Riceviamo e pubblichiamo.
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Gentile Segretaria Elly Schlein,
OSA Polizia ha letto con profonda attenzione il comunicato pubblicato dal Partito Democratico in relazione al convegno svoltosi alla Sala Pirelli presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia.
Non intendiamo entrare nel bailamme politico tra maggioranza e opposizione, né giustificare eventuali comportamenti intimidatori o aggressivi: qualora accertati, essi meritano una condanna chiara e senza ambiguità, tanto più quando avvengono all'interno di una sede istituzionale.
Riteniamo però altrettanto necessario evitare che episodi di tale natura diventino lo strumento attraverso il quale delegittimare indistintamente le persone presenti a un'iniziativa pubblica, qualificandola semplicemente come un "convegno No Vax" o accostandola a "pericolose campagne antiscientifiche".
Tra quelle persone vi sono anche cittadini che si sono vaccinati, che hanno rispettato obblighi e prescrizioni introdotti durante l'emergenza pandemica e che oggi raccontano sofferenze, problemi sanitari e difficoltà nel trovare ascolto e risposte.
Alcuni di loro hanno aderito alle indicazioni provenienti dalle istituzioni anche quando quelle istituzioni erano guidate o sostenute politicamente dal Partito Democratico.
Ed è proprio per questo che riteniamo profondamente riprovevole trasformare il loro dolore in un terreno di scontro tra partiti.
Chi chiede di essere curato non è un avversario politico.
Chi chiede che la propria condizione venga studiata non è "antiscientifico".
Chi domanda alle istituzioni di non essere lasciato invisibile merita innanzitutto di essere ascoltato.
La scienza non dovrebbe avere paura delle domande. Le istituzioni, ancora meno.
OSA Polizia conosce direttamente molte di queste realtà e ritiene che la politica abbia il dovere di distinguere tra la legittima critica, la richiesta di approfondimento scientifico, il dolore di chi denuncia un possibile danno e comportamenti individuali eventualmente censurabili.
Generalizzare significa rischiare di infliggere a queste persone una seconda sofferenza: dopo quella fisica e morale, quella della delegittimazione pubblica.
Segretaria Schlein, venga ad incontrare queste persone. Guardi negli occhi chi si è vaccinato confidando nelle istituzioni e oggi chiede a quelle stesse istituzioni di non essere abbandonato. Ascolti chi non chiede vendette, appartenenze politiche o etichette, ma cure, attenzione e il riconoscimento della propria sofferenza. È troppo facile ridurre tutto alla definizione di "No Vax"; molto più difficile, ma certamente più degno per chi rappresenta le istituzioni, è confrontarsi direttamente con le persone e con la loro documentazione.
Per queste ragioni, La invitiamo formalmente a ricevere una delegazione di OSA Polizia e, possibilmente, una rappresentanza delle persone che chiedono ascolto, affinché possa conoscere direttamente storie, documentazione e problematiche che difficilmente possono essere racchiuse nella semplicistica contrapposizione tra "No Vax" e "pro Vax".
Non Le chiediamo di condividere preventivamente alcuna conclusione.
Le chiediamo qualcosa di molto più semplice e, per noi, profondamente democratico: ascoltare prima di giudicare.
Il Partito Democratico ha ricoperto responsabilità di Governo durante una delle stagioni più difficili della storia recente del Paese. Proprio per questa ragione crediamo abbia oggi una responsabilità ulteriore: non voltarsi dall'altra parte davanti a quei cittadini che, dopo avere seguito le indicazioni dello Stato, sostengono di essere rimasti soli di fronte alle conseguenze sulla propria salute.
Su questi temi non dovrebbero esistere cittadini di destra o di sinistra.
Esistono persone. Esiste il dolore. Esiste il diritto alla cura. Ed esiste il dovere delle istituzioni di ascoltare.
Restiamo pertanto disponibili a un incontro, anche pubblico, nel quale il confronto possa avvenire attraverso documenti, dati e testimonianze, senza slogan e senza pregiudizi.
Confidiamo che una forza politica che richiama costantemente i valori della democrazia, dell'inclusione e della tutela dei più fragili sappia dimostrare concretamente tali principi anche quando le persone da ascoltare pongono domande scomode o raccontano esperienze che non coincidono con una narrazione politica precostituita.
Il dolore non ha tessere di partito. La sofferenza non ha colore politico.
L'ascolto, invece, dovrebbe essere un dovere di tutti.
In attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Antonio Di Porto - Osa Polizia
Aversa (CE), lì 13 settembre 2026
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