Home / Attualità / La Procura di Trani graffia la City di Londra

La Procura di Trani graffia la City di Londra

DI ALBERTO MICALIZZI

albertomicalizzi1.wordpress.com

Dopo quasi 9 ore di requisitoria interrotta solo da un paio di brevi pause-caffè Michele Ruggiero, il coraggioso Pubblico Ministero che ha processato Fitch e Standard&Poor’s, appariva come un faro che aveva appena illuminato una porzione di mare buio e tempestoso, rivelandone inquietanti verità.

Non è stata una requisitoria come altre perché si è spinta ben oltre l’articolazione delle condotte penali da parte degli imputati e la conseguente richiesta di condanne. Sulle condotte in sé avrebbe potuto limitarsi ad un paio di evidenze inconfutabili, che lo stesso PM ha chiamato “bazooka fumanti”. Ma Michele Ruggiero ha fatto molto di più: ha svelato i meccanismi opachi che regolano il funzionamento interno dei gangli del vero potere finanziario che ha sede nella City di Londra e le interessenze che questo stabilisce con le istituzioni dei Paesi che di sovrano, ormai, hanno solo il debito, e tramite questo finiscono per diventare oggetto dell’altrui governo.

La mole di materiale prodotto e ricostruibile sulla base di tre anni di intensa attività processuale ci ha convinto ad organizzarne la divulgazione per macro-temi che presenteremo a puntate in esclusiva su Pandora TV a partire dalla settimana prossima.

Vi è anzitutto il tema della manipolazione in senso stretto, di cui alle condotte illecite da parte degli analisti di S&P, una manipolazione perpetrata da Maggio 2011 a Gennaio 2012 attraverso azioni “consapevoli e ripetute” di pubblicazione di informazioni oggettivamente false e palesemente contrastanti con i dati pubblicamente disponibili. Il caso più eclatante, sebbene non certo l’unico, riguarda l’argomentazione di S&P richiamata dal PM che condusse al duplice taglio del rating del Gennaio 2012, secondo la quale il debito pubblico e bancario italiano detenuto da soggetti esteri sarebbe “alto” e quindi motivo di forte preoccupazione, mentre i dati pubblicati da organismi terzi quali FMI, OCSE e Commissione Europea evidenziano proprio l’opposto, cioè un debito verso l’estero “basso”, molto al di sotto della media dell’Eurozona e persino in decrescita dal 2010 al 2011.

Vi è poi un secondo tema, che chiamerei politico, dell’ingerenza indebita nei fatti del Paese, della lesione di sovranità nazionale, laddove ad esempio la requisitoria dimostra che le revisioni dell’outlook del Luglio 2011 e del Dicembre 2011 furono selettive nella tempistica e precedettero di poche ore importanti comunicazioni del Governo relative, rispettivamente, alla bozza della manovra di bilancio 2011 ed al programma di emergenza dell’appena insediato Governo Monti. Quindi volevano influenzare le agende governative.

Ma la requisitoria del Pubblico Ministero ha raggiunto il suo apice quando ha svelato un terzo tema chiave, lo spaccato delle pratiche quotidiane della City di Londra, in base al quale scopriamo che il 3 Agosto 2011 una analista senior di S&P si lamentò con il Presidente Deven Sharma (imputato) dell’inadeguatezza dei loro analisti per la gestione del rating di Paesi sovrani ma venne ignorata; scopriamo che il 12 Gennaio 2012 Renato Panichi, super esperto di Banche di S&P, cercò con una email di far modificare il report del doppio downgrade contro l’Italia che i suoi colleghi avevano alterato riportando dati fasulli sul settore bancario, ma venne scientemente silenziato.

Si scopre anche che la “prestigiosa” FSA, la Financial Services Authority, oggi accorpata nella Banca d’Inghilterra col nome di FCA (Financial Conduct Authority), alla richiesta della Consob di acquisire dati rilevanti quali i verbali delle riunioni del comitato rating di S&P, decise di rifiutarsi di collaborare e preferì favoreggiare l’agenzia di rating nell’occultamento delle prove (per esperienza diretta posso riferire che si tratta della stessa FSA che operò simili occultamenti nel 2008 circa il fallimento della Lehman Brothers e nel biennio 2009-2010 circa la manipolazione del tasso Libor…).

Fatti e scene che non ci aspetteremmo di vedere neanche nel più bizzarro dei thriller finanziari ma che sono evidentemente normalità nella City di Londra (e chi ci ha lavorato per anni li conosce bene….).

Emerge infine dalla requisitoria un ulteriore tema chiave, il legame a doppia mandata tra gli analisti della City ed i dirigenti politici italiani che contano, quali Maria Cannata, Direttore del debito pubblico presso il Tesoro che nel 2010 aveva tolto a S&P un contratto di consulenza che durava da 17 anni (…), Vittorio Grilli, allora Direttore Generale del Tesoro ed oggi ai vertici della JP Morgan di Londra, Pier Paolo Padoan allora Ministro dell’Economia e delle Finanze che ha deciso per conto di 60 milioni di italiani di non costituirsi parte civile a Trani, negandoci quindi la possibilità di ottenere un parziale rimborso del danno subito dalle agenzie di rating, stimato dalla Corte dei Conti in oltre 120 miliardi di Euro.

Tutte queste alte autorità fecero spallucce benché sapessero quanto stesse accadendo come si evince dalle loro stesse ammissioni rese durante gli interrogatori di Trani e dalle email acquisite e dalle intercettazioni che li riguardano, quasi non fosse un loro problema.

Ed in fondo non era un loro problema; infatti era un problema delle famiglie italiane, che ignare di questi retroscena venivano dirottate sui retroscena del bunga bunga, sui finti battibecchi di mediocri politicanti ospitati nei salotti di Vespa, sui temi vuoti delle campagne elettorali, sulle ricostruzioni al plastico della villetta dell’orrore di Avetrana e via discorrendo. Questo è quello che succedeva normalmente mentre i banchieri manipolavano artatamente le nostre vite.

A prescindere dal fatto che i giudici confermino le richieste di condanna da 2 a 3 anni per ciascuno dei 5 analisti della S&P (oltre all’ammenda di 4,6 milioni di euro per la società di rating) l’alto valore politico che il processo di Trani ricopre è ben altro: svelarci il drammatico reality della finanza che conta, quella vera che ha radici nella City di Londra, quella che decide per noi senza dircelo, che usa dati falsi per indurci in errore, che manipola il mercato per sottrarci oltre 100 miliardi di ricchezza, che usa la menzogna per imporre governi tecnici di cui, oggi lo sappiamo con certezza, non vi era alcuna necessità dato che anche lo spread era un menzogna!

C’è un filo rosso che lega la manipolazione del rating alle truffe dei derivati, alla menzogna dell’austerità, all’anatocismo del debito pubblico, alla disperazione di ogni giorno, alle catene che ci imprigionano. E’ un sistema, una matrice dalla quale dobbiamo uscire.

Lungo una delle trincee dove siamo costretti a combattere stiamo scoperchiando una parte di questo sistema omertoso, imperniato su un mix di menzogna e speculazione, che è peggio della peggiore mafia “nostrana”, che ha mezzi finanziari illimitati, che ha radici al di fuori del nostro Paese. Un sistema, non dimentichiamolo, imperniato sul debito, che si nutre dei nostri gesti, che usa le nostre mani, e che può soltanto essere combattuto da una larga forza popolare che prenda coscienza e controllo del proprio destino, trainata da una nuova idea forza capace di ispirare un modello economico e sociale libero dal debito.

Alberto Micalizzi

Fonte: https://albertomicalizzi1.wordpress.com

Link: https://albertomicalizzi1.wordpress.com/2017/01/21/la-procura-di-trani-graffia-la-city-di-londra/

21.01.2017

Pubblicato da Davide

  • Tizio.8020

    Tranquilli, l’importante è che se ne parli poco.
    Vedrete che fra pochi mesi nessuno ci penserà più.

    Non ho capito: 4,6 milioni di multa alla S&P, quando il danno “presunto” sarebbe di 120 miliardi ???????

  • Servus

    “Pier Paolo Padoan allora Ministro dell’Economia e delle Finanze che ha deciso per conto di 60 milioni di italiani di non costituirsi parte civile a Trani”

    Non sono un giurista, ma mi sembra che sia accusabile di reato quale “omissione di atti d’ufficio”, o no? In ogni caso occorre denunciarlo politicamente di atti contrari alla pubblica utilità.

    In altro post di oggi parlo della ricchezza (e potere) dei Rothschild.
    Padoan si dimostra uno dei loro lacchè.

    • falkenberg1

      Il comportamento, vile, complice ed ignobile integra e concretizza una pletora di reati uno più disgustoso dell’altro! Uno per tutti: associazione a delinquere!! E tanto basterebbe, in un paese serio, vero, degno, per fucilarlo alla schiena alle 5 del mattino! Lui così come una moltitudine di analoghi scellerati complici di disgustose lobby una più malsana, criminale e criminogena dell’altra! Contro quelle vili congreghe di mascalzoni non esistono tribunali o p.m. che tengano! Necessitano serial killer da retribuire per farli sopprimere uno dopo l’altro! Solo il terrore li placherebbe altrimenti saranno sempre lì a tramare, ordine, delinquere non solo impuniti ma anche tutelati! L’assurdo, il male, la pericolosità sociale, la delinquenza più disgustosa e malefica che assurge ad elitaria schiera!! Follia!!

      • fastidioso

        “Necessitano serial killer da retribuire per farli sopprimere uno dopo l’altro!”

        Si chiamano SICARI !
        Mapenso che lo fare bero gratuitamrnte, quindi BENEFATTORI.

  • Toussaint

    Complimenti per l’articolo ad Alberto Micalizzi, e a Davide per averlo rilanciato. Posso chiederti di rilanciare (sempre che sia possibile) anche la divulgazione per macro-temi che sarà presentata su Pandora TV? Con questo processo si sta facendo la storia, sarebbe bello poterlo seguire.

    • fastidioso

      Tranquillo, ci penseranno i tenutari dei VESPA_siani a tenerci aggiornati…

  • PietroGE

    Il complotto qui è pienamente documentato. Da quello che si sussurrava nei media tedeschi al tempo dell’ultimo governo Berlusconi, l’idea era quella di mettere l’Italia sotto tutela della Troika e del FMI. La scoperta di Trani è di quelle epocali, si evidenzia la manipolazione dei dati finanziari a scopo politico, per ottenere un ‘regime change’ in un Paese dell’euro. Inutile dire che, visti i protagonisti, anche la massoneria ha giocato la sua parte. Un Paese serio avrebbe già condotto una inchiesta parlamentare come si deve. Ma questo è un Paese corrotto e mafioso e allora l’inchiesta di Trani sarà insabbiata.

    • fastidioso

      Trovo anche strano che al pm non sia accaduto un qualche “incidente”.

  • Mario Rossi Junior

    Non sono un esperto ma credevo che Fitch e Standard&Poor’s fossero americane.
    Perchè si fa riferimento alla City, Londra?

    • cdcuser

      L’establishment euro-atlantico ha proprio nella City di Londra la sua principale “roccaforte” che insieme agli alti “papaveri” di Wall Street controlla a catena il Council on Foreign Relations, il Royal Institute of International Affairs, il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Istituto Affari Internazionali, il Club di Roma, il London School of Economics, l’European Council on Foreign Relations etc. etc … ,

      anzi, bisogna sottolineare, più precisamente, la City of London Corporation, che “tutti” fanno finta di non sapere, ma è uno “stato autonomo” e il principale tax haven (paradiso fiscale) al mondo (la Oxfam, quella degli 8 miliardari, nei suoi periodici report, guardacaso, non cita per niente).

      Prendiamo ad esempio la S&P, Standard&Poor’s, in questo caso specifico la S&P Ratings che è una sussidiaria della S&P Global Inc., che è di proprietà degli stessi principali Top Shareholders (Vanguard Group, State Street Corporation, BlackRock, …) che, tramite “incroci azionari” possiedono tutti i principali Gruppi Bancari mondiali e tramite i quali “logicamente” le principali Banche Centrali (tra cui, ovviamente, FED e BCE, oltre che la BIS) e i maggiori gruppi industriali e corporation del pianeta e non è possibile risalire ai proprietari “fisici” di questi gruppi, anche lavorando in ambito finanziario, c’è bisogno di autorizzazioni di altissimo livello per accedere a queste informazioni che bisogna essere loro “affiliati” (anche se un po’ datato, ma non è cambiato quasi nulla: http://www.globalresearch.ca/who-controls-big-money-the-barclay-s-octopus/21392).

      È molto, ma molto probabile, che “dietro” questi gruppi, ci siano le “solite” famiglie: Rotschild, Rockefeller, Oppenheimer, Warburg (del Banco), Morgan, Schiff, i Windsor, la famiglia reale inglese che proprio 100 anni fa ha cambiato il suo nome da Saxe-Coburg-Gotha (tedeschi), Du Pont, etc, etc, etc …. e “questi” (Forbes, Fortune, Oxfam, etc…) ogni anno ci presentano la loro listarella degli “uomini più ricchi del mondo”, che si sono esageratamente ricchi, ma la cosa che potrebbe sembrare assurda è che sono “bruscolini” rispetto alla ricchezza di queste famiglie.

      P.S. comprendo i commenti sul “paese serio”, ma in questo caso, visto “chi” hai di fronte, c’è bisogno di un “paese con un arsenale nucleare” … non sono invincibili, sono potentissimi ma non onnipotenti (anche se lo credono), non è un potere “ad aeternum” e non è infallibile, ma è necessario cercare di capire profondamente le dinamiche e le strutture del loro potere e non farsi abbindolare e distrarre dai soliti imbroglioni.

      • cdcuser

        Esempio “banale” (per modo di dire):
        guardate cosa si è permesso di chiedere Ashley Mote, ex membro del Parlamento Europeo, in una sessione:

        “Mr President, I wish to draw your attention to the Global Security Fund, set up in the early 1990s under the auspices of Jacob Rothschild. This is a Brussels-based fund and it is no ordinary fund: it does not trade, it is not listed and it has a totally different purpose. It is being used for geopolitical engineering purposes, apparently under the guidance of the intelligence services. I have previously asked about the alleged involvement of the European Union’s own intelligence resources in the management of slush funds in offshore accounts, and I still await a reply. To that question I now add another: what are the European Union’s connections to the Global Security Fund and what relationship does it have with European Union institutions? Thank You.”

        Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=NEQyakpsv5E

        Chiaramente non ha ricevuto mai risposte “dirette”, ma “indirette” si: http://www.bbc.com/news/uk-politics-33508850

      • Mario Rossi Junior

        Ma, considerando che esiste la globalizzazione della finanza, leggevo il titolo come un attacco agli inglesi autori della Brexit, semplicemente.

  • Ronte

    Nel campo economico-politico, ma non solo, la terminologia (anglostatunitense) rappresenta l’apice di un condizionamento in voga da qualche decennio (in questo articolo per esempio si citano due parole, relativamente poche, quali Rating e outlook). Gli USA, diffusori della finanza creativa, speculazione, leva finanziaria, creazione di denaro farlocco, hanno l’interesse di ‘mimetizzare’ l’importanza di un termine, rendendolo elegante ma in realtà coercitivo e ingannevole. L’Italia, che non è seconda a nessuno, in quanto ‘servilismo d’oltreoceano e inglese (appendice della Casa Bianca)’, nonchè ricettacolo di faccendieri, si è adattata bene e presto: Il conto però sta arrivando e lo sconquasso sta aprendo alla voragine.

  • Roberto Giuffrè

    Non era sempre Paolo Barnard ad indicare nella City di Londra la fabbrica che crea a tavolino le speculazioni finanziarie per conto di Goldman Sachs ed altre banche USA?
    Tutti quei derivati e quei meccanismi speculativi per dragare le saccocce alla classe media occidentale ed europea in particolare?
    Per frodare gli Stati vendono alle pubbliche amministrazioni tutti quegli investimenti cartolarizzati o stratificati tipo Matroska, per nascondere le frodi e gli investimenti in perdita.