Home / Attualità / Il pentolone catalano sta esplodendo: capito ora a cosa servivano “terrorismo” e paura permanente?

Il pentolone catalano sta esplodendo: capito ora a cosa servivano “terrorismo” e paura permanente?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Era soltanto questione di tempo. Ed è arrivato. Il frutto marcio di mesi e mesi di montanti politiche repressive legate all’allarme terrorismo e alla strategia della paura oggi ha mostrato il suo volto collaterale a Barcellona: e, come era ovvio, senza che la cosiddetta comunità internazionale avesse alcunché da ridire. Frasi blande, auspici che nulla trascenda, intercalari diplomatici al limite del farsesco. E di fronte a cosa? All’irruzione della Guardia Civil, armata fino a denti, negli uffici ministeriali della Generalitat di Catalogna per sequestrare 10 milioni di schede del referendum sull’indipendenza previsto per il 1 ottobre e arrestare 14 membri dell’esecutivo di vario livelli, tra cui il segretario generale dell’Economia.

Arrestati per un reato d’opinione. Come durante il franchismo. Paradossalmente, lo stesso franchismo che il governo di Madrid sta ridicolmente occultando agli occhi dei cittadini con la sua campagna iconoclasta relativamente a statue e monumenti del periodo della dittatura. Ogni Paese ha la sua Boldrini. L’UE? Muta. La Mogherini? Muta. Certo, dalla sua il governo ha la sentenza della Corte costituzionale che vieta quel referendum ma stiamo parlando della Guardia Civil che fa irruzione in palazzi ministeriali per arrestare rappresentanti del popolo, la cui unica colpa è quella di voler tenere un referendum consultivo: non si poteva arrivare a una mediazione? No, serviva questo. Il governo retto dal partito più corrotto della storia spagnola moderna dai tempi del PSOE di Felipe Gonzàlez si si permette di compiere l’atto più franchista che si possa, senza che nessuno dica nulla.

Già, in un mondo in cui chiunque si svegli la mattina e si senta discriminato o bullizzato può tranquillamente dar vita alla recita del piagnisteo dei diritti civili, si può invece contestare e ignorare la volontà della maggioranza di un popolo, mandando la Guardia Civil a sequestrare schede, documenti e arrestare eletti e funzionari. Di fatto, vietando manu militari che il popolo si esprima liberamente. E poi io esageravo coi miei articoli di messa in guardia su quanto si stava ponendo in essere?

Già. Tocca dirlo chiaro: la false flag della rambla è stata la prova generale di tenuta, lo stress test, il G8 di Spagna. Quanto questo abbia funzionato e quanto quel calcolo sia stato più o meno giusto, lo vedremo nei prossimi giorni: questa

è stata la risposta di popolo oggi pomeriggio davanti al ministero dell’Economia a Barcellona. Confortante. Ma resisteranno? Degenererà la protesta? Si arriverà a ciò che mi auguro non accada mai, ovvero scontri in piena regola? Perché in quel caso, difficilmente la polizia autonoma catalana reprimerà con troppa durezza cittadini che manifestano in solidarietà al governo per cui lavorano: sarà la Guardia Civil, ancora una volta, a intervenire? In tal caso, le misure antiterrorismo e l’addestramento che ne è seguito – oltre ai poteri che si possono millantare in suo nome – potrebbero rivelarsi molto utili. Utilissimi. Peccato che saremmo alla guerra civile. O allo stato di emergenza. O forse qualcuno la vuole per far detonare quella pentola a pressione ormai al limite chiamata eurozona, prima che il bluff della QE della BCE si sveli e salti tutto disordinatamente per lorsignori?

Guardate queste fotografie,



sono relative al 21 settembre del 2015, una settimana prima del voto regionale che ha visto i separatisti garantirsi il controllo del Parlamento di Barcellona, atto fondativo e prodromico dell’attuale referendum: sapete di cosa si tratta? Sono furgoni della Banca di Spagna che requisiscono e spostano a Madrid l’oro fisico detenuto nei caveau della capitale catalana. Come vedete, l’operazione non è di ieri: è stata preparata da tempo, doveva solo svolgersi in un certo modo e con certe modalità. L’isteria securitaria del terrorismo ha soltanto facilitato il compito. Attenzione, perché quanto sta accadendo e accadrà nei prossimi giorni in Catalogna segna il passaggio del Rubicone per tutti, quantomeno in Europa. E lasciate da parte per un attimo la palese violazione dei diritti civili e politici dei catalani, così come l’istanza identitaria in sé, qui stiamo parlando di repressione in grande stile del dissenso, il passo successivo e pratico della criminalizzazione che denuncio da mesi. Si parte dai ban sui social network, si passa attraverso le leggi contro il linguaggio dell’odio e si arriva alla Guardia Civil: c’è poco da fare o da dire, il meccanismo è in atto.

Perché lo dico con tanta certezza? Per questo,

perché quando la paura viene segnalata come pericolo imminente, il cui contrasto appare necessario in nome della stabilità, da parte di uno dei sancta sanctorum del potere politico-finanziario, vuol dire che la guerra è aperta. Oggi Deutsche Bank ha pubblicato un report che conteneva questo grafico, il quale ci mostra l’indice del populismo nelle nazioni più importanti, bilanciato in base alla popolazione. Bene, come per un dato macro o finanziario che va male si usa la formula “dai tempi di Lehman Brothers”, qui si usa “dai tempi di Hitler”. Ebbene sì, il populismo nel mondo – stando a DB – è arrivato al punto di non ritorno: e tutti si ricordano quali furono all’epoca la via d’uscita e l’epilogo di quel bubbone di rabbia e odio.

Hitler, lo stesso Hitler che viene mosso a paragone quando un discorso non è abbastanza politicamente corretto, quando si contesta l’immigrazione selvaggia, quando si nega il diritto LGBT di turno, quando si travalica il confine inciso nella sabbia del linguaggio d’odio, semplicemente perché si dice ciò che si pensa, avvalendosi del sacrosanto diritto di espressione. Sta tutto dipanandosi in base a una strategia precisa, la quale a mio avviso ha due sbocchi: repressione per creare il precedente e dare l’esempio (ovviamente con relativa campagna di discredito, quindi se in Catalogna salteranno fuori piani eversivi, mazzette o casi d molestie su minori da parte di politici indipendentisti, non stupitevi) oppure volontà provocatoria affinché la questione politica divenga prima sociale e poi istituzionale, investendo di ruolo e responsabilità l’UE.

Già, l’UE già scottata dal Brexit, in tema di referendum, materia che sta rivelandosi più rischiosa e ostica del previsto e che potrebbe davvero tramutarsi nel proverbiale chiodo nella bara dell’esperienza europea. E magari il precedente catalano, unito alla debolezza politica di Theresa May (non a caso, l’iper-atlantista Boris Johnson, doppiogiochista della prima ora, ha minacciato le dimissioni dall’esecutivo proprio sulla materia), potrebbe introdurre elementi di ripensamento al riguardo, anche alla luce dei rischi isolazionisti in un contesto di terrorismo quanto mai vivo (il famoso bidone che brucia per cui sono state arrestate cinque persone, manco per Piazza Fontana).


Venerdì la May sarà a Firenze proprio per sancire l’addio ideale del Regno Unito all’UE: vediamo dopo quell’atto quanto saranno lunghi i suoi giorni al potere. Siamo entrati nella fase operativa del progetto “The Village”, un’Europa del controllo sociale assoluto, con tanto di simboli, come la protezione in vetro anti-proiettile che Emmanuel Macron sta facendo costruire in questi giorni attorno alla Torre Eiffel. Attenti, perché tra non molto toccherà a noi. Il caos politico-istituzionale in atto non è certamente casuale.

Mauro Bottarelli

Fonte: https://www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/09/pentolone-catalano-sta-esplodendo-capito-ora-cosa-servivano-terrorismo-paura-permanente.html

20.09.2017

Pubblicato da Davide

  • Davide

    Madrid, Barcellona, l’Europa: sbagliano tutti

    È avvenuto quello che si temeva. L’arresto a Barcellona di 14
    alti dirigenti del governo catalano, accompagnato da minuziose
    perquisizioni e dal sequestro di 10 milioni di schede elettorali, è un
    episodio senza precedenti nella Spagna democratica. Ma è altrettanto
    grave che il governo regionale della Catalogna, approvando una legge ad
    hoc, abbia indetto per l’1 ottobre un referendum in barba alla
    Costituzione per decidere l’eventuale “secessione” della regione
    spagnola più ricca economicamente che raccoglie 7 milioni e mezzo di
    cittadini. Il governo nazionale e la Corte costituzionale non
    riconoscono questa decisione e hanno iniziato da settimane a boicottare
    la scadenza referendaria. Ieri dalle parole si è passati ai fatti.

    Carles Puigdemont, presidente del governo catalano, dichiara: «Ciò
    che è accaduto equivale alla fine dell’autonomia della regione e alla
    rottura del patto confederale che tiene insieme le autonomie spagnole».
    Migliaia di catalani sono scesi in piazza per protestare contro gli
    arresti. Anche Podemos, con il suo leader Pablo Iglesias, parla «di
    inaudito ritorno di detenuti in Spagna».

    È in corso dunque una guerra giuridica tra Madrid e Barcellona che
    sta degenerando. I secessionisti più radicali chiedono addirittura che
    la polizia nazionale abbandoni la Catalogna. Il governo, da parte sua,
    fa perquisire le tipografie per impedire che si stampino le schede
    elettorali, ricordando che funzionari e sindaci interessati coinvolti
    nella preparazione del referendum sono dipendenti dello Stato spagnolo.
    La maggioranza dei sindaci ha già annunciato l’ammutinamento. Se il muro
    contro muro continuerà, come è prevedibile, potrebbe essere mobilitato
    pure l’esercito. Sbaglia perciò l’Unione europea a mantenersi neutrale.

    Cosa farà Bruxelles, se dovesse prevalere la secessione? Il
    riesplodere virulento dei nazionalismi e dell’idea delle «piccole
    patrie» – di cui il caso catalano risulta paradigmatico – è sintomo
    della crisi del progetto di Europa politica e inclusiva. Il caso
    spagnolo è inedito nel diritto internazionale e potrebbe essere imitato
    da altre realtà (Scozia, Irlanda, Paesi baschi, ecc.). In Europa c’è
    solo il precedente della Cecoslovacchia, che – in modo tutt’altro che
    indolore anche se viene considerata consensuale – si divise in
    Repubblica ceca e Slovacchia nel 1992 con un atto del Parlamento
    nazionale in modo unanime, ma senza coinvolgimento popolare né
    referendum e dopo una scelta unilaterale fatta a tavolino dai presidenti
    ceco e slovacco, Havel e Meciar. Poi c’è la storia sofferta delle
    repubbliche ex sovietiche ed ex jugoslave. Chi parla di «diritto
    all’autodeterminazione» nel caso della Catalogna dimentica in quali
    situazioni quel diritto viene “legittimato”, con tante ambiguità e
    interessi geostrategici, dalle istituzioni internazionali: dittature,
    non rispetto dei diritti umani, tentativi di neo-colonizzazione,
    eccetera.

    Le forze politiche indipendentiste che governano la Catalogna hanno
    radicalizzato via via le proprie posizioni rendendo marginali socialisti
    e popolari. Solo quest’ultimi, più i centristi di Ciudadanos, ritengono
    disastrosa l’ipotesi del referendum e della secessione. La sinistra di
    Podemos non demonizza invece il referendum e le sue conseguenze,
    auspicando che dopo l’1 ottobre si possa riformare l’idea di Stato
    spagnolo: intanto accusa l’esecutivo di Mariano Rajoy di aver troppo a
    lungo ignorato la febbre indipendentista (lo dicono pure i socialisti
    del Psoe). Il problema però è che non è in ballo una semplice riforma
    per rendere ancora più federale lo Stato spagnolo: l’obiettivo dei
    referendari è la secessione tout court. È stato diffuso nel
    frattempo un appello di intellettuali e militanti della sinistra sparsa e
    senza partito con l’invito a non partecipare al referendum.

    Giunge così al capolinea la storia dei rapporti tra Madrid e
    Barcellona in quarant’anni di ritrovata democrazia. Quattro decenni di
    dittatura di Francisco Franco avevano represso le istanze identitarie
    dei catalani, che non potevano parlare la loro lingua e usare i colori
    rosso e giallo della propria bandiera regionale. Dai governi di Felipe
    González dei primi anni Ottanta in poi si è fatta molta strada in Spagna
    sul terreno delle autonomie regionali sul modello delle nostre regioni a
    statuto speciale: insegnamento del catalano, trasmissioni tv in lingua
    regionale, agevolazioni economiche, poteri legislativi regionali,
    eccetera.

    La febbre separatista è andata però crescendo negli ultimi anni fino alla pressione secessionista degli ultimi mesi.

    C’è in queste ore drammatiche chi si esercita su scenari futuri. Per
    esempio, in che campionato di calcio giocheranno Barcellona e Real
    Madrid? La nazionale che è stata campione del mondo nel 2010 si chiamerà
    ancora Spagna? Da qui all’1 ottobre avverrà davvero l’irreparabile tra
    Madrid e Barcellona?

    Aldo Garzia

    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    20.09.2017

  • DesEsseintes

    Qualcuno qui su CdC parlava di aporie intrinseche al sistema che a un certo punto sarebbero entrate in cortocircuito.

    Sarà questo…

    Personalmente comincio a perdere il filo.

    Cosa vogliono i catalani? Sono a favore della UE quindi che gli frega dell’indipendenza?
    La crisi l’hanno causata le misure restrittive europee, non direttamente Rajoy, quindi a che gli servirebbe la scissione? A farsi fli affaracci loro?
    Bella roba, come si fa a sostenerla se fosse davvero cosí.
    Inoltre qualche tempo, se la UE si consolida, “Spagna” non significherà più granché.
    Io personalmente, secondo le mie idee, devo augurarmi una Catalogna seoarata da Madrid? Una Spagna unita? O è meglio una siguazione di lotta aperta che forse inizierebbe a destabilizzaare l’ordine esistente? Non lo so.

    Trump è amico di Putin? Molto bene, ma allora perché insiste a attaccare l’Iran?
    E Cuba. E la Corea.
    Poi dice “America first” che può preoccuoare però aggiunge subito dopo, proprio all’ONU, “Come dovreste fare anche voi con il vostro paese” che è una frase forte e positiva per chi è contro la globalizzazione. Che sta combinando? Cosa vuole? Ha ancora margini di autonomia nel suo paese o è stato già fagocitato dal Deep State?

    I russi sembrano andare benissimo in politica estera ma dai piccoli segnali che arrivano pare che all’interno la situazione inizi a diventare meno stabile di quello che era fino a pochissimi anni fa.

    Che non capisca io è normale però se si leggono i commentatori specializzati ognuno dice la sua e non esiste più un consenso di fondo, eventualmente diviso in un numero limitato di tendenze interpretative.

    Forse, chissà, proprio questi sono i segni del “cortocircuito” che si avvicina sempre di più.
    Speriamo, un fine Kali Yuga in prima fila è uno spettacolo da non perdere.

    • Hito

      Glielo spiegate che i catalani producono gran parte del PIL spagnolo e pagano gran parte delle tasse; allo sresso modo la baviera produce gran parte del PIL tedesco e paga gran parte delle tasse… non vogliono pagare per i loro compatrioti,considerati “fannulloni”… figuriamoci quanta voglia hanno di pagare per i calabresi… Bagnai questa cose le dice da anni… ma probabilmente lui era troppo impegnato sull’annosa questione del Luberon…

      • riefelis

        La questione è sempicemente quella che hai citato.

        • adestil

          la corona spagnola,reclama come nel medioevo i suoi possedimenti e pagatori di tasse….d’altronde se si va a ben vedere le banche centrali spagnole(come quelle italiane ,tedesche etc..)erano proprietà di gruppi privati…in Olanda,Germania,Belgio,Uk,Spagna in particolare delle antiche famiglie nobiliari europee..quando sono confluite nella BCE la proprietà è ovviamente rimasta a loro….
          Difatto costoro senza pagatori di tasse,ossia schiavi moderni,e terre da sfruttare,non sono niente…qui viene fuori chiaramente la loro natura parassita…ma il re fateci caso non ha proferito parola,non ha parlato nè a favore nè contro semplimente non c’è se parlasse dovrebbe per forza dar ragione al suo fantoccio Rajoy e tutti capirebbero chi è ..invece gli spagnoli inebetiti tra calcio e terrorismo non lo stanno per capire nè ora nè mai..di essere solo sudditi di padroni avidi..

          ricordo per chi non lo sapesse che in particolare

          le tribù germaniche invasero sia la Francia(i franchi) che l’Inghilterra (Sassoni poi cambiatisi il cognome in Windsor) oltre a prendere possesso della stessa Germania(Sassoni e Coburgo Gotha) e quindi la Spagna

          di fatto anche se spesso in lite per le contese territoriali per lo sfruttamento di terre e persone sono tutti imparentati tra loro…

          In particolare la dinastia spagnola attuale,ossia i Borboni sono di origine francese(e quindi tedesca) https://it.wikipedia.org/wiki/Borbone

          costoro preso possesso sia della Navarra che della Spagna,granducato del lussemburgo , che del regno di sicilia e di napoli ,delle due sicilie che del ducato di Lucca etc..

          i Borboni derivano dai capetingi appunto dai franchi

          ecco la cartina dei popoli franchi(che sono appunto dei popoli germanici)

          https://it.wikipedia.org/wiki/Franchi#/media/File:Frankish_Empire_481_to_814-it.svg

          https://it.wikipedia.org/wiki/Franchi

    • DesEsseintes

      Per l’aborigeno

      È esattamente quello che ho scritto, povero infelice.
      Scritto, eh?
      Sta lí…però tu…ngù ngù…non capire…io aborigeno…cosa essere questi segnetti neri su foglio biango…

      Il problema, povero infelice aborigeno – ingiustamente espiantato dalla giungla nella quale ti trobavi benissimo con i tuoi amici ominidi – sai qual è?
      Che Borghi Aquilini (non so se lo conosci) ha detto in una conferenza disponibile su youtube che era giustissimo che il Veneto pagasse per la Calabria sennò col fischio che c’era l’esplosione del nordest.
      Allora povero piccolino, se stabilisici che ognuno si fa i cassi propri SENZA CONTEMPORANEAMENTE STABILIRE LE REGOLE DELLA SOLIDARIETÀ E CONVIVENZA non otterrai nulla.
      Scommetti che la Catalogna non si separa?
      Scommetti che la Baviera non si separa?

      Quindi imoara a contare fino a tre e leggi (si fa per dire) qui:

      1) bisogna superare la globalizzazione e per questo i confini vanno ritracciati e valorizzati nuovamente

      2) bisogna contemporaneamente stabilire una alleanza fra i vari confinanti, he sia fondata su qualcosa di diverso dalle regole volute dalle oligarchie attualmente al potere

      3) cos’è questo qualcosa? È l’identificazione di chi è il “soggetto” nella società, nelle attività economiche, in qualsiasi raggruppamento di entità.
      Il soggetto deve cessare di essere “centrale” e “dominatore” perché in quel caso porta inevitabilmente alla sussunzione di “ogni cosa” sotto quel potre centrale.
      Il soggetto che esercita il potere deve essere plurale, se vuoi “multipolare”, e quindi in questa ottica i confini acquisiscono nuovamente un autentico “valore” e contemporaneamente si crea il presupposto per rendere “comprendibile”, “realizzabile” ma soprattutto “fruttuosa” la solidarietà.

      Per cortesia, qualcuno che parli la lingua dell’aborigeno gli spieghi che l’uomo bianco non viene per fregarlo ma per esprimere pacificamente la sua idea nella convinzione che il dialogo non solo sia il mezzo per elaborare buone idee ma che sia esso stesso il fine più importante.

      • Hito

        Pensate come deve essere ridotto uno che non si ritiene razzista, però pensa di offendere il prossimo dandogli dell’aborigeno, del povero infelice e dell’analfabeta, scimmiottando la voce da negro… Che essere patetico ne esce fuori.

        Ma lasciamo perdere…

        Io ho risposto alle tue domande, se conosci le risposte un po’ si e un po’ no, a intermittenza, non è colpa mia. E se editi i post dopo averli scritti nemmeno
        Infatti è bastato l’arrivo di persone intelligenti come Claudio Borghi a far rientrare le spinte secessioniste interne alla Lega. Quella che descrivi tu è una nuova Unione Sovietica, mentre quello che propone Borghi è esattamente l’opposto: http://www.european-solidarity.eu/
        Anche il manifesto di solidarietà europeo, citato più volte da Borghi, è lì scritto, basta leggerlo.
        Dovresti imparare a non citare frasi corrette di persone che non conosci minimamente e ad appioppar loro i tuoi post-ragionamenti. E’ stupido, anche se non te ne rendi conto. Ma probabilmente nell’avere a che fare solo con altri nicknames si perde l’abitudine alle idee differenti, e a ragionare su queste, quello che parte subito in quarta quando ne sente una sei tu.
        Ci sono migliaia di post lì a dimostrarlo senza ombra di dubbio.
        Lo so che Catalunia e Baviera non si separano, sono tenute assieme dalle leggi e dalle armi, sai che collante potente per creare un'”unione”… solidale soprattutto… -.-

        • adestil

          borghi è uno onesto non pilotato…Bossi e Miglio,vero fondatore della Lega,era per l’unione coi tedeschi che finanziarono la Lega.. era per il ritorno al medioevo(caduto il muro di Berlino) dividendo l’Italia per sfere d’influenza tipo granducati….(da li il passo è breve a confederarsi con la germania o con l’austria o con entrambi)

          litigò con Bossi quando questi si alleò con Berlusconi e Fini marginalizzandolo e quindi difatto impedendo il suo piano(che era quello tedesco)

          era per una istituzionalizzazione della mafia e della ‘ndrangheta cosndierandoli indispensabili al sud perchè sane manifestazioni di quelle popolazioni togliendo gli aspetti delittuosi…
          forse ignorando che invece mafia e ‘ndrangheta sono già istituzionalizzate in Italia ma con tanto di delitto..e strage quando serve..

          https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Miglio

          • Hito

            A Borghi per ora credo ciecamente.avendo avuto la possibilità di stringergli la mano e guerdarlo negli occhi. Sentendo parlare lui e Bagnai ho imparato ad interessarmi della questione Euro ed è credendo in lui che voto Legs… Prima votavo M5S, ma sia a livello locale (non perdevo una riunione) che nazionale notavo parecchie cose che non quadravano. Ora hanno gettato la maschera e si capisce tutto.

        • Antonio

          É veramente un personaggio inquietante. Praricamente schizofrenico.

      • adestil

        l’unione italica è andata bene al nord perchè si crea un mercato interno(senza dogane e che compra i prodotti che produci al nord) oggi ovviamente che il mercato interno langue per mancanza di reddito interno (specie al sud)mentre il PIL che va all’estero per l’italia è +20% mentre quello che complessivo è +1% fa capire perchè alcune regioni vorrebbero staccarsi…oggi però…

        Quando era Bossi che si voleva staccare era solo perchè la lega di Miglio era finanziata dalla Germania che da sempre attenta a prendersi il nord italia…al tempo gli fu impedito dagli inglesi che appunto imposero l’unione italica in modo da evitare l’annessione germanica del nord italia…
        Bossi non si voleva staccare perchè non rendesse ancora bene vendere al sud.. oggi non rende più…
        Bossi è incavolato nero perchè Salvini non chiede più la secessione…ora che avrebbe anche una motivazione economica per il nord e non solo per la Germania .

    • clausneghe

      Cerrto..
      Lo sogno anch’io di essere vaporizzato da una esplosione atomica o termobarica fa poca differenza..
      Ti immagini, passare dal vivo vivento in un attimo a cenere!
      Risparmio di dolori, spese, mortori, finte.
      Tutto finito, Blammm

      • DesEsseintes

        Sí, hai proprio ragione.
        Non è sarcasmo.

    • Wal78

      Innanzitutto bisogna considerare che nazioni come la Spagna, Italia e Francia in realtà sono stati tutti partoriti come progetti di aggregazione dall’alto come l’UE (solo che erano progetti in piccola scala). I francesi, gli spagnoli, gli italiani non esistono … sono un puro costrutto culturale forzato e imposto anche militarmente con la forza (basta studiarsi i casi dell’Andalusia o della Galizia, la Navarra, La Bretagna o tutto il sud Italia). Il caso più vergognoso è stato quello della Francia dove con la forza sono state abbattute anche tutte le differenze linguistiche. Non deve affatto stupire se queste nazioni possano anche crollare ad un certo punto specialmente se gli stati deputati a governare queste nazioni non hanno più alcun ruolo di sovranità reale.

      La Spagna ha tutto da perdere se se ne va la Catalogna
      – perde 7.7 milioni di abitanti e diventerebbe il quinto paese d’Europa dietro la Polonia (questo significa perdere peso amministrativo nella burocrazia UE)
      – perde la seconda città del paese
      – perde il 21% del PIL
      – perde il 27% del commercio estero
      – perde il 30% dei turisti
      – disintegrerebbe il paese perché la Spagna nasce dall’unione di Castiglia e Aragona (che poi comprendeva Catalogna)

      Trump e Putin non sono e non saranno mai amici. USA e Russia per il loro DNA imperiale hanno e avranno sempre interessi geostrategici opposti. Gli americani, come gli inglesi prima di loro hanno da sempre due strategie: controllare il Medio Oriente e controllare le vie marittime (Suez, Singapore, Panama, Gibilterra, Gibuti) ecc..
      Il dominio sui mari è messo in discussione (con la nuova via della seta e l’apertura della rotta marittima artica russa Suez, Gibilterra e Gibuti diventano inutili, per Singapore la Cina ci sta lavorando con la militarizzazione del mar Cinese, Panama è già uscito dalle mani americane)
      Il dominio sul medio oriente energetico e militare è messo in discussione dalla Russia. In Siria, militarmente gli americani hanno perso e non dimentichiamoci che per un impero anche una piccola sconfitta si puo trasformare in una grande debacle. Si capisce quindi perchè Iran e Corea sono cosi al centro della questione
      Se l’America perde questi due asset il petrodollaro è finito. E chiaramente succederà perchè anche parte dell’elite finanziaria pensa che sia l’unica via per mantenere in vita il capitalismo
      Per quanto riguarda America First è semplicemente uno slogan di marketing come Yes Yo Can, L’Italia che Avanza, En marche ecc ecc.

      A mio parere non è che ci si perde il filo è che le cose non sono bianche o nere, bene o male. Inoltre notizie contrastanti vengono costantemente diffuse proprio per creare caso e confusione e allontanare sempre più le persone dal capire razionalmente il quadro generale.
      Comunque dal mio punto di vista ritengo che più c’è violenza mediatica o poliziesca da parte del sistema più significa che è in difficoltà e deve calare la maschera.

      • riefelis

        Concordo su tutto a parte una considerazione. Italiani e Francesi forse non esistevano ma ora esistono.

      • DesEsseintes

        Evidentemente non mi sono spiegato bene.
        Colpa mia.
        Non lo dico con sarcasmo.

    • N€uro

      Dal mero punto di vista economico-finanziario, l’idea dei catalani è proprio quella: rimanere nell’euro tenendosi il bottino fiscale e al diavolo le politiche di redistribuzione all’interno del paese. Ma non è un favore quello di redistribuire parte del surlpus fiscale nel resto del pease, in Spagna così come in Italia (Nord ricco verso Sud “fannullone”). E’ necessario che sia così per garantire/sostenere la domanda interna. Che poi, quello di non distribuire, è proprio l’atteggiamento che viene maggiormente stigmatizzato parlando della Germania che trattiene per se l’enorme surplus commerciale. Una disUnione Europea che non viene attaccata-criticata, ma nella quale ognuno cerca il modo di salvare il proprio bottino. Non c’è che dire solidale. Comunque il tentativo catalano è ben visto proprio da Bruxelles, perchè tenta di superare il concetto di Stato Nazionale a favore di aree regionali più piccole. Vari articoli ne parlano.
      http://federicodezzani.altervista.org/lo-stato-nazionale-e-superato-perche-bruxelles-sostiene-la-secessione-della-catalogna/
      http://orizzonte48.blogspot.it/2017/09/timo-catalunyaet-dona-ferentes.html
      http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/la-catalogna-la-spagna-e-leuropa-che-si-lecca-i-baffi/

      • DesEsseintes

        Sono d’accordo.
        Per questo ho detto varie volte che il nazionalismo è un’arma a doppio taglio.
        Occorrono altri ideali ben più coraggiosi del “famose li katsi nostri”.

    • adestil

      se trump è amico di putin o meno non conta niente…commetti un errore quello di pensare che il presidente USA controlli gli USA…perchè è cosi’ che viene presentato..di fatto controlla poco o niente…sicuramente non controlla le sanzioni o decide se fare guerra o meno… chi comanda negli USA sono il congresso ed i militari dietro di cui c’è l’elite che non ama mostrarsi troppo o si mostra ma non la riconosciamo mai come tale…se Trump fosse l’elite o cmq contasse veramente nessuno si permetterebbe di ridicolizzarlo ogni giorno da quando insediato dall’ultimo stilista o cantante che si rifiuta di cantare al suo insediamento…dall’ultimo gay che va in tv a dirgliene 4…dall’ultimo giornale o dal primo che ogni giorno insiste con la bufala del russiagate o lo ridicolizza per qualsivoglia motivo..questo tiro al piccione fateci caso si interrompe solo nei giorni in cui Trump minaccia guerre e e sanzioni all’Iran o alla Russia o agli amici della nord korea ….appena si ferma un attimo riparte lo stillidicio ricattatorio che serve solo ad impedire a Trump di esercitare quel poco di potere che il presidente ha… Putin lo ha detto chiaramente ”ci aspettavamo distenzione da Trump invece è caduto prigioniero dei soliti gruppi di potere che controllano realmente gli USA” in riferimento alla chiusura sbrigativa di alcune amabsciate russie….più chiaro di cosi’… l’ultimo che provò ad essere indipendente almeno in materia monetaria (non certo quella militare)stampando dollari di stato garantiti dall’argento di stato si chiamava jfk tutti sappiamo come è andata con lui ed il fratello Bob..

      • DesEsseintes

        cito con le lacrime agli occhi:

        “commetti un errore quello di pensare che il presidente USA controlli gli USA”

        MA HAI LETTO QUELLO CHE HO SCRITTO???

        E sveglia un po’…

  • –<>– –<>–

    Dopo le cessioni di sovranità, si passa alla fase 2 dell’ue, il dissolvimento degli Stati nazionali?
    Secondo me l’ue non è estranea a ciò che sta accadendo, e sta con i catalani.

    • Hito

      A giudicare da quanto si legge (non in UE dove c’è più propaganda che durante il ventennio) è più facile che si dissolva l’unione… e diventa ogni giorno più probabile… anche Macron definisce i suoi compatrioti “fannulloni”… solo pochi mesi di presidenza ed è già pronto per la pattumiera della storia…

      • –<>– –<>–

        Infatti, pur di non dissolversi, l’ue pare stia accelerando i tempi per consolidarsi.
        Per ora è molto più probabile che si dissolva la Spagna.
        In caso contrario, sarabbe un colpo per l’ue.

    • Tex42

      Non penso che si giungerà alla secessione o si ricorrerà alla violenza.
      All’Ue farà molto più comodo avere uno “spettro Catalogna” da agitare contro la Spagna, se questa volesse un giorno ribellarsi all’euro e all’Ue stessa…

      Ormai dovremmo sapere che certe elitè amano “il caos per il caos”, si veda buona parte della riva meridionale del Mediterraneo…

      • –<>– –<>–

        Gli Stati nazionali, per l’ue sono un ostacolo, meglio tante piccole regioni con pochi poteri.

    • riefelis

      Non sparate questi ridicoli complottismi da quattro soldi. il problema catalano c’è sempre stato.

      • Eric Maria Gerets

        Però non è complottismo riefelis, è un dato di fatto che i regionalismi, i secessionismi sono utilissimi a fasi alterne a chi detiene le leve del comando in un determinato periodo storico, è ovvio che le ragioni di base ci possono essere e ci sono, etnia, religione, lingua fino alla questione economica e alla tassazione.
        Se questa tattica viene da sempre usata in medio oriente dalle potenze coloniali, perché non può essere usata con altri mezzi in piena Europa?
        Ritengo solo che non si colga chi è davvero interessato ad avere un Europa che da colonia, però composta da stati abbastanza grandi da avere voce in capitolo su varie decisioni, fino alla opposizione da posizione di forza( demografica, economica e industriale) appoggi la stessa colonia suddivisa però in provincie dando loro l illusione che se governate in autonomia possano sviluppare tutto il loro potenziale economico industriale essendo sgravate dai “pesi morti” di altre provincie meno produttive o addirittura assistite.
        A qualcuno fa comodo questo?
        Certo che si dal mio punto di vista.
        Non è l UE che puo però decidere questo, l UE geopoliticamente non esiste, è un entità burocratica astratta, io tenderei a guardare il centro dell impero, e perché no anche a talune potenze emergenti, tutto sommato qualche volta gli interessi in determinate questioni possono pure convergere.

      • –<>– –<>–

        Ma l’ue no.
        Non sarebbe in qualsiasi caso, uno stato indipendente, a meno che non esca anche dall’unione.
        Peggio del brexit quindi?
        L’ue tace, quando è coinvolta direttamente.

  • Annibale Mantovan

    Sempre “D E M O C R A T I C I” gli stati nazionali di tutta Europa ma quando si tratta di ascoltare il popolo diventano tutti F A S C I S T I. L’ Europa stessa è fascista e gerrafondaia-stragista. Destra e Sinistra sono solo sulla carta. Adesso manca solo qualche cecchino alla prossima manifestazone, in stile Maidan. Finirà che i catalani chiederanno aiuto ai russi.

  • riefelis

    IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE
    Sapete cosa vogliono veramente i catalani?
    Vogliono trattenere in Catalogna il loro carico fiscale. Non vogliono semplicemente condividere con il resto della Spagna parte della loro ricchezza.

    • DesEsseintes

      Infatti.
      Però su questa richiesta cosí egoistica potrebbe nascere un movimento di ribellione antiautoritario.
      Mi sembra difficile ma vedo crepe che si aprono da tutte le parti e qualcuna potrebbe improvvisamente cedere.

    • Annibale Mantovan

      Ed in effetti mi sembra che Madrid per prima cosa si sia preoccupata di prelevare tutto l’ oro dai forzieri di Barcellona ancora nel 2015. Poverini i madrileni. Questa vicenda mi ricorda il recente “fallimento” di BPVI e Veneto Banca. Alquanto strano come fallimento mentre i forzieri di B. intesa si riempiono!

      • riefelis

        I catalani sono un’altra nazione diversa da quella castigliana. La questione veneta è solo una questione di colore creata da quelli della Liga. Ridicolo folklore strumentale

        • Annibale Mantovan

          Apperò…vedo che hai molto rispetto per i veneti.

          • riefelis

            I VENETI SONO ITALIANI e li rispetto come tutti gli italiani. Siamo tutti italiani.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            I veneti sono prima veneti e poi italiani.

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Il fatto che la Lega sia un fatto di colore (lo penso anch’io) non esclude il problema che ha il Veneto.

          • riefelis

            Non esiste un problema Veneto. Il Veneto è una regione italiana. C’è un problema nazionale.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Eh, se non me lo spiegavi non ci sarei arrivato, nemmeno ti salta in mente che il Veneto come le altre Regioni ha specifici problemi legati alla, appunto, specificità della zona. Grazie. Sempre i puntuti in servizio permanente.

  • Eric Maria Gerets

    La domanda che mi pongo è la seguente, a chi fanno comodo davvero le “piccole patrie”?
    È davvero questione fiscale o identitaria?
    Stati più piccoli o divisi sono segno di autonomia e democrazia o solo un tentativo di rendere un territorio meno coeso politicamente e quindi meno forte sul piano diplomatico?
    Se gli stati nazionali sono oramai svuotati di senso dal punto di vista politico economico e militare è ancora contro questi che si deve rivolgere la battaglia principale?
    Chi anche qui dalle mie parti vede un Veneto che per salvare la pelle oggi si dovrebbe legare al circuito economico tedesco pur rischiando di diventarne ancor più periferia domani (con tutto cio’ che questo comporta), che battaglia porta avanti?

    Per quel che mi riguarda, e lo dico da ex tesserato leghista che negli anni 90 non perdeva un comizio di Bossi, queste domande sono retoriche, per altri forse no.

    • riefelis

      E’ una questione che va considerata caso per caso.

  • Cataldo

    Non avevo mai capito lo spessore dei sentimenti catalani verso Madrid sino ad un capodanno di tanti anni fa a Barcellona, in una splendida sala un banchetto di lusso, con la crema della borghesia Barca, al momento del brindisi all’ultimo acino, tutti, ma tutti, intonarono a squarciagola l’augurio di distruzione e morte a Madrid, il nostro era l’unico tavolo con qualcuno che non cantasse a squarciagola.
    Mi permisi di osservare, dopo che era sbollito questo orgasmo, che era un modo abbastanza barbaro e tendenzialmente sfigato di iniziare l’anno nuovo, stavo per chiedere se anche per i madrileni, in quel momento, la principale preoccupazione fosse augurarsi uguale destino per Barcellona, un tedesco al mio fianco si capiva avrebbe voluto fare le stesse identiche osservazioni, ma lo sguardo del mio ospite, un paesano calabrese ben introdotto nelle strutture al vertice del turismo della zona, mi convinse immediatamente a lasciar cadere il discorso. Al momento del sigaro mi disse all’orecchio, ” chisti su fricati i capa” , un chiaro monito a non cercare razionalità nella faccenda; adesso servirà questa razionalità.

    • riefelis

      Testimonianza interessante.
      A Madrid certamente non si augurano la medesima cosa. Serve il gettito fiscale catalano.

    • Pfefferminz

      Ti ringrazio dell’interessante testimonianza, ma potresti tradurre “chisti su fricati i capa”? Grazie.

      • Cataldo

        Sarebbe un misto tra pazzi e imbecilli, più o meno.

      • Truman

        Questi si sono fottuti il cervello

        • fastidioso

          Esattamente !
          È dialetto cosentino.

  • clausneghe

    Questo è un chiaro messaggio anche per la Lega nostrana.
    Salvini riga dritto e non parlare mai più di secessione.
    Vai in Televisione a pagliacciare fin che vuoi ma lascia stare i Santi, ti mandano a dire.
    Questa UE è sempre più scombussolata e Eurogendfor si scalda i muscoli.

    • Eric Maria Gerets

      Ma Salvini non parla più di secessione da anni, è proprio questo che da più fastidio piuttosto,
      la Lega secessionista faceva comodissimo, una lega più “nazionalista” è proprio quello che gli europidi non vogliono, al netto di questo, Salvini cadrà nella trappola e difenderà l autonomia dei catalani paragonandoli ai lombardi ai veneti ai bavaresi eccetera, cercando di portare a casa qualche voto nostalgico parlando di democrazia e diritti.
      Salvini come tutti gli altri cavalca l onda del momento,l abbandono della giustissima battaglia antieuro dopo la sconfitta di Le Pen in Francia è lì a dimostrarlo.

      • riefelis

        Verissimo

    • Mario Poillucci

      eurogendfor ci fa un baffo a sestuplo tortiglione ritornato e carpiato! Mi auguro per loro che non credano di essere gli unici ”muscolosi” ed armati! Potrebbero avere amarissime e ”scoppiettanti” sorprese e, francamente, non vedo l’ora!!!

      • clausneghe

        Eh sì Mario, ci si potrebbe divertire.
        Io porto un “pinocchio” Russo, sai, quel carro armato che lancia trenta missili termobarici nel giro di un minuto–
        Sai che risate, veder gli omini in nero bruciare come insetti?
        Scherzo, ma dalle mie parti la terra ha già bevuto in abbondanza negli anni passati il sangue dei Krucchi e può esserci un ritorno…

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Salvini, al momento opportuno, sarà perfettamente allineato ai potentati EU.

  • gnorans

    Queste scritte sono in inglese:
    https://ibb.co/g3tETk
    https://ibb.co/dsJ3M5
    Magari non vuol dire niente, però è strano per una manifestazione dai forti sentimenti identitari…

    • DesEsseintes

      Se li mettevano in catalano li capivano solo loro.
      In spagnolo sarebbe stato peggio.
      In inglese gli stanno comunque dicendo che rifiutano la loro lingua.

    • fastidioso

      magari se le avessero scritte in catalano non avremmo capito niente

      • DesEsseintes

        In castigliano non potevano sennò era una ammissione di appartenenza alla Spagna…

        Però sotto c’è il gombloddo, la faccenda puzza…

  • Nathan

    Che tristezza ancora con la questione che io pago di più e allora tutto mio. se non si superano certe problematiche si sarà costretti a rivedere la guerra tra fratelli in Europa. Ma le parole fratellanza, condivisione,aiuto valgono solo per le occasioni pubbliche e poi tutti a farsi gli affari propri. Speriamo che biechi interessi di politicanti inetti non minino quello di buono fatto fino ad adesso per mandare avanti la ” baracca”.