Guerre e attacchi alle infrastrutture: secondo gli esperti la grande crisi del carburante è già qui

fuelcrisis

Simplicius

simplicius76.substack.com

Secondo gli esperti di tutto il mondo ci troviamo di fronte ad una grave crisi energetica provocata da una “tempesta perfetta” di fattori scatenanti, tra cui le reciproche ritorsioni energetiche tra Ucraina e Russia e l’improvvisa escalation degli attacchi sferrati dall’asse Houthi-Iran contro le infrastrutture energetiche strategiche dell’Arabia Saudita.

f1
Fonte

Il WSJ riporta:

Erano mesi che i dirigenti del settore petrolifero americano avvertivano che la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz avrebbe inevitabilmente causato una crisi dei carburanti. Ora sostengono che tale crisi sarebbe già realtà.

Le scorte commerciali di carburante in tutto il mondo si stanno esaurendo da oltre sei mesi e le riserve strategiche di greggio non possono essere attinte ancora a lungo. Gli attacchi della scorsa settimana in Arabia Saudita hanno messo fuori uso un oleodotto cruciale che aggirava lo Stretto, togliendo almeno 2,5 milioni di barili al giorno ad un mercato petrolifero globale già in difficoltà, secondo le stime degli analisti.

L’ultimo fattore scatenante è stata la notizia che l’Arabia Saudita sta annullando le “spedizioni di greggio” verso l’Europa per il resto di settembre, mentre altre voci ipotizzano che questa misura si estenderà anche ad ottobre.

f2


f3

Negli ultimi giorni, gli Houthi hanno sferrato attacchi di notevole portata contro le infrastrutture petrolifere saudite, tra cui l'impianto Aramco situato alle coordinate 18.485593, 42.505660:

f4


f5


ULTIME NOTIZIE: Sospese le operazioni di carico di petrolio a Yanbu, il principale porto saudita sul Mar Rosso, a seguito del precedente attacco all’oleodotto est-ovest, secondo quanto riferisce Reuters.

I serbatoi di stoccaggio del petrolio sono in fiamme dopo un presunto attacco missilistico degli Houthi contro l’impianto di stoccaggio Aramco di Abha, a nord di Abha, in Arabia Saudita.

18.485593, 42.505660

A circa 500 miglia di distanza è stata colpita anche la raffineria di petrolio Yasref nella città costiera di Yanbu, sul Mar Rosso:

f6

Nel frattempo, l’importantissimo oleodotto Est-Ovest, destinato a fungere da linea vitale per reindirizzare il greggio proveniente da Hormuz, è stato ripreso in nuove immagini satellitari Maxar dopo l’attacco che lo ha messo fuori uso il 10 settembre. Secondo quanto riferito, diverse stazioni di pompaggio lungo il lungo percorso sono state distrutte e questo rende l’attacco ben più grave di quanto inizialmente stimato:

Video

È improbabile che l’impianto possa riaprire a breve. Gli esperti intervistati da Reuters hanno stimato che ci vorranno diverse settimane, con la possibilità che prima di allora vi siano alcuni flussi “parziali” di greggio:

f7
Fonte

f8
Fonte

Tuttavia, vista la facilità con cui è stato possibile colpire il sito, chi può escludere che i responsabili — che siano in Iraq o nello Yemen — non possano semplicemente continuare a colpirlo ancora?

Ora i prezzi del gasolio negli Stati Uniti sono saliti alle stelle in modo allarmante.

Trump ha attribuito la crisi del gasolio agli attacchi dell’Ucraina alle infrastrutture russe di raffinazione:

Video

Che politica estera incoerente, pigra, ipocrita, priva di principi e decisamente villana: “Lasciamoli colpire quello che vogliono, ma per ora non il gasolio, perché è lì che stiamo assistendo agli shock maggiori!”

Con questo tipo di diplomazia miope e maldestra è come spegnere degli incendi alla rinfusa, uno alla volta, mentre se ne innescano inavvertitamente di nuovi. Trump pensa che gli Stati Uniti possono agire in modo sconsideratamente ostile nei confronti del mondo intero, fornendo senza scrupoli armi all’Ucraina per distruggere settori chiave delle infrastrutture russe, attaccando spietatamente l’Iran, ecc. e poi si chiede perché le ripercussioni stanno iniziando ad avvelenare l’economia interna.

I rendimenti obbligazionari globali sono ora saliti alle stelle sia negli Stati Uniti che in Europa, con i titoli a 10 anni di Stati Uniti e Regno Unito ai livelli più alti dal 2007 e quelli tedeschi, secondo quanto riportato, ai livelli più alti dal 2006:

ULTIME NOTIZIE: Il rendimento dei titoli a 10 anni sale al 5,04%, il livello più alto dal luglio 2007.

Ciò spinge il tasso di interesse medio sui mutui trentennali al 7,17%.

Possedere una casa è ufficialmente un lusso. – Fonte

f9

Nel suo maldestro e goffo tentativo di porre rimedio alla situazione, Trump ha annunciato una tregua energetica reciproca che non c’è mai stata, l’ennesima di una lunga serie di bufale volte a placare il gregge interno:

f10

Sia Zelensky che i rappresentanti russi hanno smentito l’esistenza di un simile cessate il fuoco e, a riprova di ciò, proprio questa mattina entrambi i Paesi hanno colpito gli impianti energetici dell’avversario.

L’analista russo Victor Leonov ha proposto una interessante teoria, secondo cui la Russia e l’Iran starebbero collaborando per smantellare l’ordine monetario ed economico occidentale:

Perché l’Iran e la Russia prendono di mira gli impianti energetici?

Nella guerra in Ucraina e nelle tensioni in Medio Oriente, stazioni di servizio, depositi di petrolio e carburante, impianti energetici, infrastrutture e raffinerie sono continuamente presi di mira da Russia e Iran. Allo stesso tempo, le rotte di trasporto ed energetiche, come quelle che utilizzano gli Stretti di Hormuz e Bab al-Mandab, sono completamente bloccate. Perché sta accadendo tutto questo? Perché Russia e Iran agiscono in modo coordinato e qual è il loro obiettivo?

La risposta a queste domande deriva dal fatto che la Russia e l’Iran hanno concordato di distruggere il sistema capitalista occidentale e americano, creando una crisi energetica attraverso attacchi alle infrastrutture energetiche e alle vie di trasporto. L’equazione funziona così: attaccare e distruggere queste infrastrutture riduce la produzione e l’approvvigionamento energetico, mentre la chiusura degli Stretti di Ormuz e di Bab al-Mandab riduce analogamente l’approvvigionamento e la disponibilità a livello globale.

Come risultato, i prezzi dei combustibili e dell’energia in generale iniziano a salire e a registrare un’impennata. L’aumento dei prezzi comporta una maggiore pressione sul settore industriale globale, che deve procurarsi i combustibili a prezzi molto più elevati. Allo stesso tempo, aumentano anche i costi di trasporto e l’inflazione inizia a crescere. Di conseguenza, le banche centrali sono costrette ad aumentare i tassi di interesse per controllare l’inflazione, il che a sua volta rallenta e indebolisce l’economia. In questo modo, la produzione e l’attività manifatturiera si indeboliscono gradualmente, mentre il settore industriale si trova ad affrontare una grave minaccia.

Con questa strategia, la Russia e l’Iran stanno mettendo a rischio l’industria, la crescita economica e l’attuale ordine mondiale, al punto che le fabbriche potrebbero chiudere e l’industria, nella sua forma attuale, potrebbe non essere più in grado di continuare ad esistere. Poiché l’industria è la pietra angolare del capitalismo moderno, passo dopo passo l’attuale ordine mondiale si avvicina al collasso man mano che si sviluppa una crisi energetica.

Pertanto, la Russia e l’Iran intendono sfruttare questa strada per abbattere e trasformare l’attuale ordine mondiale, guidato in modo unipolare dagli Stati Uniti. Per questo motivo, ci si deve aspettare un’ulteriore ondata di bombardamenti contro stazioni di servizio, depositi di petrolio, gas e carburante, oltre ad ulteriori attacchi alle strutture e alle infrastrutture energetiche.

Personalmente, non sono convinto che si tratti di un’operazione così coordinata per “abbattere il capitalismo”, ma è un’interessante linea di pensiero, soprattutto considerando che l’Iran e la Russia sono in grado di rafforzare le proprie rotte commerciali verso est, ostacolando al contempo le linee vitali economiche dell’Occidente. È più probabile che la Russia e l’Iran stiano semplicemente reagendo in modo difensivo per colpire i propri avversari nei loro punti più sensibili. La Russia era stata ben felice di fornire energia all’Occidente per mantenere in funzione l’”ordine capitalista” occidentale, fino a quando l’Ucraina non aveva iniziato a mettere sotto pressione le stesse infrastrutture energetiche russe.

f11

La tariffa giornaliera di noleggio di una superpetroliera sulla rotta dal Golfo Persico alla Cina ha raggiunto per la prima volta nella storia 1 milione di dollari.

Al momento della stesura di questo articolo, diverse fonti riferiscono che gli Houthi avrebbero minato lo stretto di Bab al-Mandab, il che sembrerebbe contraddire le loro precedenti affermazioni secondo cui il transito sarebbe vietato solo al naviglio saudita:

Se le notizie fossero vere — insieme a quelle sugli attacchi su larga scala alle infrastrutture petrolifere saudite — si tratterebbe di una campagna decisa volta ad infliggere un colpo mortale al regime saudita dal punto di vista economico.

Una cosa è certa: mentre Trump continua a trattare il conflitto con l’Iran come una sorta di diversivo o un terreno di gioco per la propria vanità, l’Iran sta portando le cose all’estremo. Per l’Iran, il conflitto è esistenziale, come dimostrano in modo evidente due recenti notizie:

Primo: circolano notizie secondo cui l’Iran si starebbe preparando a mobilitare fino a un milione di persone per l’addestramento, in vista della creazione di 1.000 battaglioni di riserva denominati “battaglioni della resistenza nazionale”, in preparazione ad un possibile conflitto futuro.

f12

A conferma della notizia sopra riportata, il Jerusalem Post riferisce che in tutto l’Iran sono stati affissi cartelloni pubblicitari che promuovono l’arruolamento nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).

Il Jerusalem Post scrive in merito alla nuova campagna:

Appello al volontariato per mobilitare i giovani

Macmillan ha sottolineato che l’Iran sta cercando di mobilitare i giovani con questo messaggio, offrendo addestramento all’uso delle armi, alla lettura delle mappe e alle tecniche di primo soccorso necessarie nelle zone di combattimento, nell’ambito di una campagna volta ad espandere le unità in stile Basij oltre la “base tradizionale” di sostenitori.

La nuova generazione di combattenti dimostrerà agli iraniani e all’Occidente che il regime “è ancora in grado di organizzare una partecipazione popolare dopo mesi di tensione”, nonostante la crisi economica, la guerra e la violenta repressione delle proteste, ha affermato.

“Si tratta di un appello al volontariato, diffuso attraverso i canali ufficiali e gli SMS. È una campagna ufficiale del governo iraniano, un messaggio di mobilitazione politico-militare, non un annuncio neutrale di pubblica utilità”, ha osservato.

In secondo luogo, fonti giornalistiche iraniane riferiscono che, secondo un importante deputato iraniano, un gruppo di legislatori avrebbe preparato un “progetto di legge urgente” per il ritiro dell’Iran dal Trattato di non proliferazione nucleare. Secondo quanto riportato, il progetto di legge sarà sottoposto a votazione non appena “il comitato direttivo del parlamento lo avrà approvato”.

La parte più sorprendente dell’intervista al parlamentare è il suo appello diretto affinché l’Iran si doti di armi nucleari, dato che l’aggressione degli Stati Uniti ha reso questa scelta una “necessità inevitabile”:

“È meglio condurre i test necessari per le armi nucleari il prima possibile», poiché l’Iran ha bisogno di deterrenza nucleare e il possesso di armi nucleari è ormai una ‘necessità inevitabile’”.

Certo, non dobbiamo reagire in modo eccessivo, poiché legislatori così provocatori c'erano già stati in passato e l’iniziativa probabilmente non porterà a nulla, soprattutto perché il presidente iraniano Pezeshkian continua a schierarsi contro l’acquisizione di armi nucleari. Ma tutto ciò dimostra che i leader e il popolo iraniani si stanno irrigidendo, consolidandosi attorno ad un nucleo unificato, e stanno trattando gli attacchi dell’asse USA-Israele al loro Paese come una minaccia esistenziale che deve essere affrontata come un cancro, piuttosto che come un vanitoso spettacolo ad uso e consumo degli indici di gradimento.

Alla luce di ciò, la CBS ha “divulgato” una serie di nuove foto che mostrano scene di distruzione mai viste prima nelle basi statunitensi dopo gli attacchi iraniani:

f13
Fonte

Mario Nawfal riporta l’elenco delle infrastrutture distrutte:

Le immagini sono state inviate in forma anonima da militari in servizio attivo.

Le parole di un soldato: “Non stiamo difendendo queste basi. Stiamo solo assistendo alla loro distruzione”.

Cosa mostrano, secondo quanto riferito, le foto:

- Base aerea Principe Sultan, Arabia Saudita: un E-3 Sentry con la coda staccata da una fusoliera carbonizzata

- Base aerea Principe Sultan: edifici e caserme sventrati che si ergono accanto a muri a T in cemento intatti, fortificazioni costruite per respingere mortai e granate in una guerra combattuta da 300 miglia di distanza

-Camp Buehring, Kuwait: file di roulotte distrutte nell’area di raccolta principale delle truppe di terra e dei mezzi corazzati dell’Esercito

-Camp Buehring: veicoli bruciati all’aperto

-Camp Arifjan, Kuwait: danni strutturali a un edificio nel più grande centro logistico americano della regione

-L’IG ha contato quasi 60 velivoli persi e 3,7 miliardi di dollari in attrezzature in otto Paesi.

Hegseth ha definito i missili che hanno ucciso sei persone a Shuaiba “squirters”, un termine che indica quei rari casi in cui un missile riesce a sfuggire ad un sistema di difesa funzionante.

Queste foto dimostrano che la difesa non funziona, e chi si trova all’interno del perimetro lo sa bene.

Fonte: CBS News / Autore: Daniel

Una raccolta delle “fughe di notizie”:

Video

Un nuovo rapporto del Pentagono elenca le “perdite ufficiali” di questa guerra fallita:

f14


Alcuni analisti hanno analizzato i dati e hanno calcolato che, a quanto pare, le perdite per sortita dell’Operazione Epic Fury sono state tra le più elevate nella storia degli Stati Uniti:

f15


È chiaro che l’Iran ha appena iniziato a muoversi e che lo storico errore di Trump ha innescato un rinnovamento nazionale che difficilmente potrà rallentare, ora che il genio è uscito dalla lampada e l’incredibile vulnerabilità degli Stati Uniti è stata messa a nudo.

Simplicius


Fonte: simplicius76.substack.com

Link: https://simplicius76.substack.com/p/experts-declare-fuel-crisis-imminent

16.09.2026

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org




Commenti (5)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 5 caricati
    1. A.P. 18 settembre 2026

      Bene, dunque le sorti del mondo sono rette da guerre tra mafiosi.
      E allora bisogna capire da che parte stare: Lei sig. GioCo da che parte sta? Ha già capito da che parte stare oppure le idee non le ha ancora esaurientemente chiare?

    1. GioCo 17 settembre 2026

      Il motivo esatto del perché la Russia attacca i giacimenti è perché la retorica del "siamo più buoni e generosi" è una p.......a galattica. Insistere su quanto sia più fica la Russia e la Cina oltre a spalleggiare una evidente propaganda PERICOLOSA mette con le spalle al muro coloro a cui resta solo un opzione, LA PEGGIORE. Noi adesso per sta storia dobbiamo SCEGLIERE consapevolmente e non sarà facile. Scegliere tra un occidente in chiaro affanno retto da oligarchie fanatiche gestite da reti pedofile, allo sbando e cioè senza punti di riferimento politici ma con le dita sui bottoni nucleari e la mafia russa che "non vuole invaderci" perché non ne ha bisogno: finito l'occidente non ci sono concorrenti e tutti sanno cosa succede quando un monopolista rimane da solo a dettare legge sul mercato. Si fa i c...i suoi e tu vivi se decide che puoi vivere, altrimenti no. Non scommetterei sul fatto che "però noi siamo sempre stati amici della Russia", a meno di non essere il "candido ottimista" alla Voltaire. Sono mafiosi tanto quanto quelli nostrani. Ma non sono i "nostri" mafiosi. In Ucraina li conoscono bene ed è per questo che ci sta Zelé: sono caduti dalla padella nella brace. Il resto è propaganda.

    1. Dario Lampa 17 settembre 2026

      "Guerre e attacchi alle infrastrutture: secondo gli esperti la grande crisi del carburante è già qui..."
      Beh, da un certo punto di vista si potrebbe citare il celebre proverbio: "Non tutti i mali vengono per nuocere.
      Ad ogni modo un dubbio mi assilla: che sia, per l'appunto un piano ben orchestrato per abituare la gente a limitare drasticamente l' uso dei combustibili fossili?

    1. maghi 17 settembre 2026

      era meglio se Roosevelt non si fosse inventato la farsa di Pearl Harbour per mangiarsi il mondo. Non è servita nemmeno a mettere in piedi un solo secolo americano. Il fuhrer aveva pienamente ragione: perdere la guerra sarebbe equivalso alla fine del predominio europeo del mondo. Non aveva visitato l'Italia e la Germania come Kennedy, sennò forse non l'avrebbe inventata. Poveraccio. Ha causato disastri immensi per quasi un secolo. Meno male che non può vedere i danni che lui e il sistema capitalista americano hanno generato. Fosse vivo, di sicuro si suiciderebbe. Come Giuda.

    2. A.P. 18 settembre 2026

      Per quanto sia anticapitalista ho preferito un mezzo secolo americano che avere la fascia al braccio con la svastica. Lei invece evidentemente avrebbe preferito orgogliosamente e arianamente impugnare il crocifisso con la stessa mano con cui arrostiva slavi,ebrei e negri, zingari e tutta la parte che razzisticamente aveva indicato come inferiori herr rosenberg? Lei mi fa paura Sig. maghi.

Visualizzati 5 di 5 commenti approvati.