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Un pm spiega perché il nero senza biglietto non è il problema

 

FONTE: ROLLINGSTONE.IT

 

A commento dell’accaduto, pubblichiamo la lettera arrivata a Rolling Stone di un pubblico ministero della procura di Pescara:

Ho appena letto il post di Luca Caruso.
Ciò che davvero mi fa ribollire il sangue è che venga impropriamente chiamata in causa, come grande assente e responsabile di tutti i mali, la certezza della pena.

Da Pubblico Ministero sono il primo a testimoniare che c’è un problema di certezza della pena. Se la pena fosse certa non ci troveremmo i pregiudicati in Parlamento, quel Parlamento che cambia le leggi, sempre pro reo, in modo tale da mandarti all’aria il lavoro di anni (basta pensare all’intervento normativo della Legge Severino sul delitto di concussione…..).
La certezza della pena non c’è, perché siccome le carceri sono piene e non possiamo costruirne altre, il legislatore non fa altro che intervenire per ridurre il numero delle persone che, in fase cautelare o in via definitiva, possono entrarci.

Però la non certezza della pena è anche il motivo per cui ci ritroviamo fior di imprenditori che, denunciati per bancarotta (delitto terribile perché i danneggiati sono altri imprenditori, se non gli stessi dipendenti, i quali non vedranno mai i soldi che si sono guadagnati) o per omesso versamento IVA (quindi non contribuiscono alla gestione della cosa pubblica come dovrebbero, con evidente danno economico per tutta la società), continuano a fare la bella vita, come se non avessero alcun debito con lo Stato e i cittadini. Anche perché, diciamolo chiaramente, che il nero non paghi il biglietto del treno ci rompe assai, ma l’imprenditore che non paga le tasse…..eh, quello è un figo!

Ecco, allora, domani posterò su Facebook le foto di tutti gli indagati della mia Procura per bancarotta o omesso versamento Iva mentre stanno al ristorante, in vacanza o in giro sulle loro favolose auto (tutte foto facilmente reperibili su Facebook) scrivendo “in Italia quello che manca è la certezza della pena”.

Ovviamente non posso farlo e mai lo farei. Ma sono stufo di sentire commenti beceri. E sono ancora più stufo del fatto che i social network diano voce a chi non ha nulla da comunicare se non l’odio sociale.

Un Pubblico Ministero della procura di Pescara

 

Fonte: www.rollingstone.it/

Link: http://www.rollingstone.it/rolling-affairs/news-affairs/un-pm-spiega-perche-il-nero-senza-biglietto-non-e-il-problema/2018-02-13/

13.02.2018

Pubblicato da Davide

61 Commenti

  1. Caro pubblico ministero, il problema è che gira gira il foro competente per il cetriolo è sempre quello della classe “media”, cioè sia del disperato che quel poco che ha da perdere non vorrebbe perderlo, sia del benestante “precario”, cioè di quello che per il momento se la cava benino, ma basta un imprevisto e va a gambe all’aria. Con questo delta di persone lo Stato, il governo, il fisco, VOI MAGISTRATI, siete inflessibili, mentre con chi sta agli estremi, quindi straricchi e nullatenenti, siete molto più indulgenti, o meglio, il sistema è molto più indulgente. Visto che chi sta nel mezzo, chi trema ma non cade (se non lo spingono) rappresenta la stragrande maggioranza, questo fa del sistema un sistema iniquo. Le pare giusto ad esempio che se uno non è morto di fame completo, pur essendolo in sostanza, non ha accesso al gratuito patrocinio e per il capriccio di un magistrato incompetente (ah, se ce ne sono!) si vede costretto a perdere tutto ciò che ha? Quante ne conosco di persone sbattute dentro per fatti dopo acclaratisi falsi! Il foro competente è sempre quello della classe media..

  2. Ci dica caro anonimo pm cosa ne pensa di un certo Berlusconi noto pregiudicato che impaz

    za da mane a sera in tv e per ogni dove straparlando e sparando cazzate memorabili? E di partiti che si presentano intemerati nonchè impudichi alle prossime ”votazioni” con più impresentabili che brave persone e di istituzioni più blasfeme che non si potrebbe???? Ci dica, ci illumini, ci erudisca, suvvìa non sia timido o ritroso, che diamine!!!

  3. Comprendo bene ma non condivido. Non per il nero, non per Trenitalia e nemmeno per i criminali che frodano persone innocenti, come altri imprenditori o clienti.
    Non condivido perché mettere insieme i risultati frustranti dell’encomiabile lavoro di una magistratura “allo sbando” non corrisponde a spiegare la disperazione di chi vive tutti i giorni un crescente problema sociale NON gestito, sulla sua pelle che non corrisponde con l’essere un imprenditore furbastro “tax-free” impunibile che non corrisponde all’uso di facebook che tra l’altro in questi casi non ha fretta di censurare.

    Cioè la catena di verosimiglianze proposta è semplicemente falsa. Ma credibile. Quindi non dissimile alla operazione del nostro prode “pendolare” (o supposto tale) di trenitalia con una differenza: possiamo ritenere che il passeggero sia solo uno tra i tanti arrabbiato e disgustato delle “piccole frodi” quotidiane. Magari era più carino se lo stesso su facebook avesse postato una foto di un altro prode, impegnato in frodi ben più costose per le tasche pubbliche, quello che ha (S)venduto i frecciarossa e senza che ciò porti con sé i debiti esorbitanti che ci ha richiesto e richiede tutt’ora l’alta velocità (non ho controllato ma sono certo che è così).

    La parte con cui concordo è quella emotiva e riguarda quel senso di rifiuto che ti assale nel constatare dove va a finire la rabbia pubblica, cioè nella micraggine del crimine, quando è del tutto logico che sia incentivato perché è diffuso il crimine a ben altro livello. Tuttavia ritengo che il problema stia nel fatto che il piccolo crimine ci appare alla nostra portata ed è per questo che reagiamo con violenza al piccolo abuso, proprio perché tolleriamo l’intollerabile e quindi non c’è più spazio emotivo per la tolleranza sociale. Proprio dove l’abuso diventa sistemico e senza misura, la reazione “di pancia” si scatena per niente. Come i matrimoni, non è mai la causa importante a decretarne la fine, ma sempre le cretinate.

  4. “La certezza della pena non c’è, perché siccome le carceri sono piene e non possiamo costruirne altre”
    Fine della discussione, questa, ma anche di qualsiai altra che riguardi la giustizia… sto ancora cercando di capire come chiameranno il non mandare in galera chi prende(rebbe) meno di quattro anni. Otmai é tutta una quaestione di semantica -.-

    • Bò…la chiameranno “riabilitazione precauzionale”, “punizione detentocasalinga”,”malandrino free”, “sgabbiamento act”….

  5. cenzino fregnaccia pettinicchi

    Lo spettabile Magistrato ci ha ufficialmente dichiarato il fallimento nazionale.

  6. Il nero sta alla coda del problema, ma il pesce puzza dalla testa!

  7. Il PM gioca sporco…
    E’ del tutto evidente che nel caso in questione la certezza della pena è solo un argomento strumentale a denunciare il problema sociale che è del tutto evidente.
    Il problema della corruzione e dell’inefficienza della giustizia nel controllare e sanzionare tali vicende è tutta un altra questione.
    Questo PM aveva solo bisogno di un pò di pubblicità (oppure vuole candidarsi con liberi e uguali).

  8. Vi sembra il modo di parlare di un magistrato questo? Sono allibito. Un magistrato dovrebbe avere equilibrio nell’espressione, sobrietà nell’esporsi, non dovrebbe mai peccare di “benaltrismo”. Invece qui siamo di fronte ai “nuovi giudici”.
    Loro sono il “diritto vivente” (nel senso che anche quando vanno a fare pipì, loro SONO la legge, loro FANNO la legge). Questo nella società massonica delle sinistre liberal è assolutamente normale.
    Come siamo caduti in basso. Come nella vicenda di DJ Fabo, alla fine si porta tutto in Consulta, perché o purché si faccia la scorciatoia giudiziaria. Qualunque cosa si pensi nel merito, la legge SCRITTA tutela il debole contro il forte. La legge ORALE, interpretata dai potenti, schiaccia i deboli. Quando i deboli riescono, anche malamente, ad esprimere parlamenti che ostacolano le supposte “riforme” (o le “riforme supposta” a seconda dei punti di vista), interviene il giudice con la “sentenza innovativa”, che fa la legge, e il discorso è chiuso, come la Corte Suprema degli USA sui matrimoni gay. E se qualcuno tenta di frapporsi, richiamando il giudice alla sua vera missione, s’incazza pure, come questo straccio di PM. Che s’incazza perché si è sollevato un problema vero ma che, secondo lui, è uno di quei casi in cui è la legge che ha torto, e l’immigrato ha ragione, a prescindere. Perché? Perché è nero, e perché nero è bello. E poi, non ci sono gli evasori fiscali? E che MINCHIA c’entrano con questo discorso? Di qualunque cosa ti parlo, ti parlo di stupri?, mi dirai che c’è di peggio, che c’è un killer seriale, eh?, perché non parliamo di quello?
    Un tempo il Giudice era l’interprete della legge per conto dello Stato, e per questo era sacro e inviolabile. Ricordo che, nel nostro Sud, il re normanno Ruggero II abolì l’usanza barbara (allora comune in Europa) che chi contestava la sentenza aveva il diritto di sfidare a duello il giudice, e Dio avrebbe deciso chi aveva ragione. Nelle leggi del re siciliano il giudice diventava invece sacro perché in quel momento lui interpretava la legge del re, come se fosse il re (cioè lo Stato). Ma solo fino a che non tradiva la legge; altrimenti finiva impiccato. Appunto.

  9. La classica magistratura italiana, con un chiaro orientamento politico.
    C’è sempre da leggere questa bella intervista.
    “E il giudice si tolse la toga: “Non sopportavo più l’idiozia di troppi colleghi”
    http://www.ilgiornale.it/news/e-giudice-si-tolse-toga-non-sopportavo-pi-l-idiozia-troppi.html

  10. Le fonti del diritto sono molte e la certezza del diritto una tra queste . In questo momento storico di cambiamento del tutto inadeguata. Tutta una vita (la mia ) per capire che la certezza del diritto tutela i più forti che questa societa capitalistica è chiaro chi siano , chi quindi debba essere tutelato e chi è il deviante. Quindi se le certezze tutelano solo i più forti, la società attuale ne può tranquillamente fare a meno. Che i giudici-guardiani se ne facciano una ragione.

  11. Se il benaltrismo è realmente il metro di giudizio dell’anonimo pm, questo non vince neanche un processo.

  12. Ma perché non si possono costruire ancora carceri? In molte zone porterebbero sviluppo e lavoro, la spesa pubblica non ne risentirebbe, visti i costi della loro assenza. Poi credo che si tratti di due tipi e livelli di indignazione differenti. Permettere ormai d’ufficio, senza dire e fare niente che un determinato numero di persone per via del colore della pelle o altro abbia un trattamento differente non credo che sia il massimo.

  13. certo parlare di altro quando si solleva la questione della disparità di trattamento tra un comune cittadino privo di biglietto e un migrante nella stessa condizione significa finire per mettere a tacere chi denuncia il fenomeno, che esiste al di là della esattezza del singolo episodio o della discutibile modalità con cui è stato diffuso. Ho visto controllori vessare poveri vecchi privi di biglietto e sorvolare bonariamente su gruppi di giovani migranti forse considerati fin troppo in forma per fargli una multa. Poi però c’è sempre qualcuno che ci ricorda che le cose gravi sono ben altre. Grazie per la saccente informazione ma già lo sapevamo. Ora tutti sanno cosa rispondere a un controllore quando chiede il biglietto…non rompesse che ci sono i bancarottieri e gli imprenditori che non pagano l’IVA e ovviamente Berlusconi che imperversa ancora da un quarto di secolo

  14. L’imprenditore non paga le tasse perché vengono usate per portare qui e mantenere i clandestini.

    • tanto per essere chiari oltre l’ 80% delle tasse in italia sono pagate dai salariati/pensionati, quindi basta con certo ‘ “orscardabbagnismo” .

  15. excusatio non petita….

  16. Dettagli sono disponibili sul sito valigia blu:
    https://www.valigiablu.it/facebook-treno-razzismo-biglietto/

    Importante il chiarimento del capotreno:
    https://www.valigiablu.it/wp-content/uploads/2018/02/relazione-capotreno-frecciarossa-9608.jpg

    In definitiva quello che sembrava un passegero abusivo era in regola, ma l’altro passeggero non lo sapeva. A me appare una normale storia di razzismo, sui media e adesso anche sui blog bisogna dare sempre addosso agli italiani.
    Personalmente posso solo dire che viaggio ogni tanto sui mezzi pubblici di Roma la mattina presto. A quell’orario è pieno di gente povera, di tutti i tipi e di tutte le nazionalità. Massimo rispetto per queste persone, però solitamente sono tra i pochissimi che timbrano un biglietto. Insomma non mi sento di dar troppo torto a Luca Caruso per la sua impressione, ma certamente servirebbe umiltà nell’osservare questi fenomeni e nel farlo notare.

  17. Senza la certezza della pena c’è la certezza del sopruso da parte di chi è disonesto.

    Ci scordiamo anche che uno degli scopi, forse il principale, della detenzione è quello di mettere i delinquenti in condizione di NON NUOCERE. Certamente il carcere deve cercare di recuperare il colpevole e reinserirlo nella società civile. Ma non tutti i criminali sono recuperabili, e un buono psichiatra può capire benissimo quali sono.

    Ma ormai dopo la chiusura dei manicomi è taboo parlare di malattie psichiche come causa dei crimini. Il “matto” quindi non è più “punibile” in quanto le sue colpe vengono ascritte alla cultura collettiva e non alla sua mente patologica.

    Si preferisce, ad esempio, incolpare il MASCHILISMO per i casi persecuzione e omicidio di ex mogli o ex fidanzate. In realtà si tratta di PSICOSI INCURABILI per le quali non esiste altro rimedio che non la reclusione permanente. Si preferisce perciò lasciare a piede libero un pazzo conclamato che proteggere chi è già stato oggetto di violenza da parte di queste persone. E se quest’ultime vengono uccise, la colpa viene fatta ricadere sulla depravazione di tutto il genere maschile.

    • D’accordo sulla necessità di cura coatta, la quale andrebbe inserita in una serie di cambiamenti radicali quali la giustizia riparativa da parte del reoad esempio. Che dire sulle certezza del diritto che ci costringe a pagare i bonus miliardari agli ammistrstori bancarottieri?

    • dici bene qui:
      “Ma non tutti i criminali sono recuperabili, e un buono psichiatra dovrebbe capire benissimo quali sono”

      “Il “matto” quindi non è più “punibile” in quanto le sue colpe vengono
      ascritte alla cultura in cui è nato e vissuto e non alla sua mente patologica”.

      pensando alla cultura degli africani (non meglio ne peggio) diversa dalla nostra,
      e sapendoli disperati che vengono da noi sperando di trovare l’eldorado, è uno shock terribile per loro e questo fa si che inneschi comportamenti irresponsabili (sic)!

      e irrefrenabili che sfociano nella delinquenza attuale e abituale oramai. sarà dura fermarli.

      i pm sono solo una sigla . saluti t l

  18. Questa lettera di una faziosità ributtante, nel senso che lascia chiaramente intendere da che parte stanno I magistrati, dimostra che La toga rossa non è un’invenzione di Berlusconi, del resto basta leggere il libro di Francesco Misiani appunto La toga rossa, scritto da un giudice marxista pentito e tornato sulla retta via. La frase poi sulle carceri piene e sulla necessità di indulti continui è veramente farneticante. Lei è un pm e in Italia le ricordo che l’azione penale è obbligatoria, anche contro I clandestine e e gli extracomunitari e anche se questo non le piace. Lei deve perseguire I criminali con assoluta imparzialità non fare analisi politiche e sociologiche da centro sociale di periferia: si limiti a questo. Il fatto poi che I colletti bianchi e gli imprenditori commettano a loro volta dei reati finanziari non giustifica il clandestino extracomunitario che delinque per mangiare: la povertà e l’indigenza non sono delle scriminanti, studi meglio il codice penale e si ricordi che l’imparzialità e’ una condizione necessaria ma non sufficiente per fare il pm. Si vergogni.

    • Tutto vero, ma se non puoi “rubare il pane perchè hai fame”, per quale altro motivo dovresti farlo???
      Il problema è che le persone mangiano tuti i giorni, sicuramente non deve vergognarsi chi ruba per sfamarsi.
      Deve vergognarsi chi li mette in condizione di “doverlo” fare.
      Chi li fà venir qua, senza che ci siano le condizioni per poter sopravvivere.
      Ricordiamoci sempre che non è un Reato morire di fame, non è “vietato”.
      Anzi, è perfettamente “Legale”.
      Però non è sicuramente “giusto”.

      • Vero ma ripeto il codice penale non prevede la povertà come scriminante o come attenuante: se un ricco e un povero commettono lo stesso reato meritano la stessa punizione, non si puo’ punire di più il ricco in quanto tale e non punire il povero perche’ povero, altrimenti si fa del marxismo giudiziario.

        • Da noi è così.
          In parecchi Stati (Finlandia, per dirne uno) tutte le multe e le punizioni “pecuniarie” sono correlate al reddito.
          Un contravvenzione di , poniamo, 120 € elevata ad un operaio significa fottergli due giornate piene di lavoro; la stessa cifra, comminata a , chennesò, Berlusconi, è acqua fresca!
          E’ facendo pagare le stesse multe a perosne con redditi notevolmente diversi, che si discrimina!

  19. Se sapete che i parlamentari sono delinquenti ed abusivi arrestateli e processateli per direttissima escludendoli a vita dalla partecipazione alla P. A. …. non ne avete il coraggio, forse toccherà a noi a mettervi (con quelli che non volete arrestare e incriminare) nudi in piazza per svergognarvi: fate il vostro dovere, avete le prove (Corte Costituzionale), avete le leggi fatte da loro, sapete dove sono, sapete quanto eludono e sono corrotti, avete i Carabinieri e il popolo dalla vostra parte…che cosa aspettate? Che ci rubino anche i cessi? Fate il vostro dovere, dovete difendere la società dai delinquenti e fare in modo che non possano più essere una minaccia!

  20. Anche in questo caso, come in altri, ogni volta mi faccio sempre la stessa domanda: ma io… noi… cosa possiamo fare x cambiare le cose?

  21. A me pare che gran pochi abbiano capito il senso dell’intervento del magistrato. Dice che NON riesce a stabilire con certezza le pene da comminare a CAUSA del continuo spostamento del metro di giudizio da parte del parlamento. Questo al di là dell’episodio in sé che equipara lo straniero ad un delinquente dopo avere istituito dei processi sommari dove non esiste la minima attenzione verso i diritti dell’imputato (che poi si dimostra innocente, ma troppo tardi e sempre dopo la gogna mediatica).
    L’episodio che mi ha fatto venire in mente lo scritto del pm è il seguente: area turbolenta dell’operoso nordest, poliziotto che afferra alla collottola l’extracomunitario mentre gli urla: “Mi sono rotto i cogli.ni di averti beccato un’altra volta! Tanto domani torni libero di nuovo! Che c.zzo di vita è mai questa?” Ora a monte di questo episodio ci sono due aspetti: il pm che DEVE scarcerare l’imputato e il parlamento che dice al pm di scarcerarlo.
    I pm scarcerano tanto i pesci piccoli che quelli grandi, a comando. Da un punto di vista sociale, però, i pesci grandi causano danni molto maggiori. “Evidente danno economico per tutta la società”, dice il pm. Non un biglietto non obliterato, quindi. Pare che nessuno abbia colto tale differenza, né i mandanti delle mancate incarcerazioni.

    • Il danno reale del mancato biglietto è minimo.
      Quello che infastidisce è la disparità di trattamento.

      Il messaggio è chiaro: siete cittadini di “serie B”.
      SE non paghi tu, ti elevano contravvenzione, perchè sei identificabile, e dato che sei “aggredibile”, tranquillo che ti arriverà la multa a casa, e se non paghi quella entrerai nel vortice del “recupero crediti” e financo di “Equitalia” e compagnia cantante.
      Se non lo fa un migrante…”eh, cosa vuoi che sia per un biglietto”.
      Nessun problema: voglio viaggiare anche io gratis, però.

      Come mai i signori politici non vogliono che i delinquenti stiano dentro?
      Paura di doverci prima o poi condividere la cella?

      • Certo che la disparità di trattamento infastidisce, ci mancherebbe. Quello che sottolineavo è la disparità di percezione tra i danni causati da un mancato pagamento di biglietto e quello dì mesi di mancato pagamento di stipendi e di fornitori cui accennava il pm. Capisci la differenza?

        • Sì, ci mancherebbe.
          Infatti ripeto: “il danno reale del mancato pagamento del biglietto è minimo”.
          Fra l’altro, io ho l’impressione che tutto questo can can mediatico serva proprio a distrarre da quel “peggio” cui accennavi tu.
          Ho avuto troppi clienti che non pagano (e mai pagheranno) ma continuano a cambiare auto, andare in vacanza ed al ristorante.
          Da quel punto di vista il PM ha pienamente ragione: staimo guardando il dito e non la luna.

          Però mi infastidisce che un PM , pur potendolo fare , ed essendo “informato sui fatti”, non inquisisca un Reo.

  22. Giustificazione non richiesta…
    Come mai il nero non paga, l’imprenditore non paga, la multinazionale non paga, ma guai se io non pago?
    Come mai “non si possono costruire nuove carceri” ma per l’accoglienza, per l’europa, per le banche i soldi non mancano mai?

  23. Non rimane che attendere l’utilizzo diffuso della realtà aumentata, così si avrà la certezza al primo sguardo di chi fa il portoghese oppure è un bravo cittadino, chi è degno di rispetto oppure può essere dileggiato, insultato e perché no? Anche picchiato e arrestato, allora si che serviranno carceri da riempire di africani, drogati, matti e pezzenti. Che bel futuro, non vedo l’ora… Intanto in Germania sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito in diverse città, ma forse a qualcuno qui dispiacerebbe molto se si facesse anche in Italia, con chi prendersela dopo? Vabbè qualcuno, qualcosa si troverà sempre.

  24. Comunque, andando fuori tema ma non tanto, i problemi della magistratura sono ben altri.
    Scadenze dei termini, scarcerazioni facili per reati efferati, alcuni casi di “ergastoli” scontati con 5, cinque, anni di carcere effettivo….. ecc.
    In piu non capisco perchè sia intervenuto in un reato che non penso riguardi un PM, ma solo un controllore ed al massimo la polizia ferroviaria.

  25. Come PM mi pare faccia tanta confusione. Talmente tanta da non sembrare piemme.
    L’imprenditore scostumato e’ stato perseguito e condannato esattamente come l’imprenditore che gli siede vicino. Poi, uno dei due continua imperterrito NON per problemi di mancata azione penale, ma per mancanza di strumenti atti a garantire l’esecuzione della pena in ogni situazione …si veda Zonin, che si e’ cautelato intestando beni a prestanome, oppure la Madia che ha commesso un reato che non la fa decadere dall’incarico pubblico ma che ne inficia la credibilita’ del ruolo – eppure continua imperterrita piu’ o meno come la Boschi perche c’e una precisa volonta’ del legislatore in tal senso…
    Il problema di chi non paga il biglietto e’ che non viene perseguito nella stessa maniera di chi gli siede affianco.
    Non mi pare si tratti di certezza della pena ma di figli di in dio minore …cioe’ c’e’ chi paga e chi conosce il sistema e ne approfitta. Chiaro che se il sistema premia i furbi, il sistema collassa ma non per i commenti beceri bensi perche’ e’ marcio dentro.
    .

  26. Completamente d’accordo con il pm, italiano medio che guarda il problema dal basso e non riesce (o non vuole) guardare piu in alto

  27. Il PM ci fa sapere che non riesce a perseguire coloro che, per censo, ossia parlamentari (ma anche imprenditori, banchieri, grandi finanzieri, ecc) frodano la legge giacché, il “braccio operativo”, ossia i parlamentari, si occupa di confondere e complicare le leggi, cosicché la magistratura non può intervenire. Poi, il nero, le carceri…tutto il resto, non conta niente. Difficile da capire?

  28. E comunque il nero ha pagato il biglietto. Per cui un sacco di chiacchiere inutili su chi paga e chi no; sempre tra di noi poveri ci si deve scannare, così facendo facciamo il loro gioco.

  29. Serve sempre valutare caso per caso, Quando un imprenditore che ha invetito milioni se non miliardi in un attività , ha contratto debiti con banche e finanziarie deve versare tasse dirette e indirette , arriva a dover lavorare sette mesi l’ anno per pagarele e viene considerato criminale se non lo fa, siamo all imbecillità istituzionale , spesso chi consegue diplomi o lauree , arriva in magistratura e non tiene in consderazione tutti i fattori prima di emettere sentenze o ordinanze allora uno pensa che: “se fai studiare un asino per vent’ anni, sarà si un asino istruito , ma continuerà a ragliare baserà i suoi giudizi su ciò che ha appreso , senza considerare le possibili varianti dettate dall intelligenza di chi sa discernere. E per finire se un essere umano dotato quindi di intelligenza riversa tutte le sue risorse sull istruzione , quando avrà bisogno della suddetta intelligenza, scoprirà di averla sprecata, e di non poterla più riutilizzarla.

  30. Non mi sarei mai aspettato che un PM giustificasse un comportamento furbo “perche’ ne esistono di ben peggiori”. Ove si applicasse una tal visione, dato l’esempio di chi governa l’Italia, trovo che regrediremmo al medioevo….cosa che grazie a quel PM stiamo rapidamente facendo.

  31. “siccome le carceri sono piene e non possiamo costruirne altre”: interessante.
    E perché NON SI POSSONO COSTRUIRE altre carceri? Sarebbe interessante saperlo.
    “domani posterò su Facebook le foto di tutti gli indagati della mia Procura per bancarotta o omesso versamento Iva mentre stanno al ristorante, in vacanza o in giro sulle loro favolose auto (tutte foto facilmente reperibili su Facebook) scrivendo “in Italia quello che manca è la certezza della pena. Ovviamente non posso farlo e mai lo farei”.
    Sul fatto che non si possa fare concordo, purtroppo, è la Legge (assolutamente sbagliata, sia chiaro, perché tutela simili malfattori). Ma, perché il “e mai lo farei”? Io credo invece che una persona veramente onesta, se potesse, ECCOME SE LO DOVREBBE FARE! Io, se potessi, LO FAREI SENZA ALCUN RIPENSAMENTO!
    Siamo talmente imbevuti del Politicamente Corretto impostoci dai malfattori che fanno le leggi e padroneggiano il discorso che non sappiamo nemmeno più distinguere ciò che sarebbe Giusto da ciò che è sbagliato.

  32. Mi sa che il caro PM va un po’… fuori dal vasetto.
    Innanzitutto, se è vero quel che è scritto nel link riportato da Truman qui sotto, il “passeggero” era addirittura sprovvisto di documenti – dice il capotreno. Dice anche che nel “vestibolo”, in privato, il passeggero ha potuto mostrare quel biglietto cartaceo che non aveva mostrato in pubblico… Uhm… già.

    Vabbeh, lasciamo perdere la questione del biglietto. Chissà se i documenti invece li aveva, che mi sembra questione un tantino più grave…

    Il PM ha gli strumenti per perseguire qualsiasi cittadino italiano e il capotreno ha gli strumenti per sanzionare qualsiasi viaggiatore italiano sprovvisto di biglietto. Mi domando, se il “passeggero” non avesse esibito il misterioso biglietto nel vestibolo, cosa avrebbe rischiato. (Risposta: di fare il viaggio gratis).
    Il fatto è che se anche fanno il verbaletto alle nostre “risorse” esterne, queste lo possono usare per i loro usi più intimi, invece un disgraziato che ha la sventura di avere documenti e un domicilio lo deve pagare fino all’ultimo euro.
    Ma il PM progressista non è preoccupato da questi giulivi individui fuori dalla legalità; è preoccupato delle partite IVA

  33. La magistratura è ststa la corporazione meno defascistizzata. E si vede…

  34. Egregio PM anonimo (paura a firmarsi, eh?)
    Certa narrativa fuorviante nn cambia mai, lei sposta il focus, come sempre nell’ultimo decennio, sugli imprenditori disonesti.
    Ora io, da imprenditore più che onesto, la mando gentilmente a quel paese per nn dire di peggio.
    La responsabilità è anche sua, come dell’accozzaglia di incapaci totali e raccomandati dei suoi colleghi, incapaci di esprimere un concetto in italiano coretto, ma sempre pronti a trovare le responsabilità ad ogni male nella classe produttiva.
    Lei e i suoi colleghi nn meritate un singolo euro dei soldi (oltre il 60%, lo sa !???) che il suo datore di lavoro ci estorce quotidianamente, nn lo meritate x’ siete il braccio esecutore di una legislazione anti italiano, promulgata appositamente per sostenere unilateralmente i clandestini che Renzi e soci hanno barattato in cambio dello sforamento del 3% del deficit.
    Noi italiani oltre ad essere derubati senza pudore dallo stato (che lei rappresenta, lo ricordi bene) siamo in condizione di ricatto costante, con leggi e interpretazioni al limite dell’abominio, tali per cui anche la violenza sessuale se commessa da un nero è meno grave.
    Di cosa stiamo parlando quindi?
    Ci volete portare all’esasperazione e ci state riuscendo. Non ci credo che l’africano abbia pagato il biglietto.
    Firmato: Laura Marini di Brescia
    ….io ho il coraggio di firmarmi nonostante abbia da perdere molto più di un PM

    • Provo ammirazione per le argomentazioni e per il coraggio della firma. Quanto a sostegno della tesi del biglietto non pagato vi è il fatto accertato dagli astanti che il clandestino lo aveva un biglietto: un biglietto da quattro euro anziché da ottanta, che misteriosamente compare quando il controllore sottrae agli astanti il clandestino. Questo fatto evidenzia la furbata dell’ardito clandestino.

      • Grazie Giovanni.
        Nello stato di polizia in cui ci costringono a vivere da anni, alla paura si è sostituita la rabbia e ora il coraggio.
        Un tempo erano doti più maschili, oggi con la pagliacciata della filosofia transgender, il maschile è sempre meno coraggioso.
        Lo sbrocco del PM si traduce in una reazione da checca isterica nel momento in cui non ha il coraggio di firmarsi, ma di accusare sì.
        Come imprenditore mi sento costantemente sotto attacco e per quanto mi impegni a rispettare una burocrazia asfissiante e oppressiva, mi creda, chiunque può entrare nella mia azienda e interpretare le norme a suo piacimento: io avrei l’onere della prova…ci rendiamo conto della posizione dominante abusiva che ha occupato lo stato? Ci rendiamo conto che il rischio è mio e il socio di maggioranza senza rischi e solo diritti è lo stato sperperante e corrotto italiano? Con il bene placido della magistratura asservita…ovviamente
        Perdoni lo sfogo, ma è frustrante e avvilente lavorare in questo pseudo paese che ha perso ogni caratteristica tipica delle economie fiorenti.

        • Cara Laura, come ben sai e provi sulla tua pelle, l’Italia è divisa in due categorie: quella dei produttori di ricchezza e pagatori di tasse come te e quella dei consumatori, divoratori di ricchezza e tasse altrui rappresentata dai parassiti pubblici. Questo è il vero cancro che divora il paese.

  35. Uno strano pubblico ministero il cui linguaggio sarebbe più propriamente appannaggio di un semplice tifoso frequentatore di scocial più che di un rigoroso interprete della legge. Capisco bene come non ci sia il nome.

  36. Partiamo dall’extracomunitario sul treno di lui oggi pochi sanno che in realtà il biglietto l’aveva notizia persasi nel continuo flusso di notizie più o meno inventate, chi non è rimasto affascinato dalle tesi di Meluzzi sul cannibalismo rituale partite dalla falsa notizia data da Libero che sul cadavere di Pamela mancassero cuore e fegato. Il racconto preferibile alla nuda e terribile verità la favola come nuovo soggetto politico dell’oggi. E così un magistrato che non si firma e che crede di vedere in una categoria, quella degli evasori fiscali dei picoli commercianti ed imprenditori il nemico la base votante di quelle forze che usano come argomenti discriminazione e razzismo. É una storia di discriminazione e falsi pretestuosi giudizi da ambo le parti una ennesima tessera aggiunta al quadro della guerra civile ventura.