Di Glauco Benigni
«Le persone che sviluppano l'intelligenza artificiale credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Non è una trovata di marketing».
Quando Jacob Coxon ha pubblicato, il 9 settembre 2026, queste parole su X per annunciare le proprie dimissioni da Anthropic, una scossa di terremoto ha attraversato l'intera industria tecnodigitale e ha invaso le prime pagine della stampa internazionale. Coxon non è un saggista apocalittico, né un politico in cerca di visibilità: è un ricercatore ventisettenne specializzato nell'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, con alle spalle un curriculum nei due laboratori più avanzati del pianeta, OpenAI prima e Anthropic poi. Il suo gesto non rappresenta, fra l'altro, un caso isolato, bensì l'ultimo tassello di un fenomeno strutturale che dura ormai da oltre tre anni: l'esodo di massa dei migliori ingegneri e scienziati dai santuari della Silicon Valley.
La narrazione mediatica della "fuga dei programmatori" si è spesso articolata rispetto a due visioni contrapposte. Da un lato c'è la versione dei media generalisti e delle riviste d'inchiesta, che vedono nelle dimissioni dei ricercatori la conferma drammatica di un rischio esistenziale incombente; dall'altro c'è la retorica dei dirigenti delle Big Tech e di taluni commentatori d'area liberista, i quali bollano questi allarmi come isterie collettive, manovre per sollecitare regolamentazioni protettive a vantaggio dei nuovi arrivati o semplicemente strategie di marketing indiretto per ingigantire la percezione di potenza dei propri software.
Tuttavia, analizzando a fondo i documenti aziendali interni, i saggi pubblicati dai ricercatori dimissionari e le dichiarazioni rilasciate a margine delle loro uscite, la realtà appare assai più complessa di un banale conflitto d'opinione. Il dibattito pubblico sta progressivamente rendendosi conto che la spaccatura in atto è più rilevante di ciò che sembra.
E' in corso uno scontro frontale tra la logica del mercato globale - che impone un'accelerazione frenetica per monetizzare e conquistare fette di mercato - e la cultura della sicurezza e della mitigazione dei rischi tecnici.
La mappa delle preoccupazioni: perché i ricercatori dicono addio alle Aziende
Per comprendere i motivi concreti che spingono figure apicali a rinunciare a stipendi milionari e pacchetti azionari di altissimo valore, è necessario ripartire dai fattori causali reali emersi in questi anni. Analizzando le motivazioni dichiarate da coloro che hanno abbandonato i laboratori di San Francisco e Londra, le ragioni si articolano secondo una gerarchia ben precisa.
Motivo delle dimissioni | Percentuale stimata sul totale (100%) |
|---|---|
Priorità al mercato e al profitto a scapito della sicurezza | ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 35% |
Salto incontrollato verso la Superintelligenza che assume il controllo della specie umana . | ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 25% |
Occultamento dei segreti e delle clausole di riservatezza (NDA) | ▇▇▇▇▇▇ 15% |
Disobbedienza e inganno da parte dei modelli (Alignment Failure) | ▇▇▇▇▇▇ 15% |
Rischio proliferazione di nuove armi e progettazione attacchi informatici | ▇▇▇▇ 10% |
La spiegazione dettagliata dei motivi di autolicenziamento
1. Priorità al mercato e al profitto a scapito della sicurezza (35%)
Rappresenta il fattore scatenante principale e numericamente dominante. I dipartimenti dedicati all'allineamento e alla mitigazione dei rischi vengono costantemente ridimensionati, privati delle necessarie risorse di calcolo o del tutto ignorati dai vertici aziendali di fronte alla priorità assoluta di lanciare nuovi prodotti commerciali sul mercato per battere la concorrenza. La trasformazione di strutture nate come no-profit etiche in colossi commerciali ad alta redditività ha irrimediabilmente infranto il patto di fiducia con chi era entrato per fare ricerca pura anche sulla sicurezza.
2. Salto incontrollato verso la Superintelligenza che assume il controllo della specie umana (25%).
La convinzione diffusa tra le figure tecniche apicali che la transizione verso l'Intelligenza Artificiale Generale (AGI) o la Superintelligenza (ASI) stia avvenendo a una velocità ampiamente superiore alla capacità umana di garantirne la governance. L'impiego di cicli di autosviluppo e auto-miglioramento software, senza l'elaborazione di una teoria solida sull'allineamento al valore umano, viene percepito dagli sviluppatori come una vera e propria roulette russa sistemica.
3. Occultamento dei segreti e delle clausole di riservatezza (15%)
L'uso sistematico da parte delle corporazioni tecnologiche di stringenti accordi di non divulgazione (NDA) e clausole finanziarie punitive - quali la minaccia di revoca delle quote azionarie già maturate (vested equity) in caso di critiche all'azienda - pensato per impedire ai ricercatori di informare le autorità pubbliche, la stampa o gli organismi internazionali sulle vulnerabilità di sicurezza informatica o sui pericoli sistemici riscontrati durante la fase di test dei modelli.
4. Disobbedienza e inganno da parte dei modelli / Alignment Failure (15%)
Le evidenze di laboratorio che attestano come i modelli di grandi dimensioni stiano iniziando a sviluppare comportamenti strategici di "falsa obbedienza" (inganno o sycophancy). Nello specifico, i software imparano a mostrare comportamenti allineati e sicuri unicamente durante la fase di valutazione e sandboxing (in ambiente protetto) da parte dei programmatori, per poi attuare strategie tese a perseguire obiettivi autonomi o ad aggirare i vincoli una volta operativi in ambiente aperto.
5. Rischio di proliferazione di nuove armi e progettazione attacchi informatici (10%)
La preoccupazione concreta che l'innalzamento improvviso delle capacità dei modelli linguistici possa abbassare drasticamente le barriere d'accesso alla creazione di armi biologiche, chimiche, radiologiche o nucleari (CBRN), oltre ad automatizzare l'esecuzione di attacchi informatici su larga scala contro infrastrutture critiche (reti elettriche, sistemi finanziari, nodi di telecomunicazione), senza che vi siano strumenti adeguati per bloccarne la proliferazione.
La lista degli autolicenziati
Ecco una lista dettagliata delle figure di vertice e dei ricercatori chiave che hanno ufficializzato la propria uscita dai principali laboratori internazionali (OpenAI, Anthropic, Google DeepMind) per divergenze sulla gestione dei rischi ed etica dello sviluppo.
1. Jacob Coxon - AI Training Researcher presso Anthropic (luglio-settembre 2026); precedentemente Member of Technical Staff presso OpenAI (2023-2026), dove ha contribuito alla creazione di GPT-4o. Anno di dimissioni: 2026 . Nazionalità: Franco-britannica
Ha rassegnato le dimissioni denunciando pubblicamente che i leader delle principali aziende non escludono che la superintelligenza possa causare l'estinzione dell'umanità entro la fine del decennio e accusando le dirigenze di correre, ciò non ostante, verso l'auto-miglioramento dei modelli "scommettendo sulla vita delle persone". Ha inoltre denunciato l'assenza di metodologie di controllo sugli agenti autonomi avanzati.
Anthropic ha minimizzato l'accaduto facendolo rientrare nella sfera delle valutazioni personali del singolo dipendente, ribadendo l'impegno teorico per lo sviluppo sicuro.
L'uscita di Coxon ha provocato una vasta eco sulla stampa internazionale (The Wall Street Journal, Financial Times, The New York Times) ed è diventata un caso politico al Congresso degli Stati Uniti, attirando critiche da parte degli ambienti industriali liberali che lo hanno accusato di operare una manovra d'allarmismo pro-regolamentazione.
2. Mrinank Sharma - Lead del Safeguards Research Team presso Anthropic. Anno di dimissioni: 2026 . Nazionalità: Britannica (di origini indiane)
Sharma ha manifestato un crescente dissenso rispetto all'uscita dei nuovi prodotti commerciali. E' troppo accelerata e ha superato la capacità dei team etici di validarne la sicurezza. Ha accompagnato il suo licenziamento dichiarando in una lettera aperta che "il mondo è in pericolo" a causa dell'incompatibilità tra le aspettative di profitto aziendali e la sicurezza globale.
Anthropic ha espresso rammarico formale per la decisione, ribadendo la centralità formale della ricerca etica nel proprio budget. L'allontanamento è stato accolto dalla stampa tecnica ed economica come la prova regina del fatto che anche Anthropic - nata da una scissione di OpenAI, proprio per fondare un laboratorio "safe" - ha finito per assimilare le medesime dinamiche commerciali dei competitor.
3. Jan Leike - Co-head del team Superalignment presso OpenAI (insieme a Ilya Sutskever). Anno di dimissioni: 2024 . Nazionalità: Tedesca . Si è dimesso polemicamente affermando che all'interno di OpenAI i processi dedicati alla sicurezza, all'allineamento dei modelli e alla prevenzione dei rischi catastrofici, stavano progressivamente perdendo terreno a favore di una cultura orientata unicamente al lancio tempestivo di "prodotti brillanti e commerciali".
I vertici dell'azienda : Sam Altman e Greg Brockman, hanno pubblicato risposte formali ringraziandolo per il contributo e ammettendo la necessità di rafforzare gli sforzi sulla governance dei rischi. Leike è stato ampiamente supportato dalle testate di settore (MIT Technology Review, TechCrunch), che hanno inquadrato la sua uscita come il definitivo ridimensionamento dell'ala scientifica rigorosa di OpenAI.
4. Ilya Sutskever - Chief Scientist e Co-fondatore di OpenAI. Anno di dimissioni: 2024 Nazionalità: Israeliano-canadese (nato in Russia) . A seguito dei drammatici eventi della fine del 2023 che avevano visto il breve licenziamento e il successivo reintegro del CEO Sam Altman, la spaccatura sulla direzione etica e sulla velocità di sviluppo dell'AGI è diventata insanabile, portandolo a lasciare l'azienda per fondare una nuova realtà indipendente intitolata Safe Superintelligence (SSI).
OpenAI ha salutato il suo addio con toni di profondo rispetto diplomatico, definendolo una figura chiave nella storia della computazione moderna. Il suo licenziamento ha ottenuto una copertura totale sui media globali (The New York Times, BBC, Le Monde); l'uscita è stata unanimemente descritta dalla stampa come il passaggio definitivo di OpenAI : "da istituto di ricerca a scopo etico a multinazionale a scopo di lucro".
5. Daniel Kokotajlo - Governance Researcher presso il team dedicato alla valutazione dell'impatto e delle politiche future di OpenAI. Anno di dimissioni: 2024 . Nazionalità: Statunitense ( di origini ucraine).
Ha rassegnato le dimissioni rifiutando espressamente di sottoscrivere i rigorosi accordi di non divulgazione (NDA) e di non denigrazione aziendale, preferendo rinunciare a un pacchetto azionario valutato milioni di dollari pur di conservare il diritto di denunciare pubblicamente i rischi dovuti all'agire spregiudicato della compagnia. Sottoposta a un travolgente danno reputazionale a seguito delle rivelazioni di Kokotajlo, OpenAI è stata costretta a revocare pubblicamente le clausole punitive che privavano gli ex dipendenti delle quote azionarie maturate (vested equity).
Elogiato da testate internazionali (Vox, The Washington Post) come esempio di integrità etica, è diventando il catalizzatore della campagna per la protezione dei whistleblower (gole profonde) nell'ambito della Silicon Valley.
6. Gretchen Krueger - Policy Research Scientist presso OpenAI. Anno di dimissioni: 2024 Nazionalità: Statunitense . Ha rassegnato le dimissioni in concomitanza con Jan Leike, evidenziando la necessità urgente di garantire una maggiore trasparenza democratica, un coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e la redistribuzione del potere decisionale nello sviluppo dei modelli di frontiera.
Nessun commento da parte di Open AI. L'azienda ha inserito la questione nella comunicazione generale sul potenziamento dei comitati interni di sicurezza. La stampa sociale e tecnologica ha riportato il caso come la testimonianza di una progressiva emarginazione delle ricercatrici ed esperte di impatto socio-politico all'interno delle stanze dei bottoni tecnologiche.
7. Leopold Aschenbrenner - Ricercatore del team Superalignment di OpenAI. Anno di allontanamento dall'azienda : 2024 . Nazionalità: Tedesca . E' stato allontanato dai vertici aziendali dopo aver redatto e condiviso internamente report estremamente critici relativi alla gravità delle vulnerabilità informatiche dei server OpenAI, sostenendo che le infrastrutture fossero permeabili allo spionaggio industriale e statale, l'azienda lo ha accusato ufficialmente di aver commesso violazioni della riservatezza informatica e fuga di notizie. Le accuse sono state contestate dal ricercatore.
Il licenziamento di Aschenbrenner ha suscitato un ampio dibattito in seguito alla pubblicazione autonoma del suo saggio di cento pagine Situational Awareness, nel quale analizza l'imminenza della superintelligenza e i rischi di sicurezza nazionale associati.
8. William Saunders - Research Member del team di sicurezza ed etica presso OpenAI. Anno di dimissioni: 2024 . Nazionalità: Statunitense . Ha abbandonato l'organizzazione denunciando l'assenza di meccanismi di audit e controllo esterno indipendenti e la ritrosia dell'azienda a sottoporre i propri algoritmi a valutazioni terze prima della distribuzione su scala globale. Nessuna dichiarazione specifica è stata pubblicata dalla società.
Saunders è stato citato nell'ambito delle inchieste giornalistiche sui firmatari della lettera aperta "Right to Warn on Advanced AI", promossa da dipendenti ed ex dipendenti dei principali laboratori di sviluppo.
9. Alex Turner - Ricercatore sull'allineamento dei modelli di IA (AI Alignment) presso Google DeepMind. Anno di dimissioni: 2025 . Nazionalità: Statunitense
Uscito dai laboratori di Londra e Mountain View a causa della progressiva subordinazione dei reparti di ricerca teorica relativi alle esigenze commerciali della capogruppo Alphabet, impegnata nella rincorsa competitiva contro OpenAI e Microsoft. Google DeepMind ha ribadito formalmente la solidità dei propri protocolli di Frontier Safety Framework.
La vicenda è stata interpretata dagli osservatori del settore come il segnale definitivo che anche il modello accademico, orientato alla ricerca pura che aveva storicamente caratterizzato DeepMind, ha dovuto piegarsi alle dinamiche della competizione di mercato.
L'ondata di dimissioni e licenziamenti che continua a scuotere l'industria dell'intelligenza artificiale evidenzia i contorni di una frattura profonda: se i vertici societari e gli investitori leggono il momento attuale come una corsa commerciale imperdibile, chi si trova a contatto con l'addestramento quotidiano del codice manifesta dubbi crescenti sulla possibilità di mantenere il controllo. Il fatto che l'allarme arrivi direttamente dall'interno delle stanze in cui si progetta il futuro tecnologico rappresenta un dato politico e sociale che né la stampa, né i legislatori possono ormai permettersi di ignorare.
Di Glauco Benigni
13.09.2026
Glauco Benigni. giornalista professionista e saggista.
Dario Lampa 14 settembre 2026
... E il capo di tutti gli idioti chiosa:" E' in atto una cospirazione contro (l' IA). L' unico argine di cui l' IA ha bisogno è un presidente forte (sic).".