Home / Attualità / La Catalogna in rivolta dentro un’Europa incapace. E con il fantasma di Franco
Juan Carlos (left) and General Franco. ANSA

La Catalogna in rivolta dentro un’Europa incapace. E con il fantasma di Franco

 

 

DI ALBERTO NEGRI

notizie.tiscali.it

L’Unione Europea avrebbe dovuto costituire il superamento dello stato nazione attraverso alcuni strumenti come una politica estera e di difesa comuni. Un esercito comune e un comune servizio civile avrebbero dovuto dare l’impressione ai cittadini europei che si stava superando la frammentazione statale per aderire ad un’entità più grande. Hanno invece prevalso gli egoismi. In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione.

Serve un compromesso: questo è il refrain più gettonato dopo il voto di ieri in Catalogna che assegna la vittoria agli indipendentisti e il posto di primo partito agli unionisti di Ciudadanos. Ma cosa serve davvero alla Spagna? Una riforma della costituzione del 1978. Era nata per assicurare una transizione che non si è mai veramente compiuta.

Il fantasma di Franco si aggira ancora nella Spagna del ventunesimo secolo. Dopo la morte del dittatore la Catalogna votò per la nuova Costituzione e divenne una delle comunità autonome all’interno della Spagna ma si è vista sempre respingere, in particolare dai governi del Partito popolare e dallo stesso premier Rajoy, la richiesta di essere equiparata nel regime fiscale autonomo ai Paesi Baschi.

La costituzione spagnola era nata per superare due problemi: legittimare la monarchia e fare in modo che la Corona facesse da garante nei confronti di forze armate filo-franchiste. Questi sono i principi di una costituzione concepita come il punto di partenza di una transizione tra il franchismo e la democrazia.

Oggi, in questo contesto, la sfida catalana, che si presenta come un movimento di secessione, trae la propria energia motrice dalla frattura tra gli spagnoli e le loro istituzioni, da un rifiuto della corruzione, che comunque è presente in Catalogna come altrove, senza dimenticare l’ostilità contro le vestigia dell’assolutismo, ancora numerose nella penisola iberica dove Re, Chiesa e “Grandi di Spagna” rimangono i principali proprietari terrieri del Paese e a questo titolo godono di gran parte degli aiuti europei per lo sviluppo. Un feudalesimo travestito da aiuti allo sviluppo che è la linfa per ogni indipendentismo.

Ma la vera domanda, al di là del caso catalano, è chiedersi oggi che cosa rappresenta ancora lo stato-nazione? E’ come un vecchio frac. Si è perso per strada insieme alla graduale dismissione del concetto di patria, di cui è esempio emblematico l’abolizione della leva obbligatoria e la costituzione di eserciti professionali. Gli stati-nazione europei sono nati intorno agli eserciti e alle mobilitazioni delle masse. Quando questi elementi mancano comincia a mancare anche la coesione che fa del soggetto nazionale un’entità che rappresenta il bene comune. L’Unione Europea avrebbe dovuto costituire il superamento dello stato nazione attraverso alcuni strumenti come una politica estera e di difesa comuni. Un esercito comune e un comune servizio civile avrebbero dovuto dare l’impressione ai cittadini europei che si stava superando la frammentazione statale per aderire ad un’entità più grande. Hanno invece prevalso gli egoismi. In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione.

Alberto Negri
Fonte: http://notizie.tiscali.it
Link: http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/La-Catalogna-in-rivolta/
22.12.2017

Pubblicato da Davide

49 Commenti

  1. L’Unione Europea deve basarsi sull’esercito? Ma che si è bevuto?

    La UE per funzionare si deve basare sull’UGUAGLIANZA DI DIRITTI E DOVERI di tutti suoi cittadini e sulla solidarietà fiscale tra stati, altrimenti sarà sempre e solo il fallimento che è oggi.

    • L’articolo dice un altra cosa. parla di esercito quanto di servizio civile. il massimo legante sociale dell’unione su larga scala, (a parte i pagamenti con la stessa moneta) sono oggi sono solo i progetti tipo Erasmus, ma escluderebbero gli strati “bassi” . Effettivamente esercito e servizio civile sono un tassello per quanto piccolo ( se vogliamo ) influente in qualsiasi società ( roma antica ne è stata la prova storica più lampante a mio avviso). Pur essendo un pacifista ed un obbiettore riconosco che L’esperienza militare ha un grado di formazione umana e sociale non indifferente (quando condotta in modo sano !). Uno stato si aggrega anche cosi, come in natura. Purtroppo non affronta quanto sia difficile pensare in termini concreti un europa che faccia un erasmus e s.c. militare

      • Puoi far fare il boy scout quanto vuoi, ma finché un giovane greco non avrà diritto alle stesse opportunità e garanzie sociali di un finlandese non sarà mai fiero di essere cittadino d’Europa!

        • sono d’accordo con la tua indignazione, ma non è veramente attinente, nel senso che l’unione non è un unione per assolvere garanzie sociali ( lo è in parte giuridicamente quando puoi portare alcune discriminazioni a livello di corte di giustizia europeo ) ma piuttosto per attuare un mercato unico in salsa democratica tra gli stati, con l’unica garanzia di un tribunale a cui appellarsi nel caso di controversie tra stati e tra cittadini e stato ( di cui si ha la cittadinanza e non il contrario, a quanto mi risulta ). In teoria un greco che vorrebbe le stesse opportunità potrebbe trasferirsi in Finlandia senza visto e già con la residenza temporanea potrebbe addiritura votare in quel paese ( cosa che poi non fa nessuno ). La vicenda è complessa ed io volevo solo affrontarla teoricamente ( perchè nella pratica c’è da piangere ) cioè non sarebbe sbagliato corollare un unione anche nel campo del servizio civile interstatale ( che poi sono quasi sicuro si sarebbe trasformato nell’equivalente delle ONG nel mediterraneo, a scopi nwo, ma per altri motivi).
          Credo anche che sia da boyscout pretendere che i vinaioli del Primitivo di Manduria possano avere le stesse garanzie o stipendio dei produttori di Champagne. Semplicemente perchè quelle sono variabili inscindibili dal contesto economico di mercato inserito in luoghi non virtuali, e ad oggi non c’è una legge economica teorizzata che possa compiere quella magia nonostante la buona volontà.
          E’ come pretendere che gli Ingenieri del Burkina Faso abbiano il diritto e l’oppurtunità di lavoro e di stipendio dei un ingeniere della Silicon Valley, rimanendo in Burkina Faso ( la colpa è del Silicio!).
          Nell’economia ci sono processi naturali che nessuna politica o teoria possono invertire o arginare completamente, come quello della domanda e offerta e di conseguenza quella ridistribuzione di ricchezza che si porta dietro.

          • Se l’Unione Europea deve servire solo a creare migranti tra i paesi del sud e quelli del nord, allora possiamo benissimo seppellirla!

            E riguardo alla California, le tasse pagate dai suoi ingegneri servono anche per sovvenzionare stati USA meno ricchi… perché gli USA sono DAVVERO un’unione e non una buffonata come questa Europa!!!

          • Sugli Usa non sono cosi convinto, ma mi sembra un federalismo abbastanza serio (come sistema teorico intento).
            Sono cmq d’accordo, anche se OT, infatti il fallimento europeo sta in proprio, liberalizzare la cittadinanza come se fosse un bene materiale, porta gli stessi danni di questi, le persone diventano beni circolanti: i cervelli e i giovani fuggono, (che futuro può esserci?) eppure chi ha pagato l’istruzione è lo stato di partenza. Un po’ come quando si pretende che la russia lasci l’ucraina all’europa, dopo che di fatto l’infrastrutture (autostrade, edifici etc) le ha costruite lei.
            Per me poi eradicare le culture è sicuramente il più grande danno sociale possibile e neppure risarcibile, il più grande errore umano insieme all’inquinamento.
            Se devo guardare invece i vantaggi, per esempio, le leggi europee sull’uso della chimica nell’industria sono molto più avanti di qualsiasi altro stato mondiale nel rispetto della salute dei lavoratori e consumatori. In America 10.000 persone sono morte per la decaffeinizzazione industriale con acido solforico, anchè un tonto non l’avrebbe fatto, ad esempio.
            Un modello unico e perfetto non esiste, vanno tutti limati ed adattati altrimenti fanno più danni che altro. Intanto un sincero abbraccio e grazie, perchè ti leggo sempre con piacere.

          • Sei proprio sicuro che le normative europee siano sempre migliori di quelle nazionali?

            Prima di aderire alla UE le leggi italiani PROIBIVANO il gioco d’azzardo che invece adesso è legalizzato a punto tale da poterlo pubblicizzare in TV. Ti sembra un miglioramento?

            Nel campo dell’alimentazione le leggi italiane erano molto più restrittive e garantiste prima. Vuoi un esempio? Una volta in Italia era considerato sofisticazione alimentare usare la lecitina come emulsionante nella cioccolata al posto del burro di cacao.
            Questo per garantire la purezza del prodotto (nella cioccolata c’era solo cacao) anche se ovviamente così era più costoso da produrre.
            Ormai è praticamente impossibile trovare della cioccolata senza la lecitina, neanche se artigianale, perché questa viene addizionata direttamente alla massa di cacao semilavorata (lo so perché l’ho chiesto ad una mostra mercato).

            L’UE è solo uno strumento di comando in mano a potenti lobby. SVEGLIA!!!

          • “Una volta in Italia era considerato sofisticazione alimentare usare la lecitina come emulsionante nella cioccolata al posto del burro di cacao.
            Questo per garantire la purezza del prodotto (nella cioccolata c’era solo cacao) anche se ovviamente così era più costoso da produrre.
            Ormai è praticamente impossibile trovare della cioccolata senza la lecitina, neanche se artigianale, perché questa viene addizionata direttamente alla massa di cacao semilavorata (lo so perché l’ho chiesto ad una mostra mercato).”

            Hai ragione, quello che dici a proposito della lecitina lo ho constato anche io, ma questo é uno splendido ESEMPIO ALLA ROVESCIA, perché la cioccolata senza lecitina di soia si può trovare dovunque, in Europa, tranne che in Italia.

          • Beh quello del cioccolato era l’esempio meno nocivo tra quelli che ho citato.

            Lo Stato italiano 40 anni fa era molto diverso dagli altri Stati europei. Lo si poteva definire semisocialista perché aveva il monopolio su molti aspetti economici. Questa organizzazione dello stato è stato il fattore chiave del boom economico anni ’60 perché ha permesso la ridistribuzione della ricchezza prodotta (ancora oggi l’Italia è uno dei paesi con le famiglie più ricche). Una volta crollato il muro di Berlino e fondata la UE l’Italia ha dovuto “mettersi in riga” e applicare il modello privatistico comune agli altri stati europei.
            Come abbiamo visto tutti, il processo di rapida privatizzazione forzata (le riforme che vuole l’Europa) è stato tragico per la mostra economia e di riflesso per la società civile.

          • L’Italia si é sciolta come neve al sole per la presunzione, faciloneria e l’incompetenza della sua classe dirigente che dura dall’Unità del Paese.

          • Giusto.
            Ma ti sei chiesto “perchè” è stata messa al potere “quella” classe dirigente?
            Più che altro “da chi”, è stata messa al potere.

          • Da un popolo al quale é stato impedito di vivere la propria storia e percorrere la propria strada, reso immaturo e superficiale dalle mire tronfie ed insensatamente tragiche di una dittatura progettata e voluta fuori dal Paese e dal tempo, prima, e costretto poi, nell’atto laborioso e complesso di risollevarsi e ristrutturarsi socialmente, alla rassegnazione dalla brutalità di svariati ed oltraggiosi attentati parlanti nuovamente il linguaggio esplicito del tradimento.
            Reso, infine, materialmente avido e frivolo dal massiccio dispiegarsi di un’esaltazione consumistica mirata, incontrollabile veleno delle coscienze, guidata da schermi televisivi onnipresenti, interessati e cinici.

          • Materialmente sì.

            Ma in realtà, l’hanno fatto gli stessi che hanno brigato per creare lo Stato Unitario Italiano, partendo da quello staterello ridicolo del “Regno Di Sardegna”.

            Uno Storico ha detto che la “rovina dell’Italia” è iniziata quando si è consentito agli Italici di non dover più prestare servizio nelle Legioni!

            Magari l’ha presa un pò alla lontana, ma non credo abbia tutti i torti.

          • No non sono sicuro, e di sicuro non lo sono sempre, quelle leggi. Le lobby stringono attorno a bruxells e impongono i loro voleri, tante le direttive serie in vari campi ci sono, ma poi gli stati non le applicano..o viceversa le direttive sono giuridicamente inammissibili perche l’interesse della ratio legale non è il cittadino nè un mercato sano.
            Hai toccato i miei nervi scoperti: gioco d’azzardo e cioccolato. L’uno la peste bubbonica celebrale e patrimoniale della società e l’altro il cioccolato, mio dolce sprediletto. Confermo quella storia, mi ricordo quando il sapore è cambiato e quasi ogni morso me lo ricorda. Alla base di entrambi questi aspetti mi sono convinto peró che chi ha tramato più è stata la Svizzera. Sarà che effettivamente quel vecchio sapore lo si trova nella produzione elvetica e sarà che anche il gioco d’azzardo è affar loro anche da noi.
            Non differisce comunque da quelle rapine sociali coi numeri a pagamento 144 che faceva lo stato e che Grillo già denunció negli anni 90 e fu interdetto dalla Rai.
            Il livello dello scontro infatti non è stato/Ue è cittadino/Multinazionali.. in qualsiasi stato, Globalmente. Uno scontro impari e basato sull’informazione e coscienza personale contro la corruzione diffusa e quasi legale a fondo perduto, tanta è la ricchezza accumulata.
            Le infrastrutture amministrative, la Ue e gli Stati, sono solo apparati, sono teorici, esisterebbero in qualsiasi configurazione, anche nel mondo capovolto “rivuluzionato”

          • Quindi, dato che la UE è lo strumento che le multinazionali hanno inventato per indebolire e soggiogare gli stati nazionali, è dovere civico di ogni cittadino collaborare a smantellarla!!!

          • Non sono convinto, nel senso che anche L’Italia è stata creata a tavolino con gli stessi intenti. E sei da capo. Quello che va fatto a mio parere è proprio l’opposto. E’ trasformare in storia positiva ciò che è il qualchè modo già necessario e complesso, e che le elite propongono confezionato da loro. Ed è lo stesso processo che si fa quando si decide al supermercato di non prendere la torta e farsela a casa. O di ripararsi da soli un oggetto prima di gettarlo via. Tutto il resto è consumismo storico (licenza poetica). Come per l’Onu, voluto per attuare Nwo, oggi struttura che l’elite vorrebbe smantellare, perchè fuori controllo: ora va tenuta (o riformata) perchè gli rema contro.

          • La Russia è fuori della UE, fuori della NATO e nel consiglio di sicurezza ONU dove ha gli stessi diritti di veto degli Stati Uniti. Non mi pare che l’Italia parta dalla stessa situazione.

          • “Ed è lo stesso processo che si fa quando si decide al supermercato di
            non prendere la torta e farsela a casa. O di ripararsi da soli un
            oggetto prima di gettarlo via.”
            Vero,peccato che dovresti partire dal selezuionarti le varietà di grano, coltivarlo, raccoglierlo e macinartelo in proprio.
            Se tu vedessi “cosa” c’è e “cosa” danno al grano quando lo trasportano, smetteresti di mangiare!
            Idem per tutto il resto.
            Per farti la torta ti servono la farina, le uova, il burro, il latte…
            Stesse problematiche per ogni ingrediente.
            “Ah, ma io le uova le ho dale mie galline”.
            E cosa mangiano?
            Perchè se gli dai solo un misto di cereali aziendali, campano poco e non fanno uova.
            Nei mangimi aggiungono il 15% di soia, e siamo da capo…

        • E’ giusto! Vogliamo mandrie di renne a pascolare sulle isole Greche!!!

  2. Per superare lo Stato nazione in europa basterebbe spianare le Alpi e i Pirenei e prosciugare qualche fiume.
    Gli Stati nazione sono territori con confini naturali definiti, la penisola iberica, quella italica etc …, entro le quali vi sono varietà di usi e costumi, ma non si può affermare che siano popoli diversi.

    • Ma che cosa dici ?… E il portogallo, come mai esiste ? E la Scandinavia come mai non è uno stato unito? ce n’è un infinità di esempi … Queste tesi dei difensori della tragicomica invenzione ed esistenza di Pizzemandolinolandia, vera bizzarria geopolitica, sono senza senso

      • Certamente, ma i portoghesi hanno sempre agito indipendentemente dal resto degli iberici, mentre i catalani hanno partecipato insieme agli altri al saccheggio sudamericano durato 500 anni, identificandosi come spagnoli.
        E altrettanto certamente oltre all’autodeterminaIone ci vuole la solidarietà tra i popoli, altrimenti è becero nazionalismo egoista, come i catalani stanno dimostrando

  3. Alberto Negri scrive:
    “… cut …
    L’Unione Europea avrebbe dovuto costituire il superamento dello stato nazione attraverso alcuni strumenti come una politica estera e di difesa comuni. Un esercito comune e un comune servizio civile avrebbero dovuto dare l’impressione ai cittadini europei che si stava superando la frammentazione statale per aderire ad un’entità più grande. Hanno invece prevalso gli egoismi. In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione.”

    in merito agli “stati-nazione” e l’unione europea, ripropongo qui, per chi non visita/legge il forum, l’ultimo articolo di Dezzani:

    https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/98914/la-nazionalizzazione-dell-europa-centrale-e-la-rinascita-dell-intermarium

    P.S. non me ne vogliano i redattori di cdc per la ridondanza, ma penso sia un ottimo spunto di discussione.

  4. L’ articolo esprime concetti DEMENTI i quali, PURTROPPO, appartengono all’ Intellighentia EU. Secondo me alla Catalogna, al Veneto Serenissimo, alla Scozia e a tutti gli altri popoli europei serve soltanto una normale INDIPENDENZA per fare gli affari loro. STOP! Il motivo è che sono state schiavizzati e sfruttati per decenni dalle rispettive capitali e da Bruxelles. Poi sulla seconda parte dell’ articolo non capisco l’ autore ancora a propugnare di avere uno stato europeo che supera i confini nazionali con addirittura un esercito comune… Dobbiamo fare la guerra alla Russia? E’ per quel motivo lì che da anni in Europa vi è una crisi palesemente indotta di lavoro e di reddito…servono giovani poveri da mandare al fronte? Attenzione gente! Questi signori qui mica scherzano. Vedete…già hanno 100 quintali di dollari e sono padroni di mezzo mondo …e ancora non gli basta…vogliono il DOPPIO!

    • Ti prego, il Veneto Serenissimo nun se po’ sentì, al massimo esisteva Venezia Serenissima, il Veneto era una colonia di Venezia, come Istria, Dalmazia e isole Ionie anche se contigua geograficamente. Dico questo per pignoleria non voglio sminuire l’idea di un veneto indipendente. Io data la mia apparenza geografica auspico la resurrezione del più importante e ricco stato italiano, la cui grandezza è stata cancellata non venendo celebrata dai libri di scuola per deliberata scelta politica.

      • Non erano colonie, erano città stato che avevano volontariamente fatto un “atto di sottomissione” in cambio di amministrazione, giustizia e difesa. Inutile dire che i Veneziani per merito dei loro commerci erano ricchissimi ed è facile andare d’ accordo con i ricchi sopratutto quando a lor signori interessava “parcheggiare” le ricchezze guadagnate nell’ entroterra favorendo così bonifiche e sviluppo. Le cose funzionavano talmente bene che perfino Pisa chiese protezione a Venezia la quale cortesemente declinò…c’ era lo stato pontificio da attraversare. Beh, lasciaci il nostro nome…è bellissimo! Come inizio non sta male e può andare bene anche come auspicio…chissà…poi, se va bene ai veneti va bene a tutti.

        • Ma oggi non si può fare più, esiste uno stato italiano forte che non lascerà andare via il veneto. Seppure ci riuscisse, Venezia non è più la città di una volta, è una città fantasma o quasi, i vetri di murano li importa per lo più dalla Cina, i traffici marittimi non passano più da quelle parti da 500 anni… Insomma, secondo me non è un caso che Napoleone si sia pappato Venezia & C. senza difficoltà, la parabola era in discesa da un pezzo..

          • Ti ringrazio delle tue acute osservazioni. Come giustamente hai fatto notare noi Veneti Serenissimi dovremo destinare più risorse per la nostra amata VENETIA e stornare da altri capitoli di spesa. Ti rinnovo gli auguri per il tuo mai dimenticato Stato Borbonico…nonchè auguri personali di buon anno!

      • Cioè il “Regno del Sud” Borbonico?

  5. La Ue è morta, solo che i media mainstream continuano a tenerla in vita ostentando il pericolo “populismo” quando, in realtà, ad averla uccisa sono stati proprio i pezzenti europeisti. Merkel, Macron, Sarkozi (europeisti a parole) sono tutti estremamente nazionalisti. La nazista manovra l’intera istituzione a suo piacimento, gli altri due ce l’hanno messa nel cu.o più di una volta (vedi guerra in Libia) e continueranno a farlo finchè ne avranno l’occasione ma almeno fanno i propri interessi, noi invece abbiamo i Prodi, Renzi, Letta, Gentiloni e Berlusconi che lottano non per noi ma per loro.

  6. L’Unione Europea…
    Quando bisogna prenderlo a quel servizio, ce lo chiede l’Europa.
    Quando si dovrebbe liberalizzare a favore del cittadino,”Eh no, mi dispiace, nun se po’ fa'”.. Un esempio illiminante è dato dall’rc auto, le tariffe italiane sono alte, ma non ti puoi fare l’assicurazione romena perché l’ivass non riconosce il diritto di operare in Italia a quell’assocurazione che ti fa pagare un premio esiguo.
    Il dipendente pubblico italiano prende x, quello francese y, quello tedesco z e quello greco w.
    Ciononostante parecchie pecore sono ancora europeiste.
    Quindi.. Di che stiamo parlando?

    • Esatto senza diritti e doveri uguali per tutti non può esistere un Europa unita.

    • Esatto.
      Si prendono solo le cose peggiori, dalla UE.
      Del resto, noi Italiani siamo forse gli unici che perdevano anche i contributi UE, non riuscendo ad utilizzarli in tempo.

  7. Da quando leggo articoli, più o meno autorevoli, sull’argomento (e sono anni) apprendo che “al più tardi domani” l’Europa chiude e l’euro diviene carta straccia.

    Conscio di proporre una verifica grossolana, invito a visitare Bruxelles, a percorrere le autostrade che vi si dirigono da ogni direzione, intasate anche di notte, da anni oramai e fin da cento e passa chilometri prima, da un traffico continuo su tre corsie non riscontrabile altrove, nel Continente, di questi tempi.

    Non metto in dubbio le mire egemoniche e forse punitive di alcuni Stati prevalenti nei confronti di altri meno strutturati ma credo di aver osservato che più che di imposizioni si sia trattato e si tratti della risultante di una diffusa presunzione, ingiustificata ed applicata ad un dilettantismo congenito da parte dei soccombenti.

    L’abbattimento dei confini nazionali é equivalso al “vedo” nel gioco del poker. E si é visto.

    É apparsa l’inconsistenza e l’impreparazione irresponsabile della classe dirigente di alcuni Paesi, dotati teatralmente di granitiche e pittoresche strutture burocratiche inutilizzabili, e di altrettante istituzioni, aventi l’unico compito di trovare il modo di aggirarle “legalmente” e dispendiosamente a vantaggio di alcuni e a carico della laboriosità e dello spirito di sacrificio dei più.

    Verrebbe da dire che l’Europa prevalente non era preparata a questo livello di impreparazione, non se lo aspettava (altrimenti avrebbe risolto prima i suoi problemi). E la conseguenza é stata che:

    “…l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione…”

    Poi ci sarà sicuramente anche il complotto, i cattivi, ecc., ecc. …

    • No, sul serio, credi davvero che chi ha costruito questa Unione Europea lo abbia fatto a fin di bene ma che disgraziatamente ha sbagliato i calcoli ed è finito tutto a rotoli?

      • Sai, la guerra planetaria a metà del secolo scorso, ha fatto vedere il mondo, a menti operative, politiche ed imprenditoriali, come non l’avevano mai visto, e ha dischiuso possibilità di azione inimmaginabili, o alla portata di pochissime e spregiudicate organizzazioni politico-finanziarie, solo dieci anni prima.

        A quel punto l’esigenza di smantellare l’apparato di stati nazionali ideato e realizzato per smembrare, e svuotare anche culturalmente, le monarchie preesistenti, esigenza probabilmente già immaginata, si é fatta tangibile ed urgente.

        Si, posso sbagliarmi ma sono indotto a pensare che, in corso d’opera, si siano organizzate ed abbiano preso le redini delle forze che hanno portato alla realizzazione di “questa” Europa.

        • vai a cercare su YouTube The Brussel business sottotitoli in Italiano. guardalo.

        • Confondi la “causa” con “l’effetto”.
          La guerra Mondiale del secolo scorso è servita proprio a preparare la strada a questo.

          • No,no, non confondo.

            Vedi, a metà del ’41 ci fu un incontro tra i capi dei due Paesi anglosassoni, allora segreto, al quale ci si riferisce con l’espressione, usata da Churchill nelle sue memorie, come avvenuto “su una nave, da qualche parte nell’Atlantico”. Lì il britannico convinse l’altro ad intervenire nel conflitto e furono accennate le premesse dell’Alleanza Atlantica.
            Non fu semplicissimo per l’America (dovette persino inventarsi Pearl Harbor), l’intervento cambiò la sua storia anche per le conseguenze post belliche legate alla produzione bellica, e l’Inghilterra rinunciò al suo Impero.

            Affermare che tutto fosse preparato é una leggerezza.

  8. Non so della Catalogna e in verità mi frega poco.
    Quel che so è che le persone qui in Italia portano il peso di almeno cinque strutture parassitarie.
    Cioè, il Comune, la Provincia,la Regione, lo Stato e infine la mostruosa UE tutti vogliono i nostri pochi soldi rapinandoci con balzelli e gabelle in cambio del nulla, o quasi.
    Io farei volentieri a meno di queste auto sedicenti Entità indispensabili.
    Si fotta la UE, come disse quella dei biscotti..

    • Magari volessero “soldi”.
      La BCE ne “crea” quanti ne vuole, una minima parte stampandoli, la maggior parte in maniera “viruale.
      Le stesse banche private ne creano dal nulla finchè ne vogliono.
      No, dei “soldi” non sanno che farsene.
      Vogliono le cose veramente di valore: terre, asset, in definitiva, potere.
      Con la quantità di Euri distribuiti alle banche con il QE del traditore Draghi, avremmo eliminato del tutto la “crisi”.
      I “soldi”, il debito, vengono utilizzati per renderti/ci schiavi.
      Solo questo conta.

  9. Cito

    “In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione.”

    Negri non si è accorto del flaw filosofico di questa frase.
    Segno evidente che ormai anche nei commentatori si e instaurato in certo grado di apatia.
    Nella migliore delle ipotesi, perché è una frasetta troppo sciocchina e viene il sospetto sia intenzionale.
    Ossia denuncia una mancanza molto grave dell’UE, che è il nuovo sistema, ma ne dà la colpa al sistema vecchio.

    Ricito:

    “Gli stati-nazione europei sono nati intorno agli eserciti e alle mobilitazioni delle masse. Quando questi elementi mancano comincia a mancare anche la coesione che fa del soggetto nazionale un’entità che rappresenta il bene comune.”

    E allora caro Negri perché dici che lo stato nazione sarebbe un vecchio frac se funzionava per la cosa più importante in assoluto ossia, come dici tu stesso, “la coesione e il bene comune”?

    E questa coesione e il bene comune, davvero secondo te possono provenire solo da imposizioni di una autorità che “mobiliti le masse” adunandole negli eserciti?

    E perché dici “masse” e non “popoli”?

    Tra l’altro i popoli veri, quelli coesi e fondati sul bene comune, nascono non dalla mobilitazione di qualcun altro, ma dalla “attiva partecipazione” dei membri della comunità, dalla loro fede comune, dalla loro tradizione che loro stessi hanno formato stratificandola nei secoli.
    Non solo dalla leva obbligatoria ossia da provvedimenti di una autorità “esterna” al popolo stesso che in quanto esterna vede i cittadini come masse e non come popolo.

    Quindi hai detto che lo stato nazione riusciva a “imporre” la coesione e il bene comune ma generava conflitti.
    Il superstato della UE invece non genera conflitti ma non riesce a “imporre” coesione e bene comune.
    Entrambi però hanno qualcosa in comune: le classi dominanti di entrambi i sistemi sono separate dal popolo e lo governano come un gregge di pecore.
    E Alberto Negri lo schema del gregge non vuole abbandonarlo per nessun motivo.

    Il flaw del suo discorso è che non esce dallo schema di dover “imporre” la coesione e il bene comune.
    Se “imponi” il bene comune, stai dicendo esattamente che quel bene non è davvero comune.
    Infatti si tratta del bene comune della classe dominante e dei suoi servitori che sono le classi medie (servitori fra i quali spiccano certi giornalisti).

    Per questo chiama i cittadini “masse” e non “popoli” e propone un rimedio il cui scopo reale è quello di ribadire la necessità di un forte controllo dei “sudditi” che vengono descritti come incapaci di decisioni autonome e soprattutto privi di proprie finalità, visto che sono solo le classi dominanti e i sevitori di classe media a detenere il “bene comune”.

    Quindi la “coesione” per quelli come Negri sostituisce l’autentico “sentimento di appartenenza” e, dice sempre Negri, sotto questo aspetto era meglio lo stato nazione perché incrementava il sentimento di appartenenza mantenendolo rigidamente nelle mani della ruling class.
    Solo che inevitabilmente lo sasperava e ne derivava una situazione di conflitto permanente fra gli stati.

    Allora si ootrebbe ipotizzare che la radice del problema è che le masse debbano poter ritornare popolo.
    Il che però presupporrebbe la rinuncia all’egemonia da parte delle classi dominanti e soprattutto, Dio non voglia, la rinuncia ai propri privilegi da parte della classe media di cui fanno parte anche certi giornalisti.

    Riassumendo all’osso AN ha detto:
    “L’unica cosa buona dello stato nazione era l’autoritarismo. Copiamo quell’autoritarismo e riusciremo ancora una volta a gabellare il nostro interesse – quello della classe dominante e quello delle classi medie tipo i giornalisti – per “bene comune” e forse (forse) a far credere alla gente che la “coesione” equivale al sentimento di appartenenza autentico.”

    Purtroppo il senstimento di appartenenza vero nasce solo dalla partecipazione di tutti, da una fede comune condivisa, da una tradizione che si è stratificata nei secoli e non dai provvedimenti ingegneristici proposti da un trafelato esponente di classe media.

    Trafelato perché si sta rendendo conto che ci stiamo avvicinando al redde rationem.
    I cui semi sono stati piantati nel 2017 e inizieranno a dare i loro frutti nel 2018.

  10. Lunga Vita alla Spagna e agli “Stati-Nazione”, Ultimo Baluardo contro l’Assolutismo Globalista, questo sì! Vero e Reale mica l’archeologia chiamata “Franchismo” morta e sepolta di cui blatera Alberto Negri, evidentemente già in pieno clima natalizio con l’alcool che sta già scorrendo a fiumi nelle sue vene.
    Personaggetti ben oltre il limite dell’avanspettacolo che blaterano di “libertà” (si fa per dire) da Madrid ma anelano e sbavano per le sbarre, possibilmente ancora più strette, di Bruxelles: come ha detto Albert Rivera, l’errore del Partito Popolare in tutti questi anni è di aver concesso troppo a questi peracottari “indipendentisti” e non il contrario.
    Quanto al paragone coi Paesi Baschi, Negri fa finta di non sapere che Vitoria rappresenta un’unicum in tutta Europa per la peculiarità della propria Cultura e, soprattutto, della propria Lingua che non può essere considerata né neolatina né anglosassone ma “Lingua Isolata”, cioè non presenta alcuna parentela con altre lingue del mondo. A differenza della cosiddetta “lingua” (ma forse dialetto sarebbe il termine più corretto) catalana imparentata con tizio caio e financo sempronio.

    • Non è vero che il Basco è isolato. Somiglia stranamente alle lingue caucasiche, come il georgiano, il circasso, etc. E la spiegazione è piuttosto semplice. L’area che va dal Caucaso alle Isole britanniche, prima dell’invasione indoeuropea era abitata da popoli che parlavano un ceppo comune di lingue, diciamo “mediterranee”. Non le hanno ancora ben decifrate, ma i Pelasgi che erano in Grecia prima degli Achei, i Cretesi, i Sicani, i Sardi, i Liguri (poi celtizzati), gli Iberi, i Pitti in Scozia…. Poi l’onda ariana li ha sopraffatti linguisticamente (non etnicamente). Da un relitto degli Iberi (non i Celtiberi) restarono gli Aquitani, non latinizzati, e da un relitto degli Aquitani sopravvive il Basco, a testimoniare questo antico passato, insieme all’altro “scoglio” di questa grande isola sommersa, all’estremo opposto, sul Caucaso.
      Sul catalano l’analisi è molto superficiale però. Il portoghese assomiglia al castigliano più del catalano, e il Portogallo – se vogliamo – è una Nazione per uno scherzo della storia, come i Paesi Bassi, dove si parla nient’altro che un dialetto tedesco (dutch e deutch, sono quasi la stessa parola).
      A questo punto tutte le nazioni latine sono inventate. E l’Europa latina dovrebbe parlare il latino e basta. O tutti l’Italiano, o tutti il francese. Dal punto di vista linguistico la tua analisi non regge. Dal punto di vista storico la Catalogna ha le sue ottime ragioni per considerarsi una Nazione a sé. Anzi, forse, la vera Catalogna è molto più grande, perché dovrebbe comprendere tutte le regioni dove si parla il catalano: Paese Valenziano, Baleari e Rossiglione francese. A quel punto sarebbe una Nazione europea di tutto rispetto. Chi siamo noi per dire se si devono sentire spagnoli o catalani?

  11. Torno a ripetere: dimostrato che il Referendum non era truccato SI evincere che in Europa, siamo di fronte ad un’involuzione autoritaria in nome di un oscura democrazia, la deriva antidemocratica è sotto gli occhi di tutti. Quello che i media e gli ipocriti ignorano: impedire con la violenza il diritto di voto ad un popolo repelle al buon senso a rigor di logica, dovrebbe scatenare il raccapriccio di tutto il mondo civilizzato. Ora la domanda da porsi è chi condannerà Rajoy, lo Stato Spagnolo per aver resuscitato il Franchismo? La nuova Democrazia 2.0 Europea che ha fatto finta di non vedere….. l’ha vista tutto il mondo: Per chi soffre di negazionismo pùò rinfrescarsi la memoria:
    Centinaia feriti al referendum catalano http://edition.cnn.com/2017/10/01/europe/catalonia-spain-independence-referendum-vote/index.html https://www.nytimes.com/2017/10/01/world/europe/catalonia-independence-referendum.html?mcubz=1 http://www.spiegel.de/fotostrecke/barcelona-schlange-stehen-fuer-die-abstimmung-fotostrecke-152953-10.html https://www.thetimes.co.uk/article/blood-in-barcelona-bg78kvkx8
    Nella storia unificata della Spagna, la Catalogna ( https://it.wikipedia.org/wiki/Catalogna ) recupera e riperde varie volte vari gradi di autonomia, fino alla salita al potere di Francisco Franco, nel 1939, che arriva persino a dichiarare illegale l’uso delle lingue regionali, tra cui il catalano. La Spagna sta ritornando al falangismo, con la super visione dell’europa? “Catalogna fuori da Ue se vota l’indipendenza” Ennesimo monito di Bruxelles: “Se vincono i secessionisti, Barcellona sarà fuori dalla Ue. E la Spagna non vorrà mai riammetterla” http://www.ilgiornale.it/news/mondo/catalogna-fuori-ue-se-vota-lindipendenza-1173546.html

    L’euro si è rivelato un arma di distruzione di massa e spero che scompaia in un giorno non così lontano, lasciando solo un ricordo triste e desolante di un esperimento pericoloso, irresponsabile che non deve essere mai più ripetuto. L’Unione Monetaria è diventata non per caso ma per un preciso disegno criminoso un vero e proprio gulag moderno nel quale povertà, morte, immigrazione di massa e disperazione sono all’ordine del giorno! Del resto il vero obiettivo dell’Euro è quello della tutela del capitale internazionale a scapito dei diritti, del lavoro e dei “principi supremi” contenuti nelle Carte Costituzionali di ciascuno Stato membro! Vi segnalo questo interessantissimo articolo sulle origini della Disunione Europea . “L’Unione Europea è sempre stata un progetto americano. Fu Washington a guidare l’integrazione europea alla fine degli anni ’40 e la finanziava segretamente sotto le amministrazioni di Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon…. ” http://www.telegraph.co.uk/business/2016/04/27/the-european-union-always-was-a-cia-project-as-brexiteers-discov/

    L’UE oggi, come noto, è solamente un’oscena dittatura finanziaria, dove la stabilità dei prezzi viene per norma prima del benessere e della pace (per gli euristi che rifiutano di prendere atto dell’evidenza leggere il combinato 127 tfue e 3 tue). . La UE non è disponibile a qualsiasi cambiamento vero e come tutte le tirannie può solo CROLLARE, non cambiare. Auguri a tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi mesi….
    GUTTA CAVAT LAPIDEM

  12. La sola premessa è nauseante… La UE costruita come “superamento degli stati nazionali”. Certo come no… Questa è la versione per gli allocchi. La realtà è che la UE è un progetto USA per creare un fantoccio burocratizzato più facilmente manovrabile, meno democratico ed incline a politiche economiche liberali e classiste. Questa è l’amara realtà. Il resto è propaganda degna di Romano Prodi.
    Tra l’altro ancor oggi non si capisce proprio in quali termini la “supernazione” (una qualunque supernazione) sia preferibile ad un contesto statuale “etnico” (o quantomeno tendenzialmente unito linguisticamente) di medio-piccola dimensione. In tutti gli ambiti: di democrazia, di equità, di sviluppo, di distanza corretta dalle istituzioni, di dimensione delle aziende, e via di seguito.

    • Esattamente, maggiore è l’accentramento del potere minori sono le libertà e maggiore diventa la capacità di dominio e di propaganda di un’unica falsa entità di agregazione! Quello che ripetono i papagalli, la solita becera storiella dell’integrazione dei popoli è totalmente capziosa e irrilevante, è il mantello con il quale il lupo si è travestito da agnello per fare razzia quasi inosservato (vedi Grecia, Italia in particolare)
      La soluzione ad ogni crisi deve iniziare dal territorio che è naturalmente in grado di autodeterminarsi e mantenere un naturale equilibrio e i problemi che crea avranno sempre dimensioni limitate a differenza dei disastri che li imperi causano costantemente nell’omertà generale come fossero dei veri e propri tabù.

  13. lo stato nazione è un vecchio frac.