Sanità Pubblica, Noctua: "Così riusciamo ad abbattere le liste d'attesa"

Intervista a Letizia Lanzi, presidente di una associazione che combatte per far valere il diritto del cittadino nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale.

Sanità Pubblica, Noctua: "Così riusciamo ad abbattere le liste d'attesa"
Letizia Lanzi, Noctua

Di Jacopo Brogi

Abbatteremo le liste d’attesa. Quante volte avete sentito, letto, commentato queste parole?

“Nella maggioranza delle Regioni italiane migliorano le prestazioni ambulatoriali, ovvero la quantità di visite ed esami diagnostici erogati nel Servizio sanitario nazionale.” Quindi, finalmente il vento è davvero cambiato?

A quanto pare la notizia c'è, o almeno secondo i dati resi noti a fine 2023 dall’agenzia governativa per i servizi sanitari regionali che fa capo al Ministero della Salute – Agenas, in una “sperimentazione” (1) sul monitoraggio delle prenotazioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale in modalità ex ante, ossia “il tempo di attesa che al momento della richiesta di una prestazione viene prospettato all'utente per l'esecuzione” (2).

Ecco che già ci riferiamo all’attesa percepita, più che a quella effettiva. E allora vediamo qualche numero dell’indagine svolta: “la prima visita cardiologica è garantita in classe B (entro 10 gg) nell'84% dei casi e in classe D (entro 30 gg per le visite e 60 gg per gli esami diagnostici) nell'80% dei casi. I valori mediani delle giornate di attesa in classe B che si osservano tra le Regioni passano da 13 giorni in Friuli V.G. ai 5 giorni dell'Emilia-Romagna. Per la prima visita ortopedica la garanzia, sempre in classe B, è pari al 74% dei casi e in classe D al 78% dei casi. In Toscana, in classe D, il valore mediano di attesa è pari a 18 giorni mentre in Piemonte tale valore raggiunge i 36 giorni” (3).

Adesso tocca a noi la riprova, una sperimentazione che si basi sulle reali esperienze di cittadini e contribuenti – purtroppo consumatori – di aziende, le nostre ASL, che chiamarle oggi "Sanità pubblica" sembra diventato addirittura inesatto e fuorviante.

Intanto, una domanda:

per vostra esperienza diretta o indiretta, le liste di attesa sono diminuite ed i costi talmente tanto più affrontabili da garantire il vero diritto alla salute?

E poi: la ricerca – sondaggio di Agenas è stata prodotta in collaborazione con la Fondazione The Bridge, il ponte, detto all’inglese.

E chi la finanzia?

“Istituto Superiore di Sanità (IIS), Angelini Pharma, Astrazeneca, Biogen, Gilead Sciences, Gedeon Richter, Janssen, MSD, Novartis, ViiV Healthcare, Roche, UBI - Unione Buddhista Italiana e Banca d'Italia” (4).

Quindi tra l’IIS che tanto ci ha aiutato per cure Covid risolutive, rimedi utili e statistiche attendibili, una miriade di multinazionali del farmaco, Banca d’Italia e magari il Dalai Lama in salsa tricolore, dovremmo ancora dare carta bianca?

Il quotidiano della Confindustria riporta le parole di Rosaria Iardino, presidente della Fondazione The Bridge:

“Alla luce di tutto ciò, il cittadino si trova oggi in una situazione di grave carenza informativa, non avendo accesso a tutte le informazioni necessarie per comprendere l’andamento della performance del Servizio Sanitario Nazionale, nonostante sia suo diritto. Da quest’anno, insieme ad Agenas, abbiamo intrapreso un percorso che ha l’obiettivo di individuare delle regole univoche per la raccolta dei dati sulle liste d’attesa da parte delle Regioni e consentirne la leggibilità, sia in termini di diritto di accesso da parte dei cittadini, sia per una corretta pianificazione da parte dei decisori. È evidente come Agenas stia già assolvendo al ruolo fondamentale della raccolta dei dati presso tutte le Regioni, auspichiamo che tale competenza sia istituzionalizzata e resa sistemica” (5).

Non siamo troppo convinti che questo “Bridge”, questo “Ponte” tra governo e multinazionali sia proprio la soluzione adatta per la nostra Sanità e salute, e neanche per la nostra informazione.

Quindi abbiamo cercato chi, dal basso, può davvero aiutarci non solo a capire, ma anche a superare coi fatti le famigerate liste d’attesa, rivendicando e ottenendo, nonostante tutto, quel diritto alla cura, alla prevenzione e alla salute che ci spetta.

Abbiamo incontrato Letizia Lanzi, Presidente di Noctua APS una giovane associazione che sostiene e difende il cittadino - proprio associato - in questi ambiti, ottenendo notevoli risultati pratici di pubblica utilità.

Un aiuto fattuale per quando ci rivolgiamo al SSN e non troviamo risposte, se non lunghissime e dannose tempistiche, quella snervante speranza di fare presto, o almeno il “prima possibile”.

  • Dott.ssa Lanzi, una delle vostre campagne riguarda il rispetto dei tempi previsti per l’erogazione di visite mediche o prestazioni sanitarie per le quali spesso si viene messi in liste d'attesa spesso chilometriche. Quali sono le cause?

“Le liste di attesa infinite sono il risultato di una serie di fattori complessi e interconnessi. Innanzitutto, la gestione della pandemia ha avuto un impatto significativo, creando confusione e ritardi che ancora oggi influenzano il sistema sanitario. Inoltre, assistiamo a una commistione troppo ambigua tra l'erogazione delle visite in regime di servizio pubblico e le visite intra moenia, ovvero quelle a pagamento. Questa sovrapposizione genera irregolarità e spesso porta a una gestione non trasparente delle risorse, oltre che essere disdicevole da un punto di vista etico.

Ma alla base di tutto il problema fondamentale è la tendenza neoliberista che sta contaminando le Istituzioni, e cioè quella di trattare la salute come un business. In quest’ottica, le aziende sanitarie sono spesso indotte a penalizzare le visite gratuite per favorire le visite a pagamento, per esempio con l’indecente pratica delle “agende chiuse”. Questo non solo crea disparità nell'accesso alle cure, ma mina anche la fiducia nel sistema sanitario pubblico. In Noctua APS, ci impegniamo a contrastare queste dinamiche, promuovendo un approccio alla salute che sia equo, accessibile e centrato sulle esigenze dei cittadini, piuttosto che sui profitti.”

  • Scelte sanitarie errate o scelte politiche consapevoli?

“Possiamo pacificamente affermare che le problematiche che affliggono il nostro sistema sanitario sono causate da scelte sanitarie errate che a loro volta sono il diretto risultato di scelte politiche scellerate, le quali hanno radici profonde nel neoliberismo: questo cancro ideologico ha plasmato le politiche sanitarie, seguendo dogmi catastrofici – pensiamo alla riduzione della spesa pubblica innescata dalle esigenze di pareggio di bilancio - che vedono la salute non come un diritto universale, ma come uno spreco, come un optional o al meglio come un'opportunità di mercato."

  • Quali sono le finalità di queste politiche che vanno avanti da decenni?

"Privatizzare e rendere profittevole ogni aspetto della sanità. Ciò ha portato a una distorsione delle priorità, dove il profitto prevale sul benessere dei cittadini. Questo approccio ha creato un sistema in cui le risorse sono allocate in modo inefficiente, privilegiando le prestazioni a pagamento a scapito di quelle gratuite e necessarie.

Come associazione, riteniamo che queste scelte politiche non solo siano eticamente discutibili, ma abbiano anche conseguenze devastanti sulla qualità e l'accessibilità delle cure sanitarie. La nostra lotta è quindi anche una lotta contro questi crimini ideologici, per riaffermare il valore della salute come bene comune e diritto fondamentale di ogni individuo.”

  • Quali esigenze in genere ha il cittadino, un vostro socio tipo?

“In questo marasma il nostro socio tipo si rivolge a noi principalmente per problematiche legate al sistema sanitario, come le lunghe liste d'attesa per le prestazioni mediche o per gli interventi. Tuttavia, le esigenze dei nostri soci sono variegate e spesso complesse. Molti cercano orientamento e supporto nel confrontarsi con un sistema che può sembrare labirintico e scoraggiante. Altri necessitano di assistenza legale per difendere i propri diritti in situazioni di ingiustizia o sopruso. In generale, offriamo assistenza a 360 gradi su qualsiasi problematica legata al consumerismo. Che si tratti di questioni sanitarie, di diritti dei consumatori in ambito di servizi o di beni, o di supporto nella gestione di pratiche burocratiche, il nostro obiettivo è fornire ai nostri soci tutte le risorse e l'assistenza necessarie per affrontare e risolvere le loro problematiche.”

  • Ci può descrivere brevemente in cosa consiste questo tipo di tutela sanitaria?

“La tutela sanitaria che offriamo in Noctua APS è specificamente orientata a supportare i nostri soci nell'ottenimento tempestivo di visite mediche e interventi chirurgici. Questo supporto inizia con la fornitura di assistenza nella navigazione del sistema sanitario, aiutando i soci a comprendere i loro diritti e le procedure per accedere alle cure necessarie. In caso di lunghe liste d'attesa o ritardi ingiustificati, interveniamo attivamente per accelerare il processo. Ciò può includere la comunicazione diretta con le strutture sanitarie per sollecitare appuntamenti, l'assistenza nella presentazione di reclami formali e, se necessario, l'avvio di azioni legali per garantire che i diritti dei nostri soci siano rispettati. Il nostro obiettivo è assicurare che ogni socio riceva le cure mediche di cui ha bisogno in tempi ragionevoli, senza dover affrontare ostacoli burocratici o ritardi ingiustificati. In questo modo, Noctua APS si impegna a garantire che l'accesso alla sanità sia un diritto effettivo per tutti i suoi membri.”

  • Quali sono i risultati più immediati?

“I risultati più immediati del nostro lavoro includono la drastica riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie e la risoluzione di specifiche problematiche legate ai diritti dei cittadini. Riceviamo regolarmente riscontri positivi da parte dei nostri soci - come si vede dalla nostra pagina facebook - che apprezzano il supporto ricevuto e i miglioramenti concreti nella loro esperienza con il sistema sanitario. Con un pizzico di orgoglio, ad oggi possiamo affermare di aver concluso con successo il 100% delle richieste che ci sono pervenute.”

  • Perché è nata Noctua APS?

“La nascita di NOCTUA APS è stata un atto di cuore, un grido di passione e un atto di ribellione, per contribuire a creare un mondo dove i diritti dei consumatori non sono solo parole su carta, ma realtà vissute ogni giorno. Abbiamo sentito l'urgenza di creare una comunità, un luogo dove le persone non si sentano isolate nei loro problemi, ma supportate, comprese e valorizzate. La nostra missione va oltre la semplice informazione; è un viaggio empatico verso la consapevolezza e la solidarietà. Organizziamo seminari, creiamo gruppi di acquisto, comunità energetiche, perché crediamo che insieme possiamo costruire un futuro più giusto. Ogni nuovo socio che si unisce a noi non è solo un membro, ma diventa parte di una famiglia che lotta insieme per i propri diritti. È questa unione, questa forza collettiva, che ci permette di affrontare e superare gli attacchi di un mercato spesso iniquo e imprevedibile: Noctua APS offre un rifugio e una voce forte contro i soprusi, agendo come garante di ultima istanza per diritti i consumatori. Per noi ogni voce conta, ogni storia è importante, e insieme scriveremo un capitolo nuovo e più luminoso per i diritti dei cittadini.”

  • Sappiamo che state lavorando a vari progetti: dove vuol arrivare Noctua aps?

“Stiamo lavorando a diversi progetti ambiziosi, con l'obiettivo di ampliare e rafforzare il nostro impatto nel campo dei diritti dei consumatori. Uno degli aspetti chiave su cui ci stiamo concentrando è la creazione di un cartello delle associazioni consumeristiche. Crediamo che unendo le forze con altre organizzazioni che condividono la nostra visione e i nostri valori, possiamo dare vita a azioni di classe più incisive e partecipate. Questo approccio collettivo non solo aumenta la nostra capacità di influenzare le politiche e le pratiche a livello nazionale, ma ci permette anche di affrontare questioni più ampie e complesse con maggiore efficacia. Oltre a questo, stiamo lavorando per espandere i nostri servizi e iniziative, come la promozione di gruppi solidali e comunità energetiche, per sostenere un approccio al consumo che sia sostenibile e responsabile. Il nostro obiettivo finale è quello di creare un ambiente in cui i diritti dei consumatori siano non solo riconosciuti, ma pienamente realizzati, e dove ogni individuo possa sentirsi supportato e valorizzato.”

  • Vista la tendenza attuale e vista la qualità attuale dei servizi, come sarà la Sanità pubblica dei prossimi decenni?

“Se le attuali politiche, profondamente radicate nel paradigma mercatista, non subiranno un cambiamento significativo, il futuro della sanità pubblica si prospetta molto preoccupante in tutto il mondo occidentale, sedicente libero e progressista. Il modello ordoliberista privilegia il profitto e la privatizzazione, e porterebbe inevitabilmente a una progressiva erosione della qualità e dell'accessibilità dei servizi sanitari pubblici. In questo scenario, ci aspettiamo purtroppo un aumento delle disparità nella salute, con i meno abbienti e i più vulnerabili che potrebbero trovarsi in una situazione sempre più precaria. La continua pressione verso un modello di sanità orientato al mercato rischia di trasformare un diritto fondamentale in un lusso accessibile solo a pochi, come accade in molti altri Paesi “avanzati”. Noi vediamo questa prospettiva con grande preoccupazione e ci impegniamo a lottare contro queste tendenze. È essenziale che ci sia un risveglio collettivo e un impegno politico per riorientare le politiche sanitarie verso un modello più equo e inclusivo, che ponga la salute e il benessere dei cittadini al centro. Solo attraverso un cambiamento radicale nelle politiche e nelle priorità possiamo sperare di evitare un futuro in cui la sanità pubblica diventi inaccessibile per la maggior parte della popolazione.”

Per contattare Noctua APS:

[email protected]

NOTE

(1) https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2023/11/10/agenas-nel-2023-aumentano-le-visite-e-gli-esami-erogati-nel-ssn_6a2bdf8a-1218-4c64-b545-a49b0c56a3f7.html

(2) https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?area=sistemaInformativo&id=3028&lingua=italiano&menu=obiettivi

(3) https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2023/11/10/agenas-nel-2023-aumentano-le-visite-e-gli-esami-erogati-nel-ssn_6a2bdf8a-1218-4c64-b545-a49b0c56a3f7.html

(4) https://www.fondazionethebridge.it/chi_siamo/transparenza/

(5) https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2023-11-10/agenas-migliorano-liste-d-attesa-2023-crescita-visite-e-esami-erogati-ssn-140123.php?uuid=AF972IaB&refresh_ce=1

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10.01.2024

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. Nestor Halak 11 gennaio 2024

      Sottolineerei alcune verità lapalissiane.
      La sanità pubblica è una delle conquiste principali del welfare state ed un un modo di redistribuire il reddito in senso democratico. Perciò è completamente in contrasto con l'orientamento ideologico attuale: il pensiero unico neoliberista non può che detestare la sanità pubblica, perché sottrae ai privati un mercato lucrosissimo.
      La salute è un campo in cui si possono fare affari colossali, poiché la gente è disposta a pagare qualsiasi cifra pur di non morire. E' il caso di lasciarla in mano agli speculatori? Perfino i sani sono disposti a tutto se si riesce ad impaurirli efficacemente e i media ci riescono benissimo: ne abbiamo avuto un esempio clamoroso molto di recente a livello mondiale. In quindici giorni i sani hanno cessato di esistere.
      Senza dover giungere per forza ad abolirla, l'accesso alla sanità pubblica può essere limitato in molti modi, per esempio rendendola inefficiente oppure subordinandola ad un iter burocratico complesso e incomprensibile.
      E' evidente che queste sono le tendenze in corso.
      Già il fatto che un ospedale venga ridenominato "azienda sanitaria" ne è un segno chiarissimo: ve lo dicono apertamente in faccia dove vogliono andare a parare, di quale altro indizio avete bisogno?
      Come si sa, i soldi per la sanità pubblica non ci sono, ma come si è visto i soldi per acquistare da Pfizer (con contratti secretati) miliardi di dosi di prodotti genici di cui non sto a qualificare efficacia e sicurezza, si sono trovati immediatamente a costo di sospendere i Sacri Principi contabili europei scritti nelle stelle, così come subito si sono trovati i soldi per finanziare il disastro ucraino quando, ovviamente, tutti i nostri principi e interessi come paese gridavano al cielo di conservare la neutralità.
      Con i soldi che gli Usa hanno usato per finanziare più le proprie industrie di armi che l'Ucraina causando incidentalmente, lo sterminio di centinaia di migliaia di ucraini e di russi, quante "Obamacare" si sarebbero potute finanziare?
      Per chi lavorano i congressisti? Per gli elettori o per i lobbisti?
      Per chi i nostri parlamentari?

    2. uomospeciale 11 gennaio 2024

      Tutto vero anche se a farmi schifo più di tutti sono e restano i pennivendoli che da tutti i media ci martellano H24 con la propaganda e la TV spazzatura per istupidire sempre di più la gente.
      Senza il supporto continuo di media, giornalisti e opinionisti asserviti, neppure le guerre sarebbero possibili.
      E il potere lo sa molto bene.

    3. Cachafaz 11 gennaio 2024

      A MAssa che io sappia, ad una donna di 80 anni hanno proposto di andare a fare un esame all'Isola d'elba. E ad un'altra di 92 anni di andare a farla a Grosseto. Questa e' la regola. Inutile scrivere che i cittadini di Grosseto e Isola d'elba, probabilmente li mandano a Massa! Chiaro che per anziani e' impossibile e sarebbe anche piu' costoso che un centro privato, quindi rinunciano alla visita del sistema sanitario nazionale. Ecco come diminuisce la lista d'attesa.

    1. carla 11 gennaio 2024

      Quando si parla di non spendere e non investire nella sanità si dimenticano le vagonate di neuro spese per ucciderci/avvelenarci con i sieri genici sperimentali.
      Con l'aggravante dell'emissione di CO2 per mantenerli a -80°ancor oggi, che quasi tutti sono diventati a forza di eventi avversi novacs

    1. uomospeciale 11 gennaio 2024

      Abolite l'intramoenia e parecchi problemi si risolveranno da soli.
      O con lo stato o con il privato:
      Non esiste che vengano usate strutture e apparecchiature di stato pagate da tutti per fare intaressi privati.

      Vuoi lavorare come privato?
      No problem, ma ti fai un tuo studio con tue attrezzature e apparecchi diagnositici pagati di tasca tua, e vedrete che come una volta la stragrande maggioranza dei medici sceglierà il pubblico.
      Quasi tutti medici sono passacarte... Non hanno la "forma mentis"
      per diventare imprenditori di sè stessi.

    2. Dico no 11 gennaio 2024

      Abolire intra moenia.
      Il resto sono sogni.

    3. uomospeciale 11 gennaio 2024

      Vale la pena tentare.
      io dico si.

    4. Dico no 11 gennaio 2024

      Le tentazioni di Cristo
      https://www.youtube.com/watch?v=buf608tZlk8

    5. Nonso 11 gennaio 2024

      Sei pagato per fare le prove? Provaci!

      https://www.youtube.com/results?search_query=uomo+d%27acqua+dolce+provaci

    6. Giudice Holden 11 gennaio 2024

      l'intramoenia è un sotterfugio dello stato per colmare il delta degli stipendi dei medici italiani rispetto a quello dei colleghi europei. In pratica, per evitare la fuga dal pubblico verso il privato, i nostri politici si sono inventati questa schifezza scaricando parte dello stipendio di un medico sulle spalle del contribuente, nonostante quest'ultimo paghi già tasse dell'altro mondo. Di fatto, non l'aboliranno mai.

    7. serizzo 13 gennaio 2024

      questo fatto me lo ero dimenticato

    1. Nonso 11 gennaio 2024

      Di necessità, virtù.

      Certo che non si spiega, come mai, davanti all'evidenza, non ci siamo ancora mobilitati? È un mistero.

    2. Jimbo 11 gennaio 2024

      Perché gli italiani stanno da dio.
      Non bene, proprio da dio.

    3. uomospeciale 11 gennaio 2024

      Anche quelli che fanno la fila alla caritas?
      Beh!, Paragonandoli a chi vive nelle bidonville africane certamente si, ma nessuno ragiona cosi.
      Sappiamo bene che parecchi guardano con astio anche il vicino di casa col suv nuovo di pacca, come se gli avesse fregato qualcosa.

    4. Jimbo 11 gennaio 2024

      É ovvio che la mia é una generalizzazione.
      Non tutti stanno da dio.
      I poveri sono tanti, sono in aumento ma restano un numero non sufficiente a cambiare le cose.
      Mi pare sempre piú che gli italiani nonostante tutto se la passino alla grande.
      L'unico mio dubbio riguarda il sud.

    5. ws 11 gennaio 2024

      Ancora?
      Gli italiani "non stanno da dio " , ma non si ribellano perché sono un popolo "vecchio" e "furbo"; cioè sanno che "ribellarsi" serve a poco e "credono" che "arrangiarsi" servirà di più .

    6. Jimbo 11 gennaio 2024

      Si ancora.
      Mi sembra ce ne sia bisogno.
      Anche qui.
      Col caxxo che non si ribellerebbero se non stessero da dio.
      Quindi.... non benino, non bene.
      Proprio da dio.

    7. Cachafaz 11 gennaio 2024

      Gli italiani sono coglioni , allevati da chi si occupa di allevare coglioni! E chi si occupa di allevare coglioni, certo non gli insegna come si fa a mobilitarsi/protestare! Quindi i coglioni rimangono senza informazioni e non sanno come fare...senno' non sarebbero coglioni! Tutto qui. Rileggi "il popolo coglione" che fu pubblicato qui su cdc.

    8. natascia 12 gennaio 2024

      Il senso di colpa per tutto,instillato dalla fede cattolica,fa la parte sua.

    9. Jimbo 12 gennaio 2024

      Mi spiace Cachafaz ma dissento.
      I coglioni non hanno responsabilitá.
      La responsabilitá degli italiani é invece, purtroppo, grande e le scelte/non scelte fatte sono gravi.
      Su tutto, Donbass, Gaza, Houti, sanitá pubblica.

    10. ws 12 gennaio 2024

      Questo è appunto la fregatura della moderna "democrazia":ci fanno "scegliere" solo tra "la zuppa e il pan bagnato" e poi ti dicono che stare " a pane&acqua" è una tua "libera" scelta. 😠

    1. Martin 11 gennaio 2024

      Ottimo articolo, anche se per me i discorsi ideologici che accusano il neo liberismo sono rilevanti solo in parte. E' certo che non spendere e non investire nella Sanita' pubblica e' una scelta scellerata che discrimina pesantemente le fasce meno abbienti della popolazione, ed al tempo stesso di fatto incoraggia la sanita' privata. Non siamo ancora ai livelli pietosi della GB, ma abbastanza vicini. Il trend e' inoltre stato notevolmente aggravato da oltre un decennio dall'immigrazione, che ha enormemente appesantito la Sanita' pubblica: la guerra alla Libia e la successiva esplosione dell'immigrazione ha fatto la sua parte negativa anche in questo settore. Ma e' in generale l'intero modello del welfare state europeo che sta andando in crisi, grazie all'immigrazione ed ai vincoli UE alla spesa pubblica degli Stati (le spese della Commissione UE, inclusi i giganteschi contributi annuali ai Paesi dell' Est, sono invece sempre in aumento).

      C'e' poco da girarci intorno, l'unica maniera di raddrizzare la Sanita' pubblica italiana e' stanziare rilevanti risorse primo per assumere un grosso numero di medici, infermieri e tecnici, e secondo per aumentare gli stipendi medi, che sono meno della meta' di quelli francesi o tedeschi, per tutte le categorie. In Lombardia migliaia di infermieri stanno scappando in Svizzera, facendo A/R in auto tutti i giorni - come naturale quando lo stipendio non e' il doppio ma il triplo di quello italiano!

      Poi c'e' la questione di apparati e dotazioni, come per esempio il famoso Da Vinci navigator USA per la chirurgia robotica mini invasiva, che rappresenta un risparmio enorme in spese, degenze e sofferenze dei pazienti. Negli Usa ci sono oltre 4000 apparati, in tutta Europa solo 1100 (circa 140 in Germania e 125 in Italia).

      Ma certo, se grazie al nuovo Patto di Stabilita' dovremo tagliare la spesa pubblica per anni, e se solo le spese militari e per la cd transizione verde saranno parzialmente esentate dai controlli, le chances che cio' accada sono molto ridotte.

    2. Jimbo 11 gennaio 2024

      Martin, la sanitá pubblica era la migliore del mondo.
      Ora, da un bel pó, é nel mirino di qualunque schieramento.
      Gli italiani che stanno da dio e i benestanti si fanno rimborsare dalle assicurazioni.
      I meno benestanti aspettano. O semplicemente non si curano.
      É evidente che saranno pochi perché nessuno si lamenta.

    3. Martin 11 gennaio 2024

      Io di gente che si lamenta ne sento parecchia, mi sembra che piu' che altro abbia perso la speranza, come in tanti altri settori della cd civile convivenza

    4. Stefanovic 11 gennaio 2024

      Martin la socialdemocrazia è destinata a finire ovunque, la UE qui c'entra molto relativamente. Nel Nord Europa tengono botta (non si sa per quanto) perché hanno ancora sacche di ricchezza e possono attirare lavoratori (medici) specializzati. In Italia siamo spacciati: c'è un pensionato per ogni lavoratore dipendente (e sarà peggio), i morti (da trent'anni) superano i nati, i cani superano i bambini. Le pensioni saranno pagate dai loppidi (che nella versione popolare della misantropia sono "meglio delle persone")?

    5. Stefanovic 11 gennaio 2024

      Che fosse la migliore del Mondo mi sembra una diceria al pari della "Costituzione più bella del Mondo". Diciamo che era molto meglio rispetto ad oggi, ma è una questione semplicemente demografica (i vecchi sono troppi rispetto ai lavoratori del settore). Poi con ciò che hanno approvato durante la Pandemenza i medici italiani non meriterebbero nemmeno gli stipendi attuali, ma questa è un'altra faccenda

    6. serizzo 13 gennaio 2024

      sei il primo ad aver toccato gli sbarcati immigrazione 10 e lode

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