Smart City Italia: l’urbanistica della sorveglianza e della schiavitù digitale

Avanzano le Smart Cities in tutta Italia architettando la riprogettazione digitale del territorio e la rifondazione delle città sulle fondamenta del capitalismo della sorveglianza, della società del controllo e del disciplinamento sociale.

Smart City Italia: l’urbanistica della sorveglianza e della schiavitù digitale

di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

Prima Venezia, poi Trento e dopo Firenze, Roma, Milano, Palermo. Avanzano le Smart Cities in tutta Italia architettando la riprogettazione digitale del territorio e la rifondazione delle città sulle fondamenta del capitalismo della sorveglianza, della società del controllo e del disciplinamento sociale.

Avanzano nel silenzio generale, espugnando, una dopo l’altra, le nostre città. Non ci sono soldati a difenderne le antiche mura, non sono bastati secoli di storia, di cultura, di monumenti, di diritti e di conquiste.

Dalle videocamere ai sensori, dalle smart control room alle ZTL, dal 5G all'IoT (Internet of things), dalla profilazione individuale alla premialità del diritto e dei servizi, il grande cantiere dello spazio panottico è aperto in tutta la Penisola.

Secondo l'Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano un Comune italiano su tre (il 28%) ha avviato almeno un progetto relativo alla città intelligente nell’ultimo triennio. La percentuale sale al 50% nei Comuni più grandi, con oltre 15 mila abitanti, ed è destinata a crescere ancora nel prossimo triennio, con il 33% dei Comuni che vuole investire nelle città intelligenti entro il 2024 grazie anche alla spinta del PNRR che prevede oltre 10 miliardi di finanziamenti dedicati alle diverse missioni.

Le città più digitali d’Italia sono Milano, Firenze e Bologna, seguite da Bergamo, Torino, Trento, Venezia, Parma, Modena e Reggio Emilia, come ha rilevato l’ultimo rapporto ICity Rank 2023 che stila, ogni anno, la classifica.

Già, ma cosa è una Smart City? È un progetto di rivoluzione urbana che, dietro la retorica della sicurezza, dell'ecologia, dell’innovazione e della crescita economica, persegue uno sviluppo "intelligente" ("smart") allo scopo di rispondere alle nuove sfide della contemporaneità.

Le città sono una bomba di emissioni di CO2 che causano il riscaldamento globale e la concentrazione è destinata ad aumentare. L'ONU prevede, infatti, che, nel 2050, il 70% della popolazione mondiale (data in forte crescita demografica) vivrà in aree urbanizzate che corrispondono solo al 3% della superficie terrestre, mentre l’OMS stima che, ogni anno, 8 milioni di persone (lo 0,1% della popolazione mondiale) perdono la vita per cause correlabili all’inquinamento atmosferico.

La pandemia Covid-19 avrebbe evidenziato, una volta per tutte guarda caso, la scarsa sostenibilità del modello di vita urbano tradizionale obbligando a pensare a forme di sviluppo più "sostenibili, efficienti ed inclusive" che, naturalmente, passano attraverso i processi di digitalizzazione anche in ambito urbano e di implementazione delle nuove tecnologie. Per il Bene della vita dei cittadini.

Inizia il Grande Reset del territorio, letteralmente una tabula rasa. L'intelligenza artificiale entra nella gestione e nel controllo delle città portando alla completa automazione e tecnicizzazione dello spazio, imponendo un nuovo paradigma nel rapporto fra cittadino, territorio e pubblica amministrazione. Già, perchè la Smart City, prima di qualsiasi altra cosa (tecnologia inclusa), implica “un nuovo patto di cittadinanza”, come affermato da Mario Monti che, nel 2012, ne importò l’idea in Italia dalla Silicon Valley.

La città come luogo della politica viene completamente stravolta, istituzionalizzando forme rivoluzionarie di partenariato pubblico-privato. Le Smart Cities sono una nuova frontiera per l'elaborazione delle politiche pubbliche con ricadute enormi sulla società intera senza che siano mai state discusse in Parlamento o sottoposte all'attenzione dei cittadini nel dibattito pubblico. Anzi, l''utopia di urbanisti come Carlos Moreno e di tecnofili inginocchiati al mito del progresso, concorre ad occultare il carattere autoritario, antidemocratico e tecnocratico della Smart City, accelerando la corsa verso la realizzazione di una inquietante distopia urbana.

La parola cittadino deriva, infatti, da civitas perchè la struttura sociale di appartenenza primaria in Italia è la città e non la gens, il clan o la tribù. L'urbs, la città romana fondata col tracciamento del solco sul terreno su cui vengono poi erette le mura della città, è il modello fondativo della nostra civitas che, a sua volta, deriva dalla polis greca, la città quale spazio della politeia (letteralmente molti, pluralità), della democrazia e della politica in senso nobile quale "prendersi cura del bene comune" (Aristotele).

Con le Smart Cities, le frontiere fisiche che un tempo delimitavano le città vengono trasformate in frontiere tecnologiche che selezionano il passaggio in base alla capacità di accesso che è una delle forme più selettive di controllo del dominio tecno-burocratico. La smaterializzazione digitale della città porta nuovi meccanismi identitari che confluiscono nella comunità virtuale e non più nell'appartenenza a una città, una cultura, una tradizione.

La prima città intelligente è stata Venezia, implementata da una "smart control room" – la centrale operativa della Smart City - per monitorare in tempo reale tutto il territorio. Qui confluiscono i dati raccolti dalle videocamere e dai sensori posizionati capillarmente ovunque che vengono poi trasmessi al “datalake”, un magazzino virtuale accessibile al Comune, alla Polizia e ad altri soggetti pubblico-privati. I dati sono interpretati da algoritmi intelligenti che sarebbero in grado di “realizzare analisi predittive”.

Dopo Venezia, è toccato a Caorle, Comune a pochi chilometri di distanza, dove nel maggio del 2021 è partita una singolare sperimentazione: la pre-crimine o polizia predittiva. Il Comune è ricorso a un software ("Pelta Suite") che interseca big data e informazioni inserite dalla polizia allo scopo di prevedere episodi di microcriminalità, assembramenti non autorizzati, condotte che potenzialmente osteggiano la sicurezza pubblica. E poiché l’esperimento è riuscito, il 5 giugno è stato introdotto “Giove”, uno strumento più avanzato di previsione e prevenzione dei reati destinato alle questure italiane e gestito dalla Polizia di Stato.

Il terzo Comune a collaudare l'applicazione dell'intelligenza artificiale alla sicurezza urbana è Trento che ne diventa presto città capofila in tutta Europa (infatti, ospiterà il prossimo G7 sull'Intelligenza artificiale). "Occhi e orecchie elettroniche" sono in funzione nelle piazze, nelle strade e nei punti sensibili, trasmettendo incessantemente immagini e voci agli algoritmi. Qui inizia anche la sperimentazione italiana dell'E-Wallet, “il portafoglio digitale che consentirà a cittadini, residenti e imprese dell'Unione europea di certificare la propria identità in sicurezza accedendo ai servizi pubblici e privati in tutti gli Stati membri”. Una tessera virtuale, comprensiva di tutte le informazioni personali, che inter-medierà l'accesso alla città, ai suoi spazi e ai servizi della pubblica amministrazione, con potenzialità spaventose in termini di profilazione, di tracciamento, di controllo e di disciplinamento tramite dinamiche di consenso-dissenso che diventano immediatamente dinamiche di inclusione-esclusione dallo spazio pubblico della città.

Intanto a Firenze l’11 aprile la polizia municipale ha sperimentato l'uso dei droni per il controllo del territorio, che vanno ad aggiungersi all'armamentario di videocamere, sensori, microfoni, celle telefoniche e agli altri strumenti tipici della sorveglianza urbana. La città toscana punta a diventare “elettrica, a volumi zero, green, sostenibile, resiliente, in una parola smart”, come ha dichiarato Giacomo Parenti, direttore generale del Comune presentando un piano di riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 e del 70% nel 2050.

Divenuta famosa per il “paziente uno” durante la pandemia, a Codogno è stata introdotta da settembre del 2022 l'app EcoAttivi che permette di certificare i comportamenti virtuosi (come, ad esempio, andare al lavoro in bici) a cui il sistema attribuisce punti, gestisce classifiche, badge e indicatori di performance, utilizzando tecniche di gamification (sfide, missioni, classifiche). In pratica, un sistema di credito sociale vero e proprio con profilazione delle abitudini, tracciamento degli spostamenti, logiche premiali e disciplinari a rinforzo positivo (per ora) per incoraggiare i comportamenti ritenuti virtuosi secondo la nuova morale stabilita dall'Agenda 2030. La vita ridotta ad un videogioco, trascorsa ad inseguire bonus in costante competizione con il vicino di casa. Il sistema è già applicato in oltre cento città italiane, come attesta il portale del “Club dei Comuni EcoAttivi – cittadinanza attiva, Smart City e sostenibilità”.

Ma arriviamo a Milano una delle città più esemplificative nella corsa verso il futuro, grazie all'incessante lavoro di Giuseppe Sala, membro di C40, l'influente network di sindaci creato e finanziato nel 2005 dalla Fondazione Clinton. Ai primi posti tra le città italiane per “smartness”, come certificato dal rapporto annuale iCity Rank e dal Booklet Smart City, il capoluogo lombardo è in linea anche con le più moderne città europee come Berlino, Monaco, Amsterdam, Barcellona e Parigi per le infrastrutture di rete digitali e per la capillarità del wifi e della copertura broadband.

Ma Milano è all'avanguardia perchè inaugura la sperimentazione della "Città dei 15 minuti" nel quartiere Loreto con il progetto "LOC, Loreto 15 Minuti" che vede l'intervento di N-Hood, società immobiliare responsabile del progetto. Palazzo Marino punta a ridisegnare la metropoli ispirandosi a Carlos Moreno, l'ideatore del nuovo modello urbano e consulente del sindaco di Parigi Anne Hidalgo, che ne ha adottato la formula fin dalla campagna elettorale del 2019. L''idea è suddividere la città in quartieri autosufficienti, dotati di tutti i servizi essenziali (negozi, scuole, ospedali, parchi, impianti sportivi e ricreativi, ecc.) prossimi alla residenza dei cittadini: tutto deve essere raggiungibile in 15 minuti a piedi, in monopattino o in bicicletta, allo scopo di disincentivare l'uso dell'automobile, riducendo l'inquinamento, la CO2 e la congestione del traffico.

Dietro la retorica di abitare la prossimità riscoprendo i valori comunitari di quartiere si nasconde, in realtà, una concezione riduttivamente distanziometrica dell'idea di città che porta alla creazione di una vera e propria crono-gabbia con cui ridurre la libertà di movimento delle persone. L'esempio di Oxford, il laboratorio vivente dove il progetto è più avanzato, è illuminante: i residenti hanno a disposizione 100 permessi all’anno per uscire in auto dal loro quartiere superati i quali ogni infrazione viene pesantemente sanzionata. Dopo le numerose contestazioni, il Comune inglese ha chiarito che non sono previste barriere fisiche per l’uscita delle auto ma "solo" telecamere in grado di leggere le targhe per applicare le multe. Resta comunque l'idea pericolosissima del "recinto" in cui rinchiudere i cittadini, un vero e proprio carcere a cielo aperto, e lo sdoganamento del concetto di limitare la libertà di movimento sul suolo pubblico, garantita, in Italia, dalla Costituzione.

Peraltro, da un punto di vista prettamente urbanistico, l'idea di un simile modello non è nemmeno nuova e ha sempre portato solo a dei disastri, come dimostrano gli esempi delle “neighborhood unit”, ideate negli Stati Uniti nel 1923, o, più vicini a noi, il Corviale a Roma, Le Vele a Napoli, lo Zen a Palermo, il Rozzol Melara a Trieste: tutti tentativi di applicare modelli semplicistici, fondamentalmente rigidi e non curanti delle complessità sociali, culturali ed economiche tipiche della vita urbana.

A fine ottobre, la "città dei 15 minuti" è stata dichiarata "movimento globale" e pilastro per la lotta al cambiamento climatico durante il C40 Summit, tenutosi in Argentina, l'evento annuale del Cities Climate Leadership Group, una rete formata da 97 metropoli internazionali dove – insieme a Londra, Parigi, Barcellona, Copenaghen, Stoccolma, Bogotá, Rio, Los Angeles, New York, Tokyo, Seul, Cape Town, tanto per citarne alcune – compaiono Milano e Roma.

Nella Capitale, infatti, il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato che uno dei suoi obiettivi principali è realizzare la “Città dei 15 minuti”, vagheggiando interconnessioni e corsie stradali per macchine a guida autonoma, mentre continuano ad aprirsi voragini nell'asfalto, con una città che affonda nel degrado, nell'incuria, nella sporcizia, nel mal funzionamento dei mezzi di trasporto pubblico. Dalla grande bellezza analogica all'immensa distesa di algoritmi, dall'Urbe alla City, tutte le strade portano al digitale e al capitalismo della sorveglianza che, nella Capitale, impianta le sue fondamenta con la ZTL più grande d'Italia, dotata di 51 varchi, inaccessibile a tutte le auto che non corrispondono a certi parametri. Ufficialmente per criteri ecologisti di riduzione del riscaldamento globale, di fatto per rivoluzionare la conformazione urbana, lo spazio di movimento sul suolo pubblico, l’accesso alle strutture e ai servizi principali della pubblica amministrazione, la vita di tutti gli abitanti.

Le "zone a traffico limitato" attuali non hanno nulla a che vedere con quelle applicate a partire dagli anni '60 in seguito allo sviluppo di massa della mobilità automobilistica, a protezione dei nostri centri storici di origine medioevale - spesso sotto la tutela dell'Unesco o delle Belle Arti - caratterizzati da un dedalo di viuzze nate per il transito di persone e cavalli.

La ZTL Smart, invece, ispirata all'ideologia green del fantomatico riscaldamento globale, del tutto inutile anche per ridurre l'inquinamento, nasce per erigere nuovi confini invisibili e invalicabili per tutti tranne per chi, come a Milano ad esempio, può permettersi di pagare 7,50 euro per l'ingresso portando ad una gerarchizzazione del territorio con zone di inclusione ed esclusione basate sulle fasce di reddito. Il capoluogo lombardo è stato, infatti, il primo ad introdurre nel 2011 l'"Area C" per motivi ecologisti sotto la giunta di Letizia Moratti - ispiratasi, come ha dichiarato, direttamente a Londra - e del tutto inutile nel ridurre lo smog dato che viene applicata nel centro della città a scapito del fatto che le punte del traffico automobilistico avvengono sulla cintura esterna delle circonvallazioni e delle tangenziali.

La Smart City dilaga anche nel Sud Italia con Messina città sperimentale del progetto MesM@RT, finanziato direttamente dall'Unione europea con il fondo PON GOV. La retorica della transizione digitale, ecologica ed energetica qui assume una coloritura particolare: la lotta all'abbandono dei rifiuti. Centinaia di telecamere dotate di AI sorveglieranno capillarmente tutte le strade e segnaleranno, in tempo reale, atti illeciti alle forze dell'ordine raccogliendo dati sulle targhe delle auto. Nelle video-trappole anti zozzoni sono stati installati anche algoritmi di riconoscimento facciale allo scopo di tracciare tutti gli spostamenti dei cittadini.

La mappatura delle Smart Cities italiane mostra l'espansione dei nuovi meccanismi di controllo sempre più pervasivi e invasivi che mettono a rischio i diritti costituzionali e le libertà fondamentali dei cittadini.

Nei prossimi articoli ripercorreremo l'origine e lo sviluppo della città intelligente, per passare poi ad analizzarne alcune caratteristiche cruciali quali la normalizzazione dello spazio panottico della sorveglianza e la legalizzazione del credito sociale alla cinese; l'avanzata sempre più aggressiva delle tecno-politiche della deterritorializzazione che mortificano la storia e la cultura dei luoghi; le narrative e le campagne mediatiche che ne occultano l'utopia distopica; gli esempi esteri, da Oxford fino al progetto "The Line", lanciato nel 2021 in Arabia Saudita; per concludere, infine, con un approfondimento dedicato al caso simbolico di Milano.

di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

FONTI
Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano
FPA - Innovazione nella Pubblica Amministrazione e FORUM PA
ICity Rank 2023: scopri le città italiane ad alto livello digitale - Agenda Digitale
Ecoattivi
S. Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri, 2019
P. Levy, Cybercultura, 1998
J. Rykwert, L'idea di città, 1976
L. Mumford, La città nella storia, 1994

Commenti (74)

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Mostra commenti 74 caricati
    1. natascia 5 dicembre 2023

      Qui nel Veneto regione infestata dal patrircato, esistono pure dei folli trattoristi che sradicano gli autovelox. Ben fece il nobile Zaia a predisporre interi reparti al cambio del sesso.. l’unico neo in questo furibondo Veneto è l’assenza totale a Mestre cui Venezia ben soggiace di uguale e pignolo controllo...

    1. Arthur 4 dicembre 2023

      Le smart cities non hanno futuro.
      Si tratta di un modello ad imitazione di quello che (presumibilmente) accade in Cina e che è molto amato dai neo-marxisti woke-green e dai "liberal", i quali oggi spadroneggiano in Occidente credendo che i vertici della piramide del potere vogliano davvero realizzare un mondo plasmato sulle idiozie globaliste.
      Tempo qualche anno e questi due soggetti (sinistra e liberal) saranno quasi integralmente estromessi dal governo dell'UE, dai governi nazionali, da regioni, comuni, magiatratura, scuola, università, sanità e mondo della cultura.
      In Occidente si prepara un reset di proporzioni inimmaginabili che è esattamente il contrario del reset di cui si parlava negli ultimi tre anni.
      Chi detiene il potere è riuscito abilmente a sviare tutti allo scopo di intrappolare gli utili idioti assatanati (i soggetti di cui sopra) i quali, poveretti imbevuti di millenarismo neo-marxista che li ha letteralmente rincitrulliti (i vertici della piramide sono stati scaltri), proseguono imperterriti.
      Non mi capacito di come ci si possa allarmare per queste psyop.

    1. Balabiott 4 dicembre 2023

      Ma, tipo a Roma, la 'città dei 15 minuti' sarà applicata anche ai cinghiali?

    2. Brule 4 dicembre 2023

      Mi immagino una via mezzo tra Brazil di Terry Gilliam, e Spiriti nelle tenebre con i cinghiali al posto dei leoni.
      Beati loro!

    3. JHON 5 dicembre 2023

      E i ratt vorat lasaii indree?

    4. Nonso 5 dicembre 2023

      Le maiale si sono prenotate

    5. Balabiott 5 dicembre 2023

      Ül ratt fai in salmì al ma pias nò, mei un bel cinghiall cunt a pülenta..

    6. Nonso 5 dicembre 2023

      La roja de so **** se l'è 'era

    1. sbregaverse 4 dicembre 2023

      È Start per Smart.
      Conta che ci contino e d'ogni cosa siamo tenuti a rendere conto in modo che i loro conti tornino a discapito dei nostri.

    1. Dico no 4 dicembre 2023

      L'infomazione che fate è davvero importante, direi d'iaspirazione. Grazie alla redazione (@Nonso non apprezza lo sforzo che c'è dietro)

    2. Sonia Milone 4 dicembre 2023

      A proposito di città, non manca mai lo scemo del villaggio: folle, sottosviluppato o genio? A te la scelta, io l'ho già fatto...

    3. Nonso 4 dicembre 2023

      Non so, Sonia Milone, non mi convinci al 100%.

      Un limbo lessicale tra il tecnico e il fintamente pop.
 Nozionistica al punto giusto, equilibrato il tono divulgvativo, ma nell’insieme mi arriva poco del tuo cuore, che sicuramente c’è, visti i temi trattati, sempre di risonante importanza sociopolitica e culturale.

      Forse un pizzico di irriverenza in più (possibile?), cioè osare “mettere da parte” la tua integrità esteriore, nel testo, per mostrare ciò che è nella “pancia” (sbrega, non ci interessa la tua parafrasi), senza temere di sembrare debole per questo. Partorire il cuore e la follìa.
 Sii più psyco, ci eccita

    4. Dico no 4 dicembre 2023

      Come volevasi dimostrare, Nonso! Cerca di avere più tatto, soprattutto con chi svolge un lavoro tanto importante, e lo fa anche per il tuo bene!

      Io ti ho capito al volo, forse devi ridimensionare i tuoi modi a volte davvero troppo duri! Sii meno psyco, ci faresti contenti

    1. illupodeicieli 4 dicembre 2023

      Grazie Sonia per avermi fornito un'elenco di città italiane ed europee da evitare, da non visitare ,se non per estrema necessità. La mia città, Cagliari, non è nell'elenco, seppure il comune è in procinto di acquistare e installare 255 telecamere, e degli autovelox con funzione simile ai tutor ( o così ho capito). Chiedo se si può fare qualcosa per contrastare questo modo di agire da parte delle amministrazioni pubbliche: dire che c'è qualcuno ,tipo mio cugino, che ci guadagna perché installa queste apparecchiature e ne gestisce i dati, è superfluo. Ma dai tempi dei garibaldini , è sempre stato così: come ,sempre da noi, per la costruzione di parcheggi pubblici interrati: chi li ha costruiti, ne ha poi la gestione , pagata da chi vi parcheggi, per anni e anni.

    2. Jimbo 4 dicembre 2023

      255????
      Apperó... l'hai in pratica aggiunta te.
      +Cagliari.

    3. Sonia Milone 4 dicembre 2023

      Non ho potuto citarle tutte, ho riportato solo alcuni esempi, ma l'avanzata è mostruosa. Cagliari è nell'elenco dei siti che ho messo in Nota.
      Cosa fare? Ci sono movimenti di protesta sebbene il pericolo sia molto sottovalutato dalle aree del dissenso...

    1. CptHook 4 dicembre 2023

      Io, napoletano di nascita ma non di formazione, spero sempre in Napoli e nei napoletani..., alla fin fine sono stati i primi veri rivoluzionari di popolo, con le 4 giornate che portarono all'uscita dei tedeschi..., dubito che a Napoli si possa mai riuscire a realizzare una città da 15 minuti, salvo non darne l'appalto alla camorra.
      Purtroppo, da fiorentino di formazione, dovrò rinunciare d'ora in avanti (e mi sono già bastate un paio di gite quest'anno) alla città del mio cuore ma, tant'è, quel che mi resta è ormai talmente breve che non sprecherò il mio tempo, mi godrò altri posti..., addio Firenze!

    2. AEON 4 dicembre 2023

      Che il tuo tempo sia lunghissimo...

    3. CptHook 4 dicembre 2023

      Perché? O meglio, a che pro?

    4. AEON 4 dicembre 2023

      Perchè per il tuo commento lo meriteresti, a differenza della maggior parte dei trogloditi che non dovrebbero veder sorgere il sole ogni giorno.

    5. CptHook 4 dicembre 2023

      Temo che tu mi sovrastimi..., ma grazie per la considerazione...

    6. Sonia Milone 4 dicembre 2023

      Anche io spero in gente come i napoletani nonostante il fatto che durante la pandemia hanno obbedito pure loro...

    7. Sonia Milone 4 dicembre 2023

      Perchè abbiamo bisogno di te!!!!!

    8. CptHook 4 dicembre 2023

      E quella è stata una mia grande delusione...

    9. CptHook 4 dicembre 2023

      Materiale umano vecchio e deteriorato...

    10. Jimbo 4 dicembre 2023

      É l'essere umano ad essere vecchio e deteriorato.
      "Una razza vecchia. Verranno altri Morton e la faranno sparire".
      Frase ripresa da C'era una volta il west.
      Non a caso il titolo del film di Leone.....

    11. JHON 4 dicembre 2023

      Ho preso la patente cat. B+A nel lontano 1969, sono 54 anni che viaggio, senza mai aver causato incidenti ne provocato danni altrui, solo un piccolo tamponamento negli anni '80, niente di speciale, solo un paraurti. In tutti questi anni di assicurazioni ne ho pagate parecchio che ad avere ancora tutti quei soldi, oggi mi potrei comprare un bel monolocale con vista Lago. Ma la sintesi del mio intervento è questa: la famigerata "setta" automobilistica denominata ACI, gestita dai soliti figli di politici, senza arte ne parte, capaci solo di spillare soldi per ogni rigo di penna, non ha mai pensato di premiare con un incentivo "attira invidiosi" da appendere sul vetro della macchina in bella vista, tipo: "Guidatore provetto, oltre 50 anni di patente. LUI NON PAGA IL BOLLO! pronostico che nel giro di una generazione, tutti quanti si metterebbero in bellavista al volante per meritarsi codesto titolo. Così anche l' applicazione si potrebbe estendere, a chi ha preso meno multe. a chi non ha mai superato i limiti di velocità, ecc, ecc.
      Insomma , premiare e non punire, forse con un sorriso in più il mondo in generale, ci guadagnerebbe.

    12. Brule 4 dicembre 2023

      A Milano ormai mancavano i tribunali di inquisizione, con podisti e renitenti al vaccino sotto processo.
      Una sorta di Salem (con ztl e aperisushi).
      A Napoli non possono aver fatto peggio.

    13. Nonso 4 dicembre 2023

      Vi vedo esigenti con i napoletani, ma privi di speranze per i milanesi: diamo loro una possibilità! Andiamo a fare un apericena (le donne le voglio provocanti e disponibili, grazie)

    14. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      Memento: invecchiare non è granché ma l'alternativa non è che sia questa meraviglia...

    15. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      Capisco il senso di quanto dici, non più crediti sociali a scalare ma debiti sociali a crescere!

    16. JHON 4 dicembre 2023

      In sostanza sarebbe la risposta Italiana al credito sociale Cinese.

    17. JHON 4 dicembre 2023

      Il fascino del Liberty.

    18. CptHook 4 dicembre 2023

      Dipende da quanto sei curioso...

    19. CptHook 4 dicembre 2023

      Okkakkio, va bene che sono della prima metà del secolo scorso, ma non dell'inizio!

    20. ric 4 dicembre 2023

      siamo in tanti....

    21. natascia 4 dicembre 2023

      A Napoli quasi non ci sono autovelox.

    22. Nonso 4 dicembre 2023

      Io butto il numerino del salumiere, qualcuno lo vuole?

    23. Brule 4 dicembre 2023

      A Milano ormai ci facciamo i book fotografici.
      "Più in basso, fammi lo sguardo cattivo. Ora ripassa, ma pensa alla torta della nonna. Facciamone un'altra!"

    24. Nonso 4 dicembre 2023

      Vai, brava, così, sì, ok, vai, ora verso di me, guarda in camera, vai, tira fuori la lingua, vai, sì, sto venendo, son venuto, ciao, troppo veloce, ma pazienza.
      Sono il sogno di ogni donna over 40euro.

    1. Jimbo 4 dicembre 2023

      I media in questo caso saranno determinanti.
      Spingeranno con aggressivitá e inaudita ferocia verso la meta.
      Determinanti perché é un problema nuovo: un territorio inesplorato.
      Le pecore ancora non sanno e si fidano del pastore soprattutto agli inizi e i media sono lí apposta
      Media che sono ormai ininfluenti invece su argomenti ormai passati come i vazzini o sentiti come lontani (Donbass e Gaza, quasi fossero su Marte).

    2. Brule 4 dicembre 2023

      C'è proprio una involuzione.
      La città dei 15 minuti molti la vogliono.

      E' un tema che a me terrorizza, ma sono il solo che conosco (a parte CDC).
      Quando accenno al tema gli astanti mi guardano come se stessi parlando di unicorni.
      Le nuove generazioni poi hanno difficoltà, per un cambio di vissuti quotidiani, a muoversi sul territorio.
      La protesta delle tende davanti alle sedi universitarie ad esempio è avvenuta ora, ma non è che venti o trenta anni fa le cose fossero migliori.

    1. Jimbo 4 dicembre 2023

      Questo delle cittá Smart é un argomentone e ringrazio Sonia per il quadro.
      Sapevo di qualche iniziativa ma non di tutte le gabbie che ha descritto.
      É un progetto mondiale, ci sono in ballo vagonate di soldi e le minkiate del cambiamento climatico, e sono disposti a tutto per arrivare lí:
      alla reclusione dell'essere umano che non tanto umano é dopotutto (Gaza docet per esempio).
      Mi piace ormai farmi guidare dalle mie tre consuete categorie: gli esultanti, gli indifferenti, i contrari ma pigri.
      La differenza come sempre la faranno gli indifferenti: "che male c'é dopo tutto!"

    2. Sonia Milone 4 dicembre 2023

      Ti ringrazio. La Smart City è l'infrastruttura digitale che permetterà all'ID di funzionare. l'ID è la chiave per aprire la porta della città digitale. Senza chiave non entri, non potrai prenotare una visita medica, iscriverti all'università, andare al catasto, fare la dichiarazione dei redditi, riscuotere la pensione, ecc. O si ferma l'Id o si ferma la smart city che, in sintesi, è la digitalizzazione della pubblica amministrazione. In sè non è sbagliata la digitalizzazione, è sbagliato il sistema oligarchico che si nasconde dietro,
      Gli esultanti sono le università e gli ubriachi di tecnologia che sognano bus senza guidatore. I pigri tutti gli altri, è' la loro città ideale, basta un click o 15 minuti a piedi.

    3. Jimbo 4 dicembre 2023

      Si, gli esultanti sono quelli, tantissimi. I giovani in massa ad esempio.
      Gli "altri" tendo a dividerli a loro volta in due: i menefreghisti qualsiasi cosa accada (che chiamo indifferenti, e che sono l'80-90% malcontati) e i "contrari ma pigri", cioé quelli come me, che intravedono il pericolo, si lamentano e ... fine.
      Sulla digitalizzazione che non sia un pericolo in sé ho dei dubbi.
      Come le armi. Si dice sempre che il pericolo é dovuto da chi le usa.
      Mah. Non sono pandori.

    4. CptHook 4 dicembre 2023

      In sè non è sbagliata la digitalizzazione, è sbagliato il sistema oligarchico che si nasconde dietro,

      Ma come dicevano già gli antichi Romani: "Quis custodiet ipsos custodes?"

      E il discorso che sento fare spesso sulle armi, e rispondo che le armi non hanno mai sparato da sole...

    5. CptHook 4 dicembre 2023

      Le grandi menti, con tutto quello che segue..., in parallelo...

    6. sbregaverse 4 dicembre 2023

      Gli antichi latini di Ipsos a Corfù ne dicevano anche di peggio.

    7. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      "... sparato da sole" .

      Non ancora, vedremo quando gli algoritmi ed i segnali ed i satelliti e le AI saranno attive.
      Immagino che più i tempi di reazione saranno brevi, più gli automatismi la faranno da padrone.
      E l'asino sì attacca sempre dove vuole il padrone.

    8. Dico no 4 dicembre 2023

      AI, satelliti e algoritmi sono programmati da esseri umani.
      Poi è vero che la pericolosità di macchine pensanti è che possano iniziare a parlare un linguaggio tutto loro, sconosciuto ai programmatori, ma sono cose che si dovrebbero prendere in considerazione prima.
      Abbiamo dei professoroni... :D

    9. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      Ti seguo, fino ad ora il genere umano non ha 'creato' alcunché che abbia vita propria.
      E se togli loro le armi, hanno pur sempre almeno le unghie.

    10. Dico no 4 dicembre 2023

      Dipende da cosa consideri.
      Potresti s.piegarti meglio?

    11. BrunoWald 4 dicembre 2023

      "Come le armi. Si dice sempre che il pericolo é dovuto da chi le usa. Mah. Non sono pandori."

      Chiediti perché lo stato proibisca a un libero cittadino di portare qualsiasi arma, mentre picciotti, ndranghetisti e criminali assortiti non si fanno di questi problemi.

      In ogni luogo ed epoca, il diritto di portare armi ha sempre caratterizzato l'uomo libero (o lo sgherro dei potenti, mafiosi compresi). È allo schiavo che tale diritto è sempre stato negato.

    12. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      Ci provo.

      Dietro a tutto il software e hardware ci sono gli umani, quindi 'le armi non sparano da sole' se procedi all'indietro fino allo sviluppatore del sfw/hdw.

      Quindi ti seguo nel tuo ragionamento anche perché, e questo è il secondo punto legato al creare, nonostante esistano sfw in grado del cosiddetto autoapporendimento, questo è, secondo me, distantissimo da un essere cosciente.

      In tema di armi, se le togliamo, ci restano comunque le unghie. Ovvero se si vuole offendere, un mezzo lo si trova sempre.

    13. CptHook 4 dicembre 2023

      Sono curioso, erudiscici, intercederò per te presso i moderatori.

    14. Moderatore 4 dicembre 2023

      ... a quando la vendita delle indulgenze? 🤣

    15. sbregaverse 4 dicembre 2023

      Trattasi, di cagatina di lemmi, di chi ignora il latino ma conosce la geografia della Grecia perchè c'è stato in vacanza.

    16. Balabiott 4 dicembre 2023

      Altro che Meloni, Milone for president!..

    17. Dico no 4 dicembre 2023

      Anche secondo me

    18. Dico no 4 dicembre 2023

      Fino ad ora il genere umano non ha ‘creato’ alcunché che abbia vita propria.

      Quindi generati e non creati, ok ma per me è troppo dogmatica, messa su questo piano.
      E poi c'è la genetica, che si può considerare.

      Vabbè, poco importa, volevo sapere se ti riferissi alla creazione in generale, o alla creazione di macchine.
      Ti riferivi alla creazione di macchine.
      Limitiamoci a questo discorso.
      Sono d'accordo che una macchina non ha coscienza, ma questo vale anche per molti esseri umani. E' un loop. Aiuto!!!

      In tema di armi, se le togliamo, ci restano le unghie, ma sullo specchio non fanno che scivolare, su un viso possono ferire, contro un leone alla peggio gli rimangono impigliate fra i denti e se ne accorge mentre ci sta digerendo.

    19. absitiniuriaverbis 4 dicembre 2023

      Per uscire dal loop, potresti considerare che in un caso, le macchine, non ne hanno di progetto. Nell'altro, gli umani, non la utilizzano o non la sviluppano.

    20. Nonso 4 dicembre 2023

      Che Antani sia con e con il tuo sperito!

    21. Moderatore 4 dicembre 2023

      Errore mio

    22. Nonso 4 dicembre 2023

      Moderatore, mi stupisco di lei!

    23. Moderatore 4 dicembre 2023

      Ogni tanto utilizzo il taxi e non è comodo maneggiare il cellulare nel traffico.
      Commetto errori.
      Mi spiace, vedrò di fare più attenzione.

    24. Nonso 4 dicembre 2023

      Posso comprendere. Dovranno mangiare anche i figli dei tassisti.
      A risentirci e care cose

    25. Dico no 4 dicembre 2023

      Dico forse, ma io sono sicuramente pro getto, come il contratto, il cocopro

    26. absitiniuriaverbis 5 dicembre 2023

      Ho bisogno di aiuto: non sono sicuro di aver capito a quale loop ti riferisci ed in quale contesto. E quindi la mia risposta precedente può essere fuori centro.

      E non ho capito nemmeno a cosa ti riferisci nella tua risposta quando parli di 'come il contratto e cocopro'.

      Invece, quando scrivi 'io sono sicuramente progetto' che tu appartenga al genere umano a me è evidente.

    27. Dico no 5 dicembre 2023

      Il loop: uomo - macchina.
      L'uomo sempre più simile alla macchina e la macchina sempre più simile all'uomo.

      Cocopro:
      Il contratto a progetto. Un corpo biologico a tempo determinato.

      Io sono progetto, e tu?

    28. absitiniuriaverbis 5 dicembre 2023

      Grazie, capisco meglio ora.
      Le macchine, nella mia opinione, sono lontanissime da acquisire coscienza se mai l'avranno.
      Gli umani piuttosto, dovrebbero lavorare di più sulla propria. Il sistema però non ce lo lascerà mai fare ed il lavoro a livello induviduale langue.

      Un corpo biologico a tempo determinato, come gli umani? Siamo tutti a tempo determinato come corpo biologico. Quando scrivi sei a progetto, intendi che il tuo corpo biologico è a scadenza?
      In questo caso, per me, siamo tutti figli delle stelle e ritorniamo li quando il corpo muore. La natura non fa sprechi.

      Gli automi, le AI sono e resteranno macchine, utili quanto vuoi ma macchine.

      Immagina che da domani tutti i lavori siano svolto da macchine/automi etc.
      Secondo te, gli umani, come utilizzeranno iltempo?
      Questo è il mio cruccio. Non li vedo messi bene, anzi.

    29. Dico no 5 dicembre 2023

      Il lavoro individuale è tutto nelle mani del dialogo interiore (bisogna dedicarci del tempo).
      Certamente il sistema va contrastato insieme, altrimenti non esisterebbe questo sito, o magari tratterebbe di cucina, ma non ci si può far carico dei percorsi altrui, se on siamo desiderati, me l'ha insegnato un amico carissimo. Non si può essere utili per gli altri, se non c'è disponibilità reciproca.

      Siamo progetti a scadenza (breve) per il sistema, siamo progetti anche in coscienza perché sappiamo che esiste una morte fisica. Siamo invece puro flusso, se pensiamo al Tutto, ma al Tutto non ci pensiamo mai, forse dovremmo iniziare col rompere lo specchio (difficile).

      Se chiedi: come useranno il tempo? Non ho una risposta. Se chiedi: come useresti il tempo? Dico bene. Se chiedi: come si dovrebbe usare il tempo? Dico meglio di come è stato fatto fino ad ora, certamente.

      Il problema non sarebbe la mancanza di lavoro, ogni essere umano sarebbe posto davanti ai grandi interrogativi della vita, avrebbe l'occasione di conoscersi. Qualcuno scoprirà il piacere di fare per gli altri (a mio avviso certi lavori li possono fare solo gli esseri umani, e con la giusta vocazione), ma qualcuno si butterebbe dal quarto piano.

      Il problema parecchio importante sarebbe invece "il padrone" delle macchine: sarà equo nel distribuire accesso a beni, servizi, e risorse? Non riesco ad essere ottimista sul caso.

    30. absitiniuriaverbis 5 dicembre 2023

      Ok, sono più ricco adesso.
      Grazie

    31. Cachafaz 10 dicembre 2023

      Comunque credo che questa corsa a comprare questa tecnologia sia incentivata economicamente, e quindi questi imbecilli di amministratori cedono. Come con i vaccini, quando pagavano lautamente i vaccinatori. Poi controllero' ma mi sembra che in prima fila come sempre il grosso sono quelli del pd. E, un'altra cosa interessante, sarebbe sapere cosa succede nei comuni piccoli e soprattutto agricoli, se anche li stanno procedendo. Peraltro, anche nei comuni grandi o capoluogo, non e' che tutti i cittadini lavorano in ufficio. Ce' chi lavora la terra, si deve quindi spostare, poi ci sono quelli che vanno a giro con il furgone per lavoro....sono tutte iniziative che quando vengono messe in pratica poi vengono subito contestate e la gente si risveglia. Anche chi vorrebbe continuare a dormire, si risveglia per forza... ma vi sembrano molto furbi questi che ci comandano? Passano da una tranvata all'altra, vedere guerra alla russia e palestinesi. Ma qui siete quasi tutti sul pessimista...

    32. Sonia Milone 10 dicembre 2023

      C'è un giro d'affari milionario. McKinsey Global Institute prevede una crescita del mercato globale delle Smart Cities ad un tasso di circa il 18% annuo, e sono nati una marea di fondi di investimento.

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