I Magistrati sono il sacrificio sull’altare dove verrà celebrato il “mantenimento del Potere”

Di Megas Alexandros, ComeDonChisciotte.org

Basta aprire i giornali, ascoltare le TV o navigare sui socials per comprendere chiaramente il messaggio che ci viene profuso; vogliono darci ad intendere che i principali, per non dire unici responsabili del totale degrado istituzionale del nostro paese, sono i “magistrati”.

“La storia, come un idiota, meccanicamente si ripete” parole sagge di Paul Morand che si adattano perfettamente alla favola del nostro paese. Non sono lontani i tempi, quando la colpa di tutto era di magistrati come Falcone e Borsellino che venivano accusati di vedere mafiosi ad ogni angolo e nonostante oggi sappiamo bene come è finita, come dei perfetti idioti perseveriamo nello stesso errore, dando credito e risalto a chi, come allora, oggi cerca con ogni forza di farci credere che il male assoluto siano i vari Gratteri e Di Matteo di turno.

Tanto per citarne uno, seppur nella consapevolezza dell’ottima compagnia in cui si trova, ovvero quasi la totalità del panorama dell’informazione italiana – mi ritrovo ogni giorno, seguendolo su Facebook, a leggere la personale e poco credibile nei termini, battaglia che “Il Riformista” di Piero Sansonetti combatte contro il Procuratore Gratteri ed il sistema giudiziario italiano.

Intendiamoci subito, non contesto il fatto che la giustizia non funzioni o che non abbia bisogno di una radicale riforma ed una indispensabile pulizia morale al suo interno. Quello che contesto è il messaggio che chiaramente si vuol far passare, o meglio che il problema corruttivo generalizzato nel nostro paese sia esclusivamente dovuto alla corruzione della magistratura al suo interno.

Tale messaggio sinceramente offende l’onestà intellettuale di tutti coloro che ne sono dotati. Essere un “corrotto” è uno status del proprio essere non del campo in cui operi; del resto, contabilmente parlando, a fronte di un corrotto ci deve pur essere indispensabilmente, un corruttore.

Basta guardare alle recentissime vicende provate dai fatti e confessate dall’autore stesso nel suo libro, “Il Sistema” di Luca Palamara. Dalla lettura del libro emerge in modo esplicito come nella ormai famosa cena carbonara all’Hotel Champagne, insieme ad illustri magistrati, si annidassero esponenti di primo piano del  “gota” della nostra politica, in particolare personaggi affiliati al “Giglio Magico”, ovvero Luca Lotti e Cosimo Ferri. L’ormai ex-magistrato Luca Palamara, vestendo i panni del reo-confesso, nel suo libro raffigura senza la minima ombra di dubbio, il “Sistema” con il quale insieme ad altri magistrati ed alla politica, ha gestito per lunghi anni il potere giudiziario, con particolare attenzione alle nomine, le quali a discapito della professionalità e del curriculum, avvenivano esclusivamente per appartenenza e soprattutto valutando il grado di asservimento che il candidato avrebbe garantito al potere che lo nominava.

I Magistrati sono il sacrificio sull'altare dove verrà celebrato il "mantenimento del Potere"

I magistrati ed i politici riuniti intorno a tale tavolo, non erano certo lì per parlare di calcio, ma come evidenziato dalle intercettazioni e dalle indagini che hanno poi portato al rinvio a giudizio di Luca Palamara, discutevano e si accordavano su chi avesse dovuto ricoprire i ruoli chiave all’interno del CSM e nelle varie Procure italiane.

Certo, fa rabbrividire, alla luce del sacro principio costituzionale della separazione dei poteri, toccare con mano che un politico pluri-indagato e con diversi rinvii a giudizio, possa, senza vergogna morale arrogarsi il diritto di scegliersi i procuratori che lo indagano ed i giudici che lo giudicheranno.

Del resto che le nomine in magistratura vengono dettate direttamente dal potere politico in virtù di logiche di appartenenza in spregio alla professionalità, lo confessa lo stesso Matteo Renzi nel suo ultimo libro (“Controcorrente”), appena uscito.

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo libro “Controcorrente” tocca il tanto discusso tema giudiziario. Lo fa ammettendo di aver fatto un errore nel gioco delle poltrone al Csm: “Nomine non all’altezza. Il vicepresidente Legnini era in sintonia con il sistema Palamara. Il successore Ermini preferito a due candidati più autorevoli” (1)

Certo le dichiarazioni di Renzi entrano a gamba tesa nel dibattito pubblico e contribuiscono a dare l’ennesima spallata al potere opaco della giustizia. Ma non posso fare a meno di farvi notare che tali affermazioni vanno a sostegno della mia tesi, quand’unque suonano come una autocritica esplicita per aver permesso che al vertice del Sistema salissero, con la sua benedizione (quella di Renzi), personaggi inadeguati come gli ultimi vicepresidenti del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini e David Ermini.

Quindi, seguendo un filo logico e partendo dalla realtà sopra esposta, ovvero che la giustizia nel nostro paese non funziona ma che da decenni viene amministrata dalla politica; ecco farla riformare dagli stessi personaggi della politica che hanno contributo a condurla in tale stato comatoso, equivale a nominare “Dracula” direttore di un centro prelievi di sangue.

La giustizia nel nostro paese quindi non funziona o almeno funziona male e su questo non vi è nessun dubbio. Chi vi scrive ve lo conferma anche per esperienza diretta, ma il rischio di farla funzionare peggio tramite una riforma sbagliata è reale e concreto, come è reale e concreto il sospetto che tutti coloro che si affannano e strillano con forza per riformarla con estrema urgenza, lo facciano per esclusivo interesse personale. Vuoi per chi vuole continuare a delinquere, vuoi per chi ha tutto  l’interesse a far sì che i propri processi si estinguano per mezzo della prescrizione o per la sciagurata “improcedibilità” prospettata dalla tanto discussa “riforma Cartabia”, già approvata dal Consiglio dei Ministri e che a breve verrà sottoposta al giudizio del Parlamento.

Il fatto che un Procuratore come Gratteri, da sempre in lotta contro mafie e massonerie deviate, giudichi chiaramente inadeguata tale riforma e si esprima con tale forza, deve farci riflettere:

 Così delinquere conviene di più

                                Nicola Gratteri

«Noi magistrati dobbiamo fare giustizia, non smaltire carte. Era sicuramente meglio la riforma Bonafede», dice il procuratore di Catanzaro sulle colonne de “Il Fatto Quotidiano”. (2)

Prosegue Gratteri: «Concordo pienamente con quel che ha detto il professor Coppi. Il sistema non solo è destinato ad andare in tilt, ma in questo modo non viene assicurata alcuna “giustizia”. Stabilire che la prescrizione si interrompe dopo la sentenza di primo grado, ma al contempo imporre termini “tagliola” per il processo di appello e per quello successivo di Cassazione, senza intervenire sui sistemi di ammissibilità degli appelli o dei ricorsi per Cassazione, significa solo preoccuparsi di “smaltire carte”, non di assicurare una decisione giusta».

Come ho riferito in precedenza, per esperienza diretta ed essendo parte lesa in un processo penale, ancora in cerca di giustizia, sento forte il bisogno di evidenziare le seguenti parole sempre pronunciate dal Dott. Nicola Gratteri:

«Noi magistrati dobbiamo fare giustizia, non smaltire carte: noi abbiamo a che fare con la vita delle persone. I giudici di appello e di Cassazione devono, all’esito di un’analisi ponderata, rimediare – se esistono – a errori commessi nel grado precedente. Con questa “riforma”, invece, da una parte si gettano al macero migliaia di processi, e dall’altra si accentua la tendenza alla trasformazione delle corti in “sentenzifici”, che badano solo ai numeri, con buona pace della qualità delle decisioni».

Si, il punto fondamentale è che i magistrati come i medici hanno a che fare con la vita delle persone, un loro errore compromette spesso in maniera definitiva le nostre vite e quelle delle nostre famiglie. Troppo spesso si legge di sentenze pilotate e di giudici comprati, quasi come se questa fosse la normalità, quasi come se uccidere la giustizia e la vita delle persone fosse diventato un diritto del “sistema” che gestisce questo potere. Deve risultare sempre più chiaro ed evidente a tutti che a pagare il conto più salato della “malagiustizia”, non sono, come vogliono farci credere, i politici coinvolti nelle varie indagini ma soprattutto siamo noi cittadini onesti che niente abbiamo a che fare con questo “sistema” di potere e dal quale, nostro malgrado, siamo irrimediabilmente danneggiati.

Specifica ancora più nel dettaglio Gratteri: «Al di là dei proclami di “riforma costituzionalmente orientata” – spiega Gratteri – a me pare che si vada esattamente in senso contrario. Si celebra un processo che si conclude con una condanna; l’imputato condannato fa appello nel quadro di un sistema su cui non si è intervenuti a livello legislativo; il giudizio di appello, o quello successivo in Cassazione, non si chiude nei tempi indicati; che fine fa la condanna di primo grado? Diventa improcedibile con un prestampato? E le persone offese? Le vittime del reato, le parti civili costituite nel processo? Assurdo. Era sicuramente meglio la riforma Bonafede», afferma condividendo l’opinione di Davigo secondo cui l’improcedibilità è un’amnistia mascherata e aggiungendo che «questa tagliola colpirà anche processi delicatissimi, come omicidi colposi e violenze sessuali. È uno schiaffo alle vittime. Così delinquere conviene di più. Perché nessuno pensa alla mortificazione di chi non solo viene umiliato da soprusi e angherie, ma poi viene anche praticamente abbandonato dallo Stato?».

Gratteri, in merito alla riforma non si limita soltanto ad evidenziarne le gravissime e palesi criticità, ma prova anche a dettare delle soluzioni seppur nel breve spazio che una intervista può concedere, ecco il passaggio: «La politica – prosegue il procuratore – non può pensare di abbreviare i processi con la tagliola dei termini di due anni in appello o un anno in Cassazione, che con questo sistema si sa già in anticipo non potranno mai essere rispettati. Per avere processi più rapidi occorrono prima di tutto uomini (magistrati, personale amministrativo e di polizia giudiziaria) e mezzi adeguati rispetto a una mole di affari giudiziari elefantiaca. E poi si deve intervenire a monte, non a valle. Rendere più snelle le procedure è possibile, ma bisogna partire dal basso: limitare le ipotesi di appello, rendere inammissibili le impugnazioni vistosamente pretestuose (e sono molte); ridurre i ricorsi in Cassazione solo ai casi che riguardano la legittimità. E ancora: limitare gli incarichi “fuori ruolo” solo a quegli Uffici dov’è veramente necessaria la presenza di magistrati; e rivedere la geografia degli uffici giudiziari. Ma ci potrebbero essere tanti altri interventi possibili, che realmente vanno nella direzione di una effettiva riduzione dei tempi, se davvero questo fosse l’obiettivo dei riformatori. Ma, con questa riforma – conclude – è un’utopia».

In conclusione, attenzione ai messaggi che ci propinano in materia di riforma della giustizia. Il tema della giustizia è un pilastro fondamentale di uno stato democratico moderno e quando in uno Stato il sistema giudiziario non funziona, ovvero non siamo più in presenza di uno “Stato di diritto”, il passo verso la perdita totale della democrazia è breve.

Di Megas Alexandros, ComeDonChisciotte.org

15.07.2021

NOTE

(1) “Legnini in sintonia con il sistema Palamara”. La rivelazione di Renzi (zonedombratv.it)

(2) Giustizia, la riforma Cartabia intasa le corti d’Appello? Dai magistrati l’assist alla politica: “Serve un’amnistia coraggiosa”. Ecco il delitto perfetto per arrivare al colpo di spugna – Il Fatto Quotidiano

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

 

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Rnamessaggero
Utente CDC
17 Luglio 2021 20:07

” Il passo verso la perdita totale della democrazia è breve ” , questo non ha capito o fa finta di non capire . Non essendo democrazia e lo sanno anche i sassi è impossibile perdere questo sistema , funziona benissimo . I magistrati sono politicizzati , corruttibili e minacciabili , i moralmente sani contano quanto una cippa e quelli all’ altezza del loro lavoro sono come le mosche bianche . Ho sempre sentito dire , che indipendentemente dalla percentuale di ragione che hai , se entri in tribunale hai un 50% di probabilità di vincere , scegli testa o croce e tira una monetina . Discutere sul tipo di riforme quando comunque e in ogni caso le cose vanno e andranno a piacimento è tempo perso . Mi pare di avere letto che l’ autore non approva alcuni tipi di massoneria , sottointende che altri vanno bene quindi . La massoneria non dovrebbe esistere proprio , è criminalità organizzata , quanti magistrati abbiamo nelle buone massonerie ?

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
17 Luglio 2021 20:41

Ecco hai detto bene “ti pare”…. perché l’autore non approva nessun tipo di massoneria, anzi essendo stato colpito personalmente la combatto da anni con tutte le mie forze. Come ho scritto, per esperienza personale, conosco benissimo quello che succede nei tribunali e che tu hai descritto. Ti consiglio di rileggere con più attenzione l’articolo e ti aspetto per darmi una mano contro i massoni, l’Italia ha bisogno di gente come te che la combatte con questa “verve”. Dico sul serio

Rnamessaggero
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
17 Luglio 2021 21:48

“Il fatto che un Procuratore come Gratteri, da sempre in lotta contro mafie e massonerie deviate” , la particella “massonierie deviate” lascia presupporre che ve ne siano di non deviate . Grazie per i complimenti , conta su di me è un piacere averti incontrato .

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
17 Luglio 2021 22:09

“Deviate” lo uso su suggerimento di Gratteri, quando parlo pubblicamente, per non correre il rischio di essere denunciato. Ma in privato ti posso dire che le massonerie si dividono tra quelle poco buone e quelle peggio. Grazie a presto, avremo bisogno di italiani come te.

Luganobella
Utente CDC
17 Luglio 2021 22:12

Chi ambisce a diventare un magistrato che giudica gli altri non è una persona moralmente sana e, per questo, deve essere controllata castigandola quando commette errori. Senza castigo nulla cambierà.

Rugge
Admin CDC
Risposta al commento di  Luganobella
18 Luglio 2021 4:28

Magistrati, medici e carabinieri/polizotti dovrebbero essere sottoposti al giudizio del popolo, in una democrazia. Ma il popolo non è in grado di farlo. Quindi? A sarà dura, come dicono i no TAV.

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  Rugge
18 Luglio 2021 7:18

Il problema principale del nostro paese che poi si riversa in ogni campo, quindi anche in settori cruciali quali la magistratura….. è la cultura mafio-massonica che lo caratterizza

Mario Poillucci
Utente CDC
Risposta al commento di  Rugge
18 Luglio 2021 10:59

Stimatissimo Rugge ricorda e valuta sempre quello che sosteneva, affermava un ”certo” Francesco Guicciardini, mica un illetterato ignorante bifolco come sono io: ”l’opportunismo di chi pensa solo al ”particulare” è forse una garanzia di vero successo???” Stammi bene stimato Rugge!!! Ti saluto con grande simpatia!!!

Rugge
Admin CDC
Risposta al commento di  Mario Poillucci
18 Luglio 2021 14:59

Ricambio il saluto e la stima caro Mario! Grazie per la citazione del Guicciardini, di cui devo di certo approfondire l’opera…essendo io di certo più illetterato e bifolco di te!!

Ultimo aggiornamento 8 giorni fa effettuato da Rugge
oxalidaceae
Utente CDC
Risposta al commento di  Rugge
18 Luglio 2021 16:22

“Ma il popolo non è in grado di farlo.” …Come hai ragione Rugge.

cit. […] Secondo Aristotele, l’educazione (paideia) è fondamentale nell’addestramento del cittadino alle virtù etiche e dianoetiche. Pertanto è bene che il legislatore abbia a cuore questa problema perché solo un uomo virtuoso potrà essere un buon governante nel tempo che verrà, od anche solo un buon governato, cioè un buon cittadino..
«Passando quindi a determinare come deve essere tale educazione, Aristotele osserva che essa deve preparare sia a comandare che ad essere comandati, dato che , nella costituzione da lui considerata migliore e più conforme alla natura della città come società di liberi ed uguali, tutti i cittadini devono avvicendarsi, a turno, nel comando. L’educazione al comando è, ovviamente, l’educazione all’attività politica, mentre l’educazione ad essere comandati non deve essere intesa come semplice educazione a non fare niente, bensì come educazione a svolgere le attività riservate al tempo libero, cioè fondamentalmente le attività teoretiche, nelle quali consiste la felicità.» (Enrico Berti, Profilo di Aristotele – Edizioni Studium, 1979)

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  oxalidaceae
18 Luglio 2021 19:56

Belle parole, concordo è questione di educazione civica e di come è stata cresciuta una società dalla politica. Purtroppo la classe dirigente che abbiamo oggi nasce dal patto Stato (ovvero massoneria)-mafia firmato con il sangue di due grandi magistrati che avrebbero potuto cambiare la storia del nostro paese…. ovvero Falcone e Borsellino

Luganobella
Utente CDC
17 Luglio 2021 22:13

“errori”…

fuffolo
Utente CDC
18 Luglio 2021 10:27

Negli ultimi trenta anni la magistratura è stata utilizzata per il controllo e la gestione della politica. Strumentalizzata, molto spesso a sua insaputa, ha fatto quello che altri non potevano e volevano fare.
Ora si cambia, non serve più e anzi potrebbe far danni per i poteri che comunque gli hanno riconosciuto.

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  fuffolo
18 Luglio 2021 10:42

Sicuramente la tua lettura è interessante e va nella direzione dell’articolo, dove cerco di far capire che il “Sistema” è andato di pari passo a braccetto è gestito dalla politica, che si sceglieva i magistrati ed i giudici. Certamente non abbiamo l’anello al naso e non siamo così stupidi che le sentenze venivano pilotate per favorire noi cittadini onesti.
la riforma tanto voluta dalla politica oggi ha il compito di voler far fuori i magistrati onesti e/o azzerare velocemente i processi tramite l’improcedibilità, proprio per salvare i corrotti appartenenti al Sistema che sanno di vivere delinquendo.

ton1957
Utente CDC
18 Luglio 2021 13:32

” a fronte di un corrotto ci deve pur essere indispensabilmente, un corruttore ”
Qui dove la terra é piatta, c’é la democrazia e lo stato di diritto é per tutti i terrapiattisti, compresi coloro non iscritti alla massoneria e mancanti di ingente pecunia,non é necessario, basta un ricattato che se é ricattabile é ancora meglio.
Nelle monarchie assolute dove il Re poteva tagliare teste a suo piacimento, la magistratura era corrotta, le massonerie erano intoccabili, i politici erano corrotti e chi incassava o spendeva per conto del Re, stranamente, spesso era quasi ricco come il Re, e se era furbo ”sovvenzionava” i politici, si iscriveva alla massoneria e corrompeva i magistrati…………..in democrazia si chiama ”ridistribuzione della ricchezza” il Re non c’é, ma é rimasto il popolo che non partecipa ma contribuisce.

Questa come le altre é riforma gattopardesca….nulla a che fare con la giustizia che resta vincolata alle possibilitá economiche, all’appartenenza politica e,o, massonica.

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  ton1957
18 Luglio 2021 14:01

Sono daccordo

oxalidaceae
Utente CDC
18 Luglio 2021 18:37

“Il passo verso la perdita totale della democrazia è breve”. Come diceva Bersani, con parole che oggi mi rispecchiamo molto (dei due Bersani, ovviamente, cito Samuele, quello più intelligente, e non l’altro che è drammaticamente inascoltabile): “In un recinto chiuso non ci sto, oh no. Né con la destra, ma nemmeno col PCI, che bestia, che bestia!”. Detto questo, sgrassando da marce e vili correnti politiche e luride grinfie che se lo sono a turno ciclicamente accaparrato finendo per renderlo inoffensivo ed invisibile e relegandolo in quel mortificante cono d’ombra dove finiscono quelli che rifiutano gli applausi di Stato, mi aggrappo spesso al nudo pensiero, quello carnalmente potente di P.P.P.. Con il suo stile unico, cioè con “parlare magnifico che s’agglutina in bocca, tra barlume e barbaro”, alimentava il vizietto di denunciare schiettamente, da uomo solitario contro tutti, le “cose sporche” che non si poteva non vedere. E per questo è stato eliminato con puntuale esecuzione dai soliti noti. Questo articolo sì, mi ha inevitabilmente portata a Pasolini e alla sua crudele purezza nel muovere critiche ai Palazzi e ai Poteri. Lo hanno perseguitato tutti, la stampa, la critica, le classi dirigenti, la sinistra, i sinistroidi, i fascisti, l’intellighentia di… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 8 giorni fa effettuato da oxalidaceae
Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  oxalidaceae
18 Luglio 2021 19:02

infinitamente felice e commosso che il mio articolo abbiano ispirato queste tuo bellissimo scritto, che non ho difficoltà ad ammettere ed apprezzare, superano in prosa e ne rafforzano il concetto di quanto da me espresso. Complimenti, quelli come te danno la speranza a quelli come noi che insieme ce la possiamo fare. Abbiamo la fortuna di essere ancora tra i pochi che si scandalizzano di fronte alle immani oscenità che il nostro paese ormai ad esclusiva guida mafio-massonica, ci costringe a vedere e subire. Dobbiamo ricordarci che chi tira veramente le fila sono veramente pochi, come del resto però anche quelli come noi. Nel mezzo esiste la mandria che si divide tra ignavi e chi per due caramelle, in spregio al futuro dei propri figli, spalleggia tale “sistema”.
Sara’ dura, ma quelli come te mi fanno capire ancora più chiaramente che ce la faremo e che il bene alla fine vince sempre sul male. Spero di incontrarti a fianco nella battaglia.

oxalidaceae
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
19 Luglio 2021 14:42

Ciao, non ho scritto niente di particolare, è solo una sorta di post-it da appendere al frigo, tipo quello che ricorda agli sbadati di dar poco da bere alle succulente sennò schiattano presto.
Sono invece io che ringrazio quelli che, come te, ostinatamente scrivono parole-munizioni per il caricatore che abbiamo nella testa. Perché il cervello ne ha sempre bisogno dato che è l’arma più potente che abbiamo.
Per il resto, se servisse, di scarponi e di zaini ne sono già ben dotata. Quindi, fianco a fianco, sfidando le spregevoli menzogne con le quali quotidianamente ci bombardano. Cià.

Megas Alexandros
Utente CDC
Risposta al commento di  oxalidaceae
19 Luglio 2021 16:56

Ci conto!!!

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