La truffa dei test sierologici

Rosemary Frei, MSc
rosemaryfrei.ca

Il mondo è fissato da mesi sui test PCR per il nuovo coronavirus, il tracciamento dei contatti e la vaccinazione.

Nel frattempo, un’altra parte importante del complesso biomedico che ruota attorno al Covid ha ricevuto molta meno attenzione: quella che utilizza anticorpi per rilevare, diagnosticare e trattare l’infezione del nuovo coronavirus.

A questo scopo, da gennaio 2020 sono stati approvati centinaia di test sierologici. E altre centinaia sono pronti per essere commercializzati a breve.

Questo fa parte della corsa all’oro biomedica: già dalla scorsa estate, questi test erano sulla buona strada per diventare il prodotto medicale più redditizio, con un fatturato globale previsto per il 2024 di quasi mezzo trilione di dollari. [In questo settore], margini di profitto nell’ordine del 67% non sono rari.

Giganti farmaceutici come AstraZeneca, Novartis, GlaxoSmithKline ed Eli Lilly sono tra le aziende che si sono accaparrate le fette più grandi del mercato dei test sierologici contro il nuovo coronavirus. Alcune delle agenzie governative più potenti, tra cui l’Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive degli Stati Uniti di Anthony Fauci e la Defense Advanced Research Projects Agency degli Stati Uniti, lavorano in sinergia (come si può vedere, per esempio, nella penultima sezione di questo articolo, quella sugli anticorpi usati per trattare il Covid).

Praticamente, tutti gli studi e tutto il materiale di marketing relativo al Covid si basa sulla premessa che gli scienziati possano identificare senza ombra di dubbio la presenza del nuovo coronavirus (noto anche come SARS-CoV-2) nel materiale con cui stanno lavorando.

Il compito di tale identificazione è solitamente affidato ad anticorpi che, in teoria, dovrebbero legarsi al nuovo coronavirus. Il presupposto è che questi anticorpi siano in grado di individuare il virus, e solo quel virus, tra tutti gli altri microrganismi e le sostanze che lo circondano.

Purtroppo, si scopre che gli anticorpi raramente (se mai) si comportano in questo modo. Questo è dovuto, tra le altre cose, ad una inadeguata verifica della selettività degli stessi anticorpi nel colpire il virus bersaglio da parte delle aziende che li producono e li vendono. E ci sono ancora meno verifiche da parte degli enti regolatori governativi.

Diamo uno sguardo ad un paio delle principali caratteristiche dell’industria dei test sierologici, dove denaro e complessità abbondano.

Si possono creare anticorpi in grado di legarsi ad un solo tipo di virus piuttosto che ad un altro?

Gli anticorpi sono particelle minuscole, altamente specializzate, del nostro sistema immunitario. Una delle loro funzioni principali è quella di cercare virus e batteri che, teoricamente, potrebbero causare malattie. Gli anticorpi si legano e neutralizzano questi germi in modo che non possano più moltiplicarsi e diffondersi.

Gli esseri umani e i loro antenati, per difendersi dalle infezioni hanno prodotto anticorpi per migliaia di anni. Poi, qualche decennio fa, le aziende hanno iniziato ad interessarsi alla scoperta e alla manipolazione degli anticorpi, in collaborazione con i laboratori universitari.

Ci sono due categorie principali di test sierologici. Una è quella che utilizza gli anticorpi ‘policlonali’. Questi sono i normalissimi anticorpi che si legano ad una vasta gamma di sostanze e/o microrganismi diversi.

L’altra è quella che si serve degli anticorpi monoclonali. Come implica il nome, la loro sintesi avviene tramite clonazione. Prima di tutto si identifica un anticorpo specifico per la particolare sequenza di aminoacidi (gli aminoacidi sono i mattoni delle proteine) a cui si è interessati, per esempio, quella di una proteina della superficie di un virus o di un batterio. Successivamente, la cellula del sistema immunitario che ha prodotto quel particolare anticorpo viene “clonata” in laboratorio. Come risultato, tutta la serie di anticorpi monoclonali che ne deriva si legherà esclusivamente a quella particolare sequenza di aminoacidi.

Per chiarire questo punto, ho inviato una mail ad una delle principali autorità mondiali di lingua inglese sugli anticorpi monoclonali, il professore della Harvard Medical School, Clifford Sape. Gli ho chiesto se è vero che, come sostiene la maggior parte dei produttori di anticorpi, è possibile creare un anticorpo monoclonale specifico per (cioè che si leghi a) un solo tipo di virus o un solo tipo di microrganismo.

Saper ha risposto [grassetto e corsivo aggiunti]: “No, non esiste un anticorpo monoclonale che, in quanto monoclonale, riconosca solo una proteina o solo un virus. Si legherà a qualsiasi proteina che abbia la stessa sequenza (o una molto simile).”

L’implicazione della dichiarazione di Saper è che qualsiasi tentativo di usare un anticorpo monoclonale per verificare la presenza del nuovo coronavirus produrrà un gran numero di risultati falsi positivi, che indicheranno che è stato rilevato il nuovo coronavirus quando, in realtà, non è così. Questo perché c’è un’alta probabilità che l’anticorpo monoclonale si leghi a qualcos’altro oltre che al virus bersaglio (questo fenomeno è noto come ‘reazione crociata’).

(Raccomando questo articolo di Saper, questo e questo in collaborazione con professore di patologia di Yale, David Rimm, a chiunque si interessi di validazione anticorpale).

Infatti, la stragrande maggioranza degli anticorpi tradizionali e degli anticorpi monoclonali commercializzati come specifici per il nuovo coronavirus erano stati sviluppati anni fa per rilevare la SARS-CoV-1. Erano stati poi semplicemente riproposti per identificare la SARS-CoV-2, con pochissimi controlli, se non addirittura nessuno, per verificare se reagivano anche con altri microrganismi o altre sostanze.

Ho chiesto conferma di questa “riproposta” a Zhen Lu, la responsabile del marketing per il Nord America della Sino Biological, una società con sede a Pechino che sviluppa e vende, tra le altre cose, centinaia di anticorpi. Lu mi ha risposto via e-mail: “Sì, gli anticorpi vengono riproposti.”

Ho anche controllato, e ricevuto conferma, da Pratiek Matkar, senior staffer di BenchSci, una società di database di anticorpi. E, per vedere con i miei occhi, sono entrata nel database di BenchSci (Matkar mi aveva concesso un account temporaneo), ho selezionato tutti gli anticorpi per il nuovo coronavirus, e ho cercato di vedere quali organismi fossero stati usati per i test di reattività crociata. Il SARS-CoV-1 è stato l’unico che ho potuto rilevare da questo controllo.

Questo spiega una cosa che avevo osservato la settimana scorsa: Sino Biological aveva appena cambiato il contenuto della home page nella sezione del suo sito web dedicato agli anticorpi contro la SARS-CoV-2. La pagina ora annuncia che hanno introdotto nuove “coppie di anticorpi abbinati” che funzionano meglio nella rilevazione del virus. La coppia consiste in un “anticorpo di cattura” e in un “anticorpo di rilevazione.”

Sostengono anche che queste coppie sono più accurate nel rilevare il nuovo coronavirus e che “hanno un’alta specificità, senza reattività crociata con MERS-CoV, [o con i comuni coronavirus umani] 229E, NL63, HKU1, [e] OC43.”

L’unico modo in cui posso interpretare questa modifica è che [alla Sino Biological] sappiano che gli anticorpi che hanno commercializzato per mesi come specifici per il nuovo coronavirus si legano ad altro, ad esempio, ai comuni coronavirus umani.

Come vengono usati gli anticorpi nei test per il nuovo coronavirus?

Il più usato di questi test sierologici contiene anticorpi che dovrebbero essere specifici per il nuovo coronavirus. Se nel campione di sangue analizzato è presente il coronavirus gli anticorpi si legheranno ad esso e, di conseguenza, il test darà un risultato positivo.

Un altro tipo di test sierologico contiene alcune sequenze proteiche del nuovo coronavirus; se nel campione di sangue sono presenti gli anticorpi contro il virus, questi si legheranno alle sequenze proteiche virali e produrranno un risultato positivo.

Si suppone che i produttori conducano controlli di accuratezza sui loro test kit prima di metterli in commercio. Questi controlli consistono in gran parte nella stima dei tassi di falsi positivi e di falsi negativi.

Tuttavia, le aziende fanno questo sommario controllo di accuratezza solo su pochissimi virus campione e, raramente, su batteri o su qualsiasi altra delle varie sostanze biologiche presenti nel sangue.

Con controlli così inadeguati e con il forte incentivo delle aziende a far apparire validi i loro prodotti, com’era stato documentato lo scorso maggio da David Crowe, i produttori spesso registrano un tasso significativo di falsi positivi. Le cause dei falsi positivi possono essere innumerevoli, dal virus del Nilo Occidentale a vari tipi di coronavirus umani.

Di solito, le aziende e i governi considerano il problema insignificante. Di tanto in tanto, però, i test kit sono così scadenti che vengono ritirati dal mercato.

Per esempio, un kit test sierologico venduto da una società chiamata Chembio Diagnostics era stato lanciato il 31 marzo 2020. La US Food and Drug Administration (FDA) aveva quasi subito concesso l’autorizzazione per l’uso di emergenza (EUA). Una EUA permette alle aziende di lanciare prodotti sul mercato con una minima supervisione. Anche il Brasile e l’Unione Europea avevano dato il via libera alla vendita del test Chembio nelle loro giurisdizioni, rispettivamente ad aprile e a maggio 2020.

Poi, nel giugno 2020 la FDA lo aveva ritirato dal mercato. L’agenzia aveva dichiarato che “questo test genera un tasso di risultati inattendibili superiore al previsto.” (Si noti che la tabella in alto a pagina 13 dell’inserto riguardante il ritiro del test Chembio indica una reazione crociata con il coronavirus umano 229E).

Ma, nel novembre 2020 il test sierologico Chembio era stato nuovamente approvato per l’uso in Brasile. E, il 14 gennaio 2021, il test aveva ottenuto l’approvazione nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Irlanda.

[Questo nuovo test] è forse simile al precedente, talmente impreciso da essere ritirato dal mercato lo scorso giugno? È difficile dirlo. Non sono riuscita a trovare nessun foglietto illustrativo del prodotto. In effetti, anche sulla sua pagina web ci sono pochissime informazioni; le informazioni vanno richieste. Ho inviato una richiesta il 23 gennaio e non ho ancora ricevuto risposta.

Due dei supervisori del dipartimento della FDA che dovrebbe approvare questi kit test hanno pubblicato un articolo sul New England Journal of Medicine del 18 febbraio 2021. In esso, i due ammettono che gli EUA della FDA hanno dato luogo approvazioni troppo facili per i test sierologici.

Sottolineano che la FDA ha rafforzato i propri criteri per l’approvazione di questi test. Parlano anche degli sforzi di altre agenzie governative nella valutazione dei test sierologici. Ma non dicono una parola sulla necessità di una convalida oggettiva e completa di questi test. Tacciono anche sul fatto che le EUA vengano ancora concesse.

(Si noti anche che, secondo le tabelle della FDA e di Health Canada, i 65 test sierologici approvati fino ad oggi negli Stati Uniti e i 19 approvati fino ad oggi in Canada continuano a definire la sensibilità [l’identificazione corretta dei campioni positivi] dei test come “consenso percentuale positivo” e la specificità [l’identificazione corretta dei campioni negativi] come “consenso percentuale negativo.” Queste sono misure di accuratezza relative, cioè paragonate ad altri test, piuttosto che di accuratezza oggettiva/assoluta e perciò facsimili poveri di accuratezza).

Una delle tante figure di spicco del complesso biomedico che ruota attorno al Covid e che sta alacremente lavorando alla catena di montaggio dei test sierologici è Ian Lipkin, il direttore del Centro per l’infezione e l’immunità alla Columbia University di New York. Lipkin è coinvolto ad alto livello in molte organizzazioni globali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Fondazione Bill & Melinda Gates, così come in varie aziende farmaceutiche. (Ed è citato nel ‘fact-check’ di un articolo del luglio 2020, di cui sono coautrice con Patrick Corbett, dal titolo: “Nessuno è morto per il coronavirus.” Lipkin nel fact-check afferma, tra le altre cose, che “i teorici della cospirazione non vengono persuasi dai dati“).

Lipkin è co-autore di un documento del 12 febbraio 2021, in cui lui e il suo team affermano di aver identificato, utilizzando una nuova tecnologia di loro invenzione denominata “peptide-microarray,” 29 sequenze di aminoacidi univoche per il nuovo coronavirus. Secondo loro, si potrebbero creare anticorpi specifici per queste sequenze, anticorpi che, a loro volta, potrebbero essere sfruttati “per facilitare la diagnostica, l’epidemiologia e la vaccinologia” del Covid. (L’unico conflitto che Lipkin e alcuni dei suoi coautori rivelano alla fine dell’articolo, nel paragrafo “interessi concorrenti,” è quello di aver inventato la tecnologia peptide-microarray descritta nell’articolo).

Gli anticorpi usati per la terapia del Covid funzionano meglio?

Gli anticorpi vengono commercializzati anche per il trattamento del Covid. Alcuni sono venduti singolarmente (sono noti come ‘monoterapia’) e altri in coppia. Si ritiene che conferiscano un”immunità passiva‘.

Tra le coppie di anticorpi più segnalate per il trattamento del Covid c’è quella degli anticorpi monoclonali Regeneron: casirivimab e imdevimab. Questa coppia sarebbe stata utilizzata nell‘ottobre 2020 per trattare l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La combinazione aveva successivamente ottenuto un EUA dalla FDA, il 21 novembre 2020. Attualmente è in fase di valutazione per l’approvazione da parte di Health Canada.

Vorrei concentrarmi su un anticorpo monoclonale un po’ meno conosciuto chiamato bamlanivumab. Viene usato sia singolarmente che in coppia per il trattamento di pazienti Covid sintomatici nelle fasi iniziali dell’infezione. L’anticorpo è stato scoperto, e lo studio clinico è stato iniziato, dall’Istituto Nazionale Americano di Allergia e Malattie Infettive (che è diretto da Anthony Fauci) e da una società di Vancouver, nella British Columbia, chiamata AbCellera Diagnostics. L’anticorpo è prodotto e venduto da Eli Lilly. Costa più di 1200 dollari a fiala.

AbCellera sta sviluppando tutta un’altra serie di anticorpi. Negli ultimi due anni la sua attività nel settore si è sviluppata grazie al programma Pandemic Prevention Platform, patrocinato dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA).

(AbCellera ha anche ricevuto centinaia di milioni di dollari dal governo canadese, inclusa la costruzione di un impianto per la produzione di anticorpi. Peter Thiel, cofondatore sia PayPal che di Palantir, è un membro del consiglio di amministrazione. Così come John Montalbano, che è anche nel consiglio del Canada Pension Plan Investment Board e, fino al 2015,  CEO di RBC [Royal Bank of Canada] Global Asset Management. L’11 dicembre 2020, queste sponsorizzazioni ed una significativa copertura mediatica positiva avevano permesso all’azienda di usufruire della più grande Offerta Pubblica Iniziale per un’azienda biotecnologica canadese, almeno fino ad oggi,).

Il 9 novembre 2020, il bamlanivumab ha ricevuto una EUA dalla FDA per il trattamento del Covid da lieve a moderato. E, il 17 novembre, Health Canada ha concesso alla monoterapia un’autorizzazione provvisoria. In Canada, [questa terapia] non sta ottenendo molto favore nella pratica clinica, forse a causa dei risultati non proprio esaltanti dagli studi clinici (vedi sotto).

Ma questo non ha scoraggiato i governi federali canadese e statunitense, che, insieme, hanno acquistato quasi mezzo milione di dosi. Più di recente, il 26 febbraio, il governo statunitense ne ha acquistate altre 100.000.

L’unico studio sul bamlanivimab reso pubblico prima dell’approvazione della FDA del 9 novembre era stato quello pubblicato il 1° ottobre 2020 sul sito della rivista online bioRχiv. [Nei miei articoli del 3 febbraio 2021 e dell’11 febbraio 2021, [tradotti e pubblicati su CDC] rispettivamente sulle nuove varianti e sugli studi di modellazione ad esse associati, avevo fatto notare che la rivista e la sua pubblicazione sorella, medRχiv, contengono solo articoli non peer-reviewed e sono state create da un’organizzazione guidata da Mark Zuckerberg e da sua moglie].

Lo studio aveva utilizzato scimmie rhesus e forniva molti dettagli su come l’anticorpo era stato scoperto e controllato per la specificità al nuovo coronavirus. I ricercatori avevano concluso che l’anticorpo, all’epoca noto come LY-CovV555, “ha una potente attività neutralizzante” contro il SARS-CoV-2.

Il 14 gennaio avevo inviato un’e-mail al primo firmatario di quel lavoro, Bryan Jones. È un ricercatore del programma di ricerca biotecnologica di Eli Lilly. Avevo chiesto a Jones dove si trovava la prova della specificità dell’anticorpo per il SARS-CoV-2.

Mi aveva risposto subito [grassetto aggiunto]: “Anche se abbiamo determinato che LY-CoV555 è specifico per il SARS-CoV-2 (e non si lega alla proteina spike di SARS-CoV), questo non è specificato o dettagliato in nessuna delle figure o tabelle [del documento].”

Jones mi aveva indicato diverse parti dell’articolo e del materiale supplementare pubblicato insieme ad esso, che, secondo lui, dimostrerebbero, tramite estrapolazione indiretta, che l’anticorpo è specifico per il nuovo coronavirus.

La cosa non mi sembra molto convincente.

Successivamente, il 22 dicembre, uno studio nel New England Journal of Medicine aveva dato pollice verso all’utilità del bamlanivimab per i pazienti ricoverati con diagnosi di Covid. L’articolo del New England faceva notare che, alla fine di ottobre, lo studio era stato interrotto perché l’anticorpo aveva dimostrato sui pazienti la stessa efficacia del placebo.

Ma questo non aveva scoraggiato Lilly. Il 21 gennaio 2021, l’azienda aveva rilasciato un comunicato stampa riguardante uno studio sul bamlanivumab nei residenti e nel personale delle case di riposo. Secondo l’azienda lo studio dimostrava che l’anticorpo “riduceva significativamente il rischio di contrarre il COVID-19 in forma sintomatica.

Tuttavia, non avevano fornito molte informazioni a sostegno della tesi. Lo studio non è stato ancora pubblicato su una rivista o presentato in qualche incontro medico-scientifico. E non si sa quando lo sarà.

Nonostante ciò, la stessa mattina in cui era uscito il comunicato di Lilly, sui principali media erano apparsi articoli entusiasmanti, che affermavano che lo studio aveva dimostrato che il bamlanivumab sembrava ridurre significativamente i sintomi del Covid negli anziani fragili.

Per esempio, il 21 gennaio, su Bloomberg era apparso un articolo dal titolo: “Eli Lilly Antibody Cuts Covid-19 Risk Up to 80% in Nursing Home Study” [L’anticorpo di Eli Lilly riduce il rischio di Covid-19 fino all’80%, secondo uno studio nelle case di riposo]. L’articolo era stato riportato da molti altri media, come il Globe & Mail.

L’articolo citava il responsabile scientifico di Lilly, Daniel Skovronsky, che avrebbe affermato: “Questa è una situazione urgente. Nelle case di riposo dove c’è un’epidemia e i presenti non hanno ancora ricevuto il vaccino, questo potrebbe essere un modo per proteggerli prima che lo ricevano.”

E il pezzo del 21 gennaio del New York Times della giornalista scientifica Gina Kolata cita un esperto di vaccini del Boston Children’s Hospital, Ofer Levy, che non era uno degli ricercatori coinvolti nello studio, che avrebbe affermato: “Qui vedo solo aspetti positivi. Questa è una vittoria.”

La Kolata ha anche riferito che Lilly ha intenzione di chiedere alla FDA un EUA per il bamlanivimab per la prevenzione del Covid negli anziani fragili, in modo particolare quelli in case di cura e di riposo.

Contemporaneamente, Lilly sta facendo perno sull’uso del bamlanivumab in combinazione con un altro anticorpo monoclonale, chiamato etesevimab. Uno studio su questa combinazione in pazienti con Covid lieve o moderato è stato pubblicato il 21 gennaio 2021. I risultati indicano che non riduce i sintomi, ma abbassa solo la carica virale.

Neanche questo ha scoraggiato Lilly; sta facendo girare questo studio sui media presentandolo come un risultato molto positivo. E lo stesso fa la FDA: il 9 febbraio l’agenzia ha rilasciato un EUA per la combinazione dei due anticorpi nel trattamento del COVID lieve o moderato.

Il colpo di scena successivo è avvenuto il 16 febbraio: un articolo pubblicato quel giorno su bioRχiv ha indicato che bamlanivumab non neutralizza le varianti sudafricane e brasiliane del nuovo coronavirus.

Lascio l’ultima parola a Scott Adams

Scott Adams, il creatore di Dilbert, il personaggio dei fumetti, fa questa osservazione a pagina 13 del suo libro Loserthink: “Una cosa che posso dire con assoluta certezza è che è una cattiva idea fidarsi della maggioranza degli esperti in qualsiasi campo in cui siano coinvolti complessità e grandi quantità di denaro.”

Questo descrive perfettamente la situazione dei test sierologici per il nuovo coronavirus.

Attenzione acquirenti, seguite i soldi e restate sintonizzati.

 

Rosemary Frei, MSc

Fonte: rosemaryfrei.ca
Link: https://www.rosemaryfrei.ca/the-antibody-deception/
02.03.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

37 Commenti
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Nicolass
Nicolass
9 Marzo 2021 13:40

Perché si giocano tutto sui vaccini??.. la farsa pandemica si regge sulla vaccinazione di massa perché l’adesione alla campagna vaccinale è indicativa del condizionamento che sono riusciti a inculcare nella testa delle persone. Se la gente non correrà a vaccinarsi e l’adesione non sarà biblica allora crollerà tutto il castello di carte…. si frantumerà il Great Reset… verrà meno l’agenda di Davos … per quello stanno martellando a più non posso sul tema dei vaccini .. hanno bisogno di sapere che gli schiavi si faranno fare di tutto pur di scansare la paura che gli hanno inculcato……. in caso contrario sarà la loro disfatta…

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Nicolass
9 Marzo 2021 16:23

Condivido. Certo che con i media a loro favore avranno gioco facile quando invece meriterebbero la galera, da Bianconiglio in giù.

R66
R66
Risposta al commento di  Nicolass
9 Marzo 2021 16:30

Qualche giorno fa al bar mi sono infilato in una discussione, mentre stavo esponendo un concetto, alle parole “falso positivo” mi interrompono…
“Che cos’è un falso positivo?” – chiede una signora.
Altri si son messi a guardarmi come degli ebeti aspettando una risposta.
Credo che i miei occhi siano usciti fuori stile cartone animato, ad un anno dal fenomeno non si può fare una domanda del genere.
Ci ho provato comunque, più per educazione che per altro.
La situazione generale all’incirca è questa.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  R66
10 Marzo 2021 2:45

Mai sottovalutare le capacità autolesionistiche del tele utente medio, riesce dove credevi impensabile riuscire. Tentare di educarlo non è solo tempo sprecato, è un vero attentato alla propria intelligenza, il rischio è proprio quello di cadere vittima degli istinti autolesionisti presenti in ognuno di noi, vittime di questo sistema di tele dipendenza. Pensavamo che Mac Gyver, l’A-Team, il Drive-in e il tg delle venti fossero un innocente passatempo, invece stavano sedimentando scorie radioattive nel nostro subconscio, semi di piante infestanti pronti a germogliare alla prima discussione da bar. Lasciamo che ognuno affronti il proprio demone interiore, sia esso in bianconero, HD, 4K, plasma o che altra diavoleria. La tv è un mostro con oltre sette miliardi di teste, è riuscita ad esportare un virus virtuale nella realtà, se c’è una testa da salvare è quella che abbiamo sulle spalle, le altre, quelle che collassano al solo concetto di falso positivo, hanno troppa strada da compiere, troppe pile da cambiare al telecomando. Il vaccino scorrerà a fiumi nelle terre rese feconde dall’educazione a 32 pollici, non c’è nulla che possiamo fare, nessuna diga che possiamo erigere, il fiume impetuoso arriverà a valle.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  IlContadino
10 Marzo 2021 4:42

Meglio il Drive in degli anni 80 che quello per fare i tamponi però…almeno là c’era Tini’ Cansino ..

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  Guido Bulgarelli
10 Marzo 2021 5:00

Ahaha…hai comunque ragione da vendere.
Devo ammettere d’essere stato più incline alla filosofia di Carmen Russo, però anche gli stimoli provenienti dalla Cansino non erano male.
Oggi purtroppo c’è il porno di internet, poveri i nostri figli, non sanno cosa si perdono;)

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  IlContadino
10 Marzo 2021 5:03

Beh come darti torto…con la grande Carmen citi un must dell’onanismo…perfetta anche la chiosa sul porno odierno

R66
R66
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 7:21

Inoppugnabili…
Escludiamo pure le cause, cure errate, deperimento fisico e psicologico ecc…, lasciamo stare anche il fatto che non sai leggere i numeri (neanche l’ISTAT la spara grossa come te, l’unico anno con quella differenza è il 2016 https://www.istat.it/it/archivio/240401 cliccare tavola decessi nazionale), facciamo finta che l’ISTAT sia un ente garantito da una confederazione extraplanetaria superpartes (e non manipolato dagli stessi bricconi che hanno organizzato tutto l’ambaradan) e prendiamo per veri i 100.000 morti in più.
Essi sono lo 0.17%, se te la fai sotto per così poco, ti consiglio di andare a piagnucolare nel forum di alfemminile.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  R66
10 Marzo 2021 16:00

Anche prendendo per buono il dato statistico, al netto di quanto si dovrebbe revisionare il dato come suggerisce R66, non vuol dire che bisogna bersi tal quale tutto il circo di manipolazione mediatica che è stato imbastito. Te, onestamente, dovresti dire cosa ne pensi su tante contraddizioni e tante cose che non tornano nella politica sanitaria, chiamiamola così, che stiamo subendo e dovresti anche dire che seocndo te tutto quello che dicono è scienza o è manipolazione dei dati scientifici e degli sceinzati con censura delle voci scientifiche fuori dal coro. Tu onestamente credi che tutti i dottori e lgi scenziati non allineati siano tutti degli imbroglioni e invece quelli allineati (compresi dei fisici ogni tre per due che fanno calcoli su pandemie varianti alla cazzo di cane con algoritmi matematici totalmente distaccati dalle variabili biologiche)? Sei venuto a far notare un particolare non indifferente. Bene. Adesso devi confermare a noi altri che secondo te, siccome ci sono 100.000 morti in più (sempre dando per buona la tua e la loro interpretazione statistica), allora dobbiamo stare tutti zitti e buoni e accettare ogni goccia che cola dal barile di lorsignori? Io ti chiedo di qualificarti in merito agli innumerevoli aspetti… Leggi tutto »

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 6:25

Di fame?

Nicolass
Nicolass
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 7:03

Per me hai un futuro da cabarettista… se non muori prima di Covid

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 10:29

Speranza ha detto che saranno vaccinati tutti gli italiani CHE DESIDERANO IL VACCINO.
Vale a dire quelli che vanno a vaccinarsi con le loro gambe e firmano l’assenso alla vaccinazione.
Ovvio che le stanno tentando tutte con l intimidazione o meno di farci vaccinare perche’ non possono far altro.
Voglio vedere quando i primi vaccinati dovranno fare fra sei mesi un altro richiamo e poi l anno prossimo ancora come saranno siddisfatti visto che ora ogni intervistato e’ al settimo cielo perche’ ha avuto il vaccino.
Tempo al tempo.

IlContadino
IlContadino
9 Marzo 2021 13:22

Non so come curare la malattie, ma so come evitarle. Piena e incondizionata fiducia nel mio sistema immunitario. Ho più paura di essere aggredito da una tigre bianca nel giardino di casa che del covid

RenatoT
RenatoT
Risposta al commento di  IlContadino
10 Marzo 2021 7:08

non lo sa nemmeno big pharma come si curano le malattie… sanno solo nascondere i sintomi e procurare altre intossicazioni che innescano altre patologie.

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  RenatoT
10 Marzo 2021 10:22

Sintetico ma vero. Chiaro e circonciso.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
9 Marzo 2021 14:53

Ma allora… che ca##o rilevano i tamponi? Domanda retorica e la risposta insita in essa è proprio… un ca##o!
Ma tutto questo é già assodato. Stanno in tutti i modi tentando di nascondere il gigantesco fallimento di un sitema finanziario basato sulla sepculazione e sui profitti ad ogni costo… Adesso stanno puntando sul nuovo business sanitario.

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  VincenzoS1955
10 Marzo 2021 10:19

Te ne sei accorto?
E allora lockdown come se piovesse….

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
9 Marzo 2021 14:05

I tamponi come strumento di individuazione dei contagiati sono il cuore della messinscena, tengono alti i numeri per mantenere il clima di terrore. Oltretutto per quel poco che so sono tecniche raffinate che richiedono asetticita’, condizioni di laboratorio…dove vivo io hanno fatto il Drive In per i tamponi in un parcheggio sul retro dell’ospedale, fra deiezioni canine e gli scaracchi dei passanti…

Nicolass
Nicolass
9 Marzo 2021 17:05

Crediamo tutti che Minchiarella si sia vaccinato…. ripete con me: si.. si come no: Provate solo ad immaginare la scena con il Presidente della Repubblica che ha un mancamento subito dopo aver ricevuto il vaccino come successo a tanti vaccinati… Surreale

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 10:18

Esatto. Non si e’vaccinato nel semestre bianco, ma adesso. Quindi non deve star male quando e’incarica, quindi niente vaccino solo uno spot “democratico” seduto in sala ad aspettare il suo turno.
Democraticamente surreale la vicenda a cui nessuno crede.

Nicolass
Nicolass
9 Marzo 2021 17:54

Durante la trasmissione InfoWars di Alex Jones, viene chiaramente rivelato che esistono, perlomeno per Pfizer-BioNTech, almeno quattro tipi di vaccini:
– un vaccino per i dipendenti Pfizer
– un vaccino “pulito” per le élite
– un vaccino per il terzo mondo
– un vaccino per tutti gli altri
Fonte Blondet….. e Minchiarella quale avrà fatto??

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  Nicolass
9 Marzo 2021 17:57

Sarebbe fondamentale estrapolare quella parte del video, farne un breve estratto, sottotitolarlo e diffonderlo il più possibile.

È ovvio che alle élite iniettino soluzione fisiologica.

Nicolass
Nicolass
Risposta al commento di  Cangrande65
9 Marzo 2021 18:01

infatti vaccinato si è vaccinato… ma quello che gli hanno iniettato è un altro paio di maniche

Quasar
Quasar
Risposta al commento di  Nicolass
9 Marzo 2021 19:35

sarebbe cosi’ sorpreso di cio’?

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Nicolass
10 Marzo 2021 2:50

Mattarella ha fatto il Moderna, non lo Pfizer, almeno così han detto ieri sera in tv

Quasar
Quasar
9 Marzo 2021 19:33

se non e’ stato ancora isolato il vAirus vogliono testare gli anticorpi che si legano a questo fantomatico vAirus?

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  Quasar
10 Marzo 2021 10:23

Tutti sono capaci di isolare il virus e fare in vaccino.
Adesso sono piu bravi quelli che non isolano il virus ma ti modificano il dna.
Per dire.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Quasar
10 Marzo 2021 16:07

Qui ad esempio riportano che a Trieste l’anno scorso l’hanno isolato in questo modo:

Tamponi positivi ottenuti nel laboratorio di riferimento sono stati seminati su cellule in coltura. L’RNA genomico di quattro isolate virali è stato poi estratto e l’intero genoma virale è stato sequenziato.

Fonte: https://www.units.it/news/isolato-e-sequenziato-il-virus-del-covid19-dal-gruppo-scientifico-del-prof-dagaro

Però chiedo a chi ci capisce veramente se quella cosa (quattro isolate virali) vuol dire isolare il virus.

Inoltre qui su CdC si è riportata una intervista a un dottore veneto che asseriva che non è mai stato isolato. Lui stesos potrebbe quindi chiarici meglio le idee.

Bisogna essere puntuali, se si fa informazione e verifica.

Quasar
Quasar
Risposta al commento di  a-zero
11 Marzo 2021 0:18

allora hanno preso un paziente cosi’ detto “infetto”

hanno moltiplicato le cellule in una coltura per amplificarlo

NOTA: le cellule del vAirus si attaccano alle cellule del paziente quindi una buona parte del materiale genetico e’ umano e non del vAirus; gia’ questo…

hanno poi isolato (separato il vAirus dalle cellule…si vabbe’…crediamoci) 4 campioni e, secondo loro, sequenziato il vAirus

la “sequenza” e’ sostanzialmente una suddivisione nelle basi azotiche che formano i nucleotidi di dna/rna

quello che hai a quel punto e’ una sequenza di geni quindi in sostanza una sequenza di lettere che rappresentano la struttura primaria di una molecola di dna/rna

tipo questo: ttcgtccgtg ttgcagccga tcatcagcac

quindi praticamente il nulla

oltre al fatto che l’uomo ha una comprensione del tutto limitata di quale sia la funzione di una tale sequenza di dna

chiarito cio’ ad oggi non esiste un marker (un riferimento con il quale fare il test) ne’ il vAirus e’ stato realmente isolato

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Quasar
18 Marzo 2021 17:15

Te scrivi “le cellule del vAirus“… cosa vuol dire o cosa vuoi dire?

Un virus non ha cellule.

Un virus è piccolissimo, circa 1000 volte più piccolo di una cellula.

Una cellula è una struttura molto più grande del virus, ha una membrana esterna, una gelatina interna in cui sono vari corpicicoli e il nucleo in cui ci sono i cromosomi, le lunghe molecole di DNA.

Un virus è un insieme di molecole proteiche (guscio) che contiene un filamento di DNA o RNA; quel filamento è formato da nucleotidi: essi sono i mattoncini che formano il filamento genetico di DNA o RNA. I tipi di nucleotidi si distinguono ciascuno per una sua componente, la base azotata del nucleotide, la quale può essere una delle 4 lettere da te citate.

Ora o i virus non esistono e non è possibile isolarli oppure esistono, è possibile isolarli e il Cov-Sars-2 non è stato ancora isolato.

Io ho capito che i virus esistono, possono essere isolati, sequenziati e pure fabbricati.

emilyever
emilyever
10 Marzo 2021 3:58

Sei giorni fa, sotto l’articolo su Israele, avevo postato una sintesi sull’uso terapeutico dei monoclonali (o meglio le perplessità su tale uso) in un video dell’Ihu di Marsiglia. Era stato commentato che era troppo lungo e tecnico. Mi fa piacere che tutte le parole del dottor Bouqui siano state confermate da quest’articolo.

Pfefferminz
Pfefferminz
10 Marzo 2021 5:23

https://2020news.de/studie-mit-einem-medikament-gegen-erwartete-schwere-corona-impfschaeden/
(Articolo del dott. Wolfgang Wodarg in tedesco)

È in corso uno studio per creare un farmaco contro gli effetti collaterali a lungo termine delle vaccinazioni Covid su base mRNA. Già nel settembre 2020 si era scoperto che gli “spuntoni” (spikes) del SARS-Cov-2 erano pericolosi, se entrano nel circolo sanguigno, cosa che accade di rado, dando luogo a dei microtrombi. In seguito alla vaccinazione mRNA, nelle cellule si formano degli “spikes”, che sarebbero pericolosi come gli “spuntoni” del virus.
Il dott. Wodarg spiega che una delle autorità preposte all’autorizzazione del vaccino su base mRNA non ha menzionato questi effetti collaterali (formazione di microtrombi da parte degli spikes), mentre ora è allo studio un farmaco contro di essi.
Secondo il dott. Wodarg, le vaccinazioni dovrebbero venire bloccate immediatamente.

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Pfefferminz
10 Marzo 2021 9:52

Ma sai chi sta facendo questi studi? le stesse case farmaceutiche che producono i vaccini o altri medici?

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  emilyever
10 Marzo 2021 10:51

Lo studio è di un singolo scienziato di una università vicino al Cairo. Invece di bloccare le vaccinazioni, sviluppano farmaci contro gli effetti collaterali previsti (“seri effetti collaterali a lungo termine”!) Se non è follia questa e stravolgimento di logica e buonsenso… Traduzione automatica parziale: “Un articolo del Dr. Wolfgang Wodarg Il 29 gennaio 2021, Mahmoud Ramadan mohamed Elkazzaz della Kafrelsheikh University vicino al Cairo ha registrato uno studio con isotretinoina presso il NIH Study Register con il numero NTC04730895. Questo farmaco ha lo scopo di proteggere tutte le persone vaccinate le cui cellule producono picchi corona dopo una vaccinazione genica contro i gravi effetti collaterali previsti. Questo potrebbe essere un successo, perché ci sono già circa 5 milioni di persone vaccinate in Germania che possono sperimentare i gravi effetti collaterali che sono stati annunciati. La registrazione per lo studio afferma: Isotretinoina (acido 13-cis-retinoico) contro vaccini a base di proteine ​​spike per fornire una protezione completa contro COVID-19 e prevenire i seri effetti collaterali a lungo termine attesi del vaccino a base di proteine ​​spike In un breve periodo di tempo, il vaccino a base di proteine ​​spike è stato approvato come soluzione provvisoria e viene ora introdotto. Il vaccino… Leggi tutto »

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Pfefferminz
10 Marzo 2021 12:43

E’ allucinante, in un mondo che non avesse perso il ben dell’intelletto questo studio non dovrebbe esistere

Pfefferminz
Pfefferminz
11 Marzo 2021 1:40

https://t.me/AllesAusserMainstream/3109
(in inglese)

Sentite cosa dice Fauci in una trasmissione televisiva:
“Non ho nessun sintomo. Non c’è motivo di fare il test”