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ZANOTELLI, ZITTO E VERGOGNATI – Prima lui poi Netanyahu

DI FULVIO GRIMALDI

Mondo Cane

Interrompo il mio impegno monotematico sul nuovo documentario “O la Troika, o la vita”, che mi sta tenendo lontano da blog, facebook, youtube e un sacco di amici e interlocutori, perché sopraffatto dall’indignazione rispetto al solito energumeno delle distrazioni di massa e disinformazioni imperialiste che si fa, e vien fatto, passare per modello di pacifismo e solidarietà per gli oppressi e sfruttati.

Occuparsi del prete Zanotelli, quando quello che Israele sta facendo da settant’anni e di nuovo oggi ai palestinesi rende il massacro nazista di Varsavia, o la strage Usa di civili vietnamiti a My Lai, o le carneficine dei decapitatori wahabiti, Isis o sauditi, in Siria, Iraq o Yemen,  delle sporadiche intemperanze, parrebbe spaesante, quasi depistante, certo sproporzionato. Gli è che delle nefandezze del post-nazista  Netaniahu, delle sue SS travestite da coloni, della sua corte mediatica e spionistica talmudista, grazie ai nuovi massacri compiuti intorno ad Al Aqsa e alla spianata delle moschee, dove gli invasori talmudisti vorrebbero ricostruire uno storicamente fantasmatico Tempio di Salomone, se ne stanno occupando già in tanti.

Tutti con i palestinesi, finchè non si muovono.

Dato che da qualche anno il popolo, la resistenza palestinesi dalla simbiosi Autorità Palestinese-regime necrofago israeliano sono stati fatti a brandelli, con le sinistre emasculate, disintegrate eticamente e politicamente dalla scelta anti-Assad e Hamas ridotto a meri schiamazzi dalla connivenza talmudisti-Fratelli Musulmani di Qatar e Turchia, la “causa palestinese” ha sempre raccolto più sostenitori, più apologeti, più prefiche che quella dell’altro riscatto arabo negato, in Iraq, Libia, Siria, Yemen. Le cause innocuizzate, ridotte a istanze di poveretti, di vittime inoffensive, sono compatibili, non turbano nessuno, vi si può dispiegare per intero la propria autocoscienza e compiere rigeneranti lavacri della propria ipocrisia.

Aspettate che, magari, stavolta, grazie all’innesco  dell’Oberstummbannfuehrer, con i suoi provocatori ostacoli alla frequentazione dei palestinesi musulmani di ciò che è loro, come a suo tempo il boia di Sabra e Shatila, Sharon, quando trascinò il suo apparato psicofisico, tanto lardoso quanto corrotto, per la Spianata delle Moschee, i palestinesi rispondano a tono. Magari con quella violenza che l’ONU e il diritto internazionale legittimano contro nazifascismi e occupazioni. E vedrete come si assottiglieranno le file dei corifei devoti della non-violenza. Difficile, mi pare, oggi come oggi, che si vada oltre alla sacrosanta esplosione di rabbia e alle davidiane fionde e pietre. Prima i vari Abu Mazen e sue mafie andrebbero processate per altro tradimento. Non c’è chi dirige, coordina, organizza. C’è solo chi rinnega, tradisce e colpisce alle spalle. Quelli giusti stanno nelle celle della Gestapo sionista.

I santi apripista di Cortez e della Compagnia delle Indie

Si parlava di Alex Zanotelli. Missionario  e guru del pacifismo da due lire al chilo. L’uomo che già per essere un missionario, cioè un militante degli storici squadroni di apripista dei colonialismi e genocidi attraverso l’alienazione coatta delle menti dei colonizzandi, sollecitata dal ricatto  “sanità, istruzione e paradiso”, mi risultava sospetto. Ma poi missionario addirittura comboniano, cioè di quel ramo dei facilitatori dell’eurocentrismo militare, economico e culturale cristiano, che deteneva il controllo totale sull’evoluzione della società del più grande stato africano, il Sudan. Ne gestivano in monopolio privato scuole, università e ospedali fino a quando, negli anni ’70, il nasseriano presidente Nimeiry non completò l’indipendenza della nazione e li espropriò e nazionalizzò ogni cosa.

Sudan e Sud Sudan: i regali dei comboniani all’Africa

Da allora i comboniani, forze speciali del Vaticano come non mai, in stretta collaborazione con gli Usa e Israele e relative multinazionali del petrolio, del legno e di altre risorse, presero a brigare per impartire al Sudan statizzato e poi anche islamizzato una lezione  epocale: la secessione del sud a maggioranza nera e cattolica. L’hanno ottenuta e il Sud Sudan, interessante solo perché grande serbatoio di energia fossile, è da allora qualcosa rispetto alla quale la Libia post-Nato, dilaniata, come il Sud Sudan, dai conflitti interetnici e tribali, come sempre gestiti da opposti interessi nazional-multinazionali, è solo una partita un po’ dura di football americano. Un ininterrotto Niagara di sangue da quando comboniani e potenze coloniali se ne sono impadroniti nel 2011.

Per diffidare di Padre Zanotelli ce n’era. Diventato monumento sul piedistallo eretto sulle baracche del ghetto keniano di  Korogocho (come Saviano con Gomorra), si è assicurato un pulpito che, ahinoi, è ascoltato, oltreché dai compari amici del giaguaro, anche da una massa considerevole di utili idioti. E’ da questo pulpito che il monaco ha lanciato ai giornalisti  italiani (e, data la caratura del personaggio. del mondo) un appello tonitruante in favore della pace, contro la vendita di armi a Stati belligeranti e in perfetta linea con tutte le considerazioni con le quali l’attuale imperialismo necroforo va accompagnando e agevolando le sue operazioni d sterminio e predazione nel Sud del mondo. Linea che con l’imperialismo della menzogna, delle sanzioni e delle guerre già si sposava perfettamente nella rivista comboniana “Nigrizia” diretta dallo Zanotelli.

Spianata la strada a chierichetti, adepti, nonviolenti vari, con le geremiadi, per noi del tutto sorprendenti(!) sull’asservimento dei giornalisti che tengono famiglia ai potentati mediatici, il missionario, stavolta addentratosi tra rotative e telecamere, implora tali servi di sfidare rampogne e financo cacciate in strada (non è il martirio suprema virù cristiana?) “tentando di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire…”  Da capire soprattutto – il comboniano non smentisce le sue priorità – il Sud Sudan, dove ci ricorda che c’è una “paurosa guerra  civile” e, in coerenza con tutti coloro che ci mascherano da “guerre civili”, aggressioni, maneggi e complotti colonialisti e imperialisti, chiude nel silenzio della sua limpida coscienza  i mandanti del conflitto, che è tutto intorno al petrolio e che sono tutti gli stessi delle analoghe “guerre civili” in Congo, in Somalia, Libia, Siria, Iraq….

Sarkozy, Hollande, Macron, George Clooney e… Zanotelli

Con profondo rispetto per gli ordinamenti statali e sociali che si danno altri paesi, altre storie, altre culture, altre necessità, a preferenza sui modelli praticati a Roma o New York, o nella monarchia assoluta del Vaticano, Zanotelli unisce la sua voce al coro con cui l’imperialismo inneggia al rinnovato assalto all’Africa. E’ il coro che, dagli arnesi politici delle banche e multinazionali giù giù fino ai loro sguatteri mediatici a cui s’appella Zanotelli, rappresenta all’opinione pubblica i governi e i paesi da frantumare e derubare. Quello del Sudan, già bombardato da Clinton con la distruzione della più grande fabbrica farmaceutica dell’Africa (forse perché Bashir aveva cacciato il fidato Osama bin Laden) e relative 10mila vittime da mancanza di medicinali, non è un presidente, ma il solito “dittatore”, con sulla coscienza  i popoli martiri della Nubia e del Darfur (cari a George Clooney e ad altre spie assoldate da Hollywood e Amnesty International). Profonda analisi. Il dettaglio della desertificazione avanzante, che in quelle regioni ha contrapposto agricoltori sedentari ad allevatori nomadi, offrendo agli specialisti della destabilizzazione di nazioni l’occasione di soffiare sul fuoco santificando gli uni e demonizzando gli altri, è dettaglio che al prete non interessa.

Com’è che si chiamano le ingerenze colonialiste nel Terzo mondo? Guerre civili.

Il monaco insiste poi sulla via delle mistificazioni imperial-coloniali, lamentando i silenzi mediatici sulle solite guerre “civili” nel Sahel, Ciad, Centrafrica, Mali, e doverosamente oscurando gli abbaglianti lampi del ritorno di fiamma neocoloniale della Francia con Sarkozy, Hollande, Macron, cui i surrogati jihadisti trasferiti in loco servono da pretesto per spedizioni militari che garantiscano il controllo sui più grandi giacimenti di uranio del mondo. Per questo serve che le popolazioni si sbranino tra loro con l’immissione di un po’ di Isis. Sarà la Legione a sistemare tutto. Sono queste, per il monaco pacifista, analisi da complottisti.

Rincuorati i fedeli con la condanna del silenzio “sulla vendita di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi” (guerre mica innescate qua e là dagli occidentali che, tra Usa e Francia e Israele (ora anche la Germania), hanno basi o presidi militari in 52 paesi africani su 53. Mica per controllare l’obbedienza dei governi, o, nel caso, innescare turbolenze “civili” nel quadro della strategia del caos, utile alle depredazioni e disutile alla saldezza  e autonomia degli Stati! Macchè, è tutto fatto nel segno della reciproca sicurezza e dello sviluppo.

Eritrea? Satana! L’ha detto Obama, non lo può non ripetere Zanotelli

Qual è il 53° paese africano, l’unico, che non ospita basi americane e, per sovrappiù, non chiede crediti dal Fondo Monetario Internazionale , né accetta diktat dalla Banca Mondiale, da Bruxelles, o da Washington e, orrore! persegue con determinazione una politica di equa distribuzione della ricchezza, ha alfabetizzato tutto il suo popolo nei 10 anni dopo i 30 della guerra di liberazione condotta contro l’Etiopia, sicario prima degli Usa, poi dell’URSS e poi, di nuovo, degli Usa? Che assicura sanità e istruzione a tutta la popolazione? E inopportunamente sta seduto sul nodo geopolitico, geostrategico e geoeconomico cruciale tra sud e nord, est ed ovest, sullo stretto di Bab el Mandeb, tra Mar Rosso e Mare arabico, Golfo Persico e Oceano indiano? E’ da lì deve essere rimosso perché serve agli Usa?  E perciò ogni due per tre subisce l’attacco di un’Etiopia, vera tirannia che annega nel sangue le rivolte delle minoranze depredate, ma pro-occidentale e dunque sfuggita agli anatemi del missionari? Quale è il paese africano che, senza aver mai mosso un dito contro nessuno, ma deve spendere somme preziose per difendersi dal mandatario etiopico di Usa-UE-Israele,  è alle solite sanzioni Usa. Onu e UE che ne vogliono sabotare lo sviluppo?

Chi ha buona volontà di seguirmi, mi ha letto, ha sentito qualche mia conferenza, ha visto il mio documentario “ERITREA, UNA STELLA NELLA NOTTE DELL’AFRICA”,  sa di chi parlo. E capirà perchè a leggere l’appello del comboniano mi si è rivoltato lo stomaco.

Il Premio Nobel per la pace e per le sette guerre genocide condotte, Obama, aveva detto: ”I due regimi più criminali del mondo sono la Corea del Nord e l’Eritrea”. Alex Zanotelli, accomunandosi con robusta nettezza alle diffamazioni del caporione bellico imperialista e arrivando al diapason delle sua addolorata indignazione, scrive:”E’ inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa”. Notate la perfetta sintonia, la meravigliosa armonizzazione, tra i due coristi della restaurazione colonialista in Africa (e ovunque)?

E a proposito della balla delle centinaia di migliaia di giovani in fuga (da un paese che vent’anni fa aveva 5 milioni di abitanti e oggi ne ha altrettanti!), particolarmente sporca è l’operazione del religioso cattolico che, da eccellenza della competenza africana, pretende di ignorare che un paese povero, sottoposto a sanzioni, isolato dagli scambi, possa avere problemi di occupazione (ma non di fame e miseria come tutti i vicini filo-occidentali). Pretende di non sapere che poderoso pull factor sia la concessione automatica dell’asilo politico a tutti i migranti eritrei e solo a loro (spopolare!), e quanti migranti dell’Etiopia, devastata dal land-grabbing e dalle dighe Impregilo, o dalla Somalia, affidata al caos perpetuo e ai bombardamenti Usa, si fanno passare per eritrei per rientrare nel privilegio. E si fa passare per voce del Signore. Bisogna vedere di quale signore.

L’appello del mentitore ai mentitori

Il missionario avrà fatto quel che ha fatto in Sudan e poi in Kenya, ma in Eritrea non ha mai messo piede e quindi, come sulle altre questioni su cui pontifica disinformando, il suo appello non è altro che un invito all’informazione come manipolata e spurgata dalle voci del padrone. Il missionario è anche giornalista. Per anni,su “Nigrizia”, organo catto-colonialista, come “il manifesto” è sinistro-imperialista, ha lastricato di cattive intenzioni e falsa informazione la via all’inferno neocolonialista. Viva la deontologia, Alex, viva le deformazioni della verità sui paesi che le malformazioni necrofile occidentali destinano al saccheggio e alla distruzione.

Accogliamoli tutti e svuotiamo l’Africa

Assicuratosi altri meriti imperialisti e la munifica benevolenza di George Soros con l’invocazione all’accoglienza universale dei migranti, come auspicano coloro che non vedono l’ora di succhiarsi l’Africa dopo averla spopolata delle sue migliori energie, per poi  destabilizzare l’Europa periferica e contribuire  con questi nuovi schiavi a radere al suolo i diritti di tutti i lavoratori, Zanotelli sollecita la Federazione Nazionale della Stampa a smuovere la Commissione di Vigilanza sulla RAI e le grandi testate nazionali.  Ha scelto quelli giusti. Quelli visti in piazza per Giulio Regeni, collaboratore in Inghilterra di spioni e macellai di popoli (“Oxford Analytica”), e per tutte le bufale e False Flag che l’Impero dissemina sul suo tragitto di morte.

Non potendo mancare il riferimento che gli assicura la simpatia della più potente delle lobby, il frate blatera di “un’altra Shoah (ma non era unica?) che si sta svolgendo sotto i nostri occhi e che ci costringe tutti a darci da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa”.

Bravo, Padre Zanotelli, sembra quasi che queste parole siano dedicate all’AFRICOM, al comando centrale per l’Africa degli Usa che nei prossimi anni governerà la corsa dell’Occidente alla nuova rapina del continente delle grandi ricchezze. La shoah africana c’è già stata. Ne sono un bel pezzo i 20 milioni di vittime congolesi di Leopoldo II, benedetto dai missionari. O i 600mila libici fatti ammazzare dal nostro connazionale Mussolini.  O i 65mila ascari eritrei che i marescialli Graziani e Badoglio hanno mandato a morte per allargare l’Impero. Cittadini di un paese che occupammo, depredammo e che tu, senza vergogna,  continui a calpestare. E un’altra shoah africana è avviata, delle tante della storia dei padroni. Tu  hai fatto quanto serve.

Ora però l’Africa ti chiede un ultimo favore: il tuo di silenzio. Che noi, più pii di te, chiameremo benedetto.

Facciamo parlare questi:

 

Fulvio Grimaldi

Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it

Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/07/zanotelli-zitto-e-vergognati-prima-lui.html

22.07.2017

Pubblicato da Davide

  • Invisible man

    Non c’è niente da fare: vale il motto “se lo conosci, non è buono”. Se il mainstream si occupa di sti personaggi, vuol dire che sono funzionali ad esso. Gli uomini veramente eccezionali o sono riconosciuti tali postumi o addirittura mai.

  • DesEsseintes

    Grimaldi cita Regeni.
    C’è stata una violenta polemica nei suoi confronti (di Grimaldi) da parte di un sito di anziani para rivoluzionari comunisti che si chiama “Sollevazione”, a proposito del vero ruolo del sindacalista italiano ucciso in Egitto.

    Secondo Grimaldi era un provocatore inviato dai servizi europei mentre secondo Sollevazione era un nobile sindacalista che cercava di smascherare il perfido regime di Al Sisi.

    Qui l’articolo di Sollevazione in cui si attacca Grimaldi

    http://sollevazione.blogspot.it/2016/02/giulio-regeni-e-gli-infami-di-piemme.html

    Propendo per Grimaldi ma non ho prove.
    Di certo Al Sisi è un dittatore ma viene dopo i fratelli musulmani che erano stati mandati al potere da una rivoluzione colorata di chiaro stampo globalista.
    I fratelli, ad esempio, sostenevano la causa dei ribelli siriani contro Assad e volevano, se non ricordo male, concedergli una ambasciata in Egitto.
    Mario Monti in una intervista televisiva si era dichiarato deluso dal fatto che i fratelli fossero stati esautorati dal colpo militare di Al Sisi.

    Le rivalità infantili, la divisione e il casino ideologico regnano sovrani nel campo degli antisistema.

    Grimaldi cita Regeni.
    C’è stata una violenta polemica nei suoi confronti (di Grimaldi) da parte di un sito di anziani para rivoluzionari comunisti che si chiama “Sollevazione”, a proposito del vero ruolo del sindacalista italiano ucciso in Egitto.

    Secondo Grimaldi era un provocatore inviato dai servizi europei mentre secondo Sollevazione era un nobile sindacalista che cercava di smascherare il perfido regime di Al Sisi.

    Qui l’articolo di Sollevazione in cui si attacca Grimaldi

    http://sollevazione.blogspot.it/2016/02/giulio-regeni-e-gli-infami-di-piemme.html

    Propendo per Grimaldi ma non ho prove.
    Di certo Al Sisi è un dittatore ma viene dopo i fratelli musulmani che erano stati mandati al potere da una rivoluzione colorata di chiaro stampo globalista.
    I fratelli, ad esempio, sostenevano la causa dei ribelli siriani contro Assad e volevano, se non ricordo male, concedergli una ambasciata in Egitto.
    Mario Monti in una intervista televisiva si era dichiarato deluso dal fatto che i fratelli fossero stati esautorati dal colpo militare di Al Sisi.

    Le rivalità infantili, la divisione e il casino ideologico regnano sovrani nel campo degli antisistema.

    • permaflex64

      Non solo vi era anche un accordo tra la fratellanza ed Israele per cedere il Sinai e spostarvi i palestinesi, i militari non gradirono per il Sinai erano morti d’altronde migliaia di egiziani.

    • MarioG

      “Sollevazione” non e’ “antisistema”, e’ antinazionale per dirla all’ingrosso.
      Ma non e’ l’eccezione, sono quasi tutti cosi’ da quelle parti “anti – ” ( -sistema, -imperialista, …).
      A quello servono, mi pare chiaro.
      Avevano la stessa posizione con Gheddafi e con Assad.
      Del Manifesto poi non ne parliamo.
      Forse sara’ che come dice lei sono “anziani” (ma parecchio… a un certo momento uno dovrebbe rassegnarsi a farsi curare).
      Comunque, se vuole proprio metterli in un “fronte”, li metta nel fronte Soros, quello dell’altro articolo. Mi pare che ci stiano a pennello.

      • AlbertoConti

        Sarebbe così gentile da spiegare e documentare questa sua sparata:

        <>.

        A me risulta l’opposto, e per esperienza diretta.

        Grazie

      • DesEsseintes

        No Mario, ti sbagli.
        Sollevazione si sforza in tutti i modi di creare una sinistra patriottica ma è costretta a districarsi fra mille disinguo e prudenti circonlocuzioni per evitare reazioni scomposte nella sinistra che, essendo un’area politica popolata per lo piu da imbecilli, fa una fatica terribile a capire che in certe situazioni devi scendere a compromessi ideologici se vuoi salvare la cosa più importante che è la coesione e la voglia di ribellione delle classi subalterne.

        Come dice la nota Badessa di fronte ai Lanzichenecchi che volevano violentare le educande e la Madre si offre eroicamente in vece loro fra le accorate proteste delle consorelle:

        “Non si sacrifichi, Madre!”

        “A’ sore’…a’ guera è guera!”.

        Su questo Sollevazione ha un suo merito, per il resto sono un po’ un’armata Brancaleone che temo non otterrà grandi risultati.

      • DesEsseintes

        Ma che bevi il Biancosarti pure tu???

    • Invisible man

      Propendo per Grimaldi anch’io. Non foss’altro per l’equazione sindacato=(finta(o vera? Il dibattito è aperto))sinistra=neocon. Di prove non ne servono per forza. Chi complotta di solito non ne lascia o le cancella o le occulta. Di mestiere non faccio il giornalista d’inchiesta quindi mi affido all’istinto, che spesso non sbaglia.

  • DesEsseintes

    La religione cattolica non fa una bella figura in questi ultimi anni.
    Debole e incapace di rinnovarsi con Benedetto.
    Collusa con i potenti che finge di criticare, per di più in posizione subalterna, con Francesco e il suo ambiguo codazzo di Zanotelli di vario tipo.

    • Tizio.8020

      Mi sembra invece che siano perfettamente coerenti con quanto fatto nei secoli scorsi.

      • Gino2

        infatti. Quando mai non è stata “collusa”. Quando non lo è stata è stato solo perchè era lei “il potente”….

  • Mario Vincenti

    Su una cosa il manicheo Grimaldi ha sicuramente ragione: tutti si riempiono la bocca con la causa palestinese in tutto il mondo e tutti professano solidarieta’ col popolo palestinese a parole ma poi nessuno muove mai un dito per loro, vi siete mai chiesti perche’? Perche’ in realta’ la causa palestinese fa molto chic, fa molto intellettuali, fa molto radical, ma di loro veramente non frega niente a nessuno, sono considerati sotto sotto dei diseredati che si meritano la loro attuale condizione di subumani e gli ebrei sono considerati, anche giustamente, molto piu’ in gamba. Una cosa e’ certa, nessuno muovera’ mai un dito per rimuovere l coloni ebrei dai territori occupati e le terre perse non torneranno mai piu’ ai palestinesi: in fondo il vecchio detto romano era vero, Ubi maior, minor cessat.

    • Rolmas

      “…e gli ebrei sono considerati, anche giustamente, molto più in gamba”
      Gli ebrei dispongono di una quantità infinita di denaro, mentre i palestinesi non hanno nemmeno di che vivere e sono costretti a lavorare in Israele, trattati come schiavi. Questo non vuole dire essere più in gamba. O forse sbaglio?

      • Mario Vincenti

        Non alludevo certo a quello, gli ebrei sono un popolo e una nazione che porta progresso, i palestinesi e la palestina sono dei nomadi primitivi che occupano un’espressione geografica non ben definita e la cui unica occupazione consiste nel compiere attentati. Solo la comunita’ palestinese cristiana di Betlemme e’ un minimo civile.

        • Glock

          Certo, porta il progresso nell’omicidio di massa, negli armamenti, nelle tecniche di tortura, nella pulizia etnica, nello spionaggio e nel fregare la terra degli altri.

          • Mario Vincenti

            Ragionando in questo modo si puo’ dire allora che i palestinesi continuano la tradizione islamica del cieco terrorismo…….

  • Nieuport

    Io l’Eritrea l’ho visitata 20 anni fa: paese affascinante. Asmara, città bellissima, con tre cattedrali, copta, cattolica e la moschea, tutti gli anziani parlavano un italiano perfetto. Un potenziale turistico enorme, i fondali delle Dalak sono meglio di Sharm el Sheik. I bambini andavano a scuola in uniforme, come gli inglesi e i giapponesi. Ho visto case popolari in costruzione, a quell’epoca lavoravo in quel campo, e le ho fotografate, chiedendomi: perchè in Italia non ne facciamo più così? Il ricordo più toccante: c’era una ferrovia che collegava Massaua ad Asmara, un lavoro di ingegneria strabiliante, che non funziona più. A metà costa c’era un deposito, con piccole locomotive Breda abbandonate, con un vecchissimo custode, ancora in uniforme, che mi ha detto: “Io faccio la guardia. Magari gli italiani ritornano e ci aiutano a riattivare la ferrovia.” C’era anche una teleferica per portare le merci da Massaua ad Asmara, che fu distrutta dagli inglesi.

    • DesEsseintes

      Sì ma bevono il caffè col sale (e le foglie di ruta).
      E’ buono però…

    • max Io

      La teleferica, se ben ricordo, non l’hanno distrutta. L’hanno portata in india e funziona ancora…. Gli ingegneri fascisti non erano poi tanto male.

      • DesEsseintes

        A proposito di India.
        Tutti i taxi di Bombay erano delle 1100 Fiat.

        http://www.google.it/search?q=taxi+mumbai&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjgq8i9o5_VAhVJrRQKHYluCqsQ_AUICigC&biw=1024&bih=644

        La grandissima maggioranza delle macchine thailandesi erano Fiat.
        Dopodiché in Thailandia gli italiani si rifiutavano di mettere l’aria condizionata di serie che ovviamente è una stronzata dato che fa un caldo umido terrificante e il traffico sempre bloccato rende l’aria irrespirabile…i giapponesi gliela davano chiavi in mano…e le Fiat sono sparite.
        In India non so quale fosse stato l’errore di marketing però insomma…il mercato se lo erano conquistato e poi se lo sono lasciato sfuggire…

        Invece moltissimi dei numerosi ponti sopraelevati al centro di Bangkok sono italiani.

        • Tizio.8020

          In effetti, leggendo la storia del Gruppo Fiat si resta stupiti dalla sequela di errori compiuti.
          Il bello è che tecnologicamente le basi le avevvano, e buone:
          dalla tecnologia degli anni ’80, all’invenzione del “Common Rail”, hanno avuto sprazzi di genio.
          Ma invece di sfruttarli per consolidare i mercati, hanno perso tutti quelli che avevano conquistato.
          Vero però che qui hanno sempre vissuto di rendita: ti vendevano un’auto “base” a 10 milioni, priva di accessori stupidi come un coperchio di un vano portaoggetti, o un banale accendisigari.
          Poi , dopo l’acquisto, scoprivi che quel coperchio lo vendevano a parte, a 2.800 £ !
          Buffoni!

  • Ronte

    Solito Grimaldi ‘campista’…

  • Lupus in fabula

    Obama , nobel per la pace ! Avevano le fette di prosciutto sugli occhi … mi dispiace
    solo che nel ’39 Hitler non vinse il titolo … per fortuna oggi abbiamo il Grande Fratello e l’Isola
    degli Infamoni , molto meglio dei nobel per la pace …

    • MarioG

      Avrebbe potuto vincerlo Mussolini nel ’38. Non e’ una sparata, se lo mettiamo a confronto di Obama.

    • fastidioso

      In compenso l’hanno dato a menachem begin :
      “La nostra Razza è divina, gli altri sono solo escrementi umani.”
      Se vuoi leggere il resto….

      http://malaalde.blogspot.it/2014/07/menachem-begin-ebreo-e-premio-nobel-la.html

      • Glock

        “La nostra razza è la Razza dei maestri. Siamo dei divini su questo pianeta. Noi siamo tanto diversi dagli esseri umani inferiori che restano degli insetti. Infatti, rispetto alla nostra razza, le altre razze sono bestie, animali, bovini al massimo. Le altre razze sono escrementi umani. Il nostro destino è quello di governare queste razze inferiori. Il nostro regno terreno sarà governato dal nostro leader con una verga di ferro. Le masse leccheranno i nostri piedi e ci servirannono come schiavi. “(Menachem Begin, Premio Nobel per la Pace 1978)

        • MarioG

          Come si rintraccia questa citazione?

          • DesEsseintes

            Pare che non sia così come è stata riportata qui.
            Non si riferiva ai palestinesi in generale o ai gentili ma a quelli che vogliono uccidere i bambini israeliani.

            La citazione esatta dovrebbe essere questa:

            “The children of Israel will happily go to school and joyfully return home, just like the children in Washington, in Moscow, and in Peking, in Paris and in Rome, in Oslo, in Stockholm and in Copenhagen. The fate of… Jewish children has been different from all the children of the world throughout the generations. No more. We will defend our children. If the hand of any two-footed animal is raised against them, that hand will be cut off, and our children will grow up in joy in the homes of their parents.

            But, here there are Katyushas, missiles and artillery shells day and night, with the sole intention of murdering our women and children. There are military targets in the Galilee. What a characteristic phenomenon, they are protected, completely immune to these terrorists. Only at the civilian population, only to shed our blood, just to kill our children, our wives, our sisters, our elderly.”

  • Vamos a la Muerte

    10 Anni fa, con alcuni conoscenti, passai un’intera giornata presso la Casa Madre dei Comboniani a Padova: proprio in quell’occasione venne a parlarci un fratello laico comboniano, medico in varie missioni comboniane, fra cui il Sudan. Devo ammettere che allora rimasi stupito dal tono del suo racconto che parlava in tono entusiastico della Piena Autonomia del “Sud Sudan” (all’epoca raggiunta da poco; l’Indipendenza sarebbe arrivata poco dopo, nel 2011): trovavo strano che un missionario aizzasse e sostenesse la divisione su base ideologica piuttosto che ricercare un dialogo proficuo interculturale e interreligioso.
    Stupido io: Padre Zanottelli e i Missionari Comboniani sono sempre stati uguali e fedeli a se stessi. Un uomo (si fa per dire) al servizio dell’Imperialismo più becero e criminale dal quale, come contropartita, ha ricevuto ciò a cui lui anelava: che fosse preso come guru autorevole per le masse di utili idioti pronte a seguire il santone di turno senza mai porsi una domanda.
    Ringrazio Fulvio Grimaldi per questo articolo: con esso ha rivelato che il santone Zanotelli non è altro che un Saviano ante litteram vestito peggio e meno antipatico. E la sua immagine ha certamente contribuito al successo di questo inutile ma dannosissimo personaggio.

  • Adriano Pilotto

    CDC è in caduta?
    Si, a giudicare dal rilancio dei rigurgiti di Grimaldi, ai commenti che, con salti ipologici, arrivano a rigurgitare veleno antisemita, la tendenza è verso il basso.

    • Truman

      Da sempre abbiamo grande stima di Grimaldi. Al massimo può essere criticato per la lunghezza dei suoi articoli, ma alla lunga i contenuti mi risultano sempre confermati.

    • vocenellanotte

      Se hai bisogno di brevità: rileggiti Lombroso.