Riequilibrare? Meglio Isolare per Disgregare

Oltre la Globalizzazione, la nuova strategia per il Dominio dell'Occidente

Riequilibrare? Meglio Isolare per Disgregare

Di Guido Salerno Aletta (Editorialista dell'Agenzia Teleborsa), teleborsa.it

Con lo slogan MAGA, acronimo di "Make America Great Again", la Presidenza americana di Donald Trump aveva preso atto di un errore strategico: la New Economy basata sulle tecnologie informatiche e di telecomunicazioni su cui gli Usa avevano puntato a partire dagli Anni Ottanta non era stata in grado di sostituire né in termini di occupazione, né di valore della produzione, le importazioni dall'estero delle merci prodotte dalla Old Economy. La industria manifatturiera era stata infatti abbandonata progressivamente per delocalizzare dapprima in Messico e poi in Cina.

Nel processo di globalizzazione dei mercati, soprattutto a partire dal 2001 quando la Cina entrò a far parte del WTO, alla crescita economica della Cina medesima era corrisposto un progressivo impoverimento degli Usa, costretti ad importare merci a debito anche dall'Europa. La componente di esportazione dei Servizi, su cui avevano puntato gli Usa, non era riuscita a compensare l'importo delle merci importate, nonostante la riduzione del loro valore unitario che era stata determinata dai bassi costi salariali impliciti.

La strategia di riequilibrio delle relazioni commerciali con l'estero, al fine di riassorbire l'enorme deficit con la Cina che fu impostata dalla presidenza Trump, si basava sulla imposizione di dazi a carico delle importazioni dalla Cina, rendendole artificiosamente più care per i consumatori americani: aumentandone il costo, la produzione domestica sarebbe diventata competitiva.

L'obiettivo di Trump di riequilibrare le relazioni commerciali con la Cina si scontrava con un'altra, e ben diversa, strategia: quella della Finanza americana, sostenuta da Wall Street e dai grandi Fondi ai Investimento, volta ad invadere la Cina per poter intermediare l'enorme risparmio di quel Paese. Mentre Trump cercava di limitare l'import di merci cinesi, Wall Street cercava all'opposto di aumentare la propria penetrazione in Cina.

La strategia del riequilibrio è lunga, complessa, ma soprattutto riduce le prospettiva della dominanza globale della Finanza americana: il suo obiettivo rimane sempre lo stesso, quello di conquistare anche la Russia e la Cina.

La Presidenza Biden si è dunque mossa su un binario completamente diverso: nei confronti della Cina ha alleggerito la pressione economica sui dazi, ma ha aumentato quella politica: rispetto a Taiwan, la riunificazione sempre agognata da Pechino non potrà avvenire con la forza.

Lo stesso è accaduto per quanto riguarda i rapporti degli Usa nei confronti della Russia: è stato enfatizzato lo scontro sulla Ucraina, una questione che durante la presidenza Trump era rimasta in sordina.

La nuova strategia della Presidenza Biden comporta l'isolamento di Russia e Cina con l'obiettivo di farne implodere i sistemi politici che le governano:

  • nei confronti della Russia, occorre che in Europa si rivitalizzi il ruolo della Nato per creare una sorta di nuova Cortina di Ferro nei confronti della Russia. Si tratta di isolarla politicamente, economicamente e finanziariamente: le sanzioni, che servono a questo scopo, sono state adottate però solo dai Paesi Occidentali, Usa, Ue e Canada. Molti altri si sono astenuti dall'imporle, dalla Turchia alla Cina, passando per l'India, l'Iran ed il Brasile;
  • nei confronti della Cina, per contrastare la crescente presenza militare nel Pacifico, è stata costituita una nuova Alleanza, denominata AUkUs, composta da Australia, UK ed Usa.

La strategia statunitense dell'isolamento di Russia e Cina non mira solo a creare un Nuovo Grande Occidente, denominato Anglosfera nella visione britannica, ma un intero mondo su cui finalmente si estenderà la dominanza statunitense:

  • la Russia finirà per frammentarsi in diverse componenti territoriali che saranno soggette ad influenze straniere, da quella della americana a quella cinese;
  • la Cina vedrà finalmente prevalere la componente globalista, sostenuta dall'influenza americana, sul Partito comunista.

Oltre la Globalizzazione, la nuova strategia per il Dominio dell'Occidente

"Riequilibrare? Meglio Isolare per Disgregare"

Di Guido Salerno Aletta (Editorialista dell'Agenzia Teleborsa), teleborsa.it

Articolo originale di Guido Salerno Aletta: https://www.teleborsa.it/Editoriali/2022/04/19/riequilibrare-meglio-isolare-per-disgregare-1.html#.Yl_OdtNBy3A

Commenti (13)

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    1. Quasar 25 aprile 2022

      l'unica cosa che non mi e' chiara come pensano di raggiungere questi risultati

    1. Rnamessaggero 21 aprile 2022

      L' articolo sembra scritto da un americano sopra la media, come punto di vista non fa una piega, nella parte finale compare il conto senza l' oste, dalla supponenza non ci si può aspettare altro.
      Si l' America è molto invasiva, a tal proposito pare che il Sarmat ( Putin ) possa distruggere una intera isoletta come l' Inghilterra, nel caso l' invasività dovesse esacerbarsi, non credo che con la finanza si possa combattere e ottenere i risultati sperati, hanno la calcolatrice in tutto il mondo ormai.
      Per la tecnologia informatica Olivetti rubata all' Italia, occorre avere il cervello di chi l' ha inventata per trarne un reale profitto dall' uso, come si dice, tutti i nodi hanno un pettine.

    2. LuxIgnis 22 aprile 2022

      E' bene ricordare Olivetti. Per due cose principalmente.
      La prima è che l'Italia non è mai stata indipendente, mai lungimirante, rimasta volutamente provinciale per pressioni esterne. Ricordo di avere letto che Olivetti chiese aiuto e finanziamenti al governo di allora per i suoi progetti e gli risposero picche. Quindi poi la IBM americana prese i suoi progetti e li sviluppò. Stiamo parlando del primo computer al mondo.
      La seconda è che nonostante Olivetti non si può considerare un socialista (era vicino a posizioni social liberali) e quindi un capitalista convinto, fu l'unico in Italia che in fin dei conti applicò alle sue fabbriche un sistema socialista di rispetto dei lavoratori, e la tendenza a preoccuparsi al benessere degli stessi oltre o solo al profitto. Fu un vero imprenditore e non un prenditore. Personaggi come lui dimostrano che non sono le etichette politiche che fanno la differenza ma gli uomini. E purtroppo uomini come lui, pur se esistono tutt'ora, sono molto pochi.
      Aggiungo anche che questo tipo di politica del lavoro produce notevoli profitti visto che fino alla sua morte l'Olivetti era un'azienda prima al mondo nel suo campo. Quindi sconfessa una volta per tutte quello che spesso gli imprenditori prenditori dicono e cioè che se non si facesse così (giustificazione dello sfruttamento operaio e impiegatizio) non ci sarebbe profitto e le fabbriche non reggerebbero. E questo è falso, poiché tutti gli esempi di imprenditoria che si rivolgono più al benessere del lavoratore che a quello del profitto, hanno utili importanti, e produzioni che aumentano e non diminuiscono. Come Olivetti ma tanti altri hanno dimostrato.
      Mancano gli uomini, non la politica.

    1. nicolass 21 aprile 2022

      Il paradosso sarebbe che chi cerca di isolare rimane alla fine isolato

    2. Rnamessaggero 21 aprile 2022

      Chi scava una fossa, finisce col caderci dentro.

    3. Arthur 22 aprile 2022

      Questo succede soprattutto se chi scava la fossa è un inetto.
      E l'Occidente è pieno di inetti (che fanno i bulli).

    1. LuxIgnis 21 aprile 2022

      Siamo all'incredibile, se persino Luttwak dice delle cose sensate su questa guerra.
      https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-rispetto_ai_nostri_atlantisti_perfino_luttwak__un_pacifista/45289_46020/
      E mi sa che qualcuno si sta cacando sotto....

    2. Arthur 22 aprile 2022

      Concordo.
      Sta succedendo qualcosa e forse si tratta di popò.

      Luttwak dice che i missili che hanno affondato la Moskva non dovevano essere sparati...
      Interpretiamo: sta dicendo che qualcuno (Nato) deve aver violato una linea rossa che non andava oltrepassata...
      Luttwak dice inoltre: di darsi una calmata, di smettere di insultare Putin, che non può essere Kiev a trattare, che bisogna dare una via d'uscita a Putin, etc.

      Altra notizia clamorosa.
      La Yellen, Segretario al Tesoro degli USA, mette in guardia gli europei dalle sanzioni alla Russia, poiché sarebbero un boomerang per l'economia europea, soprattutto per Germania e Italia, e con gravi ripercussioni a livello mondiale.

      È evidente: a quanto pare in Occidente c'è un improvviso contagio di cagarella.

      Vediamo come si evolve la situazione.

    3. Martin 22 aprile 2022

      Leggo direttamente la stampa USA, e la Yellen - altra dichiarata esponente della lobby NeoGlobal- ha fatto esattamente il contrario, ossia e' arrivata al punto di minacciare pubblicamente i Paesi che non hanno aderito alle sanzioni, attaccando direttamente il concetto - naturale prima ancora che giuridico - di neutralita'. L'arroganza della lobby NeoGlobal della Presidenza Biden non conosce piu' limiti.

    4. Arthur 22 aprile 2022

      Anche io leggo la stampa internazionale.

      https://www.ft.com/content/0738a816-cb3c-44f9-9257-7a8489bf4c9c

    1. Arian Van Heisen 21 aprile 2022

      Di Guido Salerno Aletta
      A me pare la visione di un' editorialista dell' Economist o del W.S.J.

    1. gianB 21 aprile 2022

      Siamo piuttosto "fuori" in questa visione a mio parere, probabilmente influenzati da una visione americocentrica.

    1. GioCo 21 aprile 2022

      Se vero, questo comporta due ovvietà:
      1) fine del globalismo per come lo abbiamo inteso oggi; per paradosso quindi l'obbiettivo "vecchio" ma rinnovato di conquista è già fallito ora.
      2) indebolimento proggressivo di st'accindente di occidente, della sua influenza talassocratica e di tutte le sue politiche belliciste con la prospettiva di diventare sempre più marginale (con un processo in accelerazione) nel panorama globale o "resto del Mondo isolato" che profitterà sempre di più di questa palesata insipienza strategica.

      I corollari di politica interna però sono anche peggio: progressivo potenziamento di tutti i centri criminali e lotta feroce ai vertici per il ricambio del potere sullo sfondo di disordini sociali crescenti. Ulteriore perdita di fiducia nelle istituzioni e parallela disgregazione sociale acuita dal livellamento dei "valori occidentali" e dalle nuove tecnologie a cui si dovrà per forza fare sempre più affidamento per mantenere parvenze di ordine socio economico che avrà sempre più il volto ributtante del mostro da sconfiggere.

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