Italiani e giapponesi al tempo dell’inflazione

Il Giappone vara un pacchetto anti-inflazione da 113 miliardi abbassando tasse ed aumentando gli stipendi. In Italia invece ci si preoccupa ancora del deficit e del debito Pubblico. Il ministro delle Finanze Giorgetti sul nostro debito: "è suonata la sveglia"

Italiani e giapponesi al tempo dell’inflazione

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Negli ultimi due anni stiamo scoprendo che nel mondo, oltre alla giustizia, esiste un'altra cosa che pare non essere uguale per tutti: l'inflazione!

Eppure quando parliamo dei fenomeni inflativi in tutte le loro forme, pur riferendoci ad un qualcosa che in dottrina economica è ben definito, vediamo che invece, chi ha il compito istituzionale di gestirli, lo fa attraverso misure che contrastano in modo palese tra loro.

E' il caso del Giappone e del suo governo, che di fronte al fenomeno inflattivo in corso, a carattere globale e con le medesime origini, agisce con misure di politica fiscale diametralmente opposte a quelle che invece vengono applicate nel mondo occidentale e per quanto ci interessa dal governo italiano.

Il premier giapponese Fumio Kishida ha spiegato, in un intervento di alcuni giorni fa, che il governo spenderà oltre 17mila miliardi di yen (113 miliardi di dollari) in un pacchetto di misure per attutire gli effetti dell’inflazione, che comprende tagli alle tasse.

Per finanziare parte della spesa, il governo dovrà effettuare una revisione di bilancio per l'anno fiscale in corso di 13,1 trilioni di yen, ha detto Kishida.

Includendo la spesa dei governi locali e i prestiti garantiti dallo Stato, la dimensione del pacchetto ammonterà a 21,8 trilioni di yen.

«L'economia del Giappone vede aprirsi una grande opportunità per passare ad una nuova fase per la prima volta in 30 anni» mentre esce da una lunghissima spirale deflazionistica, ha detto Kishida giovedì 2 novembre in una riunione del governo e dei dirigenti del partito. «Ecco perché dobbiamo aiutare le aziende ad aumentare la redditività e i ricavi per alzare i salari», ha aggiunto il premier. [1]

Sempre il capo del governo giapponese ha ribadito in una sessione straordinaria del Parlamento:

«Stiamo vedendo segnali di cambiamento in un’economia che si era concentrata sulla riduzione dei costi per tre decenni. Per garantire che questo cambiamento prenda piede, dobbiamo ottenere aumenti salariali strutturali e sostenuti e promuovere gli investimenti attraverso la cooperazione tra pubblico e privato. Do la massima priorità all’economia». [2]

Ed è proprio facendo seguito a queste parole che il governo guidato da Kishida sta valutando la possibilità di spendere oltre 17 trilioni di yen per un pacchetto di aiuti a famiglie ed imprese, che includerà tagli temporanei alle tasse su reddito e casa, nonché sussidi per ridurre benzina e bollette.

Quindi, mentre il governo giapponese reagisce all'inflazione con politiche fiscali espansive, il nostro va in direzione diametralmente opposta. E tale diacronia si rileva anche nelle politica monetaria che mettono in atto le rispettive banche centrali: mentre la Bce segue la Fed da almeno due anni sulla strada di un rialzo selvaggio dei tassi, a Tokyo li mantengono costantemente a zero.

Da quando la Fed ha iniziato il rialzo dei tassi, come potete vedere dal grafico qua sopra, lo yen ha perso il 24% sul dollaro. Non disponendo Tokyo di materie prime, ti aspetteresti un'inflazione superiore sia a quella rilevata in USA che in UE, no?

Ed invece con la Boj (la banca centrale nipponica) che tiene i tassi a zero ed il governo che opera con politiche fiscali adeguate, in Giappone hanno avuto un tasso di inflazione che è la metà rispetto a noi.

Vorrà dire qualcosa, oppure no, tutto questo?

A nessuno sorge il dubbio che forse loro stanno seguendo le ricette giuste e noi quelle sbagliate?

Insomma, se curando diversamente lo stesso fenomeno, uno ottiene risultati e l'altro no.. le probabilità che chi non li sta ottenendo stia seguendo la cura sbagliata, sono molto alte.. non credete?

E non venite a dirmi che il nostro alto debito rispetto al Pil (145% circa), non ci permette di intraprendere misure di spesa in deficit, poiché - fermo restando che tale rapporto, in dottrina, vale meno di niente per certificare lo stato di salute di un paese - quello del Giappone lo supera di gran lunga (260% circa).

Allora dove sta la differenza, molti si chiederanno?!

La differenza sta in una cosa molto semplice, i giapponesi, a differenza nostra, dispongono di una Banca Centrale che risponde al proprio governo, cosa essenziale per gestire la politica economica di un paese all'interno di quelli che sono gli stati moderni che utilizzano una valuta fiat emessa in regime di monopolio.

Ed è così che noi, a differenza dei giapponesi, siamo ancora costretti ad ascoltare le solite novelle sul debito da parte dei nostri politici, per giustificare l'ennesima legge di bilancio (per i meno giovani: "la finanziaria") funzionale al saccheggio del paese a vantaggio delle nostre élite.

E' il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti a togliere ogni speranza di salvezza agli italiani, con le stesse affermazioni che ormai rappresentano dei veri e propri dogmi, all'interno del pensiero unico a cui i nostri governanti si allineano senza farsi domande:

"Sul debito pubblico è suonata la sveglia" - grida con forza il ministro Giorgetti [3]

E' il nostro tallone d'Achille e non va sottovalutato, aggiunge sempre il ministro leghista, insieme a parole come "cautela" e "scelte dolorose" che caratterizzano l'ennesima manovra estremamente attenta a non far rialzare la testa a lavoratori, imprese e famiglie.

"Più debito significa più spesa per interessi e risorse sottratte al sostengo delle famiglie e delle imprese" - è l'equazione su cui Giorgetti richiama la politica e le istituzioni alla giornata del Risparmio, sottolineando che il tema non va "sottovalutato".

Anche riguardo agli interessi che paghiamo per servire il debito, il problema rimane sempre lo stesso, ovvero quello di non disporre di una banca centrale con la quale è possibile portare a zero questo costo e ricondurlo ad una pura scelta di politica fiscale, seppur altamente regressiva, poiché fornisce un reddito a chi ha soldi, in proporzione dei soldi che possiede.

Se dovessimo dar retta ai dogmi del pensiero Neoliberal, tanto decantati dai nostri economisti main stream e che rappresentano la Bibbia economica per i politici italiani, il Giappone sarebbe sull'orlo del fallimento. Questo perché, tutto quello che di negativo identifica tale pensiero, il sistema economico del Giappone lo possiede.

Come detto, ha il rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo al 260%, oltre quattro volte quello che indicano i famosi parametri di Maastricht, come limite massimo. Ha una bilancia commerciale che da due anni è costantemente passiva, non dispone di materie prime. La sua moneta sta perdendo enorme terreno nei confronti del dollaro e per ultimo ma non ultimo, ha reagito al fenomeno inflattivo in corso mantenendo una politica dei tassi a zero, a differenza della vulgata dei molti economisti occidentali per i quali non esiste altro credo che alzare i tassi per fermare l'inflazione.

Ora, se il Giappone, pur avendo tutto quello che ci può essere di negativo secondo i vari Marattin & company, ha un'inflazione che è la metà della nostra, qualche domanda dobbiamo pur farcela e magari mettere anche in dubbio che forse siamo noi dalla parte sbagliata della dottrina economico-monetaria!

Sarà mica che casomai il livello dei prezzi, ossia la così detta inflazione, sia un fenomeno direttamente connesso alle politiche fiscali dei singoli governi!? .... Chiedo per un amico!

Vi assicuro che è stancante dover ripetere sempre le stesse cose e scrivere articoli che spesso sono fotocopie degli stessi concetti con sfondi diversi per poter portare all'illuminazione più gente possibile.

Perché solo così riusciremo a liberarci da questa schiavitù, che seppur imposta in salsa digital soft, per fare in modo che la massa non se ne accorga, sempre di schiavitù si tratta.

di Megas Alexandros

Fonte: Italiani e giapponesi al tempo dell'inflazione - Megas Alexandros

Note:

[1] Nikkei tonico, il Giappone vara un pacchetto anti-inflazione da 113 miliardi, giù le tasse, su gli stipendi - MilanoFinanza News

[2] Giappone, il governo scende in campo per combattere l'inflazione. Ed intanto si aspetta la BoJ - Business24 La TV del Lavoro (business24tv.it)

[3] Giorgetti: 'Sul debito pubblico è suonata la sveglia' - Notizie - Ansa.it

Commenti (69)

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    1. SkOhN 7 novembre 2023

      Buonasera @Megas,

      C'è un link in cui posso trovare nel dettaglio in cosa consiste il modo "preconfezionato" per l'uscita dall'euro? Grazie

    2. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      Eccolo:

      https://mmtitalia.info/wp-content/uploads/2021/03/ripristino-sovranita-costituzionale.pdf

    1. SDL 6 novembre 2023

      “…degli stessi concetti con sfondi diversi per poter portare all’illuminazione più gente possibile.
      Perché solo così riusciremo a liberarci da questa schiavitù…” Megan’s

      lo sai che non ne sono sicuro….non credo che in Italia la massa faccia differenza ormai.
      allora mi chiedo cosa effettivamente possiamo fare?

    2. Vincent1 6 novembre 2023

      Purtroppo in Italia la massa fa la differenza ma la fa nell'altra direzione. Beeeehhhhh!

    3. SDL 6 novembre 2023

      E per la domanda?

    4. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Difficile molto difficile... il sistema masso-mafiosi ha bene salde le redini in mano..... ed ancora ci sono molte pecore nel gregge

    5. SDL 6 novembre 2023

      Si Megas. Ma mi manca ancora la risposta.

    6. Nonso 6 novembre 2023

      Sono curioso di conoscere la tua risposta. Progetti ce ne sarebbero, cos'è che li freña?

    7. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      non manca solo a te

    8. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Di quali progetti parli???

    9. Nonso 6 novembre 2023

      Svincolare la moneta dalle logiche istituzionali, riappropriarsene

    10. Nonso 6 novembre 2023

      danone aveva proposte, non so lui, io non le vedo soluzioni per salvare il paese, ma rimedi per attenuare il disintegrarsi dell'economia

    11. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Scusa non avevo capito….. se parli di proposte econimico-
      monetarie per come uscire da questa situazione, mi sembra che in ogni mio articolo dico cosa si dovrebbe fare. Inoltre c’è un piano già confezionato in tutti i suoi punti da MMT Italia e Mosler, per come uscire dall’Euro

    12. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Mi sembra di dirlo in ogni mio articolo

    13. Nonso 6 novembre 2023

      Cos'è che ne impedisce l'attuazione?

    14. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Chi ha il potere di farlo ovvero i nostri governi, sono in mano ai poteri che non lo vogliono fare…. mi sembra chiaro non credi???

    15. SDL 6 novembre 2023

      Ciao Nonso. Lo facciamo domani dopo colazione?

    16. Nonso 6 novembre 2023

      Fanǝulo i governi non credi?

    17. Nonso 6 novembre 2023

      Lo facciamo quando vogliamo

    18. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Sono d’accordo ma se abbiamo chi li vota!!

    19. Nonso 6 novembre 2023

      L'animaccia loro e di chi li vota!
      Vabbè, quindi facciamo tra di noi?

    20. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      Intanto visto che l’astensionismo è il primo partito italiano con il 37% portiamolo oltre il 50% che così avremmo i numeri per un referendum per uscire dall’euro

    21. Vincent1 7 novembre 2023

      Pensare seriamente a come fare per uscire da questa gabbia.
      Prima di tutto prendere coscienza che questo sistema serve solo a stritolarci poi, smettere di seguire questi buffoni travestiti da politici che non fanno altro che spingerci tra le fauci del lupo e poi fare numero.
      A livello pratico, Megas parla da anni di MMT, perchè non provare a darci un'occhiata e farsi un'idea di ciò che ci viene proposto come alternativa?
      A mio parere sarebbe la soluzione ideale ma qualora non lo fosse, secondo me, quella in cui siamo è la peggiore.

    22. Nonso 7 novembre 2023

      Sì.

    23. Nonso 7 novembre 2023

      Vincent, certo. Ma il paziente ha uno squarcio all,altezza dello sterno, prima di tutto fermiamo il sangue che esce, poi affiniamo le politiche e cerchiamo di istituzionalizzare ciò che meglio ritengono gli esperti. Se no arriviamo alla mmt che siamo già morti. La attuiamo per le aziende estere che ci divorano con lo sguardo.*

      *Aziende estere impiantate in casa nostra a fare lo schifo che vogliono

    24. alessandroparenti 7 novembre 2023

      Te la do io la risposta: le colonie si liberano con una guerra, migliaia di morti, esecuzioni e distruzione. In più, rispetto al passato, se non hai la bomba atomica come Kim fai la fine di Libia o Irak. E la guerra qui non la si fa, c'è da mangiare per tutti e con dieci euro al mese ti funziona un telefono nel quale ti hanno creato un mondo alternativo, abbastanza soddisfacente per molti.i

    25. Vincent1 7 novembre 2023

      Ma questo avviene e può avvenire solo a causa delle scelte scellerate che abbiamo fatto in passato. Se un'azienda a causa della pressione fiscale è costretta a delocalizzare oppure svendere, è chiaro che i francesi ci vengono in casa. Non devi considerare la MMT come un aggiustamento bensì come una soluzione drastica.

    26. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      Certamente l'uso della moneta come indicato dalla MMT è una condizione necessaria (anche se non sufficiente)...... fin da subito!!!!
      Se il nostro governo non riacquista la capacità di spesa per occupazione e consumi.... mai uscirai da questa situazione
      E quello che Tu indichi come lo "squarcio" da tamponare subito è proprio questo

    27. Nonso 7 novembre 2023

      Nessuno pensa all'mmt come un aggiustamento, sto ipotizzando di cominciare a farlo, solo per una questione di tempi di attuazione, che sembrano davvero lunghi, rispetto a quelli di tenuta del nostro sistema, e sarebbero da accorciare...drasticamente.

    28. Nonso 7 novembre 2023

      Ancora parli di governo! Perché non usciamo per un attimo da questo? Non abbandoniamo la questione, è fondamentale l'esistenza dello stato e delle sue politiche fiscali, chiedo solo di cambiare prospettiva un secondo.
      Non si possono attuare delle misure intermedie, prima del grande cambiamento? C'è fame.

    29. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      Una misura da adottare immediatamente senza aver bisogno del governo..... sarebbe quella di fare lo sciopero fiscale, ovvero smettere tutti di pagare qualsiasi tipo di tassa..... ho fatto un articolo tempo fa sul tema
      In pratica ci facciamo il deficit da soli

    30. Nonso 7 novembre 2023

      Me lo ricordo quell'articolo!!!

    31. SDL 7 novembre 2023

      Quindi se ho capito bene, o rimediamo un a bomba atomica (e ne abbiamo qui anche se non sono le nostre) oppure non si fa.

    32. SDL 7 novembre 2023

      Io mi ritengo parte della massa, diciamo come quoziente intellettivo e conoscenza. Sono a conoscenza della natura della moneta (effettivamente non e' difficile capire il duro e' accettarlo). Quindi, chi ha volto capire ha ormai capito. Il problema e' cosa si fa. Cosa si e' disposti a fare e cosa vogliamo avere personalmente dopo in caso di vittoria, perche' non credo che saremo disposti a premiare anche ch non ha voluto fare niente.
      in sintesi e' ora di fare qualcosa.

    33. SDL 7 novembre 2023

      non credo ai referendum, per me sono pilotati.

    34. Vincent1 8 novembre 2023

      Domanda di non facile risposta.
      Di certo dobbiamo fare numero altrimenti si corre sempre sullo stesso binario.
      Poi, per quanto riguarda il premio, è ovvio che tutti attingerebbero allo stesso piatto.

    35. alessandroparenti 9 novembre 2023

      Come minimo.

    1. Vincent1 6 novembre 2023

      Eh no. Stavolta devo spezzare una lancia in favore di Giorgetti.
      Tutto questa politica, diciamo così anticiclica, non sono mica stati i giapponesi ad inventarla. L'abbiamo inventata noi da più di vent'anni e l'abbiamo pure predicata quindi i veri guru dell'economia siamo noi e ce ne prendiamo tutti i meriti... poi però... siamo andati al governo...
      Mica colpa nostra.. ci hanno messo lì....cosa potevamo fare?
      Teniamo famiglia.

    1. mago 6 novembre 2023

      Lo Zio Gianni decenni fa sorti` con la famosa frase " la Ricreazione è terminata..."

      Anni dopo....

    1. XaMAS 6 novembre 2023

      in Giappone sta aumentando tutto e la gente iniziava a mormorare, ecco il perche dei provvedimenti
      in pratica stanno avvenendo i rincari che hanno colpito l'occidente mi pare ad inizio di questo anno
      il Giappone sta tenendo lo yen debole perche deve aiutare aziende come Toyota ed Honda ed uno yen debole invoglia lo straniero a spendere perche sono diversi anni, dai tempi dell'Abenomics, che il governo giapponese ha pesantemente investito sul turismo (con ottimi risultati, diciamolo, tranciati solo dai due anni del corona ma che da circa 18 mesi si sta riprendendo)

      i paragoni tra Italia e loro li lascerei perdere, loro hanno Banca Centrale e fanno le politiche economiche vogliono, noi no, quando le facevamo appunto eravamo la quinta/quarta potenza economica mondiale.

      ma ripeto, non dipingiamo il Giappone come il bengodi perche il malumore e' forte dopo un anno di rincari dovuto al fatto che lo yen e' diventata carta straccia : a gennaio valeva intorno ai 140 per un euro (fonte : xe.com), giusto oggi il cambio e' arrivato a 160, lo dico solo per far capire la situazione e cmq sul dollaro se non sbaglio sia ai minimi da 40 anni.

    2. Vincent1 6 novembre 2023

      "i paragoni tra Italia e loro li lascerei perdere, loro hanno Banca Centrale e fanno le politiche economiche vogliono, noi no"

      Ma è appunto per questo che i paragoni li dobbiamo fare, proprio perchè non avere la banca centrale fa la differenza.

    3. XaMAS 7 novembre 2023

      io pero' ho finito la frase spiegando il motivo per cui non devono essere fatti, cosa che lei ha tagliato

      e quello che volevo sottolineare io era ben altro, ovvero che il giappone non sta attraversando un buon momento economico, un paese che per decenni ha vissuto in deflazione ora anche un 2% di inflazione e' un dato allarmante ed il governo sembra preferire uno yen debole per i motivi che ho spiegato cosa che pero' se da una parte aiuta le esportazioni ed il turismo dall'altro ha portato ad un continuo aumento dei prezzi negli ultimi mesi, situazione che ha portato l'opinione pubblica a muovere diverse critiche sull'operato del governo Kishida; e le misure varate ieri l'altro sembrano piu una pezza che un tentativo di rinvigorire l'economia perche fin tanto che lo yen sara' ai minimi storici su dollaro ed euro le cose non miglioreranno, i salari non aumentano ma i prezzi si, trainati da quello della benzina che poi e' la scusa principale che quasi tutti, posta, treni, grande distribuzione alimentare, usano per giustificare gli aumenti recenti.

    1. Martin 6 novembre 2023

      Eh certo, il Giappone ha la sua moneta, fissa i suoi tassi d'interesse e gestisce il suo debito (enorme, circa 3 volte il nostro), detenuto in gran parte da Giapponesi; e decide quanto spendere.
      L'Italia non ha la sua moneta, non ne fissa i tassi d'interesse, puo' quindi gestire il suo debito con mezzi molto ridotti, e soprattutto non puo' decidere quanto spendere: anche quest' anno la manovra e' per poco piu' di 20 miliardi, ossia inferiore al contributo netto annuale che l'Italia versa alla Commissione UE.
      Siamo ridotti a non poter gestire i nostri soldi da un organismo burocratico eletto da nessuno e finanziato con i nostri soldi!!! Nel frattempo, i Paesi dell' Est europa, come sempre ogni anno dal 2004, riceveranno contributi a pioggia pari a circa il 5% del loro Pil, finanziati dai contributi all'UE dei Paesi occidentali (l'Italia e' il terzo contribuente attivo dell'UE).
      Come se l'Italia dal 2004 avesse ricevuto ogni anno 100 miliardi (5% del nostro Pil), invece di versarne circa 20! E sopratutto, non se ne parla!!!! Varsavia ha ormai uno skyline da citta' USA ed uno dei piu' forti eserciti europei: paghiamo noi, ma pazienza! E sopratutto, vietato parlarne!

    2. Nonso 6 novembre 2023

      Cifre dda capogiro! Non sapevo di varsaviva...
      Quello che so è che mi sento come quella volta che, tornaato a casa dalle vacante, trovai tutto in disordine: erano passati i ladri.

      Fortuna nostra, in quel casao, non riuscirono nemmeno a trovare la cassaforte con l'oro, che comunque era dotata di codice. Mi capitassero fra le mani...!

    3. XaMAS 6 novembre 2023

      quando l'Italia aveva la sua moneta, fissava i suoi tassi d'interesse e gestiva il debito pubblico era la quarta potenza mondiale economica

      poi sono arrivati andreatta, ciampi, prodi ed il pd che ci rabbonivano che con la moneta unica avremmo lavorato meno e guadagnato di piu

    4. uomospeciale 6 novembre 2023

      'Sta cosa della cassaforte mi ha fatto venire in mente la vicenda di un industriale che conoscevo anni fa ( ora putroppo è morto d'infarto )
      Questo tizio avendo una bella villa isolata in valpolicella dove non ci stava quasi mai perché era quasi sempre in svizzera, ebbe la bella idea di mettere la cassaforte incassata in una gettata di cemento armato bene in vista nel garage sul percorso che presumibilmente avrebbero fatto i ladri al fine di proteggere il lussuoso appartamento soprastante, e la cosa funzionò un paio di volte visto che gliela portarono via sradicandola dal muro per poi scassinarla aprendola con calma chissà dove, lavorandoci pure parecchio di mazze e picconi per riuscirci

      Tutte e due le volte troppo interessati alla cassaforte, lasciarono l'appartamento soprastante completamente intatto.

      Peccato che dentro ci teneva solo dei vecchi libri per dare l'impressione ai ladri che ci fosse dentro qualcosa, più una foto di grande formato che ritraeva sè stesso e la moglie davanti a 2 cassette di sicurezza strapiene di soldi e gioielli messe su un tavolo con il marito e la moglie che facevano il dito medio alla telecamera e un cartello con la frase:

      "Visto quanta fatica per niente? Non era meglio se andavate a lavorare?"🤣🤣

      io comunque il problema cassaforte l'ho risolto alla radice:

      Semplicemente, non devi avere una cassaforte nè nulla di valore facilmente trasportabile in casa.
      Se vogliono i soldi, che vadono a prenderseli in banca che almeno sono tra "colleghi"
      In un paese dove furti e rapine sono praticamente depenalizzati, è l'unica strategia valida.
      Quanto all'incolumità personale, basta una buona calibro 38.

    5. Martin 6 novembre 2023

      E amato, il quartetto immondezza che ci ha rovinato

    6. mago 6 novembre 2023

      troppo buono io inizierei minimo dal 44 magnum ma se hai patemi di animo con un buon revolver 357 ci spari anche le 38 ma avrai qualche difficoltà a trapassare il tavolato.

    7. Nonso 6 novembre 2023

      Io ho un appartamento direi abbastanza spazioso, ma non certo di lusso, e l'oro che possiedo è roba dal valore più che altro affettivo (si può leggere effettivo), quindi necessiso di poca prudenza.

      Bella comunque l'idea della foto con dito medio e cartello. Geniale!

      PS: li affronto facilmente a mani nude, volentieri. Banchieri inprimis!

    8. Vincent1 6 novembre 2023

      I banchieri che puoi affrontare a mani nude sono quelli che non vale la pena affrontare. Gli altri,,, trovarli!

    9. alessandroparenti 7 novembre 2023

      Quando l'Italia aveva la sua moneta i miliardi di Asiatici lavoravano per un pugno di riso a tavola. Non va mai dimenticato. Le risorse, non essendo infinite, se crescono lì calano qua. E da non dimenticare la politica corrotta a favore dei potentati economici. Quella, con le sue lotte al salario, ci lascia tutti con le pezze al culo anche se c'è la Lira.

    10. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      "Quando l’Italia aveva la sua moneta i miliardi di Asiatici lavoravano per un pugno di riso a tavola"
      Questa frase non c'entra nulla, gli stipendi degli asiatici nella loro moneta li decidono i loro governi attraverso la politica fiscale.... come gli stipendi degli italiani li decide il governo italiano. Ed un tipo economia strutturata sull'export, a differenza che per il mercato interno, un giorno potrebbe (condizionale) avere problemi.
      "Le risorse, non essendo infinite, se crescono lì calano qua"
      In questo caso stai parlando delle risorse umane che sono ben definite..... se calano in un paese non è detto che calino in un altro.... calano sempre per decisione di politica fiscale.
      "E da non dimenticare la politica corrotta a favore dei potentati economici. Quella, con le sue lotte al salario, ci lascia tutti con le pezze al culo anche se c’è la Lira"
      Su questo concordo in pieno!!! ma contrasta con quello che hai scritto ieri sulla pericolosità della spesa pubblica.....

    1. alessandroparenti 6 novembre 2023

      Secondo me il maggior problema dell'Italia, quello macroscopico, non è tanto non avere una moneta propria da stampare a piacimento. Questo potrà senz'altro essere un handicap, ma non è il peggiore. Il vero problema è l'enorme spesa pubblica causata dall'esternalizzazione di tutti i servizi pubblici. Prima c'erano le cucine negli ospedali, adesso ci sono aziende(o Cooperative)che portano i pasti pronti. Prima il cantoniere del comune curava le strade, ora le aziende che fanno segnaletica rappresentano una spesa enorme per i comuni, ma portano mazzette e voti. In ogni tribunale ci sono guardie giurate esterne. Se vai per pagare o contestare una multa dai vigili urbani di Reggio Emilia ti trovi dietro il bancone impiegate esterne di un'azienda privata con sede...a San Marino! E chiunque di noi può andare avanti all'infinito.

    2. alessandroparenti 6 novembre 2023

      P.S. Megas, critica con educazione che se andiamo troppo oltre eliminano anche i tuoi, di commenti. Come l'ultima volta.

    3. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Veramente quello che non è stato educato la scorsa volta eri TU e per questo la moderazione ha deciso di cancellare..... di conseguenza, non essendoci più i tuoi commenti, non aveva nessun senso che rimanessero i miei... che di fatto rispondevano in modo educato ma deciso ai tuoi.... Elementare Watson!!!!

    4. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Un conto è parlare di politica fiscale, ovvero di come si spendo i soldi e si distribuiscono.... altro conto è dire che la spesa pubblica è un problema: ti ricordo che a te come a tutti noi i soldi arrivano solo e soltanto in 2 modi:
      1) la spesa pubblica dello Stato (e sono soldi netti);
      2) i prestiti concessi dal settore bancario (che sono debiti);
      Poi se Tu credi che ti arrivino da qualche altra parte..... sono qua ad ascoltare.....!!!!!

    5. Vincent1 6 novembre 2023

      La delocalizzazione dei servizi e dei settori, a volte strategici nelle imprese, sono una diretta conseguenza delle politiche di austerity che vengono iniettate.
      Ogni azienda, ad anche io, le ho vissute dall'interno. Forme diverse ma uguale sostanza.
      Fanno tutti i fenomeni ad abbassare i costi delocalizzando senza vedere (o senza voler vedere) che tutto ciò comporta impoverimento.
      Piccolo esempio ma abbastanza illuminante: Le mascherine anti covid.
      Non parliamo a livello della pandescemenza ma solo a livello economico.
      Produrle in Italia costavano 1 euro, farle produrre alla Cina 20 centesimi.
      Il fenomeno di turno (ne abbiamo tanti), fa quattro calcoli (5 sarebbero stati troppi) e conclude che per ogni mascherina prodotta in Cina, il SSN avrebbe risparmiato 80 cent.
      Premio nobel.
      Il resto è storia e non mi voglio dilungare.
      Farle produrre in Italia avrebbe comportato investimenti, dato lavoro a decine se non centinaia di persone, non ci avrebbero fatti trovare in penuria nel momento del bisogno.
      (Ovviamente la Cina pensava a soddisfare prima il fabbisogno interno e poi, se qualcosa avanza, ce n'è anche per voi).
      Farle produrre in loco avrebbe significato anche ricerca.
      Invece la prossima volta (speriamo mai), saremo di nuovo punto e a capo con lo speranza di turno a fare il sergente.
      Guardiamo invece come tutti i paesi soggetti a sanzioni abbiano sviluppato il modo di soddisfare al proprio fabbisogno interno e aumentata la loro ricchezza.
      C'è però un vincolo (E' l'europa che ce lo chiede): non possiamo fare deficit.
      E allora c..o prima di guardare a tutte le argomentazioni trite e ritrite, cerchiamo di vedere dov'è veramente il problema altrimenti non lo si risolverà mai.
      PS La mascherina è solo un piccolo esempio. Potremmo anche guardare a tutte le aziende 'fiore all'occhiello' del paese che sono state delocalizzate o acquistate dai cinesi e dai francesi.

    6. alessandroparenti 6 novembre 2023

      Io non stavo parlando di pagare un quinto per risparmiare, ma di pagare il triplo per ricevere la mazzetta e il futuro appoggio politico. Poi che sia meglio produrle in Italia pagando il quintuplo sarebbe opinabile. Quanto alla tua azienda le decisioni le prende chi paga di tasca sua, mentre nel pubblico no. Differenza basilare

    7. alessandroparenti 6 novembre 2023

      Me li danno quelli come te in cambio dei miei servigi e della mia professionalità.

    8. Megas Alexandros 6 novembre 2023

      Ecco devi sapere che anche a quelli come me, come a tutto il resto del mondo, i soldi arrivano sempre e soltanto dai 2 canali che ti ho descritto.
      Quindi, affermare che la spesa pubblica è un problema, significa che vuoi che i soldi arrivino solo a debito….. in pratica le tue idee equivalgono a quelle dei poteri che ci comandano, i quali vogliono riempirci di debiti per poi saccheggiarci!!!

    9. Nonso 7 novembre 2023

      Sì, ma anche aspettare di ripulire le istituzioni porta debito, in termini di tempo: viene a mancare.

    10. Nonso 7 novembre 2023

      L'istituzione bancacentraledeltempo è assolutamente non corruttibile. E non tassa.

    11. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      No ho capito…. spiegato meglio grazie!?

    12. Vincent1 7 novembre 2023

      Escludiamo per un attimo il discorso corruzione che drogherebbe qualsiasi linea economica e parliamo solamente per i due tipi di strade che si possono intraprendere. Ho parlato della mia azienda solo perchè vedevo che questa intraprendeva scelte dello stesso tipo che venivano prese in linea di governo.
      Eliminare settori produttivi all'interno ha comportato un rapido incremento di profitti cosa di cui la proprietà ne è stata entusiasta ma, come si sa, due strade differenti portano a due destinazioni differenti.
      Tutta quella serie di conoscenze che all'origine erano patrimonio dell'azienda sono ora state trasferite ai vari fornitori, i quali sono fornitori anche di altre società concorrenti. Risultato: quella che 30 anni fa era leader nel settore ora arranca dietro a tutte le altre e per accaparrarsi le commesse è costretta ad abbassare i costi ma, essendo molto strutturata, questo crea grossi problemi.
      Per quanto riguarda poi di pagare il quintuplo, certo è opinabile ma bisogna fare anche delle altre considerazioni. A noi costavano troppo solo perchè erano state messe in atto le stesse politiche viste in precedenza e, qualora fosse stato diversamente, magari il gap sarebbe stato più contenuto.
      Un altro esempio mi è venuto in mente leggendo un articolo di CDC di qualche tempo fa.
      Quando ho fatto l'esame di economia e tecnica dei trasporti, il prof ci disse che per decidere se implementare una linea di tram tra il quartiere A e il B di una città, bisogna partire dalla domanda di trasporto presente.
      Se la domanda è bassa, la linea non viene implementata. Non ci piove. Stessa cosa per le ferrovie.
      Cosa ha fatto la Cina in questi ultimi anni?
      Ha costruito ferrovie collegando città che magari non avevano domanda di trasporto. Nei primi anni ciò è stata tutta una rimessa ma col tempo, la domanda è iniziata a crescere e forse sono addirittura nate delle città lungo l'iter.
      Certo, mi dirai, ma la Cina ha la sua moneta sovrana e può permettersi il deficit....
      Ed è qui che si voleva arrivare.

    13. Megas Alexandros 7 novembre 2023

      La tua azienda è stata costretta ad intraprendere questa strada dalle politiche fiscali del governo….. cosa che uno Stato non sarebbe costretto in quanto monopolista della moneta e di fatto colui che decide la politica fiscale e monetaria.
      Se noi non lo facciamo e’ solo e soltanto per una scelta politica e niente altro….. una scelta politica che evidentemente fa comodo a qualcuno dentro il nostro paese.

    14. Vincent1 7 novembre 2023

      A mio parere, di politici all'interno del nostro paese che siano in grado di intraprendere scelte, non ce ne sono. Ubbidiscono solo alla voce del padrone altrimenti se ne vanno a casa.

    15. Nonso 7 novembre 2023

      Cercherei di attuare concretamente soluzioni monetarie, anche non definitive, per incentivare una ripresa economica o almeno per tamponare l'emorragia. Se aspettiamo di risanare la cosa alla radice, e quindi uscire dall'euro, istituire una valuta nazionale, mandare all'ergastolo i responsabili etc etc, rischiamo SÌ di eliminare il problema del debito monetario (facendolo tornare ad essere amichevole...non vedrei l'ora), ma ci vuole tanto, e il debito (filosofico) accumulato in termini di tempo della sofferenza potrebbe anche aver ucciso tutti prima di riuscirci.

      E questo non è per colpa, appunto, della corruzione, dell'affare, dell'interesse elitario dei centri nevralgici finanziari, è che la banca del tempo emana, a fondo perduto, una valuta che non deve tornare in tasse, ma che fluisce equamente e ha un valore intrinseco potenziale infinitamente positivo virtuoso, quanto infinitamente negativo mortale. Bisogna farci i conti

    16. alessandroparenti 7 novembre 2023

      Come è giusto che sia in una colonia.

    17. Vincent1 7 novembre 2023

      Esatto.

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