Sta nascendo un Mondo Nuovo: come sarà?

DI PAUL CRAIG ROBERTS 

unz.com

Sento dire da molti che il mondo dopo il Covid-19 sarà diverso. La domanda è: in che modo differente? Sarà migliore o peggiore?

Le élite stanno lavorando per migliorare le cose per loro e peggiorarle per il resto di noi. Di questo le prove sono chiare.

Le “Grandi” vengono salvate ed i loro debiti coperti. Tutti gli altri, tranne quelli già emarginati, senza lavoro recente e senza un indirizzo fisso, hanno ottenuto un mese di affitto ed il prolungamento dell’indennità di disoccupazione.

Big Pharma vede enormi profitti nel virus, il governo vede più potere per controllare.

Ma la disparità di benefici economici è solo una parte del tutto. Potenti interessi consociati, come quelli di Bill Gates e di Big Pharma, sono intenzionati a vaccinare tutti noi e a controllare i nostri movimenti con un passaporto interno chiamato “certificato vaccinale, certificazione dello stato di salute” o altre espressioni simili.

Nuove procedure e tecnologie di tracciamento, che ricordano “il marchio della bestia”, stanno per essere messe in funzione, per sorvegliare l’accesso di varie categorie di persone a varie aree e benefici.

Gli esperti che hanno fatto e continuano a far notare che, così come non possiamo essere vaccinati contro il comune raffreddore, (tranne forse per il ceppo dell’anno scorso) non possiamo essere vaccinati contro Covid-19 e altri virus mutanti, sono già stati richiamati all’ordine. Nessun parere di esperti deve ostacolare i profitti delle vaccinazioni.

Né ai sostenitori della corretta alimentazione e delle vitamine sarà permesso di intromettersi. Bill Sardi prevede che ci attendono paure orchestrate generate da richiami obbligatori di vitamine “tossiche” (https://knowledgeofhealth.com/modern-medicine-laid-bare/). Big Pharma è determinata ad acquisire il controllo sulle vitamine e sui rimedi omeopatici, e la FDA è la probabile pedina di Big Pharma.

La vaccinazione viene posta al di sopra delle cure mediche (anche preventive), mentre Big Pharma ed i suoi lacchè (p.es. la CNN) denigrano le relazioni di medici esperti sui trattamenti di successo con idrossiclorochina e azitromicina, e l’efficacia della vitamina C, della vitamina D3 e dello zinco nel rafforzare la capacità dei sistemi immunitari di combattere il virus.

L’ortodossia medica influenzata da Big Pharma non può uscire dal ghetto in cui è stata rinchiusa. Quando sono necessari nuovi pensieri e sperimentazioni, coloro che sono capaci di pensare vengono contrastati e addirittura bloccati dalle norme della FDA e dal dogmatismo.

Il governo onnipresente, con le sue agenzie di sicurezza, vede nella paura e nella confusione della popolazione l’opportunità di mettere in atto misure più tiranniche, più ipoteche sui diritti costituzionali, più ostacoli alla libertà di parola. La capacità della libertà di resistere all’oppressione diminuisce costantemente.

Su Internet sono disponibili varie descrizioni delle distopie previste.

Ma non deve per forza finire in questo modo. Dipende tutto da Noi.

Demoralizzati ed impauriti, possiamo accettare più potere di governo come abbiamo fatto dopo l’11 settembre.

Oppure, possiamo riconoscere collettivamente il massiccio fallimento ovunque della leadership occidentale e costruire una società più vivibile e sostenibile.

Il fallimento della leadership è un’opportunità per un reale cambiamento.

La CNN, il New York Times e il resto dei media controllati ci dicono ogni giorno che il presidente Trump rappresenta il fallimento della leadership. Ma il fallimento della leadership va oltre tutti i leader degli ultimi 30 anni e risiede nel sistema stesso. Un capitalismo globale, “autoregolatore”, avido, finanziario, senz’anima, non può unire le persone in una collettività sostenibile.

Il fallimento della leadership risiede nel fallimento a lungo termine che ha reso vulnerabili le società occidentali, spostando all’estero posti di lavoro ad alta produttività e ad alto valore, al fine di aumentare i profitti aziendali a scapito dei redditi dei consumatori nazionali.

Significa aver spostato all’estero la capacità di produrre medicinali, mascherine N95 e altre risorse necessarie per la sopravvivenza nazionale.

Significa dipendere da potenze straniere. Significa l’incapacità di funzionare senza importazioni massicce.

Comunque lo si guardi, il globalismo è una condanna a morte. Solo i ricchi se ne avvantaggiano, ed il vantaggio arriva sotto forma di manodopera a basso costo che gonfia i loro profitti mentre riduce i redditi nazionali e il potere d’acquisto della popolazione.

Senza redditi per far crescere l’economia, le élite hanno fornito prestiti e ampliato il credito al fine di fornire un potere d’acquisto basato sul debito personale per assorbire la produzione estera, importata per la vendita sui mercati americani.

Il costo dell’educazione scolastica è salito mentre la qualità diminuiva. I sussidi allo studio sono stati tagliati ed al loro posto sono cresciuti i debiti per lo studio. L’inflazione è stata sottovalutata per negare ai pensionati della previdenza sociale l’aumento del costo della vita. I pagamenti di assistenza sanitaria sono stati ridotti. La struttura pensionistica è stata decurtata più e più volte. Sempre più persone hanno perso il proprio reddito, e sono aumentati i senza tetto, fornendo un terreno fertile per il Covid-19.

La distribuzione del reddito e della ricchezza negli Stati Uniti è passata in breve tempo da equa a estremamente disuguale, poiché i ricchi hanno tratto profitto dal fatto che la Federal Reserve ha pompato miliardi di dollari nei prezzi delle attività finanziarie, e dalle società che hanno riacquistato le proprie azioni, decapitalizzando così la società e indebitandosi, il tutto a temporaneo beneficio di maggiori bonus per i dirigenti e maggiori guadagni in conto capitale per gli azionisti. Le elite hanno ucciso l’economia per generare profitti a breve termine per se stesse.

Queste politiche distruttive sono opera di avidi pensatori a breve termine, persone la cui unica visione è “Voglio ancora di più”, e sono questi ignobili personaggi, non le loro vittime, che lo Zio Sam sta ora salvando. La massiccia bolla del debito non ripagabile che già sovrastava l’economia si sta espandendo. La Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti stanno distruggendo il dollaro USA in un futile tentativo di salvare i super-ricchi dalle conseguenze della propria ignobile avidità.

Ma al posto di questo folle approccio alla crisi economica, c’è la possibilità di un approccio sano. Le società e le banche che hanno effettuato il salvataggio vengono, di fatto, acquistate dal governo. Pertanto, dovrebbero essere trattate come le società nazionalizzate che sono. Una volta nazionalizzate, il governo, a differenza delle grandi società, può creare il denaro per pagare gli stipendi ed i costi per la sanità. È possibile evitare la prevista disoccupazione del 30/40 per cento: è meglio pagare salari che sussidi di disoccupazione. Da sola, già la differenza psicologica vale moltissimo.

L’incapacità del costoso sistema sanitario privato americano a far fronte all’attuale crisi medica è evidente. Un sistema sanitario orientato al profitto è il sistema più costoso che si possa immaginare.

Il profitto è implicito ad ogni livello, facendo così salire i costi a livelli che le assicurazioni private e la sanità pubblica rifiutano di rimborsare. Il risultato è la contrazione e non l’espansione del sistema. Basta guardare, ad esempio, il numero di ospedali, soprattutto nelle zone rurali, chiusi di recente.

Inoltre, la copertura fornita dal sistema privato – e dal servizio sanitario stesso – presenta enormi lacune. La resistenza a un servizio sanitario nazionalizzato è ridicola, soprattutto perché un servizio nazionalizzato può coesistere con uno privatizzato. Due sono chiaramente meglio di uno.

La nazionalizzazione offre numerosi vantaggi. Permette di smantellare le imprese grandi e ingombranti, risultanti, per esempio, dalle fusioni di banche gigantesche come Chase Manhattan e J.P. Morgan, e di ristabilire la separazione tra le banche commerciali e le banche di investimento.

L’abrogazione della legge Glass-Steagall e la sospensione dell’applicazione delle leggi antitrust sono state dettate da una politica ignorante e miope che ha peggiorato la situazione. La nazionalizzazione consente al governo di riportare in patria la produzione estera delle multinazionali statunitensi e di restituire alla forza lavoro statunitense impieghi da classe media. Per il popolo americano sarebbe una vittoria.

Una volta disciolte, le gigantesche aziende monopolistiche, possono essere privatizzate e restituite alla proprietà privata in base ad un valore equo, non su una base di cambio di centesimi per dollari. Il denaro che il governo riceverebbe dalla loro vendita verrebbe utilizzato per estinguere il debito pubblico.

Per i singoli, i pesanti debiti che soffocano la vita e l’economia verrebbero ridotti a livelli adeguati ai loro redditi. Michael Hudson ed io abbiamo proposto come soluzione un “giubileo del debito”: https://www.paulcraigroberts.org/2020/03/25/a-brady-bond-solution-for-americas-unpayable-corporate-debt/Altri hanno risposto al nostro appello: https://truthout.org/articles/1200-only-goes-so-far-its-time-to-abolish-debt/?eType=EmailBlastContent&eId=98cb6aac-8ef8-4e0e-b80e-24a1d1f92ef6

Attualmente la Federal Reserve sta socializzando il debito senza iscriverlo. Questo è assurdo, perché tenta di salvare il debito espandendolo.

Negli Stati Uniti c’è così tanto pregiudizio dogmatico contro tutto ciò che ha una sfumatura di socialismo, anche come espediente temporaneo, che il pensiero e l’azione sensata si scontrano con forti barriere. Se non riusciamo a superare queste barriere, siamo tutti destinati a tempi ben più difficili.

È possibile ripristinare il senso della collettività o la nazionalità degenererà nei clan e nel tribalismo delle politiche identitarie?

La sfida più grande da affrontare è ripristinare il concetto di collettività. C’è stato un tempo in cui gli Stati Uniti erano una comunità, una comunità unica costituita da una moltitudine di etnie. Con l’arrivo di ogni ondata di immigrati, essi superavano un test sulla Costituzione, imparavano la lingua nazionale e si integravano nella comunità americana.

Questa comunità è stata distrutta da una varietà di forze, l’ultima delle quali è la Politica dell’identità. La Politica dell’Identità impedisce la creazione della comunità, suddividendo la popolazione in gruppi reciprocamente ostili per sesso, preferenze sessuali, razza e qualsiasi classificazione possa essere inventata o immaginata. Il risultato è la torre di Babele, e la torre di Babele non è una comunità.

Invece che una comunità, gli Stati Uniti sono un luogo in cui si coltiva l’odio tra coloro che rivendicano lo status di vittime più oppresse e quelli cui viene assegnato lo status di carnefici più odiosi. Inizialmente, i maschi bianchi eterosessuali erano il principale oggetto di odio; ultimamente abbiamo i transgender, che odiano le femministe che dicono che una donna è una donna, non un uomo che afferma di essere una donna.

Gli attacchi dei transgender contro note leader femministe sono violenti nel linguaggio e rischiano di degenerare in atti di violenza. Diversi gruppi di immigrati non assimilati si disputano il controllo di territori contesi. Il trattamento disumano riservato da Israele ai palestinesi ha fatto infuriare gli immigrati musulmani contro gli ebrei. Violenti attacchi razziali contro i bianchi stanno diventando sempre più comuni.

Per decenni gli studi sulle Donne hanno insegnato l’odio verso gli Uomini, e gli studi sui Neri hanno insegnato l’odio verso i Bianchi. Questo odio insegnato è ora favorito dal Progetto 1619 del New York Times (n.d.t.: uno studio sull’origine e lo sviluppo della schiavitù in America e sul contributo degli schiavi alla crescita della nazione. Vedere: https://www.nytimes.com/interactive/2019/08/14/magazine/1619-america-slavery.html).

Al posto dell’assimilazione, ora abbiamo l’odio reciproco. Come possiamo sfuggire a questo odio?

Forse la sfida del Covid-19 ci costringerà a ritrovare una unità di intenti per sconfiggere il virus che, con le sue continue mutazioni, potrebbe restare con noi per sempre. Un’unione sarebbe aiutata da un salvataggio economico percepito come equo, piuttosto che come l’approccio unilaterale che è stato adottato.

Un giubileo del debito fornisce la necessaria equità.

Le élite, pensando solo ai propri interessi, ostacolano l’opportunità che la crisi offre di riunire le persone. Se non possiamo ricongiungerci, possiamo dimenticare l’unità al di là dei confini della nostra vittima o del nostro gruppo identitario. Al posto della comunità, saremo organizzati in clan di identità separate. La mancanza di unità in patria ci renderà un bersaglio facile per i nemici all’estero.

Sappiamo cos’è la Lista dei desideri distopica. Possiamo riunirci in una lista dei desideri anti-distopica, come comunità che si sostengono a vicenda, o le élite sono riuscite a frammentarci in tanti e diversi gruppi di odio tribali?

 

Paul Craig Roberts

07.04. 2020

Link: https://www.unz.com/proberts/a-new-world-is-being-born-what-will-it-be/

L’Autore: Paul Craig Roberts, classe 1939, laureato in Economia all’Università della Virginia, ha insegnato alla prestigiosa università di Stanford e a quella del Nuovo Messico. È stato a capo dell’Ufficio per le Politiche Economiche sotto la presidenza Reagan e forte sostenitore della teoria “supply-side economics” (https://it.wikipedia.org/wiki/Supply-side_economics). È considerato da molti l’autore della bozza originale dell’Economic Recovery Tax Act. (https://en.wikipedia.org/wiki/Economic_Recovery_Tax_Act_of_1981).

 

Traduzione pro-bono di Arrigo de Angeli/CptHook