Vaccini Covid a mRNA sintetico: un’analisi rischio/beneficio

Sadaf Gilani
off-guardian.org

Tra la pletora di problemi legati al Covid, i più pressanti sono quelli legati alle vaccinazioni. Due formulazioni hanno ricevuto l’approvazione provvisoria dalla FDA e da Health Canada: Pfizer/BioNtech e Moderna.

Entrambi questi vaccini utilizzano la stessa tecnologia, la terapia genica sintetica (SGT), per la prima volta nella storia dell’umanità somministrata a livello di popolazione.

I farmaci vengono dati alle persone malate per curare le malattie. I vaccini a persone sane per prevenire un’infezione. Quindi, è fondamentale mettere in preventivo un’analisi rischio-beneficio.

Covid è il termine omnicomprensivo per tutte le persone “positive” alla PCR, indipendentemente dal quadro clinico. La maggior parte sono “asintomatiche,” alcune manifestano i sintomi generici del raffreddore/influenza e altre un distress respiratorio moderato o grave. Sfortunatamente, i test PCR utilizzati per la diagnosi non sono adatti allo scopo. La maggior parte dei test PCR vengono calibrati sulla base del protocollo tedesco di Drosten et al.

Il 27 novembre 2020, 22 scienziati avevano presentato una richiesta per il ritiro di questo protocollo, che era stata pubblicata sulla rivista Eurosurveillance, citando una serie di gravi difetti di progettazione.

È anche importante notare che, nonostante i termini SarsCov2 (il virus) e Covid (la malattia) siano usati in modo intercambiabile, non ne è stata dimostrata la causalità diretta, così come vorrebbero i postulati di Koch.

Il primo dei concetti fondamentali che ogni medico deve trasmettere ad una persona [in procinto di farsi vaccinare] è quanto sia effettivamente mortale il Covid. Questo è il contesto della pratica legale ed etica del consenso informato.

Per inciso, tutte le statistiche dei decessi da Covid sono gonfiate: sotto la direzione dell’OMS, le morti “da” e “con” Covid non vengono distinte. La codifica dei decessi è cambiata rispetto a quella dell’influenza/polmonite. Secondo un’analisi pubblicata, questo ha aumentato di oltre 16 volte le statistiche della mortalità [dovuta al Covid], come si può rilevare dai dati del CDC.

Inoltre, le statistiche sul tasso di fatalità dell’infezione (IFR) basate su studi sugli anticorpi di sieroprevalenza sono anch’esse gonfiate, perchè in questi studi non viene valutata l’immunità data dalle cellule T. Questo, per il Covid, può risultare in un IFR 3-5 volte inferiore. Nonostante ciò, l’IFR generale [del Covid] è sull’ordine dell’influenza stagionale, circa lo 0,2%.

La mortalità da Covid è un riflesso dell’aumento della mortalità con l’età, un po’ più dell’influenza/polmonite degli anni precedenti. In Canada, l’età media dei decessi per Covid (86 anni) supera l’aspettativa di vita media. Purtroppo, il 70% dei decessi nella provincia dell’Ontario è avvenuto in case di riposo. Il tasso di mortalità da Covid in Canada, sotto i 59 anni di età, è dello 0,0017%.

Secondo il CDC, la sopravvivenza al Covid in base all’età (con statistiche gonfiate) è la seguente: (sotto i 20 anni) 99,997%, (29-49) 99,98%, (50-69) 99,5% e (oltre i 70), 94,6%.

I vaccini Covid a terapia genica impiegano sequenze nucleotidiche sintetiche e termostabili avvolte in nanoparticelle di PEG (polietilenglicole), gusci lipidici che hanno la funzione di proteggerle dalla distruzione nel flusso sanguigno e facilitare il loro ingresso nelle cellule. Il postulato è che l’apparato della sintesi proteica intracellulare utilizzerà queste sequenze sintetiche e produrrà gli aminoacidi necessari alla sintesi della proteina spike SarsCov2 S1. Si crede che il sistema immunitario stimolerà una risposta anticorpale sufficiente.

Il dottor David Martin, ha sottolineato che questa tecnologia non soddisfa la definizione tradizionale di vaccino, come invece indicato dai produttori. I test preliminari non hanno valutato la riduzione della trasmissione. Queste terapie non prevengono l’infezione, ma solo la riduzione di uno o più sintomi.

È interessante notare che Moderna parla della sua tecnologia come di un “software della vita,” non di un vaccino.

I media, i politici e i funzionari della sanità pubblica hanno sbandierato il 95% di efficacia per entrambe le formulazioni. Per un osservatore disinformato, questo significherebbe il 95% di riduzione dei ricoveri o dei decessi. Quando, in realtà, il 95% di efficacia è calcolato sulla base dei “Primary Efficacy Endpoints” [obiettivi primari di efficacia].

Nei test preliminari, questi endpoint finali vengono descritti da entrambe le aziende come SINTOMI non gravi (quelli tipici del raffreddore o dell’influenza), accoppiati ad una PCR positiva.
Pfizer ha riferito:

Per l’endpoint primario di efficacia, la definizione di caso per un evento confermato di COVID-19 era la presenza di almeno uno dei seguenti sintomi e di un NAAT [Nucleic Acid Amplification Test] SARS-CoV-2 positivo entro 4 giorni dal periodo sintomatico: febbre; tosse, nuova o aumentata; dispnea, nuova o aumentata; brividi; dolori muscolari, nuovi o aumentati; nuova augeusia o nuova anosmia; mal di gola; diarrea; vomito.

Moderna riporta più o meno le stesse cose:

Per quanto riguarda l’endpoint primario di efficacia, la definizione di caso per un evento confermato di COVID-19 era la seguente: Almeno DUE dei seguenti sintomi sistemici: febbre (≥38ºC), brividi, mialgia, mal di testa, mal di gola, nuovi disturbi dell’olfatto e del gusto, OPPURE almeno UNO dei seguenti segni/sintomi respiratori: tosse, respiro corto o difficoltà respiratorie, OPPURE evidenza clinica o radiografica di polmonite e tampone nasofaringeo, tampone nasale, o campione salivare (o campione respiratorio, se ricoverato) positivo per SARS-CoV-2 tramite RT-PCR.

Per ribadire, in entrambi gli studi, una volta che in un partecipante comparivano uno/due sintomi, questo veniva considerato un “caso” o un “evento” quando accoppiato ad un “test” PCR positivo. Nella sperimentazione Pfizer/BioNtech si erano verificati 170 “casi” e 196 “casi” in quella di Moderna e questi dati erano stati utilizzati per calcolare l’efficacia. Questo è incredibile, meno di 200 casi per una terapia completamente nuova che viene somministrata/imposta a milioni di persone in tutto il mondo.

Inoltre, la gente non viene informata che l’efficacia del “95%” o giù di lì, è calcolata sulla base di un parametro inutile, l’efficacia relativa, ed è quindi assai fuorviante.

Es. Pfizer/BioNtech:
8 “casi” nel gruppo vaccino
162 “casi” nel gruppo placebo
8/162 = 5%
100%-5%= 95%

Quindi, in base a questo sostengono che queste somministrazioni di terapia genica sintetica sono efficaci al 95%. Quello che non stanno calcolando è la dimensione del denominatore. Se è grande, con 8 casi contro 162 la differenza [fra i due gruppi] diventa meno significativa. Quello che importa è quante persone erano presenti in ogni gruppo, 200, 2.000, o 20.000, ad esempio.

Questa è la riduzione del rischio assoluto per Pfizer/BioNtech, visto che ogni gruppo era costituito da oltre 18.000 persone!
Gruppo vaccino: 8/18,198 = 0.04%
Gruppo placebo: 162/18,325= 0.88%

Pertanto, la riduzione del rischio assoluto per l’endpoint primario di efficacia è dello 0,84%. (cioè 0,88-0,04)

Questo significa che chi si fa iniettare con il Pfizer/BioNtech ha meno dell’1% di possibilità di ridurre almeno un sintomo “Covid” non grave per un periodo di 2 mesi. Questo significa che chi assume questo vaccino ha più del 99% di possibilità che non funzioni, almeno per quanto riguarda l’efficacia. Devono essere ‘vaccinate’ più di 100 persone, perché “funzioni” in una persona sola.

La reale efficacia della terapia genica sintetica di Pfizer/BioNtech
L’efficacia reale della terapia genica sintetica Moderna

Ci sono molti problemi con i dati della sperimentazione e su come era stata strutturata. Bisogna notare che i test PCR non sono adatti allo scopo e senza sequenziamento con il metodo Sanger non abbiamo idea di quante di queste persone avessero effettivamente avuto sintomi dal “Covid,” da un altro virus respiratorio o da qualcos’altro. Questa è uno dei motivi principali per cui il dottor Yeadon e il dottor Wodarg avevano presentato una denuncia per la sospensione di questa sperimentazione.

Come ha evidenziato il dottor Peter Doshi, Associate Editor del BMJ, l’accesso ai dati grezzi è necessario per chiarire ulteriormente le aree di preoccupazione:

Con un numero di casi sospetti di Covid-19 20 volte superiore a quelli confermati e con test clinici non progettati per valutare se i vaccini possono interrompere la trasmissione virale, sembrerebbe giustificata un’analisi della forma grave della malattia, indipendentemente dall’agente eziologico, vale a dire [un’analisi sui] tassi di ospedalizzazione, i casi di ricovero in terapia intensiva e i decessi tra i partecipanti ai test, perchè questo è l’unico modo per valutare la reale capacità dei vaccini di smorzare una pandemia.

Circa 5-6 dei cosiddetti “effetti collaterali” sono analoghi ai sintomi del Covid. Pfizer/BioNtech ha iniziato a contare i “casi” solo una settimana dopo la seconda dose e Moderna 2 settimane dopo la seconda dose. Pertanto, se gli effetti avversi [occorsi prima dell’inizio della rilevazione ufficiale] fossero stati etichettati come “sintomi da Covid,” l’efficacia non sarebbe stata di un misero 1% , sarebbe passata direttamente in territorio negativo.

In altre parole, il gruppo vaccino avrebbe potuto ritrovarsi più malato di “Covid” rispetto al gruppo placebo.

Ci sono state molte critiche sull’applicabilità alla popolazione generale di questi dati limitati, specialmente agli anziani vulnerabili. A riguardo, un’importante analisi è stata fatta dal dottor James Lyons-Weiler che ha scoperto che la popolazione generale sta morendo ad un tasso 6,3 volte superiore a quello dei partecipanti alla sperimentazione di Moderna (in entrambi i gruppi, placebo e vaccino).

Se il tasso di mortalità del gruppo vaccino [nei partecipanti alla sperimentazione] di Moderna è così al di sotto del tasso di mortalità nazionale e, allo stesso tempo, più di cinque volte superiore al tasso di mortalità nel gruppo vaccino della sperimentazione di Pfizer, allora il campione di studio di Pfizer appare ancora meno rappresentativo dell’intera popolazione. Anche questo fatto richiede la dovuta considerazione.

C’è da chiedersi se Pfizer/BioNtech e Moderna per i loro test abbiano reclutato superuomini e superdonne. L’incidenza di Covid “grave” nei gruppi placebo che, guardando in dettaglio, non doveva necessariamente essere un quadro clinico severo, è così bassa che sperimentazioni con 30.000-40.000 partecipanti non hanno la significatività statistica per determinare le riduzioni dei ricoveri e delle morti, secondo Tal Zaks, CMO Moderna.

Zaks ha ragione, l’incidenza di “Covid” grave era stata solo dello 0,04% nella sperimentzione Pfizer/BioNtech e dello 0,22% in quella di Moderna. A causa di questo ridotto tasso iniziale di quadri clinici severi nella popolazione soggetta allo studio, la riduzione del rischio assoluto in presenza di quadri clinici severi, anche prendendo per buoni i dati, è puramente nominale.

Pertanto, i potenziali destinatari delle SGT [terapie geniche sintetiche] devono essere informati che, per quel che riguarda la riduzione dei casi clinici “gravi,” la probabilità che [queste terapie] non funzionino è superiore al 99,5%.

Il British Medical Journal ha riportato:

Nella popolazione in cui è stata studiata l’efficacia del vaccino, i ricoveri ospedalieri e i decessi da Covid-19 sono semplicemente troppo rari per evidenziare differenze statisticamente significative in un trial di 30 000 persone. Lo stesso vale per la capacità [del prodotto] di salvare vite umane o prevenire la trasmissione virale: i test non sono stati progettati per scoprirla.

Per garantire un consenso informato, bisogna anche considerare il profilo degli effetti collaterali. L’80% dei partecipanti alla sperimentazione nel gruppo vaccino ha riportato effetti collaterali, e tutto questo per una sindrome nebulosa, in cui l’80% delle persone sono asintomatiche.

Le incidenze di effetti collaterali immediati in entrambi gli studi sono state significative, tanto da rendere praticamente nulla la riduzione del rischio assoluto per entrambi gli endpoint primari di efficacia, così come per il Covid “grave.”

Per esempio, per quanto riguarda Moderna l’81,9% [dei partecipanti allo studio] ha avuto un effetto collaterale di tipo sistemico. Reazioni di grado 3 (considerate gravi) sono state sperimentate dal 17,4%.Questo è 79 volte più probabile dell’incidenza di Covid grave nel gruppo Moderna (17.4/.22=79X). Sulla base di rapporti preliminari di eventi avversi [enfasi aggiunta]:

Stiamo parlano di un effetto collaterale grave ogni 40 somministrazioni. Questo significa che le 150 somministrazioni necessarie per evitare un caso lieve di COVID causeranno lesioni gravi ad almeno tre persone.

I dati sulla sicurezza per entrambe le aziende riguardano solo i due mesi precedenti l’autorizzazione all’uso di emergenza. Pertanto, non ci sono dati per gli effetti collaterali a medio-lungo termine, visto che gli studi sono ancora in corso.

La data stimata di completamento per gli studi di Pfizer/BioNtech è il 31 gennaio 2023. Per quelli di Moderna è il 27 ottobre 2022.

Secondo i dati, ed elaborati da Tal Zaks (Chief Marketing Officer di Moderna) i test non erano stati progettati per dimostrare una riduzione della trasmissione a causa di “realtà operative.” È quindi sconcertante comei medici e funzionari della sanità pubblica proclamino che queste terapie geniche favoriranno l’immunità di gregge.

I produttori hanno anche chiarito che l’efficacia oltre i 2 mesi è incerta. Pertanto, la riduzione del rischio assoluto dell’1% di sintomi lievi/moderati, come quelli del raffreddore e dell’influenza, potrebbe non durare più di qualche mese.

La cosa tragica è che non esiste un discorso convincente incentrato sui dati, solo un’eccessivo allarmismo. Senza prendere in considerazione i dati, la gente non potrà farsi un’opinione informata sulle terapie geniche sperimentali.

Molti non sono consapevoli del fatto che ogni partecipante a questa terapia genica è entrato a far parte di un esperimento che non ha precedenti nella storia. Quando Health Canada aveva scioccamente concesso l’autorizzazione all’uso provvisorio del vaccino Pfizer/BioNtech, aveva posto una condizione: l’azienda avrebbe dovuto presentare dati provenienti da studi di 6 mesi, quando disponibili.

Questo è da sottolineare: Health Canada ha approvato questa terapia genica sperimentale sulla popolazione senza nemmeno i dati di una sperimentazione di 6 mesi.

È difficile intraprendere un’analisi completa rischi/benefici visto che non ci sono dati sulla sicurezza che vanno oltre un paio di mesi. I nuovi vaccini richiedono in genere da 7 a 20 anni di ricerca e di sperimentazioni prima di essere immessi sul mercato. Pfizer/Moderna hanno condotto tutti i loro test, compresi quelli sugli animali, simultaneamente, invece che in sequenza. Come ha spiegato il dottor Qureshi, ricercatore in pensione di Health Canada, è solo con prove adeguate sugli animali che si ottengono dati tossicologici significativi.

Sono anche preoccupanti e da analizzare le reazioni anafilattiche osservate in alcune persone. Children’s Health Defense ha presentato alla FDA una richiesta affinchè prenda in considerazione le allergie al PEG, dato che fino al 70% della popolazione ha anticorpi verso questa sostenza. Il PEG non è mai stato utilizzato come componente di un vaccino.

Bisogna anche notare che, secondo uno studio interno di Health Human Services e Harvard, vengono riportati meno dell’1% degli effetti collaterali dei vaccini. In questo caso, considerando la scarsa efficacia, i problemi con la trasparenza dei dati, il progetto della sperimentazione, l’elevato livello di effetti collaterali immediati e il basso IFR per il Covid, ci sono abbastanza motivi di preoccupazione.

Tuttavia, gli effetti collaterali più sconcertanti sono i potenziali effetti a medio-lungo termine.

Molti medici e ricercatori in tutto il mondo hanno riferito di essere preoccupati per il ben documentato fenomeno denominato Antibody Dependent Enhancement (ADE) [potenziamento anticorpo dipendente] osservato in alcuni virus, coronavirus compresi.

Nei precedenti studi sui vaccini contro la SARS, la MERS, la febbre dengue e il virus RSV, l’esposizione dei destinatari dei vaccini al virus naturale aveva provocato gravi malattie, tempeste di citochine e decessi, sia in studi sugli animali che sull’uomo. Il fenomeno dell’ADE non si era manifestato subito nei destinatari del vaccino, si era invece presentato dopo che i destinatari del vaccino erano entrati in contatto con il virus naturale.

Questo è il motivo per cui non abbiamo un vaccino per il raffreddore comune, il MERS e la SARS, che per il 78% è omologa alla SarsCov2 (in base all’analisi computerizzata del genoma). La professoressa di immunologia Dolores Cahill ha avvertito che questo potenziamento anticorpo dipendente potrebbe causare la morte di molti destinatari del vaccino mesi o anni dopo. Un famoso specialista tedesco di malattie infettive, il dottor Sucharit Bhakdi è del parere che:

Questo vaccino vi condurrà alla rovina.

Alcuni ricercatori hanno scritto su The International Journal of Clinical Practice:

L’attuale assenza di prove di ADE per il vaccino COVID-19 non esime gli investigatori dal rivelare ai partecipanti alla sperimentazione del vaccino il rischio rappresentato da una malattia potenziata e, per i soggetti, questo è un rischio realistico e non teorico. Sfortunatamente, nessun vaccino per nessuno dei CoV umani conosciuti è mai stato autorizzato, anche se diversi potenziali vaccini SARS-CoV e MERS-CoV erano stati sottoposti per anni a studi clinici sull’uomo, e questo fa capire che lo sviluppo di vaccini efficaci contro i CoV umani si è sempre rivelato una sfida.

I vaccini tradizionali comportano l’iniezione, in toto o in parte, dell’agente patogeno/tossina allo scopo di suscitare una reazione immunitaria. Per la prima volta nella storia, le cellule dei destinatari produrranno direttamente l’agente patogeno, la proteina spike S1 del virus SarsCov2.

In una presentazione per l’autorizzazione all’uso di emergenza alla FDA, i rappresentanti di Moderna hanno spiegato che l’mRNA rimane nel citoplasma delle cellule, dove sintetizza la proteina S1 Spike che [fuoriesce dalla cellula, stimola il sistema immunitario e] poi viene distrutta. Il dottor Sucharit Bhakdi ed altri si sono chiesti:

In che altri posti vanno a finire questi pacchetti?

Inoltre, avendo come unica base un paio di mesi di dati sulla sicurezza, non sappiamo se questi mRNA durino abbastanza a lungo per produrre la proteina ma non abbastanza a lungo da dar luogo ad effetti deleteri. Questa nuova tecnologia è rischiosa.

In primo luogo, le sequenze di mRNA sono sintetiche. Pertanto, non sappiamo quanto tempo rimarranno stabili nelle cellule. La dottoressa Judy Mikovits ha espresso preoccupazioni sul fatto che potrebbero non essere degradate immediatamente e potrebbero sopravvivere nelle cellule anche per giorni, mesi, o anni.

Moderna aveva in precedenza cercato di utilizzare questa stessa tecnologia per trattare la sindrome di Crigler-Najjar ma non era stata in grado di trovare un equilibrio tra la dose terapeutica e gli effetti collaterali tossici.

[Questo mRNA] è racchiuso in un guscio di nanolipidi per evitare che si degradi troppo rapidamente, ma cosa succederebbe se l’mRNA si degradasse troppo lentamente, o non si degradasse affatto? Cosa succederebbe se trasformasse il vostro corpo in una “fabbrica di proteine virali,” mantenendo in questo modo sempre attiva la produzione di anticorpi, senza darle la possibilità di interrompersi?

Quindi, prendere un RNA messaggero sintetico, renderlo termostabile e fare in modo che non si rompa [è problematico]. Abbiamo un sacco di enzimi (RNAsi e DNAsi) che degradano l’RNA e il DNA liberi perché, lo ribadiamo, questi [acidi nucleici liberi] sono segnali di pericolo per il sistema immunitario. Provocano, letteralmente, sindromi infiammatorie.

Moderna sostiene con fierezza che questi mRNA sintetici non si integrano con il DNA della cellula ospite. La scoperta dell’epigenetica ha rivelato che l’espressione del DNA è un flusso che interagisce costantemente con i segnali ambientali. Il dottor Lanka ha spiegato che anche [la trascrizione] RNA-DNA è un processo bidirezionale e dinamico.

C’è la possibilità che questo mRNA sintetico si integri nel DNA umano attraverso un enzima denominato trascrittasi inversa. Questo può causare mutagenesi, presumibilmente anche il cancro. Se si integra nelle cellule germinali dell’iniettato [questo mRNA sintetico] può portare a difetti genetici. Non si possono fare rassicurazioni sulla base di dati sulla sicurezza così limitati.

Pertanto, è importante avere le idee chiare sui rischi potenziali di questo tipo di vaccino a mRNA, che includono risposte infiammatorie locali e sistemiche, la biodistribuzione e la persistenza dell’espressione immunogena indotta, il possibile sviluppo di anticorpi autoreattivi e gli effetti tossici di un qualsiasi nucleotide non nativo facente parte del sistema di consegna.”

È stato scoperto che le sequenze di mRNA comunemente trascritte possono integrarsi con il DNA per formare modelli “R loop.” La disregolazione di queste sequenze è implicata in diverse patologie, compreso lo “stress oncogeno.”

Questa scoperta è stata definita come:

un’interazione inaspettata tra le modifiche dell’RNA (l’epitranscriptome) e il mantenimento dell’integrità del genoma.

Chiaramente, siamo nelle fasi nascenti della comprensione del complesso campo dell’epigenetica. La proteina spike S1 SarsCov2 è altamente omologa con la proteina HERV (retrovirus endogeno umano) nota come Syncytina-1. C’è la possibilità che si sviluppi un’autoimmunità, perchè gli anticorpi per la proteina Spike potrebbero attaccare la Syncytina-1.

Mentre le infezioni naturali sono benigne e autolimitanti per la stragrande maggioranza delle persone colpite, le malattie autoimmuni sono per lo più irreversibili. Questa prospettiva è ancora più terrificante con questa terapia a mRNA.

Se la traduzione della proteina SarsCov2 S1 spike dovesse persistere, c’è il potenziale per causare l’amplificazione dell’espressione autoimmunitaria. Visto che le cellule di tutti i destinatari di questa terapia genica produrranno proteine spike virali, è possibile che, nei prossimi anni, si moltiplichino le malattie autoimmuni.

La localizzazione primaria della Syncytina-1 è nella placenta e nello sperma. La richiesta di sospensione [delle sperimentazioni] presentata dai dottori Wodarg e Yeadon esprimeva anche la preoccupazione che la potenziale attività anticorpale contro la proteina Syncytina-1 (della placenta) possa provocare infertilità permanente nelle donne e forse anche negli uomini. I produttori specificano:

Non è noto se il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 abbia qualche effetto sulla fertilità. Alle donne in età fertile si consiglia di evitare la gravidanza per almeno due mesi dopo la seconda dose.

Le donne incinte non erano state incluse in nessuno dei trial. I destinatari della sperimentazione sono stati istruiti ad usare strumenti per il controllo delle nascite.

La nanoparticella PEG-lipidica è altamente lipofila, questo per poter attraversare la membrana cellulare. Un neuroscienziato, il dottor Chris Shaw, noto per i suoi studi sulla tossicità dell’alluminio nei vaccini, ha dichiarato che queste nanoparticelle sono in grado di attraversare la BBB (barriera emato-encefalica) e ha citato le prove dei precedenti studi di Moderna sugli animali.

Sui social media si trovano molti casi documentati di bizzarri sintomi neurologici in soggetti sottoposti a questa terapia genica. Potrebbe uno dei meccanismi essere la disregolazione della Syncytina-1 cerebrale?

A parte la normale funzione fisiologica della Syncytina-1 nello sviluppo della placenta, l’attività e l’espressione della Syncytina-1 aumentano in diverse malattie, come i disturbi neuropsichiatrici, le malattie autoimmuni e il cancro […] La Syncytina-1 partecipa alla morfogenesi della placenta umana e può attivare una cascata pro-infiammatoria e autoimmune […] Un numero crescente di studi indica che la Syncytina-1 gioca un ruolo importante nella sclerosi multipla.

In conclusione: livelli elevati di Syncytina-1 = infiammazione al cervello.

Ora abbiamo una terapia che usa le stesse cellule del corpo per produrre livelli sconosciuti (forse continui) di una proteina che è quasi identica alla Syncytina-1. Questo è un potenziale disastro, come ha spiegato la dottoressa Mikovits:

La Syncytina è l’involucro endogeno del gammaretrovirus che è codificato nel genoma umano…Sappiamo che se la Syncytina…viene espressa in modo aberrante in certi distretti organici, per esempio nel cervello, organo in cui queste nanoparticelle lipidiche andranno a finire, allora si ha la sclerosi multipla […] L’espressione di quel gene, da sola, infiamma la microglia, letteralmente, infiamma e disregola la comunicazione tra la microglia cerebrale, che è fondamentale per eliminare le tossine e gli agenti patogeni nel cervello, e gli astrociti e questo sconvolge non solo il sistema immunitario ma anche il sistema endocannabinoide…

[La Mikovits] sospetta che, a lungo termine, vedremo un aumento significativo di emicranie, tic, morbo di Parkinson, disturbi microvascolari, diversi tipi di cancro, compreso quello alla prostata, sindromi da dolore grave come la fibromialgia e l’artrite reumatoide, problemi alla vescica, malattie renali, psicosi, malattie neurodegenerative, come il morbo di Lou Gehrig (SLA) e disturbi del sonno, compresa la narcolessia. Nei bambini piccoli, è probabile che si sviluppino anche sintomi simili all’autismo, sempre secondo la dottoressa.

Gli attacchi di cuore sono un altro effetto collaterale documentato. I congiunti di persone decedute [dopo la vaccinazione] hanno fatto sapere sui social media che queste morti non vengono considerate reazioni al vaccino e quindi non sono registrate come tali.

Il cardiochirurgo e ricercatore Hooman Noorchashm, ha scritto una lettera di avvertimento alla FDA. La sua preoccupazione è che la proteina spike possa causare infiammazione, formazione di coaguli e attacchi di cuore nei destinatari di SGT precedentemente esposti a SarsCov2:

Quindi, se una persona con una infezione recente o attiva da COVID-19 viene vaccinata, questa risposta immunitaria altamente efficace e specifica potenziata dal vaccino, molto probabilmente attaccherà il rivestimento interno dei vasi sanguigni e causerà danni, portando alla formazione di coaguli di sangue. Questo potrebbe causare gravi problemi, come ictus e attacchi cardiaci, almeno in alcune persone… Inoltre, se il rischio immunologico di cui sto parlando si tradurrà in realtà, nei prossimi mesi, quando milioni di Americani saranno stati immunizzati, diventerà abbastanza visibile al pubblico… Complicazioni tromboemboliche in anziani vasculopatici fragili, 10-20 giorni dopo l’attivazione di una risposta immunitaria antigene specifica indotta dal vaccino non verranno registrate come tipiche complicazioni legate al vaccino.

I rappresentanti di Moderna e Pfizer si sono vantati che la proteina spike porterà alla riduzione dei sintomi senza causare la malattia, perché viene prodotta solo una parte del SarsCov2. Il Dr. Patrick Whelan ha espresso la preoccupazione che la proteina spike, da sola, possa essere sufficiente a causare lesioni.

Sono preoccupato per la possibilità che i nuovi vaccini mirati a creare immunità contro la proteina spike della SARS-CoV-2 abbiano il potenziale per causare lesioni microvascolari al cervello, al cuore, al fegato e ai reni in modalità che, attualmente, non sembrano essere state valutate nelle prove di sicurezza di questi potenziali farmaci.

Ci sono tanti modi per causare danno potenziali o morte, molti dei quali sconosciuti, dato che questo esperimento ha solo pochi mesi di vita.

Nella valutazione dell’analisi rischio-beneficio, bisogna anche considerare i trattamenti efficaci a basso rischio. È ormai accertato che la carenza di vitamina D è legata alla comparsa di grave distress respiratorio e alle tempeste di citochine, condizioni tipiche anche del Covid.

Questo è un piccolo studio, ma è ben supportato dalla letteratura scientifica. Tutti i fattori di rischio per il Covid sono anche fattori di rischio da carenza di vitamina D. In molti climi temperati la carenza di vitamina D è endemica. Più di duecento scienziati hanno esortato a prendere in considerazione l’integrazione di vitamina D per la prevenzione e il trattamento del Covid.

Dopo aver portato a termine il suo studio, dottor Raharusun si era detto ottimista, ritenendo che si trattasse di una soluzione molto poco costosa. Purtroppo, è morto improvvisamente poco dopo la conclusione del suo studio.

Dopo le indagini sulle morti avvenute nelle case di riposo norvegesi, alcuni funzionari sanitari cinesi avevano chiesto una moratoria su queste terapie geniche per il Covid. Ogni giorno, man mano che prosegue questo gigantesco esperimento a carico del genere umano, arrivano continue segnalazioni di effetti collaterali sconcertanti, che possono arrivare fino alla alla morte.

Il 5 febbraio, la UK Medical Freedom Alliance aveva scritto una lettera a Boris Johnson, esortandolo ad affrontare il problema delle morti avvenute nelle case di riposo inglesi dopo la somministrazione del vaccino:

Chiediamo ora una verifica immediata e urgente dei decessi che si sono verificati dall’inizio del lancio del vaccino Covid-19, per accertare se i vaccini Covid-19 (in generale o un marchio in particolare) stiano causando un aumento del numero di morti (Covid-19 e non-Covid-19 correlati), casi di Covid19 o un aumento del rischio di morte in alcuni gruppi di età o coorti.

Attualmente, ci sono più di 900 morti nel registro VAERS. Come da analisi della stessa Health and Human Services, questi sono probabilmente solo una piccola percentuale dei decessi reali. Entrambe le aziende desidererebbero condurre studi “in aperto,” in modo che anche ai gruppi placebo possano essere somministrate le terapie geniche sintetiche. Se questo dovesse accadere, la coorte placebo sarà persa e questo offuscherebbe ulteriormente il numero degli effetti collaterali indesiderati.

In tutto il mondo sono state distribuite oltre 206 milioni di dosi. Pfizer prevede un ricavo di 15 miliardi di dollari per il 2021. Un inizio anno assai lucrativo per tutte le aziende che fanno parte del Complesso Industriale Covid.

Purtroppo, la gente non viene informata che gli studi di Fase 3 sono ancora in corso. La FDA e Health Canada non hanno approvato questi prodotti per la libera vendita. Le somministrazione è totalmente sperimentale. Queste terapie geniche sono state progettate e “valutate” a velocità record, in meno di un anno, e poi hanno ricevuto un’approvazione provvisoria basata su 2 mesi di dati di sicurezza.

Recentemente, il governo indiano ha rifiutato la terapia genica di Pfizer, il che ha spinto i medici americani di Front Line ad esprimere a Biden tutte le loro preoccupazioni. Le autorità sanitarie pubbliche stanno facendo sulle terapie geniche affermazioni diverse da quelle dei produttori.

ICAN ha recentemente scritto una lettera al governatore Andrew Cuomo, chiedendo la ritrattazione delle pubblicità fraudolente dello stato di New York, secondo cui questa terapia genica sarebbe stata approvata dalla FDA e sottoposta a rigorosi test di sicurezza.

Qui sotto c’è un esempio della propaganda presente nella pubblicità del governo canadese:

Il dottor Peter Doshi, editore associato del BMJ ha dichiarato:

I prodotti possono essere commercializzati senza l’accesso ai dati [delle prove cliniche], ma i medici e le società professionali dovrebbero dichiarare pubblicamente che, senza una completa trasparenza dei dati, si rifiuteranno di considerare basati sulla scienza questi farmaci per il covid-19.

Anche il dottor Michael Yeadon, ex vicepresidente della Pfizer, ha dichiarato [grassetto aggiunto]:

Tutti i vaccini contro il virus SARS-CoV-2 sono per definizione nuovi. Se un qualsiasi vaccino di questo tipo viene approvato per l’uso in qualsiasi circostanza che non sia ESPLICITAMENTE sperimentale, credo che i destinatari siano stati ingannati in misura criminale.

Il libro bianco di American Frontline Doctor riporta,

Un vaccino sperimentale non è più sicuro di un tasso di letalità (IFR) molto basso.

Per poter fornire un consenso informato, ogni destinatario di questa terapia genica deve essere messo al corrente del fatto che sta partecipando ad uno studio clinico. Non c’è alcuna pretesa sulla riduzione della trasmissione. Tutta l’analisi rischio-beneficio deve essere focalizzata sull’individuo, come se si trattasse di una terapia farmacologica.

Pertanto, il potenziale destinatario della sperimentazione deve comprendere il concettto di tasso di letalità, di riduzione del rischio assoluto dei sintomi e i potenziali effetti collaterali, compresi gli ADE, nonché le alternative efficaci per il trattamento in caso di necessità.

Se il potenziale soggetto della sperimentazione non riceve queste informazioni, o non le comprende, si tratta di una palese violazione del Codice di Norimberga.

Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente indispensabile … Ciò significa che la persona coinvolta dovrebbe avere la capacità giuridica di dare il proprio consenso; dovrebbe essere in grado di esercitare il libero potere di scelta, senza l’intervento di alcun elemento di forza, frode, inganno, costrizione, sopraffazione o altra forma ulteriore di costrizione o coercizione e dovrebbe avere sufficiente conoscenza e comprensione degli elementi della materia in questione tale da essere in grado di prendere una decisione consapevole e illuminata.

Quest’ultimo elemento richiede che, prima dell’accettazione di una decisione affermativa da parte del soggetto sottoposto a sperimentazione, gli siano resi noti la natura, la durata e lo scopo dell’esperimento, il metodo e i mezzi con cui sarà condotto, tutti gli inconvenienti e i pericoli che ci si può ragionevolmente aspettare e gli effetti sulla sua salute o sulla sua persona che possono derivare dalla sua partecipazione all’esperimento.

C’è un folto gruppo di esperti in tutto il mondo che mette in guardia sui potenziali disastri di questa nuova terapia genica. La santità della vita è relegata ai proclami di coloro che sostanziano e comandano la Nuova Religione Covidica.

La Nuova Normalità genera isteria, “sicuro ed efficace” sono i mantra cacofonici. Solo un eretico oserebbe analizzare i dati reali o porre una domanda razionale. Il messaggio amorale arriva dall’alto: il Covid è assolutamente fatale, le vaccinazioni sono estremamente sicure ed efficaci. Punto e basta.

Il dottor Vernon Coleman non usa mezzi termini nel suo accorato appello:

Legalmente, tutte quelle persone che stanno facendo le “vaccinazioni” sono criminali di guerra… Non ho alcun dubbio, questo è un genocidio globale.

Naturalmente, i commenti del dottor Coleman sono stati denunciati da Facebook come false informazioni.

Nel frattempo, abbondano i messaggi orwelliani come questo:

Sadaf Gilani
Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2021/02/22/synthetic-mrna-covid-vaccines-a-risk-benefit-analysis/
22.02.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org