Il piano di Israele è attirare gli USA in una guerra con l’Iran?

Netanyahu deve sapere che Teheran risponderà militarmente all'attacco alla sua ambasciata in Siria; la domanda è se le truppe americane saranno un obiettivo

siria_attack

Paul R. Pillar – Responsible Statecraft - 5 aprile 2024

L'ultimo inasprimento della violenza da parte di Israele in una regione già violenta pone l'amministrazione Biden di fronte a una delle sfide più grandi per tenere gli Stati Uniti fuori da una nuova guerra in Medio Oriente.

Il bombardamento da parte di Israele di una sede diplomatica iraniana a Damasco, che ha provocato la morte di un alto comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e di diversi altri funzionari iraniani, oltre ad almeno quattro cittadini siriani, ha rappresentato una netta escalation. Oltre ad essere un atto di aggressione in Siria come molti precedenti attacchi aerei israeliani, colpire il complesso dell'ambasciata ha rappresentato un attacco diretto all'Iran.

I leader iraniani saranno sottoposti a forti pressioni per rispondere con forza, pressioni di una portata che è possibile apprezzare immaginando che i ruoli siano invertiti. Se l'Iran avesse bombardato un'ambasciata di Israele o degli Stati Uniti, una risposta violenta e letale sarebbe stata non solo attesa, ma richiesta da politici e opinione pubblica.

Anche in Iran, in queste situazioni, il sentimento popolare può giocare un ruolo simile, come dimostra l'esplosione di emozioni pubbliche quando, quattro anni fa, un drone americano assassinò l'importante comandante delle Guardie Rivoluzionarie Qassem Soleimani. In un'ottica più calcolata, proprio come la necessità di "ripristinare la deterrenza" è spesso sentita come una giustificazione per le risposte violente da parte degli Stati Uniti o di Israele, allo stesso modo tali calcoli possono essere presenti nel processo decisionale iraniano.

Il giorno dopo l'attacco, la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha giurato vendetta e ha detto che "Israele sarà punito". Il rappresentante iraniano al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha affermato il diritto dell'Iran a una "risposta decisa a tali atti riprovevoli".

I leader iraniani però sentono pressioni anche nell'altra direzione. Il coinvolgimento in una nuova guerra non sarebbe nell'interesse dell'Iran e i suoi leader non lo stanno cercando.

Le ragioni includono la decisa inferiorità militare dell'Iran rispetto a Israele o agli Stati Uniti e i suoi profondi problemi economici. Uno dei motivi principali per cui le tensioni regionali incentrate sulle tragiche circostanze della Striscia di Gaza non sono aumentate più di tanto è stata la moderazione che l'Iran ha mostrato nei sei mesi successivi all'attacco di Hamas al sud di Israele (un attacco che ha colto di sorpresa i leader iraniani quanto chiunque altro).

Ma l'Iran comunque risponderà in qualche modo all'attacco israeliano. Prevedere esattamente quale delle opzioni disponibili utilizzerà è difficile quanto lo saranno le decisioni dei leader iraniani, che cercheranno di bilanciare le considerazioni contrastanti che pesano su di loro. Tutto ciò che si può dire con sicurezza è che le risposte iraniane avverranno in tempi e luoghi a scelta di Teheran.

Sulle motivazioni che hanno spinto Israele ad attaccare il complesso dell'ambasciata a Damasco si possono fare diverse ipotesi. Forse Israele ha considerato questa come un'ulteriore operazione nella sua campagna di bombardamenti aerei, durata anni, contro obiettivi legati all'Iran in Siria. L'intelligence ha presentato un obiettivo di opportunità con gli ufficiali dell'IRGC nel complesso dell'ambasciata e Israele ha colto l'occasione.

Oppure si potrebbe considerare l'attacco come un'ulteriore manifestazione della rabbia nazionale incontrollata che caratterizza Israele dall'operazione di Hamas di ottobre. Potrebbe trattarsi del tipo di attacco dannoso e incauto da cui il Presidente Biden aveva messo in guardia quando, lo scorso ottobre, aveva detto agli israeliani che gli americani comprendevano "il loro shock, il loro dolore e la loro rabbia", ma che Israele non doveva essere "consumato" da quella rabbia. Ha osservato che anche gli Stati Uniti hanno "commesso degli errori" nella loro rabbia dopo l'11 settembre - un riferimento obliquo al lancio di una guerra offensiva contro l'Iraq, un Paese che non aveva nulla a che fare con l'attacco dell'11 settembre.

Ma il bombardamento della struttura dell'ambasciata a Damasco è stata un'escalation abbastanza chiara (e un'espansione delle violazioni israeliane alle leggi di guerra), che probabilmente riflette una decisione attentamente calcolata ai più alti livelli del governo di Benjamin Netanyahu. Il calcolo non ha avuto molto a che fare con l'eventuale danno, probabilmente a breve termine e minimo, che la perdita degli ufficiali dell'IRGC avrebbe prodotto nelle capacità iraniane.

Piuttosto, l'attacco è stato parte di un tentativo di escalation di Israele per uscire da una situazione in cui il suo obiettivo dichiarato di "distruggere Hamas" è fuori portata, l'isolamento mondiale di Israele a causa delle sue azioni a Gaza sta diventando innegabile e persino l’ abituale e automatico sostegno statunitense si è palesemente indebolito. Per Netanyahu personalmente, l'escalation e l'espansione della guerra, nella misura in cui ciò significa anche continuarla a tempo indeterminato, è anche la sua unica speranza apparente di evitare le sue difficoltà politiche e legali.

L'escalation come modo previsto da Israele per uscire dal vicolo cieco di Gaza ha due elementi. Il principale è provocare l'Iran a rispondere, il che può consentire a Israele di presentarsi in difesa piuttosto che come in attacco, di spostare il dibattito dalla distruzione che sta causando a Gaza alla necessità di proteggersi da nemici stranieri. L'altro elemento è quello di aumentare le possibilità che gli Stati Uniti vengano coinvolti direttamente in un conflitto con l'Iran. Se ciò accadesse, la guerra in Medio Oriente non sarebbe vista solo come una questione di Israele che attacca i palestinesi, ma coinvolgerebbe invece gli interessi della superpotenza protettrice di Israele.

Gli Stati Uniti potrebbero essere trascinati in un conflitto israelo-iraniano in due modi. Uno sarebbe attraverso richieste politiche all'interno degli Stati Uniti affinché Washington agisca più direttamente per difendere "il nostro alleato Israele" quando viene attaccato dall'Iran.

L'altra possibilità è che le rappresaglie iraniane contro Israele si estendano anche ad obiettivi statunitensi. La plausibilità di questa ipotesi - nonostante l'inferiorità militare dell'Iran - diventa comprensibile con un'ulteriore riflessione sull'inversione dei ruoli. Gli Stati Uniti non hanno mai esitato a incolpare l'Iran per qualsiasi cosa facciano i beneficiari dei suoi aiuti, anche se - come nel caso dell'attacco di Hamas a ottobre contro Israele - l'Iran non è coinvolto nell'azione del suo protetto. Così, per esempio, l'editorialista David Ignatius scrive che "Israele ha una giusta causa nel combattere Hamas e i suoi padroni in Iran".

I finanziatori di Israele a Washington hanno fornito molto più di quanto l'Iran abbia mai fornito ad Hamas o a qualsiasi altro suo amico. Questo fatto è alla base della dichiarazione del rappresentante iraniano al Consiglio di Sicurezza secondo cui "gli Stati Uniti sono responsabili di tutti i crimini commessi dal regime israeliano". Questo e il fatto che l'attacco israeliano al complesso dell'ambasciata iraniana a Damasco, come l'abbattimento dei quartieri di Gaza da parte degli israeliani, è stato condotto con aerei militari avanzati forniti dagli Stati Uniti.

Una guerra con l'Iran sarebbe altamente dannosa per gli interessi degli Stati Uniti per molte ragioni, tra cui i costi umani e materiali diretti, l'interruzione delle attività economiche che interessano gli americani, il risentimento estero che porterebbe a ulteriori rappresaglie violente, il siluramento di una diplomazia proficua e la deviazione dell'attenzione e delle risorse da altre preoccupazioni urgenti della politica estera degli Stati Uniti.

Evitare una guerra di questo tipo richiede non solo doti da grandi statisti per gestire tatticamente le crisi, ma anche un allontanamento più strategico dalla strana relazione con Israele che ha portato gli Stati Uniti nell'attuale situazione difficile e pericolosa. Gli Stati Uniti devono abbandonare le logore nozioni su chi sia un alleato e chi un avversario e prestare attenzione a chi sia un aggressore e chi no.

Nonostante i frequenti riferimenti in termini simmetrici a una "guerra ombra" tra Iran e Israele, un elenco degli eventi di questa guerra mostra un modello asimmetrico in cui Israele ha iniziato la maggior parte della violenza e l'Iran ha per lo più solo risposto. Per gli Stati Uniti prendere le distanze da questo schema non sarebbe solo nell'interesse nazionale, ma anche nell'interesse della pace e della sicurezza regionale.

p_pillarPaul R. Pillar è Senior Fellow non residente presso il Center for Security Studies della Georgetown University e Fellow non residente presso il Quincy Institute for Responsible Statecraft. È anche Associate Fellow del Geneva Center for Security Policy.

Link: https://responsiblestatecraft.org/iran-israel-war/

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

Commenti (40)

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    1. Firenze137 14 aprile 2024

      In seguito all'attacco dei droni di qualche ora fa, sono venuto a leggere questo articolo e i commenti di Martin ed altri.
      La conoscenza o meglio competenza specifica non sono in grado di apprezzarla perché mi considero un analfabeta totale e di politica e di strategie militari, economiche, politiche. Insomma tutto quello che concerne il momento politico attuale e che facendo di tutta l'erba un fascio si potrebbe definire, argomentare - rispetto alla politica di una Nazione coinvolta sullo scacchiere internazionale l'analisi della sua logica legata alla stretta "convenienza" a pensare/programmare ad es. le azioni (belliche) A, B, C ognuna delle quali connotata da un "costo" di 15, 35 50 (totale 100) ma che una volta "spes"i A,B,C ne esce una resa (di solito sulla carta) di 300, 400. E perché no 1000.

      E non mi posso scordare la poesia di Trilussa 'fa la nanna"

      Ninna nanna,
      tu nun senti li sospiri e li lamenti
      de la gente che se scanna per un matto che commanna;
      che se scanna e che s'ammazza a vantaggio de la razza
      ....
      Chè quer covo d'assassini
      che c'insanguina la terra
      sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini
      che prepara le risorse pe li ladri de le Borse.
      .....
      So cuggini e fra parenti
      nun se fanno comprimenti:
      torneranno più cordiali
      li rapporti personali.
      E riuniti fra de loro
      senza l'ombra d'un rimorso,
      ce faranno un ber discorso
      su la Pace e sul Lavoro
      pe quer popolo cojone
      risparmiato dar cannone!”

      Insomma che questo razionale ragionare "conti sulla "convenienza non tengono conto
      quel popolo coione anche se - qualcuno di loro - risparmiato dal cannone.

      Ed allora ben vengano le argomentazioni sulle strategie e le "convenienze" che si delineano sui vari scenari che via via nel tempo cambiano, e che ci aiutano a capire appunto razionalmente ovviamente.
      Ed a questa si aggiunga che queste argomentazioni di scenari che in un mondo informaticamente globalizzato sono di quasi immediato "effetto"
      e pongono in luce nei vari talk giornalisti come il docente di Sociologia Orsini (leggo oscurato da Wikipedia, va beh.. anche wikipedia non è la nostra enciclopedia di tutti, ma la "Loro" enciclopedia) ) che io ascolto - ripeto - con ammirazione ma senza quella mia competenza di cui sopra.

      Detto questo però a domanda che mi faccio è siamo sicuri l'homo sapiens di oggi - 2024 "sappia", VEDA davvero quali sono le sue reali convenienze? Le convenienze dell' Homo Sapiens come specie che da circa 4 milioni di anni abita la terra.
      Se ad es. i 7,5 miliardi di esseri umani li suddividiamo in classi in base all'età, territorio allora ci potranno essere convenienze delle singole "classi", che confliggono con quelle di altre.
      Ma in generale davvero l'homo sapiens VEDE chiaro davanti a se stesso cosa fare che gli convenga realmente?

      Cito qualche particolare della vita di tutti i giorni. Acquistare un cesto di insalata "confezionata". Confezione di plastica che avvolge il ciuffo di insalata e che gettiamo nell'apposito bidone e che si somma ai quintali e tonnellate di analoghe confezioni. Sulla confezione è scritto "abbiamo lavato l'insalata rilavatela pure ma state tranquilli": Siamo sicuri che l'insalata è stata lavata ?. E con che cosa se deve "resistere" tra frigoriferi di trasporto su Tir, frigoriferi centrali provinciali, e quelli espositivi del punto di vendita.

      Una volta andavamo a fare la spesa con una "borsa" (la sporta) al mercato e l'ortolano ci dava il cesto di insalata che lo mettevamo in borsa.
      Idem se andavano dal fornaio, dal pizzicagnolo, dal macellaro.
      Tutti i piccoli negozi quasi spariti, perché siamo abituati ormai che dopo
      l'ufficio ed il panino volante del "pranzo" ed il Pilates o il jogging è comodo andare fare la spesa al Supermarket.
      Ognuno la sua spesa, La mamma la sua spesa, il papà la sua spesala nonna ed il nonno a casa da soli a fare la loro spesa etc.
      E così un fiume di soldi per la grande distribuzione che "detta legge".

      La egge delle convenienze di pochi nei confronti di molti che però
      a loro - i molti - va bene che i pochi dettino legge e abbiano le loro convenienze
      Grandi convenienze, fiumi di soldi di convenienze che si diffondono e si tramandano di padre in figlio e che poi la family-convenienza genera la politik-convenienza e quindi la electoral-convenienza che rende sempre più conflittuale la serenità sociale. Che alla fine del "giro" renderà conflittuale ed in crisi la sopravvivenza. E dei molti, ma anche dei pochi Che l'hanno generata.

      Ed allora perchè l'homo Sapiens - nonostante libri, scuole, Maestri - per chi crede un certo Gesù di Nazareth si è fatto mettere in croce per rendere "consapevoli" coloro che all'epoca erano i"dottori della legge",
      "Dio perdonali non sanno quello che fanno". Che se glielo dici/ricordi ad Odifreddi ti risponde (probabilmente) 'ma io sono ateo...'
      Ma alla fine si tratta davvero di essere credenti o non credenti.
      O essere Ciechi ?.
      Che bisogno c'è, che bisogno ha l'Homo Sapiens di creare mafia, 'ndrangheta logge e loggette, mettersi un grembialino di iniziazione, per che cosa ? Per non vedere ? E qui mi fermo.
      Mi scuso. Ho scritto di getto e riconoscendo i mei limiti però
      questa "logica" di questa libertà sempre più accecata è davvero un dilemma quasi da commedia di Pirandello "sei personaggi in cerca d' autore". Buona Vita.

    1. Senna 12 aprile 2024

      Non è il piano di Israele, bensì degli anglofascio di Londra!
      Sia Israele che gli USA sono colonie di Londra!

    1. GioCo 11 aprile 2024

      Che "Israele cerchi l'allargamento del conflitto" è MOLTO discutibile. Sarebbe come dire che è incoscente del livello di deterrenza che ha l'Iran o che non abbia calcolato che la risposta poteva essere ugualmente calcolata e "asimmetrica". L'Iran ha interessi geopolitici troppo importanti per impantanarsi in guerre e Israele lo sa benissimo per questo gioca allegramente al tiro al piattelo mirando dove fa più male. Sta conducendo una evidentissima guerra di immagine. D'altro canto non è che l'IDF sia messo meglio dopo la figuraccia globale del 7 ottobre e articoli come questi ci fanno pensare all'inutilità dell'intervento Houthi che invece produce danni concreti, molto dolorosi e parecchio a lungo termine con nulla e appaiono inarrestabili. Per questo non se ne parla ma si ciancia della superiorità dell'IDF che mi ricorda tanto la superiorità NATO a inizio conflitto ucraino... Non che voterei per la guerra, ci mancherebbe. Ma sul campo vedo tutt'altro, tutto qui...

    2. absitiniuriaverbis 11 aprile 2024

      Sono più dell'idea che IDF (e tutti i satelliti...) abbia chiuso occhi ed orecchie e quanto necessario per cogliere l'occasione di smantellare la striscia, e permettere a Bibi di rimanere in carica... per completare l'opera e salvare il suo presente politico.

    3. GioCo 11 aprile 2024

      Si anche per me è ovvio. Ciò non di meno però la figuraccia "per reggere il moccolo" deve fingere che sia vera e da qui procede poi la necessità di recuperare quell'aura di minacciosità che poi è inscindibile con le immagini di brutalità che vediamo filtrare da Gaza... Oppure queste scorrerie oltrefrontiera, dolorose quel tanto che basta per essere perpecite per quello che sono... Provocazioni. Senza però che questo dia un seguito. E' un @GioCo certamente rischioso ma Bibi è una vecchia volpe e sa bene come condurlo...

    4. Martin 11 aprile 2024

      Ma quale guerra d'immagine, Israele sta approfittando della debolezza dell'Occidente per regolare la partita Palestina una volta per tutte, e sta costantemente tirando la corda. I Dem USA, a 7 mesi da elezioni che secondo i polls rischiano fortemente di perdere, sono deboli e imbelli. Allargare il conflitto per Israele resta una opzione assolutamente aperta.

    5. Martin 11 aprile 2024

      Salvo il fatto che se Netanyahu effettivamente stermina e/o deporta oltre un milione di persone da Rafah, l'allargamento del conflitto e' quanto mai probabile

    6. oriundo2006 11 aprile 2024

      Ma PERCHE' farlo, PERCHE' tanto odio verso un Paese come l' Iran nel cui Parlamento siedono rappresentanti ufficiali dell'ebraismo ?
      Vi sono Paesi dopotutto in cui l' ostilità verso sion è ancora maggiore e che posseggono apertamente l'arma atomica: il Pakistan e forse anche altri, sotto traccia.
      Dunque ?
      Si ritorna al delirio messianico del sionismo, all' idea che nessuno possa contrastare la politica a sfondo teologico ( i termini possono scambiarsi ) perchè israele DEVE essere l' unico stato sulla terra ad essere completamente EGEMONE in tutti e per tutto e verso cui NESSUNA LEGGE UMANA può valere, indebolendone o contestandone la supremazia.
      Dopo ottenuta tale egemonia, più virtuale che reale, più ideologica ed economica che militare, allora solo dopo avverrà il famoso 'rito'.
      Gli occidentali lo hanno pienamente accettato, obtorto collo anche dopo 'avvertimenti' che solo POCHI CAPISCONO ( gli 'avvenimenti' pilotati per via cabalistica NON lasciano 'prove' ma avvengono lo stesso ... ).
      Gli altri stati non sono certo un problema. La Cina è debitrice della sua espansione, la Russia ha una quinta colonna gigantesca, gli stati arabi sono criptogiudei da secoli eccetera eccetera.
      Solo l' Iran insieme ad un pugno di stati-paria reagisce e non ha la PIOVRA dentro la sua Banca Centrale.
      E' il Mahdi a sostenere questo Paese millenario ?
      Quello che conta è che Teheran non faccia mosse che precostituiscano una riposta nucleare da parte di sion. Perchè i criminali giudei hanno già detto che lo faranno ed anzi non ne vedono l' Ora ( chi conosce l' Islam sa a cosa mi riferisco ).
      Solo utilizzando l'arma ( spuntatissima ma mediaticamente efficace ) del diritto internazionale, con convocazione urgente del Consiglio ONU, l' Iran può levare dalle mani sioniste il pretesto per l' inizio di un confronto globale e nel contempo continuare a difendere il popolo palestinese.
      Tutto deve esser visto in questa ottica.

    7. BrunoWald 11 aprile 2024

      "La Cina è debitrice della sua espansione, la Russia ha una quinta colonna gigantesca, gli stati arabi sono criptogiudei da secoli eccetera eccetera."

      Il problema di molte persone, è che non riescono proprio a capire questo punto. Non perché siano stupide, semmai è qualcosa di simile alla famosa "negazione". Un blocco psicologico.

      Questo articol, fuorviante fin dal titolo, ce ne offre un esempio: il piano non è di "Israele", certe decisioni non si prendono più al livello degli stati, ma di reti sovranazionali. Alla faccia della geopolitica.

    8. GioCo 12 aprile 2024

      Le fosse sono piene di SE, MA e PERO'... Vorremmo che fosse così...Quello che si vede è questa politica sul filo del rasoio che è attenta proprio a evitare la guerra aperta che per quanto già fatto ora, dovrebbe essere già mo' scoppiata... Invece no. Forse ci sarà questo allargamento, alla fine, perché questi tendono sempre a esagerare... Forse i fiumi di denaro e di corruttela non basteranno. Ma non c'è un limite all'osceno e quanti milioni prima di questi hanno fatto lo stesso percorso infernale lasciando gli autori impuniti ?! Lo stesso Covid ad esempio... Manco il tempo per piangere e contare la devastazione appena lasciata e già si profila all'orizzonte la minacciata prossima pandemia con soluzione più devastante ancora a corredo.

    9. GioCo 12 aprile 2024

      Guarda che non è stato messo a confronto il problema interno Palestinese storico con quello Iraniano. Non fare confusione. Un conto è l'immagine che l'IDF deve recuperare a livello internazionale e quindi per questo sfoggia brutalità e impunibilità in misure inaccettabili, per dire che quello che fanno possono farlo con chiunque se vogliono, un messaggio di tipo mafioso, un conto è il piano sottostante di ripulire Gaza dai palestinesi per occupare il territorio che andava avanti da decenni e con questa mossa ha decisamente accelerato, forte delle collusioni evidenti. Comunque ciò che tu consideri "debolezza" è un rendersi conto che non c'è stato fino l'altroieri. Bene che ci si renda conto, ma da qui a pretendere che questo faccia cambiare la mentalità aschenazi ne corre...

    10. Martin 12 aprile 2024

      Non ho fatto proprio alcuna confusione, e' che non seguo il tuo modo di ragionare, perche' ho conosciuto e conosco molto bene le lobbies in questione.

      Non e' questione di sperare che la "mentalità askhenazi" cambi: di quale mentalità askhenazi parli?

      Gli askhenazi sono profondamente divisi in due lobbies che si combattono a vicenda senza esclusione di colpi, la neoglobal (Presidenza Biden + Soros) e la filoisraeliana, sostenuta tralaltro da Trump.
      Divisione e conflitto sono profondi, per ragioni religiose, ideologiche e politiche.
      Da un lato Soros, che vuole dissolvere le comunità e gli Stati nazionali, dall'altro l'ipernazionalista o "fascista" Netanyahu.
      Per i neoglobal, Israele va sostenuto o tollerato (secondo gli indirizzi),ma resta secondario e non deve "rompere", perche' le priorità reali sono altre, ossia l'indebolimento delle comunita' e degli Stati nazionali, europei in primis. La visione per cui Israele sarebbe "sacro" perche' avrebbe "compiuto il destino del popolo ebraico dopo la millenaria diaspora (e l'Olocausto)" per gli askhenazi neoglobal e' una storiella religiosa. Gli obiettivi dei neoglobal sono infatti ben diversi, vedasi Soros.

      Negli USA e in Europa, il rapporto e' piu' meno 80%-20% a favore dei neoglobal. In Israele ovviamente no.

      Fino a quando non si afferra quanto sopra, e si continua a considerare la lobby askhenazi come una sola, non si comprenderà meno di nulla.
      Gli askhenazi cercano di nascondere tale conflitto, nonostante sia evidente e sotto gli occhi di tutti, e purtroppo ci riescono. Infatti sarà almeno la decima volta che mi trovo a dover ripetere quanto sopra qui in CDC, nonostante sia un punto di partenza evidente e chiarissimo a tutti gli askhenazi.

      Tornando al punto, Israele dopo l'attacco di Hamas sta approfittando della evidente debolezza occidentale, USA in primis, per regolare la questione Palestina una volta per tutte. Il nemico nr 1 di Israele e' l'Iran, che sostiene sia Hamas che gli Hezbollah. Una estensione del conflitto all' Iran, per liquidare definitivamente Hamas e Hezbollah, e' una opzione che resta aperta. Purtroppo, chi deciderà sara' Israele. I Dem USA, inclusi gli askhenazi che popolano la Presidenza Biden (Blinken Sullivan Nuland Yellen Garland) sono incazzati neri, anche perche' con un ulteriore genocidio rischiano di perdere le elezioni USA, ma non sono in grado di opporsi, per non parlare di noi Europei.

    11. Martin 12 aprile 2024

      Gli askhenazi sono profondamente divisi in due lobbies che si combattono a vicenda senza esclusione di colpi, la neoglobal (Presidenza Biden + Soros) e la filoisraeliana, sostenuta tralaltro da Trump.
      Divisione e conflitto sono profondi, per ragioni religiose, ideologiche e politiche.
      Da un lato Soros, che vuole dissolvere le comunità e gli Stati nazionali, dall’altro l’ipernazionalista o “fascista” Netanyahu.
      Per i neoglobal, Israele va sostenuto o tollerato (secondo gli indirizzi),ma resta secondario e non deve “rompere”, perche’ le priorità reali sono altre, ossia l’indebolimento delle comunita’ e degli Stati nazionali, europei in primis.

      La visione per cui Israele sarebbe “sacro” perche’ avrebbe “compiuto il destino del popolo ebraico dopo la millenaria diaspora (e l’Olocausto)” per gli askhenazi neoglobal e’ una storiella religiosa. Gli obiettivi dei neoglobal sono infatti ben diversi, vedasi Soros.

      Negli USA e in Europa, il rapporto e’ piu’ meno 80%-20% a favore dei neoglobal. In Israele ovviamente no.

      Fino a quando non si afferra quanto sopra, e si continua a considerare la lobby askhenazi come una sola, non si comprenderà niente.

      Israele dopo l’attacco di Hamas sta approfittando della evidente debolezza occidentale, USA in primis, per regolare la questione Palestina una volta per tutte. Il nemico nr 1 di Israele e’ l’Iran, che sostiene sia Hamas che gli Hezbollah. Una estensione del conflitto all’ Iran, per liquidare definitivamente Hamas e Hezbollah, e’ una opzione che resta aperta. Purtroppo, chi deciderà sara’ Israele. I Dem USA, inclusi gli askhenazi che popolano la Presidenza Biden (Blinken Sullivan Nuland Yellen Garland) sono incazzati neri, anche perche’ con un ulteriore genocidio rischiano di perdere le elezioni USA, ma non sono in grado di opporsi, per non parlare di noi Europei.

    12. Martin 12 aprile 2024

      Cosa c'entra che "le fosse sono piene di se, ma e pero' "?

      L'opzione o la possibilità che il confitto si allarghi resta apertissima, non c'e' alcun modo di eliminarla, salva la sfera di cristallo, ovviamente

    1. Martin 11 aprile 2024

      Si ma gli Iraniani non sono cretini

    1. absitiniuriaverbis 11 aprile 2024

      Penso che l'Iran continuerà a finanziare e rifornire del neessario i vari gruppi già attivi.
      Non cadrà nella trappola di esporsi in prima persona. Ci sarà vendetta ma 'trasversale'.

    1. sbregaverse 11 aprile 2024

      TEOREMA .
      Meglio sterminare i palestinesi oggi
      che gli iraniani domani.
      COROLLARIO.
      Per gli iraniani c'è sempre tempo.

    2. sbregaverse 11 aprile 2024

      Sono bravo ANCHE in matematica*.
      Ma mi accontento del Prize oggi
      piuttosto del Nobel domani.
      *Talmudica.

    3. pippo123 11 aprile 2024

      non tanto tempo..il tempo stringe il giorno dopo che l'Iran avrà la bomba, prevedo che qualche ganassa diventerà più guardingo...

    1. pippo123 11 aprile 2024

      Israele sembra ispirato dal demonio, non ho mai visto tanta cattiveria e perfidia...solo nei film con i nazisti...

    2. sbregaverse 11 aprile 2024

      Vedo che NON ti manca la cultura filmica.

    3. Giudice Holden 11 aprile 2024

      Più che cattivi, ad Hollywood i nazisti sono dipinti come imbecilli: in "Fuga per la Vittoria" nonostante corrompano l'arbitro, non riescono a vincere e si fanno scappare l'intera squadra di prigionieri, in "Fury", un intero battaglione SS non riesce a far fuori uno Sherman immobilizzato, ma più in generale in qualunque scontro a fuoco i crucchi corrono sparacchiando allo scoperto per farsi allegramente falciare da un singolo soldato yankee.

    4. pippo123 11 aprile 2024

      non solo quella Orazio

    5. pippo123 11 aprile 2024

      quelli non sono film rispettosi di un pubblico intelligente...parlo di film seri, in cui la Gestapo si serve di tecnici qualificati ed acculturati ma perfidi...

    6. ric 11 aprile 2024

      la differenza e' che in israele non si girano dei film....

      A Gaza basta una telecamera su di una finestra, ammesso che ne esista ancora una intiera , per vedere dei bastardi che fanno stragi di bambini...

    7. ric 11 aprile 2024

      praticamente un classico yankee....Manca nella narrazione il maial... soldato yankee che allunga una barretta di cioccolato al bambino in lacrime dopo la strage di Falluja,,,

    8. BrunoWald 11 aprile 2024

      Che infatti sono film. Fatti da loro.

    1. gianB 11 aprile 2024

      Be', innanzitutto, il punto interrogativo va decisamente sostituito con quello esclamativo, senza il minimo dubbio.
      Poi, cosa porta Netanyahu a simili azioni?
      Non é che sia, molto semplicemente, al netto di qualche conticino strategico, la sua "certezza talmudica"?
      In una situazione e contesto del genere solo una "certezza talmudica" porta a fare azioni folli del genere da "salto nel buio"(e certamente con un' ampio consenso e condivisione alle spalle).

    2. Martin 11 aprile 2024

      Ho avuto una conoscenza personale e diretta dell'ambiente, che e' molto diversificato.
      La leadership della cd lobby (ma in realtà ce ne sono due, e in conflitto), negli USA e nell'UE e' in mano per l'80-85% ai neoglobal.
      Per i neoglobal Israele è importante, ma le priorità sono altre, ossia neoglobali. Ci sono comunque anche neoglobal, vedasi l'ala di Soros, che non sopportano Israele, in quanto Stato nazionale.

      Il restante 15-20%, specialmente religioso o cmq conservatore, e' invece apertamente filo israeliano. La cosa e' profonda, perche' Israele in tale visione compie il destino del popolo ebraico dopo la millenaria diaspora (e l'Olocausto), mentre per i neoglobal tale approccio è errato o secondario, perchè le priorità sono ben altre.
      Netanyahu e' un nazionalista a sfondo religioso, perche' spesso utilizza un linguaggio biblico o para biblico.
      Ora, l'attacco di Hamas - pur dopo l' aperta provocazione israeliana sull'accesso ad una moschea sacra per l'intero Islam - è stato apparentemente una sorpresa, quindi il problema è la reazione di Israele. L'attacco e la reazione di Israele si collocano nell'ultimo anno del Presidente USA in carica, ossia in un anno di debolezza egli USA, di cui Israele ha già in passato storicamente approfittato.

      Come dire, a questo punto Netanyahu and company in Israele - con il supporto di oltre il 70% degli Israeliani - pensano che questo e' il momento migliore per tentare di risolvere la situazione una volta per tutte. Gli USA sono deboli, l'Europa obbedisce agli USA, e la guerra russo ucraina e' ancora aperta, fatto altamente condizionante.

      Netanyahu sta tirando la corda e potrebbe essere disponibile anche ad un relativo allargamento del conflitto. Dico, hanno bombardato una sede diplomatica iraniana in Siria e stanno uccidendo i figli e i nipotini - bambini - dei leaders di Hamas via droni telecomandati, tutti segnali di escalation, sia operativa che d'immagine.

      I Dem USA non ne possono più. Da un lato, con la consueta ipocrisia tipica degli Anglo Sassoni, continuano ad armare Israele, ma dall'altra rischiano di giocarsi la Presidenza, per la contestazione dell'ala sinistra al sostegno a Israele. I Dem Usa non hanno alcun interesse che prima delle elezioni di novembre ci sia un ulteriore genocidio e deportazione biblica di massa a Rafah, ma sono deboli e imbelli a 7 mesi dalle elezioni.

      Purtroppo la decisione su quanto tirare la corda resta aperta e rimessa a Netanyahu ed al suo Governo, quindi un allargamento del conflitto non si può escludere.

    3. gianB 11 aprile 2024

      Hai avuto conoscenza diretta dell'ambiente patologico psichiatrico US, Sion o UE ?
      Scusa la battuta Martin ma è per dire che apprezzo il tuo tentativo di vedere la cosa sotto un'ottica razionale, ma il problema è che è l'irrazionalità, la follia che sta prendendo piede, non la razionalità.
      Ti sembra che tutto ciò che sta succedendo sia razionale?
      Credi veramente che "la macchina" US-Sion sia preoccupata che Trump vinca le elezioni.Stai tranquillo che una soluzione la troveranno, nel caso. Già Trump da presidente ha fatto sapere che "non ha potuto" rivelate niente sull'affaire JFK, pensa su quante altre cose non potrà dire niente, e credi verrebbe eletto senza l'appoggio dei Roth-Sion?
      Credi ancora alla "democrazia" US?
      Vedi tu. Io vedo che chi dirige l'orchestra in questo consesso di folli per ora è il Nethaniau che probabilmente ascolta prima Roth-Sion,&Co. quindi "la macchina" e per finire Bidon.

    4. Martin 11 aprile 2024

      Mi riferivo a Sion, ma ho conosciuto bene anche l'ambientino UE.
      E' semplicemente che c'e' una finestra di enorme debolezza dell' Occidente, e gli Israeliani sono pronti ad approfittarsene. I Dem USA non sono in grado di imporgli nulla, per non parlare dell' Europa. Poi non e' questione di "credere" nella democrazia USA, ma solo di afferrare che se vince Trump ci saranno mutamenti esponenziali nella politica occidentale, anche se non e' chiaro quanto direttamente per Israele.
      La lobby neoglobal e' stra-spaventata da una vittoria di Trump, e' francamente evidente a chiunque.

      Poi per gli Israeliani quello che stanno facendo ha una logica eccome, siamo noi Occidentali che non abbiamo la forza di intervenire per fermarli.

    1. oliver 11 aprile 2024

      L‘ arroganza e la perfidia va contrastata con tutti i mezzi legittimi

    1. fiurdesoca 11 aprile 2024

      cosa è una barzelletta? da quando gli U.S.A. cercano la pace?

    2. pippo123 11 aprile 2024

      l'altra sera ho iniziato la serie the diplomat su Netflix, dopo 10 minuti di propaganda fasulla pro america di quanto siamo buoni noi e cattivi gli altri...mi sono girate le balle ed ho spento...
      @ sbregaverse :-))

    3. Nonso 11 aprile 2024

      E' raccomandabile evitare Netflix

    4. Martin 11 aprile 2024

      Vanno sempre evitate come la peste serie di spionaggio o guerra, sono sempre di fatto manipolatorie e propagandistiche

    5. Martin 11 aprile 2024

      Non direi, alcuni documentari - serie su fallimenti ed errori investigativi e giudiziari in USA, GB, Germania, etc sono veramente notevoli

    6. Nonso 11 aprile 2024

      Non mi riferivo alla sola programmazione

    7. Martin 11 aprile 2024

      Ah certo, molti films e serie tv prodotti da Neflix sono neoglobal fino alla propaganda, ma basta evitarli.

    8. Nonso 11 aprile 2024

      Mi riferivo all'istituzione 'Netflix', ma basta evitarla

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