La vera causa dell'inflazione di cui nessuno parla

La vera causa dell'inflazione di cui nessuno parla



Di Greg Godels, zzs-blg.blogspot.com


L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine dell'emergenza Covid a metà del 2023. Da allora, le 500 aziende censite da Standard & Poor (che costituiscono il parametro di riferimento del capitalismo USA) hanno beneficiato di un costante e nutrito aumento della crescita dei loro guadagni. Questa rilevante crescita è proseguita trimestre dopo trimestre, culminando nel dato per cui «oltre 400 delle 500 aziende di Standard & Poor hanno notificato guadagni nel secondo trimestre fino a questo momento [e] l'86% ha superato le previsioni degli analisti, secondo dati di FactSet», come riferito dal Wall Street Journal, che aggiunge: «Le aziende stanno notificando guadagni superiori del 29% circa rispetto a tali previsioni, e si preparano a realizzare un record a sorpresa nei guadagni rispetto ai dati dal 2008 in poi».

E così, il principale portavoce interno del capitalismo USA è sorpreso dall'aumento dei margini di profitto delle principali corporation monopolistiche del sistema. «Sono guadagni pazzeschi», ha dichiarato Phil Blancato, chief market strategist di Osaic. «Sono margini di profitto incredibili». Lo sono eccome. Questi profitti sbalorditivi sono tanto pazzeschi quanto incredibili. L'autore dell'articolo del Wall Street Journal, Shradha Dinesh, ipotizza che il segreto potrebbe celarsi nei «prezzi dell'energia schizzati alle stelle in seguito alla guerra in Iran». O in alternativa, nel fatto che «l'AI continua a costituire un cruciale motore dei profitti negli altri settori più importanti».

Ma l'accelerazione determinata dalla guerra contro l'Iran non spiega il netto aumento della crescita dei profitti nel periodo precedente, e lo stesso vale per il boom degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, che sono divenuti un elemento rilevante soltanto nel 2025. Ancor più dell'esplosione dei profitti colpisce l'inasprimento, ampiamente documentato, della cosiddetta «affordability crisis» o crisi di accessibilità economica. Le ondate di inflazione hanno fatto a pezzi il tenore di vita a cui erano abituati milioni di lavoratori statunitensi.

Dal 2021, allo scopo di fare fronte a un'ondata di micidiali aumenti dei prezzi, i lavoratori hanno dovuto modificare le loro abitudini di acquisto, attingere ai propri risparmi o al prestito, oppure arrangiarsi. È interessante notare che i guru e i politici non si sono accorti della relazione tra aumento dei prezzi ed esplosione dei profitti, oppure hanno semplicemente deciso di ignorarla. In realtà, i due elementi sono collegati. L'epidemia di Coronavirus, oltre a uccidere milioni di persone, ha colpito anche le attività economiche.

Di fronte al calo dei guadagni (profitti), il governo USA ha stanziato 4,65 trilioni di dollari di aiuti, che hanno determinato un enorme aumento (e ripresa) dei guadagni delle imprese censite da Standard & Poor nel 2021 e scatenato devastanti aumenti dei prezzi nel 2021 e nel 2022, quando le corporation hanno approfittato della «crisi» di redditività. I quattro anni successivi sono stati segnati da un'ininterrotta continuazione sia della brutale inflazione, sia dell'aumento dei profitti.

Gli insegnamenti degli esordi del pensiero marxista vengono spesso dimenticati, perfino dai marxisti stessi. Marx segnalò a più riprese il rischio di trasformare le relazioni sociali, e in particolare le relazioni economiche, in un feticcio. Gli economisti di ogni tendenza vedono nell'inflazione (e nella deflazione) un malanno che colpisce un'economia per il resto perfettamente funzionante. La separano dalla logica del capitalismo, dalla sua natura di sviluppo del tutto razionale del capitalismo in presenza di specifiche condizioni. Invece di riconoscere l'inflazione come variante delle relazioni sociali tra i lavoratori in veste di consumatori e i datori di lavoro in veste di soggetti che stabiliscono i prezzi, insistono nel ripetere che l'inflazione è un fenomeno a parte, che rende necessaria una teoria dell'inflazione. In tale ottica, l'inflazione è un elemento intrusivo nell'ambito del normale corso di un'economia capitalista.

Questa visione è particolarmente gradita ai socialdemocratici che aspirano a gestire il capitalismo. Questa visione feticistica dell'inflazione perde di vista un fatto assolutamente scontato: che l'inflazione è opera di alcuni dei soggetti delle relazioni sociali. Sono gli amministratori delegati, i direttori operativi, i consigli di amministrazione e i proprietari di corporation e imprese a decidere di aumentare i prezzi. E costoro non prendono questa decisione per fare fronte ai costi che devono sostenere, o a beneficio dei consumatori, o per placare i loro critici, o perché è Dio a guidarli. Prendono questa decisione allo scopo di accumulare più capitale.

Per questo uno choc come la crisi petrolifera dei primi anni Settanta o la pandemia dei primi anni 2020 produce inflazione. La borghesia non si lascia sfuggire l'occasione di imprimere un aumento ai prezzi. E porta avanti questa corsa alla competizione fino a quando non riesce più ad accaparrarsi un aumento dei profitti. Qualcuno potrebbe liquidare questa interpretazione dell'inflazione innescata dalle crisi come spiegazione psicologica, basata cioè sulla presunta avidità o egoismo dei capitalisti.

Niente affatto. L'inflazione cronica, come quella sperimentata negli anni Settanta e oggigiorno, si spiega principalmente come fenomeno sociale: è la reazione prevedibile di una classe sociale che sfrutta ogni occasione di aumentare il tasso di accumulazione.

In una società capitalista, gli choc quali pandemie, guerre o altre catastrofi fanno da detonatore per aggressivi e incessanti aumenti dei prezzi. Aumenti che continuano sino a quando non influiscono negativamente sui profitti. Ho sostenuto questa visione di un'inflazione persistente e incessante basata sui prezzi gonfiati in più occasioni sin dal novembre del 2021, quando gli economisti mainstream liquidavano l'inflazione come conseguenza momentanea delle difficoltà subentrate nella catena di distribuzione. Cinque anni fa scrivevo: In un articolo rivelatore, il Wall Street Journal illustra la vera causa dell'escalation dell'inflazione.

Il pezzo, intitolato L'inflazione contribuisce al boom dei margini di profitto: le imprese approfittano dell'occasione d'oro per aumentare i prezzi e neutralizzare i propri costi in aumento [edizione a stampa], riferisce che «quasi due su tre fra le più grandi imprese USA quotate in borsa hanno notificato quest'anno margini di profitto più alti che nello stesso periodo del 2019... Quasi 100 di questi colossi hanno totalizzato margini di profitto - che indicano la percentuale di ogni dollaro di vendite che l'azienda si mette in tasca - superiori del 50% almeno rispetto al 2019». Gli autori osservano: «I dirigenti stanno approfittando di un'occasione per aumentare i prezzi che compare solo una volta in ogni generazione...». E ancora oggi continuano a sfruttare questa «occasione che compare solo una volta in ogni generazione», provocando una devastante catastrofe umana che solo oggi - a distanza di cinque anni - i politici definiscono «crisi di accessibilità economica».

Allora si sono rifiutati di affrontarla; oggi si rifiutano di riconoscerla. Mentre gli economisti vanno alla ricerca di una teoria dell'inflazione che permetterà ai leader di placarla, per affrontare la successiva crisi, i lavoratori devono rendersi conto del fatto che il problema e la sua soluzione stanno nella logica profonda del sistema capitalista stesso. Devono capire che è una verità assiomatica che i capitalisti sfrutteranno sempre ogni opportunità per accumulare ulteriore capitale a spese dei lavoratori/consumatori. E l'unico modo per eliminare tali opportunità è eliminare il capitalismo.


Di Greg Godels, zzs-blg.blogspot.com


Fonte:

https://zzs-blg.blogspot.com/2026/09/inflation-and-profits.html


Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare


Commenti (26)

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    1. natascia 19 settembre 2026

      Le parole salvifiche per il popolo sono: autarchia e baratto. Gli imperi nel loro declino potrebbero trascinare le monete, la burocrazia, le speculazioni , i sistemi lontani dalle nuova realtà. Quando mancassero la fiducia e la solidarietà sociale, le piccole comunità sopravvissute applicherebbero l’autarchia e il baratto.

    2. Marchesi 20 settembre 2026

      Il problema è sopravvivere.

      E dubito che saremmo in molti a riuscirci...

    3. Primadellesabbie 20 settembre 2026

      "... le piccole comunità sopravvissute applicherebbero l’autarchia e il baratto."

      Pensi che sia facile organizzare sistemi di baratto non occasionale? In un contesto culturale formatosi sui beni voluttuari poi...

    4. natascia 20 settembre 2026

      Trovo molto stimolante parlare di organizzazione di sistemi di baratto non occasionale. Si tornerebbe a parlare di scala di valori materiali e immateriali. E’ chiaro che il baratto di beni materiali può essere ben organizzato anche con differenze culturali, climatiche, ambientali e demografiche. Questo favorirebbe il benessere diffuso e la lotta alle speculazioni. Sarebbe molto più delicato barattare ciò che muove l’interesse umano oltre la materialità : la bellezza, le arti, il genio. Oppure sarebbe materia di studio decidere ciò che non è barattabile.

    1. AlbertoConti 19 settembre 2026

      Repetita iuvant. Ciampi, Andreatta, Prodi e tutti i privatizzatori seriali dovrebbero rispondere degli immensi danni arrecati al Popolo italiano. Obbedivano a logiche superiori, ma questa non è un'attenuante.
      Il risultato è sul tavolo: debito pubblico, grandi marchi commerciali, banche, ecc. sono in mani estere private.
      Non era così prima del divorzio governo-banca centrale, quando la ricchezza prodotta restava in gran parte nel paese. La sbandierata "indipendenza" della Banca Centrale è evidentemente una totale dipendenza dal grande capitale accumulato e concentrato in poche mani, la cui ricchezza crescente è fatta a spese dei popoli impoveriti. Così non è in Cina, il Paese emerso che sostituisce sempre più gli USA. E' un governo dichiaratamente comunista, e del tutto capitalista, dove i principi della nostra Costituzione relativi ai doveri della libera impresa vengono fatti rispettare, al contrario che da noi. Chi ci capisce di economia sa che il "privatizzare, privatizzare, privatizzare" è un'ideologia antipopolare, che aiuta la formazione di oligopoli privati, che possono fare i prezzi senza niente e nessuno che possa contrastarli. Da noi il grosso della moneta circolante non è "stampato" dalla BC (per ora, in attesa della famigerata "moneta di BC per tutti"), bensì dalle banche private, i soci della "controllante" BC. In questo c'è un principio di regolazione automatica, basato sulla domanda e offerta di mutui e prestiti alle imprese. Peccato che sia manipolabile da loro stessi, pardon dalla "Banca Centrale Indipendente". Comunque la forbice crescente tra troppo pochi ricchi(ssimi) e troppi poveri(ssimi) deve finire, dentro ogni Paese e tra Paesi piccoli e grandi sul mappamondo. Si chiama giustizia sociale, e prima o poi prevarrà, da non confondersi con una livella totalizzante e soffocante dei meriti oggettivi, riconosciuti nella giusta misura. Ecc. ecc. ... finalmente se ne parla.

    1. ric 19 settembre 2026

      il capitalismo privato di " una volta " è la stessa porcheria di quello attuale .

    1. rosacroce 19 settembre 2026

      TUTTO sbagliato, non sono i prezzi che crescono, ma è il denaro che scende.
      scende perchè la banca centrale ne stampa di nuovo in continuazione, d 'accordo con lo stato.
      i
      due soggetti fanno parte della stessa banda di ladroni.
      e derubano il popolo , stampando nuovo dinero per loro. facendo scendere il valore di quello vecchio.

      centra niente il capitalismo e le multinazionali.

      sono i debiti dello stato pagati con denaro nuovo della banca centrale che fanno salire i prezzi di tutto.
      è lo stato infine il responsabile d i tutto questo...........
      il grosso LADRONE

    2. ric 19 settembre 2026

      guarda che il capitalismo , le grandi multinazionali , le banche ..ecc.. sono la stessa cosa .

    1. Primadellesabbie 19 settembre 2026

      Quasi tutti sanno che:

      "...Sono gli amministratori delegati, i direttori operativi, i consigli di amministrazione e i proprietari di corporation e imprese a decidere di aumentare i prezzi. ..."

      "...E l'unico modo per eliminare tali opportunità è eliminare il capitalismo."

      E provare a isolarlo in una solida gabbia, come si usa allo zoo con le bestie feroci per poterle osservare senza esserne sbranati?

    1. Primadellesabbie 19 settembre 2026

      Quasi tutti sanno che:

      "...Sono gli amministratori delegati, i direttori operativi, i consigli di amministrazione e i proprietari di corporation e imprese a decidere di aumentare i prezzi. ..."

      "...E l'unico modo per eliminare tali opportunità è eliminare il capitalismo."

      E provare a isolarlo in una solida gabbia, come si usa allo zoo con le bestie feroci per poterle osservare senza esserne sbranati?

    2. ric 19 settembre 2026

      il capitalismo privato di " una volta " è la stessa porcheria di quello attuale .

    3. Marchesi 19 settembre 2026

      Non direi, ha garantito benessere e prosperità a molte generazioni di laboratori.

    4. Primadellesabbie 19 settembre 2026

      Il capitalismo instaura una piramide di potere farlocca, funzionale a instaurare strutture produttive a misura degli interessi di chi prende l'iniziativa o la finanzia.

      Tuttavia questa combinazione offre degli innegabili vantaggi, perchè privarcene? Isoliamola, e facciamo in modo che coinvolga solamente chi vuol farsi coinvolgere, anzichè stravolgere tutta la comunità umana come attualmente accade.

    1. Dario Lampa 19 settembre 2026

      Cito: "...In una società capitalista, gli choc quali pandemie, guerre o altre catastrofi fanno da detonatore per aggressivi e incessanti aumenti dei prezzi... "
      La classica scoperta dell' acqua calda!

    2. ric 19 settembre 2026

      gli aumenti dei prezzi hanno la sola funzione di impedire alle masse di avere una anche piccola somma di denaro significativa non potendo essere investita, onde avere sempre a disposizione degli affamati .
      Anzi , tutte le piccole somme depositate in banca , che assieme formano un notevole capitale creano al " padrone dei vapore" " imprenditore / banchiere " le risorse per arricchirsi a dismisura con il denaro del popolino. L inflazione e' una componente essenziale e primaria del sistema capitalistico privato .

    3. Marchesi 19 settembre 2026

      A parte il fatto che l'inflazione non è una esclusiva del capitalismo, leggo molte affermazioni illogiche del tuo commento.

      Non si capisce come mai se i "padroni del vapore" costituiti a tuo dire dai padroni/banchieri avessero vantaggio nel fruire dei risparmi del popolo agirebbero in modo opposto generando volontariamente inflazione.

      Resta in ogni caso tutto da dimostrare che vi sia non solo il potere di farlo, ma anche l'intenzionalità e il nesso di causalità.

      E poi, quella entità che rozzamente accorpi costituita da imprenditori e banchieri hanno, nei fatti, interessi e funzioni differenti.

    1. GioCo 18 settembre 2026

      In un mondo dove il lavoro ha SMESSO DI ESSERE UN RIFERIMENTO ETICO è interessante guardare a questi appelli al vuoto.
      Faccio una sola domanda: "chi sarebbero OGGI i lavoratori ?"
      Quelli che inquinano ? Quelli che consumano risorse ? Quelli che seguono il saggio di profitto per non perdere il posto ?
      Un tempo la quota di miglioramento che un lavoro dava a un bene o un servizio era riconosciuto come "valorizzante" e chi lavorava era visto come una persona che "faticava per migliorare la vita di tutti"; un vanto insomma, tanto per il singolo quanto di riflesso per la sua gente. Tanti giovani non vedevano l'ora di andare a lavorare e spesso a scapito dello studio. Poi è arrivato il "liberismo" (di alcuni a scapito di tutti). Cioè la dottrina cattolica applicata all'economia: l'econocentrismo. Oggi fottere il prossimo è un vanto, non lavorare. Lavorare è da sfigati, come capire o studiare. La devastazione culturale "libera" a scapito dei più giovani è tale che c'è solo da piangere.
      Parlare oggi di "lavoratore" e associarlo anche solo vagamente a "dignità" è ridicolo, tanto quanto cianciare di banane in un trattato di fisica nucleare. Sempre secondo me.

    2. Dante Bertello 19 settembre 2026

      Io penso invece che sia il capitalismo di una volta a non esserci più. L’industriale che fondava una fabbrica e produceva beni, creando posti di lavoro, sta scomparendo ed il suo posto è stato preso dai finanzieri speculatori, che spostando il proprio denaro da un fondo d’investimento all’altro cercano di guadagnare il più possibile con le speculazioni.
      BlackRock, Vanguard, State Street sono le punte di diamante di questi nuovi finanzieri speculatori, e tra non molto avranno in mano tutte le più grandi aziende produttrici.
      Naturalmente i lavoratori perdono il lavoro, quando una produzione si sposta dall’Europa in Asia, perché i costi produttivi sono un ventesimo e i guadagni si moltiplicano, ma non è colpa del lavoratore, bensì dello speculatore.
      Cercano di portarci nuovamente verso un nuovo comunismo, questo perchè, per chi ci comanda è più facile tenerci sottomessi, ma non è questa la soluzione, rischiamo di finire dalla padella nella brace. Il capitalismo (europeo) che ha portato l’occidente al benessere che vediamo, è l’obiettivo, ma dobbiamo rigettare con forza il capitalismo speculativo (oligarchico), così come il comunismo.

    3. ric 19 settembre 2026

      non preoccuparti...il capitalismo di " una volta " tornera'...e' dietro l angolo .
      ma prima , come sempre deve creare le guerre per distruggere quando costruito e poter ricominciare la rapina sui popoli .
      solo il comunismo ha le prerogative per una vita degna di essere vissuta.

    4. Marchesi 19 settembre 2026

      Hai un'idea ingenua del comunismo.

      Ho lavorato per anni nei paesi baltici e in Europa orientale, Russia compresa, e ti posso garantire che la quasi totalità delle persone con cui interagivo facevano di tutto per smarcarsi da quel pesantissimo fardello.

      L'ultima cosa che vogliono è tornare a quel regime statale corrotto e funzionale ad interessi terzi, il resto sono favole buone solo per le menti semplici.

    5. ric 19 settembre 2026

      nessuna ingenuità nelle mie idee .
      parti da questo concetto che non puoi confutare : il sistema capitalistico privato da quando e' nato il mondo ha sempre massacrato i suoi simili per ingrassarsi.

      non crede che il Trump sia un politico i cerca del benessere pei il suo popolo . E' sempre come tutti i sistemi capitalistici sono sempre in guerra fra di loro anche se non la fanno vedere esplicitamente .

      L' impedire ad altri di avere un bene resta la loro unica filosofia , quella di impossessarsene per commercialo .

    6. Marchesi 19 settembre 2026

      Definire una premessa “inconfutabile” non la rende vera, e il capitalismo non esiste “da quando è nato il mondo”.

      Ragioni per dogmi, e questo è un problema, visto che qui pare che i luoghi comuni abbondino e si ripetano senza soluzione di continuità.

      E poi perché identifichi Trump con il capitalismo?
      Lui è uno dei vari attori sulla scena, niente altro.

      Ragioni per assunti senza basi fattuali.

    7. ric 20 settembre 2026

      io non avrei capito ???? rileggiti i tuoi scritti.....

    8. ric 20 settembre 2026

      io non avrei capito ???? rileggiti i tuoi scritti.....

    9. Marchesi 20 settembre 2026

      Dove avrei scritto che "non hai capito"?

      Ho scritto che ragioni per dogmi e per assunti privi di basi fattuali. È una cosa ben diversa.

      Prima di invitarmi a rileggere ciò che scrivo, magari cita la frase che mi attribuisci.

      Altrimenti stai rispondendo a qualcosa che non ho mai detto.

    10. oriundo2006 7 ottobre 2026

      Del resto è la prova che nell'animo costoro sono molto più 'capitalisti' di noi. Senza scrupoli. Senza legami. Senza responsabilità. Solo puro individualismo appetitivo. Almeno qui da noi.
      Rimango dell' idea che il 'socialismo di stato' abbia prodotto la base per il suo rovesciamento in senso 'liberista': ovvero abbia preparato la gente in senso individualista 'mors tua vita mea' e non certo 'socialista'. Prova ne è appunto che quando è crollato, per cause endogene ed esogene ben sommate, pochi lo abbiano difeso. Nè tantomeno le mitiche 'masse' si sono levate in armi.
      Zero. Si sono precipitati tutti ad arraffare quanto più potevano.
      L'ulteriore prova è data da un semplice fatto.
      Il 'socialismo' presuppone il dialogo fra le persone, la loro unione semplice, naturale: è la sua dimensione essenziale per essere appunto 'socialismo', cioè visione compartecipata delle cose della vita con il senso comune della responsabilità.
      Questo era impossibile in regimi polizieschi in cui se parlavi anche solo col tuo vicino di qualche riserva che tu avevi sul corso del sistema, questi ti denunciava, intascando il prezzo della tua ingenuità. E finivi marchiato a vita.
      Qualche riferimento con la deriva autoritaria che si sta profilando oggi prima sotto traccia e poi in forma sempre più visibile, incontestabile, servirebbe a capire che quel 'sistema' è coessenziale alla dimensione autocratica dello 'stato'.
      Ne costituisce la sua natura essenziale.
      Leviatanica.
      Il resto è ideologia per imbecilli. Compresa la favola della 'democrazia'. Compresa l'idea che il nazismo od il fascismo abbiano costituito qualcosa di differente.
      Semplicemente hanno reso esplicito il Potere. Ma sono stati meno efficaci: del resto hanno perso.
      Si potrebbe dire che lo 'stato totale' cerca la 'forma' politica ideale dove replicarsi senza riserve. In modo assoluto. A prescindere dalla stessa componente 'umana'. Oggi lo vediamo 'in fieri'.
      La democrazia non è antidoto. Lo prepara. Anche attraverso l'inflazione

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