AMAZONIADE: LA SOCIETÀ DEL FUTURO – GUERRA E PACE [VIDEO]

La rubrica di ComeDonChisciotte.org alla scoperta di Amazon assieme al giornalista e documentarista Massimiliano Cacciotti. AMAZONIADE sarà con noi per venti settimane, sempre di venerdì. Buona lettura e buona visione.

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Venti capitoli e venti video, di settimana in settimana. È una sorta di viaggio agli inferi col biglietto di ritorno, quasi fossi un novello Dante, ma privo di un Virgilio a farmi da guida.

E allora, visto che Virgilio non c’è, in questo lungo viaggio mi accompagnate voi?

AMAZONIADE CAPITOLO 10

Guerra e Pace

Di Massimiliano Cacciotti per ComeDonChisciotte.org

Col turno di notte, finisce che arrivo sempre a casa all’alba. Mi si è scombussolato tutto il metabolismo, che adesso non riesco proprio più a dormire quando è buio, nemmeno quando ho le giornate di riposo. Così, per provare ad addormentarmi, quasi sempre mi metto sul web a guardare un po’ di video on line.

Che poi, non lo so perché, ma mi è sempre piaciuta un sacco la storia. E allora, spesso, cerco video di storia su Youtube. Poi, adesso, ho scoperto i podcast di Alessandro Barbero. Sì, quel professore con gli occhiali. Quello che è diventato famoso con Piero Angela a Superquark. Quello che, chissà perché, dicono che fa un sacco di visualizzazioni. Che poi, adesso, lui c’ha pure tantissimi video su Youtube.

Forse perché è uno bravo a parlare, uno che ci sa fare e che è pure simpatico. Sta lì, a raccontarti di Garibaldi, con quell’arietta per bene e con quella sua vocina piemontese e rassicurante, che a me mi fa spesso da sonnifero. È un po’ come quando mio nonno, da piccolo, mi raccontava le favole prima di andare a dormire. Solo che a mio nonno capitava quasi sempre che si addormentava prima lui di me.

Con Barbero no, questo non succede. Metto su uno dei suoi podcast, di quelli lunghi, che durano un’oretta o due. Mi sento l’inizio della vita di Carlo Magno, o quella di Federico di Svevia e, prima ancora che lui arrivi a dire di quando quei tizi sono diventati dei grandi re, io mi sono già addormentato.

Oggi, invece, ho beccato una roba sulle guerre napoleoniche. Dura un’oretta o giù di lì. C’è Barbero che ti spiega come si reclutavano e si addestravano gli eserciti a quell’epoca. E non è che come argomento sia chissà che. Però va bene lo stesso. Anzi, forse va ancora meglio, come sonnifero. Così la sua voce mi fa compagnia, mi agevola il dormiveglia. La sentirò per un po’, in sottofondo e poi, sicuramente, finisce che mi aiuta a prendere sonno… O almeno spero…

“Ragionare il meno possibile – sento che dice Barbero, mentre parla di quei soldati dell’ottocento – L’intero scopo degli eserciti era di costruire organismi che non ragionavano e che procedevano meccanicamente seguendo gli ordini. L’intero scopo era quello: non ragionare. Immaginate: voi avete reclutato duecento contadini. Per prima cosa li rendete tutti uguali, dandogli una divisa. Per seconda cosa gli mettete in mano un moschetto e gli insegnate a caricare e a sparare col moschetto. Già questo richiede un certo tempo. E non è che si possa spendere chissà quanto tempo e chissà quanti soldi per addestrare la truppa. Gli hai insegnato a caricare e a sparare col moschetto. Tanto basta. Poi questi duecento li metti tutti in fila e gli insegni a sparare tutti insieme. Non gli insegni a mirare al bersaglio. Sarebbe un’enorme perdita di tempo. No. Gli insegni solo a puntare quando l’ufficiale comanda ‘puntate’ e a sparare quando l’ufficiale comanda ‘fuoco’. E poi via, tutti insieme, ricaricare e di nuovo sparare. Poi li vuoi muovere? Gli insegni a marciare tutti insieme. Li abitui a riconoscere certi ordini semplicissimi, sempre quelli, standardizzati. Si marcia tutti allo stesso passo. Settantasette passi all’ora. Il segreto per mandare gli uomini alla morte è questo: mandarli in tanti, tutti insieme e tutti uguali.”

Oggi non ci riesco proprio a dormire. E la voce di Barbero continua a farmi compagnia…

“Ragionare il meno possibile… Riconoscere certi ordini semplicissimi, sempre quelli, standardizzati… Tutti uguali, tutti insieme, tutti allo stesso passo… Settantasette pacchi all’ora…”

Oh, ma che ha detto pacchi? Ah no, mi sa che ha detto passi. Però… A pensarci bene… Sì, farebbe, giusto giusto, proprio settantasette pacchi all’ora. Anzi no, forse pure il doppio. È il ritmo dei packer di Passo Corese. Quelli che imparano pochi ordini. Standardizzati. Che lì, però, noi c’abbiamo un altro generale. Non sarà Napoleone, ma è comunque uno famoso. Insomma, alla fin fine, mica è cambiata troppo la faccenda.

Che poi, per trasformare le brave persone in bravi, bravissimi soldati, in fondo in fondo, servono sempre le stesse cose: ordini semplicissimi… tutti uguali, tutti insieme, tutti allo stesso passo… Settantasette passi… Anzi, settantasette pacchi… Che, tanto, alla fine, è proprio creare tanti bravi soldati quello che importa davvero. L’unica cosa. Da sempre. È tutto lì il segreto della vita, il segreto del successo, della felicità… Il segreto per mandare gli uomini a morire…

QUI IL CAPITOLO 01 DI AMAZONIADE

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