Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Noi italiani siamo primi in una dote: dare alla morte una funzione salvifica che condona tutte le malefatte commesse in vita.
Giulio Andreotti? Ma era un uomo mite che non sapeva niente. Come poteva essere legato alla mafia fino al 1980, connivente con GLADIO e sostenitore occulto del Golpe Borghese?
Vito Ciancimino? Mah… lo sanno tutti; era un bravissimo sindaco accusato dai magistrati di sinistra.
Giorgio Almirante? Ma è impossibile che un uomo dal baffo così curato si trovasse a Salò.
Giorgio Napolitano? Qualcuno può dire: “Ma dai, proprio il comunista diventato Presidente della Repubblica”. Non conta nulla che sia stato militante dei Gruppi Universitari Fascisti (GUF), sia stato l’unico del PCI a intrattenere l’amicizia con un macellaio come Kissinger e che nel 1978 abbia aderito alla loggia massonica transnazionale “Three Eyes”. Era un nonno d’Italia, queste sono becere illazioni complottistiche.
Silvio Berlusconi? Ma era un grandissimo imprenditore milanese che odorava di onestà a cinquecento chilometri di distanza. Era una persona fatta tutta da sé. Come poteva essere legato – insieme al suo amico Dell’Utri – alla trattativa Stato-Mafia, alla P2, a Vittorio Mangano e a Valter Lavitola? Ma queste sono – per dirla in maniera aulica – delle proiezioni mentali di chi ha ascoltato Borsellino nel merito e di chi ha letto per troppo tempo “Il Manifesto del Partito Comunista”.
Francesco Cossiga? Beh… si sa. Lui era “il Picconatore”. Un uomo intransigente e dedito a servire il suo Paese. Possiamo dire che era un individuo tutto casa e partito. Poi è irrilevante che si sia rivolto a piduisti per gestire l’emergenza Moro, abbia militarizzato le Università per reprimere le proteste studentesche (in una delle quali morì anche una ragazza) e soprattutto, “lasciam perdere” – per dirla alla De Sica – che fosse un devoto seguace della strategia della tensione, a tal punto da definirsi orgogliosamente “un fiero politico di riferimento per Gladio”.
Carlo Azeglio Ciampi? Taluni possono affermare che io ce l’abbia coi Presidenti della Repubblica. Era un faro nella melma politica italiana. Proprio perché si parla di putridume, mettiamo da parte il suo assenso per entrare nell’Unione Europea e adottare la moneta unica.
Se volessi continuare con tali esempi, sprecherei solo carta e inchiostro.
Veniamo ai nostri giorni, all’11 settembre 2026. Cos’è successo? Si è commemorato sonoramente il golpe cileno di Pinochet che ha portato alla morte di Salvador Allende? Neanche per idea. In questa data tutti hanno operato per apporre l’aureola su Emma Bonino, decantata come una lottatrice per i diritti civili, amica di Pannella e donna emancipata.
Ora, dato che considero i Radicali come dei ragazzini viziati della politica, non posso non disprezzare la figura istituzionale della Bonino.
Basti pensare all'appoggio del referendum abrogativo dello Statuto dei lavoratori (Art. 18), alla deregolamentazione volta all’abolizione dell’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro con l’INAIL e, infine, al sostegno per lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
La sua fu una vita alla ricerca del progresso e dell’indipendenza. Resta da chiarire come possano essere – per l’appunto - indipendenti donne e uomini se vuoi rimbambirli dalla mattina alla sera con marijuana e altre droghe “leggere”. Perché fu anche grazie a lei se ancora oggi si parla – con retorica vomitevole - di “leggerezza” in merito ad alcune sostanze. Evidentemente l’ex Ministro degli Esteri pensava che l’evoluzione sociale passasse dal punto cruciale del drogarsi. Mi vien da dire che abbia sprecato un’enormità di tempo, visto che bastava andare da qualche spacciatore e non intestarsi una battaglia politica. Forse in un mondo di zombie, ella non era contenta. Voleva osare per rendere l’umanità ancora più distratta dai temi fondamentali.
Emma Bonino era un punto fermo per l’intero movimento femminista. Certamente. Andiamolo a dire a tutte le donne uccise sotto le bombe USA durante la campagna militare in Afghanistan, che lei stessa definì come una “guerra giusta” per abbattere il regime dei talebani e per la libertà. Ciò che si può affermare è che la nazione afghana, prima dell’intervento degli amici atlantisti della “Più Europa” fatta persona, era un Paese libero, nel quale nessuno era obbligato a seguire le regole imposte dal culto.
Ma il suo atlantismo pannelliano non si ferma di certo in relazione al conflitto avviato contro Kabul. Durante la sua permanenza alla Farnesina, approvò una delle tante missioni inutili, come quella di peacekeeping in Libano.
Ma la sua sfrenata passione NATO è stata sfoggiata in tutto il suo splendore in riferimento alla Guerra in Ucraina. Da una pacifista e non violenta, cosa possiamo aspettarci? Una richiesta di neutralità? Si questa poteva essere una proposta di un essere umano coerente con le sue idee. La Bonino, invece, per legittimare pubblicamente l’invio delle armi, minimizzò il tutto affermando: “E che gli dobbiamo mandare i cioccolatini?” Dimenticava persino che una paladina dei diritti non poteva stare al fianco di un nazistello televisivo alla Zelensky.
Poi, chiaramente, il revisionismo storico tipico dei Radicali è stato ostentato con le dichiarazioni in difesa della NATO nell’ottica dell’espansionismo verso Est. È tutta un’invenzione dei filo-putiniani, dei sostenitori dell’ex Unione Sovietica e degli stalinisti più depravati.
Fortunatamente, la cronaca e la storia non hanno la memoria di due pesciolini rossi. Si va oltre la beatificazione dei necrologi e degli editoriali ruffiani.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
11.09.2026
Immagine di copertina - fonte: Emma Bonino, Facebook
GioCo 14 settembre 2026
Emma Bonino, completa la lista di coloro che non avendo capito un tubo però almeno lo hanno accettato e facendo di "necessità" virtù, hanno abbracciato l'ideale inquisitorio senza remore.
A mio avviso un personaggio triste nel tristume di un Mondo miserabile e ora anche alla deriva.
Perché rende "giusto" colui che lo abbraccia, cioè protetto dal Padrone del Discorso, così come nei tribunali della santissima i sommi giudici inviati dal Padre Eterno (!?) per dare fuoco ai reprobi e proteggere i probi, però non è che ti va liscia a prescindere se hai le spalle coperte. Le cattive lingue prosperano dice il cattolico e per far finta di avere il vestito, il Re comunque si mostra nudo.
Certo è che rimane quell'ignoranza diffusa che il volgo si ostina a negare e guai a farglielo notare. In fondo tra depistaggi e pesanti ingerenze fin nelle mutande e già da prima che si finisca nella pancia della mamma, forse l'ostinazione nel difendere l'ingnoranza è in fondo beata. Preserva da follia quasi meccanica.