Israele: la sconfitta di Dio

israele palestina

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Stiamo assistendo in queste ultime settimane a uno dei più terribili crimini dalla seconda Guerra Mondiale ad oggi: il genocidio di Gaza.

Le stragi, gli stermini e le uccisioni sono tutti eventi tragici che mostrano in maniera cruda la bestialità insita nell’essere umano; il conflitto nella Striscia di Gaza rappresenta, forse, il vertice di questa perversione per la sua disumanità lucida, premeditata e perseguita senza il minimo scrupolo. L’esercito israeliano ha bombardato incessantemente un’area chiusa senza nessuna possibilità di fuga dove, per colpire alcuni terroristi, hanno massacrato selettivamente quasi esclusivamente civili uccidendo migliaia di bambini! Questa è la manifestazione più sconvolgente del male assoluto; la violenza e la crudeltà perpetrate nei confronti di bambini innocenti non può avere giustificazione alcuna, neanche come reazione al precedente bombardamento di Hamas, parimenti un’azione criminale che, paradossalmente, ha rappresentato solo un inspiegabile atto provocatorio senza nessun fine strategico reale. In risposta, il governo israeliano ha distrutto intere aree della Striscia di Gaza; abitazioni, infrastrutture e ospedali sono state oggetto di costanti e indiscriminati bombardamenti con interruzioni continue della corrente elettrica e dell’acqua, che hanno costretto la popolazione a condizioni sotto i limiti minimi di sopravvivenza. Solo da poco e per poco tempo si è aperto uno spiraglio con una sorta di “cessate il fuoco” per permettere lo scambio di prigionieri e l’apertura di un canale umanitario internazionale.

Davanti a un evento devastante di tale portata abbiamo assistito a un fenomeno globale sconcertante: la totale assenza di umanità e senso di giustizia e indifferenza dei governi, in particolare quelli occidentali, delle istituzioni internazionali e di gran parte della società cosiddetta civile. Tutte queste entità sono oggi condizionate da poteri impersonali, apolidi e sovranazionali che ci hanno strumentalmente e ipocritamente scagliato contro la Russia per l’aggressione all’Ucraina, e non si pronunciano con nessun genere di condanna nei confronti di una ben più feroce aggressione a Gaza da parte di Israele; come sempre, due pesi e due misure. È palese che la politica strategica di quest’ultimo non è proteggersi da Hamas ma cercare di eliminare ogni presenza palestinese nei territori occupati spingendoli verso un esodo in Egitto o altri Paesi stranieri. Per il sionismo è indispensabile ricreare l’antico “regno” di Israele, una realtà solamente biblica che non risulta testimoniata da altri documenti storici né tantomeno dalle molteplici ricerche di archeologi ebrei che non sono riusciti a trovare la benchè minima traccia della sua esistenza (1). In questa ottica si può interpretare l’azione del 7 Ottobre di Hamas come il pretesto ideale per motivare, e giustificare, una reazione così forte e determinata di Israele e, visto anche che Hamas è una sua creazione, favorita a suo tempo per contrastare il potere dell’OLP di Arafat, è più che lecito ipotizzare un’operazione false-flag. Da notare, inoltre, le stridenti contraddizioni che vedono il capo di Hamas Ismail Haniyeh ricevere asilo politico dal Qatar permettendo di aprire il suo quartier generale nella capitale Doha, dove risiede anche la più grande base militare USA in Medio Oriente (2); tutto ciò non può che rafforzare la convinzione che nulla è come sembra.

I gravissimi fatti che si sono sviluppati in queste ultime settimane stanno portando ad una pericolosa escalation bellica che, vista l’attuale situazione geopolitica mondiale, corre il rischio di innescare tensioni sempre maggiori a livello internazionale. Il rischio di coinvolgimento di Paesi limitrofi, e conseguentemente delle potenze mondiali a cui sono legati, potrebbe scatenare un effetto domino di proporzioni apocalittiche coinvolgendo i Paesi dell’area mediterranea e non solo.

Si impone, a questo punto, un’analisi attenta e radicale sulla vera natura del conflitto israelo/palestinese. Senza entrare nel merito degli eventi storico/politici che hanno portato all’attuale situazione e delle responsabilità di entrambe le parti, è importante cercare di capire se esiste una possibile via di uscita per superare questo pericolosissimo conflitto. Pensare che possa essere risolto militarmente è un’irresponsabile illusione, se non pura follia, vista anche la ferma volontà di Israele di estendere il conflitto verso i Paesi vicini qualora offrissero supporto militare ad Hamas. Una escalation del genere sarebbe un prezzo troppo alto da accettare per la comunità internazionale che toglierebbe a Israele ogni tipo di consenso e di sostegno, visto anche l’alto rischio che tali eventi possano degenerare in una guerra globale; qualunque fosse l’esito, Israele avrebbe tutto da perdere, come immagine, sia sul piano politico che sul piano internazionale. Già oggi, appare fortemente compromessa per la risposta crudele e sproporzionata che sta attuando come reazione all’attacco di Hamas che, parimenti, è da annoverare fra gli eventi più crudeli e stupidi in quanto, dietro a tanta cieca violenza, non era strategicamente ipotizzabile alcun tipo di risultato utile alla causa del Popolo Palestinese.

Preso atto che un’azione bellica non può portare a nessun risultato positivo, per azzardare una possibile soluzione dovremmo evidenziare due aspetti, forse i più importanti: il primo riguarda lo storico conflitto ultra centenario fra gli abitanti della Palestina e gli “immigrati” ebrei che agli inizi del secolo scorso hanno intrapreso un vero e proprio esodo all’interno dei territori palestinesi; il secondo, forse più complesso ma non meno evidente, è la intromissione delle grandi potenze occidentali che sembrano alimentare questa crisi endemica in un panorama geopolitico delicatissimo quale è quello mediorientale, in particolare da parte degli Stati Uniti che vedono in Israele un avamposto strategico per i loro interessi in Medio Oriente e non solo. È bene ricordare che esiste negli USA un potentissimo movimento sionista forte addirittura di circa 70 milioni di….cristiani evangelici, che, uniti alle élites sioniste di origine ebraica, costituiscono un importante bacino elettorale capace di condizionare in modo decisivo la politica estera statunitense. Il sionismo è stato il motore che ha spinto i primi stanziamenti ebraici in Palestina all’inizio del XX secolo dove ricevettero una sorta di legittimazione nel 1917 con la Dichiarazione Balfour, dal nome del Ministro degli Esteri inglese di allora, con la quale l’Inghilterra si impegnava a sostenere la costituzione di un “focolare nazionale” per il popolo ebraico in Palestina. Questo trattato ambiguo, mal fatto e mal gestito, ha portato al conflitto perenne che da allora sta letteralmente martoriando le “due” popolazioni.

Quali prospettive possiamo ipotizzare per un futuro di pace? Sentiamo costantemente riproporre la retorica di due Popoli e due Stati; questa possibilità la possiamo ritenere ormai irrealizzabile visti i molteplici e capillari insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania e, in piccola parte, anche nella Striscia di Gaza; questi rappresentano la parte fondamentalista di Israele che ha come obiettivo l’acquisizione, de facto, di zone sempre più ampie di territorio palestinese con il fine ultimo, ormai sempre più evidente, di cacciare gli abitanti autoctoni fuori dai confini della loro terra. Per contro si aggiunge la parte radicalizzata, anche se minoritaria, della comunità palestinese che vorrebbe la sparizione di Israele. A questo punto non rimane che una sola possibilità: isolare le frange radicali da entrambe le fazioni e sostenere i due popoli verso la costruzione di un unico Stato dove possano convivere e cooperare garantendo un futuro di pace e benessere per tutti. Esattamente trent’anni fa si era raggiunto un importantissimo accordo di pace grazie alla mediazione di due grandi politici, Ytzhak Rabin e Yasser Arafat (3); si erano create tutte le condizioni per arrivare a una stabile situazione di convivenza fra i due Popoli ma il tutto è naufragato per l’ostracismo dei soliti radicali sionisti, fra cui, oggi, il Primo Ministro di Israele, Benjamin Netanyahu.

Come rendere possibile e attraente per entrambi i Popoli una risoluzione di questo tipo? Analizziamo i dati da un punto di vista macroeconomico per un piano operativo potenzialmente realizzabile.

Un primo importante dato di fatto, che costituisce un requisito fondamentale, è che i due Paesi usano già la stessa moneta: il NIS, New Israeli Shekel (4); già basterebbe questa condizione, cioè di una valuta gestita dal governo israeliano, per togliere al Popolo Palestinese ogni potere decisionale e politico. La moneta unica, però, implica il fatto che esistono già le basi strutturali per un’economia comune. Fatta questa premessa, si potrebbe ipotizzare un piano operativo che potremmo riassumere in questi passaggi fondamentali, considerando che la sua attuazione potrebbe dare l’avvio a un reale e potente processo di sviluppo, benessere e integrazione.

  1. Si concorda il “cessate il fuoco” con l’immediata convocazione di un tavolo per le trattative e con la programmazione successiva di un piano di ricostruzione e di cooperazione.
  2. Il governo di Israele si propone come finanziatore della ricostruzione nei Territori con nuove abitazioni, nuove infrastrutture e un programma di piena occupazione, con corsi di formazione per l’inserimento professionale dei giovani palestinesi su cui grava una disoccupazione giovanile che va dal 26% della Cisgiordania al 41% di Gaza (5). È importante sottolineare l’immensa forza lavoro che si potrebbe attivare e che potrebbe dare un potentissimo impulso alla ricostruzione e alla ripresa dell’economia; contemporaneamente la comunità palestinese avrebbe un immediato aumento del proprio benessere e della qualità di vita: buoni salari per tutti, benessere diffuso ed economia con il “turbo”.
  3. Inserimento nell’apparato amministrativo e politico di un numero adeguato di rappresentanti dei Territori Palestinesi.
  4. Accordo sulla libertà religiosa con rispetto e salvaguardia delle rispettive tradizioni e luoghi di culto. Questo obiettivo è praticabile; abbiamo esempi importanti nella stessa area mediorientale, primo fra tutti quello rappresentato dal Libano (6), ma anche all’interno dello stesso Israele abbiamo comunità ebraiche ortodosse che addirittura sostengono l’indipendenza della Palestina: una buona convivenza è possibile.

Con queste prospettive, Israele, a parere di chi scrive, nel giro di pochi anni potrebbe diventare una potenza economica, tecnologica e culturale di livello mondiale. Non dimentichiamo, inoltre, che Gerusalemme rappresenta l’origine dei tre culti monoteistici e, proprio per questa potente tradizione, è, di fatto, un patrimonio dell’umanità che va protetto e valorizzato come un tesoro inestimabile per il mondo intero. Questo è un ruolo importantissimo di cui Israele dovrebbe farsi promotore e garante nel rispetto e nella tutela dei più profondi e vitali valori spirituali delle tre Fedi.

Due sono i grandi problemi da superare. Il primo, di carattere economico e monetario e il secondo di carattere culturale/religioso. Le risorse finanziarie per un’operazione così imponente sono la base di partenza per un grande progetto di rinascita del Paese; come reperirle? Non è un problema, la Banca Centrale Israeliana, su mandato governativo, può finanziare qualsiasi entità di spesa all’interno della sua nazione. Ricordiamo che, secondo i principi macroeconomici, lo Stato dotato di una propria valuta ha il potere di finanziare, senza limiti, il lavoro dei suoi cittadini e imprese potenziando così il sistema produttivo, garanzia fondamentale di una veloce e stabile ripresa economica.

Alla luce di questa semplice ma “incredibile” affermazione, non è utopia pensare di attivare un processo virtuoso di sviluppo che porterebbe a un elevatissimo livello di benessere per tutta la popolazione, imparagonabile agli attuali standard. Per raggiungere questi obiettivi, diventa fondamentale superare ogni forma di discriminazione e attuare la massima cooperazione per sviluppare un progetto estremamente innovativo che porterebbe un benessere diffuso e di altissimo livello. Quale cittadino ebreo o palestinese si sentirebbe di rifiutare una tal prospettiva avendo come alternativa il rischio di essere annientato o ridotto a una vita di sofferenza ed emarginazione? Una convivenza responsabile e rispettosa delle reciproche tradizioni è possibile purchè si lasci alle spalle il fondamentalismo religioso e qualsiasi forma messianica o escatologica che rappresenta l’unico vero e ingiustificabile ostacolo alla pace. E proprio questo pare sia l’ostacolo più ostico da superare in quanto è lo strumento più potente e pervasivo su cui si poggia l’aggressiva politica sionista; depotenziare il dogmatismo religioso per delegittimare e smontare il presunto ruolo di “primogenitura” del Popolo di Israele sul resto dell’umanità credo sia diventato improcrastinabile: i sionisti si ritengono il “popolo eletto”, ma eletto da chi? Con questa pietosa e grottesca pretesa, poteri occulti (anche se ormai ben conosciuti) condizionano intere masse di persone che diventano, di fatto, inconsapevoli strumenti (e vittime loro stessi) dei loro deliranti piani di potere globale.

La religione ebraica, come le altre due religioni monoteiste, con le loro pretese dogmatiche, hanno fatto il loro tempo; come vediamo, invece di essere fonte e alimento di spiritualità, sono motivo di divisione e corruzione delle menti e delle anime dei Popoli e rappresentano, di fatto, il più forte strumento dell’esercizio del potere. È vitale e indispensabile, non solo per Israele e la Palestina, ma per l’intera umanità, un ritorno alla spiritualità, a valori di bene e giustizia che tornino a essere il necessario fondamento alla vita del singolo e della comunità, valori che, anche a detta di chi scrive, possono avere una reale valenza solo se legati a una Sorgente Trascendente che comunemente chiamiamo Dio. Ma “Dio nessuno l’ha mai visto” (Vangelo di Giovanni 1.18) e, quindi, nessuno può imporre il “suo Dio” come l’unico e vero. Le sue leggi sono state tramandate da uomini, forse ispirati, ma che non hanno nessuna rivelazione diretta da poter dimostrare. Allora riprendere un necessario percorso spirituale alla ricerca di Dio è vitale, necessario, ineludibile e in questo, le religioni possono tornare le vie da percorrere, ma come esperienza di ricerca condivisa e testimonianza di valori, cercando quella “Luce” che solo Dio ci può ispirare e nessun altro, tantomeno un semplice essere umano.

Abbiamo bisogno di ritrovare solidi riferimenti per salvare il futuro di un’umanità allo sbando, ormai preda di un materialismo nichilista privo di umanità e che presto verrà potenziato dal pensiero e dall’azione di un transumanesimo delirante, dove l’obiettivo finale è proprio la fine dell’Umano. È in questo più ampio contesto che dobbiamo cercare una chiave di lettura molto più profonda dei terribili eventi di Gaza; non c’è solo il destino di Israeliani e Palestinesi in gioco ma il destino dell’intera umanità: da una Pace in Israele potrebbe risorgere la Speranza, quella speranza senza la quale la vita perde ogni senso e dignità. Dio è morto in Israele ma Israele (ancora una volta?) lo può fare risorgere, e tutto il mondo glie ne sarebbe grato, in eterno.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Note:

(1) https://youtu.be/MEUiCZKOoxI?si=CoFlIVLz7geIphSW

(2) https://www.corriere.it/esteri/23_ottobre_26/qatar-doppio-gioco-dell-emirato-che-ricopre-dollari-hamas-ospita-base-militare-usa-b3ca8b7c-73f7-11ee-9f65-66f00d5f7a1b.shtml

(3) https://rsi.ch/s/1907248 Accordi di Oslo, la pace mancata

(4) https://www.smartweek.it/leconomia-e-una-moneta-incatenano-la-palestina-ad-israele/

(5) https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/06/palestina-i-pessimi-dati-sul-lavoro-effetto-di-covid-e-occupazione-e-i-giovani-pagano-di-piu/6580807/

(6) La popolazione libanese è estremamente variegata e comprende diversi gruppi confessionali. Lo Stato riconosce ufficialmente 18 confessioni: tra i musulmani i sunniti, gli sciiti duodecimani, ismailiti, alauiti e i drusi, tra i cristiani la Chiesa maronita, la Chiesa greco-ortodossa, la Chiesa greco-cattolica melchita, la Chiesa apostolica armena, la Chiesa armeno-cattolica, la Chiesa ortodossa siriaca, Chiesa cattolica sira, i protestanti, la Chiesa assira d'Oriente, la Chiesa cattolica caldea, la Chiesa ortodossa copta e la Chiesa latina e infine la comunità ebraica.

Commenti (62)

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    1. oliver 12 dicembre 2023

      .. e che dice la senatrice Seg.. ?

    1. oliver 12 dicembre 2023

      ..e apprendo or ora che i vigliacchi si sono astenuti dalla mozione del cessate il fuoco dell‘ ONU

    1. JHON 9 dicembre 2023

      E' un commento, con i titoli di coda, dopo aver letto e riletto i 45 commenti più o meno inerenti all' articolo, traggo le mie osservazioni. Ora più che mai, in questo periodo di tempo, gli uomini, indifferentemente dal loro sentire Spirituale, sentono la necessità di un intervento Extra-terrestre, Divinatorio, per tirarci fuori da questa melassa, costruita anche grazie, alla nostra vigliaccheria e alla nostra pavidità, e di essere parte di un mondo in cui ci sentivamo sicuri di vivere senza problemi, tanto era sicura la nostra consapevolezza sulle garanzie di vivere e abitare in Occidente. Ora, come Ebeti, assistiamo a scena muta davanti alle immagini terrificanti he quotidianamente ci arrivano da quelle terre, talmente impregnate da sangue Innocente, da mutarne perfino il colore. Quelle terre, guarda caso dove tre Religioni Monoteiste, si disputano un Dio a copertura delle loro nefandezze, o a coprire la loro pavidità. Quale Dio può permettere tutto questo, in nome delle nostre conoscenze in materia? Sono le stesse domande che si ponevano i prigionieri dei Lager o dei Gulag, guarda caso per ironia progenitori di coloro che usano questa carneficina nei confronti dei nuovi arrivati, non sul binario 21, ma stanziali del territorio, nativi puri.
      Il grande imbroglio è stato orchestrato ad arte dai soliti direttori delle elite che non voglio neanche nominare, con la penna data loro da Satana in persona, con inchiostro macerato nel sangue innocente.
      Se solo ci fosse ancora un barlume di Speranza, prima di finire di bere questo calice amaro, ci dovremmo inginocchiare tutti quanti nelle piazze e nelle vie di ogni luogo, in ogni angolo nascosto di questo nostro bellissimo Pianeta, e chiedere Perdono per la nostra cocciutaggine di non aver imparato nulla dalla Storia che puntualmente si ripresenta sempre più senza via d' uscita.

    2. mago 10 dicembre 2023

      Apprezzo il tuo animo aspettiamo possiamo fare solo quello oggi.

    3. JHON 10 dicembre 2023

      Aspettiamo la Fine ? Senza sparare neanche un colpo? Siamo oltre la frutta. Ciao Mago.

    4. mago 11 dicembre 2023

      dopo attenta e ponderata riflessione mi sono reso conto che ci vorrebbe una Bomba H e magari non si risolve il problema,con le mie risorse finanziarie non ci arrivo a comprarne una manco mezza...spariamo un bel Raudi o un miniciccio a San Silvestro...Buone Feste caro amico.

    1. ric 9 dicembre 2023

      ma vi aspettate qualcosa di diverso ?

      https://www.controinformazione.info/wp-content/uploads/2023/12/Bambini-piangono.jpg

      https://www.controinformazione.info/sentenza-di-morte-contro-la-popolazione-palestinese-a-gaza/

    2. Moderatore 10 dicembre 2023

      Il suo commento era finito in moderazione per via del doppio link, ric.
      Nel ringraziarla del contributo, le ricordiamo di non inserire più di un link per commento. Li separi e li inserisca in due commenti.

    3. ric 10 dicembre 2023

      ok grazie ..

    1. AlbertoConti 9 dicembre 2023

      "attacco di Hamas che, parimenti, è da annoverare fra gli eventi più crudeli e stupidi in quanto, dietro a tanta cieca violenza, non era strategicamente ipotizzabile alcun tipo di risultato utile alla causa del Popolo Palestinese."

      Altro che "risultato utile" ai palestinesi, questo è il risultato voluto e utile ai sionisti, o forse no, è anche la loro condanna a morte universale (per damnatio memoriae), come per i nazisti di Hitler, ai quali somigliano sempre più, tanto da far dubitare della presunta discontinuità della storia.

      Lo dissi fin dal 7 ottobre: hamas si è fatto carico di una responsabilità enorme a danno dei palestinesi. Aggiungo che tutti coloro i quali appoggiano in qualche modo questo modo di reagire, sono automaticamente corresponsabili dell'accaduto, che siano palestinesi o no. Ma allora come reagire alla violenza altrui? Non certo con la violenza fino a quando non si dispone di forze superiori. Che non sono solo forze fisiche, ma soprattutto morali.
      Quando arriverà puntuale come tutti gli anni "il giorno della memoria", ognuno di noi ha il dovere morale di rinfrescare la memoria all'ipocrita della porta accanto, riguardo all'infanticidio su scala industriale attualmente in atto. Siamo tutti coinvolti.
      O fotti o chiagni, se no sei tal quale un sionista di m. ( versione moderna dei farisei ipocriti).

    2. ric 9 dicembre 2023

      hai mai pensato che hamas potrebbe non essere quello che ci fanno credere ?

      senza una coglionata simile , come potrebbero gli ebrei prendersi tutta Gza ed il Gas davanti alle coste marine ?

      e se Hamas fosse una organizzazione militare Palestinese , come potrebbero commettere in simile errore stategico e provocatorio, non avendo dietro un esercito con i Fiocchi tipo quelli IRANIANO con i 59 ostaggi di KOMEINI il GRANDE ?

      non ti sembra doi vedere un copia/incolla della strategia dell torri gemelle ?

      e' come credere che la prima guerra mondiale sia scoppiata a causa di Gavrilo Princip......

    3. AlbertoConti 9 dicembre 2023

      E' la prima cosa che ho pensato.
      Tuttavia pare che abbiano (avuto) un buon seguito tra la popolazione palestinese, e certamente anche tra di noi c'è chi li considera l'unica risposta possibile, il "terrorismo degli eroi".
      In effetti è tipico di "quelli là" individuare movimenti "autoctoni" che fanno al caso loro, foraggiarli per farli crescere e strumentalizzarli q.b. per promuovere le loro strategie inconfessabili, per quanto alla lunga evidentissime come in questo caso. Non sono solo dei falsoni guerrafondai, ma anche degli opportunisti che sanno aspettare il momento giusto per loro. Un concentrato delle nefandezze umane, che perseguono nei secoli la strategia del male. Il tutto pro domo loro, essendo "di razza superiore", cioè meritevoli di ogni privilegio a spese degli altri "inferiori". Alle elementari studiano il manuale del perfetto razzista.

    4. ric 9 dicembre 2023

      pwerfetta analisi del ebreo errante ...

    5. mago 10 dicembre 2023

      Esatto L ennesima farsa.

    6. Martin 11 dicembre 2023

      Hamas non e' un concetto o una astrazione negabile dalla tastiera di casa, ma una realta', e di massa (diverse decine di migliaia di militanti). Governa Gaza da oltre un decennio. Che poi l'attacco possa essere giudicato un errore, ci sta, ma oltre una certa misura arrivano disperazione e odio, e non si ragiona piu' - da una parte e dall'altra. Quanto agli ostaggi di Khomeini, sono un' altra realta' storica, non certo una simulazione. E quanto a Gavrilo Princip, e' colui che fece l'attentato, poi ovvio che e' colpevole solo dell'attentato e non certo della WW1.

    7. Martin 11 dicembre 2023

      Conti, io quando leggo teorie del genere, francamente rabbrividisco, e specie quando vengono da presunti cristiani. Io, che non sono cristiano perche' non sono credente neanche un po', mi domando quanto almeno il giusto messaggio del cristianesimo, ossia il mettersi nei panni del prossimo, sia stato compreso. Molto poco, a quanto pare.
      Hamas e' un movimento di massa che lotta contro Israele: e' gente che lotta, viene incarcerata ed uccisa per una causa. Ora, si puo' concordare o no con la causa e con i metodi, ma farli passare - dal calduccio di casa propria - per un gruppo di poveri deficienti finanziati e manipolati da Israele mi sembra veramente la peggiore mancanza sia di comprensione che di rispetto che si possa avere. E' in assoluto il peggiore insulto che gli si possa profferire!!
      La stessa logica francamente squallida con la quale molti cospirazionisti hanno liquidato i terroristi che nel 911 si sono suicidati come "4 beduini venduti".
      Dal mio punto di vista ci si dovrebbe solo vergognare per affermazioni del genere. Esiste gente che, a ragione o a torto, CREDE in quello che fa.

    8. oliver 12 dicembre 2023

      …ma siamo sicuri e documentabili al 100% le prove delle violenze Hamas ? Per me i sionisti incalliti sono maestri nel provocare e travisare i fatti e le tanto proclamate solidarietà degli occidentaloidi vigliacchi sono un benestare all‘ olocausto palestinese

    1. Martin 9 dicembre 2023

      Con tutto il rispetto per l'autore, proprio non afferro a che serva ostinarsi a fare le cd "anime belle" che sognano uno Stato sostanzialmente multietnico, in cui Ebrei e Palestinesi convivano felicemente.
      Tale chimera alimenta solo ed esclusivamente chi la evoca, perche' si fonda su la scelta di ignorare la realtà.

      E la dura realtà, tanto per cominciare, è che Israele è lo Stato del popolo ebraico, in cui - per chi non lo sapesse - nemmeno i matrimoni di Ebrei con non Ebrei sono riconosciuti - e tralasciamo i precedenti storici in Europa....
      L'etnocentrismo ebraico, specialmente nell'ultimo secolo e mezzo con il sorgere del sionismo politico, va ben oltre la sfera religiosa, come sa chiunque si sia preso la briga di studiare la storia delle emigrazioni di milioni di Ebrei dall'Est Europa e dalla Russia dalla fine del 1800 a dopo la WW2, e delle relative teorie religiose e politiche.

      Una storia segnata dall' Olocausto, al quale diverse correnti religiose e politiche ebraiche conferiscono un significato escatologico, ossia di una chiamata al riscatto del popolo ebraico ed al compimento della sua missione. E la missione, per alcune correnti e' Israele quale Stato del popolo ebraico, per altre correnti invece e' addirittura il dominio del popolo ebraico sugli altri popoli.

      Lo sterminio in corso a Gaza (16.500 morti, 70% donne e bambini), la deportazione della sua popolazione e la politica degli insediamenti in Cisgiordania (oltre 600 morti palestinesi dall'inizio dell'anno, dei quali 350 dal 7 ottobre) non solo sono condotti da un Governo di unità nazionale, ma secondo ripetuti, indisputabili polls, hanno il sostegno di oltre il 75% degli Israeliani. Non basta?

      Siamo alle solite: si ignora o si forza la realtà, facendo finta per ragioni ideologiche che tale non sia. Esistono inequivocabilmente due volonta' assolutamente maggioritarie, contrapposte ed acerrimamente nemiche da svariati decenni, quella della stragrande maggioranza degli Israeliani e quella della stragrande maggioranza dei Palestinesi.
      Semplicemente, si negano e si odiano.
      Da che esiste il mondo, quando due popoli o etnie si odiano a morte, è la guerra, che finisce e finirà solo quando uno sconfigge l'altro, o se e quando i due popoli o etnie vengono separati (vedasi serbi e croati, russi e ucraini).
      E con buona pace dei marxisti, in questi casi le dinamiche di classe sono assolutamente secondarie, perche' prevalgono le dinamiche identitarie.

      Come si possa far finta che si tratti, invece, di frange minoritarie, da una parte e dall'altra, e quindi giocare il ruolo della mosca cocchiera del sogno o chimera dello Stato multietnico, francamente sfugge alla mia comprensione. Non vorrei essere sarcastico, ma la cosa mi rammenta gli spot pubblicitari del Mulino Bianco.

      L'unica soluzione consisterebbe in due Stati rigidamente separati e sorvegliati da poteri superiori nella veste di honest brokers, ma dato che gli USA e noi Europei non l'abbiamo concretamente perseguita e/o abbiamo da tempo rinunciato a perseguirla, sostenendo invece Israele e abbandonando i Palestinesi al loro destino, è oggi sempre piu' improbabile. E ne pagheremo le conseguenze.

    2. me-stesso 9 dicembre 2023

      Questo commento è da incorniciare!

    3. Tiziano Tanari 12 dicembre 2023

      https://t.me/Franco_Fracassi/3882
      Tutto potrebbe essere possibile, dobbiamo solo tornare umani.

    1. gix 9 dicembre 2023

      Non dobbiamo dimenticare che noi non stiamo vivendo la guerra dal di dentro, ma stiamo assistendo ad una "rappresentazione" della guerra: ora a noi tutti, in tutto il mondo, è dato in pasto l'orrore, un orrore che va ben oltre la concezione della guerra come lotta tra fazioni. Questo vuol dire che non siamo certo in grado di fare o acquisire analisi geopolitiche sulla base di dati reali: per dire, non si sa ancora con certezza cosa sia successo durante l'attacco di Hamas, e, quindi, non sappiamo bene fino a che punto Hamas sia uno "strumento" di Israele o meno (per quel che vale, non ne sono così convinto). Tornando alla "rappresentazione", occorre vedere prima di tutto a chi è rivolta, poi, come al cinema, le reazioni di chi vi assiste. Un pò come i vaxxini, all'inizio c'era la corsa a farsi bucare, oggi (dopo la rappresentazione) sono tutti novax. Non tanto interessano le reazioni della politica o di tutti quei centri di potere che, ognuno per quanto li riguarda, ne conoscono alcune parti o quanto basta. Anche sull'entità di potere e la ricchezza dello stato di Israele ci sarebbe molto da discutere. Se non altro per le sue dimensioni, non si può certo dire che sia uno stato ricco di risorse e con una economia ed una capacità industriale in grado di gestire autonomamente la propria sovranità; questo oggi, al mondo, forse lo possono affermare solo i russi. Tanto è vero questo, che per continuare la mattanza hanno bisogno delle armi e delle bombe che i suoi protettori destinavano fino a ieri alla craina. Per il dopo? Lasciamo da parte la sensazione di disagio di gran parte di coloro che, nel mondo, hanno assistito alla "rappresentazione" dell'orrore, e limitiamoci ai vicini di casa del piccolo stato. Chi sarà in grado di stabilire rapporti di scambio e buon vicinato con l'attuale governo israeliano, senza farsi condizionare da questioni morali (se non da banali sentimenti di odio)? E poi, non abbiamo nemmeno lontanamente sfiorato i cambiamenti che stanno avvenendo a livello mondiale in ambito finanziario e geopolitico: Israele non ne è certamente immune.

    1. danone 9 dicembre 2023

      La questione israelo-palestinese va collocata dentro le dinamiche geo-politiche in cui si trova e che la alimentano.
      E' indubbio che Israele gode della sua egemonia locale territoriale grazie al supporto dell'alleanza esistenziale con l'occidente egemone anglo-sassone.
      Ma oggi nel panorama geo-politico mondiale sta avvenendo un cambio di paradigma, è stato dato avvio ad una transizione di modello della globalizzazione, sta avvenendo il passaggio dal modello liberista occidentale al modello multi-polare e questo passaggio compromette e sempre più comprometterà in futuro la leadership mondiale statunitense.
      Israele subirà le conseguenze di questa fine dell'egemonia occidentale, che le imporrà di rinunciare alla sua egemonia geo-politica nell'area medio-orientale.
      A breve Israele dovrà fare una scelta esistenziale, dovrà scegliere se continuare ad esistere come Stato-nazione del popolo ebraico, però ridimensionandosi di parecchio, imparando a convivere pacificamente coi suoi vicini, oppure sparire dalle carte geografiche e rinunciare completamente alla sua statualità.
      Cosa accomuna la guerra per procura in Ucraina con questo attacco criminale e genocida a Gaza?
      Entrambe facilitano il passaggio al modello multi-polare.
      Esattamente come la crisi ucraina, che è una crisi indotta da chi vuole l'impoverimento dell'occidente e la demolizione controllata della sua egemonia e non la sconfitta sul campo della Russia perchè è impossibile, così questa crisi bellico-criminale di oggi in palestina non è da vedere. a parer mio, come un tentativo da parte di Israele di espandere maggiormente la sua egemonia nell'area, ma è stata voluta per ottenere l'esatto opposto, da chi sta realizzando gli obiettivi della stessa agenda mondialista occulta che promuove il multi-polarismo.

    2. Jimbo 9 dicembre 2023

      Una "Guerra ai bambini" voluta un pó da tutti.
      Hamas che ha acceso la miccia, Israhell che non aspettava altro (una sorta di 11.9 in versione non ufficiale), e "Loro", gli imbattibili al vertice della piramide.
      Col rischio del fallimento dei primi due.

    3. ric 9 dicembre 2023

      direi egemonia anglo-yankee , di sassone ci vedo ben poco..

    4. Bertozzi 9 dicembre 2023

      Beh, basta aspettare, se Israele non espanderà l'egemonia sull'area avrai avuto ragione, se invece annetterà altre zone avrai avuto torto. Finalmente qualcuno che scrive facendo poco fumo ma parlando di cose reali misurabili e verificabili, fossero tutti come te...

      Poi ci si può sempre sbagliare, però almeno da qualcosa si parte e a qualcosa si arriva, ragionando come fai.
      Apri una scuola, o fai un video corso che lo regalo per natale a chi so io.

    5. Fantine 9 dicembre 2023

      E rifletto sul fatto che degli oltre 100mila yemeniti massacrati sotto le bombe dei Sauditi non solo non è mai importato troppo a nessuno, ma che si tratta di un massacro che beatamente non viene neppure considerato. Come del milione di sfollati o delle altre migliaia e migliaia di morti di fame e di malattie per la chiusura imposta.
      Senza considerare la lenta agonia dei feriti, dei malati e dei morti per fame.
      Un massacro non considerato e di serie zeta, poiché non sono gli ebrei i carnefici. Che tristezza, Dan one.
      Scrivo a te perché so che le mie parole troveranno spazio nel tuo essere.
      L'uomo non ha mai smesso di massacrarsi.
      E dici bene, i massacri sono funzionali.
      Ma non solo ai livelli di cui tu parli, caro Dan one.
      E l'uso che si sta facendo delle vittime palestinesi per sciacquarsi la bocca contro gli ebrei mi ripugna in modo viscerale.
      La lista dei massacri di serie b e zeta è lunga.
      L'osso gettato oggi nell'arena è questo massacro, e la pelle è quella dei palestinesi.

    6. Nonso 9 dicembre 2023

      Ok, però - i sionisti, non gli ebrei - hanno massacrato i coglioni di mezzo mondo, ivi compresi gli ebrei.

    7. Fantine 9 dicembre 2023

      È vero, Nonso. Concordo.
      La mia considerazione nasce dal fatto che l'attenzione di coloro che odiano gli ebrei in quanto tali è tutta concentrata su di loro e le vittime sono "un dettaglio" importante, ma perché vittime di ebrei.
      I sionisti a cui alludi sono ebrei.

    1. TizianoS 9 dicembre 2023

      Per quanto riguarda il silenzio su Gaza dei media e dei governanti italiani (e vaticani) volevo scrivere che mi ha sorpreso, ma poi mi sono corretto e quindi scrivo che non c'è nessuna meraviglia da farsi.

    2. ric 9 dicembre 2023

      per forza... con gentaglia simile..che abbiamo...

      ................................

      Manifestazione pro-Israele a Roma, anche Enrico Letta sul palco con Salvini, Tajani e Boschi - YouTube

    1. absitiniuriaverbis 9 dicembre 2023

      Non vorrei essere troppo pignolo, ma di quale dio parli?

      Se è di quello ebraico che parli, non mi sembra che fino ad ora abbia perso. Anzi. È il motore a energia di punto zero, inesauribile da millenni che estrae energia dal vuoto.

      Poi bisogna intendersi di quale 'vuoto' stiamo parlando.

      Sugli altri possibili non mi esprimo.
      Sembra però che siano in sdegnoso silenzio. Forse per tutte le revisioni ed annessioni ed limarure etc etc. che sono state imposte.
      Non da poco, anzi. Ma continuamente.

    1. GioCo 9 dicembre 2023

      Qui hanno perso tutti tranne il lato divino della faccenda. Ha perso Hammas che se voleva dimostrare di essere qualcosa a favore dei più deboli sulla loro pelle, più che altro fin'ora ha servito su un piatto d'argento l'agenda sionista. Ha perso Israele, perché va bene avere la faccia come il culo, ma l'esercito se lo sputtani poi cosa ti rimane per "difenderti" al tavolo delle trattative, quando sei abituato a condurre affari esclusivamente con tradimenti, corruzione e ricatto ? Hanno perso gli arabi, perché ogni secondo che passa le loro dirigenze si sputtanano a un livello che noi umani... Ha perso st'accidente di occidente, anche se almeno adesso possiamo ricoscerci (senza scuse) per la pavidità di servi arlecchini che ci contraddistingue, quella di eroi da fumetti e cinepanettoni. Ha perso l'ONU, agenzia dei Rockefeller su mandato catto~aschenazi, in tutta la sua splendente inutilità. Hanno perso i BRICS che non hanno potere di mediazione, dato che mantengono troppe mani in pasta. Però Dio... Quello ci sbatte in faccia solo la miserabile cosa che siamo mettendoci davanti allo specchio... Sboroni coi deboli quando va male, smidollati menefreghisti con chi lotta per salvare il minimo sindacale quando va malissimo.

    2. Jimbo 9 dicembre 2023

      Ci sará qualcuno che vince peró.

    1. Eugiorso 8 dicembre 2023

      Alcune precisazioni necessarie:

      1)Le stragi, gli stermini e le uccisioni sono tutti eventi tragici che mostrano in maniera cruda la bestialità insita nell’essere umano [...]

      Non facciamo confusione ... insita nell'ebreo, perché l'essere umano dovrebbe essere ben altra cosa e finalmente sappiamo cosa sono veramente gli ebrei, non certo i martiri santificati nella “religione olocaustica” che ci è stata imposta, in quanto sconfitti nella seconda guerra mondiale.

      2) la violenza e la crudeltà perpetrate nei confronti di bambini innocenti non può avere giustificazione alcuna, neanche come reazione al precedente bombardamento di Hamas, parimenti un’azione criminale che, paradossalmente, ha rappresentato solo un inspiegabile atto provocatorio senza nessun fine strategico reale.

      Hamas qualche scopo doveva pur averlo, avendo impostato l'azione militare fulminea contro i nazi-ebrei carcerieri dei palestinesi da molto tempo, mi sembra un paio d'anni ... Ad esempio mostrare la penetrabilità del territorio occupato dall'entità sionista, la non invincibilità degli ebrei, riportare così all'attenzione del mondo la sacrosanta causa palestinese, aspettandosi un aiuto consistente dagli arabi e dagli islamici, cosa che però non è successa, almeno fino ad ora.

      3) Nell'articolo si scrive che Hamas è una creazione degli ebrei, ma mi pare che sia un errore vistoso, perché Hamas potrebbe essere stato semplicemente infiltrato da ebrei (e usa!) per indurlo ad agire troppo presto, senza avere adeguato armamento per fare grossi danni all'entità sionista illegale, terrorista e genocida, che occupa la Palestina. Semmai, per gli ebrei e non solo per netanyahu (sul quale si cerca furbescamente di scaricare tutte le responsabilità) l'esistenza di Hamas conviene per continuare a negare che possa esistere uno Stato Palestinese, continuare le Nakba e infine impossessarsi anche dell'intera Cisgiordania, oltre che della Striscia di Gaza.

      Cari saluti

    2. Eugiorso 8 dicembre 2023

      Consiglio a tutti la lettura del seguente articolo tradotto di Finian Cunningham:
      GESÙ SEPOLTO SOTTO LE MACERIE A BETLEMME

      Gesù sepolto sotto le macerie a Betlemme – controinformazione.info

      Cari saluti

    3. Dico no 8 dicembre 2023

      Un commento interessante.

    4. ric 9 dicembre 2023

      ed il PAPA tace...

    5. ric 9 dicembre 2023

      esattamente come l' ISIS.. come .BIN LADEN

    6. Astronauta 9 dicembre 2023

      Non c e il papa.

    7. Dico no 9 dicembre 2023

      Il papa? Il papa è morto.
      Questo che c'è è il sicario di cristo, non il suo vicario. A volte una lettera...

    8. ric 9 dicembre 2023

      infatti per me l' ultimo papa e stato PIO XII ...

    1. absitiniuriaverbis 8 dicembre 2023

      Gli usa hanno posto il veto alla risoluzione del consiglio di sicurezza onu che chiedeva il cessate il fuoco immediato a Gaza.

      Non che ci fossero dubbi.
      Ne' sugli usa ne sull' onu che fa il suo gioco.

    2. ric 9 dicembre 2023

      tutto secondo i piani.....

    3. Astronauta 9 dicembre 2023

      Ma che cosa dovevamo aspettarci dopo che l onu e’ sorto su terreno dato dai sionisti, un palazzo di vetro che ricorda la notte dei cristalli e le risoluzioni mai fatte applicare ad Israele?
      E’ ora di finirla, comunque vada.

    1. Nestor Halak 8 dicembre 2023

      La strategia di Hamas pare essere quella di riportare all'attenzione mondiale il problema palestinese. Piuttosto costosa direi, da disperati, ma di fatto a ottobre nessuno ne parlava più e oggi tutti ne parlano.
      La strategia israeliana pare quella di scacciare definitivamente i palestinesi dalla Palestina, possibilmente tutti.
      Quel che lascia perplessi è il piano alternativo. Se l'Egitto non li lascia entrare, e non può lasciarli entrare, cosa intendono fare? Ucciderli tutti? Due milioni e mezzo? Oltre che poco pratico mi sembra un suicidio, di certo politico, probabilmente anche fisico.
      Però permetterebbe loro di giocare nella stessa lega degli autori della shoah.

    2. alessandroparenti 9 dicembre 2023

      Ma ci giocano già e vincono il campionato quasi tutti gli anni

    1. PietroGE 8 dicembre 2023

      Non c'è una strategia militare dietro gli attacchi di Hamas e la risposta di Israele, c'è il desiderio di vendetta, da una parte contro gli ebrei per i decenni passati in un campo di concentramento e dall'altra contro i palestinesi (non contro Hamas!) per i fatti del 7 Ottobre. C'è sicuramente il lato mediatico, da una parte contro quei Paesi arabi che vogliono fare affari con Israele (i cosiddetti accordi di Abramo) dall'altra per giustificare la pulizia etnica, una strategia che esiste da 50 e più anni e che è condivisa da tutti i partiti israeliani e dagli ebrei in generale, qualunque cosa ora dicano sulla bufala dei 'due popoli due stati'. Lo stato multiculturale proposto in questo articolo : '...e vissero insieme felici e contenti' come nelle favole, è una pia illusione. Da una guerra civile si esce separando i contendenti come si è visto tra indiani e pachistani, yugoslavi ecc. ecc. In questo caso però tutto risulta più difficile perché c'è di mezzo la religione e i luoghi sacri, che sono nello stesso posto, per due religioni profondamente differenti. Sarei contento di sbagliarmi, ma al momento non vedo una prospettiva di pace in Palestina.

    1. Astronauta 8 dicembre 2023

      “””” Questo è un ruolo importantissimo di cui Israele dovrebbe farsi promotore e garante nel rispetto e nella tutela dei più profondi e vitali valori spirituali delle tre Fedi.”””

      i luoghi santi sono stati dati in affidamento alla Giordania. E per fortuna,altrimenti alAqsa sarebbe gia in frantumi.

    2. ric 9 dicembre 2023

      pensa se li avessero affidati al gesuita bergoglio......

    3. Nonso 9 dicembre 2023

      Pensa!
      Età media 8 anni.

    1. gianB 8 dicembre 2023

      Allora Tiziano, come si fa' a rispondere in poche righe...
      Innanzitutto lasciamo perdere il risorgere di dio... che se non lo fa di suo ....
      Uno stato unico? Ma veramente pensiamo che uno stato che non ha voluto dotarsi di una costituzione per non interferire con l'applicabilità della Tōrāh vorrà accettare la cogovernabilità con arabi e cristiani? Che vi sia la forza lavoro palestinese certamente è necessaria, ma non credo proprio che Israele sia disponibile ad ottenerla in cambio della cessione di una parte della propria libertà decisionale. Palestinesi, arabi, indiani saranno sempre disponibili come forza lavoro. Come lo sono a Dubai lo saranno a Tel Aviv.
      Che le religioni dogmatiche abbiano fatto il loro tempo e vi sia bisogno di un nuovo spiritualismo, posso essere d'accordo, ma, sai, non parliamo di "noccioline", e queste cose necessitano di tempo e di .....
      "momenti catarchici", per dirla con tatto.
      Ho idea invece che Israele, anche alla luce della condizione catatonica e guerrafondaia dell'occidente politico, non veda altro che l'azione militare nei suoi piani, quindi ...... Vabbè.. credo basti così.

    2. Tiziano Tanari 8 dicembre 2023

      Ho voluto ipotizzare l’imponderabile che si potrebbe realizzare solo superando gli ingiustificabili radicalismi religiosi. In quel caso si aprirebbero scenari inimmaginabili se si lavorasse tutti per un benessere comune. È un sogno, me ne rendo conto; la realtà è quella che hai giustamente analizzato tu e ne faranno tutti la spesa, speriamo di non essere coinvolti anche noi, moribondi Paesi occidentali. Quella della Resurrezione di Dio era una metafora per lasciare spazio alla speranza.

    3. Eugiorso 8 dicembre 2023

      Nessuno stato che consideri cittadini i palestinesi è previsto dai potenti ebrei sterminatori di bambini (i nuovi Erode sanguinari), per i palestinesi si prevede che possano restare ma soltanto in condizioni di inferiorità - e gli ebrei lo dicono apertamente, sotto l'"ombrello" usa! - praticamente come lavoratori-schiavi, gli altri morti o profughi ...

      Cari saluti

    4. Eugiorso 8 dicembre 2023

      La speranza, a questo punto, ce la danno soltanto le armi della Santa Russia, già in azione in Europa e in Siria, quelle dell'Iran, che potrebbero entrare in azione contro gli ebrei e gli usa e, si spera, quelle della Cina, se i cinesi decideranno di essere Uomini e non mercanti, liberando Formosa e facendo impazzire gli usa che non possono giocare la loro partita di morte "su più tavoli" ... non hanno più le risorse per poterlo fare!.

      Cari saluti

    5. alessandroparenti 9 dicembre 2023

      Il cancro si cura solo con le operazioni, anche se dolorose. Una testata nucleare nel centro di Tel Aviv da parte della Russia metterebbe ogni cosa al suo posto e salverebbe la Russia stessa dai continui e sempre più spudorati attacchi Nato.
      Diversamente il mondo non guarisce. E se in simultanea, come dice Eugenio, la Cina sistemasse l'isola di Formosa, sarebbe ancora meglio.

    6. Jimbo 9 dicembre 2023

      L'atomica mi sembra eccessiva ma condivido in pieno l'uso di qualcosa di estremamente terrorizzante contro Israhell ma anche contro USAUK.
      Senza ... continuo a non vedere una soluzione all'orizzonte.

    7. ric 9 dicembre 2023

      fammi sognare !! sarebbe un divino segno della esistenza di DIO !

    8. ric 9 dicembre 2023

    9. ric 9 dicembre 2023

      una testata atomica su TEL AVIV ?

      ci vedo nulla di doloroso... solo un atto di cristianita' per la pace nel mondo.

    10. Nonso 9 dicembre 2023

      Un testata?? Sono esperto.

      Mi rendo disponibile da subito sia part che full time.

      D'istinto.

    11. alessandroparenti 9 dicembre 2023

      Vero, in effetti.

    12. Astronauta 9 dicembre 2023

      L Iran ha puntato su Dimona missili da ormai decenni.
      Credo che invece possa essere la Russia ad aver piu mezzi per sistemar le cose.
      Oltretutto ora che vogliono mandar via i palestinesi restano da soli a subire le conseguenze di una atomica.

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