Comportati ammodo. Aspetti del nuovo autoritarismo

Comportati ammodo. Aspetti del nuovo autoritarismo

Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

Pare che per essere assunti nelle università americane occorra fare una dichiarazione non di “sana e robusta costituzione fisica” come un tempo da noi, ma di “diversità, equità e inclusione”, come la chiamano, in sostanza un atto di fedeltà politica col quale si aderisce formalmente alla nuova ideologia obbligatoria che pretende di eliminare per legge la discriminazione intendendo con essa non solo i fatti, ma anche qualunque espressione di opinione che, ad avviso dei custodi dell’ ideologia, possa ricondurre, anche vagamente, alla discriminazione, razziale o di qualsiasi altro genere.

E’ fin troppo facile notare che tale dichiarazione ricorda molto da vicino quella richiesta ai professori universitari italiani dopo le leggi razziali del 1938, che peraltro quasi tutti sottoscrissero tranquillamente, esattamente come ora fanno quelli americani. Del resto all’epoca la “scienza” riconosceva largamente l’inferiorità della “razza ebraica” come ora riconosce l’inesistenza delle razze umane. Pare inoltre che a differenza dei loro colleghi degli anni trenta, i professori 2.0 siano anche tenuti a specificare quali comportamenti intendano adottare per tradurre in pratica questo loro impegno. Una sorta di business plan, tanto per ribadire l’aziendalizzazione di qualsiasi cosa nella nostra società.

Il clima politico all’interno degli atenei è tale che sia gli studenti che i professori temono di poter manifestare in qualche modo, soprattutto senza accorgersene, un atteggiamento razzista o omofobo o non inclusivo o negazionista di una qualunque delle verità assolute che il credo ufficiale impone correndo così il rischio di essere licenziati o espulsi o addirittura incorrere in guai giudiziari. Del resto il canone di comportamento è piuttosto incerto e suscettibile di diverse interpretazioni: sarebbe probabilmente d’aiuto la recitazione mattutina di un credo ufficiale prima di iniziare le lezioni, imitando chi ha esperienza bimillenaria in materia, ma penso sia una carenza voluta poiché l’incertezza del diritto, crea paura ed è un’arma formidabile in mano al potere. Dove sia finita la libertà di parola costituzionalmente riconosciuta, nessuno lo sa.

E la paura è ben comprensibile se si pensa che si può essere accusati anche solo per aver usato il pronome personale sbagliato verso qualcuno che magari sembra una donna, ma che quel giorno si sente un uomo, o per aver ingenuamente domandato a qualcuno da dove provenga. Rimanere in una stanza chiusa con una studentessa è pericoloso, ne può uscire un’accusa di violenza sessuale. Francamente, più che alla situazione dei professori italiani del 1938, quella dei docenti americani ricorda l’epoca di Galileo Galilei quando la Santa Inquisizione aveva mille orecchie e sostenere un concetto “sbagliato” poteva costare molto caro. I nuovi inquisitori non paiono essere meno zelanti degli antichi, né più restii a ricorrere alla delazione, come del resto si addice a chi lavora per una causa santa e giusta, per cui è prudente stare attenti a ciò che si dice anche con gli amici più intimi come al tempo delle purghe staliniste. Bisogna insomma, comportarsi ammodo, qualunque cosa ammodo voglia dire. Occorre forse dire che questo clima può essere anche usato per portare avanti rivalità e vendette personali che nulla hanno a che vedere con la discriminazione?

Evidentemente era molto più semplice tenersi lontano dalla “questione ebraica” che dover continuamente dimostrare di essere antirazzisti, pentiti di essere maschi, sostenibili, ecocompatibili, a emissioni zero e fluidi senza che ti scappi mai una risatina o una parola sbagliata. Lo so, a noi italiani (per il momento), tutto questo può apparire esagerato, paradossale e anche un poco umoristico: la stupidità intrinseca della faccenda è tale che tendiamo (per ora), a non prenderla seriamente, tuttavia gli americani la prendono molto, molto sul serio e conseguentemente si comportano nel modo più prudente possibile, in ciò aiutati, probabilmente, anche dalla proverbiale ipocrisia anglosassone e dall’altrettanto proverbiale bigottismo americano.

Bisogna considerare che le università, specie quelle più prestigiose dove più acuti si manifestano i sintomi di questo morbo, non sono un posto qualsiasi, ma sono il luogo eletto nel quale si dovrebbe produrre la cultura più alta di un paese ed anche la scienza più innovativa, il luogo dove pensatori intelligenti ed originali non hanno paura di rompere gli schemi e vedere i problemi da punti di vista nuovi e inaspettati. Sappiamo tutti che per la cultura e per la scienza la libertà di pensiero, di parola e di discussione è importante come l’aria, niente è più dannoso al progresso del conformismo, della censura, dell’auto censura e dell’impossibilità di mettere in discussione principi che si pretendono universali ed eterni. Abbiamo ben visto cosa è successo con la pandemia, quando il dibattito è stato stroncato sul nascere.

Inoltre le università sono anche il luogo nel quale si forma e viene cooptata la classe dirigente americana, quella che poi avrà la responsabilità di guidare il paese. Se il merito viene sostituito dal conformismo, dal bigottismo e dalla prudente obbedienza, oppure, come peraltro già succede da tempo, dalle “quote” obbligatorie di “minoranze un tempo svantaggiate” , ne va pesantemente di mezzo la qualità dell’intellighenzia che si andrà a selezionare: i risultati, a quanto sembra, si riescono già ampiamente a vedere osservando il livello della classe politica che esercita il potere nel paese in questo momento: una serie di personaggi che definire impreparati al compito e di scarso valore umano e culturale sembra essere uno sperticato complimento.

Il danno derivante da essersi formati in istituzioni dove regna il timore di passare per eretici è grave anche nelle scienze esatte come Galileo dimostra, ma lo è molto di più nelle scienze umanistiche dove non esiste una realtà oggettiva che bene o male quando si esagera ci riporta in riga, tanto che in materie come le scienze politiche e sociali l’insegnamento si presta a divenire con facilità quasi esclusivamente propaganda e gli studenti più che istruiti, finiscono per essere indottrinati. Manco a dirlo sono proprio questi i corsi che frequentano in grande maggioranza coloro che saranno i futuri amministratori del paese. In pratica, oltre che ignoranti, saranno anche incapaci di ragionare con la propria testa.

Approfondendo solo un poco il merito dell’ideologia che ha così significativamente inciso nella cultura accademica americana, soprattutto in quella più alta, ci si può facilmente rendere conto che la pretesa lotta a tutte le discriminazioni è del tutto fittizia e finisce semplicemente per ribaltare la situazione precedente introducendo norme, sempre razziste, ma questa volta a carico dei bianchi. Sembra proprio che nella cultura anglosassone il razzismo sia penetrato talmente in profondità che rispunta ovunque senza che nemmeno se ne rendano conto: se proprio non è più bon ton essere razzisti contro i negri, i latinos, i nativi, i musi gialli o magari gli italiani, si può sempre essere razzisti con se stessi, come bianchi, come maschi, come eterosessuali, o addirittura come componenti dell’umanità che per il mero fatto di essere in vita e respirare, consumano risorse, alterano ecosistemi ed infine “distruggono il pianeta”, come certi oligarchi filantropi ci ripetono di continuo.

A quanto pare il complesso di superiorità dell’occidente, soprattutto dell’occidente ad egemonia anglosassone, lungi dal diventare più ragionevole col tempo, si trasferisce semplicemente da un aspetto all’altro, dall’etnia alla cultura, dalla cultura ai “valori” di propria invenzione, ma che si vuole imporre come universali. In altre parole diventa autodistruttivo: ultimamente i “valori universali” più gettonati sono appunto concetti vagamente definiti come “democrazia”, ”inclusività”, “sostenibilità”,“non discriminazione”, “fluidità”, ”eco compatibilità”, che da bravi dogmi parareligiosi, in mano ai più fanatici, tendono a distaccarsi sempre di più dalla realtà fisica e dal buon senso fino ad arrivare ad una sorta di suicidio per motivi ideologici. In religione succede piuttosto spesso, il martirio è molto apprezzato.

In qualche modo pare che per tradurre in pratica questi costrutti mentali prodotti pur sempre dall’occidente bianco, può diventare giusta e necessaria perfino la soppressione dello stesso occidente bianco. La sovrastruttura diventa più importante della struttura che l’ha creata. Per esempio l’immigrazione di massa in Europa e in America deve essere sostenuta anche se implica la distruzione dell’Europa o dell’America e per “salvare il pianeta dall’umanità” si può giungere tranquillamente alla soppressione dell’umanità … da parte, e questo è il bello, della stessa umanità! Quasi non fosse anch’essa un’azione “artificiale”. Possibile che nessuno si renda conto che reintrodurre il lupo è altrettanto “artificiale” quanto sterminare il lupo? In realtà non dovrebbe essere una questione ideologica, ma di opportunità: cosa è meglio fare. Qualunque strada seguita fino in fondo non porta da nessuna parte è sempre una questione di misura, di equilibrio.

Tutto sommato era preferibile “il fardello dell’uomo bianco” del vecchio Kipling.

Se è così che funzionano le università americane, o meglio, se è così che hanno smesso di funzionare le università americane, non è che qui da noi si stia molto meglio, anche se siamo leggermente più distanti dal ridicolo conclamato. Tutto quello che siamo in grado di fare è scimmiottare i nostri padroni d’oltremare, magari con meno convinzione, perché siamo fatti così, ma credo che con la seria applicazione e il duro impegno ci possiamo arrivare anche noi. Già oggi si tengono corsi non più in italiano, ma nella lingua ieratica dei padroni. I nuovi Alberto Sordi, per non passare da provinciali, imitano anche l’accento padronale, per quanto ridicolo sia, e darebbero chissà cosa per essere indistinguibili da un membro della razza padrona, naturalmente non importa se bianco o nero, omosessuale o etero, anche perché non ci sono bianchi e neri, omosessuali o etero, maschi o femmine, siamo tutti fluidi, lo dice la scienza.

Devo dire che perfino il mio Comune (mio, si fa per dire, perché ogni volta che ne ho avuto bisogno per adempimenti burocratici da lui stesso creati, ha sempre fatto il possibile per rendermi la vita difficile), manda avvisi bilingui e nemmeno più nel burocratese di una volta, ma in un linguaggio molto più confidenziale, moderno e smart. Anche molto più buzzurro a dire il vero.

Qualche giorno fa, ad esempio, mi hanno inviato per posta (modalità affatto smart), una specie di depliant dal titolo rivelatore “COMPORTATI AMMODO” che suona molto come una minaccia di un padre incazzato al figlioletto discolo: attenzione, ti stiamo osservando, comportati ammodo! Ammodo, come bisognava comportarsi durante la grande pandemia? Chiusi in casa, punturati, mascherati e scodinzolanti sulle terrazze senza far domande inopportune?

Un tempo, almeno formalmente, ti trattavano con una certa dignità, ti davano dell’egregio signore anche quando ti facevano la multa, non presumevano che tu ti comportassi male, ora si rivolgono a te come fossi un ragazzino che tira i sassi ai lampioni. I rapporti di subordinazione del suddito nei confronti del nuovo latrante padroncino non potrebbero essere più chiari. Né, a dire il vero, più buzzurri.

E pensare che gli eletti dal popolo, in teoria, stanno li per servire il popolo: non siamo noi i loro datori di lavoro? Non che io l’abbia votata, beninteso, dico votata perché il nostro sindaco è donna e questo, ovviamente, aggiunge un valore in più alla carica, anche se i generi come dice la “scienza”, sono un costrutto sociale. Ma ai nuovi ideologi il principio di non contraddizione gli fa un baffo.

Devo dire che anche i contenuti del foglietto sui quali l’autorità simpaticamente ci intrattiene sono perfettamente in linea con la sua forma e col suo valore: si tratta perlopiù di immondizia e merda di cane.

Commenti (70)

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    1. BrunoWald 2 febbraio 2024

      Immaginate se circa la metà di quelli che ricevono il depliant "Comportati ammodo!", lo restituissero come allegato con raccomandata AR, indirizzata al sindaco e p.c. all'ufficio competente, con succinto ma pregnante contenuto:

      "Andate a farvi fottere!"

      Comicerebbero a sentirsi un pò preoccupati...

      Finché non ci puntano addosso un fucile, la colpa è sempre nostra.
      Il problema è che siamo sommersi dalla famosa "maggioranza", tanto celebrata nei decenni dell'arco costituzionale, quando ci davano effettivamente dell'"egregio signore" pur considerandoci una massa di pecoroni, esattamente come adesso.

    2. CptHook 2 febbraio 2024

      Io aggiungerei anche una sonora pernacchia, nel più puro stile De Curtis/De Filippo...

    3. Nestor Halak 2 febbraio 2024

      Viene da domandarsi che razza di consulenti pubblicitari abbiano.

    4. FrancoMaloberti 3 febbraio 2024

      Complimenti per l'articolo, che condivido e, dopo averlo tradotto, lo mando ad amici. La richiesta di paulbressac mi sembra una inutile ricerca del pelo nell'uovo. Dichiarazione o meno la sostanza è quella. (Anch'io sono stato in università americane)

    5. Nestor Halak 3 febbraio 2024

      Grazie. Sembra anche a me che si voglia per forza trovare una pecca. La notizia in particolare proviene da Limes, sito (e rivista) main stream e pertanto credibile quando si tratta di notizie non favorevoli alla narrazione dominante, Dato che non sono in grado di verificarla, ho comunque scritto "pare che". Il resto è notorio.

    6. FrancoMaloberti 3 febbraio 2024

      L'articolo ha ricevuto applausi da Macau!!

    7. paulbressac 4 febbraio 2024

      Perché pelo nell'uovo? l'autore scrive: "per essere assunti nelle università americane occorra fare una dichiarazione di “diversità, equità e inclusione” dovrebbe spiegare, citare, fare nomi provare sue le affermazioni. L'unica fonte precisa - Limes - non dice questo e fino ad ora nessuno ha spiegato - neanche Limes - quali fossero le università nelle quali occorre questa dichiarazione.
      Insomma avete fatto una dichiarazione molto precisa ma non avete come provarla? è quello che succede quando si ha un maestro che ha passato la vita mentindo e traindo.

    8. paulbressac 4 febbraio 2024

      Se non potete provarla avete inventato una notizia. Montanelli, il Maestro, ha fatto questo la vita intera.

    9. FrancoMaloberti 4 febbraio 2024

      Il "fornisci le prove" è una cosa che ho sentito molte volte. È ovvio che la richiesta di dichiarazione non è codificata, ma può essere necessaria in pratica. Se lei è stato, come dice, negli USA sa come vanno le cose ... Tra un paio di settimane vado a una conferenza a S. Francisco. Se vuole posso chiedere se l'affermazione ha un suo fondamento. Comunque, il tenere la porta aperta quando c'era in ufficio una studentessa è una precauzione che valeva anche all'inizio del 2000.

    10. paulbressac 4 febbraio 2024

      insomma si può scrivere quello che si vuole? citando come fonti un articolo che non afferma il contenuto di quello che avete scritto e vaghe referenze a un non ben precisato contenuto presente in rete. è un fatto molto grave che oltre a essere incostituzionale e mi sembra contro le leggi del lavoro americane mostrerebbe le dimensioni che l'abbandono dei principi puritani ha raggiunto nella società americana. e quindi meriterebbe essere affrontato con attenzione e precisione. solo questo
      grazie per l'attenzione

    11. Nestor Halak 4 febbraio 2024

      Prendo atto che Montanelli non le piace. Ce ne faremo una ragione.
      Può trovare istruzioni su come compilare un Diversity Statement sui siti delle principali università per esempio questa: https://careerservices.upenn.edu/application-materials-for-the-faculty-job-search/diversity-statements-for-faculty-job-applications/

    12. FrancoMaloberti 5 febbraio 2024

      Ho trovato tra le mail mie questo primo elemento:

      Dear IEEE Division I Director Franco Maloberti,

      As a follow up to our July communication to all Division Directors, we are writing to request that you take the next step in the process for the Cohort Fellow Evaluating Committee for Division I (CFEC). Now that the CFEC lists have been reviewed by the Fellow Diversity Oversight Subcommittee (FDOS) for how closely they met the recommended diversity guidelines, the CFECs are ready to have their Chairs assigned.

    13. FrancoMaloberti 5 febbraio 2024

      Nella IEEE sede NY, c'é ance un comitato diversity and inclusion

      2025 IEEE Committees Chairs and Members

      • Audit
      • Awards Board
      • Conduct Review
      • Diversity and Inclusion
      • Election Oversight
      • Employee Benefits and Compensation
      • Ethics and Member Conduct
      • European Public Policy
      • Fellow
      • Fellow Nominations and Appointments
    1. paulbressac 2 febbraio 2024

      buon giorno
      l'autore potrebbe per favore specificare quali sono le università americane che esigono uma dichiarazione di “diversità, equità e inclusione” o da quale fonte ha estratto questa notizia. Grazie

    2. CptHook 2 febbraio 2024

      Troverà ampia documentazione nell'articolo "Il silenzio dei dannati" di prossima pubblicazione, scritto, peraltro da Chris Hedges, un giornalista americano premio Pulitzer.
      Per ulteriori ampliamenti di informazione posso suggerirle di consultare l'archivio di The Epoch Times al link: https://www.theepochtimes.com/

    3. Nestor Halak 2 febbraio 2024

      Le mie riflessioni non derivano da un'inchiesta giornalistica che non ho né i mezzi né l'opportunità di poter condurre, ma da una serie di letture ed anche da certe conversazioni con un amico che ha insegnato in un'università pubblica americana, per cui non posso fare nomi di atenei.
      Le fonti che sul momento ricordo sono: Cancel Colture di Dershowitz, La nuova Censura di Benoist ed anche un'inchiesta di Limes che si intitolava qualcosa come: la crisi dell'università americana.

    4. paulbressac 2 febbraio 2024

      te lo chiedo perchè io ho prestato e presto servizio per varie università americane e mai e poi mai mi è stata fatta una richiesta di questo tipo. che l'indirizzo pedagogico sia in questa direzione non è certo una novità ma che "per essere assunti nelle università americane occorra fare una dichiarazione di “diversità, equità e inclusione” è una novità veramente interessante. Ho mandato il vostro articolo per le università con cui ho contatto. vi farò sapere le risposte.
      Grazie per l'attenzione.

    5. paulbressac 2 febbraio 2024

      ma in The Epoch Times dove parla che "occorra fare una dichiarazione di “diversità, equità e inclusione”?

    6. CptHook 3 febbraio 2024

      Faccia una bella ricerca, magari poi ricordo male e si tratta di The Unz Review, certamente su LifeSite ho visto un pieno di articoli relativamente al Canada (se non è zuppa è pan bagnato)..., alla mia non più verde età la MBT se ne va a donne perdute. Comunque il pezzo di Hedges è appena uscito.

    1. Arian Van Heisen 2 febbraio 2024

      Bisogna sempre ricordare che le cosi dette Leggi Razziali o per meglio dire Leggi a salvaguardia dell' Identità furono introdotte nel 1939 in un periodo bellico quando i nemici erano le comunità Ebree insediate nei glanchi vitali dell Europa i quali avevano dichiarato guerra al Das Dritte Reich

      L' abuso della parola Razzismo è talmente evidente che ha invaso il microcefalo femminile che si credono uguali agli uomini annullando la Diversità per legge

    2. TorreNera 2 febbraio 2024

      Nel '35 in Germania e nel '38 in Italia

    3. Arian Van Heisen 2 febbraio 2024

      Il 15 settembre 1935 vennero promulgate le leggi di Norimberga e applicate
      nel corso del 1936 gli ebrei vennero banditi da tutte le professioni: in tal modo, fu loro efficacemente impedito di esercitare una qualche influenza in politica, nella scuola e nell'industria.
      Mentre cosa prevedeva il Regio Decreto del 17novembre1938 ?

      questa legge limitava i diritti civili degli ebrei, ne proibiva i libri e li escludeva dalle cariche pubbliche e dall'istruzione superiore.

      Ora invece abbiamo una Cittadina Ebrea con passaporto Usa, lesbica , a capo del maggior partito di opposizione...
      contenti voi...!

    4. TorreNera 2 febbraio 2024

      A parte che la Schlein non è ebrea, essendo io di destra non la voto di certo, quindi quel " contento voi" dillo/scrivilo a qualcun altro.
      Il punto è che hai scritto una cavolata nel tuo primo commento. Forse sarebbe il caso di fare un passo in dietro ed ammettere l errore. Ne guadagneresti in onestà. È solo un consiglio, poi fa come ti pare.

    5. Arian Van Heisen 2 febbraio 2024

      Il padre della Schlein, Melvin Schlein, è un politologo e accademico statunitense di origine ebraica aschenazita
      poi nessun passo indietro le cavolate le scrive lei...!
      lo sanno tutti che lo scontro tra il Deep State Anglo Usa Ebreo e Das Dritte Reich non è mai terminato dal Trattato di Versailles che tolse la Prussia Orientale ai leggittimi Tedesch,i era una guerra che covava sotto le ceneri dal 1933 .
      naturalmente lo sanno tutti tranne chi non vuol vedere o sentire la veritas...!

    1. CptHook 2 febbraio 2024

      Caro Nestor, a caldo un applausone, hai dipinto un quadro meraviglioso, ancorché inquietante ben più di alcuni di Hyeronimus Bosch.

      Per quanto riguarda gli USA(e getta) mi permetto di aggiungere una chiosa di un Maestro (ancorché non sempre condivisibile), un "Controcorrente" di Indro Montanelli; non ricordo se a proposito dello scandalo Watergate o che altro (Cil)Indro scriveva (più o meno):

      "Comprendiamo la necessità degli americani di fare periodicamente il bidet dell'anima. Non riusciamo però a comprendere questa loro necessità di risciacquarsi la faccia con la stessa acqua."

      Non oso pensare cosa scriverebbe oggi, e per quanto bravo, dubito che saprebbe farlo con l'eleganza e la precisione con cui l'hai fatto tu.
      Grazie, provvedo a diffondere.

    2. paulbressac 2 febbraio 2024

      Parlate di quel Montanelli che nel 1962 attaccò, dalle pagine del Corriere della Sera, Enrico Mattei seguendo alla lettera le istruzioni del governo inglese. Pochi mesi dopo Mattei ebbe il famoso "incidente" aereo.
      Vermente un bell'esempio di giornalismo! un modello per voi?

    3. CptHook 2 febbraio 2024

      un Maestro (ancorché non sempre condivisibile)

    4. CptHook 2 febbraio 2024

      Aggiungo anche che era sicuramente non solo un ottimo giornalista ma anche un uomo di cultura, cosa che non si può certo dire dei pennivendoli attuali, molto spesso con gravi deficienze a livello di lingua italiana.

    5. paulbressac 2 febbraio 2024

      Beh, si è anche fatto passare per combattente della resistenza quando in realtà operava come spia dei nazisti (ci sono documenti consultabili che lo provano e che non sono mai stati contestati) e si scopava le ragazzine dell'abissinia ma il vaticano ha spiegato che lui no, non era un pedofilo. Veramente un Maestro.

    6. CptHook 2 febbraio 2024

      "Chi è senza peccato scagli la prima pietra"...

      "Non giudicare se non vuoi essere giudicato"...

      "... sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore: “Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”.

    7. paulbressac 2 febbraio 2024

      Il peccato è un atto contro leggi nelle quali non mi sono mai riconoscito, alle quali non mi sono mai assoggettato. è un concetto troppo legato al debito, a un debito originario al quale non mi sono mai sentito obbligato. Per cui io le pietre le tiro sì, le ho sempre tirate contro chi difende queste leggi e la legittimità di questo debito.
      Ma cos'è il peccato per uno che non considera niente della tradizione cristiana?

    8. CptHook 2 febbraio 2024

      Ma cos’è il peccato per uno che non considera niente della tradizione cristiana?

      Il peccato dell'eventuale creatore...

    9. CptHook 2 febbraio 2024

      Il peccato è un atto contro leggi nelle quali non mi sono mai riconosciuto, alle quali non mi sono mai assoggettato.

      L'atto contro la legge si chiama "violazione" o "reato", non peccato.

      è un concetto troppo legato al debito, a un debito originario al quale non mi sono mai sentito obbligato.

      Finalmente un punto di contatto, anche se credo per motivi diversi (che mi piacerebbe conoscere), perché io non sono un credente.

      Per cui io le pietre le tiro sì, le ho sempre tirate contro chi difende queste leggi e la legittimità di questo debito.

      Questa non mi è chiara...

    10. paulbressac 2 febbraio 2024

      "chi lo ha creato": continui nella tradizione religiosa.

    11. CptHook 2 febbraio 2024

      Ho detto "eventuale creatore", cioè specificando, come ho già detto, che non credo a tale eventualità, perlomeno non nelle forme che ho trovato proposte fino ad oggi.

    12. maghi 2 febbraio 2024

      per un'ateo il peccato semplicemente non esiste o è una stravaganza. Per un cristiano o anche per i musulmani, è un grosso problema di coscienza da risolvere. Potremmo forse dire che un ateo non ha una coscienza? No davvero. La seppellisce soltanto sotto una montagna di fango per credere di non averla. Quant'è bello il libero arbitrio. A me piace tanto. Anche oggi ero in auto e ad un bivio, che portava a seguire due strade, una verso Dio e una verso l'egoismo, ho sentito una tendenza a girare verso l'egoismo, ma l'angelo custode mi ha fatto imboccare la strada giusta. Per chi segue Gesù, è chiaro come si chiama quella tendenza, diavolo tentatore. Apprezzo anche chi vuole stare dalla parte del tentatore, ma quelli che ci stanno, perchè obnubilati, mi fanno pena, perchè rinunciano a schierarsi, a lottare. In pratica sono dei perdenti a priori, perchè si fidano non del proprio cervello, ma di quello degli altri. In questo caso di quello del diavolo. Forse in questo caso non si può nemmeno parlare di libero arbitrio, forse nemmeno di peccato, per la mancanza di piena avvertenza e deliberato consenso, ma tra i peccati contro lo Spirito Santo mi pare esserci anche quello di credere di andare in Paradiso senza merito. In ogni caso il mio miglior amico c'è andato, pur non credendo al Dio di Gesù, perchè era una bravissima persona, un'anima eccelsa, che aveva il grande merito di pentirsi degli errori e di cercare di porvi rimedio, se possibile. Fossimo tutti così. Non avremmo bisogno di religioni vere, che ci insegnano la strada di Dio, ma io di persone come era lui non ne conosco altre.

    13. absitiniuriaverbis 2 febbraio 2024

      Scrivi:
      'per un’ateo il peccato semplicemente non esiste o è una stravaganza'
      ed aggiungi
      'Potremmo forse dire che un ateo non ha una coscienza? No davvero. La seppellisce soltanto sotto una montagna di fango per credere di non averla'.

      Rabbrividisco e dissento da questa prospettiva, visione o interpretazione che si voglia chiamare.

      Non trovo affatto necessario avere fede o professare un credo per capire la differenza tra peccare o no.
      È solo una questione relativa all'etica individuale, morale dividuale, coscienza e consapevolezza individuale e tutte possono senz'altro prescindere da fede e religione.

      Ad ognuno la sua strada.

    14. CptHook 3 febbraio 2024

      Grazie Abs, mi hai risparmiato un'altra sterile discussione...,
      🙏

    15. maghi 8 febbraio 2024

      proprio oggi ho avuto il piacere di sentire Gesù nella Valtorta dire che va in Paradiso chiunque abbia rettitudine di coscienza. Ti chiedo conosci almeno i sette peccati capitali, perchè se non ne hai coscienza, fatti le dovute considerazioni.

    1. pippo123 2 febbraio 2024

      veramente guagliò sie genossen anche la Cina comunista in quanto a tirannide non scherza..
      Più che Marx è stato Lenin ad escludere una guerra tra paesi socialisti...SBAGLIATO. guerra cina-vietnam, guerra vietnam-cambogia...scaramuccia Urss-Cina...prossima Venezuela-Brasile

    2. paulbressac 2 febbraio 2024

      e perché mai la cina sarebbe comunista? il comunismo è un tentativo di superare la contraddizione che esiste tra una produzione che è sempre di più sociale e un'appropriazione che continua individuale. In cina come nel resto del mondo le merci continuano merci con valore di scambio e valore d'uso. Lenin parla di dittatura del proletariato dove parla di "stati socialisti"? dove vedi che esiste la possibilità di una guerra tra Brasile e Venezuela? e perché sarebbero "socialisti"?

    3. Moderatore 3 febbraio 2024

      Per cortesia, chiarisca il significatdo di bagai.
      In ogni caso l'appllativo risulta rivolto ad un commentatore in modo diretto e questo non è consentito.
      In attesa di suoi chiarimenti, la ringrazio.

    1. pippo123 2 febbraio 2024

      Il latifondista ha bisogno di servi della gleba analfabeti, di piccoli borghesi scolarizzati non sa che farsene.Bill Gates nei suoi ettari necessita di gente che tira il carretto e si mangia grilli, di gente che discute la teoria copernicana se ne sbatte...

    2. Luca VFR 2 febbraio 2024

      Anche perché se discute la teoria copernicana non tira il carretto. Che è lo scopo essenziale della sua esistenza. Se non servissero il sig- Guglielmo Cancelli li eliminerebbe, semplicemente. Perchè non avrebbero, sempre secondo lui, nessuna utilità.

    1. DrCaligari 2 febbraio 2024

      E' il passaggio dalla produzione di prodotti (quindi di senso) alla produzione di costruttori di senso. Non piu inventori ma ricercatori assoldati per fini imposti, non piu consumatori ma selezionatori di consumo. Non umani ma replicanti.

    2. CptHook 2 febbraio 2024

      "Non più ottico ma spacciatore di lenti
      Per improvvisare occhi contenti
      Perché le pupille abituate a copiare
      Inventino i mondi sui quali guardare
      Seguite con me questi occhi sognare
      Fuggire dall'orbita e non voler ritornare"

    1. absitiniuriaverbis 2 febbraio 2024

      Roba forse spinosa, qui su CDC:
      si usano infatti nomignoli, con qualche sparuta eccezione.

      Ebbene, dal nomignolo come fare a capire il sesso od il genere di elezione di chi scrive per evitare un approccio sconsiderato?
      Immagino quindi che ogni autore/autrice e commentatore/commentatrice (Monty Python! ) debba dichiarare entrambi e specificare se intende essere approcciato al maschile/femminile/altro.

      Cambierebbe il nostro approccio alla comunicazione?
      Personalmente non credo.

      Però, vuoi mettere, questi si che sono problemi! Il resto è noia.

      Grazie per il tuo scritto: notevole.

    1. maghi 2 febbraio 2024

      che la burocrazia sia la peggior forma di dittatura, me ne sono accorto da più di 30 anni. Una volta usavano le leggi per imporre la giustizia, ora per opprimere le persone oneste, moralmente, fisicamente e psicologicamente sane. Mi pare di essere finito nell'Etiopia di Hailè Selassie, che voleva solo ministri corrotti per poterli ricattare a bacchetta e far loro commettere ogni atto criminale che lui voleva.

    1. PietroGE 2 febbraio 2024

      Come giustamente fa notare l'articolo, tutta questa subcultura integrazionista e immigrazionista 'diversificata', che ha distrutto la scuola americana e sta spostando a favore della Cina l'egemonia tecnologica in realtà è anch'essa razzista. Il razzismo è contro i bianchi americani di origine europea, passati in pochi decenni dall'essere l'80% degli abitanti degli USA all'attuale scarso 50% per diventare una delle tante minoranze del Paese. Le conseguenze di questo andazzo sono molto importanti per l'economia e soprattutto per la scienza e la tecnologia, un tempo fiore all'occhiello del Paese, la scuola americana produce sempre più ignoranti incompetenti e le grandi compagnie tecnologiche non vanno avanti senza ingegneri e scienziati cinesi o indiani. Basta dare una occhiata alle foto dei gruppi di ricerca nelle università americane per rendersene conto. In realtà il razzismo anti bianco era già iniziato con la Affirmative Action (dichiarata poi parzialmente illegale) cioè con le quote 'nere' nelle università e nei college e con l'apertura delle frontiere spinta dai dem che avevano bisogno di una clientela elettorale sicura. Anche nelle prossime elezioni questi temi saranno al centro del dibattito politico. Per il resto noi non possiamo dichiararci immuni da simili sviluppi tipici della decadenza terminale di una società. A ben guardare infatti stiamo andando sulla stessa strada, almeno per quel che riguarda l'Europa occidentale.

    2. uomospeciale 2 febbraio 2024

      E infatti faremo la stessa identica fine, solo con 30/40 anni di ritardo.

    3. Luca VFR 2 febbraio 2024

      Anche meno di 30/40 anni.

    1. IlContadino 2 febbraio 2024

      Ultimamente con gli amici avanzo la pretesa di giocare a scacchi con mentalità inclusiva: tolgo il Re, troppo maschio, troppo alfa, al suo posto una Regina. Gioco con due Regine, senza Re, senza il suo ingombro.
      Si può giocare a scacchi senza Re?
      Ovviamente no. Primo insegnamento: il Re è il pezzo più importante, la Regina quello più forte. Equilibrio.
      Come in arrampicata, tutta una questione di equilibrio.
      Ora, l'equilibrio è venuto a mancare.
      Il lungo biennio lo ha portato via.
      Quando ti tolgono l'equilibrio sei spinto a cercarlo nuovamente, la ricerca di equilibrio richiede concentrazione, questo porta ad una certa centratura, essere centrati eleva lo spirito, cosa buona e giusta.
      In qualità di scacchista e arrampicatore devo dire che l'era contemporanea non è affatto male.

    2. maghi 2 febbraio 2024

      infatti il figlio unico di una ladra e troia, che conosco, è precipitato in una arrampicata. Per lei e purtroppo per lui, che non doveva essere un cattivo ragazzo, per quel che ne so, è finita male. Spero solo che il suo spirito si sia elevato fino al Paradiso.

    3. fuffolo 2 febbraio 2024

      Che poi l'equilibrio non è mica un'idea, è reale, o c'è o non c'è. Non è oggetto di discussione, si può verificare. E' una condizione che permette di superare l'appartenenza, in quel momento sei le due cose insieme, l'alto ed il basso, la destra e la sinistra... e pure qualcosa di più.

    4. IlContadino 2 febbraio 2024

      Che bella riflessione.
      Mi fai pensare.
      La ricerca di equilibrio è, anche, ricerca di identità.
      Voglio dire, la quercia ha un suo proprio equilibrio, perfetto per la quercia, la palma ne ha un altro, differente, perfetto pure quello.
      Io che albero sono?
      Mi capisci?!

    5. fuffolo 2 febbraio 2024

      La loro fortuna è la convibrazione, sono quello che sono in automatico senza problemi di consapevolezza e coscienza. Noi per sapere di che razza siamo dobbiamo percorrere fino in fondo la strada evitando quelle già tracciate...

    6. IlContadino 2 febbraio 2024

      Non si trova molto di scritto sugli alberi, sul loro "percorso", sempre che ne abbiano uno. Avranno una loro coscienza? Forse maturano nel corso degli anni, dei secoli, chi lo sa?! Un bosco giovane non trasmette le stesse cose di un bosco vecchio.
      Vado un po' a sensazione, per esperienza diretta, vissuta.
      Personalmente mi sento molto meglio dopo un paio d'ore in una faggeta piuttosto che dopo due ore di centro commerciale.

    7. alduccio 2 febbraio 2024

      Il mio equilibrio dopo il corso biennale ha bisogno del fuoco dello Spirito, ma anche di quello di una semi-automatica.

    8. IlContadino 2 febbraio 2024

      Alduccio, comportati ammodo;-))

    9. fuffolo 2 febbraio 2024

      Qualche spunto per pensare diversamente alla questione
      Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale
      di StefanoMancuso e Alessandra Viola

    10. CptHook 2 febbraio 2024

      Mi piace..., in effetti si raggiunge una catarsi relativamente economica (visto il costo delle cartucce, se non ricarichi personalmente).

    11. fuffolo 2 febbraio 2024

      SIG 556R equilibrato il potere di arresto, la cadenza e la precisione, in qualità svizzera.

    12. uomospeciale 2 febbraio 2024

      Troppo complicato e la vita è troppo corta per rovinarsela vivendo di continui compromessi ed equilibrismi.
      Meglio fare come faccio io:

      " nè per il rè, nè per la regina"

      Bruci pure il mondo intero per quanto mi frega.

    13. CptHook 2 febbraio 2024

      Commento fuori tema: rimango sempre innamorato di una bella S&W 357 Magnum (che rimpiango amaramente di aver venduto per finanziare le vele nuove della barchetta).

    14. pippo123 3 febbraio 2024

      senti capitano mio capitano...controlla bene prima di scrivermi..chi insulta chi...bagai non è una carezza...confermo vincenzo è un analfabeta.. è un giudizio tecnico,

    15. Moderatore 3 febbraio 2024

      Cercando il significato di bagai su internet avevo trovato il seguente:
      “Si differenzia dal comasco e dal brianzolo, avvicinandosi al bergamasco, in parecchi vocaboli: es. bagai (bambino) invece di fioö di milanese-comasco; negòt (niente) invece di nagot, vergòt (qualcosa) invece di queicoss, ecc.“

      A lei risulta qualche cosa di diverso? Grazie per l`attenzione.

    16. Moderatore 4 febbraio 2024

      Il suo commento era in attesa di moderazione per due parole `sospette'.
      È stato rilasciato perché non rivolte ad alcun utente. Tuttavia le ricordo che CDC 'Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi.'
      A rileggerla

    17. maghi 8 febbraio 2024

      non si preoccupi. La ladra e troia non legge certo CDC e la morale del commento è lapalissiana a qualsiasi uomo onesto e giusto.

    18. Moderatore 8 febbraio 2024

      La informo che entrambe le parole 'ladra e troia' sono state inserite nella lista delle espressioni vietate.

      Quindi, da ora in poi, i commenti che le conteranno entreranno in attesa di moderazione direttamente.

      A rileggerla

    1. Dico no 2 febbraio 2024

      Complimenti per questo interessante discorso.
      Bello il passaggio sull'oggettività delle discipline

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