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Nessuno realizza niente da solo

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

I politici greci sono passati ormai a negare l’evidenza, parlando di ripresa, spalleggiati dal 25% del corpo sociale che ancora se la passa bene ed è destinatario delle rendite e dei favori che loro elargiscono a piene mani, sotto l’occhio (in questo caso benevolo) della Troika [NdT: alla faccia di quelli che dicono che se ci governassero gli stranieri ci sarebbe meno corruzione]. Per questo le lobbies beneficiate reggono il gioco e i farmacisti chiedono la chiusura dei dispensari di medicinali gratuiti perché “la crisi è alle spalle, non servono più”. E da Ellinikon (uno dei maggiori dispensari del paese, direttamente rifornito, tra gli altri, da benefattori francesi) rispondono citando i dati choc del mezzo milione di bambini poveri e riportando le quotidiane richieste di farmaci per le chemioterapie che arrivano dagli ospedali, ormai fuori budget e impossibilitati ad acquistarne in proprio. Ma i malati di cancro non voteranno alle prossime elezioni, penseranno gli Tsiprioti, e quindi perché spendere soldi per curarli? L’inverno è in arrivo, i greci vedono nero, la resistenza passa per il caffè sotto casa e il piccolo commercio, ancora non del tutto piegato. Nessuno realizza niente da solo, disse il poeta Seferis, il Nobel che oggi vorrebbero cancellare dai programmi. DNA greco, lo stesso dei piccoli commerci, della resistenza a Mussolini, ma anche lo stesso della peggior classe dirigente della storia, quella attuale.

 

 

Mendicante davanti a una chiesa bizantina. Atene, ottobre 2017

Alla fine del mese di ottobre sotto il Partenone, si tengono le ultime sessioni di cinema all’aperto. Segno che non inganna, saranno chiusi fino a maggio del prossimo anno rappresentando per gli Ateniesi l’avvento … ineluttabile di un inverno ormai vicino. E ‘ben noto, Persefone, moglie di Ade, figlia di Zeus e di Demetra, ripristina ogni anno per sei mesi il regno degli inferi, e quindi ritorna per sei mesi sulla terra.

Pioggia, vento, e soprattutto pazienza!


Cinema all’aperto. Atene ottobre 2017


La settimana è iniziata sotto il sole, ma già, i nostri mendicanti … si sono piazzati davanti alle chiese bizantine della città di Atena anticipando il peggio, vestiti alla maniera invernale. I giornalisti da parte loro, hanno proclamato uno sciopero di 48 ore (per l’onore?), protestando contro la soppressione del loro ente di previdenza. Il loro fondo di previdenza e pensionamento, un tempo solido, sarà accorpato in ciò che resta della… Sicurezza (?) Sociale metademocratica metasolidale di Tsipras. E nulla è previsto (per ora?) per i giornalisti che al momento si trovano disoccupati da lungo tempo. La professione è in rovina, come sappiamo, con un tasso di disoccupazione … che raggiunge il 75%.

Così i giornalisti che, fino alla settimana scorsa, godevano di una parvenza di copertura sanitaria specifica, certo minimalista, ma ancora valida per le malattie più gravi e le esigenze soprattutto di medicinali, nonchè per molti casi di cancro, oggi di quella copertura non resta quasi nulla.

Oh poveri, poveri giornalisti, una volta così viziati ed ora in gran parte inutili. Secondo notizie di stampa (radio 90.1 FM e 98.9 FM, per esempio), quasi 400 famiglie di giornalisti, estremamente povere, sono alimentate esclusivamente attraverso uno speciale programma di emergenza … giornalistico-alimentare, organizzato dall’Arcivescovo della Chiesa ortodossa di Atene. Finalmente, una buona notizia … venuta dal cielo!

Il mio amico Th. che non è un credente, né nella religione né nella politica di oggi, un tempo giornalista, oggi non più, è profondamente preoccupato, come inorridito. “Cado … come in un buco nero. Niente più copertura sanitaria. Mi vedo destinato a morire … mentre aspetto di mangiare dai sacerdoti”. Come quasi tutti i greci, vede l’inverno, e il futuro, come un buco nero. Sotto il Partenone è in programma l’ultima serata di cinema all’aperto. Il mio amico ci andava spesso prima della “crisi” e mi sono reso conto che nell’estate 2017, non ci sono mai andato.


Sul lato dell’Acropoli. Atene, ottobre 2017
sotto l’Acropoli. Atene, ottobre 2017
Mendicante davanti a una chiesa bizantina. Atene, ottobre 2017


(…)
Bello, proprio bello questo mondo in cui l’intero sistema politico non conosce le pene dei più, tranne ovviamente quando si tratta del proprio interesse immediato, molto utile per tenere in vita il simulacro finale, quello delle urne, pseudo rappresentazione di democrazia.


La vita, (la nostra), è divelta. Atene ottobre 2017

 

Fotografie “tipiche”. Piazza della “Costituzione”, Atene, ottobre 2017



Bel mondo e triviale, mondo di burattini che non intrattengono quasi più il pubblico, carcerieri quali Tsipras e il suo soliloquio sulla “prossima ripresa economica,” Varoufakis che reclamizza (e vende) le sue povere avventure, Mitsotakis e la sua minestra riscaldata del nulla del memorandum, Unità Popolare e il suo programma elettorale di mera sopravvivenza, unico e ultimo obiettivo realmente valido, il Partito Comunista, monolite del passato sovietico, riproposto senza sosta, per non parlare del neonazismo appena sottotraccia di quelli di Alba Dorata, che aspettano sempre il loro momento. Povero paese, un tempo terra di filosofi e bambini sorridenti … che ora ammiriamo solo nei musei!

Tempo presente e pesante, come l’iniziativa sospetta e francamente discutibile, dell’Unione professionale dei farmacisti della Grecia, che ha lanciato un appello al Ministero della Salute, chiedendo né più né meno, “la chiusura delle farmacie solidali, perché non hanno alcun ruolo da svolgere, dal momento che la crisi è ormai alle spalle”. Atteggiamento giustamente denunciato dai funzionari del Centro Medico Solidale di Ellinikón attraverso il suo comunicato stampa del 24 ottobre 2017.

Il Centro Medico Solidale di Ellinikón ha ricordato che, contrariamente alla retorica tanto cara a Tsipras ed alle sue cerchie, la realtà sociale è desolante: “Il 50% della popolazione greca (su 10 milioni di abitanti), tra cui 500.000 bambini, vivono sotto la soglia di povertà, 500.000 dipendenti guadagnano in media € 350 al mese di retribuzione netta, 700.000 persone hanno già lasciato il paese, un milione di lavoratori del settore privato non ricevono con regolarità i loro stipendi, 1.100.000 pensionati ricevono una pensione di meno di 500 € al mese e 1,2 milioni di disoccupati non ricevono sussidi di disoccupazione”.


Il Filosofo. Museo di Delfi, ottobre 2017

 

Il sorriso dei bambini. Museo di Delphi, Ottobre 2017




Nel suo altro comunicato del 26 Ottobre 2017, il Centro Medico Solidale di Ellinikón ha anche denunciato “l’attuale prosciugamento dei budget di molti ospedali, con conseguente blocco delle chemioterapie … programmate per i pazienti con cancro. Ogni giorno arriva dagli ospedali la denuncia di questa drammatica situazione e delle gravi carenze di materiale. Queste carenze sono dovute ovviamente alla drastica riduzione dei budget, a seguito della quale, molti ospedali hanno già esaurito i fondi a loro disposizione dallo scorso settembre.”

“Oggi, e dopo aver contattato Zoe Grammatoglou, Presidente dell’Associazione dei malati di cancro, abbiamo appreso che all’ospedale Attikon, non ci sono più farmaci disponibili per le chemioterapie in programma il giorno successivo. Non v’è una carenza di un particolare farmaco, ma di molti, in generale, per cui ogni chemioterapia / radioterapia diventa impossibile, e quindi la salute dei pazienti di cancro è ulteriormente messa alla prova.

“Un paio d’ore fa, abbiamo contattato il personale dell’ospedale Attikon, e invieremo all’ospedale tutta la nostra giacenza di farmaci chemioterapici che abbiamo e presso di loro mancano.” La rabbia esplode, prima quella dei pazienti e poi, del personale medico e infermieristico.

(…) Perfino la stampa mainstream Syriza-compatibile pubblica degli articoli, impensabili prima della cosiddetta “crisi”, che cercano di capire come certi cibi, le castagne, per esempio, possono diventare un alimento di sopravvivenza in caso di crollo improvviso dei redditi, personale o globale, come riporta il “Quotidiano dei redattori” del 23 ottobre 2017.

La vita, la nostra, è divelta dalle sue basi e visibilmente sconfitta, ad eccezione di un piccolo ma enorme il 25% della popolazione. Questa, senza dubbio, è una delle chiavi del successo odierno dell’essere servi; in qualche modo “caddi, e rimase la mia carne sola” [ndt: in italiano nel testo] … Divina Commedia.

Nel frattempo non ci resta altra alternativa se non quello di aggrapparci al paese, come suggeriva il poeta Yorgos Seferis, nel 1968, sotto la dittatura dei colonnelli. “E’ bene, infine, che i greci possano ragionare se preferire la tirannia greca o la libertà greca, se non altro, è un modo nostro di costruire la nostra realtà, e non quello degli americani o dei francesi”. Yorgos Seferis “Manoscritto, ottobre ’68” (edizioni Ikaros, Atene 2000).

La questione si pone di nuovo, quando si pone, per i greci; molti di loro in ogni caso, ora sanno che il volto del totalitarismo finanziarista tecno-feudale, di cui la Grecia è un caso di scuola particolarmente avanzato nella sua diffusa putrefazione metademocratica, la domanda da porsi è piuttosto quella di un nuovo regime politico e non di un semplice cambiamento di governo, un nuovo regime politico e quindi l’uscita dell’Unione europea.


Tecnologia storica della Cina. Esposizione, Atene, ottobre 2017

 

Il nostro poeta Elytis … e Marilyn Monroe. Visualizzare per i turisti. Atene, ottobre 2017

 

… I Maestri del Tempo. cinema all’aperto. Atene, ottobre 2017


Ovviamente, il contesto del 2017 è molto più complesso e vorrei anche dire tragico, di quello del 1960-1970. Non solo in Grecia. Il mio amico L., osserva da Atene, che certi ambienti storici dell’opposizione politica e intellettuale ai memoranda (dal 2010) – per inciso … scientemente tenuti scollegati gli uni dagli altri – sono costituiti piuttosto da persone che si muovono in cerchie … autoreferenziali e quindi chiuse, molto simili ai partiti politici in cui operano. Il cerchio sarebbe (per il momento) chiuso, il nuovo totalitarismo ammette, a quanto pare, l’opposizione fino a un certo … livello, “Parlamento” compreso, mentre l’essenziale continua ad essere già deciso, e, soprattutto, è deciso altrove.

Vorrei aggiungere che tra i tanti altri argomenti attuali, la questione dell’uscita dalla zona euro, come quella di un futuro organizzato, se possibile, al di fuori della hybris dominante e travolgente la dignità, la democrazia, la libertà e dello stesso buon senso, sono state lasciate o “offerte” a coloro che (a sinistra) erano sufficientemente impreparati, prima che ci fosse, infine, il tradimento. Con il senno di poi, direi che il momento giusto (gli anni 2011-2015) è decisamente passato e questo cambiamento storico è tale che nessuna risposta rimane plausibile e invariata troppo a lungo.

Nel 2017, mentre incarnano la peggiore agenda politica totalitaria del finanziarismo al governo, quelli di SYRIZA fanno sfoggio, per contrasto, di un linguaggio della sinistra più verbosa, il che fa vomitare, ed è così che la società greca (già a brandelli) finirà per vomitare tutta la sinistra. In questo contesto, per esempio i Syrizisti hanno recentemente organizzato un “pellegrinaggio” – una messinscena, in realtà – sull’isola di Makronissos nei pressi di Atene, dove vissero i comunisti espulsi negli anni della guerra civile (fine del 1940).


Cinema all’aperto. Atene,mese di ottobre 2017
Attica hotel venduto. Ottobre 2017
Hotel venduto. Ottobre 2017


Quelli del “Piano-B” (vecchi Syrizisti di prima del 2010-2012, del movimento di Alékos Alavános), indignati, hanno ironizzato, ricordando una frase del poeta Odysséas Elytis: “Questa terra non ha mai aderito ai loro tacchi”. Nel dibattito interno (trasmesso via Internet), D.M. di  “Piano-B”, aggiunge: “Amara scoperta. Solo che non dobbiamo dimenticare che abbiamo aiutato e abbiamo fatto andare al potere quei bastardi … per fargli distruggere il paese, così come le più belle speranze e le idee della maggioranza dei greci”(Internet. “Plan-B” 25 ottobre 2017). Un altro momento opportuno … perso.

La situazione è certamente molto grave. Di tutte le minacce attuali che possono distruggere completamente il paese, la sua gente, i suoi diritti, prima di spegnere le ultime speranze di governo democratico, le minacce peggiori e più pericolose, sono semplicemente rappresentate dal sistema politico greco e dalla sua classe dirigente, prima ancora che dalla Troika, o dalla nuova geopolitica parossistica del nostro mondo e in particolare del Mediterraneo orientale.

La situazione è molto amara, più grave, al momento, che in Italia o in Francia, per esempio. Tale giudizio è condiviso anche in qualche modo da una maggioranza della popolazione in Grecia, senza altra via d’uscita, per il momento. La resistenza dei greci ormai potrà passare solo dalla porta posteriore, passando sotto le finestre, raggiungendo, alla bisogna i Seferis e gli Elytis (quelli che la cricca degli intellettuali globalizzatori vorrebbe cancellare dal nostro patrimonio culturale vivo). Una resistenza … che potrà finalmente prendersi il suo po’ di caffè sociale e socievole tra un’onda e l’altra o tra i suoi tre raggi rimasti di sole … soprattutto prima dell’avvento … presunto finale di un inverno così vicino.

In Attica, nel 2017 ottobre

 

Attica Tempio di Artemide, ottobre 2017



Il nostro piccolo caffè. Atene, ottobre 2017


Così, per ora, come osserva anche il mio amico L., “il piccolo commercio resiste, è conosciuto come parte del DNA dei greci, tutte queste piccole entità economiche di sopravvivenza, come piccole candele di un’economia di prossimità. Mentre in altri paesi il piccolo commercio, a causa della  fatale Unione europea, è già morto, anche senza che la loro troika sia così visibile come la nostra …

“Nel frattempo … il prossimo miracolo del DNA greco in tutta la sua estensione, cioè la truffa politica del secolo per mano degli Tsiprosauri, organizza come può il suo nepotismo di Stato, facendo credere tra l’altro che distribuirà qualche briciola come un regalo di Natale per i pensionati del paese impoverito, ai fini puramente elettorali, dato che si tratta dei co-organizzatori dell’uccisione del paese con un genocidio a bassa tensione della loro stessa gente. Il parvenu di SYRIZA dirà senza dubbio … che i pazienti affetti da cancro difficilmente voteranno nei prossimi mesi.

L’ultimo clientelismo di SYRIZA / ANEL, pur sotto il totalitarismo dell’agenda finanziarista, non dimentichiamo, ha fatto assumere (appaltatori, consulenti e agenti) tra i 50.000 e 70.000 persone nel settore pubblico, comprese le autorità locali, di cui la Troika ovviamente è a conoscenza. Nei caffè di Trikala, Città della Regione della Tessaglia , la gente del posto ricorda come ad esempio … il “loro” parlamentare di SYRIZA Sakis Papadopoulos ha subito fatto assumere la figlia, così come l’altra “loro” parlamentare Panagiota Dritseli subito aveva fatto assumere il marito.

Sotto il Partenone chiude l’ultima sessione di cinema all’aperto. Più a sud, a Delfi, i visitatori abbagliati alla vista dei gatti dell’antichità, ma anche del nostro tempo, hanno già affrontato e forse goduto i primi temporali dell’autunno ellenico. In Attica, il personale di un albergo che si affaccia su una splendida baia, mi ha detto che i proprietari hanno recentemente venduto ad una società con sede negli Stati Uniti. “Avremo ancora i nostri posti di lavoro nella prossima stagione? L’hotel non mancava di clienti, un tempo soprattutto francesi. “Nel frattempo … forse il prossimo miracolo del DNA greco.”


Delphi, la prima pioggia.nel mese di ottobre 2017



Delphi, il suo cielo, i suoi visitatori.nel mese di ottobre 2017

 

Delphi, Museo, gatti dell’antichità. Ottobre 2017

 

Sito archeologico di Delfi, felini attuali. Ottobre 2017


Paese di Persefone, i suoi visitatori, i suoi cinema all’aperto, i suoi gatti senza tempo. Soprattutto poeti, tra i quali, Yorgos Seferis: “Ora vorrei concludere questa breve presentazione con un uomo che ho sempre tenuto con me; lui mi ha sostenuto nei momenti difficili, quando tutto sembrava perduto. In questo paese di contrasti, che è il mio, è un caso estremo. Non è un intellettuale. Ma l’intelletto ridotto a sè stesso a volte ha bisogno di freschezza, come i morti che chiedono sangue fresco prima di rispondere a Ulisse. Aveva imparato a leggere e scrivere un po’, all’età di trentacinque anni, per poter raccontare, egli dice, quello che aveva visto durante la guerra d’indipendenza, dove ha preso parte attiva. Il suo nome è Jean Makriyiánnis. Lo paragono a uno di quei vecchi tronchi d’albero di olivo, plasmati dagli elementi e che possono, io credo, insegnare la saggezza. Anche lui è stato plasmato dagli elementi umani, per molte generazioni di anime umane. E’ nato alla fine del XVIII secolo, nella Grecia continentale, vicino a Delfi. (…)”

“Se si considera che la guerra aveva lasciato molte ferite sul corpo di quest’uomo, si può a buon diritto concludere che queste parole hanno un certo peso. Verso la fine della sua vita, il suo destino divenne tragico. Le sue ferite gli davano una sofferenza insopportabile. Viene perseguitato, imprigionato, processato e condannato. Nella sua disperazione, scrive lettere a Dio: ‘E tu non ci ascolti, non ci vedi …’ E’ la fine. Makriyiánnis morì intorno alla metà del secolo scorso. Le sue memorie sono state decifrate e pubblicate nel 1907. Ci sono voluti molti anni perchè i giovani potessero venire a conoscenza della sua vera dimensione. (…)”

“Ho voluto anche esprimere la mia solidarietà con la mia gente. Non solo con i grandi maestri dello spirito, ma con gli ultimi, ignorati, con coloro che hanno studiato un solo libro, ma con lo stesso fervore con cui guardiamo un’icona; con i bambini, che camminavano ore per andare a scuola lontano dal loro villaggio, ‘per imparare le lettere, cose di Dio’, come dice la loro canzone. Per ricordare ancora una volta il mio amico Makriyiánnis, ‘non bisogna più dire io, ma noi’ perché nessuno realizza nulla da solo. Trovo giusto che sia così. Ho bisogno di questa solidarietà, perché se non capisco uomini presso di me, con i loro vizi e virtù, sento che non potrò capire gli altri uomini, nel grande mondo”, Yorgos Seferis. – Nobel per la letteratura- “discorso dell’11 dicembre 1963”, “Alcuni punti della tradizione greca, moderna”

Proprio Seferis, che i globalizzatori dei fatti, dei gesti e delle anime, letteratura compresa, vorrebbero vedere sparire dalla nostra memoria. Il grande poeta, aveva anche composto un epitaffio, un’iscrizione funeraria, in memoria del suo gatto Touti, nel mese di agosto 1949.


Il giovane Hermes di ‘Greekcrisis. Atene, ottobre 2017


Nessuno compie nulla da solo … il che vale anche per il blog ‘Greekcrisis’. Il giovane Hermes (non ancora del tutto … Trismegisto), calpesta le nostre bozze cartacee, mentre Mimi … a causa della sua età, controlla, alla sua maniera e da vicino, tutti i nostri scritti.

Sotto l’Acropoli è ancora bello, domani 28 ottobre festa nazionale, per commemorare il ‘NO’ all’ultimatum greco di Mussolini, poi, la vittoria greca a seguito di una straordinaria mobilitazione popolare contro l’esercito dell’Italia fascista, la prima vittoria contro un esercito di uno dei paesi dell’Asse.

Per ricordare ancora una volta il nostro amico Makriyiánnis, “non dobbiamo direi io, ma noi” Persefone, moglie di Ade, figlia di Zeus e di Demetra, ritorna, come sappiamo … regolarmente sulla terra.


Mimi … a causa della sua età. Atene, ottobre 2017




 

Articolo pubblicato il 27/10/2017 – Originale QUI

QUI l’appello mensile per la donazione.

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANZ-CVM

Ricordiamo che Panagiotis Grigoriou sarà ospite al 6° convegno Euro Mercati e Democrazia che si terrà a Montesilvano (PE) il 1 e 2 dicembre prossimi, dal titolo “Più Italia

Pubblicato da Franz-CVM

  • Pedro

    Sono veramente preoccupato, non riesco a capire e sicuramente è un mio problema di comprendonio, come il popolo greco non riesca ad alzare la testa. In ogni caso non dispero, Lo so, sono un disel e quindi ci metto un po a mettere insieme tutti i componenti che inducano un popolo a rassegnarsi in questo modo, anche perchè fra un po toccherà a me e ai miei figli e so già che non sarà una passeggiata. Sun Tzu “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”

    • Primadellesabbie

      Non é questione di diesel, sarebbe utile mettere a punto alcuni concetti.

      La guerra la fanno i soldati, la gente comune é restia a combattere, le dittature guerrafondaie mettevano in mano uno schioppetto a dei bambini appena svezzati e in divisa, per confondere loro le idee.

      Chiediamoci dove stavano quelli che adesso vorrebbero che tutti insorgessero a comando, mentre venivano apprestate, con la dovuta cura, le trappole che hanno ridotto l’Europa a questo modo?

  • enricodiba

    La grecia è una grande sicilia, la minoranza parassita blocca ogni tipo di risveglio.
    Comunque finche non escono dall’euro e cacciano questi politici non hanno nessuna chance.

    • GiNoDue

      perchè non una piccola italia?

      • Ocram59

        Una piccola metâ Italia, lasci fuori l’Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte, le Marche, il Friuli, il Trentino AA, la Lombardia ed il Veneto

        • GiNoDue

          per quale motivo?

        • GiNoDue

          Quelli che negli ultimi 20 o piu anni hanno perso di più fottuti dai parassiti e derubati dalla Ue sono proprio le regioni da lei citate……

      • pincopallo

        enricodiba non è al corrente dei truffati dalle banche…con la complicità di consob banca d’italia e una “banda” (non musicale), vabbehhhh una gang !

      • enricodiba

        Perché per il momento l’italia ha ancora una buona base industriale manifatturiera e anche tecnologica.

  • lupodeicieli

    Osservano, alcuni greci, lamentandosi , di chi hanno mandato al potere: di sicuro si sono pentiti. Speriamo di non doverci pentire anche noi, la prossima primavera. Seppure dobbiamo considerare che chi poi comanda, parlamento a parte, è il burocrate statale, così come comandano i giudici e i vari tar, che stravolgono le leggi. Da osservare che, o sono molto distratto oppure mi pare che la Grecia non sia più di attualità nel panorama giornalistico e di indagine europeo: forse che fare confronti o parallelismi potrebbe turbare dibattiti e modificare e indurre chi ascolta a riflettere?

  • gix

    Non date la croce addosso ai greci, intesi come popolo, perché hanno molte giustificazioni più di noi per la loro presunta inedia. Quello greco è un popolo piccolo e frammentato, è stato per molto tempo ai margini della cosidetta crescita economica, che ha interessato pochi ricchi, e se oggi resiste ancora, è grazie alla sopravvivenza di molta piccola economia di sostentamento, commercio di cose di uso comune e un po’ di turismo. L’autore dice che c’è un 25% di ricconi che se ne frega e ancora gode, mi sembra un po’ troppo come parziale, ma tant’è; in ogni caso non è una divisione sociale molto diversa da quella che si sta tentando di consolidare qui da noi. Se continueremo a dormire come abbiamo fatto finora, a non partecipare alla gestione del paese e a lasciare che il nostro 25% se la spassi senza controllo, la fine non sarà troppo diversa da quella dei greci