaglia ideologica quando si ha un’idea chiara delle parti in campo.

Per questo lo sciopero generale non dovrebbe avere come fine ultimo unicamente la rimozione del “lasciapassare verde”.

Non possiamo accontentarci di una piccola vittoria di posizione, lasciando il nemico in cima alla collina a dominare il campo di battaglia e il suo orizzonte.

Lo sciopero dovrebbe continuare fino alla rimozione del governo e alla nomina di un governo di transizione, portato avanti dalla rappresentanza dell’organizzazione dello Sciopero. Una sorta di Stati Generali della Resistenza.

Questo nuovo governo dovrebbe traghettare il paese a nuove elezioni da indire al più presto (il semestre bianco termina a febbraio).

Il tutto prendendo le misure necessarie a far sì che chi ha cospirato contro lo Stato non abbia un più un ruolo politico e men che meno il ruolo di Presidente della Repubblica (ogni riferimento non è casuale). 

Ovviamente i media che hanno cospirato non dovrebbero più ricevere finanziamenti e lo stesso dicasi per vitalizi e pensioni politiche.

E’ in atto una eversione dell’ordine democratico, pertanto chi l’ha ordita e chi ne è complice sta perpetuando un reato penale (che andrà accertato). 

 

L’ORGANIZZAZIONE

Poiché i sindacati sono morti (cioè si sono apertamente schierati col padrone, perdendo quindi ogni velleità di lotta e ragione di esistere), dobbiamo trovare altri modi di coordinarci.

Sono del parere che Comedonchisciotte, possa essere una buona piattaforma di coordinamento.

Da anni si schiera contro la narrazione dominante, decine di migliaia di utenti frequentano le sue pagine ogni giorno: è più credibile e affidabile dei numerosi gruppi che sorgono ogni giorno su telegram o facebook.

In questa fase dobbiamo stare attenti ai cavalli di Troia ed alle manipolazioni.

Ogni giorno infatti, nascono nuovi gruppi telegram che invitano a partecipare diversi tipi di manifestazioni.

Eppure spesso è difficile capire da chi sono manovrati, chi sta effettivamente dietro a queste iniziative.

Molte, la maggior parte credo, sono in assoluta buonafede. Tuttavia hanno il difetto di essere manifestazioni estemporanee di rabbia e indignazione.

Comedonchisciotte, invece, è un gruppo consolidato da anni, i cui intenti sono cristallini e passati dalla dura prova del tempo.

Inoltre utilizzare come piattaforma un sito di informazione ed elaborazione concettuale, ha un altro aspetto positivo.

Mette al centro quella che è una delle condizioni fondamentali perché il sasso possa diventare una valanga: lo sviluppo di una coscienza di classe.

La teoria senza la prassi è sterile. Ma la prassi senza la teoria è un fuoco di paglia.

Mentre si elaborano e si sperimentano nuove forme di lotta, antagonismo e comunitarismo, non si deve perdere di vista l’importanza dell’elaborazione concettuale, dell’analisi dei nostri tempi e dell’elaborazione di una teoria rivoluzionaria (seppur dai risvolti pratici).

Per questo credo sia importante convergere su una piattaforma di questo genere.

 

Questa piattaforma potrebbe essere coordinata a livello centrale da una sua rappresentanza (un gruppo con funzioni apposite creato ad hoc, ad esempio) con il contributo delle rappresentanze di organizzazioni simili. Comedonchisciotte potrebbe creare una pagina dedicata (io proporrei il nome Stati Generali della Resistenza) in cui rendere disponibili materiali divulgativi, manifesti, grafiche e dare informazioni circa le iniziative territoriali.

A livello locale si possono creare divisioni particolari che, tramite canali telegram, organizzino lo sciopero e attività correlate sul territorio.

Il gruppo centrale dovrebbe solo far da coordinamento delle varie iniziative e dare alle varie forme di lotta una coerenza ideologica e strategica.

Esso dovrebbe inoltre supervisionare e garantire la coerenza dei gruppi locali, lo svolgersi delle azioni concordate in forma non violenta (controllare eventuali solite infiltrazioni manipolatorie). 

Quindi l’organizzazione potrebbe assumere questa struttura: 

  • una Comitato Centrale con funzioni di coordinamento (Stati Generali della resistenza);
  • sezioni regionali con compito di organizzare il presidio permanente davanti a ciascuna regione di competenza (SGR – sezione “regione”)
  • cellule comunali con il compito di organizzare l’attività sul territorio a livello comunale (SGR – cellula “comune”)

 

CONCLUSIONI PROVVISORIE

Chiudo questo appello con la speranza che esso trovi seguito e prenda vita nella costituzione degli Stati Generali della Resistenza, che tramite la piattaforma di Comedonchisciotte e tramite i suoi canali, cominci da questo momento, insieme con tutte le forze ed i movimenti che ne condividono gli orizzonti, ad organizzare uno Sciopero Generale e una democratica Rivoluzione. 

E che la gravità del momento sia uno stimolo sufficiente per superare partitismi, personalismi e protagonismi che tristemente hanno minato, in questi ultimi anni, la possibilità di organizzare un fronte comune di resistenza.

Questa potrebbe essere, per molto tempo, l’ultima possibilità di farlo.

Per questo: “lavoratori di tutto il paese, unitevi!”

 

UDN, Comedonchisciotte.org

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34 Commenti
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Eugiorso
Utente CDC
23 Settembre 2021 8:45

Chi potrebbe proclamare lo sciopero generale sarebbero i tre maiali cgil-cisl-uil, che hanno il monopolio dell’incul**a ai lavoratori.
Questi fetenti negli ultimi decenni hanno venduto la pelle dei lavoratori (ma demokrattikamente!) per sopravvivere come piccolo centro di potere venduto al neocapitalismo finanz-globalista-giudaico.
Non proclameranno mai uno sciopero generale e, men che meno, contro il serpente draghi, banchiere privato mundialista mandato in Italia dall’élite che lui stesso servo … come anche la triplice di m***a!
Semmai, di sabato 4 ore con manifestazione rituale, fiacca, pacifffica e demokrattika, non certo sciopero politico(!), in modo che sia perfettamente inutile e non pericoloso per i loro padroni globalisti.
Inoltre, l’idea dello sciopero generale mi pare soreliana, ma dovrebbe essere in tutti i paesi sotto il giogo elitista occidentaloide, il che è chiaramente impossibile.

Cari saluti

AlbertoConti
Redazione CDC
23 Settembre 2021 9:09

Come dice giustamente Eugiorso nel primo commento, lo sciopero generale è istituzionalmente gestito dalle confederazioni sindacali.

Ma cosa è una confederazione sindacale? Non parlo di cos’è diventata la trimurti CGIL-CISL-UIL, ma di cos’è in linea di principio una confederazione sindacale genuina.
(è un po’ come la differenza tra il concetto di “sinistra politica” e la realtà del PD, che nulla ha più a che fare con questo concetto, anzi ne rappresenta la massima espressione contraria).

Ho tentato una riflessione estemporanea sull’argomento qui: https://comedonchisciotte.org/confederazione-lavoro-libero-nazionale/

Non sono però sufficientemente addentro nella materia (organizzazioni sindacali), pertanto chiedo aiuto a chi abbia maggiori competenze per approfondire la questione.

Nel frattempo conto molto sui camionisti, che da soli possono bloccare il Paese, realizzando di fatto l’equivalente di uno sciopero generale. Mi sembrano già abbastanza incazzati e decisi a farlo. Nel caso li appoggerò non solo moralmente, ma concretamente con la mia macchina. Se molti altri si accodassero (termine più che appropriato per l’occasione), il successo sarebbe garantito.

Ultimo aggiornamento 27 giorni fa effettuato da AlbertoConti
piero deola
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
23 Settembre 2021 10:13

Se lasciamo fare ai sindacati con due ore di sciopero sistemano tutto a favore degli assassini

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
23 Settembre 2021 13:15

“Il prossimo 27 settembre, gli autotrasportatori sarebbero infatti intenzionati a protestare contro l’introduzione del green pass obbligatorio per lavoratori pubblici e privati.In una sorta di ‘volantino online’ i camionisti annunciano infatti una mobilitazione nazionale di sette giorni a partire da lunedì 27 settembre: “Dalle ore 10 rallentamenti sulle Autostrade in tutta Italia, tutti a 30km/h e frecce per riconoscerci“. L’obiettivo? Fermare i “criminali al potere contro il passaporto schiavitù, l’obbligo vaccinale, la truffa Covid e la dittatura instaurata, per la libertà”.”

Invece di tanti bla bla bla, contiamoci chi ci sta!

JA
Utente CDC
23 Settembre 2021 9:15

In altre nazioni occidentali e NON SOLO, dopo 10 anni di abusivi governi di un’abusiva repubblica presidenziale, questa sinistra dittatura sanitaria sarebbe la famosa goccia che fa traboccare il vaso di Pandora ma, nell’Italia del pizzo mafioso sul conto corrente, mi sa sia solo la famosa ciliegina sulla torta.
Tanti auguri e cento di questi articoli. 🙂

LuxIgnis
Utente CDC
23 Settembre 2021 9:17

D’accordo, sarebbe ora di realizzare un’unione di intenti che raggruppi tutti i settori della vita civile e vada anche oltre al GreenPazz. Il GreenPazz è solo una scusa per delegittimare ancor di più la democrazia italiana già fragile di suo. Ma non vedo che la strada del referendum sia perdente di sé. E’ soprattutto un modo per portare attenzione al grande pubblico di determinate tematiche. Ricordiamoci che quella gente che segue solo i TG è estremamente bombardata e non ha vera informazione. In realtà non credo si farà mai. Tempi lunghissimi e chissà quanto accadrà nei prossimi mesi. Quindi l’uno non esclude l’altro. Si può anche proseguire sulla strada del referendum ed insieme perseguire il fine di arrivare ad uno sciopero generale od altre forme di lotta che unisca lavoratori, studenti e semplici cittadini. Ma anche sullo sciopero valgono le stesse perplessità del referendum. Cioè o si riesce a portare milioni di persone in piazza ed a quel punto la faccenda non può essere ignorata, oppure è come adesso: molte manifestazioni con un buon numero di persone ma facilmente manipolabile ed ignorabile dai media di regime. Con possibilità di infiltrazione pesanti e provocazioni continue a cui sarà sempre più difficile… Leggi tutto »

fiurdesoca
Utente CDC
23 Settembre 2021 9:31

l’unica cazzata dell’articolo è il termine sciopero. basta andare al lavoro senza geen cazz. non so chi ci sia dietro la sigla UDN, Comedonchisciotte.org. ma è ora di muoversi. è ora di uscire allo scoperto. è ora di coinvolgere chi è malcontento o perplesso di ciò che sta succedendo. dopo sarà troppo tardi

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  fiurdesoca
23 Settembre 2021 13:44

A me invece sembra l’unica cosa giusta. Se l’Italia la bloccano loro, vincono facile. Se invece la blocchiamo noi saranno costretti a togliersi dai maroni. Sono morti che camminano, per questo hanno tanta furia di concludere il lavoro sporco.

giusavvo
Utente CDC
23 Settembre 2021 9:42

D’accordissimo con la questione dell’aspetto organizzativo.
Lo dico da tempo (anche qui), senza organizzazione non si va da nessuna parte.
Io sono pronto.

Ultimo aggiornamento 27 giorni fa effettuato da giusavvo
fiurdesoca
Utente CDC
Risposta al commento di  giusavvo
23 Settembre 2021 9:49

hai ragione, per organizzarsi occorre esporsi e farsi riconoscere, e diffondere la proposta ad altri siti di controinformazione anche stranieri.

nel forum qualcuno a proposto di contarci e di scegliere un simbolo discreto per farci riconoscere.
ma questa esigenza è vera o è solo un modo di illudersi di fare qualcosa?

giusavvo
Utente CDC
Risposta al commento di  fiurdesoca
23 Settembre 2021 10:33

CIT.: “ma questa esigenza è vera o è solo un modo di illudersi di fare qualcosa?
Non lo so, ma qualcosa bisogna tentare.
Domani cosa diremo ai nostri figli o nipoti?
Il bla bla è e rimane mero esercizio linguistico.

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  giusavvo
23 Settembre 2021 13:17

Giusto, vedi sopra addendum al mio commento (il secondo dopo Eugiorso)

giusavvo
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
23 Settembre 2021 18:06

D’accordo con le tue considerazioni.
Un po’ dubbioso sulla genuinità di chi sta dietro i camionisti.
Ogni sciopero generale e, o, protesta ha sempre dietro qualcuno che la organizza. Chi credi che abbia portato in piazza le sardine, ricordi?
Allora, per fare un’organizzazione, allo stato, basterebbe un’associazione e lo statuto per essa costa qualche centinaio di euro, al riguardo basta parlare con un notaio.
L’associazione, ovviamente, sarà di tipo culturale con fini di solidarietà, libere cure etc.
Le sottoscrizioni e, o, le adesioni potrebbero avvenire tramite questo sito e, di certo, non mancherebbero.
Poi i suoi fini, potrebbero essere pubblicizzati attraverso le reti e siti con finalità analoghe: Byoblu, Luogocomune, Casadelsole, solo per dirne alcuni.
L’importante è iniziare.

piero deola
Utente CDC
23 Settembre 2021 10:12

Cominciamo a cacciare i sindacati correi di questa vergogna e accumulatori di tesori liquidi e immobiliari con i versamenti per le tessere e altri giochini poco chiari nonchè con carriere assicurate alla scadenza del loro mandato. Un massa di signorsi al potere a sfregio di chi fatica dalla mattina alla sera. Via tutti come via tutti i politici che ci stanno rovinando e svendendo alla finanza internazionale.

JA
Utente CDC
Risposta al commento di  piero deola
23 Settembre 2021 10:22

I sindacati italiani son sempre stati parte integrante della partitocrazia mafiosa che governò l’Italia dal dopo guerra ai giorni nostri e fingendo di fare gli interessi dei lavoratori o fino a che coincidevano con quelli del sindacato, facevano in realtà gli interessi del partito a cui appartenevano.
La CGIL era piena di terroristi e, dato era riuscita ad imporsi sugli altri, faceva gli interessi del PCI e dell’Unione Sovietica che NON VOLEVA lavoratori soddisfatti ma distruggere l’economia italiana per creare una situazione di scontento rivoluzionario. Ecco perché mentre con pochissimi scioperi gli operai tedeschi ottennero condizioni da sogno, gli operai italiani videro solo chiudere fabbriche e precipitare nella condizione presente forse in vista di essere “salvati” questa volta dalla Cina dato son restati orfani dell’URSS. (CGIL = PCI; CISL = DC; UIL = PSI)

piero deola
Utente CDC
Risposta al commento di  JA
23 Settembre 2021 14:28

Purtroppo ciò l’hanno capito in pochi e continuano a pagare.

gix
Utente CDC
23 Settembre 2021 10:15

Giuste le perplessità sul referendum, anche se ritengo che non esista un vero e proprio fronte di maggioranza pro vax, semplicemente alla massa dei vaccinati e pro grinpas non interessa granchè andare a votare per ristabilire dei diritti la cui limitazione è stata da loro accettata senza rifletterci un attimo. Sullo sciopero generale c’è da dire che, potendo essere indetto solamente da organizzazioni sindacali riconosciute, avrebbe il valore di una giornata di protesta più o meno riuscita, una tantum, anche se sarebbe comunque un segnale importante. Il problema vero è l’unione di tutti coloro che si oppongono, necessaria per il raggiungimento degli obiettivi di libertà, ripristino della legalità e rispetto dei diritti civili, condizioni base per l’esistenza di uno Stato democratico, a prescindere dalle maggioranze. Nel perseguimento degli interessi comuni del momento, sarebbe il caso quindi di abbandonare tutte le divisioni ideologiche e i pregiudizi nei confronti di altri gruppi, di qualunque provenienza siano e con qualunque retaggio storico-politico abbiano a che fare, riconoscendo l’eventuale maggiore capacità di coloro che sono in grado di acquisire il consenso unitario delle persone. E’ probabile che l’ordinamento dello Stato, benchè svuotato delle dinamiche normali che abbiamo conosciuto finora, continui ad essere conservato, per… Leggi tutto »

zardoz
Utente CDC
23 Settembre 2021 11:22

Qui a Cagliari un’associazione ha pagato dei cartelloni pubblicitari contro il green pass. Secondo me è questo il percorso da seguire. Molti italiani non hanno internet o lo usano solo col cellulare. Bisogna raggiungere queste persone e per farlo bisogna usare i metodi “vecchia scuola”, e cioè i mezzi di comunicazione che si usavano prima dell’avvento di web e televisione. Questo è necessario perché “loro” hanno tutti i mezzi di informazione dalla loro parte. Persino questi spazi, come ad esempio donchisciotte, prima o poi saranno spazzati via. Il manifesto dovrebbe mettere in guardia dalla dittatura che stanno costruendo. Il green pass serve a introdurre il documento unico, la moneta digitale e il sistema di controllo dei cittadini attuato in Cina. Col pretesto dell’emergenza climatica i prezzi di ogni cosa saliranno alle stelle, i cittadini saranno messi con le spalle al muro. A quel punto introdurranno il “reddito universale” e contestualmente elimineranno la moneta contante. A quel punto ci avranno in pugno. La popolazione va avvertita. Quasi tutti all’inizio faranno spallucce, vedendo quei manifesti, ma quando si accorgeranno che gradualmente queste cose si stanno avverando, allora molti si sveglieranno…. prima che sia troppo tardi.

Mealuirao
Utente CDC
23 Settembre 2021 11:23

il mio “pour parler”….
Lo sciopero non scalfirebbe minimamente chi sta dietro questo “coup de theatre”, infatti hanno ideato e attuato un lockdown quasi mondiale che equivale, diciamo a “200 anni di sciopero consecutivo totale in Italia” con effetti visibili (per esempio le fabbriche di automobili consegnano con ritardo di mesi, le merci sono aumentate).

Sarebbe utile, penso, “essere come granelli di sabbia nel motore” per farlo fermare. Esasperare quindi le contraddizioni “intrinseche” al meccanismo…
Usare anche la forza dell’avversario per accompagnarlo fuori dal ring.
Nel mio piccolo, ad esempio (non potrò entrare al lavoro senza green pass) farò i tamponi, esprimerò (successivamente) davanti ai colleghi vaccinati la mia perplessità di fronte al fatto che loro in linea di possibilità potrebbero essere contagiosi nei miei confronti dato che ho fatto il tampone e risulto negativo, che sarebbe utile per dissipare ogni dubbio che anche loro facessero (il tampone) ogni 2 giorni nonostante siano vaccinati.
Sono certo che nessuno di loro sarebbe d’accordo su questo.
Li metterei davanti ad una contraddizione logica.

Mealuirao
Utente CDC
Risposta al commento di  Mealuirao
23 Settembre 2021 11:47

in sintesi:
il “tamponato negativo” (quindi persona sana) non si sente al sicuro dalla possibilità di essere contagiato dai vaccinati.
Volete essere cosi egoisti da non affrontare questo problema?

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  Mealuirao
23 Settembre 2021 13:46

Mi sembra un’ottima idea. Obblighiamo i vaccinati a tamponarsi ogni 48 ore, e poi vediamo l’effetto che fa.

Spartan
Utente CDC
Risposta al commento di  Mealuirao
23 Settembre 2021 13:52

Salve! E’ il mio primo commento e forse l’ultimo. Quello che Lei propone sarebbe valido se, di fronte, avesse persone con un loro pensiero. La maggioranza, invece, alla parola ” vaccino” hanno associato ” immune, inattaccabile”. Il pensiero di potersi infettare neanche li sfiora e quindi il consiglio del tampone non attecchirà. Io , nel mio piccolo, sto cominciando , velatamente, ma neanche tanto, a minacciare, causa per danni a chiunque mi dovesse infettare. E, con 2 giorni, tra un tampone e l’ altro, l’ elenco dei possibili responsabili può essere gestito. Solo la paura di portarli in tribunale può servire allo scopo.

Servus
Utente CDC
23 Settembre 2021 11:58

Avevo cassato l’idea del referendum proprio per le stesse ragioni, dato che risulta inutile se non molto pericoloso.

Lo sciopero generale mi sembra un’ottima idea, ma ben difficile da realizzare, in ogni caso mi accodo.

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  Servus
23 Settembre 2021 13:21

Si può fare, il 27, tra 4 giorni (vedi sopra).

nicolass
Utente CDC
23 Settembre 2021 11:59

Premesso che anche io ritengo il referendum sul Green Pass estremamente pericoloso perché in caso in cui non si raggiunga il quorum sarebbe una pietra tombale su una bella fetta dei nostri diritti e delle nostre libertà fondamentali non posso che accogliere con molto favore l’iniziativa di far si che la piattaforma Comedonchisciotte diventi il nuovo fronte di resistenza contro la deriva autoritaria che stiamo vivendo. L’idea è molto affascinante perché non si tratterebbe solo di scendere in piazza una tantum per gridare tutto il nostro sdegno e poi tornare a casa con la coscienza a posto, ma di attuare delle forme concrete di resistenza capaci di inceppare il meccanismo infernale in cui siamo finiti. Mi viene in mente l’insegnante che fa lezione all’aperto per manifestare il proprio dissenso contro la discriminazione del Green Pass in aula oppure quei ristoratori che annunciano che nel loro locale non sarà necessario esibire l’infame lasciapassare e così tanti altri. Ora questi sono esempi di lotta individuali ed estemporanei lasciati all’iniziativa dei singoli, invece ci sarebbe bisogno di qualcosa o qualcuno capace di catalizzare queste forme di protesta dandogli il giusto risalto e facendo in modo che tanti altri possano seguire l’esempio. Il problema… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 27 giorni fa effettuato da nicolass
BastianContrario
Utente CDC
23 Settembre 2021 12:48

Sono anch’io molto sospettoso verso il referendum, specialmente da quando l’idea è stata approvata da rappresentanti delle “istituzioni”. Credo che l’idea dello sciopero generale sia teoricamente valida, ma praticamente impraticabile, sia perché a proclamarlo dovrebbero essere le sigle sindacali riconosciute, sia perché non danneggerebbe il sistema al punto da farlo collassare. Vedo invece benissimo l’idea della cabina di regia, nella quale riunire persone e proposte, per un’efficace resistenza. Sulla necessità di accogliere anche i lettori e commentatori di altri siti, questo per me è fondamentale. Io, nel mio piccolo, comincio con il condividere il link a questo articolo su tutti i blog che frequento, però sarebbe utile che dalla redazione di CDC venisse un articolo specifico, che fungesse da invito agli altri blog, di convergere a questa cabina di regia, cercando di spiegare le motivazioni e dissipando quella naturale diffidenza e sospetto di voler emergere sugli altri, che inevitabilmente accoglierà, spero solo all’inizio, l’invito. Se si riuscisse a far capire che nessuno vuol essere il più bello e bravo, ma che tutti hanno un peso importante e che solo unendoci possiamo raggiungere una massa critica determinante, allora credo che saremmo sulla strada giusta. Io ci sono.

nicolass
Utente CDC
Risposta al commento di  BastianContrario
23 Settembre 2021 13:42

Per me è stato abbastanza divertente vedere come sia cambiata l’opinione in tema di Covid dei lettori di giornali on-line come la Repubblica, Il Corriere, Il fatto quotidiano, Il Messaggero e altri in questi mesi… all’inizio sembrava che la propaganda ufficiale non incontrasse nessun ostacolo ad insinuarsi nella mente dei lettori e le voci fuori dal coro erano davvero rare… ora invece la situazione è completamente ribaltata e i critici che si schierano contro il pensiero unico sono una netta maggioranza segno che il potere fa sempre più fatica a conquistare nuovi adepti e incontra più resistenza del previsto nel disinformare i lettori. Confesso che nel mio piccolo ho sempre fatto contro informazione su questi siti postando articoli contrari alla vulgata ufficiale spesso anche di Comedonchisciotte… in fondo la Resistenza al regime si può fare anche con piccole azioni quotidiane che non comportano nessuna fatica. Una goccia nel mare ma in fondo il mare è fatto di gocce

Ultimo aggiornamento 27 giorni fa effettuato da nicolass
AlbertoConti
Redazione CDC
23 Settembre 2021 13:23

Siamo tutti sospettosi verso il referendum. Intanto che ci arrovelliamo nei dubbi d’ogni sorta, andiamo a firmare ai banchetti per il referendum. Se anche non si dovesse mai fare (può succedere di tutto), è importante contarci e farci vedere contati e incazzati.

uparishutrachoal
Utente CDC
23 Settembre 2021 15:56

Il referendum sarebbe utile se potessimo parlare, ma si risolverebbe tutto in uno scontro tra mitragliatrici e armi bianche..cosa successa nella storia e con esiti prevedibili.
Invece di scioperi, inceppamenti, e resistenze varie..utili solo a chi le compie per salvarsi l’anima, si potrebbe pensare a mettere di fronte a tutti gli effetti delle misure liberticide, per creare disagio generalizzato..
Chi non può più lavorare deve andare davanti a negozi e supermercati per chiedere l’elemosina..
Sarebbe una manifestazione densa di significato, disturbante, e tutti i sostenitori del GP vedrebbero di fatto cosa significa sostenere queste misure.
Col tempo si farebbero qualche domanda sulle stesse..e su l’utilità di adottarle, visto che si troverebbero davanti folle di mendicanti..certamente non gradevoli.

fuffolo
Utente CDC
23 Settembre 2021 16:15

Di lavoratori ne rimangono ben pochi, gli altri sono pagati per occupare una casella del sistema.

fabKL
Utente CDC
30 Settembre 2021 8:23

Nel 1985 venne introdotto l’obbligo del CASCO PER I MOTOCICLISTI. una palese violazione della propria libertà che non andava a danneggiare in alcun modo i cittadini che non guidavano moto, tranne le compagnie di assicurazione che effettuavano risarcimenti maggiori in eventuali incidenti mortali. Nessuno, si sogno di protestare se non sparuti motociclisti tra l’altro in maniera solo apparente senza creare disagi (quindi senza alcuna conseguenza anche mediatica). Ricordo bene che i telegiornali a quel tempo molto più seri degli odierni (assomigliano a cronaca vera, per chi lo ricorda) da tempo mettevano in onda servizi dove si evidenziavano le morti di motociclisti che, spesso incolpevoli, erano dipinti come i peggiori terroristi o folli suicidi. Ricordo addirittura di un motociclista investito mentre era fermo a lato della strada ed il servizio che iniziava con “morto un altro motociclista senza casco”. Ricordo statistiche “morti che si sarebbero risparmiate” se tutti avessero indossato il casco. Ricordo intere città come Napoli e Palermo continuare a circolare senza casco e con in numero di morti simile alle altre, senza che questo facesse ricredere i promotori della legge. Ricordo bene le statistiche del mese di aprile che evidenziavano maggiori morti nelle città del sud, lasciando intendere che… Leggi tutto »

fulvio margoni
Utente CDC
Risposta al commento di  fabKL
1 Ottobre 2021 13:36

mi risulta che ci siano decine di migliaia di morti causate dal cosidetto vaccino anticovid oltre a milioni di eventi avversi anche molto gravi;
…per aver indossato il casco?

Ultimo aggiornamento 19 giorni fa effettuato da fulvio margoni
XL
Utente CDC
30 Settembre 2021 12:06

Mi sembra che finora l’unico motto seguito (soprattutto dalle sinistre) sia stato
capitalisti di tutto il mondo unitevi.

Resistvale
Utente CDC
1 Ottobre 2021 13:02

D’accordo con lo sciopero generale a oltranza… se ci si riuscisse a organizzare. Io ci sono

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