La spinta di Anthony Fauci alla ricerca pericolosa ha contribuito a creare la pandemia COVID-19? – Terza parte

Gli americani hanno validi motivi per mettere in dubbio la leadership di Fauci nella risposta al COVID-19.

Di: Matthew Cullinan Hoffman – Lunedì 15 giugno 2020

 (1a parte) – (2a parte)

L’Istituto di Virologia di Wuhan

 Le origini dell’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) risalgono al 1956, quando l’Accademia delle Scienze cinese lo fondò come “Laboratorio di microbiologia di Wuhan”. Dopo diversi cambiamenti di nome, ha ottenuto il suo nome attuale nel 1977. Lo scopo principale era lo studio delle malattie per migliorare l’agricoltura, ed era noto per aver creato un insetticida altamente efficace contro gli insetti, che uccideva i virus degli insetti.

Tuttavia, nel 2002 è sopraggiunta una nuova malattia in Cina: la sindrome respiratoria acuta grave (SARS), che è stata definita “la più grave crisi socio-politica per la leadership cinese dalla repressione di Tienanmen del 1989”. In 29 paesi sono state contagiate 8.098 persone e 774 sono morte. È stata causata, come per il COVID-19, da un coronavirus e, come per il COVID-19, l’epidemia di SARS è stata inizialmente coperta dal governo cinese, consentendo la sua diffusione in un gran numero di paesi stranieri. In risposta alla crisi, l’ambito di indagine del WIV è stato ampliato per la ricerca sulle malattie virali nell’uomo.

Dato che si credeva che il coronavirus della SARS avesse avuto origine dai pipistrelli, i ricercatori del WIV hanno iniziato a raccogliere e studiare tali virus provenienti da varie grotte di pipistrelli in Cina. Entravano nelle grotte, catturavano pipistrelli, prelevavano campioni di sangue e saliva, facevano tamponi al loro ano e ottenevano materia fecale e urine che potevano contenere coronavirus simili alla SARS.

La ricerca è stata pericolosa fin dall’inizio. La semplice raccolta e lo studio dei coronavirus può causare nuove epidemie se non si seguono alla lettera i protocolli di sicurezza ed è proprio quello che è successo in un laboratorio cinese nel 2004, dove due diverse epidemie di SARS sono state causate da violazioni della sicurezza. Le epidemie si sono verificate nonostante i protocolli siano stati classificati come livello di biosicurezza “accettabile” di terzo livello, ma sembra che le regole non siano state realmente rispettate presso la struttura di Pechino. Nove individui sono stati infettati e uno è morto, e ancora una volta, il governo cinese ha aspettato settimane per informare il pubblico. Altre epidemie di minore entità sono state causate, secondo quanto riferito, da laboratori a Taiwan e Singapore nel 2003.

L’esperto di punta del WIV sui coronavirus dei pipistrelli è stata Shi Zhengli, una eminente ricercatrice che è diventata nota a livello internazionale come “la signora dei pipistrelli”. Nel corso degli anni 2000, Shi ha guidato un team internazionale di ricercatori per campionare i virus di migliaia di rinolofi (conosciuti come pipistrelli a ferro di cavallo) in tutta la Cina e ha pubblicato i primi risultati con i Centri statunitensi per il controllo delle malattie nel 2007. Alla fine trovarono dei pipistrelli che vivevano in grotte nella provincia dello Yunnan nel sud-est della Cina, infettati da coronavirus di tipo umano, e passarono cinque anni a fare tamponi e a raccogliere le loro feci. All’inizio del 2010, la ricerca del WIV riceveva finanziamenti dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) nell’ambito del suo ormai defunto programma “PREDICT”.

Nel 2013 i ricercatori avevano trovato un coronavirus simile alla SARS nelle grotte dello Yunnan, ed entro il 2017 avevano dimostrato che tutto il materiale genetico per produrre il virus originale della SARS era presente in quei coronavirus e che era possibile generare un tale virus attraverso il processo di scambio genetico. Tuttavia, la teoria che i pipistrelli delle grotte dello Yunnan siano stati alla base dell’epidemia originale di SARS era, nella migliore delle ipotesi, debole dato che le grotte si trovavano a migliaia di chilometri di distanza dal focolaio dell’epidemia, la provincia del Guangdong, e i residenti locali non avevano mai mostrato segni di SARS. Ciononostante, è stato salutato come un grande passo avanti dai colleghi ricercatori.

Anche nel laboratorio WIV era in corso una ricerca “gain of function” del tipo supportato da Fauci e Collins. Già nel 2015 il laboratorio aveva condotto un esperimento in cui combinava una parte del virus originale della SARS, la “proteina spike” che gli permetteva di penetrare nelle cellule umane, e la collocava in un coronavirus “selvaggio” del pipistrello per creare un agente patogeno ibrido o “chimera” che era in grado di infettare le cellule umane e i polmoni dei topi in modo simile al virus della SARS che ha causato l’epidemia del 2002.

“I risultati indicano [che i virus chimerici] . . . si replicano in modo efficiente nelle cellule primarie delle vie aeree umane e raggiungono titoli in vitro equivalenti ai ceppi epidemici di SARS-CoV”, hanno scritto Shi Zhengli e i suoi colleghi nel loro articolo su Nature. “Inoltre, esperimenti in vivo dimostrano la replicazione del virus chimerico nel polmone del topo con una notevole patogenesi”.

Ancora più preoccupante il fatto che i ricercatori abbiano anche scoperto che il loro nuovo virus chimera non poteva essere fermato dagli anticorpi umani né dall’equivalente di un vaccino. “La valutazione delle modalità immunoterapiche e profilattiche disponibili basate sulla SARS ha rivelato una scarsa efficacia; sia l’approccio con anticorpi monoclonali che quello con i vaccini non sono riusciti a neutralizzare e proteggere dall’infezione da CoV usando la nuova proteina spike“, hanno scritto.

I risultati sono stati accolti con espressioni di grave preoccupazione da parte degli scienziati critici circa gli studi sul “gain of function”. Simon Wain-Hobson, ricercatore di virus all’Istituto Pasteur di Parigi, ha riferito alla rivista Nature che disapprovava la ricerca, sottolineando che il WIV aveva creato un nuovo ibrido di virus che “cresce notevolmente bene” nelle cellule umane. “Se il virus sfuggisse, nessuno potrebbe prevedere la direzione che prenderebbe”, ha detto alla rivista.

Il biologo molecolare Richard Ebright è d’accordo e ha respinto l’utilità della ricerca per la medicina umana. “L’unico risultato di questo lavoro è la creazione, in laboratorio, di un nuovo rischio non naturale”, ha spiegato a Nature.

Nonostante la pericolosità della ricerca e nonostante la propria moratoria sul finanziamento di esperimenti di questo tipo negli USA, nel 2014 gli U.S. National Institutes of Health hanno iniziato col dare un totale di 600.000 dollari al WIV attraverso un’organizzazione intermediaria chiamata “EcoHealth Alliance”, come parte di una sovvenzione di 3,4 milioni di dollari per la ricerca sui coronavirus, la maggior parte dei quali è andata a organizzazioni cinesi (alcune fonti, tuttavia, riferiscono che la sovvenzione totale è stata di 3,7 milioni di dollari). Stando a Politico, il NIH è stato affiancato nel suo finanziamento al WIV da diverse università statunitensi e dalla National Wildlife Federation. La WIV è stata anche inserita in una rete di laboratori riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è stata elevata a laboratorio con livello di biosicurezza (BSL-4), il più alto disponibile, nel 2015, anno dell’esperimento chimera.

I fondi provenienti dai National Institutes of Health andavano quindi a un istituto che stava conducendo proprio quel tipo di ricerca che il NIH aveva temporaneamente definanziato negli Stati Uniti a causa di problemi di sicurezza. La pericolosa ricerca, in effetti, era stata esternalizzata in Cina, un paese con relativamente poca esperienza nella ricerca sofisticata sui virus e una lunga serie di violazioni della sicurezza.

La rivista Nature ha riportato nel 2017 la controversa ricerca condotta dal WIV, rilevando che “alcuni scienziati al di fuori della Cina si preoccupano della fuga di agenti patogeni e dell’aggiunta di una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche tra la Cina e le altre nazioni”. Tuttavia, ha aggiunto Nature, “i microbiologi cinesi stanno festeggiando il loro ingresso nell’élite dei quadri dirigenti in grado di lottare contro le più grandi minacce biologiche del mondo”.

L’articolo di Nature ha anche rilevato che le preoccupazioni sul laboratorio erano in parte basate sul fatto che “il virus della SARS è fuggito da strutture di contenimento di alto livello a Pechino più volte” nei primi anni 2000″.

Nel 2019 è stata approvata una seconda tranche di finanziamenti da parte degli Istituti Nazionali di Sanità per la ricerca sui virus da parte del WIV. Tuttavia, sull’onda della pandemia COVID-19, e sotto la pressione del presidente Trump e di altri della sua amministrazione, il NIH ha ora annullato tutti i finanziamenti al WIV, tra lo sgomento dei sostenitori della ricerca funzionale. Lo NIH sostiene che la seconda fase del finanziamento non era destinata a sostenere il “gain of function” nei laboratori WIV.

(segue)

Link: https://www.lifesitenews.com/news/did-anthony-faucis-promotion-of-dangerous-research-help-create-the-covid-19-pandemic

Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli per ComeDonChisciotte

Comments are closed.