di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org
Hai mai pensato che, quando scegliamo un alimento, non scegliamo soltanto cosa mangiare, ma anche come nutrirci?
Nella Medicina Tradizionale Cinese la cottura non è considerata soltanto una tecnica per preparare il cibo, ma una vera trasformazione. Attraverso il calore l’alimento cambia e, secondo la dietetica cinese, può diventare più facilmente accoglibile e trasformabile dal nostro organismo.
Da questo punto di vista, crudo e cotto non sono semplicemente due alternative: hanno caratteristiche diverse e possono rispondere a esigenze diverse. Una zuppa calda, una verdura cotta al vapore o una pietanza saltata rapidamente nel wok non hanno la stessa consistenza, lo stesso calore e la stessa esperienza per il corpo. E anche la stagione può fare la differenza: ciò che ci piace e ci fa stare bene in una calda giornata estiva potrebbe non essere altrettanto adatto quando fuori fa freddo.
Come scegliere la cottura?
Possiamo partire da una domanda molto semplice: Di cosa ho bisogno oggi?
Se ci sentiamo stanchi, infreddoliti o abbiamo bisogno di qualcosa di più nutriente e rassicurante, possiamo privilegiare cotture calde e lente, come zuppe, minestre e stufati.
Se invece cerchiamo leggerezza, il vapore o una cottura breve possono essere una scelta più adatta.
Il wok, con il suo calore intenso e i tempi rapidi, permette di mantenere gli alimenti croccanti e di portare vivacità alla preparazione.
Il forno, la griglia e l’arrosto utilizzano invece un calore più intenso e tendono a concentrare e asciugare maggiormente gli alimenti.
Anche per questo, nella prospettiva della dietetica cinese, è utile non affidarsi sempre allo stesso metodo di cottura.
Non significa eliminare qualcosa, ma imparare ad alternare.
E il crudo?
Il crudo non è da evitare. Può essere piacevole e appropriato, soprattutto quando cerchiamo freschezza e leggerezza.
Il punto, però, è non trasformarlo in una regola valida per tutti e in ogni stagione. Ciò che è salutare in generale non è necessariamente ciò di cui abbiamo bisogno in ogni momento.
È proprio qui che si incontra un principio caro anche alla Naturopatia: osservare la persona prima della regola.
Come ci sentiamo?
Come digeriamo?
Abbiamo energia o siamo affaticati?
Sentiamo più facilmente freddo o caldo?
E soprattutto, come stiamo dopo aver mangiato?
Sono domande semplici, ma possono aiutarci a diventare più consapevoli delle nostre scelte alimentari.
Anche la stagione può essere una guida
In inverno possiamo trovare maggiore beneficio in piatti caldi, nutrienti e cotture più lunghe.
In estate, quando abbiamo naturalmente più bisogno di freschezza e leggerezza, possiamo orientarci verso preparazioni più semplici e cotture brevi.
In primavera e in autunno possiamo accompagnare il cambiamento della stagione modificando gradualmente anche il modo di cucinare.
Non perché esista una legge uguale per tutti, ma perché il nostro corpo cambia insieme a ciò che ci circonda.
E c’è un altro aspetto che spesso trascuriamo: il tempo
Cucinare significa fermarsi, tagliare, mescolare, aspettare. Significa dedicare attenzione a qualcosa che entrerà a far parte di noi.
In una vita sempre più veloce, preparare un pasto con calma può diventare anche un piccolo esercizio di presenza.
Non è necessario trasformare la cucina in un rituale complicato: anche pochi gesti quotidiani, fatti con attenzione, possono cambiare il nostro rapporto con il cibo.
E forse è proprio questo uno degli insegnamenti più interessanti che possiamo raccogliere dalla dietetica cinese: nutrirsi non significa soltanto scegliere gli alimenti giusti, ma imparare ad adattare ciò che mangiamo a ciò di cui abbiamo bisogno.
Il cibo nutre. E il modo in cui lo prepariamo può diventare, ogni giorno, un gesto di cura.
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01.09.2026
ric 14 settembre 2026
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