Idlib, l’esercito siriano avanza per liberare l’autostrada M4, continua il confronto fra Russia e Turchia

Moon of Alabama
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L’esercito arabo siriano continua la sua campagna per la liberazione del governatorato di Idlib. La principale area operativa  si trova attualmente a sud-est della zona sotto il controllo dei terroristi, dove le truppe siriane stanno avanzando in direzione nord ed ovest. Lo scopo dell’operazione è di portare l’autostrada M4 Latakia Aleppo sotto il controllo governativo.

Governatorato di Idlib 17.02.2020

 

Negli ultimi due giorni sono state liberate più di 20 città e villaggi nel sud-est. Le linee di difesa nemiche nell’area sono state spezzate e la resistenza residua è debole.

Governatorato di Idlib 25.02.2020

 

Un combattente che fa anche da “corrispondente di guerra” dalla parte dei “ribelli” spiega perché l’esercito siriano è in grado di compiere progressi così rapidi:

I Russi utilizzano molto bene i loro droni da ricognizione, cosa che rende molto difficile muovere le forze di prima linea e utilizzare le linee di rifornimento come si vorrebbe. Tutto ciò che il drone vede muoversi viene colpito dopo al massimo di 2-3 minuti dai caccia russi. Spero e credo che, dal momento che ora il fronte si trova in una zona più collinare e montuosa, i Russi e le forze di Assad sostenute dall’Iran avranno più difficoltà e dovranno affrontare una resistenza molto più forte da parte delle fazioni combattenti.

Gli aerei e i droni se ne fregano delle montagne.

Altri combattimenti si stanno svolgendo ad ovest di Saraqib, nella città di Nayarb vicino all’autostrada M4. Imponenti forze terroristiche sostenute dalla Turchia hanno contrattaccato nell’aerea e, nell’ultima settimana, Nayarb è stata persa e riconquistata quattro volte. Attualmente è considerata terra di nessuno.

Nayrab-Saraqib 25.02.2020

 

Il piano turco è, ovviamente, quello di riconquistare Saraqib e quindi interrompere il traffico sull’autostrada M5, che l’esercito siriano ha recentemente liberato e riaperto al traffico civile. Ma tutti gli attacchi sono stati fermati a Nayarb e molto dell’armamento turco appena arrivato è stato distrutto. Dopo l’invasione di Idlib, la Turchia aveva equipaggiato i suoi mercenari e i terroristi di Hayat Tahrir al Sham (HTS) con veicoli da trasporto fanteria M-113 made in USA e con carri armati leggeri da ricognizione. [I terroristi] avevano anche ricevuto forniture supplementari di missili anticarro. L’esercito turco li appoggia con l’artiglieria. L’esercito turco ha anche usato lanciamissili spallati (MANPAD) contro elicotteri siriani e cacciabombardieri russi. Un drone turco che era entrato nello spazio aereo siriano era stato abbattuto.

Diversi convogli turchi che cercavano di spostarsi più a sud sono stati attaccati dall’aeronautica russa. La Russia ha affermato che almeno 13 soldati turchi sono morti o sono rimasti feriti ieri, anche se la Turchia non ha rilasciato alcuna informazione a riguardo.

Oggi l’aeroporto militare nei pressi di Taftanaz, a nord di Saraqib, è stato bombardato da aerei siriani e russi. L’aeroporto non è in uso ma l’esercito turco lo usa come postazione di artiglieria e base logistica.

Sembra chi i Russi abbiano riportato in Siria tutti gli aerei che erano stati precedentemente ritirati. Al momento sono ritornati ad eseguire più di 200 missioni al giorno.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta ancora cercando di discutere con la Russia le mosse dell’esercito siriano. Non raggiungerà alcun nuovo accordo, se non si impegnerà a rispettare i punti proposti dalla Russia:

1- Una striscia di confine di 16 km. ad Idlib sotto il controllo della Turchia
2- Il controllo russo del confine tra la striscia di Idlib e Afrin
3- La M4 e la M5 aperte sotto controllo congiunto russo-turco
4- Il ritiro dei punti di osservazione [turchi] sulla striscia di confine

Un tentativo di organizzare per il 5 marzo un incontro con Francia, Germania, Turchia e Russia non è stato ancora accettato dalla parte russa. Sarebbe probabilmente inutile, dal momento che la Russia non ha nulla da guadagnare cambiando posizione.

Oggi, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha nuovamente difeso il punto di vista russo in un discorso al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite:

Secondo il ministro, la comunità internazionale e il Consiglio per i Diritti Umani devono creare una barriera contro gli estremisti perché alcune forze tendono a giustificare le atrocità dei gruppi radicali e terroristici. “Altrimenti sarebbe difficile spiegare le dichiarazioni su una possibile tregua con i fuorilegge emerse durante le discussioni sulla situazione ad Idlib,” ha sottolineato Lavrov. “Questo non ha nulla a che fare con le preoccupazioni per i diritti umani, è una resa ai terroristi, che li incoraggerebbe a continuare nelle loro palesi violazioni delle convenzioni universali e di numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,” ha aggiunto l’importante diplomatico russo.

Gli Stati Uniti hanno chiarito che non sosterranno l’avventura siriana di Erdogan se non a parole. Questo si è visto la settimana scorsa, quando il portavoce della campagna anti-ISIS degli Stati Uniti ha affermato che il governatorato di Idlib è una “calamita” per quei gruppi terroristici che rappresentano un “fastidio, una minaccia ed un pericolo” per le centinaia di migliaia di civili in Siria.

La minaccia di Erdogan di attaccare con tutto il suo esercito se la Siria non si ritirerà entro il 1° marzo sulla vecchia linea del fronte è ovviamente vuota. L’aeronautica russa polverizzerebbe le forze turche ancor prima che possano raggiungere la prima linea.

Erdogan è in posizione critica. Se ordina al suo esercito di attaccare a ranghi compatti, dovrà giustificare le probabili, altissime perdite di una guerra che non può vincere. Se rinuncia alla sua dura retorica e accetta i punti russi, quei nazionalisti che ancora lo sostengono avranno ulteriori dubbi sulla sua leadership.

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Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2020/02/syria-army-moves-to-liberate-m4-highway-turkish-russian-standoff-continues.html#more
25.02.2020