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La Globalizzazione è Povertà

DI RAUL ILARGI MEIJER

TheAutomaticEarth.com

 

I banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti  in questi ultimi dieci anni. Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere … chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberalismo e forse anche della tecnologia.

Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore. Alle persone in occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali.

Ma insieme al loro posto di lavoro nella produzione, è sparito anche tutto il loro way of life, il loro modello di vita. O, piuttosto, si è nascosto dietro un velo di debiti, tanto da non poter credibilmente negare che circa tre quarti degli americani hanno difficoltà a pagare le bollette. Cosa che sicuramente non succedeva dagli anni ’50 e ’60. In Europa occidentale questo è un po’ meno evidente, o forse è solo in ritardo, ma con il globalismo e il neoliberalismo, che sono ancora le religioni economiche dominanti, non ci sarà via d’uscita.

Che è successo? Beh, NOI non facciamo più le cose. Ecco tutto. Dobbiamo comprare da altri tutte le cose che ci servono. Sempre di più, e di conseguenza non abbiamo nemmeno le competenze per fare altre cose. Siamo diventati dipendenti per la nostra sopravvivenza, da nazioni che stanno dall’altra parte del pianeta. Dipendenti da nazioni che sono interessate solo a venderci le loro cose, se le possiamo pagare. Nazioni che vedono le richieste di salario interno salire e che – dovranno – farci pagare i loro prodotti a prezzi sempre più alti.

E  NOI non avremo altra scelta che pagare. Ma possiamo pagare solo con quello che possiamo prendere in prestito. Come nazioni, come imprese e come individui. Dobbiamo prendere in prestito perché, come nazioni, come società e come individui NOI non facciamo più le cose. È un circolo vizioso con cui la globalizzazione ci ha benedetto. E da cui – ci viene detto – potremo uscire solo se riusciremo a crescere ancora. Cosa che non possiamo fare, perché NOI non facciamo nulla.

Quindi ci affidiamo ai banchieri centrali per gestire la crisi. Perché ci viene detto che LORO sanno come gestirla. Non lo sanno. Ma fingono di saperlo. Però a leggere bene tra le righe, ammettono la loro ignoranza. A Janet Yellen, poche settimane fa, le è scappato di dire che non ha idea del motivo per cui l’inflazione è debole. Mario Draghi ha detto più o meno la stessa cosa. Perché non lo sanno? Perché conoscono solo i modelli attuali, che non vanno più bene, perché non si adattano. E i modelli sono tutti quelli che hanno.

Nel settore bancario centrale i modelli economici sono più importanti del buon senso. La Fed ha almeno un migliaio di Dottorati PhDs sotto contratto. Ma la Yellen, il loro capo, continua a sostenere che “forse” sono sbagliati i modelli che dicono che se cresce l’inflazione aumentano i salari. Non hanno idea del perché i salari non crescano. Perché i modelli dicono che invece dovrebbero crescre. Perché LORO hanno tutti un lavoro – i 1000 dottoroni ben pagati. E questo è tutto quello che hanno da dire. Dicono che il fatto che i salari non aumentano è un mistero.

Io dico che quelli per cui questo è un mistero non sono le persone giuste per fare il lavoro che fanno. Se si esportano milioni di posti di lavoro in Asia, si sposta anche il potere negoziale dei lavoratori e li si spingere a fare dei lavori di merda e senza nessun benefit, e allora c’è solo un risultato possibile. E questo risultato non include né inflazione, né crescita dei salari. L’unico risultato possibile, invece, è una erosione continua delle economie.

Il mantra globalista afferma che riempiremo lo spazio che perdono le nostre economie offrendo  posti di lavoro migliori, nel settore dei servizi e nel settore della conoscenza. Ma la realtà non segue il mantra. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro non sono sicuramente “migliori”. E mentre aspettiamo di vedere questi posti di lavoro migliori, salutiamo i clienti di Wal-Mart, vediamo che i robot cominciano a prendersi cura di quel poco che ci rimane della nostra capacità produttiva e i servizi pronta consegna eliminano dagli scaffali anche quello che restava nei nostri magazzini di mattoni e di calce. Sì, questo significa che stiamo perdendo anche i lavori “di minor qualità”.

Nel frattempo, i cinesi che ora fanno i nostri vecchi lavori, sono stati capaci di farli grazie ad una folle quantità di inquinamento prodotto. E come se non fosse abbastanza, recentemente, solo per mantenere in vita il loro nuovo magico paradiso produttivo, sono stati costretti a prendere in prestito tanto quanto abbiamo preso in prestito noi – a livello statale, a livello di governo locale e ora anche a livello individuale.

In Cina, le funzioni del credito sono come gli oppiacei in America. Milioni di persone che non erano mai entrate in contatto con le cose – e avrebbero continuato a viver bene anche se non ci fossero mai entrate in contatto – ora sono state agganciate. Ma sono stati agganciati anche i governi locali, che hanno creato un sistema bancario ombra che minaccerà presto Pechino, ma per i cittadini, questo, è un fenomeno relativamente nuovo.

E si vede gente che dice cose come: “se non compri un appartamento oggi, non te lo potrai mai più permettere” oppure … ” una persona senza un appartamento non ha futuro a Shenzhen”. Sappiamo tutti che è sbagliato, ma i cinesi sono gente che ha visto solo che i prezzi dei beni salgono e che non ha mai pensato che esistono delle città fantasma e che ha pochi altri modi per parcheggiare i soldi che si guadagna, grazie al lavoro importato dagli Stati Uniti e dall’Europa.

Pensano, senza avere mai dubbi, che i loro salari continueranno a crescere, proprio come il “valore” degli appartamenti. E’ gente che non ha mai visto i prezzi scendere. Ma se NOI dobbiamo prendere soldi in prestito per permetterci di comprare i prodotti che (i cinesi) fanno per ripagare i soldi che hanno preso in prestito per comprare i loro appartamenti, … allora siamo tutti in difficoltà, siamo tutti in mezzo ai guai.

E allora è la stessa globalizzazione ad essere in difficoltà. I beneficiari assoluti, i proprietari della globalizzazione saranno in mezzo ai guai. Anche se lo saranno non prima di essersi pappati la maggior parte dei frutti del nostro lavoro. Che cosa ci farete poi, con tutti i vostri miliardi quando il tipo di società che avevate conosciuto quando siete cresciuti, saranno state sradicate dal processo stesso che vi ha permesso di fare quei miliardi? Da qualche parte però, quei miliardi dovranno andare!

Se quei 1000 dottoroni vogliono studiare un nuovo modello, potrebbero cominciare da qui.

La globalizzazione provoca molti problemi. Il fatto che il lavoro scompaia dalle società – in modo che i cittadini di queste società possano però acquistare gli stessi prodotti per pochi centesimi di meno, se vengono in Cina – è un grande problema. Ma il problema principale della globalizzazione è quello finanziario: i soldi svaniscono continuamente dalle società, che devono indebitarsi sempre più per non regredire. La globalizzazione, come qualsiasi tipo di centralizzazione, fa questo: chiede soldi lontano, li chiede alle “periferie”.

Il modello di Wal-Mart, McDonald’s, Starbucks ha già portato via lavoro, negozi e soldi incalcolabili dalle nostre società, ma non abbiamo ancora visto nulla. L’avvento di Internet farà prendere gli steroidi a quel modello, ma perché bisogna lasciare che un gruppo di capitalisti- avventurieri di Silicon Valley gestisca certi affari, come Uber o Airbnb, anche nel posto in cui viviamo noi, quando noi potemmo farlo benissimo e utilizzare i profitti di questi affari per migliorare la nostra comunità, invece di lasciarla diventare più povera?

Vedo che nel Regno Unito, Jeremy Corbyn, ci aveva già pensato, e aveva fatto bene. La Gran Bretagna può diventare la prima grande vittima del lato oscuro della centralizzazione e, dopo essere uscita dall’organizzazione che l’appoggia – l’Unione europea – l’idea di Corbyn di creare una cooperativa locale per sostituire Uber è proprio il modo di pensare di cui avrà bisogno. Ma perché devi accentrare tanti soldi e tanta capacità produttiva e poi lasciare tutto nel posto in cui si vive? Non si riuscirà mai a correre abbastanza velocemente, e non si deve farlo.

Questo è il succo del dibattito sulla centralizzazione dell’Impero Romano. Anche se i Romani non spingevano mai le loro periferie a smettere di produrre i beni essenziali, però chiedevano di versare a Roma una parte. Il loro problema era che, verso la fine dell’Impero, la quota-parte che richiedevano – con la forza – divenne sempre più grande. Fino a che le periferie non si ribellarono – anche loro con forza -.

Il club delle Banche Centrali del mondo presto avrà delle nuove leadership. La Yellen potrebbe andar via, così come Kuroda in Giappone e Zhou in Cina; la BCE e Mario Draghi – della Goldman – cambieranno un po’ più tardi. Ma non c’è nessun segnale che le religioni economiche a cui aderiscono tutti, saranno sostituite,  così si andrà avanti con la centralizzazione, e se non dovesse funzionare, imporranno ancora più centralizzazione.

Come finiranno i giochi in questo processo è dolorosamente ovvio già dall’inizio. La centralizzazione alimenta forze centrali, siano esse governative, militari o commerciali, pagate con i frutti del lavoro delle popolazioni locali, delle periferie. Questo è un processo che, sempre ed inevitabilmente, andrà a sbattere contro un muro, perché sono troppi i frutti di quel lavoro che vengono tolti. Troppo è il peso di quei frutti che continuano a scorrere verso il centro, sia verso la Silicon Valley, sia verso Wall Street o sia verso Roma Antica. Non c’è nessuna differenza.

Ci sono cose che si possono tranquillamente centralizzare (come le trattative di pace), ma non si possono centralizzare beni essenziali come il cibo, la cassa, i trasporti, l’acqua, l’abbigliamento. Hanno un costo troppo alto a livello locale per essere centralizzati. Oppure tutti e ovunque finiremo per romperci l’osso del collo solo per sopravvivere.

E’ molto facile, forse perché nessuno ci fa caso.

 

RAUL ILARGI MEIJER

Fonte:   https://www.theautomaticearth.com

Link:    https://www.theautomaticearth.com/2017/10/globalization-is-poverty/

16.10.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • ton1957

    Si va bene…..e ma però la soluzione alla centralizzazione globalizzata qual’è ? ma soprattutto da chi dovrebbe arrivare ? ognuno pare avere la sua ricetta magica personale (quella che gli è più comoda) mentre l’uno per cento si muove compatto, il restante 99% viaggia in ordine sparso e spesso con astio per i suoi simili ed ammirazione per i suoi carnefici…………..c’è, in occidente, anche l’aggravante nel non capire la primaria importanza della produzione e degli operai/contadini, coordinati dagli imprenditori……..nessuno che vuole sporcarsi le mani, tutti vogliono fare gli “azzeccagarbugli” vivere a sbafo di chi produce e crea ricchezza….parassiti statali e locuste private che si raggruppano in associazioni professionali…le quali hanno come unico scopo di esistere il portare a casa più leggi o regolamenti possibili per le locuste associate…………dove passano le locuste non cresce più l’erba, la produzione locale muore e quella “cinese” prospera (almeno sinchè non si riproducono in modo abnorme, anche in Cina, le locuste private)

    • alboino

      ” …però la soluzione alla centralizzazione globalizzata qual’è ?” .
      E’ ogni soluzione che favorisca una ragionata e ragionevole autarchia, e una ragionata e ragionevole anarchia. Senza esagerare. Ma per SCEGLIERE a mente sana e in tempo utile soluzioni razionali in tal senso ci vorrebbe una fede che smuove le montagne. Il che è utopistico. Saremo magari costretti a ripieghi drastici, o catastrofici, e in caso di patatrac (sperando non sia quello atomico) si tornerà – dopo doloroso, epocale travaglio – all’unica alternativa per sopravvivere: una frantumazione feudale: un’anarchia spuria imposta dalla necessità.

  • Filippo Gregoretti

    Pensare che ciò che prima il potere faceva spostando immensi eserciti, oggi lo fa senza neanche uscire di casa, con Uber, AirB&B, Amazon, ecc. E noi felicemente schiavi 🙂 che spasso il Kali Yuga…

    • alboino

      ti rispondo le stesse cose che a ton1957. Saluti

      • Filippo Gregoretti

        non trovo la risposta 🙂 saluti a te

  • snypex

    Il male di tutti i mali è l’usura del sistema bancario a carico di chi lavora. Ed il mezzo di questa usura è e sarà sempre negativo, non potrà mai essere positivo…

  • DesEsseintes

    cito:

    “la centralizzazione alimenta le forze centrali”

    vedi che certi concetti iniziano a farsi strada

    solo che succede troppo lentamente

    comunque alla parola “centrale” ci sono arrivati

    Vediamo quanto ci mettono a capire che cosa implica

    • Holodoc

      Vero, ormai si sono appropriati anche i servizi.

      • DesEsseintes

        …e certo…dici beni e di conseguenza viene servizi…per forza…comunque è un altro passettino avanti…non dico di no…

        Poi…?

  • Grandepuffo

    Draghi: forze oscure tengono l’inflazione bassa, deve essere un Gombloddo
    della Conad, prezzi bassi e fissi…

  • Holodoc

    Analisi molto ben fatta.
    E mi pare giusto evidenziare il fattore centralizzazione, in cui noi italiani ormai siamo completamente inseriti e sottomessi, anche in ambito dei servizi pubblici.

    Un esempio: qui a Firenze hanno da poco introdotto il servizio di bike sharing MOBIKE, che è una azienda cinese. Io mi sono iscritto al servizio e per farlo ho pagato la caparra di €1 tramite la app… l’SMS della carta di credito mi ha risposto con: “disposto pagamento nei confronti di MOBIKE SINGAPORE”.

    Vi pare normale che un servizio autorizzato e patrocinato dal Comune di Firenze, ente pubblico che VIVE (TAR)TASSANDO I CITTADINI, appalti un servizio ad una azienda che si appoggia ad un PARADISO FISCALE per incassare il pagamento??? Quale onesta azienda italiana potrà mai farle concorrenza?

    Lo stesso si dica di AirBnB e Uber, dove il pagamento si effettua tramite la app e che quindi, pur essendo un servizio effettuato in Italia da italiani, finisce subito all’estero.
    E ovviamente queste aziende sono santificate e difese dai media… chi lo avrebbe mai detto…

    • Divoll79

      Follia pura.

  • Divoll79

    Il neoliberismo – la forma piu’ estrema del capitalismo – come tutte le cose sbagliate e negative, sega il ramo su cui siede. Infatti, in pochi anni (praticamente dalla fine dell’Urss, coincidenza??) ha portato noi e se stesso in un vicolo cieco, per uscire dal quale bisognera’ demolire questo sistema malato, disumano e completamente irrazionale. Esso non ha altre vie d’uscita se non una radicale rivoluzione.

  • GioCo

    La centralizzazione genera spreco in cambio di efficacia, in funzione speculare la decentralizzazione crea risparmio in cambio di efficienza. L’una dipende dall’altra ma per convivere in un sistema organico devo avere poca centralizzazione, cioè confini di tempo e di luogo ridotti al minimo indispensabile e tutto il resto possibile dominato dalla decentralizzazione. Dalla cellula di un corpo vivente alla biomassa del pianeta, ogni cosa vivente è gestita in questo modo e con questi rapporti … un motivo ci sarà, no? La meccanica rovescia i termini e rende appetibile l’abuso della centralizzazione come l’economia monetaria. Il tutto è funzionale alla concentrazione del potere nella mani di pochi: che ciò sia dettato da un atto volontario (il famoso piano dell’NWO a cui non credo e non aderisco) o che sia il frutto storico di semplice rapporto tra l’Uomo (leggasi “egoismo”) e il suo ambiente, è del tutto superfluo. Tanto il risultato non cambia.

  • Il trasferimento di ricchezze dal 99% della popolazione più povera all’1% della popolazione più ricca non avviene per caso, ma è opera dei banchieri centrali che sono ben consapevoli che i loro modelli sono sbagliati, ma seguitano ad applicarli perchè in realtà il loro obiettivo è la centralizzazione del potere nelle mani di pochi.
    Mi fa sorridere l’autore dell’articolo quando crede a chi ritiene un “mistero” il motivo per cui i salari non crescono … chi lo dice o è un incompetente o è in malafede ! Ed è stato messo lì appunto per mentire e far finta di non sapere che le politiche economiche sono fatte proprio per farli calare i salari.
    Le religioni economiche a cui aderiscono tutti sono fatte solo nell’interesse dell’1%, e fino a quando noi del 99% seguiteremo a lasciare nelle loro mani i nostri destini, seguiteranno a renderci sempre più schiavi.