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Storie di eutanasie di bilancio

FONTE: KEINPFUSCH.NET

Mi accorgo che deve essere successo qualcosa di imbarazzante al governo italiano quando sulle prime pagine dei giornali vedo passare delle notizie che normalmente non avrebbero avuto quel rilievo. Si tratta del gioco del prestigiatore: normalmente i giochi di prestigio riescono perche’ le persone vengono indotte a guardare altrove, anziche’ guardare ove avviene il gioco.

Allo stesso modo, leggo che una ragazza ha deciso di suicidarsi (lasciandosi morire di fame) perche’ segnata da un trauma orribile dal quale non era riuscita a risollevarsi. Ora, normalmente una ragazza che diventa anoressica e muore non fa notizia. E una ragazza che si suicida per via delle violenze subite fa notizia, ma in senso opposto: e’ la vittima di uno stupro feroce.

Ma ad un certo punto qualcuno decide di distrarre il pubblico, e si inventa l’eutanasia. Ma la richiesta di eutanasia (che esiste) era stata negata dall’associazione dei medici del posto.

Non e’ avvenuta alcuna eutanasia. La ragazza si e’ lasciata morire per inedia.

Del resto, sui giornali piu’ decenti (non quelli italiani) vedo che la polemica non riguarda alcuna eutanasia (dal momento che non c’e’ stata alcuna eutanasia). Il ministro locale ha avviato un’inchiesta per stabilire se sia stato fatto tutto il possibile per curare la ragazza dal trauma. Quello che i profani non riescono a comprendere e’ che una ragazza di quell’eta’ non possa superare un trauma e continuare a vivere, e quindi ci viene il dubbio che le persone che dovevano aiutarla non abbiano fatto il dovuto.

Razionalmente, siccome non sappiamo come si avvenuto lo stupro, (si parla di piu’ di uno) e quanto sia stato aggravato da dettagli inimmaginabili, la difficolta’ nel comprendere sta principalmente in un fatto: avremmo voluto che si salvasse. Tutto qui. Ma da quando “buonismo” e’ diventato un’offesa, quasi ci vergognamo a pensare che avremmo preferito Noa viva e felice, abbiamo costruito un pudore inutile nei confronti dei sentimenti migliori, sdoganando invece quelli peggiori. E questo fastidio che proviamo nel leggere della sua morte ci porta a cercare una via di fuga: orsu’, diciamo che normalmente le ragazze si salvano ma su Noa hanno sbagliato i medici . Un bel “caso isolato” ci fara’ sentire meglio.

E’ semplice: ci piacerebbe pensare che una ragazza ferita in quel modo possa salvarsi, e invece vediamo che , per un qualche motivo non ce la fa. E cosi’ cerchiamo di soffocare questa delusione pensando che qualche medico abbia fatto meno del possibile. E’ difficile (forse doloroso) per noi pensare che succeda davvero questo: che sia possibile togliere la voglia di vivere ad una ragazza comportandosi da mostri con lei.

Invece e’ possibile: cosi’ come possiamo irrimediabilmente uccidere una persona sparandole addosso, possiamo irrimediabilmente ucciderla facendo delle cose orribili contro di lei. Questo e’ quello che non ci piace pensare, e per questo il ministero ha deciso di prendersi la speranza che in fondo Noa sia morta per una mancanza dei medici. Questo ci aiutera’ a pensare che se i medici sono bravi, le altre Noa si salveranno. Ci fara’ sentire meglio.

Sino a qui, tutto si svolge nel campo dei sentimenti tutto sommato positivi: al massimo dovremmo interrogarci sul pudore che ci spinge a nasconderli. Perche’ non riusciamo a dire che ci disturba profondamente l’idea di una ragazzina abusata al punto da lasciarsi morire? Perche’ sentiamo il bisogno di nasconderlo? Anche io, in fondo, preferirei pensare che il caso di Noa sia un caso isolato di malasanita’, e che negli altri casi le ragazze si salvino. Ma lo penso perche’ preferisco pensare a ragazze che si salvano , piuttosto che pensare a ragazze che muoiono. Non c’e’ un fondamento logico.

Ma il punto e’ diverso: di ragazze che muoiono di anoressia, o si lasciano morire o si suicidano per mostruosita’ di ogni genere ce ne sono circa 600 ogni anno solo in Europa. E legare la vicenda di Noa alla storia dell’eutanasia e’ stata un’operazione forzosa.

Il tema poi e’ stato rilanciato dal fatto che il M5S, nel tentativo di stare sui giornali, se n’e’ uscito con la storia della legge sul fine vita. Interessante, ma nemmeno questo c’entra qualcosa. Sia perche’ Noa non ha mai usufruito della legge sull’eutanasia, sia perche’ una legge sul fine vita si riferisce ad altre modalita’ per il fine vita. Non certo alla sofferenza morale o psicologica.

Il tema dell’ Eutanasia e’ stato buttato a forza nell’Agenda perche’ sotto stava succedendo qualcosa che ad M5S e ai giornali che lo appoggiano non piaceva: i giornali italiani che prima erano di sinistra oggi sono filo M5S, anche se si sforzano di mantere la vecchia etichetta per non perdere lettori.

E di cose da nascondere ne vedo moltissime: dalle difficolta’ a far digerire alla UE la politica economica, al disastro economico in corso (le aziende italiane chiudono oppure vendono se hanno ancora valore) , ai migranti salvati dalla Marina di cui Salvini non vuole parlare, allo scandalo del ministro degli interni che fa dossieraggio contro i magistrati non allineati, da nascondere c’e’ di tutto.

Sono settimane che, di minibot in eutanasia , si distrae la popolazione. Sono ormai mesi che si impedisce alle persone di vedere quello che sta succedendo, e cioe’ che i partiti “populisti” in Europa hanno il 7.7%, nel parlamento di Bruxelles, e che alla fine dei conti per loro e’ stata una catastrofe. Sono settimane che si tace del fatto che le finanze dello stato sono allo stremo e che l’economia va in merda.

Non so come faranno questi giornalisti a trovare altra merda da tirarvi addosso per nascondere un vero e proprio disastro. Non so in quale sordido buco andranno a cercare qualche porcheria da mettere sulle prime pagine. Ma sono certo che il livello di merda umana crescera’ , mano a mano che si avvicina il momento della finanziaria: che non deve piacere alla EU, deve piacere a chi ha soldi e deve decidere se investirli in Italia o scappare.

E faranno quello che hanno sempre fatto: quando c’e’ qualcosa da nascondere i giornali italiani si limitano a distrarre: si prende la storia straziante di Noa , gli si caccia dentro un tema divisivo ed idiosincratico come l’eutanasia approfittando del fatto che la storia abbia sfiorato il tema, e via. Per oggi le prime pagine del giornali non parlano delle cose che si vogliono nascondere.

E cosi’, complimenti al giornalismo italiano. Hanno usato la morte atroce di una ragazzina , ficcandoci dentro un tema che coi fatti non c’entrava nulla (l’eutanasia) , evitando poi accuratamente di dire che gli stupratori erano bianchissimi (non sia mai): alla fine dei conti la foglia di fico ha funzionato.

Ecco, non so se Grillo abbia ragione e i giornalista italiano e’ una puttana.

Di sicuro, chi da giornalista ha partecipato a questa operazione e’ meno di un uomo.

Se le persone non fossero cosi’ distratte potrebbero, forse, fare due conti. L’export italiano pesa ~400 miliardi. L’import pesa circa altrettanto. Anche se tutto l’export andasse in Europa e tutto l’Import anche, se l’Italia sparisse domani per la EU la perdita in termini di scambi commerciali sarebbe di ~800 miliardi.

Se anche decidessimo che in qualche modo tutto il PIL italiano va a vantaggio esclusivo della EU (e non degli italiani stessi), dovremmo aggiungere ~1500 miliardi al computo del “valore” italiano.

Ma il debito e’ sui 2400 miliardi, cioe’ circa 1500+800. In pratica:

  • Se la EU (o la BCE) dovessero salvare l’italia dal debito, il costo sarebbe di ~2400 MLD
  • Se la EU (o la BCE) dovessero lasciare che l’Italia se ne vada (o scompaia) , il costo sarebbe oggi di 2300 MLD.

L’Italia ha superato, cioe’, il limite per il quale salvarla non conviene. E’ nelle condizioni di un’auto che vale 5000·€ ma richiede 6000€ di riparazioni. Conviene perdere l’auto.

Questa e’ l’unica eutanasia di cui stiamo parlando: il debito pubblico italiano ha superato una soglia tale, per cui e’ superiore alla somma di commercio estero e PIL. In pratica, ha superato il limite per cui, in caso di scossoni, alla BCE ed a Bruxelles, cosi’ come in tutte le cancellerie, la decisione sara’ “meglio lasciarli morire”.

Se proprio volevate parlare di eutanasia, vi conveniva parlare di questa eutanasia.

Fonte: https://keinpfusch.net

Link: https://keinpfusch.net/2019/june/06/storie-di-eutanasie-di-bilancio/

6.06.32029

Pubblicato da Davide