LA NUOVA ANORMALITÀ: L’ASCESA DELLO STATO DI SICUREZZA BIOMEDICA

Dr. Joseph Mercola

articles.mercola.com

LA STORIA IN BREVE

• Nel suo libro “The New Abnormal: The Rise of the Biomedical Security State“, il Dr. Aaron Kheriaty descrive in dettaglio come la pandemia COVID abbia spianato la strada all’attuazione di un governo mondiale totalitario in cui i diritti umani e le libertà non esisteranno più.

• 30 settembre 2022, il governatore della California Gavin Newsom aveva firmato il disegno di legge dell’Assemblea della California 2098, che è entrato in vigore il 1° gennaio 2023. Proibisce ai medici di fornire trattamenti o consigli per la COVID-19 che includano informazioni false e/o contraddicano “l’attuale consenso” e/o siano “contrari allo standard di cura”. Un medico scoperto a violare questa legge è colpevole di “condotta non professionale” e può subire azioni disciplinari, inclusa la revoca della sua licenza medica.

• Insieme ad altri quattro medici che lavorano in California – Tracy Hoeg, Ram Duriseti, Pete Mazolewski e Azadeh Khatibi – Kheriaty ha intentato una causa contro Newsom e altri funzionari, tra cui il presidente e i membri del Medical Board of California, per bloccare questa legge.

• Un’altra causa, intentata da Children’s Health Defense (CHD), il Dr. LeTrinh Hoang e Physicians for Informed Consent, sta anche cercando di ottenere l’eliminazione dell’AB 2098. Il 7 dicembre 2022, gli avvocati del CHD hanno presentato una mozione per una ingiunzione preliminare, mentre l’iter giudiziario fa il suo percorso legale. Il 26 gennaio 2023, il giudice distrettuale senior degli Stati Uniti William Shubb ha dato parere favorevole all’ingiunzione preliminare di CHD.

• Kheriaty è anche querelante nel caso Missouri v. Biden, presentato dai procuratori generali del Missouri e della Louisiana, in cui sostengono che l’amministrazione Biden sia collusa con Big Tech per attuare un’azione di censura illegale nei confronti degli Americani. Anche il dottor Jay Bhattacharya e Martin Kulldorff, Ph.D., – due estensori della Dichiarazione di Great Barrington e tra i primi a criticare i lockdown e la chiusura delle scuole – si sono uniti alla denuncia.

Nel video alla fine dell’articolo, intervisto il Dr. Aaron Kheriaty, autore di “The New Abnormal: The Rise of the Biomedical Security State“. Kheriaty è medico e psichiatra e ha lavorato come professore presso la School of Medicine dell’Università della California Irvine per 15 anni prima di essere licenziato per le sue obiezioni alle vaccinazioni COVID obbligatorie.

Dirige anche il Bioethics and American Democracy Program presso l’Ethics and Public Policy Center ed è senior scholar e membro del Brownstone Institute.

“In qualità di direttore del programma etico e presidente della comunità etica, sono stato coinvolto praticamente in tutta la stesura della politica sulla pandemia, fino all’obbligo vaccinale”, afferma Kheriaty.

“La nostra commissione presso l’Ufficio del Presidente aveva elaborato la politica diera triage con ventilazione forzata, la politica di assegnazione dei vaccini. Ma, quando si era trattato della vaccinazione obbligatoria, questa è stata imposta dall’alto e non c’ era stato alcun dibattito. La nostra commissione non era stata coinvolta nella stesura politica.

Ero molto preoccupato per la mancanza di discussioni e dibattiti aperti. A causa di tutte le politiche delicate che avevamo sviluppato durante la pandemia, avevo pensato che questa [obbligatorietà] sarebbe stata la più eticamente controversa, problematica e la più stressante per il pubblico

Quindi, ero perplesso dal fatto che non ne avessimo davvero parlato. L’anno scorso avevo pubblicato un pezzo sul Wall Street Journal, in cui sostenevo che gli obblighi vaccinali non sono etici in base al principio del consenso informato, che insegno a tutti gli studenti di medicina ogni anno.

Questo è il principio secondo cui un adulto sano di mente ha il diritto di decidere quali farmaci o interventi accettare o rifiutare, e ha anche il diritto di prendere questa decisione per conto dei propri figli che non sono ancora abbastanza grandi per un proprio consenso.

Temevo fortemente che con l’obbligo vaccinale stessero semplicemente gettando in mare questo principio con il pretesto di “Siamo in emergenza e quindi le regole normali non si applicano”. Penso che è proprio in tempo di guerra e di crisi che è importante restare fermi e aggrapparci ai nostri principi etici, perché quelli sono i momenti in cui siamo più tentati di abbandonarli. E quando lo si fa, spesso può essere un invito al disastro”.

I medici sono stati costretti a non certificare esenzioni mediche

Nonostante una serie di tentativi, l’università aveva rifiutato di impegnarsi in un dibattito, accettando invece la politica dell’obbligo della vaccinazione COVID. Quando gli studenti avevano iniziato a sentirsi costretti, molti si erano rivolti a lui per chiedere aiuto. Dicevano cose del tipo: “Non sono una persona religiosa, quindi, in coscienza, sarebbe disonesta l’intenzione di chiedere l’esenzione per tale ragione, ma ho altre preoccupazioni morali o etiche riguardo a questo vaccino”.

Altri non erano stati in grado di ottenere un’adeguata esenzione medica. Questo perché il California Medical Board aveva inviato una lettera minacciando di revocare il permesso di esercitare a qualsiasi medico che avesse richiesto “esenzioni non appropriate”. Ovviamente non avevano mai definito cosa fosse appropriato o inappropriato, ma questo aveva avuto l’effetto desiderato. I medici erano stati incredibilmente riluttanti a scrivere esenzioni mediche per timore delle conseguenze.

“Ricordo un mio paziente, un giovane che era andato dal suo reumatologo e questo medico gli aveva detto: ‘Data la tua malattia autoimmune, dopo quello che ho visto finora dai dati sui vaccini, ti consiglio di non vaccinarti perché penso che tu sia giovane e per il resto sano. Non sei ad alto rischio di COVID, ma il vaccino potrebbe esacerbare la tua patologia autoimmune’.

Il paziente aveva risposto: ‘OK, può scrivermi un’esenzione visto che dove lavoro la vaccinazione è obbligatoria?’ Lo stesso medico che aveva appena sconsigliato il vaccino gli aveva risposto: “No, mi dispiace, non posso farlo perché potrei perdere la mia licenza medica”. Quindi questa è stata, a mio avviso, la situazione intollerabile in cui ci siamo trovati nel 2021.

Non riuscivo proprio a immaginare come cercare di insegnare il principio del consenso informato, cosa che faccio nella seconda lezione, o di parlare con gli studenti di integrità e coraggio morale, del dover fare la cosa giusta, anche se si è in fondo alla scala gerarchica ospedaliera come studente di medicina.

Non potevo immaginare di poter dire queste cose se avessi visto qualcosa che veniva imposta sapendo che era sbagliata, che stava danneggiando le persone. Ho potuto vedere i miei colleghi, gli infermieri e altri ottimi professionisti dell’ospedale licenziati, con il terrore di perdere il posto di lavoro a causa di questo [obbligo]. Se non avessi reagito e non avessi fatto qualcosa, non credo che mi sarei sentito con la coscienza pulita”.

Kheriaty era stato licenziato dopo una causa legale

Kheriaty aveva finito per intentare una causa presso il tribunale federale, contestando l’obbligo vaccinale. Aveva preso le parti di persone con immunità naturale perché, strategicamente, pensava che fosse un argomento legalmente fondato. L’università aveva risposto mettendolo prima in congedo per indagini [*], seguito da una sospensione non retribuita. Due mesi dopo che aveva intentato la causa, lo avevano licenziato. Kheriaty ha finito per aprire uno studio privato e finora se l’è cavata bene.

Sono stato in grado di provvedere alla mia famiglia e di tornare quasi al punto in cui ero agli inizi in termini di guadagni. Ma è praticamente come vivere alla giornata. Non so come andranno le cose tra un anno o due. Non sono più un dipendente, ma sono riuscito a mettere insieme varie fonti di sostegno, compreso il libro che ho scritto…

Sono stato in grado di riprendere il mio lavoro come clinico. Posso vedere i miei pazienti nel mio studio privato. Sono in grado di fare le mie ricerche, scrivere e dire quel che penso. L’Ethics and Public Policy Center a Washington, DC, il Brownstone Institute e lo Zephyr Institute mi hanno offerto un po’ di supporto per continuare a lavorare.

L’unica cosa che non sono stato davvero in grado di riavere, almeno non allo stesso modo, è l’insegnamento e la supervisione sugli studenti e sugli specializzandi di medicina, che mi piaceva così tanto… È stato difficile allontanarmene, ma quando lo racconto, altre persone mi dicono: ‘Sì, ma ora stai insegnando, stai solo insegnando su una scala diversa e forse anche più grande’, perché il mio caso ha ricevuto un po’ di notorietà.

Il mio profilo sui social media si è espanso e quest’anno mi sono state offerte molte opportunità di parlare in podcast ad un pubblico più vasto, di partecipare a conferenze e ho incontrato persone straordinarie nel movimento per la libertà in medicina. Quindi ho nuovi colleghi e nuovi amici, persone davvero straordinarie e meravigliose di cui sento il forte legame e la solidarietà, perché stiamo tutti cercando di tirare il carro nella stessa direzione.

Siamo tutti preoccupati per quello che è successo alla scienza e alla medicina durante la pandemia, o dovrei dire quanto è successo negli ultimi decenni e che si è poi manifestato in pieno durante la pandemia.

Quindi, è stato emozionante farne parte, poter testimoniare al Senato degli Stati Uniti, al Senato della California, essere coinvolto in altri casi legali che hanno a che fare con il diritto alla libertà di parola dei medici e il preservare l’integrità del rapporto medico-paziente, in modo che le intrusioni governative esterne non lo compromettano.

Il lavoro che ho svolto quest’anno è stato incredibilmente gratificante e ne sono grato, quindi non ho rimpianti. E anche senza tutte queste cose, non c’è niente di meglio che svegliarsi la mattina con la coscienza pulita, sapendo di aver cercato di fare la cosa giusta senza aver tradito per soldi le proprie convinzioni”.

Preservare la libertà di parola per i medici

Uno dei casi legali in cui Kheriaty è stato coinvolto è il tentativo di bloccare l’entrata in vigore di una nuova legge della California. Il 30 settembre 2022, il governatore della California Gavin Newsom aveva firmato il California Assembly Bill 2098, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2023.
L’AB 2098 proibisce ai medici di dare ai pazienti cure o consigli riguardo alla COVID-19 quando tale trattamento o consiglio includa informazioni false e/o contraddica il “consenso scientifico contemporaneo” e/o sia “contrario allo standard della cura”.

Un medico scoperto a violare questa legge è colpevole di “condotta non professionale” e può essere sottoposto ad azioni disciplinari, inclusa la revoca della sua licenza medica. Come notato da Kheriaty:

“Questo, a mio avviso, mina ovviamente l’elemento centrale, quello che dovrebbe deve essere il fulcro della medicina, ovvero la fiducia che il paziente ha nel proprio medico…

Non conosco nessuno che vorrebbe porre una domanda al proprio medico … e non sentirsi dare una risposta onesta basata sulla sua esperienza medica e sullo studio dei testi scientifici. Un medico che non può dire quello che pensa non è un medico di cui ci si possa fidare”.

Perciò, insieme ad altri quattro medici della California – Tracy Hoeg, Ram Duriseti, Pete Mazolewski e Azadeh Khatibi – Kheriaty ha intentato una causa contro Newsom e altri funzionari, tra cui il presidente e i membri del Medical Board of California, per bloccare questa legge [1].

“Sono convinto che tutti vogliano che il loro medico sia in grado di dire ciò che crede… e non si limiti solo a leggere dalla sceneggiatura impostagli dal governo”, dice Kheriaty.

“Quindi, questa causa contesta questa legge ingiusta davanti al tribunale federale, sempre sulla base di un’affermazione costituzionale secondo cui n. 1, viola i diritti della libertà di parola del medico e, n. 2, è anche una violazione del 14° Emendamento sui pari diritti di protezione dei medici…

Abbiamo un diritto costituzionale, stabilito dall’interpretazione della corte del 14° Emendamento, e cioè quello di avere leggi sufficientemente chiare, in modo che una persona possa sapere se sta violando o meno la legge, in modo da non avere sempre questa continua incertezza che porta domande del tipo: ‘Sto facendo bene o no’? Quindi, sono cautamente ottimista sul fatto che il tribunale ci darà ragione”.

Il giudice federale concede un’ingiunzione preliminare

Anche un’altra causa, intentata da Children’s Health Defense (CHD), dal Dr. LeTrinh Hoang e da Physicians for Informed Consent, sta cercando di far annullare la legge. Il 7 dicembre 2022, gli avvocati di CHD hanno presentato una mozione per una ingiunzione preliminare mentre l’iter giudiziario fa il suo percorso legale. [2].

Il 26 gennaio 2023, il giudice distrettuale senior degli Stati Uniti William Shubb ha dato parere favorevole all’ingiunzione preliminare di CHD [3, 4]. Secondo Shubb, gli imputati non avevano fornito la prova che il “consenso scientifico” avesse un “significato tecnico stabilito” e che la legge non fornisse “nessuna chiarezza” sul significato della parola “disinformazione”. Come notato da Shubb [5]:

“Per cominciare, chi determina se c’è un consenso? Se esiste un consenso, tra chi deve esistere il consenso (ad esempio medici praticanti, o organizzazioni professionali, o ricercatori medici, o funzionari della pubblica sanità, o forse una loro combinazione)?

In quale area geografica deve esistere il consenso (California, o Stati Uniti, o il mondo)? Quale livello di accordo costituisce un consenso (forse una pluralità, o una maggioranza, o una super-maggioranza)? Da quanto tempo deve essersi stabilito il consenso per essere considerato “contemporaneo”?

E quale fonte o fonti dovrebbero consultare i medici per determinare qual’è il consenso in un dato momento (forse articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria, linee guida cliniche di organizzazioni professionali o raccomandazioni sulla salute pubblica?).

Lo statuto non fornisce alcun mezzo per comprendere cosa si riferisca al ‘consenso scientifico’… Poiché il termine “consenso scientifico” è così mal definito, i querelanti medici non sono in grado di determinare se la loro condotta prevista contraddice il consenso scientifico e, di conseguenza, “ciò che è proibito dalla legge’ …

Gli statuti vaghi sono particolarmente discutibili quando “coinvolgono aree sensibili delle libertà del Primo Emendamento” perché “operano per inibire l’esercizio di tali libertà”.

Come riportato da CHD [6]:

“La sentenza del giudice Shubb impedisce l’applicazione dell’AB 2098 in attesa della risoluzione della causa. Secondo il responsabile del gruppo di avvocati, Rick Jaffe, ‘il giudice Shubb ha esaminato la legge e ha stabilito correttamente che la disinformazione sulla COVID era incostituzionalmente vaga, in gran parte perché i querelanti in entrambi i casi hanno mostrato che non esiste un “consenso scientifico attuale”, data la rapida evoluzione della pandemia’.

“Il caso ora procederà su due binari”, ha detto Jaffe, aggiungendo: “Le parti continueranno a discutere la causa davanti al giudice Shubb e presenteremo una mozione per un rito abbreviato in un futuro non troppo lontano”.

Ma poiché abbiamo vinto, e poiché un giudice del distretto centrale della California aveva negato un ricorso simile all’AB 2098, il procuratore generale farà sicuramente appello e sosterrà che il giudice del distretto centrale aveva ragione. Quindi, aspettiamoci ancora molte novità”.

Kheriaty fa causa anche alla Casa Bianca

Kheriaty è anche un querelante nel caso Missouri v. Biden, presentato dai procuratori generali del Missouri e della Louisiana, caso in cui sostengono che l’amministrazione Biden è collusa con Big Tech per censurare illegalmente gli Americani. Anche il dottor Jay Bhattacharya e Martin Kulldorff, Ph.D., – due estensori della Dichiarazione di Great Barrington e tra i primi a criticare i lockdown e la chiusura delle scuole – si sono uniti alla denuncia.

“C’è stata molta attenzione nelle ultime settimane sui file di Twitter, infatti stiamo guardando dietro il sipario di quella società di social media e vedendo, ad esempio, una relazione con l’FBI, dove l’FBI sta sostanzialmente dicendo a Twitter cosa fare e cosa censurare e quali account chiudere”, dice Kheriaty.

“Probabilmente, le società di social media possono farlo in quanto entità private… ma, indiscutibilmente, nessuno dubita che il governo federale non possa censurare gli Americani. Questa è una chiara violazione del Primo Emendamento sulla libertà di parola. E il governo federale non può… fare pressione su altre entità affinché eseguano i suoi ordini, come se fossero il lungo braccio del suo regime di censura.

Speriamo, prima di tutto, di scoprire esattamente cosa è successo con questa collusione, e i documenti che abbiamo finora scoperto in questo caso hanno chiaramente dimostrato che non solo sono accaduti, ma lo sono su una scala più ampia di quanto sospettavamo quando avevamo intentato la causa per la prima volta. Almeno 17 diverse agenzie federali sono state coinvolte in questo regime di censura.

Quindi penso che quel caso riceverà una crescente attenzione nel nuovo anno man mano che la causa procederà e man mano che sempre più informazioni su quanto è accaduto verranno rivelate da altri giornalisti investigativi…”

Durante la sua deposizione per questo caso, il dottor Anthony Fauci, ex direttore del National Institutes of Allergy and Infectious Diseases, ha avuto quelli che Kheriaty chiama “vuoti di memoria assolutamente implausibili”. Ha risposto “non lo so” 174 volte. “Se dovesse essere onesto… probabilmente è preoccupato di poter essere coinvolto in modo problematico”, dice Kheriaty.

La propaganda nell’era della COVID

In precedenza avevo intervistato lo psicologo Mattias Desmet sul ruolo della manipolazione di massa nella capacità del governo di violare i nostri diritti umani e le nostre libertà. Kheriaty concorda sul fatto che il meccanismo di manipolazione di massa è stato parte del problema, ma non è l’unico.

“Non credo che la manipolazione di massa sia l’unico meccanismo in termini di spiegazione della nostra risposta alla COVID. Oltre a quella teoria, che ho citato nel mio libro, dò uno sguardo all’uso più deliberato della paura attraverso la propaganda.

E, attraverso altri meccanismi di coercizione sottili e non così sottili che operavano durante la pandemia – [penso] agli incentivi finanziari e alle dinamiche di potere che aiutano anche a spiegare cosa ci è successo e perché così tante persone sono state d’accordo.

Il controllo del flusso di informazioni è stato estremamente importante durante la pandemia. Penso che senza la collaborazione del governo con entità private in queste vaste imprese di censura, non avremmo adottato politiche come i lockdown e la chiusura delle scuole. Avremmo avuto molta più opposizione di quanto abbiamo visto a certe politiche, come gli obblighi vaccinali.

Quando rinchiudi le persone in casa e restano isolate dietro uno schermo, costrette ad interagire tra loro solo attraverso questo mezzo, non possono avere conversazioni schiette faccia a faccia come al distributore di acqua in ufficio, sei quindi in grado di controllare il flusso delle informazioni che arrivano a loro tramite il controllo dei social media e dei media mainstream.

E poi [quando] impieghi tecniche di propaganda di alto livello molto sofisticate – le tecniche di propaganda da tempo di guerra – e utilizzi deliberatamente la paura come meccanismo di controllo, allora crei le condizioni in cui le persone seguono politiche manifestamente ingiuste, e non solo non ne sono turbate, ma, in realtà, credono che il loro comportamento sia corretto.

Queste cose sono inquadrate come doveri di un buon cittadino. E le persone che sfidano queste politiche vengono immediatamente bollate con: “Ti interessano solo i soldi”. Non ti importa di uccidere la nonnina,’ questo genere di cose.

Questo desiderio di essere una brava persona, questo desiderio di essere considerati tra i virtuosi perché si è fatto quello che ci è stato detto di fare e quello che sembra che tutti gli altri vogliano fare o che viene detto loro di fare, questo è un tonico molto potente, che ha dimostrato di essere molto efficace negli ultimi tre anni”.

Perché dobbiamo capire il quadro generale

23 ottobre 2022, Gates, Johns Hopkins e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno ospitato insieme un’altra simulazione a tavolino soprannominata “Catastrophic Contagion“, che ha riguardato un nuova patologia chiamata “sindrome respiratoria da enterovirus grave, epidemia 2025” (SEERS-25), che colpisce principalmente bambini e adolescenti.

Quando gli viene chiesto se, secondo lui, la COVID-19 era stata una sorta di messa a punto di un processo che la cabala globalista intendeva implementare in futuro durante un’altra pandemia, risponde così:

“Il vaiolo delle scimmie non ha mai preso piede come prossima crisi ma, sì, penso che abbiamo adottato un nuovo modello di governance e questo è ciò che sostengo in “The New Abnormal” – che anche se molte di queste politiche individuali sono state revocate, alcune delle politiche problematiche che abbiamo menzionato, l’intera infrastruttura per i lockdown, la sorveglianza digitale tramite la tecnologia dei passaporti vaccinali e con la tecnologia di tracciabilità digitale, tutta questa infrastruttura verrà attuata.

È ancora in piedi e sta solo aspettando la prossima dichiarazione di crisi di salute pubblica. Questo nuovo modello di governance comporta un livello di controllo senza precedenti sulla vita delle persone, i loro movimenti, i loro discorsi, la loro libertà di associazione, e richiede che passiamo da una crisi dichiarata all’altra per mantenere questo stato di emergenza, in modo che alcune persone possano mantenere il potere… e continuare fino a raggiungere i propri obiettivi.

Nel capitolo 3 del libro, parlo dei prossimi passi nel lancio di quello che chiamo un paradigma di biosicurezza o sicurezza biomedica: cose come gli ID digitali legati a dati biometrici, come la scansione dell’iride, l’ID del viso, l’impronta digitale; infine, dati da dispositivi indossabili o impiantabili nelle parti vitali dell’organismo per conoscere lo stato di salute o lo stato emotivo, momento per momento.

Le valute digitali della banca centrale (CBDC) saranno il braccio finanziario di quell’apparato di monitoraggio, sorveglianza e controllo, quindi verrà dichiarata un’altra crisi di salute pubblica. Vedrete il tentativo di riformulare altre questioni, dal razzismo al cambiamento climatico, come problemi di salute pubblica.

Le persone in posizioni di potere hanno lanciato proposte serie per attuare lockdown continui per affrontare la crisi climatica, ad esempio, o la crisi energetica in Europa, quindi qualcosa vedremo.

Che si tratti di un virus informatico o di un enterovirus, un microbo gastrointestinale che ha un impatto sproporzionato sui bambini – perché i bambini sono stati in gran parte risparmiati dalla COVID e non abbastanza genitori hanno vaccinato i loro figli agli occhi delle élite con la fissazione della biosicurezza – non lo so.

Non so esattamente quale sarà il problema, ma ci sarà un’altra crisi dichiarata di salute pubblica, nei prossimi due o tre anni, con tentativi non solo di rilanciare le politiche e i meccanismi di controllo dell’era COVID , ma per far avanzare ulteriori pezzi in quel regime. Su questo non ho assolutamente dubbi.

Uno dei motivi per cui ho scritto il libro… [è stato] guardare al futuro e chiedermi: “OK, in che modo questo apparato, questo apparato di sicurezza biomedica verrà dispiegato nel tempo e quali saranno i prossimi passi in questo processo?’

[Lo chiedo] in modo che possiamo renderci conto che, se non iniziamo a difendere certe libertà, se non tracciamo dei confini e diciamo: “Questi sono diritti a cui non si dovrà mai rinunciare, nemmeno durante un’emergenza o una dichiarazione di crisi’, se non iniziamo a farlo e se non siamo consapevoli di quali saranno i prossimi passi di questo processo e di come ci saranno venduti, allora ci troveremo ancora una volta tutti colti alla sprovvista.

In una crisi in cui regnano paura e incertezza, non saremo in grado di pensare con chiarezza. Perderemo di nuovo la testa e tra un anno o due o tre ci sveglieremo e ci chiederemo: ‘Come siamo arrivati a questo punto?

Cosa ci è successo?, e non voglio che questo accada di nuovo. Abbiamo già rinunciato abbastanza alle nostre libertà, abbiamo già sopportato gli enormi danni collaterali delle nostre disastrose politiche pandemiche e, a mio avviso, non siamo in grado di percorrere di nuovo quella strada tra qualche anno”.

Guardando avanti

Nell’epilogo del libro, intitolato “Seattle 2030”, Kheriaty immagina come potrebbe essere la vita tra sette anni, se non cambiamo rotta.

“Quello che faccio nella prima metà dell’epilogo è cercare di dare al lettore un’idea di come alcune di queste nuove tecnologie e misure verranno vendute al pubblico, quindi le prime due pagine dell’epilogo non sembrano distopiche…

È solo quando si arriva a metà che si inizia a capire: “OK, ci sono alcuni difetti nel sistema, e ci sono persone in questa società, sotto questo regime che non ne beneficiano, che sono escluse dal sistema di credito sociale e da altri meccanismi di controllo sociale e finanziario’.

Ci sono sicuramente problemi di salute che non vengono risolti con iniezioni di mRNA due volte l’anno, e che probabilmente vengono esacerbati da questo modello che tratta gli esseri umani come se fossero hardware che necessita di aggiornamenti software sotto forma di terapie geniche.

Si spera che, alla fine dell’epilogo, il lettore si svegli e riconosca: “Oh, mio Dio, questo non è il tipo di società in cui voglio vivere. Questo non è certamente il tipo di società in cui voglio che i miei figli o i miei nipoti debbano crescere’.

Non ho inventato nessuna nuova tecnologia descritta nell’epilogo… [dico] ‘Tra qualche anno, se certe cose che sono già disponibili verranno adottate su larga scala e diffuse in modi particolari, a questo assomiglierà la tua vita. È questo il tipo di vita che vuoi avere?’

Quindi, è un tentativo di sintetizzare lo sguardo orientato al futuro del libro e aiutare le persone ad avere davvero una comprensione ferma e concreta di ciò che accadrà se non ci opporremo e resisteremo”.

C’è un modo per resistere all’implementazione delle CBDC?

Credo che l’implementazione delle CBDC sarà determinante nel prossimo schema di controllo, perché una volta che la cabala globalista avrà accesso diretto ai vostri soldi, diventerete molto più facili da controllare. E, per come stanno le cose in questo momento, le CBDC sono inevitabili. La domanda è: come possiamo uscire dal sistema?

“Questo è un problema davvero difficile ed è una domanda molto importante”, afferma Kheriaty. “Penso che dobbiamo apprendere come uscire dal sistema e sviluppare [delle alternative] che si tratti di un’economia parallela o di istituzioni mediche parallele che siano veramente indipendenti.

Dobbiamo farlo adesso e dobbiamo sviluppare queste cose presto, perché se accettiamo collettivamente gli ID digitali e le CBDC, la resistenza a quel sistema sarà quasi impossibile…

Penso che dobbiamo iniziare a pensare in piccolo e a livello locale e sviluppare comunità forti, che abbiano una comunicazione diretta faccia a faccia, interazione e sostegno reciproci e scambi. La valuta funziona grazie ad un accordo comune, secondo cui quando ti darò un certo pezzo di carta questo varrà qualcosa.

È un accordo reciproco che useremo per questo meccanismo di scambio, e questo meccanismo di misurazione del valore di mercato è il modo in cui la valuta diventa tale.

Quindi, [in quanto] collettivo [dobbiamo dire] ‘No, non saremo senza contanti’.Se come collettivo diciamo: “No, non trasformeremo tutte le nostre risorse in una valuta digitale controllata centralmente”, bloccheremo il processo per non farlo diventare l’impostazione predefinita o l’unico gioco in città.

Oltre a ciò, vorrei poter dire come si presenta la risposta e come saranno queste economie parallele. Non conosco la risposta a questo problema, e parte del motivo per cui non conosco la risposta è perché non è così che si sviluppano nuove soluzioni. Le nuove soluzioni non si sviluppano tra un paio di persone perspicaci o intelligenti che capiscono tutto. Pretendono la saggezza collettiva di molte persone che provano cose, alcune delle quali non funzioneranno e altre sì.Bisogna che le persone a livello locale si chiedano: “Quali sono i bisogni della popolazione qui vicino a casa?”che possono sembrare molto diversi dai bisogni di una popolazione in un altro ambiente o in un contesto diverso”.

Superato il punto di non ritorno, tutta la libertà sarà persa

Kheriaty continua spiegando perché uscire dal sistema di controllo – quando le CBDC saranno completamente implementate e la società sarà diventata senza contanti – sarà quasi impossibile:

“Le CBDC sono un’altra cosa rispetto alle valute digitali decentralizzate, come i Bitcoin. I federali stanno per emettere un dollaro digitale e se quella valuta digitale viene adottata fino al punto in cui saremo completamente senza contanti, allora ci troveremo in una situazione in cui potremo essere bloccati senza la capacità di impegnarci in transazioni finanziarie se non si rispetta o se non ci si comporta bene.

E, come spiego nel libro, se hai un dollaro digitale nel tuo portafoglio digitale, in realtà non è la stessa cosa di una banconota da un dollaro nel tuo vero portafoglio. Il motivo è che, diciamo che il governo ti conceda uno sconto fiscale di $ 1.000 in dollari digitali.Potrebbero persino addolcire l’accordo dicendo: “Ti daremo un assegno di $ 1.000 sul tuo conto bancario o ti daremo $ 1.200 in dollari digitali”, d’accordo?

‘Oh, va bene, prendo i dollari digitali. Questo è un gioco da ragazzi. Sono più soldi’. Bene, tra due o tre anni, una volta che saremo diventati senza contanti, quei dollari digitali potranno essere programmati con delle clausole associate.

In altre parole, il governo potrà dire: “Ecco il tuo rimborso fiscale, ma devi spendere questi $ 1.200 nei prossimi nove mesi, e se non lo farai, allora si dimezzeranno a $ 600”. E, se non li spendi nei prossimi sei mesi, scompariranno’.

Quindi quello che hai nel tuo portafoglio digitale in realtà non è denaro contante. I contanti non scompaiono. Non hanno una data di scadenza. Il governo potrebbe anche dire: “Devi spenderli per queste industrie privilegiate”.

Oppure, “Non puoi spenderli per queste industrie sfavorite”. Non puoi dare una donazione o un contributo per sostenere il podcast del Dr. McCullough perché è uno che diffonde disinformazione” oppure “devi spenderli in energia verde” o qualsiasi altra cosa.

Una volta collegati a un ID digitale, il governo sarà in grado di tracciare tutte le vostre transazioni finanziarie utilizzando questa valuta digitale. Sarà in grado di controllarvi e punirvi nei modi che ho descritto.

Se proverete a uscire da quel sistema, in pratica non sarete in grado di impegnarvi in transazioni finanziarie, o vi ritroverete in un’economia parallela che comporta il baratto di polli o qualcosa del genere – un tipo molto primitivo di transazioni economiche – perché tutte le banche e tutte le principali istituzioni della società in tutte le loro transazioni faranno affidamento su questo sistema digitale.

Quindi, una volta che il sistema sarà entrato in funzione, sarà molto difficile resistere perché un algoritmo in computer o un tizio che preme un bottone e, zac, non potrete più fare il pieno. Potrete più acquistare cose online a meno che non facciate la vostra iniezione di richiamo o tutto ciò che le autorità sanitarie pubbliche vi diranno di fare.

Quindi è un sistema di sorveglianza e controllo quasi totale che avrebbe fatto venire l’acquolina in bocca ai dittatori totalitari del passato. Hitler o Stalin potevano solo sognare questo livello di sorveglianza intrusiva e controllo minuzioso sui movimenti e sul comportamento delle popolazioni che stavano governando”.

Maggiori informazioni

Sono completamente d’accordo con l’idea di Kheriaty secondo cui è imperativo che le persone capiscano dove siamo diretti: che le misure COVID non erano solo risposte ad una data pandemia, ma erano servite a gettare le basi per un governo mondiale totalitario, dove i diritti umani e le libertà non esisteranno più.

Dr. Joseph Mercola

Fonte: articles.mercola.com
Link: https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2023/02/05/biomedical-security-state.aspx
05.02.2023
Scelto e tradotto da Oldhunter per comeconchisciotte.org
[*] Per congedo per indagini si intende un’assenza temporanea dalle normali mansioni lavorative allo scopo di condurre un’indagine per determinare se la condotta o la presunta condotta del dipendente sottoposto al provvedimento debba comportare un’azione disciplinare e/o la cessazione del rapporto di lavoro.
N.D.T.

Fonti e Referenze

Il Dr. Joseph Mercola è il fondatore di Mercola.com. Medico osteopata, autore di best-seller e pluripremiato nel campo della salute naturale, la sua visione principale è quella di cambiare il paradigma della salute moderna fornendo alle persone una risorsa preziosa per aiutarle a prendere il controllo della propria salute.

 

 

 

 

 

 

 

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