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Quando sento parlare di ambiente, mi cascano le…

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Appena qualcuno mette il naso su questioni ambientali, ecco che viene subito tacciato d’essere un “pro-ICCP”, e quindi un catastrofista prezzolato oppure, al contrario, d’essere un negazionista della santa verità scientifica o, ancora, uno che lega tutto all’attività di HAARP o delle scie chimiche. E – notatelo bene – il dibattito non si sposta di un centimetro: nessuno che porti dati comprovati, sillogismi perfetti…no, soltanto la nostra abitudine di sollevarci sopra la massa per chiarire un solo, imperscrutabile aut-aut: io ho ragione, e voi torto. Andiamo bene.

Pongo un primo sillogismo che, spero, non sarà nemmeno discusso: quando si parla di climatologia, si tratta di Biosfera, ossia la climatologia racchiude e cerca di ordinare dati che partecipano al ciclo globale della Biosfera. Un affaruccio da nulla…robetta: hanno previsto l’innalzamento dei mari e non s’è verificato! Al rogo! Al rogo!

Ma non solo: la climatologia racchiude anche tutti gli interessi delle grandi holding internazionali, le quali cercano d’ottenere posizioni vantaggiose nel nuovo scenario che si andrà a delineare. Purtroppo, è il capitalismo, baby: nell’assenza più muta dello Stato come arbitro super partes, le mille velleità di guadagno si scatenano. Ovviamente, se i dati le sconfortano per un certo mercato, ecco che le corporations finanziano scienziati per demolire le certezze di quegli scienziati, a vantaggio dei propri. Pecunia non olet, disse Vespasiano: parafrasando, potremmo oggi affermare Pecunia non fugit calor, anche se lo desidererebbero.

E, noi, c’azzuffiamo perché il mare non è salito…

Proviamo ad usare un metodo un po’ diverso?

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Pubblicato da Davide

14 Commenti

  1. Buongiorno Carlo.

    Per farla breve.
    Nessuno nega che adesso sia più cado di 40 anni fa.
    I dati però mostrano che il riscaldamento globale si è arrestato dal 1999, nonostante la CO2 sia continuata a crescere.
    Arrestato non vuol dire che le temperature sono scese, vuol dire che sono rimaste a quei livelli che possiamo definire “alti”. Alti ma non record, altrimenti i media mainstream li sbandiererebbero ai 4 venti, ‘sti record. Ci hanno provato l’estate scorsa declamando temperature percepite come fossero un dato scientifico.

    Per questo, comunque, si continuano a vedere fenomeni che 40 anni fa non si vedevano.

    Dato che:

    – Il legame CO2 temperatura non è così biunivoco come sembrava
    – le previsioni di catastrofi non si sono avverate (Un bar costruito 40 anni fa a 5 metri dal mare che viene colpito da un’onda non mi pare nulla rispetto ai metri di livello del mare che era stato previsto)
    – la neve non è scomparsa e anche quest’anno fa la sua bella figura sulle vette alpine.

    La mia conclusione è:
    il clima negli ultimi anni è un po’ più caldo della media ma sempre nel range di oscillazione già visto in epoche storiche (basti pensare agli abitanti seminudi a Pompei in ottobre).
    Questo non implica che:
    – Sia colpa dell’uomo
    – la situazione sia irreversibile

    Ho già scritto in un altro commento che è stato il senso di onnipotenza dell’uomo a portarlo a credere di aver domato la natura e a colonizzare zone occupate da a fiumi, da colate laviche, dal mare e da deserti credendo di essere al sicuro. Quando la Natura si è riappropriata di questi spazi uccidendo, l’uomo non ha ammesso di essere stato uno stupido ma ha gridato che la Natura è cambiata. Il delirio gli ha fatto allora pensare di essere stato lui, l’essere onnipotente, a cambiarla e nell’ultimo atto di follia ha anche pensato di avere la ricetta per rimettere le cose a posto.

    Una ricetta ci sarebbe. Essere in meno a violentare questo pianeta, che non è malato. I malati siamo noi.

  2. interessante, molto interessante (come del resto anche gli altri due articoli cugini di questo: Sovrani si nasce e L’apocalisse in California), ma purtroppo catalogabili come “Fantascienza” allo stato attuale della libertà di cui i popoli dispongono. Utili sicuramente in un prossimo, speriamo, futuro, giusto per portarci avanti con il lavoro.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ben detto! Più o meno quello che ho sempre cercato di far realizzare a certe “dure cervici” che bazzicano nei vari forum che ho frequentato e frequento. Per quanto riguarda i mari, è scientificamente rilevato che l’innalzamento sta avvenendo più rapidamente di quanto si è calcolato ed in modo esponenziale. E quando si dice in modo esponenziale vuol dire che da un anno all’altro potremmo trovarci bell’e sommersi; questo perché il sistema climatico è un sistema complesso (e l’ho già spiegato), ragion per cui non è possibile prevederne con assoluta certezza l’andamento; quindi non esiste sull’argomento un’assoluta verità scientifica, pertanto tutte le ipotesi a riguardo sono solo meri postulati, ovvero: principi indimostrati la cui validità si ammette a priori per evidenza o convenzione allo scopo di fornire la spiegazione di determinati fatti o di costruire una teoria.
    Tuttavia le catastrofi che, in un infernale crescendo, impazzano per il Pianeta sono reali e si sentono (eccome se si sentono!) soprattutto sulla pelle delle povere (in tutti i sensi) popolazioni malcapitate!

  4. Un vecchio Ligure, quando ero giovincello, mi raccontò che, quando era giovincello lui, era usanza il consumare il pranzo di Natale all’aperto ( se non erro, anche ai suoi tempi, Natale arrivava a fine Dicembre)
    Certamente il pianeta non è contento di un modello sociale ed economico basato sull’energia, certamente non è contento di essere sforacchiato per estrarre petrolio, gas e carbone, neppure è contento di essere rapato di alberi da bruciare o per far posto ad una agricoltura o agli allevamenti intensivi….ma se prima di ogni discussione sui danni che l’uomo gli sta causando ( che certamente ci sono) non si definisce in modo preciso quel’è il clima “normale” del pianeta, ogni discussione è solo ottimo esercizio per passare il tempo o per favorire finanziamenti ad una fazione o all’altra ( consigli promozionali).
    Certamente il clima è cambiato rispetto 40/50 anni fà, ma la domanda da porsi è se era normale all’ora o se è normale adesso, le sfuriate meteorologiche, a memoria mia, non sono affatto cambiate.
    Resto comunque dell’idea che se un problema ( in questo caso climatico) non è risolvibile è inutile preoccuparsi. Abbandonare l’energia fossile, passare al solare o all’idrogeno non risolverebbe il problema, il pianeta è sovraffollato di umani che mangiano e che costruiscono ogni sorta di “utensili” per allietare quel poco che vivono, non servirebbe neppure tornare all’età della pietra per limitare l’impatto di questa massa di cavallette consumanti…….solo l’estinzione della specie salverebbe il pianeta, ma se per salvare il pianeta ( che tanto si salva e si distrugge anche senza nostro aiuto) devo estinguere la razza umana….beh sto fermo, non faccio niente e lascio che gli eventi si sviluppino in modo naturale ( che tra l’altro è quello che facevano gli antichi, saggi perchè conoscevano i loro limiti ( che siamo limitati ci siamo scordati, oggi abbiamo scienza e conoscenza che tutto può a chiacchiere)).
    P.S.
    Per la cronaca….le vecchie lampade a gas, a parità di resa luminosa, consumano meno dei led ( pubblicità e nuove tecnologie permettendo) i led non stanno salvando il pianeta, al più stanno arricchendo i produttori ( un pò come i pannelli fotovoltaici o come le pale eoliche, il mantra delle nuove tecnologie molto più simile a bufala che mantra (però ci fanno i soldi) )

  5. La questione climatica è un’enorme business e quindi, come tutti i business, sarà sempre tendenziosa in un verso o nell’altro.
    Tutto qua il problema.

  6. Ci voleva un approccio scientifico e documentato al tema. Grazie, Bertani. Devo contestati un’unica castronerie. Come fai a dire che non si possono giudicare l’incidenza dell’impatto degli animali da allevamento sulle emissioni di gas serra perchè gli asini e buoi che tiravano carretti in paesi meno abitati di adesso potrebbero compensare il numero di bovini allevati per la carne. Il rapporto sarà cento a uno! Come fai anche solo a prenderlo in considerazione?

    • Nelle cronache dei Romani, ho letto che intere città o aree erano dedicate e “famose” per l’allevamento dei muli, altre degli asini, cavalli, buoi…non so se il rapporto era di cento a uno, nessuno lo sa. Né Tacito od altri si sono messi a contare i muli. Quello che è certo, invece, è che non c’erano 30 milioni d’autoveicoli che scorrazzano sulle vie consolari. Ciao

  7. Bene, il clima è cambiato, almeno su questo dovremmo essere tutti d’accordo (si perché mica è detto…), anche se in molte zone tutto è rimasto più o meno come prima. Difficile dire quanto c’entra l’uomo e quanto la natura: certamente se prima, almeno fino a fine 800, non superavamo il miliardo e oggi siamo 7/8 miliardi, quantomeno è giusto il discorso di Bertani, tutto è più accelerato e più invasivo. Ma non c’è certezza nemmeno di quanto il pianeta sia in grado di tollerare a livello di impatto umano, posto che, molto probabilmente, si tratta di un sistema complesso in grado di ristabilire nuovi equilibri senza chiedere il permesso a nessuno. Fra tutte le cose inspiegabili che accadono di questi tempi, forse quella più sospetta, magari solo perché più appariscente, sono proprio le scie chimiche, anche se alla fine, come suggerisce sempre Bertani, tutto potrebbe risolversi semplicemente in un grossolano tentativo di controllare qualcosa che in realtà non si è in grado di controllare, ma per il quale si continua a ricevere finanziamenti. Ma, poiché non possiamo avere una visione globale del problema, l’unica possibilità che abbiamo, per tentare di capire qualcosa, è concentrarsi sui singoli fenomeni esposti alla nostra osservazione.

  8. La sopravvivenza dell’uomo è una cosa, la vita sul pianeta Terra un’altra.
    Se si prendesse a modello la Grande Estinzione di Massa del Permiano-Triassico ad esempio, che eliminò ca. il 90% della vita, le emissioni di CO2 e di idrati di metano attuali, anche quelle conseguenti al rilascio di gas serra metano presente nel permafrost siberiano, di gran lunga il più importante, dovute al riscaldamento globale antropozoico (cioè causato da noi), sarebbe come se un maiale di 400 kg emettesse un peto spaventoso e a fumarsi un pacchetto di sigarette in una tenda canadese: noi si muore senz’altro dopo un po’, ma la vita microbica nella tenda continuerebbe, e forse addirittura prospererebbe e evolverebbe (come avvenuto in altre estinzioni).
    Il problema più grave per il pianeta, tolti noi, sono le emissioni di radioattività artificiale, cioè le esplosioni termonucleari, le scorie radioattive seppellite il buche di varia profondità (geologicamente dei foruncoli sulla pelle terrestre) e gli incidenti delle centrali atomiche, conosciuti e non. Questo forse quello che c’è di nuovo nella storia di Gaia. Forse, perché elementi radioattivi, a livello mortale, sebbene naturali, ci sono e ci sono sempre stati durante le emissioni vulcaniche, ad esempio.
    Quello che vorrei segnalare a Bertani è che se l’uso del Bario e di Allumino può servire per schermare dai raggi solari, e magari pure a far piovere (cosa risaputa e in uso da decenni), ma che si possa trattare, anche, di un tentativo di controllo climatico a livello militare. In un documento USAF e dello Space Command si parla chiaramente, con data prevista di inizio operazioni 2025, di questa nuova strategia. Credo che il padre di questa genialata fu, guarda caso, Edward Teller.

  9. Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025

    è un documento proposto da “Air force 2025” nel 1996, contiene la pianificazione (scrupolosamente seguita !) delle attività di geoingegneria dal 2000 al 2025 (pag 40)

    non capisco perché o è bianco o è nero, o non c’è attività di geoingegneria o la geoingegneria può modificare permanentemente il clima in tutto il mondo; secondo me ci sono situazioni locali compromesse pesantemente dall’attività (o dall’inattività) dell’uomo che vengono fatte precipitare all’occorrenza ad arte per vari scopi (politici, economici, finanziari, strategici, militari … ) con attività di geoingegneria: Force Multiplier più chiaro di così, ce lo dicono loro: perché bisogna essere più realisti del re ?

  10. Breve riassunto: “Oggi ci poniamo il dilemma se il mutamento del clima sia
    dovuto all’uomo oppure se si tratta di una evoluzione naturale. E’ impossibile
    dimostrare sia una tesi e sia l’altra”.
    Ottimo. Detto questo, che la discussione vada avanti. Tra vaccini e riscaldamento il dibattito alimenta sempre più l’idea che degli specialisti non ci sia poi molto da fidarsi, dato che dicono tutto ed il contrario di tutto. Questo al netto del bias economico.

  11. Il Prof. Eigil Friis-Christensen, fisico danese e Direttore del Centro Spaziale Danese, insieme a diversi suoi colleghi ha esaminato 400 anni di dati astronomici per paragonare l’attività delle macchie solari con le variazioni di temperatura, ed hanno scoperto una stretta relazione, cioè è il sole e non l’anidride carbonica, o qualsiasi altra cosa, a determinare i cambiamenti climatici.

  12. Già l’ho scritto in un post analogo. Mi ripeto. Il riscaldamento climatico é relativo. Il problema è la sovrappopolazione. Solo che il riscaldamento climatico è suscettibile di aprire un mercato pro clima, la diminuzione della popolazione no.

  13. Illustre Bertani, visto che non lesina risposte, e giustamente accetta il confronto con i lettori, vorrei chiederle se crede che anche, e sopratutto, i conflitti militari che ormai avvolgono da anni il mondo con le loro spaventose enormi deflagrazioni di migliaia di tonnellate di esplosivi non influiscano su questo clima impazzito.
    Questo perchè nel suo scritto, peraltro notevole, come sempre, Lei non menziona minimamente le attività belliche come corresponsabili di queste sciagure meteo, che di normale non hanno proprio niente.
    Quando scoppia una bomba Russa o Americana ma anche un camion bomba dei “barbudos” Arabi si creano vortici ascensionali che portano in alta quota (il fungo di fumo) schifezze che andranno a riscaldare, oltre che appestare, l’atmosfera, il tutto senza ovviamente vincoli di confini…
    Non stupiamoci poi se nelle polveri si trovano anche molecole umane, come già evidenziato da ricercatori, da tempo e in luoghi lontanissimi dai teatri bellici.
    Grazie se vorrà rispondermi.