DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com
Non è l’Isis, è la Germania.
L’altro giorno le autorità (mica i profughi siriani) hanno abbattuto la cattedrale del paesino di Immerath, nella Renania.
Perché era sulla linea di espansione di questa miniera di lignite a cielo aperto:

Non è la Cina, non è quel mattacchione di Trump, è la Germania.
Per quelli che dicono, “ma io non mi preoccupo, tanto gli scienziati inventeranno qualche nuova fonte di energia!”, beh, eccovela: è il carbone.
Solo che il carbone facilmente accessibile, che si scavava così…

ce lo siamo bruciato tutto decenni e decenni fa, e per arrivare al carburante del futuro, occorre usare questo attrezzo:

Si chiama progresso.
A parte l’aspetto estetico, è da ricordare che la biosfera, l’unica cosa importante che distingua la Terra da Marte, è spalmata su pochi metri della superficie del nostro pianeta.
Finite le chiacchiere sulla sostenibilità, quando si tratterà di scegliere tra crescita economica e qualunque altra cosa, anche gli Stati più civili faranno tutti così.
Anche perché se la freccina non va in su, i voti andranno in giù.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2018/01/15/no-non-e-lisis/
13.01.2018
Pfefferminz 19 gennaio 2018
Caro Miguel Martinez, questa non è la Germania e i tedeschi sono le vittime, non i carnefici
La miniera di lignite a cielo aperto appartiene ad una potente società per azioni, la RWE, la quale, per perseguire i propri fini di lucro, opprime la popolazione di quel luogo , che infatti si è opposta alla distruzione della chiesa.
Se proprio vuole informare su quanto accade in Germania, la invito ad andare a vedere cosa è successo a Stoccarda con il progetto Stuttgart 21 e si renderà conto che il volere dei cittadini non conta niente, quando sono in gioco interessi poco trasparenti.
A Stoccarda le ferrovie tedesche (la Deutsche Bundesbahn) ha voluto a tutti i costi "interrare" la stazione ferroviaria della città contro la volontà del 65% dei cittadini, i quali si sono opposti in tutti i modi immaginabili, senza successo. Durante una manifestazione di protesta e relativi scontri con la polizia, un manifestante è stato gravemente ferito ad un occhio. Inizialmente il partito dei Verdi era in prima linea contro il progetto Stuttgart 21, dopo essere salito al potere è passato dalla parte dei sostenitori. La cosa va avanti da diversi anni, i cittadini continuano a protestare e le ferrovie tedesche continuano imperterrite nello scempio del paesaggio, mentre i costi, nell'ordine di miliardi, sono raddoppiati. Nelle vicinanze del cantiere c'è un presidio permanente di cittadini, giorno e notte, in segno di protesta. Ma i lavori continuano... (Fonte: kenFM.de, da un'intervista di Ken Jebsen con un attivista della protesta contro Stuttgart 21).