Kevin Barrett
kevinbarrett.substack.com
L'entità sionista genocida è di fronte ad una crisi. Il suo alleato, Trump, ricattato dal sindacato Epstein, è in netto calo nei sondaggi. E la guerra di Israele contro l'Iran, combattuta utilizzando l'esercito statunitense asservito, si sta configurando come una sconfitta catastrofica.
Gli Stati Uniti hanno un disperato bisogno di porre fine alla guerra con l'Iran e di fermare l'emorragia. Gli alleati americani sono le principali vittime del lento e inesorabile tracollo economico causato dal blocco imposto dall'Asse della Resistenza alle esportazioni di petrolio e fertilizzanti dall'Asia occidentale.
In Asia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan hanno quasi esaurito le proprie riserve strategiche di energia. E in Europa, la cui economia industriale è stata paralizzata dalla demolizione del gasdotto Nord Stream da parte degli Stati Uniti, gli shock dell'approvvigionamento energetico legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz stanno peggiorando ulteriormente la situazione. L'Europa sta iniziando ad affrontare una crescente carenza di gasolio, carburante avio e combustibile da riscaldamento.
I vassalli americani in Asia occidentale versano in condizioni altrettanto disastrose. Le fragili economie di Giordania ed Egitto sono state colpite dalla carenza di fertilizzanti e dall'impennata dei costi energetici. E, naturalmente, gli schiavi del petrodollaro americano – Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita e Qatar – vengono strangolati economicamente dal controllo esercitato dall'Asse della Resistenza su Hormuz e Bab al-Mandab.
Se quei Paesi sempre più disperati tentassero di vivere dei propri risparmi, incassando i titoli di stato americani, il mercato obbligazionario imploderebbe. La bolla dell'intelligenza artificiale, costituita da ingenti investimenti senza rendimenti significativi, scoppierebbe. Ne conseguirebbe l'Armageddon economico.
E poi c'è la questione del petrodollaro. Le basi statunitensi in quei Paesi sono state devastate dai bombardamenti dei droni e dei missili iraniani e la maggior parte è stata praticamente abbandonata. Se gli americani non faranno dolorose concessioni all'Iran, saranno completamente cacciati dalla regione. Questo minaccia il petrodollaro e, con esso, la cintura di basi statunitensi che circonda il pianeta, finanziata dal "privilegio esorbitante" che permette agli oligarchi americani di stampare valuta illimitata e costringere il mondo ad accettarla.
Gli Stati Uniti si trovano quindi di fronte ad una scelta: arrendersi all'Iran e limitare i danni al proprio impero, oppure innescare un'escalation verso una distruzione apocalittica. Arrendersi rivendicando la vittoria è chiaramente l'opzione migliore dal punto di vista statunitense.
Ma gli israeliani la vedono diversamente. Per loro, la guerra con l'Iran è una questione esistenziale. Se gli Stati Uniti si arrendono, l'Iran si ritroverà più forte che mai e un Asse della Resistenza rivitalizzato emergerà nello stesso momento in cui l'opinione pubblica mondiale e statunitense si schiererà decisamente contro l'entità genocida. Ciò non solo porrà fine all'eterno espansionismo del progetto del Grande Israele, ma probabilmente porterà alla liberazione di tutta la Palestina occupata.
Storicamente, quando "Israele" percepisce una minaccia esistenziale e gli Stati Uniti non se ne curano, accadono cose terribili. Nel 1963, il presidente americano Kennedy aveva promesso di smantellare il programma nucleare israeliano. Il padre fondatore di Israele, Ben Gurion, indignato dall'intransigenza di Kennedy, si era dimesso da Primo Ministro nel giugno del 1963 ed era praticamente scomparso dalla scena pubblica. Fonti controllate dai sionisti, come Gemini, affermano che Ben Gurion si era dedicato ad "una vita tranquilla incentrata sullo studio e sulla scrittura". Ma molti storici, sulla scia di Michael Collins Piper e Laurent Guyénot, ritengono che Ben Gurion si fosse ritirato a vita privata per dedicarsi all'organizzazione dell'assassinio di Kennedy. Dopo il colpo di stato contro JFK, Lyndon Johnson, un agente israeliano, aveva dato il via libera al programma nucleare sionista, alla guerra di espansione del 1967 e persino al tentato omicidio di 293 marinai americani a bordo della USS Liberty .
Cose ancora più terribili erano accadute nel 2001, quando l'indifferenza americana nei confronti del progetto del Grande Israele aveva fatto sì che l’entità sionista scivolasse verso il disastro. L'economia "israeliana" era in ginocchio a causa del crollo delle dot-com, i coloni emigravano invece di immigrare e un flusso costante di combattenti e martiri della Resistenza rendeva la vita impossibile ai coloni che avevano scelto di rimanere. Le previsioni demografiche facevano capire che il sionismo era condannato, mentre la regione era sempre più unita contro l'entità genocida, in parte a causa del crescente fervore e della solidarietà islamica.
Israele aveva risposto orchestrando l'attacco sotto falsa bandiera dell'11 settembre contro l'America. Attribuito mendacemente ai musulmani, il massacro al World Trade Center e al Pentagono aveva trascinato l'America in una guerra progettata per distruggere " sette Paesi in cinque anni ", ovvero i sette Paesi che Israele considerava suoi nemici, insieme ad un'ondata multigenerazionale di "islamofobia permanente" al servizio degli interessi a lungo termine di Israele.
I colpi di stato contro JFK e l'attentato dell'11 settembre illustrano la disponibilità di Israele ad usare contro gli Stati Uniti la violenza, anche in forma spettacolare, per scongiurare quelle che considera crisi esistenziali. Oggi, l'imminente sconfitta nella guerra israelo-americana contro l'Iran rappresenta, per Israele, la madre di tutte le crisi esistenziali. Un attacco sanguinoso e spettacolare sul territorio americano, attribuito all'Iran, potrebbe spingere gli Stati Uniti verso quel tipo di escalation che Israele desidera disperatamente.
Uccidere Trump?
Israele potrebbe assassinare Trump e dare la colpa all'Iran. Il clamore mediatico – "dobbiamo portare a termine il lavoro iniziato dal nostro presidente martire Trump" – potrebbe plausibilmente spingere l'opinione pubblica statunitense a sostenere un'invasione di terra dell'Iran.
Israele ha chiaramente spianato la strada verso questo scenario. Netanyahu ha costantemente terrorizzato Trump con affermazioni secondo cui gli iraniani si nasconderebbero dietro ogni cespuglio, pronti a ucciderlo. Più di recente, la falsa affermazione di Israele secondo cui l'Iran stava pianificando di abbattere l'Air Force One aveva convinto Trump a sgattaiolare fuori dall'aereo in un container per il catering, lasciando i suoi consiglieri e i giornalisti a bordo del jet come esca per i missili anti-Trump.
Il codardo presidente americano ha ripetutamente minacciato che, se l'Iran lo ucciderà, [il Paese] verrà "spazzato via dalla faccia della Terra", "fatto saltare in aria" o "decimato e distrutto". In un tweet particolarmente squilibrato, Trump ha inveito:
“Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e migliaia di altri seguiranno immediatamente, qualora il governo iraniano dovesse dare seguito alla sua minaccia, pronunciata in molti angoli del globo, di assassinare, o tentare di assassinare, l'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, in questo caso, ME! Gli ordini sono già stati impartiti e l'esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno, prorogabile, di decimare e distruggere completamente tutte le aree dell'Iran - LODATO SIA ALLAH!”
In queste e in molte altre dichiarazioni simili, Trump sembra quasi implorare gli israeliani di assassinarlo e dare la colpa all'Iran! Il presidente degli Stati Uniti è davvero così stupido?
Ritengo che Trump sembri soffrire di una peculiare forma di sindrome di Stoccolma, una diagnosi psichiatrica che descrive la condizione in cui una persona prigioniera o vittima di abusi sviluppa un legame di lealtà o affetto servile e insensibile nei confronti del suo carceriere o aguzzino. In questo caso, il carceriere è Israele, che detiene prove compromettenti su Trump, in stile Epstein. Ma la questione va oltre il ricatto: l'intera carriera di Trump è stata una facciata per la criminalità organizzata ebraica. I suoi hotel e casinò erano centri di riciclaggio di denaro, operazioni speculative e fallimenti. I suoi programmi televisivi, tra cui i concorsi di bellezza Miss Teen USA, Miss USA e Miss Universo, avevano come produttori mafiosi ebrei del calibro di Epstein. C'è un motivo per cui i boss della nostra malavita ebraica Jared Kushner e Steve Witkoff sono i suoi collaboratori. E c'è un motivo per cui Netanyahu detiene le chiavi della Casa Bianca e può entrarci quando vuole e iniziare guerre a suo piacimento.
Trump si sente così impaurito e impotente nelle mani di Israele e della mafia ebraica che, per compensare, si sfoga dicendo che l'Iran vuole ucciderlo, quando in realtà sa, a un livello profondo e forse non del tutto consapevole, che è Israele che può e molto probabilmente lo farà, in qualsiasi momento. Inveendo contro immaginari assassini iraniani, Trump, affetto dalla sindrome di Stoccolma, immagina di compiacere i suoi carcerieri israeliani e forse di guadagnarsi la loro clemenza.
Il controllo che Israele esercita su Trump e la sua capacità di ucciderlo a piacimento sono stati dimostrati non solo dall'uccisione di Charlie Kirk, persona fortemente protetta (dagli stessi sionisti), da parte dei sionisti , ma anche da almeno due dei tre presunti tentativi di assassinio ai danni del "babbuino arancione". Elementi fedeli a Israele all'interno della sicurezza di Trump erano probabilmente coinvolti nei due attacchi palesemente falsi contro Trump: il finto colpo di striscio all'orecchio di Butler, in Pennsylvania, che ha fatto il giro del mondo, e la farsa della cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Poiché lo spazio non consente un'analisi dettagliata in questa sede, vi invito a guardare i documentari di John Hankey "Trump in the Crosshairs" (su Butler) e "Hoax: The White House Correspondent's Dinner".
Spoiler: è fin troppo ovvio che Trump avesse provato meticolosamente la sua performance a Butler, in Pennsylvania e che fosse altrettanto ben preparato per la finta sparatoria alla cena dei corrispondenti, alla quale aveva assistito con calma e un sorrisetto beffardo mentre gli altri, inclusa la moglie Melania, erano nel panico. Gli agenti del Mossad che si occupavano della sicurezza di Trump e che avevano organizzato questi eventi avevano senza dubbio filmato Trump mentre provava. Se mai Trump dovesse disobbedire, potrebbero diffondere i video di Trump che si esercita a buttarsi a terra, a far scoppiare una capsula di finto sangue da wrestling e a imbrattarsi l'orecchio e il viso di strisce rosse, per poi rialzarsi in piedi, contro ogni protocollo dei Servizi Segreti, a stringere il pugno davanti alla bandiera, con fotografi complici pronti a urlare "combatti, combatti, combatti!"
Ma, poiché Trump è uno schiavo sottomesso e il potenziale successore JD Vance guarda con sospetto alla guerra contro l'Iran per conto di Israele, è probabile che gli israeliani non uccideranno il loro miglior alleato americano di sempre. Potrebbero invece inscenare un finto attentato alla vita di Trump con un "drone iraniano". Oppure potrebbero far esplodere una bomba sporca radioattiva a Washington DC o in qualche altro luogo di alto profilo, sperando che un apparente "attacco nucleare iraniano contro l'America" provochi una risposta nucleare. Con il folle di casa Trump al comando, potrebbero plausibilmente ottenere ciò che desiderano. Oppure potrebbero sferrare un devastante attacco informatico contro le infrastrutture americane, causando un tale caos che gli americani, confusi, spaventati e arrabbiati, potrebbero essere vulnerabili ad una propaganda mediatica che incolpa l'Iran e chiede un'invasione statunitense. Una combinazione degli elementi sopra descritti – una bomba sporca più un attacco informatico più un finto attentato a Trump – potrebbe massimizzare il caos e il suo effetto sull'opinione pubblica americana.
Un'operazione del genere potrebbe essere concepita per creare uno stato di emergenza e offrirebbe a Trump un pretesto per annullare le elezioni e autoproclamarsi presidente a vita, come minaccia di fare sempre più spesso. Questo scenario si adatta perfettamente al movimento "fine della democrazia" guidato dall'oligarca sionista e fascista del settore tecnologico Peter Thiel e dal suo principale ideologo, Curtis Yarvin. E risolverebbe il problema più grande di Trump: come sopravvivere alle elezioni del 2026 ed evitare l'impeachment e il carcere, nonostante la sua estrema impopolarità e quella del suo partito.
Ma gli americani cadrebbero in un'altra enorme operazione sotto falsa bandiera? Commentatori con un pubblico paragonabile a quello dei media mainstream, come Tucker Carlson, Candace Owens e gli Young Turks, esprimono sempre più spesso sospetti sul coinvolgimento israeliano nell'assassinio di JFK, nell'operazione sotto falsa bandiera contro la USS Liberty, nell'11 settembre, nella sparatoria di Butler e nell'omicidio di Charlie Kirk. Queste e altre voci gridano ai quattro venti che Israele è capace di massacrare presidenti americani e migliaia di civili americani, usando il proprio controllo sui media mainstream per trascinare la nazione in guerra.
Considerata la crescente consapevolezza pubblica del coinvolgimento israeliano nel colpo di stato contro JFK e nell'11 settembre, tra le altre atrocità, e la fortissima impopolarità del genocidio israeliano di Gaza, i sionisti rischierebbero una reazione a catena di proporzioni enormi se organizzassero un altro spettacolare attacco sotto falsa bandiera contro l'America. Ma, data il loro arrogante disprezzo per i non ebrei e la loro comprovata capacità di farla franca anche con crimini di proporzioni gigantesche, uno scenario del genere non può essere escluso.
Kevin Barrett
Fonte: kevinbarrett.substack.com
Link: https://kevinbarrett.substack.com/p/is-another-911-scale-false-flag-possible
05.09.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org
PietroGE 10 settembre 2026
Purtroppo gli scenari descritti sono realistici. Esattamente un anno fa veniva assassinato Charlie Kirk e questo omicidio è emblematico di come la lotta per l'egemonia sociale si combatta attraverso il dominio del discorso. Una Organizzazione che aveva dietro di se una grande quantità di giovani era una miniera d'oro per coloro che gestiscono il consenso comprando politici, media, giornali e in generale l'opinione pubblica per i propri fini politici e militari. Per poter costringere un Paese a fare una guerra contro i propri interessi bisogna saper manipolare il consenso insieme ai politici e quindi anche una organizzazione giovanile diventa un mezzo importante per questa gente. Un altro esempio vicino a noi è il vergognoso ddl contro l'antisemitismo che la maggioranza vorrebbe far approvare. È ovvio che non è farina del sacco del governo ma della lobby ebraica la quale ha sempre considerato la costituzione come un giocattolo da usare per i propri scopi. Il livello del servilismo di quello che doveva essere un governo sovranista ha ormai raggiunto e superato la soglia della vergogna.