Il progetto coloniale di Netanyahu: appropriarsi di tutta la Palestina. Il piano di Israele di espansione a “Stato più grande”

Il piano di Israele di espandersi a Stato Eretz, o “Grande”, incorporando grandi porzioni delle terre dei suoi vicini, inizia prima del 1948 con l'eliminazione degli abitanti di un luogo un tempo noto come Palestina.

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Di Philip Giraldi, unz.com

Il fatto che quasi tutti coloro che si considerano palestinesi debbano essere uccisi o rimossi in altro modo è forse riducibile a un aforisma, per esempio “Israele ha il diritto di difendersi”, per assolvere lo Stato israeliano e il suo esercito fuori controllo da qualsiasi colpa nel processo. In effetti, la capacità del primo ministro Benjamin Netanyahu di evitare gravi conseguenze per il suo comportamento è notevole, e genera ulteriori atrocità non immaginabili quando i combattimenti a Gaza sono iniziati in ottobre.

Al Jazeera riferisce [1] come Netanyahu stia ora formalmente attuando quello che è stato definito il “progetto coloniale”, in base al quale “l’appropriazione di tutte le terre palestinesi seguirà… la totale esclusione del popolo palestinese dalla propria patria”. Bibi lo ha detto in un discorso ai suoi sostenitori:

“Queste sono le linee fondamentali del governo nazionale da me presieduto: il popolo ebraico ha un diritto esclusivo e indiscutibile su tutte le aree della Terra di Israele. Il governo promuoverà e svilupperà gli insediamenti in tutte le parti della Terra d’Israele: in Galilea, nel Negev, nel Golan, in Giudea e in Samaria”.

Il giornalista Patrick Lawrence, scrivendo su Consortium News [2], ha recentemente descritto come “la ferocia di Israele nella sua determinazione a sterminare i palestinesi di Gaza – e faremmo meglio a prepararci per ciò che accadrà in seguito sulla Cisgiordania oltre il Giordano – segna una svolta per tutta l’umanità. Nella sua discesa nella depravazione, lo Stato sionista trascina con sé l’Occidente”. In effetti, gli Stati Uniti d’America sono la prima grande potenza ad essere ridotta allo status di una sussidiaria interamente controllata dallo Stato ebraico, incapace di promuovere i propri interessi di fronte al colosso della cosiddetta lobby israeliana e dei suoi associati. Organizzazioni ebraiche e cristiane filosioniste che hanno corrotto e controllato le politiche sia estere che interne americane.

Lo testimonia ciò che è accaduto nelle ultime settimane, quando la comunità internazionale si è mobilitata per porre fine al massacro e alla deliberata morte per fame dei civili di Gaza, in gran parte indifesi. Per prima cosa c’è stata un’azione rivolta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite da parte degli Stati Uniti, che hanno presentato una risoluzione [3] che chiedeva per Gaza, ma senza esigerlo, un cessate il fuoco immediato, anche se probabilmente temporaneo,. Quando la risoluzione venne messa ai voti, la Russia e la Cina posero il veto. Il testo presentava delle problematicità poiché inevitabilmente cercava di offrire a Israele una notevole flessibilità nella gestione della situazione. C’era l’ammonimento secondo cui un cessate il fuoco doveva essere “connesso al rilascio di tutti i rimanenti ostaggi”, secondo la richiesta israeliana, in quanto la volontà di Israele per accettarlo dipendeva in gran parte dalla soluzione del problema degli ostaggi. Quela risoluzione ha permesso che i combattimenti continuassero e ha posto il controllo dell’ingresso e della distribuzione degli aiuti umanitari urgentemente necessari sotto la gestione della “sicurezza” dell’esercito israeliano.

Poi è arrivata la risoluzione russa e cinese, approvata da tutti i membri del consiglio tranne gli Stati Uniti che “si sono astenuti”. Gli Stati Uniti hanno immediatamente dichiarato la risoluzione “non vincolante” e, sebbene il documento intendesse consentire un cessate il fuoco fino alla fine del Ramadan, esso deve ancora essere attuato da Israele, che continua a bloccare le spedizioni di aiuti alimentari e medicinali e ha concentrato i suoi sforzi ultimi in attacchi contro i pochi ospedali rimasti, uccidendo altre centinaia di abitanti di Gaza. Anche se la risoluzione chiedeva un’azione sul cessate il fuoco e l’accesso agli aiuti umanitari, Israele l’ha ignorata così come ha fatto anche Washington. Dato che solo gli Stati Uniti possono costringere Israele a cambiare rotta, il fatto che continui a finanziare Israele e a fornirgli spedizioni segrete di armi, senza le quali Netanyahu non sarebbe in grado di continuare la sua guerra, rivela di per sé chi controlla cosa.

E non lasciatevi ingannare dalle presunte pressioni del presidente Joe Biden su Netanyahu affinché “protegga i civili”, anche se Bibi elabora piani con il suo gabinetto di guerra per invadere la zona più meridionale di Rafah, a Gaza, dove 1,5 milioni di palestinesi hanno cercato rifugio e ora devono affrontare senza via d’uscita una morte imminente. Biden sta rispondendo ai sondaggi d’opinione negli Stati Uniti che indicano che più della metà degli americani è contraria a ciò che Israele sta facendo a Gaza [4] e quella percentuale è in costante crescita, quindi finge di provare impulsi umanitari e avere una coscienza, mentre nessuna delle due è vera, nel cinico tentativo di trovare sostegno alla sua possibile rielezione.

A dire il vero, sia la Casa Bianca che il Congresso, sostenuti dai media dominati dagli ebrei, sono totalmente nelle tasche di Netanyahu, cosa che lui ha ammesso pubblicamente più di una volta, dicendo che gli Stati Uniti sono “facilmente manipolabili” da qualcuno come lui.

Ma se davvero ci fosse bisogno di prove certe su chi davvero comanda nelle relazioni USA-Israele, basterebbe guardare il recente progetto di legge di bilancio omnibus [5] del governo federale da 1,2 trilioni di dollari.

L’attivista Pascal Lottaz si è preso tutto il tempo necessario per esaminare l’intero documento di 1.012 pagine che dettaglia dove vadano i soldi e discute quanto ha scoperto in un podcast di 9 minuti su YouTube [6]. Lottaz ha confermato sia l’immediato pagamento in contanti di 3,8 miliardi di dollari come “tributo” a Israele, sia il già segnalato blocco di qualsiasi finanziamento del governo federale all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione di Gaza (UNRWA) per almeno un anno. Poiché l’UNRWA è la principale agenzia di aiuti umanitari, questo costituisce un divieto del tutto incoerente con il desiderio espresso da Biden di affrontare la “crescente” crisi degli aiuti umanitari per gli abitanti di Gaza che stanno affrontando la fame nel contesto di un genocidio in essere. Il divieto avviene nonostante la continua mancanza di prove a sostegno delle affermazioni di Israele di “sostegno al terrorismo” rivolte contro l’agenzia delle Nazioni Unite e nonostante le condizioni di carestia già presenti a Gaza. Nella sua analisi del documento, Lottaz ha anche scoperto questi ed altri vantaggi specifici a favore di Israele in 10 sezioni del disegno di legge.

Il disegno di legge cerca anche di proteggere Israele dalle responsabilità ai sensi del diritto internazionale esistente o futuro e di limitare i tentativi palestinesi di resistere o difendersi. Richiede a qualsiasi organizzazione che riceve finanziamenti dagli Stati Uniti di dimostrare che stia attivamente adottando misure “per combattere i pregiudizi anti-israeliani” e proibisce qualsiasi finanziamento per sostenere lo stato palestinese a meno che non venga dimostrato che sia soddisfatto un elenco di condizioni specifiche, inclusa una soddisfacente “cooperazione con le organizzazioni per la sicurezza di Israele”. Proibisce qualsiasi finanziamento all’Autorità Palestinese se alla Palestina viene concesso lo status di Stato dalle Nazioni Unite o da qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite senza il consenso di Israele. Stranamente vieta qualsiasi sostegno alla sicurezza in Cisgiordania o a Gaza a meno che non venga dimostrato che l’Autorità Palestinese stia adottando misure soddisfacenti per “porre fine alla tortura e ad altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti dei detenuti”. Bisogna notare che sono i palestinesi, e non Israele, ad essere tenuti a porre fine agli abusi sui detenuti, anche se è Israele che abitualmente si impegna in tali pratiche. Le sezioni dettagliate del disegno di legge che ampliano tutto ciò che è bloccato o vietato sono le seguenti:

Il disegno di legge vieta qualsiasi finanziamento statunitense alle indagini della Commissione internazionale d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’occupazione illegale del territorio palestinese da parte di Israele: 7848(C)(2) Nessuno dei fondi stanziati dalla presente legge può essere messo a disposizione della Commissione internazionale d’inchiesta[7] delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele.

Il disegno di legge taglia i fondi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a meno che l’organizzazione non interrompa tutte le indagini sulle violazioni dei diritti umani da parte di Israele: 7048(b)(2)(c) CONSIGLIO PER I DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE. (1) Nessuno dei fondi stanziati dalla presente legge può essere messo a disposizione a sostegno del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a meno che il Segretario di Stato non determini e riferisca alle commissioni congressuali competenti che la partecipazione al Consiglio è importante per l’interesse nazionale degli Stati Uniti e che tale Consiglio sta adottando misure significative per rimuovere Israele dall’elenco permanente dell’ordine del giorno e garantire l’integrità nell’elezione dei membri di tale Consiglio.

Il disegno di legge impone a qualsiasi organizzazione, dipartimento o agenzia internazionale che riceve finanziamenti dagli Stati Uniti di dimostrare che sta adottando “misure credibili per combattere i pregiudizi anti-israeliani”: SEC. 7048. (a) TRASPARENZA E RESPONSABILITÀ. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Segretario di Stato riferirà ai comitati sugli stanziamenti se ciascuna organizzazione, dipartimento o agenzia riceve un contributo dai fondi stanziati dalla presente legge sotto le rubriche “Contributi a Organizzazioni internazionali”  e ”Organizzazioni e Programmi internazionali”.

Il disegno di legge vieta il finanziamento di qualsiasi sostegno allo Stato palestinese se non dopo conferma del Dipartimento di Stato americano che il suo governo soddisfa determinate condizioni, tra cui quella di “cooperare con le appropriate organizzazioni israeliane e altre organizzazioni di sicurezza appropriate”.

Il disegno di legge vieta qualsiasi sostegno all’ente radiotelevisivo palestinese: 7038. Nessuno dei fondi stanziati o altrimenti resi disponibili dalla presente legge può essere utilizzato per fornire attrezzature, supporto tecnico, servizi di consulenza o qualsiasi altra forma di assistenza alla Palestinese Broadcasting Corporation.

Il disegno di legge vieta qualsiasi finanziamento all’assistenza alla sicurezza in Cisgiordania o a Gaza a meno che il Dipartimento di Stato non riferisca sulle “misure adottate dall’Autorità Palestinese per” porre fine alla tortura e ad altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti dei detenuti”:7039(C) (2) ASSISTENZA DI SICUREZZA E OBBLIGO DI RENDICONTAZIONE. Nonostante qualsiasi altra disposizione di legge, nessuno dei fondi resi disponibili da questa o da precedenti leggi sugli stanziamenti, compresi i fondi resi disponibili tramite trasferimento, può essere reso disponibile per obblighi di assistenza alla sicurezza per la Cisgiordania e Gaza fino a quando il Segretario di Stato non riferirà alle Commissioni per gli stanziamenti sulle misure adottate dall’Autorità Palestinese per porre fine alla tortura e ad altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti dei detenuti, anche assicurando alla giustizia i membri delle forze di sicurezza palestinesi che commettono tali crimini.

Il disegno di legge vieta qualsiasi finanziamento all’Autorità Palestinese se la Palestina ottiene il riconoscimento di [essere uno] stato da parte dell’ONU o di qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite senza il consenso di Israele o se i palestinesi avviano un’indagine su Israele presso la Corte penale internazionale: 7401(k)(2)( A)(i). Nessuno dei fondi stanziati sotto il titolo “Fondo di sostegno economico” nella presente legge può essere reso disponibile per l’assistenza all’Autorità palestinese, se dopo la data di entrata in vigore della presente legge i palestinesi ottengono lo stesso status di Stati membri o appartenenza a pieno titolo come Stato alle Nazioni Unite o a qualsiasi agenzia specializzata delle stesse al di fuori di un accordo negoziato tra Israele e i palestinesi o i palestinesi avviano un’indagine autorizzata giudizialmente dalla Corte penale internazionale (CPI), o sostengono attivamente tale indagine, che sottopone cittadini israeliani ad un’indagine per presunti crimini contro i palestinesi.

Il disegno di legge estende le garanzie sui prestiti esistenti a Israele ai sensi della legge sugli stanziamenti supplementari in tempo di guerra di emergenza fino al 30 settembre 2029: 7034(k)(6).

Il disegno di legge concede 3,3 miliardi di dollari in “finanziamenti militari esteri” a Israele, da erogare entro 30 giorni:7401(d) ISRAEL. – Dei fondi stanziati da questa legge sotto il titolo “Programma di finanziamento militare estero”, non meno di 3.300.000.000 di dollari saranno disponibili per sovvenzioni solo per Israele che saranno erogate entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge: a condizione che, nella misura in cui il governo di Israele richieda che i fondi siano utilizzati per tali scopi, le sovvenzioni rese disponibili per Israele sotto questa voce saranno disponibili, come concordato tra Stati Uniti e Israele, per sistemi d’arma avanzati, di cui non meno di 725.300.000 dollari saranno disponibili per l’acquisto in Israele di articoli e servizi per la difesa, compresi ricerca e sviluppo.

Il disegno di legge autorizza mezzo miliardo di dollari in aiuti militari a Israele per l’“Iron Dome” e altri sistemi di difesa missilistica: SEC. 8072. Degli importi stanziati in questa legge sotto i titoli “Approvvigionamenti, a livello di difesa” e “Ricerca, sviluppo, test e valutazione, a livello di difesa, $ 500.000.000 saranno destinati ai programmi di cooperazione israeliani.Il disegno di legge è passato al Congresso, è stato convertito in legge e sta per essere firmato da Joe Biden.In altre parole, gli Stati Uniti sono già volontariamente complici di migliaia di morti oltre alla morte imminente di alcune decine di migliaia di altre persone innocenti. Sta finanziando la guerra di sterminio di Israele contro i palestinesi e si oppone a qualsiasi tentativo da parte dei palestinesi di difendere sé stessi o i propri interessi come popolo. È vergognoso e il nostro governo si stia comportando in modo mostruoso, controllato da una potenza straniera che lo ha completamente corrotto. E il marciume si sta diffondendo in tutto il nostro sistema politico fino a includere la morte del nostro diritto alla libertà di parola. Solo la settimana scorsa il governatore Greg Abbott del Texas si è vantato di una nuova legislazione per reprimere il presunto antisemitismo e poiché le critiche a Israele o il comportamento degli ebrei sono definiti antisemiti è probabile che gli studenti [8] che manifestano contro lo Stato ebraico e a sostegno di Gaza verranno espulsi dalle università e persino legalmente perseguiti. E si dice anche che la lobby israeliana negli Stati Uniti sia impegnata a raccogliere una somma [9] di 100 milioni di dollari per finanziare la rimozione di politici e altri personaggi pubblici critici nei confronti di Israele. Questa è una cosa seria che riguarderà tutti noi. È ora che l’America si svegli!

Di Philip Giraldi, unz.com

29.03.2024

Philip M. Giraldi, Ph.D., è Direttore Esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale.

Fonte: https://www.unz.com/pgiraldi/israels-quest-for-a-palestinian-free-palestine-continues/

Tradotto da Oldhunter per ComeDonChisciotte.org

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