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Crisi in Spagna: la polizia catalana rifiuta la presa di Madrid, si impegna a “resistere”

DI TYLER  DURDEN

Zerohedge.com

Sabato, la Spagna si è trovata sull’orlo di una crisi di sovranità, dopo che la “regione ribelle” della Catalogna ha rifiutato di dare maggior controllo al governo centrale, sfidando le autorità di Madrid che stanno tentando di sopprimere il referendum sull’indipendenza dell’1 ottobre.

Mentre le tensioni salgono in vista di quella data e dopo che Madrid ha inviato navi cargo pieni di poliziotti militari, peraltro respinti in due porti, sabato la Procura della Repubblica ha detto al capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero che i suoi ufficiali devono ora obbedire agli ordini di un coordinatore nominato dal governo.

La polizia catalana, tuttavia, non è d’accordo e, come riferisce Bloomberg , il sindacato SAP – che è quello maggiore tra i 17.000 poliziotti catalani, noti come Mossos d’Esquadra – ha detto che rifiuterà l’ordine, come suggerito dai politici separatisti.

“Non accettiamo questa interferenza dello Stato, che prevarica tutti i meccanismi di coordinamento esistenti”, ha commentato Joaquim Forn, capo dipartimento degli Interni della regione, in brevi commenti televisivi. “I Mossos non rinunceranno ad esercitare le proprie funzioni, in fedeltà al popolo catalano”.

I Mossos sono uno dei simboli dell’autonomia catalana e la decisione del procuratore può ricordare a molti abitanti di quella regione gli eventi della guerra civile spagnola del 1936-39 e della successiva dittatura di Francisco Franco, che abolì i Mossos.

In una conferenza stampa congiunta oggi con Trapero, Forn ha dichiarato che la mossa della Spagna è “inaccettabile”.

“Denunciamo la volontà del governo spagnolo di sequestrare i Mossos, come hanno fatto con le finanze della Catalogna”, ha detto Forn, aggiungendo che “il governo catalano non accetta questa interferenza, aggira tutte le istituzioni che l’attuale quadro giuridico ha già in atto per garantire la sicurezza della regione”. Anche Trapero ha espresso la sua intenzione di non accettare la misura.

Sempre sabato El Pais ha riferito che il colonnello della Guardia Civile Diego Perez de los Cobos, capo della sicurezza del Ministero dell’Interno, è stato nominato da un procuratore per coordinare gli sforzi della Guardia Civile, della Polizia Nazionale e dei Mossos locali. Anonime fonti agli Interni dicono che la misura non significa un formale ritiro dei poteri del Mossos, ma piuttosto una richiesta di coordinamento congiunto.

Tuttavia, poco dopo la riorganizzazione, Trapero, durante un incontro con i capi delle altre forze di polizia, ha detto di non voler cedere il controllo al governo centrale, aggiungendo che verranno esplorate tutte le opzioni legali.

Sabato mattina, dopo la riunione della polizia a Barcellona, Forn ha twittato un messaggio di sfida: “Troveremo molte difficoltà. Lo Stato vuole prendere il controllo del nostro governo, ma non ci fermeranno! #HolaRepúbica”.

Ens trobarem amb moltes adversitats. L’Estat vol intervenir la nostra autonomia, però no ens aturaran! #HolaRepúbica pic.twitter.com/7Wdodq3AA0

— Joaquim Forn (@quimforn) September 23, 2017

Ironia della sorte, come scrive Bloomberg, anche se Trapero riferisce al governo regionale, il finanziamento della sua forza è fornito in gran parte da Madrid ed in teoria dovrebbe prendere ordini da giudici e procuratori provenienti da tutto il paese. L’articolo 155 della Costituzione spagnola consente al governo centrale di assumere il controllo di un’amministrazione regionale se essa costituisce una minaccia all’interesse nazionale. Rajoy ha già fatto mosse in quella direzione.

Precedentemente in questa settimana, il ministero del bilancio ha assunto la gestione delle finanze catalane e rilascerà stipendi a più di 200.000 lavoratori pubblici della regione, tra cui i poliziotti.

Detto questo, qualsiasi sfida più diretta ai Mossos sarebbe rischiosa perché Trapero, il loro leader, è diventato un eroe locale da quando ha condotto la risposta agli attacchi terroristici di agosto. I separatisti stanno vendendo magliette col suo viso stampato sopra.

Secondo la Reuters, il governo catalano crede anche che l’esautorazione dei Mossos aggiri lo statuto catalano – articolo 164 – e la legge costituzionale e che il procuratore che ha deciso in favore di Madrid ha oltrepassato i propri limiti legali.

Il procuratore ha ordinato che la polizia catalana, la polizia nazionale e la guardia civile spagnola siano gestite dal ministero degli Interni di Madrid. La decisione, secondo l’accusa, mira a “rafforzare le operazioni di prevenzione di atti criminosi e mantenere l’ordine pubblico” una settimana prima del referendum del 1° ottobre.

La decisione è stata annunciata durante un incontro tra il procuratore ed i capi delle tre forze di polizia.

Lo scontro è avvenuto il giorno dopo che Rajoy ha detto che invierà rinforzi per sedare le manifestazioni di strada e per eseguire un distinto ordine di tribunale che blocchi il voto.

Carles Puigdemont, presidente della Catalogna, ha chiamato il voto di indipendenza un tentativo di spingere in avanti il movimento secessionista, dopo decenni di lotte politiche e legali sulle tradizioni e la lingua della regione. Da quando Rajoy è entrato in carica nel 2011, ha avuto persistenti scontri coi separatisti. La Catalogna ospita circa 7,5 milioni di persone, ossia il 16% della popolazione, ma rappresenta un quinto dell’economia, paragonabile a quella di Portogallo o Finlandia.

Diversi gruppi indipendentisti hanno chiesto proteste diffuse domenica nel centro di Barcellona. “Rispondiamo allo Stato con un’inarrestabile ondata di democrazia”, recitava un messaggio Whatsapp usato per organizzare la dimostrazione.

Il governo catalano ha aperto sabato un nuovo sito con i dettagli su come e dove votare il 1° ottobre, andando contro diverse decisioni giudiziarie che avevano bloccato i precedenti siti e dichiarato il referendum incostituzionale.

“Non potete fermare la marea”, ha twittato Puigdemont nel dare il link al nuovo sito web.

Ma Rajoy ha ribadito che il voto non dovrebbe andare avanti. “Non succederà perché questo significherebbe liquidare la legge”, ha detto ad un evento del Partito Popolare a Palma de Mallorca. Su ordine del tribunale, la polizia spagnola ha già fatto irruzione negli uffici del governo regionale, arrestando temporaneamente diversi alti funzionari catalani accusati di organizzare il referendum e sequestrando schede elettorali, scatole di voto, elenchi e materiale elettorale. Il ministero delle Finanze a Madrid ha anche assunto il controllo delle finanze regionali per assicurarsi che i soldi pubblici non venissero spesi per pagare la logistica per il voto o per la campagna.

Il risultato di questo scontro definirà il destino della Spagna per gli anni a venire.

 

Fonte: www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2017-09-23/spain-crisis-catalan-police-rejects-madrid-takover-blasts-move-unacceptable

23.09.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Informazioni impasticciate anzi sbagliate tout court.

    Il responsabile non è Joaquim Forn ma solo il maggiore Josep Luis Trapero.
    Il quale non ha mai detto “Disubbidisco” anzi ha detto “Obbedisco…MA…”.

    Qui il comunicato rilasciato da Trapero

    http://www.antena3.com/documents/2017/09/23/5E9D4365-5BC9-4838-BDD0-BED2F70A324A/fiscalia_4-2017.pdf

    Al punto 5 Trapero scrive:

    “En aquest sentit se li ha fet arribar al Fiscal Superior de Catalunya que el Cos de Mossos d’Esquadra seguirà donant compliment a les seves ordres, però que no comparteix que una part de l’activitat del Cos si gui ordenada i tutelada per un òrgan que depèn del Ministerio del Interior”

    Ossia il Corpo dei Mossos obbedirà al procuratore Capo della Catalogna ma non è d’accordo che la sua attività (dei Mossos) venga coordinata da un organismo che dipende dal ministero degli interni (perché questo limita la sovranità costituzionalmente concessa alla Generalitat de Catalunya).

    Disobbedire è ammutinamento e Trapero sa che rischia grossissimo quindi è molto prudente…MA…mette dei puntini sulle “i” evidentemente per preparare e/o giustificare qualche inevitabile atto di disobbedienza CHE ARRIVERA’ SOLO QUANDO TRAPERO SARA’ SICURISSIMO (non basta “sicuro”) che i vertici del governo regionale sono pronti a sostenerlo e a condividere la responsabilità dell’atto.

    Infatti il punto otto recita:

    “Com fins ara, el Cos de Mossos d’Esquadra continuarà mantenint les competències que li són pròpies treballant amb el mateix rigor, compromís i servei a la ciutadania per garantir la seguretat i l’ordre públic tot mantenint els valors que
    defineixen el nostre Cos i que es basen en la proximitat, el compromís, la integritat i la voluntat de servei.”

    Cioè: “Noi obbediamo come abbiamo sempre fatto MA…nei limiti delle nostre competenze ossia stiamo qui per stabilire l’ordine pubblico tenendo conto DEI NOSTRI PRINCIPI [nostri quali…quelli catalani? Ossia se vi danno ordini che in linea di principio sono castigliani che fate?] e questi principi [attenzione…] si basano sulla “PROSSIMITA'”, sul compromesso, l’integrità e lo spirito di servizio.
    Ossia – ancora con un minimo d prudenza perché non siamo ancora allo showdown quindi non è il momento di costringere il “nemico” a una immediata azione di forza – però se ci ordinerete di picchiare i nostri “forse” non ubbidiremo.

    Oggi probabilmente Trapero dovrà pronunciarsi più chiaramente ma lo showdown vero e proprio ci sarà intorno al 1 di ottobre…se i catalani non ci ripensano…

    Tutto ancora molto fluido ma molto interessante e pieno di incognite per il futuro non solo spagnolo ma europeo.

    • riefelis

      Grazie per utili precisazioni

  • giuseppe glavina

    Non si può fermare la Storia, la DEMOCRAZIA a VENIRE……..

    • riefelis

      Che c’entra la democrazia. La Spagna sta facendo quello che farebbe ogni Stato democratico occidentale.

      • robespierre

        Democrazia, ovvero demos= popolo e kratos= potere, ergo potere del popolo, non dei loggioni di Madrid, da sempre oppressivi, a partire dal franchismo, nei confronti di realta’ locali. Al tutto si aggiunge un continuo aumento di tasse dalle province a Madrid. La Spagna ha poi una pessima tradizione storica di democrazia. Qui e’ in ballo il principio dell’autodeterminazione.

        • riefelis

          No, assolutamente no. In primo luogo il popolo cataleno non è in nessun modo oppresso o discriminato. Partecipa a pieno titolo nella democrazia spagnola. I catalani semplicemente non vogliono dividere le loro ricchezze con il resto della spagnoli,. Non voglio essere solidali.

          • Edoxxx

            E non possono?

          • giulio pelernei

            Vivo in Catalunya e ti assicuro che i catalani sono un popolo solidale.
            Troppo solidale.

          • virgilio

            le loro richezze!!!!!!
            se sono indebitati finno al collo!

          • riefelis

            La Catalogna produce poco meno di un quarto del PIL nazionale, quasi un terzo delle entrate turistici e commercio con l’estero. Documentati!

          • giuseppe glavina

            Annacquare, annacquare, questa propensione sembra legata a una qualche attività seriale. Sarai mica di professione um Pompiere?

    • virgilio

      “la DEMOCRAZIA a VENIRE……..”
      che sarebbe a dire potere al popolo!?

      • giuseppe glavina

        Esatto.

  • Annibale Mantovan

    E’ quello che dovrebbero fare le forze di polizia, carabinieri e magistratura Veneti: mettersi dalla parte della loro gente in quanto mattoncini del loro stato non degli oligarchi centrali. Certo, un siffatto impegno meriterebbe un sostanziale aumento di stipendio. Mi domando se ci fosse una magistratura Veneta – Serenissima ad indagare sul “fallimento” di BPVI e Veneto Banca…

    • riefelis

      Ancora con questa storia. I veneti sono italiani come tutti gli altri. Punto

      • mago

        Sono Lombardo e francamente mi sento molto diverso da certi italiani…non per razzismo ….fattori antropologici dato che alla fine siamo animali e quanto succede oggigiorno lo conferma in toto.

        • Antonello S.

          Avrai pure le tue ragioni, ma ascoltando solo i “moti di pancia”, assecondando ogni pretesa di revanscismo locale, si creerebbe solo un assurdo spezzatino di micro-regioni.

          • gloria

            …ecco, sarebbe perfetto. Facciamo un bel reset del governo centrale, puliamo a fondo a livello regionale, partendo dai comuni, visto che bene o male ci si conosce tutti – (il mondo e’ piccolo)- e quando abbiamo spalato via il letame magari ce la ricostruiamo una bella Italia, eh? Ma nooo, ci vuole troppo ed e’ molto faticoso e forse anche un tantino pericoloso?

      • gloria

        well, a volte ci sono “tribu'” che non gradiscono mischiare i loro figli con quelli di “tribu'” sottosviluppate mentalmente. Riesci a capire?

    • mago

      Se lo scordi..come per i Mafiosi ai tempi la Polizie Carabinieri ed esercito al Nord è formata tutta da meridionali.come la magistratura Varia….per non dire il tessuto sociale che conta…mica sono come i Catalani che Hanno le loro radici ..questi anche se sono in Veneto o Lombatrdia avranno sempre la loro mentalità..il dann non si cambia..servirebbe un miracolo.

      • Cataldo

        Quello dei meridionali che hanno “rubato i posti ai veneti”, o che sono stati piazzati li per insondabili motivi strategici dello stato centrale, è un mantra idiota. Una sera, ospite di amici in Veneto, siamo andati ad una cena in trattoria, un bel gruppone, vino pessimo, cibo scadente e conversazione idiota, ad un certo punto, un tromboncino, cominciò a dire che i professori, i magistrati, anche i medici, in veneto, erano tutti meridionali, che rubavano il lavoro ai veneti, toni di assenso da parte dei convenuti; io non avrei voluto proprio parlare, ma alla fine ho sbottato, dopo varie minchiate in serie del tromboncino, mi sono alzato nei miei quasi due metri ed ho fatto questa semplice domanda ai commensali veneti : chi di voi ha la laurea in una qualsiasi disciplina ? Si alzo solo una manina, di una impiegata al catasto locale: ecco risolto il mistero !! dissi, per voi è stato facile non studiare, avevate alternative lucrose di lavoro che vi hanno permesso di comprarvi la macchinetta e farvi la casetta, al meridione invece non c’erano, e la gente ha sgobbato, ha studiato, ed è venuta in veneto a fare i concorsi, tutto qui, nessuno ha rubato niente. Il tromboncino non ha più parlato per tutta la sera, nemmeno mentre raccontavo di quello che mi dicevano i vecchi pionieri di latina, su come tante famiglie venete erano stati portate nelle pianure bonificate per salvarli dalla fame, ed erano arrivati con pellagra e pidocchi, prima di sistemarsi alla grande nella fertile pianura.

        • Annibale Mantovan

          La pellagra appunto…dopo 60 anni di “unione d’ italia” in Veneto arrivarono la fame, i pidocchi e la pellagra. Certo non fu colpa dei laziali ne dei meridionali. Sui posti fissi statali in Veneto però mi permetto di dissentire…mi sa che voi del sud qualche privilegio in graduatoria ce l’ avete, senza contare che generalmente una laurea in meridione è molto meno faticosa di una laurea a Padova o Milano.

          • Cataldo

            Ma se vai a Padova o a Milano è pieno di meridionali che studiano 🙂

        • DesEsseintes

          E so’ doventati “de Latina”…mo’ se spiega… 😉

          • Annibale Mantovan

            Anvedi!

          • DesEsseintes

            Ansenti…

        • WarezSan .

          Ma se la maggior parte dei laureati sudisti non azzecca un congiuntivo manco per sbaglio. E ne conosco tanti… Tutti “laureati”.
          Ridicolo.

          • Cataldo

            Certo, sono meglio quelli che escono dalla Bocconi, barboncini dei padroni 🙂 a parte le battute Il degrado della lingua è purtroppo senza confini geografici, e deriva non tanto dalle università farlocche, ma proprio dalla mancanza di lettura, oggi entro in tante case che sono prive di libri nella maniera più assoluta. Al sud, fino a poco tempo addietro, c’era un culto della cultura, le famiglie si sacrificavano per dare ai loro figli una istruzione, mettendo a frutto quel minimo di avanzamento sociale ed economico che avevano avuto.

          • Primadellesabbie

            La cultura, soprattutto quella con la ‘c’ minuscola é un piccolo prezioso patrimonio di famiglia, di raggruppamento sociale, che si va disperdendo con il rarefarsi dei legami.

            Non ridere, ma é oramai normale che un universitario non sappia cos’é una quercia e, di recente, un diciassettenne ‘europeo’ ha mandato una mail all’insegnante (che me lo ha raccontato) segnalando che questa si era scordata di indicare l’autore di una lettura consigliata: la Genesi.

          • DesEsseintes

            “Soprattutto quella con la c minuscola”

            E invece alcuni che intervengono in questo scambio, pur con le migliori intenzioni del mondo, si riferiscono sempre alla C maiuscola

            Tutto quello che cerco di dire qui dentro, incluso l’incasinatissimo discorso su quel quadro di Velazquez de “Las Meninas”, quello di cui aveva scritto Foucault….i discorsi sull’. “Io”, sul potere, sul concetto e sul discorso…tutto si può riassumere con:

            “La C maiuscola serve solo a proteggere rispettosamente le c minuscole”

            Come vedi la gente parla tanto di “una volta la cultura…” ma si riferisce a un antico che è “ieri”, massimo “l’altro ieri”…
            Credo che sia necessario un antico molto più profondo del quale però sembra si sia persa memoria.

            PS: al centro di questo quadro di Leonardo (che devo linkare sotto perché qui non ci si riesce) vedi la c minuscola.
            Il pittore illustra qual è il corretto atteggiamento delle C maiuscole nei suoi confronti

          • DesEsseintes
          • DesEsseintes

            Non credo che il degrado della lingua italiana derivi dalla mancanza di lettura.
            Per quanto riguarda l’antico “culto della cultura” ho l’impressione che sia una questione molto più complessa di quello che sembra.

            Per esempio ci si lamenta che la gente non studi più il latino…ma cosa significava nel passato lo studio del latino?
            Cosa significherebbe oggi un “vero” studio della letteratura latina?

            Se consideri il latino una sorta di paludamento culturale, tipo un “giacca e cravatta” (come in realtà era una volta) ha solo la funzione di distinzione di classe e conferma del sistema gerarchico fra le classi.

            Se lo vuoi studiare sul serio, con una autentica interpretazione della letteratura, ti trovi a impegolarti in discorsi non solo sessualmente troppo scabrosi per dei ragazzini ma politicamente molto “pericolosi”.
            Per questo non si fa e per questo, vorrei far notare, uno arriva a capire i latini dopo i quaranta anni, non prima.

            Riassumendo: credo che le ragioni di quello che dici siano molto complesse e molto “eversive” mentre osservo che la gente sulla questione tende stranamente a rifarsi all’antico che però, evidentemente, è la causa principale del degrado attuale.

            Ci scriverò su un importantissimo post nel forum…

          • Tizio.8020
          • Tipheus

            Questo commento è semplicemente idiota e razzista. Per il nordista razzista se il meridionale è colto è un azzeccagarbugli fancazzista (mica come lui che lavora da mane a sera), se invece è meno colto, è un barbaro incivile. Non gliene va bene una. Io credo che se i veneti si sentono nazione è loro diritto farlo e andar via, però queste sonore sciocchezze non si possono sentire. Se ci sono tanti meridionali studiosi la colpa non è del Sud, semmai il Nord depriva il Sud, impedendone lo sviluppo con il colonialismo interno, e “RUBA” le risorse umane. I “terrun” che lei non vuole sono il fiore del Mezzogiorno, che se potesse farebbe ricca e prospera la propria terra. Dovrebbe ringraziare lo Stato se ha questa manodopera pregiata a basso costo.
            Personalmente, comunque, non credo che il Veneto abbia bisogno di indipendenza, bensì il Sud, la Sicilia e la Sardegna, colonie interne senza speranza.
            Lasciamole in pace e diventano ricche. Ciò che resta dell’Italia non so che fine fa, e francamente mi interessa poco. Di certo non rompono più le palle.

          • Tizio.8020

            SE il sud si vuole affrancare dal resto d’Italia, pensi prima ad eliminare Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona etc.

            Per ora, sono le regioni del nord che mantengono il sud, vedi il commento sotto:

            http://www.osservatoriofederalismo.eu/la-mappa-del-dare-avere-il-residuo-fiscale/

          • Tipheus

            Sono dati farlocchi. Se vuole gliene posto 100.000 al contrario. Pensi che contano come trasferimenti dello Stato alla Sicilia l’IRPEF e l’IVA raccolti dall’erario in Sicilia e poi devoluti alla Regione. Soldi che se la Sicilia fosse indipendente non sarebbero certo dell’Italia.
            Ma non mi interessa chi mantiene chi. Ognuno resta della sua idea ed è off topic. Potrei dirle del petrolio estratto in Sicilia, che basta solo al 10 % del fabbisogno nazionale, ma al 200 % di quello siciliano. Lasciamo perdere.
            Il punto è un altro: lei pensa che la mafia sia una “specialità” del Mezzogiorno. Il TG dice però che la retata è stata fatta a Milano. Come la mettiamo? Continui così, a pensare che la criminalità organizzata sia un fatto etnico, tipo la Yakuza giapponese. Mi lasci dire che non ha capito nulla. Sono storicamente squadroni usati dallo stato per tenere buone le regioni del sud. Solo che ora il giocattolo è sfuggito di mano e ha infettato tutto il paese, soprattutto la Ndrangheta, che è più al Nord che in Calabria, dove non c’è più niente da rubare.
            Ma alla base di tutto c’è il colonialismo interno. E’ quella la radice del male.
            Lei la butta sul moralismo, e sulla superiorità (inesistente). Guardi, quando l’Italia abbandonerà le proprie colonie interne poi rifacciamo i conti. Adesso è troppo comodo.
            La mafia? La mafia e lo stato italiano sono la stessa cosa da Garibaldi ad oggi. Tutte le vittime (tranne Dalla Chiesa) di Cosa Nostra sono fatte da siciliani che fanno resistenza, tutti i processi annullati sono stati annullati a Roma. Roma comanda Cosa Nostra. La trattativa stato-mafia non si può “dire”. Lì ci arriva? O vuole fatti i disegnini?

          • Tipheus

            Mi farebbe un corso accelerato sui congiuntivi? Sono un “bovero laureado suddisda”, “ghe non zabere gongiundivi, zolo gongiundivide”. È solo la sua grettezza ad essere ridicola. Tanti anni fa mi diplomai in una città del Mezzogiorno con 60, andai a studiare a Milano (per fortuna poi sono tornato). Nei primi giorni il mio compagno di studi, diplomato con 58 mi disse (testuali parole): vabbè si sa che il 60 “preso GIÙ” vale un 48 preso a Milano. Bene. Alla laurea io uscii con 110 e lode e lui con 108, c.v.d.
            Si sciacqui la bocca quando parla dell’Italia meridionale, della Sicilia e della Sardegna.

        • mago

          Sig.Cataldo la reputo una persona intelligente e spero mi risponda come mai certi appartenenti alle cosidette forze dell ordine appena arrivati al Nord piazzano le mogli in Ospedali Scuole e posti dove un polentone neanche a pagare oro ci arriverebbe…per quanto lo studiare …vada a studiare in qualche Ateneo che non sia in Italia e vedrà la strage degli innocenti..le farei parlare con mia figlia che ha fatto un Erasmus in Italia e poi non continuo che mi scappa da ridere..sappiamo come certe lauree si ottengono in italia…poi sullo sgobbare ci sarebbe da aprire un poema…saluti mago

          • Tipheus

            Come si ottengono le lauree in Italia? Ce lo dica. C’è una “superiorità morale nordista”? Come quella dell’Università di Firenze per esempio?

          • Tizio.8020

            Ma voi la cronaca Italiana la seguite?
            Vivete su Marte?
            E’ di questi giorni lo scandalo delle cattedre all’Università, non vi ha insegnato nulla?

          • Tipheus

            Appunto. FI-REN-ZE, non Catanzaro o Nuoro. Dove la vede questa superiorità nordista? Se c’è nepotismo universitario c’è ovunque, non c’è alcuna superiorità morale, anzi, direi, ai punti, il contrario.

    • riefelis

      PERT TUTTI. E’ indicutibile che lombardi, veneti lombardi, siciliani ecc. mostrano delle differenze regionali ma è ancora più indiscutibile che sono soverchianti le caratteristiche comuni di italianità.
      Tutta questa prosopea venete è decisamente idiota.

  • Vamos a la Muerte

    “L’articolo 155 della Costituzione spagnola consente al governo centrale di assumere il controllo di un’amministrazione regionale se essa costituisce una minaccia all’interesse nazionale”: il Resto è Fuffa.
    Mariano Rajoy è un governante orribile ma, in questo caso, sta soltanto difendendo la Costituzione e l’Integrità territoriale della Spagna e quindi ha ragione: la Catalogna sta disobbedendo ad un’ingiunzione della Corte Costituzionale e quindi il suo atteggiamento equivale a un atto di sedizione.
    Stiamo attenti, perché la disintegrazione degli Stati Nazionali è propria del progetto dei globalisti e dei suoi soldati come George Soros di cui non mi stupirei trovare la sua manona dietro i venti indipendentisti che soffiano a Barcellona.

    • DesEsseintes

      Cito

      “Stiamo attenti, perché la disintegrazione degli Stati Nazionali è propria del progetto dei globalisti e dei suoi soldati come George Soros”

      Sí ma non sono sicuro che gli convenga tanto…è una questione più complessa di quello che sembra…
      In generale ogni atto di ribellione porta ad altri atti di ribellione quindi anche se la ragioni “sembrano” puramente egoistiche penso che una disobbedienza dei catalani allo stato centrale sia una fatto comunque positivo.

      • Vamos a la Muerte

        Non lo so.
        Oggi si vota, per esempio, sull’indipendenza del Kurdistan iracheno dallo Stato centrale: una soluzione che non dispiace certo (per usare un eufemismo) agli Usa e a Israele. Alla fin fine torniamo sempre all’arcinoto motto romano “Divide Et Impera” che, in migliaia di anni, non è mai caduto in disuso. Ogni regione che richiede l’Indipendenza rivendica una situazione e condizioni particolari ma alla fin fine, stringi stringi, le motivazioni reali sono sempre piuttosto meschine (l’odio dei catalani per qualsiasi cosa sia spagnola ha ormai raggiunto livelli di parossismo che denota un infantilismo patetico).
        “penso che una disobbedienza dei catalani allo stato centrale sia un fatto comunque positivo”: personalmente non condivido ma si tratta di opinioni.

        • DesEsseintes

          È vero e personalmente non riesco a farmi una opinione precisa.
          “Spero” che una aperta ribellione possa contagiare anche gli altri paesi del continente, mi sembra verosimile che possa accadere ma non sono certo che andrà cosí.

          • virgilio

            allora io una opinione precisa ce l’ho!
            i governanti spagnoli sono dei dittatori oprimano i catalani in piu ll governo spagnolo ha a sua disposizione dei armamenti di distruzzione di massa,possono anche utilizare le loro ami chimiche
            contro i catalani,dunque una linea rossa si impone subbito e mandiamoci subbito un intervento USraeliano a liberare la catalogna e a portarci finalmente la democrazia………cazzo e cosi semplice!!!
            solo che dopo 3 mesi di indipendenza della catalogna ce “Loreta del Mar (famosa citadina balneare) non ci sta e vuole pure lei la sua indipendenza dalla catalogna……….va be ricominciamo e portiamo pure li la tanto attesa democrazia…….solo che ce un piccolo problema! a Loreta del Mar ci abita un mio zio cornuto in via del “torero incornato” e pure lui sto fottuto zio non e daccordo e vuole l’indipendenza della sua via “torero incornato”…….e perche questa famosa via dove abita sto cornuto di mio zio non dovrebbe avere la sua indipendenza??

          • DesEsseintes

            Come kaxxo scrivi…de donde sos?

          • virgilio

            Croazia!

          • DesEsseintes

            Pensavo Spagna…
            Comunque scherzavo, scrivi quasi perfetto.

    • virgilio

      “è propria del progetto dei globalisti e dei suoi soldati come George Soros”

      e proprio cosi e da 2 anni che lo sto dicendo!

  • Pimander

    Sempre a spera’ che la diano gli altri la spallata a ‘sta follia d’europa unita…dove l’Italia va prendere i migranti e l’Ungheria costruisce muri per evitare che entrino.
    Non so chi abbia ragione…ma una certezza c’e’…sono comportamenti opposti.
    La catalunya sara’ another hole in the wa…ter…il solito sfogatoio senza risultati pratici.

  • cicciopazzo

    Salve. Nessuno ricorda il progetto di Alfred (Freddy) Heineken (sì, il boss della birra) sulla divisione dell’Europa in 75 staterelli confederati? Era il ’92, un anno davvero speciale. Ma forse allora i tempi erano ancora prematuri. E oggi?

    • Grandepuffo

      Forse la birra che non vendeva se la beveva tutta lui?

      • cicciopazzo

        ah-ah-ah, bellalì.
        No, anzi, il tipo è stato molto acuto e sobrio. Pensa che quel nazistone di Freddy si è ricomprato azione dopo azione l’azienda che il padre aveva svenduto perché in difficoltà economiche. E poi, ormai in pensione dorata in Costa Azzurro, si è messo a scrivere il progetto Eurotopia insieme a tal Cyril Northcote Parkinson, un coltissimo agente dei servizi britannici. Fatto è che quel vecchio progetto (sembra commissionato da qualcuno in UK) intercettò molte spinte indipendentiste un po’ in tutta Europa. Pensa che in Italia, tra i finanziatori del Movimento Autonomista Siciliano di Raffaele Lombardo, c’era la Lega Nord. E che, come documentava la Procura di Palermo, dietro al movimento delle “Leghe Centro-meridionali” c’erano “per certo” importanti personaggi legati alla mafia, il buon Licio Gelli, accompagnato da alcuni noti neofascisti (Stefano delle Chiaie e Stefano Menicacci) e la stessa Lega Nord (è sempre bene ricordare che Menicacci nel 1993 era uno dei Legali della Lega Nord).
        Ma non solo: in quell’intreccio di interessi geopolitici e di sostenitori finanziari c’era anche il leader nazionalista russo Vladimir Zhirinovslcji e il nostro storico “amico” libico Gheddafi.
        Una storia complessa, che probabilmente sfuggì di mano e che portò allo smembramento tragico dell’area yugoslava, ma si arrestò solo lì (per fortuna). Insomma la cosa andò un po’ a puttane, perché forse vi era entrata troppa gente dentro a quell’ambizioso progetto, a cominciare dalle mafie che volevano l’indipendenza della Sicilia per avere mano libera nei traffici di armi e co. Tutto si arrestò con l’ascesa di Berlusk (in Italia) che accontentò un po’ tutti, atlantici e non atlantici.
        Da allora son passati ben 25 anni. Ma oggi forse siamo alla vigilia di un altro cambiamento di paradigma? A onor del vero quel progetto di Europa “federale” non era né l’unico né il più dotato…

  • mingo

    tutta questa storia potrebbe finire male cioè in violenza e repressione.

    • Gianfranco Attanasio

      E’ solo l’inizio della fine dell’Eu: scossoni che preludono al crollo dell’impalcatura costruita male da architetti presuntuosi, arroganti ed ignoranti. Da qui si aprono due prospettive, come minimo: la prima, congelamento e/o repressione e poi una concessione di autonomia ‘spinta’. E’ quella favorita da Bruxelles almeno per prendere tempo e tamponare la fine del sistema/eu. La seconda, riflusso della protesta con ritorno a logiche correntizie e spartitorie ( danaro a go-go ) in nome del primato della politica ( vecchia ): soluzione compromissoria preferita dalla Chiesa cattolica, da ultimo investita come ( presuntamente ) super partes della soluzione dell’impasse. Possibile, ma non plausibile data l’ideologia generale dell’Europa, che non vuole il Vaticano intromettersi nella politica ne’ il ritorno al passato, fatto di attese inutili per decantare problemi che invece si cronicizzano. La terza e’ forse la piu’ probabile: un mix di tutto questo che non ferma il malcontento travestito da autonomismo, con mesi e forse anni di conflitto strisciante tra la periferia e Madrid, non esclusa la possibilita’ di ‘pronunciamenti’ militari da una parte e dall’altra.
      In conclusione e’ l’Eu che si sta sfasciando. La Spagna oggi, l’Italia fra poco, la Francia appena possibile, la Germania non ne vede l’ora…

  • alfvanred

    Qualcuno qui sotto scrive che la Spagna sta facendo quello che qualsiasi Stato democratico farebbe in queste situazioni. Cioè esercitare il diritto di reprimere i secessionisti catalani. Certo uno Stato ha il diritto di agire quando una parte di esso cerca di staccarsi e di rendersi indipendente. È già successo anche in Italia negli anni 60 e 70 con l’irredentismo altoatesino, che a suon di bombe sotto i tralicci e davanti alle caserme cercavano di rendersi indipendenti. Ma in questo caso e per fortuna c’erano dei politici con i fiocchi al governo che sono riusciti a fermare il tutto in cambio di un’ampia autonomia. Qui invece secondo me il governo spagnolo ha sbagliato a intervenire duramente ( e siamo solo all’inizio), avrebbe potuto cercare una mediazione piuttosto che agire come ha fatto. Poi c’è un’altra questione che mi preme sottolineare: e cioè questo diritto alla difesa del proprio territorio vale solo per i paesi occidentali? Perché non mi sembrava che quando questo principio fu invocato dalla Serbia nei confronti del Kossovo , fosse riconosciuto valido democratico e giusto. Anzi ricordo che si dava più importanza al principio dell’autodeterminazione dei popoli. Così con questo slogan si riempivano la bocca i nostri esponenti “democratici” . Come al solito due pesi e due misure.

  • Primadellesabbie

    Credo (o spero?) che quello che avverrà in Spagna sarà istruttivo.