La Germania ha fatto la sua scelta

Andrei Martyanov
smoothiex12.blogspot.com

Non più tardi di due giorni fa avevo scritto:

Quello che la maggior parte dei politici tedeschi non riesce a capire, ovviamente, è il fatto che la Russia non è legata alla Germania o all’Europa.

Bang! Ieri la Germania ha fatto la sua scelta.

I funzionari di Mosca, senza usare mezzi termini, hanno lanciato un ultimatum alla società madre di YouTube, Google, dicendo che il loro sito di streaming video potrebbe subire restrizioni dopo la cancellazione di due canali gestiti dal servizio in lingua tedesca di RT. Nella dichiarazione, rilasciata mercoledì mattina, il regolatore nazionale dei media russi, Roskomnadzor, “esige che tutte le restrizioni siano rimosse dai canali YouTube RT DE e Der Fehlende Part (DFP), gestiti dall’emittente RT, il più presto possibile.” Secondo le autorità, in caso contrario, si tratterebbe di una violazione della legge russa e, “per tali azioni, [anche] una risorsa internet può essere considerata responsabile di violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali” e può essere oggetto un avvertimento formale. “Nel caso in cui il proprietario della piattaforma non si conformi all’avvertimento, la legislazione ci permette di prendere le necessarie misure, tra cui il blocco totale o parziale dell’accesso ad essa,” ha aggiunto Roskomnadzor.

Non so con certezza se la Germania sia stata costretta, o meno, a farlo, ma propendo per la teoria che i nuovi poteri in arrivo in Germania l’abbiano fatto di propria iniziativa; non dimenticate inoltre che qualsiasi “sinistra” europea oggi è antirussa di default per tutta una serie di ragioni ideologiche e, quando, come in questo caso, vengono coinvolte l’ideologia atlantista e quella globalista, non ci si può aspettare un comportamento razionale da parte dei loro seguaci. Come ho già detto molte volte, le strade della Russia e dell’Occidente combinato stanno divergendo e questo processo è destinato ad accelerare. In un certo senso sono contento che la classe politica tedesca e i media tedeschi siano finalmente “usciti allo scoperto,” anche se in stile goebbelsiano, perchè questo rende molte cose assai più chiare.

Rostislav Ischenko oggi è uscito con un articolo del tipo “lasciatemi fare dei paralleli storici,” sul quale avrei tutta una serie di legittimi dubbi professionali, ma, descrivendo questo pasticcio tra Germania e RT e cercando di prevedere il possibile risultato, che sarà un ulteriore deterioramento delle relazioni, già quasi allo scontro aperto, conclude:

Anche la Russia, naturalmente, perderà nel caso di un aggravamento della situazione, e molto. Ma questo sarà solo uno spreco di denaro e di tempo – lo sviluppo rallenterà. Il panino dovrà essere mangiato non con il caviale nero, ma con quello rosso. L’Occidente, d’altra parte, ha una buona probabilità di provare sulla propria pelle cosa significhi la frase “gli sfolgoranti anni novanta” [gli anni del caos in Russia dopo la caduta dell’URSS N.D.T.]. Come dimostrano la pratica e l’esperienza, la guerra ibrida è ancora meno umana della guerra convenzionale. Sembra che non ci siano linee del fronte e che i Sonderkommando non commettano atrocità: i carri armati non rombano, non ci sono bombardamenti a tappeto, nessuno viene condotto a Babi Yar, ma in enormi territori decine di milioni di persone scompaiono, insieme all’economia e persino alla civiltà.

Non credo che a Berlino ci siano persone in grado di comprendere appieno ciò che hanno fatto, ma quando il Ministro degli Esteri russo usa un linguaggio come questo in una sua dichiarazione ufficiale:

La data del piano (non voglio arrivare a considerarlo una “Info-Barbarossa”) deve essere stata scelta con particolare cinismo, dato che il 28 settembre è la giornata internazionale per l’accesso universale all’informazione.

È decisamente minaccioso. Leggete l’intera dichiarazione (usate il traduttore) – non avevo mai sentito un simile tono da parte di un ministro degli esteri russo così riservato. Un anno fa, Lavrov aveva già spiegato senza mezzi termini all’UE e alla Germania gli interessi reali della Russia, quando, fondamentalmente, aveva detto alla Germania di fare le proprie scelte. Ricordiamolo:

Quelle persone in Occidente che sono responsabili della politica estera e non capiscono la necessità di una conversazione reciprocamente rispettabile – beh, dobbiamo semplicemente smettere per un po’ di comunicare con loro. Soprattutto perché Ursula von der Leyen afferma che la partnership geopolitica con l’attuale leadership della Russia è impossibile. Se questo è ciò che vogliono, così sia.

Ed è così che sarà ora. Ed è stato anche un raro momento di lucidità per la uscente Frau Kanzlerin, e potrebbe averle fatto capire una cosa di cui avevo scritto fin dall’inizio su questo blog, tra l’altro abbastanza di recente:

Voglio dire che Frau Kanzlerin comincia a sospettare che non si tratta della Russia o della “democrazia,” si tratta di divorare l’Europa Occidentale e di sacrificare la Germania sull’altare della disperazione dell’America facendole conservare l’illusione della propria egemonia, ancora per un po’, come prima vittima sacrificale. Il resto dell’Europa seguirà. Oggi l’ha capito, più o meno…

Questo è esattamente ciò che sta accadendo adesso e la Germania ha fatto la sua scelta. Naturalmente, Berlino ora nega il proprio ruolo nella chiusura di RT, ma sapendo chi sono le “élite” tedesche preferirei negoziare con i Talebani e credere alla loro buona fede, piuttosto che con qualsiasi politico occidentale. La mia impressione è che la prima a farne le spese sarà Deutsche Welle, che porta avanti la gloriosa eredità del dottor Goebbels, e penso che dovrebbe essere il primo a saltare. È un media disgustoso, saturo della più primitiva propaganda russofoba e, di nuovo, non voglio arrivare alle conclusioni che Ischenko trae nel suo articolo. Chi se ne frega di quali fossero gli interessi oggettivi della Germania quando, per molteplici ragioni e in diverse occasioni, aveva preso decisioni contro la Russia: che fosse Hitler, Wilhelm o la Merkel.

Ciò che conta è che quelle decisioni erano state prese e, come ammette lo stesso Ischenko, la Russia può vivere senza la Germania, ma non è vero il contrario, ed è una scelta della Germania. Siamo nel 2021, non nel 1914 o nel 1941. Come scrivo da anni, la Russia accoglierà i Tedeschi che vorranno trasferirsi in Russia. Dopo tutto, l’articolo di Ischenko si intitola “Il terzo errore fatale della Germania.” Non ci sono nuovi Bismark in Germania.

Ma, come ripeto da sempre: la Russia non è un ente di beneficenza e non lo diventerà tanto presto, soprattutto per coloro che, evidentemente, continuano a pensare di essere indispensabili per la Russia. Poteva essere così 20 anni fa, ma oggi siamo nel 2021, non nel 2001. Siemens ha imparato questa realtà nel modo più duro. In questa fase, la Russia ha molti pesci grossi da friggere e non sono in Europa. Oggi, di sicuro, questi due signori sembrano sinceramente soddisfatti.

Quale sia il significato dietro questo “incontro fruttuoso” lo scopriremo più tardi, indirettamente, ma la Turchia si avvicina alla Russia anche senza il solito spin mediatico. Erdogan è un politico scaltro e sa dov’è il futuro.

Andrei Martyanov

Fonte: smoothiex12.blogspot.com
Link: http://smoothiex12.blogspot.com/2021/09/drifting-apart.html
29.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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JA
Utente CDC
2 Ottobre 2021 12:52

Anche qui rifacendomi a Nietzsche che di tedeschi (e non solo) ne capiva qualcosa e all’esperienza presente e passata: tranne rari casi storici il germanico è un impolitico (ma ottimo funzionario) come dimostrò anche Hitler che fece unire l’acqua santa al diavolo pur di farlo fuori. Il suo punto debole che nemmeno Musolini riuscì a migliorare più di tanto.

AlbertoConti
Redazione CDC
2 Ottobre 2021 12:55

Pensavamo, noi italiani, di essere i campioni indiscussi dello sport nazionale, che non è il calcio ma l’automartellamento degli zebedei. E neanche per vendicarsi di una moglie infedele, ma per compiacere il nostro “alleato privilegiato”.
E invece no, il sadomaso è anche una perversione tedesca. La storia si ripete.

mingo
Utente CDC
2 Ottobre 2021 23:24

La Germania come l’Italia è una colonia USA (o stato vassallo se preferite) , anche se è molto più brava di noi a fare i suoi interessi specialmente “economici” , ma questo non vuol dire che quando il padrone comanda essi non ubbidiscano, lo fanno eccome ma cercano sempre se è possibile di mediare per non avere danni diretti al loro paese ,sempre se sia possibile ed in questo caso sembra di no.

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  mingo
3 Ottobre 2021 3:14

Esatto. Parlare di “Germania”, “Italia” o altro è una mera abitudine linguistica. Sono semplici vassali dell’impero. Lo è persino la Francia, che un tempo manteneva un minimo di autonomia. Le classi politiche europee nella loro totalità sono marce fradice, composte di loschi figuri selezionati fra gli elementi più nichilisti, corrotti e anti-nazionali. Basti pensare al duo Merkel-von der Leyen, o alla corte dei miracoli della politica italiana.

natascia
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
3 Ottobre 2021 5:19

La caduta di un’impero, permette nuove e inedite autonomie.

casalvento
Utente CDC
Risposta al commento di  natascia
3 Ottobre 2021 23:08

Occasione unica questo ritrarsi della tribù anglosassone nel Pacifico. Le tribù germaniche, slave e latine dovrebbero coagularsi e confederarsi, aprendo cautamente alla Russia. Ma non sarà possibile finquando gli europei occidentali rimarranno succubi della cultura americana e della relativa visione globalista.

Luca VFR
Utente CDC
3 Ottobre 2021 14:56

Che i crucchi siano cocciuti e testardi all’inverosimile è cosa risaputa. Blondet cita la I guerra mondiale quando Von Hindenburg, che poi sarà il presidente negli anni di Weimar, capo di stato maggiore tedesco andò dall’Imperatore Guglielomo II a dire che andava tutto benissimo salvo, due o tre settimane dopo andare a dirgli che “dovevamo trattare per la resa”. Mi immagino lo stupore dell’Imperatore ma è la solita dimostrazione della testardaggine tedesca E pensare che Ottone di Bismarck soleva dire che quando si vince una guerra alle trattative di pace ci si presenta come se la si fosse persa.

Ultimo aggiornamento 12 giorni fa effettuato da Luca VFR
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