Logica dell’estinzione

DI ANDREA ZHOK

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Da ieri il taglio dei parlamentari è legge. Grida di giubilo per l’ottenimento di un traguardo lungamente agognato e finalmente raggiunto.

La logica che ha portato al gaudio di ieri affonda le sue radici in un processo di lungo periodo, che val la pena di ricordare.

A partire dagli anni ’80 la crescente propaganda liberale e liberista (sono gli anni dell’edonismo reaganiano) ha spiegato a tutti, su ogni canale, come la politica fosse per sua natura un impedimento, una sorgente di spreco, di lacci e lacciuoli, di corruzione, di inefficienza, una forma di esistenza parassitaria e inutile, rispetto a cui la ricerca competitiva del massimo profitto rappresentava invece una forma di vita nobile, pulita (la “società civile”) ed efficiente.

Al tempo stesso, all’insegna della modernizzazione e dell’efficienza la sfera delle decisioni nelle mani del ceto politico ha cominciato a venire ridotta con costanza, mentre simultaneamente la necessità di venire a patti con le esigenze del capitale è parimenti cresciuta.

L’ambito di competenze dello Stato si riduceva, attraverso privatizzazioni ed esternalizzazioni guidate da una promessa di maggiore efficienza.

L’apertura illimitata dell’economia al condizionamento dei mercati finanziari internazionali (1982, separazione Tesoro-Bankitalia) e la sottoscrizione dei vincoli europei (1992, Trattato di Maastricht) hanno ulteriormente limitato le capacità operative della politica.

Simultaneamente, di fronte alle richieste popolari sempre più pressanti ed esasperate alla classe politica di ‘fare qualcosa’, i politici si sono trovati a dover confidare sempre di più sulle risorse del privato: come finanziamenti diretti (campagne elettorali, ecc.), come visibilità sui media privati, come ‘collaborazioni virtuose’ pubblico-privato, da brandire come successi gestionali, anche se le regole venivano oramai dettate dal privato.

La sfera politica si è trovata dunque chiusa dall’efficace strategia liberista tra l’incudine di un discredito personale crescente (la politica come paradigma di corruzione ed inefficienza), e il martello di una capacità operativa sempre più ridotta, a fronte di richieste tumultuose da parte del ‘demos’, che scopriva sempre di più come il proprio voto fosse oramai un atto rituale privo di effetti.

In tutto questo processo la qualità stessa del ceto politico doveva necessariamente deteriorarsi. Una politica che appariva screditata sul piano della propaganda, e concretamente impotente a far fronte alle richieste popolari, tende ad essere una carriera ambita principalmente per soggetti per cui apparire screditati e superflui non rappresenta una novità.

E così, infine, è arrivata al governo nell’ultimo decennio la generazione di quelli che sono vissuti per tutta la vita all’interno di questa bolla liberista, introiettandone i valori fino a pensare siano idee proprie.

Per quest’ultimi, coerentemente con quanto hanno bevuto col latte materno, l’unico modo di qualificare la politica è di ridurne il perimetro, giacché è senso comune che i rappresentanti politici siano, appunto, latori di sprechi, corruttela ed inefficienza. Da brave mosche cocchiere del capitale, i nostri giovani eroi pensano sia ovvio che riqualificare la politica significhi togliere di mezzo un po’ di inutili peones. D’altro canto come dargli torto? Loro sanno meglio di chiunque altro quanto accidentale sia la propria posizione di potere, quanto miracolose e contingenti le ragioni che li hanno condotti al potere. E dunque, con perfetta buona coscienza, non possono che trarne la conseguenze: meno politici vengono eletti, meno implausibili parvenu avremo in circolazione, e tanto meglio staremo tutti.

Intanto, silenziosamente, il cappio liberal-liberista continua a stringersi telecomandando la classe politica al governo. Ceti politici incapaci di migliorare la vita delle persone cercano di darsi un tono esercitandosi nel suicidio assistito della democrazia.

Dopo aver privatizzato il finanziamento della politica negli anni passati, ora passano a rendere più difficile per la popolazione di ottenere una rappresentanza parlamentare, rendendo con ciò i candidati futuri ancora più dipendenti da finanziamenti privati per scalare la politica nazionale.

E la cosa più stupefacente è che questo processo di costante riduzione del peso e significato della politica democratica, a tutto favore dell’influenza del capitale privato, viene venduto dalle forze di ‘sinistra’ come un progresso che viene incontro agli ‘interessi del popolo’. E’ un fenomeno davvero interessante che sono certo verrà studiato nei libri di storia futuri, dove studiosi perplessi si chiederanno quale convergenza di ignavia e schietta imbecillità abbia potuto guidare le classi dirigenti di un paese democratico a sterminare la rappresentanza democratica, gabellandola per trionfo della democrazia.

 

Andrea Zhok

Fonte: www.facebook.com

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09.10.2019

Pubblicato da Davide

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19 Commenti

  1. Finalmente si chiarisce la strategia del M5S per demolire la democrazia nel nostro Paese, evitando al contempo che la giusta reazione popolare trovi i canali costruttivi per rintuzzare gli attacchi della finanza privata alla gestione della cosa pubblica.
    Non bastava reclutare i “portavoce” del Popolo nel modo più idiota possibile, così da poterli selezionare in funzione della loro cieca fedeltà ai dioscuri che hanno generato il movimento e lo guidano ancora come una cosa loro e solo loro.
    No, questi sfigati senza arte ne parte dovevano dimezzarsi lo stipendio e rinunciare a eventuali mandati successivi, “non sia mai” (vero Taverna) che quel minimo di competenze maturate con la precedente sia pur breve esperienza li possa rendere pericolosi per i gatekeeper (non eletti) al comando perenne della barca.
    Non bastava neppure rinunciare ai rimborsi elettorali, così da dover chiedere ai poveracci sostenitori di base (onorati dell’appellativo “attivisti”) anche i soldi per stampare un volantino sotto elezioni, oltre alle costose pratiche per i candidati per dimostrare la loro immacolata posizione giudiziale.
    No, tutto volontario, tutto gratis per il partito che non vuole farsi chiamare partito, a garanzia del duri e puri contro ogni sorta di possibile corruzione. L’armata brancaleone dei savonarola contro le forze smisurate del sistema che dicevano di voler abbattere, aprendolo come la famosa scatoletta di tonno, che ora per un minimo di pudicizia non nominano neanche più.

    No, ci mancava la ciliegina sulla torta, la mossa salvifica di un DiMaio fallito (dopo aver fatto il burattino obbediente) che sperava così di rimediare al crollo verticale di consensi dopo la serie ininterrotta di tradimenti delle promesse elettorali.

    Che risultato! Risparmiano un miliardo e ne buttano nel cesso altre centinaia venendo meno al loro mandato morale, questo sì autentico, di raddrizzare un Paese svenduto dai quisling della finanza privata dominante.

    Dire tradimento è dire poco. Chissà le risate di chi capisce veramente l’umorismo nascosto (involontario?) di Beppe Grillo.

  2. Quelli più contenti del voto di ieri sono Google, Microsoft.. (ricordo a tutti l’ endorsment di Bill Gates verso Conte). Eliminate i ricchi finchè potete!

  3. Se avete a cuore i vostri nipoti e figli dovrete imparare a mangeggiare le armi. Ne va della loro sopravvivenza. I nostri bisnonni sapevano farlo e infatti hanno salvato la vita a parecchi dei loro figli, morendo combattendo. E hanno permesso ai loro nipoti di esistere.

    • D’accordissimo. Giacché ci siete, mandateli pure in palestra sin dalla più tenera età, anziché a scuola. È bene che i Neanderthal si possano riconoscere a vista. Chissà che non si riesca a farli estinguere di nuovo.

  4. L’opinione si forma sulla premessa e se la premessa manca di qualcosa, l’opinione che ne risulta e’ deficiente anch’essa.
    L’opinione di Zhok e’ che la riduzione del taglio dei parlamentari e’ pura demagogia il cui vero obiettivo e’ inferire un ulteriore colpo alla democrazia rappresentativa e non, certamente, il risparmio.
    Ohibo’.
    E da quando in qua esiste un nesso tra elettore ed eletto, vero caposaldo della democrazia rappresentativa?
    Da quanti governi viene rispettata la volonta’ degli elettori piuttosto che quella dei potentati (economici, politici o partitici – ricordo che le liste vengono composte dai partiti e definire l’eletto un “rappresentante del territorio” come dice Zhok fa vomitare).
    Non cambiera’ assolutamente nulla con 400 deputati piuttosto che 630.
    Quindi 400 e’ meglio che 630: se in quei 400 riesce ad entrare un deputato vero, la sua voce sara’ un tantino piu’ forte di quel che si sente quando il brusio e’ di 630 voci.

  5. Dove sta la fregatura?

  6. Mi pare che, con la scusa del babau impersonato dai sovranisti, intesi come potenziali criptofascisti, poco alla volta vi sia il senso dell’ urgenza di certe riforme, riforme già ampiamente nell’ordine delle idee e delle cose.
    Altre sicuramente verranno.
    Urgenza…perchè credo che il Palagio ( fa più medioevo … indica camerieri in ‘alta’ livrea, parecchia monnezza dappertutto, scarsissima igiene, ovvero gran m. occultata sotto i tappeti, uno stuolo di prosseneti e questuanti ) cominci a rendersi conto che ciò che si è rotto in quest’ultimo anno non può PIU’ esser rimediato.
    Indizio, modesto, è la selva di critiche anche su questo sito, critiche che probabilmente vogliono solo significare: non ci prenderete più per i fondelli. Vi abbiamo capito. Adesso veniamo a fare due conti, noi e voi. Ed il Palagio ha una dannata PAURA di questo rendiconto. Lo ripeto: è una mia sensazione ma credo che qualsiasi cosa possano fare, il credito che ha la politica attuale è ZERO: la fiducia è irrimediabilmente finita.
    P.S.: sul criptofascismo si potrebbero scrivere interi tomi di esempi riferiti al mondo presente. Ne cito uno solo: la Cina attuale: lo stato dirige l’economia organizzata tecnicamente in settori fra di loro collaboranti e integrantisi a vicenda: moderno esempio di un approccio corporativista, senza i richiami e gli orpelli ideologici degli anni ’20 e ’30 ma con molto sano pragmatismo confuciano. In trent’anni dalle biciclette alle astronavi ( http://www.greenreport.it/news/energia/la-cina-vuole-lanciare-astronave-nucleare-entro-2040/: è un progetto ma PIANIFICATO già adesso ); nel frattempo un miliardo di contadini vengono levati dalla povertà assoluta e possono guardare al benessere.
    Hai voglia col ‘mercato’…

  7. Era ora, la partecipazione della cittadinanza italiana è sempre stata scarsa e c’è un motivo ben preciso, scelgono quasi sempre la delega perché pensano che per essere considerati-e cittadini-e sia sufficiente dare un voto alle elezioni politiche. Per la maggioranza questo significa essere cittadinanza. C’è molta ignoranza e tante lagne e piagnistei.

  8. Che bello, avrò della grana in più!!!

  9. Uno dei punti del piano della P2 e’, cosi’, stato finalmente realizzato. Licio Gelli sarebbe soddisfatto. Inoltre, “comprare” i politici, essendo diminuiti di numero, diventera’ meno oneroso per certe elite…
    Se si fosse davvero voluto risparmiare, avrebbero semplicemente tagliato stipendi ed emolumenti.

  10. Un articolo magistrale, da diffondere e commentare.
    Solo la chiosa finale mi lascia perplesso: davvero l’autore crede che esisteranno ancora in futuro libri di storia, anziché semplici istruzioni per l’uso (della nostra vita) come gli attuali farmaceutici bugiardini?

  11. Per il sistema di governo occulto, meno parlamentari significa meno rogne da risolvere.
    Provate a confrontare il risparmio ottenuto in questa occasione con le risorse che spendiamo in armamenti e missioni di pace armate all’estero a beneficio dell’egemonia americana e allora vedrete che i conti non tornano affatto. Ogni anno si spendono decine di miliardi di euro per missioni che non ci rendono nulla, ma che ci vengono scorticate a frustate con imposizioni fiscali da colonizzati.

  12. Per carità, non si sputa su miliardo.
    Però di interessi passivi sulla truffa del debito pubblico ne paghiamo quasi 80 all’anno.

  13. “da parte del ‘demos’, che scopriva sempre di più come il proprio voto fosse oramai un atto rituale privo di effetti.”Iniziano a rendersene conto in tanti.Era ora,meglio tardi che mai.

  14. Incominciamo a sottolineare che 345 parlamentari costano 70milioni e non un miliardo all’anno. Poi come si fa a dire che deputati e senatori sono pochi o tanti se non si conosce quanta attività devono svolgere? Per esempio, nel momento in cui vengono presentati 1200 emendamenti su un provvedimento, chi si mette a leggerli? Quanto tempo occorre per capirli e valutarli? Non è che diminuendo il numero degli eletti si dovrà successivamente incrementare quello dei collaboratori a compensazione dei carichi di lavoro? Riperimetrare i collegi quantò costera in termini di organizzazione? Ovviamente il popolo idiota queste domande non se le pone, avvelenato nell’anima, approverebbe qualsiasi atto vessatorio nei confronti di coloro identificati come il centro del potere mentre sovente ne sono unicamente i servitori. Se pertanto una riduzione dei compensi individuali era materia di discussione comprensibile a molti, la stima del numero di parlamentari necessari per espletare le funzioni di una democrazia complessa no. Ancora una volta l’ignoranza ha trionfato in questo paese che detiene il record assoluto europeo di analfabeti funzionali.

    • Forse la partitocrazia italiana è troppo complessa come mai in america fanno la stessa cosa con meno parlamentari