L'Iran cambia tutto

Il primo storico attacco diretto da Teheran contro Tel Aviv potrebbe essere l'inizio di una nuova fase

L'Iran cambia tutto

L’attacco iraniano, o più correttamente il contro-attacco, avvenuto mediante il lancio di droni diversivi (UAV) prima e missili Cruise e balistici a seguire ha per il momento causato danni molto circoscritti e complessivamente lievi, ma tatticamente sensati. Soprattutto, viene a seguito di una ennesima ultima goccia del vaso di Teheran traboccante da decenni di sofferenze ed ingiustizie provocate dal potere sionista-atlantico. Tuttavia, le modalità, le tempistiche, ed alcuni dettagli ambigui hanno spaccato in due l’opinione pubblica, senza alcuna eccezione tra gli addetti al settore. Da una parte vi sono gli scettici, i quali sospettano che l’attacco iraniano sia stato tutto sommato inutile, soprattutto alla luce di una efficace manovra che potesse interrompere o complicare le attività del Leviatano sionista dentro Gaza. Dall'altra chi sottolinea invece il successo di un programma sottile ma efficace.

Tutto un programma?

Gli scettici ritengono che, presunte fonti alla mano, la c.d. operazione True Promise sia stata coordinata con Israele e Stati Uniti stessi. Più precisamente c’è chi, come Orsini[1], parla di “attacco finto, in quanto telefonato (letteralmente) giorni in anticipo, consentendo agli israeliani di preparare le difese antiaeree, le quali in effetti sono state capaci di intercettare, secondo le stime ufficiali, il 99% dei lanci[2] provenienti dalle postazioni iraniane. Missili utili quindi, secondo l’analista italiano, soltanto a distrarre l’attenzione dal massacro di Gaza. Altri come Rampini[3], personaggio meno affidabile ma indicativo del pensiero di molti, parlano di “guerra-show” nella misura in cui la controffensiva iraniana si sarebbe rivelata una blanda dimostrazione pirotecnica, utile solamente a far felice il mondo musulmano da mesi in trepida attesa di una risposta da parte della potenza persiana all’interno dello scenario palestinese. Risposta che non poteva non essere attesa in seguito al bombardamento dell’ambasciata iraniana di Damasco[4] avvenuta lo scorso 2 aprile. Anche su Ria Novosti viene ironizzata l’azione iraniana, paragonandola all’opera di Saltykov-Shchedrin dell’orso che entra in città spaventando tutti per poi mangiare soltanto un lucherino[5].

Ciò che non torna, oltre alla natura “telefonata” della rappresaglia, non è tanto nell’attacco in sé - il primo in assoluto, va precisato, che coinvolge in modo diretto (e non attraverso gruppi militari indiretti o altri eserciti alleati come Hezbollah e l’esercito siriano) le azioni di Teheran sul suolo israeliano – quanto nella prevedibilità nella preparazione nonché nell’immediata richiesta dichiarazione in sede ONU che la questione per Teheran è già chiusa[6]. C’è quindi chi, scetticamente, non comprende come possa essere già finita qui la riposta di Teheran non solo ai 13 morti causati dal bombardamento dell’ambasciata di uno stato straniero, ma anche all’immane tragedia palestinese giunta ormai a 34.000 morti. Non si capisce perché Hezbollah, partito politico-militare libanese strettamente collegato all’Iran, non abbia mai davvero reagito alle innumerevoli provocazioni sioniste, limitandosi a mere dichiarazioni d’intenti reazionari nel caso in cui Israele avesse attaccato il Libano, cosa tra l’altro già avvenuta ripetutamente, prima con l’assassinio del numero due di Hamas Saleh Al-Arouri lo scorso 2 gennaio[7] in piena Beirut, ossia dopo aver oltrepassato la c.d. linea blu che divide (e in teoria dovrebbe contenere) le ostilità tra i due paesi del Levante; poi in seguito ad altri bombardamenti di gennaio, sempre made in Tel Aviv, che hanno visto subire zitti e muti i libanesi del sud; infine, sempre nello stesso periodo, l’uccisione di un dirigente di Hezbollah, Hassan Al Tawil, ciliegia su una torta di ben 130 membri del partito di Dio uccisi dal 7 ottobre 2023 a questa parte[8]. Nel frattempo, immediatamente dopo l’Iran counter-attack, i libanesi hanno subito l’ulteriore perdita di una fabbrica di armi nel sud-Libano[9]. Quousque tandem abutere, Tel Aviv patientia nostra? È la domanda che in molti si stanno ponendo, senza che tuttavia si notino spiragli di reazione diretta ed efficace contro l’impero ISRA-USA-NATO.

Obiettivi raggiunti

Dall’altro lato invece, v’è chi ritiene soddisfacente la mossa recente di Teheran per i seguenti motivi: si tratta innanzitutto di una rappresaglia che rispetta i princìpi fondamentali dei trattati internazionali ed in particolare l’importante articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, vale a dire la clausola che sancisce il diritto naturale all’autotutela ed alla reazione armata in caso di attacchi subiti ad opera di altri stati. Uno degli echi più reiterati, infatti è quello secondo cui l’Iran, al contrario del tirannico Israele, opera nel novero della legalità internazionale e ci tiene a mostrarsi come un blasone di civiltà all’interno della comunità internazionale, motivo per cui l’Iran ha aspettato per lungo tempo ad intervenire, anche in seguito all’uccisione del generale Soleimani avvenuto il 3 gennaio 2020 per mano statunitense. Ciò spiega anche perché l’azione sarebbe stata rivelata con largo anticipo: esattamente per non concedere né ad Israele né agli osservatori filo-israeliani dell’area (Usa, Francia, GB, Arabia Saudita, Giordania) la scusa di un attacco “terroristico” ed inaspettato che avrebbe potuto causare spargimenti di sangue totalmente controproducenti alla sopravvivenza di lungo periodo dell’Iran, nella misura in cui l’Iran è già sotto i riflettori dell’ipocrita società internazionale comandata dall’atlantismo, la quale sanziona Teheran[10] mentre parallelamente permette la pulizia etnica dei palestinesi e tutte le atrocità made in Washington & Tel Aviv.

Di più, il piano iraniano è strutturato in due fasi: la prima è consistita in un lento e anticipato lancio di 170 droni UAV i quali, come previsto da Teheran stessa, sono stati tutti abbattuti con facilità dal sistema anti-aereo israeliano a cinque strati[11]. Dopo circa un’ora, il lancio di droni è stato seguito da quello di missili Cruise e balistici di tipo Emad, Kheybar Shekan e Qadr. Tradotto, la seconda fase è stata più potente e Israele ha sì intercettato il 99% degli attacchi, grazie soprattutto all’aiuto difensivo di Usa, Gb[12], Francia[13], Giordania[14] e Arabia Saudita[15], ma ha comunque subito il danneggiamento non da poco della base aerea di Nevatim[16]. Infine, lo stesso governo di Teheran esulta e afferma di aver raggiunto gli obiettivi prefissati[17], soprattutto quello di mettere in atto una reazione bellica ufficiale, la prima nella storia, alla precedente aggressione israeliana. Insomma, per gli ottimisti la tigre persiana ha finalmente mostrato i denti ed è riuscita pienamente a vendicare il torto diplomatico-militare di inizio aprile facendo capire al leonesco Giuda che non può permettersi di provocare come vorrebbe.

Alcune osservazioni aggiuntive

Ora, al netto delle diverse visioni e interpretazioni, i fatti sono troppo recenti e le informazioni ancora troppo scarse e incerte per poter dare un voto in pagella. Sia da un lato che dall’altro vi sono dati fondate e legittime riflessioni che tuttavia non escludono nulla. Ciò detto vi sono osservazioni aggiuntive che probabilmente aumentano il novero degli elementi a sostegno del piano True Promise, senza tuttavia voler tagliare alla radice i sacrosanti dubbi e le osservazioni su ciò che non torna.

Le forze in campo

Innanzitutto, è innegabile che l’Iran non possa spingersi troppo oltre in una guerra aperta e totale contro il nemico sionista, per il semplice motivo che non si tratterebbe di una guerra circoscritta alla regione, ma di una vera e propria guerra mondiale a livelli stratificati nella quale il nemico di primo livello, in questo caso Israele, non agirebbe mai solo bensì comodamente coadiuvato da tutti gli apparati politici e militari statunitensi, vere e proprie filiali del potere ebraico sionista[18]. Più dettagliatamente, analizzando i dati ufficiali attualmente a disposizione, l’Iran da solo avrebbe il netto vantaggio in una guerra terrestre per numero di soldati, popolazione, mezzi di terra, risorse naturali, logistica e finanze in termini di debito estero e potere d’acquisto complessivo; dall’altra lato Israele preso singolarmente partirebbe svantaggiato sia per gli elementi sopracitati, sia in un improbabile confronto navale, contando una flotta decisamente minore seppur sofisticata ma sbilanciata nel settore del rifornimento petrolifero (quindi non militare). L’unico, ma decisivo, vantaggio israeliano (sempre se preso singolarmente) è quello aereo e ciò è dire tutto, visto che oggi la vera guerra convenzionale (ossia escludendo le altre forme di guerra asimmetrica) si fa in aria o comunque dipende prevalentemente dallo stato della flotta aerea. Più che la differenza numerica, solamente di qualche decina di velivoli in totale, il divario è dato dall’avanzamento delle rispettive flotte. È vero che la dotazione iraniana non è del tutto chiara, in ossequio all’arte della guerra di celare sempre le reali capacità, tuttavia, dati alla mano Israele può contare sui più sofisticati F-35 I Adir[19], venduti dalla Lockheed Martin solamente a Tel Aviv e Washington, per non parlare di tutta una serie di F-16 e 15 che superano nettamente le ufficiali dotazioni di Teheran[20] sovvenzionate dalla Russia ma rimaste ai tempi della guerra fredda.

Il vero nemico

Ma è proprio qui che entra in scena la svolta: se è vero quanto accertato finora, l’attacco iraniano è andato proprio a destabilizzare il vantaggio aereo israeliano, non solo costringendo il nemico a rivelare l’entità e la geometria degli apparati antimissile (il c.d. Iron Dome che in realtà è solo una parte di un sistema difensivo più ampio), bensì andando a danneggiare proprio una delle basi aeree cruciali, quella di Nevatim, come anticipato sopra. Secondo i media, almeno 15 missili hanno colpito la base mettendo fuori uso i preziosi F-35 con la stella a sei punte. Le stesse fonti israeliane confessano che alcuni missili sono effettivamente riusciti a colpire la base Nevatim, ma che questa non ha subito danni gravi e starebbe continuando ad operare come sempre[21], tanto che all’interno dell’IDF si sta già discutendo di un nuovo attacco[22]. In ogni caso, se il piano True Promise è realmente pensato per distrarre le difese antimissile tramite droni e colpire di rovescio la flotta aerea con i missili balistici, allora l’attacco ha sicuramente avuto senso, nonché utilità se è vero che ha causato danni reali, anche tenendo conto del fatto non così tanto secondario che un giorno di difesa è costato ben 1,5 miliardi di dollari, cifra ancora più spaventosa se proiettata in una lunga guerra di logoramento.

La condotta dell'Iran e possibili scenari

Ma perché l’Iran ritarda apparentemente le sue mosse? Perché spesso sembra innocuo anche di fronte a torti evidenti? Va preliminarmente precisato che non è del tutto vera l’idea che gli iraniani siano del tutto inermi. Durante tutto il conflitto con Gaza, l’Iran ha cercato quanto possibile (sebbene non sia da escludere che avrebbe potuto fare di più) di mettere in difficoltà Tel Aviv attraverso ripetuti attacchi hacker, nonché (forse con troppa debolezza) attraverso la propria falange libanese Hezbollah al confine nord di Israele. Tutto ciò è perfettamente in linea con l’odierno orizzonte bellico intessuto di guerre asimmetriche[23] e conflitti combattuti con innumerevoli, nonché insospettabili, forme di attacco (informatico, economico, culturale ecc.).

Va ricordato che l’Iran non avrebbe vita facile in un conflitto diretto ed isolato contro Israele, figuriamoci in un più realistico scenario in cui a catena intervengono USA, GB, in primis, poi Francia, Giordania, Arabia Saudita, e una sfilza di paesi europei in stile Guerra del Golfo. Non c’è bisogno di precisare che l’Iran non avrebbe scampo, se non (forse) in un conflitto letteralmente mondiale in cui la Russia è finalmente libera dall’ostilità NATO ai suoi confini, la Cina si scorda di Taiwan e mette anima e corpo (molto improbabile) per Teheran e l’intero mondo musulmano manda quanti più rinforzi possibili. Oppure uno scenario in cui l’intero BRICS allargato, di cui attualmente fa parte anche lo stesso Iran, ha la possibilità di concentrarsi esclusivamente su Tel Aviv e Washington, ma sono soltanto scenari da Risiko. Insomma, per Teheran la guerra aperta, senza radicali cambiamenti nello scacchiere internazionale, non è attualmente un’opzione perseguibile.

La pazienza culturale iraniana

Ciò detto, l’aspetto tattico non è l’unico indice del comportamento politico iraniano. C’è anche un importante fattore culturale, ben comprensibile se si guarda indietro alla rivoluzione del 1979. Un anno prima dell’ascesa di Khomeini, il paese era in agitazione, tanto che nel gennaio del 1978 nella città di Qum ci fu una manifestazione, tra le tante nel paese, indirizzata contro il regime severo e filoccidentale dello shah Reza Pahlavi. L’esercito arrivò ad uccidere molti studenti durante la manifestazione e ciò segnò indelebilmente lo spirito dei cittadini. Questi, nonostante fossero pieni di rabbia e volenterosi di rovesciare il regime, invece di reagire immediatamente seguirono invece la tradizione musulmana dei 40 giorni di attesa: prima di riunirsi a celebrare i funerali di parenti e amici, i musulmani fanno passare quaranta giorni.

La tradizione prese un tono politico anche grazie alla guida dell’Ayatollah che invitò tutti i seguaci all’osservanza della regola. Finito il rito, gli iraniani scesero nuovamente in piazza in tutte le principali città, ma ci furono nuovamente vittime, questa volta nella città di Tabriz. Seguirono altri quaranta giorni e per la terza volta alla fine del memoriale, l’ira degli iraniani, sempre più intensa, provocò scontri violentissimi, a cui si aggiunsero ulteriori vittime accompagnate da una terza ondata di attesa funebre. Furono quindi 120 i giorni di attesa totale. Alla fine dopo una tesissima lotta politica, il governo dichiarò la legge marziale, ma l’energia sentimentale accumulata per tutto quel tempo fu in grado di sovrastare le misure repressive, tanto che, a partire dal c.d. Venerdì Nero (8 settembre 1978), la folla divenne sempre più numerosa e sempre più agguerrita, finendo per sfociare nelle grandi piazze, le quali contarono anche 2 milioni di iraniani nella sola Teheran, che il 16 gennaio 1979 fecero fuggire per sempre lo Shah.

La morale della storia è che gli iraniani, per storia, religione, cultura non agiscono mai a sangue caldo, bensì all’opposto, per poi colpire nel momento giusto. Da decenni l’Iran subisce pesanti vessazioni, che si tratti di sanzioni o addirittura dell’assassinio dei loro migliori scienziati[24]. Ma da una parte non è un caso che gli scacchi siano nati proprio in Persia e le guide spirituali (figure totalmente assenti in Occidente) hanno capito che le forze dello spirito, nonché la coesione nell’affrontare le avversità, il saper resistere insieme alle ingiustizie, sono fondamentali per un rinnovamento fruttuoso e per la sopravvivenza stessa di un popolo.

La condotta di Hezbollah

Non è esente dall’attenzione degli addetti al settore il ruolo di Hezbollah, attore che negli ultimi quarant’anni ha saputo bilanciare i pesi militari e strategici di Teheran, Beirut e Damasco insieme, ma che dal 7 ottobre scorso, tranne qualche vaga dichiarazione di intenti, ha forse temporeggiato più di quanto ci si aspettava nei confronti delle azioni israeliane. Anche qui, va fatto notare che Hezbollah si presenta come un partito militare che, da una parte gestisce con (consensuale) autorevolezza parlamento ed esecutivo libanesi, mentre dall’altra esegue azioni di guerra asimmetrica dal Libano sud alle alture del Golan, fino ad avere cellule un po’ in tutte le principali città e zone del Levante. Ruolo quindi complicatissimo e spesso al limite di essere tacciato per movimento terrorista. Ma soprattutto, negli ultimi vent’anni il Partito di Dio ha conquistato territori, relazioni, mercati e consenso tanto che una mobilitazione totale nei confronti di Israele in seguito ai fatti palestinesi non soltanto lascerebbe scoperti i teatri siriani, iraniani e del Libano interno, ma farebbe tabula rasa degli ottenimenti acquisiti faticosamente in quarant’anni, completati recentemente da uno storico accordo triangolato Hezbollah-Israele-Usa per lo sfruttamento delle risorse del mediterraneo orientale[25]. Scenario, quindi, quello della perdita della gestione civile dei territori e dello stracciamento di tutti i trattati stipulati finora, che gli stessi dirigenti probabilmente vogliono evitare, a quanto pare a qualsiasi costo.

Situazione diplomatica sfavorevole

Infine, non va dimenticato Israele è ben coadiuvato non soltanto da Washington e company ma all’interno della regione anche dalla Giordania e soprattutto dall’Arabia Saudita in seguito agli Accordi di Abramo firmati il 15 settembre 2020 sotto la tutela di Donald Trump, che ha normalizzato i rapporti anche con Bahrein ed Emirati Arabi. Successo anche questo (nella prospettiva di Israele) che le parti contraenti difficilmente faranno cadere visto che Israele è fucina di tecnologie ed armi utilissime. È in pratica il motivo per cui la difesa israeliana è stata coadiuvata anche da Riad[26] facendo sospettare che la recente entrata all’interno dei BRICS+ non sia poi così convinta probabilmente, e in ogni caso è molto contradditoria, visto che in diritto internazionale vale il principio lex posterior derogat priori e l’accordo BRICS+ con l’Iran dovrebbe in teoria superare gli accordi di Abramo. A maggior ragione se proprio l’anno scorso i due paesi avevano siglato un accordo per riaprire le relazioni diplomatiche[27]. Ciò, molto semplicemente, non va per niente a favore di Teheran, che si trova circondata in una regione araba in cui è leader, ma in cui allo stesso tempo è destabilizzata da Israele e blocco atlantico che continuano a fare il bello e cattivo tempo da un momento all’altro.

Un attacco che preclude ad una nuova fase

In conclusione, il punto è che l’attacco iraniano è stato come un albero che è caduto senza essere udito (utilitaristicamente parlando) da nessuno, tranne che dal destinatario effettivo, leggasi potenza aerea israeliana. Se così, l’Iran ha risposto nel modo più subdolo e tattico possibile. Ha evitato un’escalation nella quale si sarebbero sentiti coinvolti i grandi attori mondiali, anche alla luce del sempre più grande disinteresse americano per l’Ucraina[28], frenando il nemico non laddove è più debole, bensì più in vantaggio. Rimettere in sesto una flotta di F-35 è un lavoro incommensurabile, sia per tempistiche che per risorse finanziarie. Il vero dubbio è se da adesso in poi Teheran ha intenzione di logorare lentamente, come sa fare, il nemico sionista o se davvero si è trattato di una mera rappresaglia del momento senza ulteriori tappe. Nel primo caso, si apre una nuova fase, sebbene l’elefante nella stanza, i Palestinesi, sia ormai esangue. La vera sconfitta è già avvenuta in tal senso. Vedremo se vi sarà giustizia.


Di Matteo Parigi per comedonchisciotte.org


[1] https://www.maurizioblondet.it/attacco-iran-finto-coordinato-con-israele-e-usa-alessandro-orsini/

[2] https://www.iranintl.com/en/202404152333

[3] https://www.corriere.it/esteri/24_aprile_15/attacco-israele-iran-guerra-rampini-81205d2a-fa82-11ee-ba6a-99e730c8c30b.shtml

[4] https://it.euronews.com/2024/04/01/siria-colpita-lambasciata-iraniana-a-damasco-morti-e-feriti-accuse-a-israele

[5] https://ria.ru/20240415/izrail-1940048062.html

[6] https://www.rainews.it/articoli/ultimora/Iran-a-Onu-con-attacco-questione-chiusa-765b90fe-b3a1-417f-98ae-19657efe346b.html

[7] https://comedonchisciotte.org/attentato-in-libano-morto-leader-di-hamas/

[8] https://www.rainews.it/articoli/2024/01/wissam-hassan-al-tawil-uno-dei-capi-di-hezbollah-ucciso-in-un-raid-mirato-in-libano-3c02cd6d-d1af-4940-a585-c2e478df4d39.html

[9] https://www.france24.com/en/live-news/20240414-hezbollah-source-says-israel-struck-position-in-east-lebanon

[10] https://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/iran/

[11] https://www.iranintl.com/en/202404152333

[12] https://ria.ru/20240415/izrail-1940048062.html

[13] https://www.quotidiano.net/esteri/iran-israele-attacco-francia-abke9yzw

[14] https://www.timesofisrael.com/jordans-help-against-iran-shows-relationship-with-israel-still-strong-despite-gaza/

[15] https://www.rt.com/news/596007-saudi-arabia-iran-drone-israel/

[16] https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_liran_ha_attaccato_la_base_israeliana_di_nevatim/45289_54104/

[17] https://tg24.sky.it/mondo/2024/04/14/iran-israele-attacco-14-aprile-diretta?lbp=10

[18] Ne parla esaustivamente e in modo dettagliato J. Mearsheimer in La Lobby israeliana e la politica estera degli Usa, ed. Asterios 2007.

[19] https://www.deagel.com/Country/Israel

[20] https://www.deagel.com/Country/Iran

[21] https://www.timesofisrael.com/how-israel-foiled-irans-ballistic-missile-attack-that-focused-on-an-f-35-airbase/

[22] https://www.timesofisrael.com/liveblog-april-16-2024/

[23] https://comedonchisciotte.org/unrestricted-warfare-dalliperguerra-alla-guerra-illimitata/

[24] N. Chomsky, L’America è finita? Il mondo che lasciamo e il compito che ci attende, ed. Asterios, p. 14.

https://www.ilpost.it/2012/01/11/le-morti-degli-scienziati-nucleari-iraniani/

[25] https://www.cesi-italia.org/it/articoli/accordo-libano-israele-un-nuovo-equilibro-nella-scena-energetica-mediterranea

[26] https://www.rt.com/news/596007-saudi-arabia-iran-drone-israel/

[27] https://mglobale.promositalia.camcom.it/altre-tematiche/tutte-le-news/riprendono-le-relazioni-diplomatiche-iran-arabia-saudita.kl

[28] https://it.euronews.com/my-europe/2024/02/15/lo-stallo-degli-stati-uniti-sugli-aiuti-allucraina-sta-gia-avendo-conseguenze-sul-campo-di

Commenti (41)

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Mostra commenti 41 caricati
    1. Cachafaz 17 aprile 2024

      Che sfortuna per noi paesi della nato, dice che ha preso fuoco un'altra fabbrica di proiettili 155 mm, stavolta in Galles. Quella in pennsylvania e' su tuti i giornali, questo del Galles lo ha riferito un commentatore, non ho riscontri. Pero' che sfiga...

    1. alessandroparenti 17 aprile 2024

      Ma nessuno fa riferimento alle atomiche? Si parla di guerra di terra, di chi ha più soldati in fanteria(manca la cavalleria) e si dimentica che quelle me5de degli ebrei ce l'hanno e non vedrebbero l'ora di avere un pretesto per tirarla, tanto vengono giustificati in tutto. O pensate forse che gli ebrei, come i Russi, siano disposti a sacrificare i loro soldati in una guerra tradizionale pur di non sfracellare il paese avversario?! E in più, mentre la Russia confina direttamente con l'Ucraina e quindi potrebbe ricevere le radiazioni della bomba, Israele è ben distante da Teheran e se ne fotterebbe delle conseguenze(o se ne "fregherebbe" per usare un termine del Babau.

    2. Arthur 18 aprile 2024

      Gli Israeliani non useranno mai l'atomica perché sanno che, se lo facessero, verrebbero sterminati da armi chimiche e batteriologiche, che i loro nemici possiedono di sicuro e non vedono l'ora di usare, ma per farlo occorre un pretesto e la bomba atomica usata da Israele sarebbe esattamente questo.
      Ergo gli Israeliani non faranno ricorso l'atomica.
      A meno che non siano stupidi.

    1. Arthur 17 aprile 2024

      La cosa più lucida che ho sentito sull'azione militare da parte dell'Iran l'ha detta Orsini.
      Era una cosa concordata.
      O forse l'Iran ha voluto dare un avvertimento.
      Può darsi entrambe le cose.

      Di solito non attribuisco valore alle notizie, che quotidianamente rimbalzano sui media, relative alla "guerra".
      Ma stavolta sono un po' incuriosito da quello che ha affermato l'Iran: «Se Israele attacca siamo pronti a usare un’arma mai utilizzata prima».
      In che senso?
      Un'arma che l'Iran non ha mai usato fino ad ora (missili a lunga gittata) oppure un'arma che non è mai stata usata da nessuno (bombe termobariche o bombe a neutroni) o un'arma che i bulli non conoscono?
      E poi, è un’arma dell’Iran o è russa?

      È possibile che gli anglo-americani stiano facendo due guerre per procura, una fatta dagli Ucraini e l’altra dagli Israeliani, proprio perché sanno qualcosa e vogliono capire di che arma si tratti?
      I bulli sperano forse che i Russi e/o gli Iraniani usino tale arma su ucraini ed ebrei che, quindi, sarebbero cavie?

      Oppure l'Iran, insieme a tutti gli altri, recita la sua parte da copione e spara idiozie per alimentare la psyop sulla guerra a cui tutti contribuiscono?

    2. absitiniuriaverbis 17 aprile 2024

      I dubbi sono importanti.

      Ogni tipo di ignoranza nel mondo deriva dal non renderci conto che le nostre percezioni sono scommesse. Crediamo in ciò che vediamo e poi crediamo nella nostra interpretazione di esso, non sappiamo nemmeno che stiamo facendo un'interpretazione per la maggior parte del tempo. Pensiamo che questa sia la realtà.

    3. Arthur 17 aprile 2024

      Ok, ma quello che descriviamo e che risulta da osservazioni e riflessioni è in larga parte reale, non fantasia.
      I fatti sono fatti.
      E anche conclamati.
      Molte interpretazioni sono fondate su dati incontrovertibili.
      Bisogna soltanto stare attenti ad evitare le gabbie mentali, che in modo molto subdolo minano la consapevolezza e lo spirito critico; un limite che affligge soprattutto le persone che, quando ragionano, non riescono ad uscire da schemi e dogmi acquisiti sulla base di una ideologia che è stata consapevolmente abbracciata.
      La cosa più interessante è invece che la realtà è come un diamante: ha tante sfaccettature.

    4. LuxIgnis 17 aprile 2024

      Pare che l'IRAN abbia sviluppato un missile ipersonico come quelli che hanno sia Russia che Cina. Probabilmente qualche aiuto russo c'è stato.
      E' probabile che si riferiscano a quello.
      Se è quello, è difficilmente intercettabile e in un paese piccolo come Israele farebbe danni enormi.

    5. Cachafaz 17 aprile 2024

      Per me Orsini e' un gatekeeper, senno' non gli darebbero tutto questo credito. Devono infondere sfiducia nella popolazione resistente, che sono d'accordo, che sono tutti uguali. La verita' e' semplicissima. Russia e Iran (che sono dalla parte giusta della storia), oltre a cina e nord corea sono in possesso dei missili ipersonici, la russia ha anche altra primaria tecnologia; l'uccidente e' rimasto molto indietro,. Ma Russia iran non hanno nessun interesse a precipitare le cose, tanto usraele e' brava ad impiccarsi da se'-

    6. BrunoWald 17 aprile 2024

      Parole sante.

      Infatti, molti anche qui hanno le idee chiarissime e manco l'ombra di un dubbio.

    7. BrunoWald 17 aprile 2024

      Per molti, sono "fatti conclamati" le grossolane menzogne su cui si fonda l'immaginario dell'occidentale medio, tant'è vero che se provi a insinuare loro qualche dubbio, ti prendono per pazzo o per un provocatore.

    8. BrunoWald 17 aprile 2024

      Non hanno nessun interesse a precipitare le cose, tanto a morire sono i palestinesi, e i bambini affamati o amputati senza anestesia sono i figli degli altri, mica i loro.

      Ma tranquilli, l'importante è essere dalla parte giusta della storia.

    9. Astronauta 17 aprile 2024

      alcuni dicono bombe ai neutroni. Se Israele si e’sporcato le mani col sangue di 33mila palestinesi, l Iran non se le sporcherebbe ,come gli Usa a Hiroshima e Nagasaki, e di fatto resterebbero le strutture ma senza sionisti ed ebrei dimezzo (quei pochi che sono rimasti).
      E i palestinesi sopravvissuti avrebbero dacominciare una nuova vita non a Gaza ma sempre in Palestina.

    10. Astronauta 17 aprile 2024

      Piu che aiuto russo penso ad un aiuto nord coreano che in fatto di missili balistici intercontinentali ne sa qualcosa.
      Comunque l iran ha un vasto depliant di missili
      https://parstoday.ir/it/news/iran-i354110-9_missili_iraniani_che_spaventano_i_sionisti_foto

    11. Gino 17 aprile 2024

      anche questo me l'hanno mandato in moderazione...

    12. Gino 17 aprile 2024

      anche questo me l'hanno mandato in moderazione

    1. pippo123 17 aprile 2024

      Se il dato strettamente militare resta secondario, il significato politico è palese..Israele nonostante la claque non ha l'immunità..e qualche missile gli arriva sulla capoccia...il futuro è dinamico :-))

    1. Bertozzi 17 aprile 2024

      Ok, non succede niente.
      Ma mi raccomando, rimaniamo preoccupati, il motivo lo troveremo poi.

    2. IlContadino 17 aprile 2024

      A mio avviso qualcosa è successo.
      Mi scoccia tirar fuori ogni volta quel periodo là, ma calza talmente bene.
      In quel periodo là, ogni notte andavo a dormire col pensiero che avessero raggiunto l'apice, in quanto ad assurdità, poi, puntualmente, il giorno dopo venivo smentito dagli eventi.
      In questo periodo qua, stessa storia, ogni giorno una escalation, di assurdità.
      Questo è successo, hanno piazzato un nuovo tassellino del mosaico di questo spettacolo malandrino.

    3. Bertozzi 17 aprile 2024

      La potenza delle serie televisive!

    4. IlContadino 17 aprile 2024

      Pensa che è uscita una serie, un docu-film, sul Berlusca, non ci credevo, tremendamente incuriosito ho guardato parte della prima puntata: un santo, San Berlusca da Netflix

    5. uomospeciale 17 aprile 2024

      Mi sa che la vera guerra la stanno facendo ai nostri risparmi e al nostro tenore di vita.
      Saccheggiano i bilanci degli stati per alimentare il riarmo con mostruosi giri di tangenti su qualsiasi cosa e al contempo impoveriscono la gente con continui aumenti persino sul cibo e sui prodotti essenziali.
      il tutto giustificato "dall'emergenza " e coperto dal segreto militare intanto che preparano il grande assalto anche risparmio privato che giustificheranno con qualche altra emergenza magari climatica, sanitaria, o per la transizione "green"...
      Da più parti si comincia a dire che i cittadini Europei hanno troppi soldi immobilizzati nelle banche ... Si parla di decine di migliaia di miliardi di euro.
      Ci sono quasi 1200 miliardi di euro solo nei conti correnti degli italiani e non parlo di azioni o altre forme di investimento perché allora le cifre diventano pazzesche mi riferisco solo ai conti correnti e basta.
      Troppi per non cercare di rubarli, e prima o dopo li ruberanno.
      io lo dico sempre,

      "Perdere tutto e morire è il destino di chiunque:
      tanto vale lasciare i debiti invece dei soldi "

    6. danone 17 aprile 2024

      Nel neo-liberismo della moneta debito fiat, il risparmio privato produce inevitabilmente scarsità monetaria e la scarsità monetaria poi diventa, per chi crea la moneta dal nulla, un altra arma per etero-dirigere i processi economici.
      Ora, io che non ho mai avuto un soldo, negli anni me lo sono studiato bene l'argomento moneta, forse proprio per la mia condizione di svantaggio economico, ma comunque oggi so come ci prendono per il culo con le dinamiche economiche totalmente etero-dirette ed il sistema monetario usuraio attuale.
      Credo, mi immagino, ritengo, che se avessi avuto del patrimonio, a maggior ragione mi sarei interessato della questione monetaria e delle scienze economiche in genere, ma se ti guardi intorno, vedi solo una valanga di soggetti con i soldi (90% ereditati, non fatti in proprio, che sarebbe un valore aggiunto, ma tant'è), che non sanno un beneamato sull'argomento monetario ed economico.
      Hanno i soldi, ma (e proprio per quello) sono totalmente dentro la gabbia mentale che gli hanno costruito intorno.
      E sappiamo bene a che nefaste ed "inoculate" scelte porta essere in questa malaugurata ed inevitabile condizione.
      Visti i tempi e le dinamiche storiche, non so dire a chi sta andando peggio, se a me o a chi ha i soldi, ma io dico che se la sono cercata tutta, per cui non riesco a sviluppare pena umana nei confronti di nessuno che abbia un patrimonio e che ancora non sappia un cazzo sulle questioni dirimenti della moneta e dell'economia.
      hai voluto solo badare al tuo portafoglio?
      Cazzi tuoi, come quelli che ti sei sempre fatto.

    7. Cachafaz 17 aprile 2024

      Io mi sono gia' organizzato, mutui e pochi spicci con me cascano male 😂

    8. andreabsni 17 aprile 2024

      Hai pienamente ragione, condivido in toto.

    1. Rama 17 aprile 2024

      Mi sembra leggere un articolo sulla Repubblica!

    2. Gino 17 aprile 2024

      il mio è andato in moderazione...

    1. IlContadino 17 aprile 2024

      Vero che gli iraniani telefonano ad Israele prima dell'attacco, sicuramente un tentativo di depistaggio andato male, qui un esempio di come possono essersi svolti i fatti

      https://youtu.be/_TgLBewhyrg?si=vrPfIslWVyTHc_M2

    1. Shax 17 aprile 2024

      La risposta è legittima dato che l'onu non ha condannato l'attacco all'ambasciata iraniana a Damasco, come sempre in funzione dei doppi standard ormai tristemente noti dell'occidente per cui le famose 'regole' valgono solo per i nemici mentre per gli amici vanno interpretate, smussate o addirittura ignorate come nel caso dei sionisti.
      E' vero che molti paesi arabi sono traditori, primariamente verso le proprie genti, che infatti sempre meno celatamente stanno divendando insofferenti ai vari regimi giordani, sauditi, egiziani genuflessi agli interessi anglosionisti, ma è altrettanto vero che l'Iran ha costruito una vasta rete di influenza che va dallo Yemen alla Siria e al Libano, oltre all'Iraq e alla Libia. E' evidente che l'occidente non possa permettersi alcun passo falso, troppi i paesi coinvolti e troppo alto il rischio di una escalation incontrollabile. D'altro canto una risposta sionista contro l'Iran diventerebbe ingestibile per i paesi arabi accondiscendenti con israele, sancendo di fatto la rottura dei rapporti.
      A mio avviso l'Iran sta giocando molto molto bene la sua partita. Non resta che vedere le mosse del regime sionista, e quali saranno le prospettive relazionali di Arabia Saudita, paesi del golfo, Egitto e Giordania di fronte alle crescenti mire israeliane nell'area e all'azione genocida a Gaza...

    1. clausneghe 17 aprile 2024

      Articolo di buona fattura e abbastanza equilibrato che si legge volentieri anche se in sostanza non dice nulla di nuovo, almeno per me, che sono tra i convinti del "lavoro" pulito ed efficace eseguito dai militari Iraniani per mettere a posto il cane idrofobo "eletto".
      Che dopo aver latrato e ringhiato, quando ha visto da vicino lo sgabello, la frusta e la tunica nera dell'accalappiacani mistico si è messo a cuccia con le orecchie basse farfugliando sommessi guaiti.
      Questo è quello che vedo io, tradotto in metafora cagnesca.
      Se avete notato, essi gli Israeliani hanno tentato di minacciare una rappresaglia ma sono stati subito zittiti e impauriti dalla dichiarazione ufficiale degli Ayatollah che promettono di far assaggiare loro, nel caso osassero rispondere militarmente alle azioni del 13 Aprile, gli effetti di una nuova mai vista prima arma, non specificandone la natura, ma da non confondere con un bluff.
      E posso scommetere, nel malaugurato caso- per LORO- che venga adoperata che non si tratterà di roba radioattiva.

    2. ws 17 aprile 2024

      La dinamica geopolitica è abbastanza chiara : l'iran ha "la mano vincente" e U$rael cerca sempre più disperatamente di far giocare male al' iran le carte che ha .
      In conclusione, la "risposta" iraniana era dovuta, è stato ben "giocata" ,ma la traiettoria geopolitica non cambierà . l' Iran ha "il tempo" per "giocare con calma " ma U$rael ne ha sempre meno.

    3. Cachafaz 17 aprile 2024

      Intanto si e' incendiata la principale fabbrica di munizione dei proiettili da 155 mm negli Usa...chi l'ha incendiata? Non credo il deep state, stavolta. Risposta assimmetrica ad altri incendi?

    4. clausneghe 17 aprile 2024

      Davvero? Bel colpo dopo il ponte di Baltimora..
      Boris e Ivan si danno da fare.

    5. Cachafaz 17 aprile 2024

      InfoDefensel Italia.

    1. Cachafaz 17 aprile 2024

      L'aiuto di arabia saudita, emirati e Giordania non c'e' stato, sono tutte balle dei media in mano a loro, Anzi, la Giordania avrebbe fatto alzare in volo i suoi aerei, proprio per evitare l'invasione ad opera degli aerei israeliani; affermando che non concede il suo spazio aereo a nessuno. Stretta neutralita' degli stati arabi., Israele e' solo.

    2. ric 17 aprile 2024

      lo penso anch'io..Ma sai se lo dice Parenzo il giudeo....

    3. CptHook 18 aprile 2024

      Ric, per favore, sai che modero sempre con moderazione ma certe parolacce non sono assolutamente ammesse...,

    1. Jimbo 17 aprile 2024

      IL DUBBIO SORGE SPONTANEO
      Ma non è che dopo tutte le fregnacce raccontate sulla democrazia da esportare, le bischerate sul coso 19, le minkiate sulle opportunitá dell'Euro e tutte le altre menzogne .. anche sulla grande potenza militare USAUKIsrahell ci hanno raccontato vaccate? Mmm

    2. ric 17 aprile 2024

      ma avevi dei dubbi ?

      ma gli yankee non li conosci ?

    3. sarah 17 aprile 2024

      Un dubbio sempre più forte, direi. Anche indipendentemente dalle azioni dell'iran.

    1. Jimbo 17 aprile 2024

      Va bene che la Russia da sola continua a dare sberloni a tutta la NATO.
      Ma che i pastori Yemeniti facciano pernacchie all'Impero uccidentale e che Israele, "l'esercito più forte del mondo" prenda una batosta da quei poracci di Hamas....
      Tra annunciare la vittoria e vincere c'è una bella differenza.

    1. Nonso 17 aprile 2024

      Per me è stata una risposta (non un attacco, ripetiamolo all'infinito)del tutto sbilanciata a favore di Israele, ma credo che questo sia dipeso dalla volontà dell'occidente, in accordo con l'Iran, di non scatenare l'inferno2. L'inferno1 può, nel frattempo, proseguire.

      PS: Accademico oltre ogni limite, questo ossessivo uso del vi al posto del ci.

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