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Hoka hey, è un buon giorno per morire Renzi !

DI ALESSANDRO GUARDAMAGNA

comedonchisciotte.org
La parabola di Matteo Renzi, colui che avrebbe dovuto essere il “capitano della nuova sinistra”, quella che avrebbe posto fine agli intrallazzi e agli “alibi” del sistema, mostra parallelismi singolari e un po’ inquietanti con quella del generale George Armstrong Custer, comandante del 7° cavalleggeri alla battaglia del Little Big Horn.

All’epoca della guerra civile americana l’allora sconosciuto Custer divenne in breve tempo uno dei più famosi comandanti di brigata e a soli 23 anni fu promosso generale, il più giovane dell’esercito dell’Unione, grazie anche all’appoggio datogli dai comandanti Sheridan e Pleasonton. Un po’ come Renzi che di colpo emerge come l’astro nascente del PD, il Rottamatore che voleva sbarazzarsi di una classe politica di dinosauri e ambiva a guidare un’intera generazione di Italiani fuori dalla crisi, senza però, a differenza di Custer che la pelle la rischiò davvero sui campi di battaglia a Gettysburg ed Appomattox, aver mai fatto un accidente a parte farsi condannare in primo grado nel 2011 dalla Corte dei conti per danno erariale pari a due milioni di euro – sarà assolto in appello 4 anni dopo perché incapace di intendere, a quanto stabilisce la sentenza.

Pare spendesse un po’ troppo liberamente, mentre altrettanto liberamente assumeva amici nel periodo in cui guidava la provincia di Firenze. Parlava di etica del lavoro, ma nel 2012 partecipò ai lavori comunali 8 volte su 45 e nel 2013 a 7 su 17. Analogamente parlava di decoro e tutela dei beni pubblici, ma nel 2013 noleggiò il Ponte Vecchio di Firenze a Luca Cordero di Montezemolo per una festa privata, e dei 120.000 euro dell’affitto alla fine il comune ne incassò solo 2.489. E gli altri? Dichiarava di non voler fare il segretario Matteo Renzi, ma poi si è candidato. Rifiuta la corruzione – ci mancherebbe che dichiarasse il contrario! – e arriva a proporre il reato di traffico di influenze, ma nel suo programma non è stato fatto cenno di eliminare le leggi ad personam.

Attenzione quindi ad essere troppo fiscali nel cercare coincidenze insolite, perché se qualcuno spera di trovare in Custer un comportamento analogo a quello di Renzi che andò da Visco, come ha confermato lo stesso governatore, per perorargli la causa di Banca Etruria e lui manco gli rispose, allora rimarrà deluso perché non lo troverà!

Dopo esser stato celebrato dalla stampa durante la guerra, Custer entra in un periodo di oblio per alcuni anni in cui va incontro a crisi finanziarie personali e scandali, un po’ come Renzi che da fine 2016, da quando ha perso il referendum ed è sceso dalla sella per lasciarla a Gentiloni, con Mariele continua a beccare capocciate tra banche, intercettazioni con babbiminkia e raccomandazioni malfatte.

Poiché ad ogni tonfo fa di regola seguito un’ascesa, anche Custer si riprese tornando alla ribalta all’inizio nel 1874 guidando una spedizione alla scoperta dell’oro nelle Colline Nere, e aprendo la famigerata “pista dei ladri”. Da mesi in vista delle prossime elezioni di Marzo Renzi promette di tornare alla grande per risolvere i “problemi del paese”, mantra atavico che viene ripetuto con cieca fissità dal dopoguerra da politici di destra, sinistra, centro e ancora bisogna capire cosa voglia dire – probabilmente niente.

Nel caso di Renzi poi la cosa si complica perché non è chiaro se i problemi a cui fa riferimento siano quelli dello stato Italiano, o di Rignano dove risiede. Comunque le sue promesse ricordano un po’ quelle di Custer che dichiarava alla stampa di poter risolvere il “problema indiano” alla vigilia di quella che fu la spedizione contro gli indiani delle pianure nel 1876. Doveva essere l’anno in cui i pellerossa ostili che ancora vivevano tra Wyoming e Montana sarebbero stati ricondotti nelle riserve o spazzati via, aprendo finalmente il paese allo sfruttamento delle risorse dell’Ovest e all’immigrazione. A parte le risorse mancanti in Italia perché se le sono fottute allegramente governi cattocomunismi in decenni di tangentopoli varie, anche Renzi ha voluto aprire il paese all’immigrazione, con risultati che in quanto a sviluppo e sicurezza sono sotto gli occhi di tutti.

George Armstrong Custer

Torniamo ora al 1876, anno in cui Custer era solito affermare che con il suo 7° cavalleggeri avrebbe potuto spazzare via tutti gli indiani delle pianure. Quando nel pomeriggio del 25 Giugno 1876 egli condusse le proprie truppe nella valle del fiume Little big Horn, senza attendere l’arrivo delle colonne di supporto, non conosceva l’esatto numero di nemici che lì si trovavano, seppur ripetutamente avvertito dalle guide del pericolo che stava correndo. Non aveva idea che stava andando verso un villaggio che riuniva non meno di 7.000 persone provenienti da numerose tribù della nazione Sioux – Hunkpapa, Sans Arc, Brulé, Oglala, Minneconjou, e Santee – che avevano iniziato ad aggregarsi ai Cheyenne ed Arapaho a partire dalla primavera precedente.

Il 7° stava effettivamente per attaccare la più grande concentrazione di indiani mai vista sulle pianure dell’Ovest americano fino a quel momento. Di quel totale, circa un terzo era composto da uomini o giovani in grado di maneggiare le armi, e questo significava che, a sua insaputa, Custer stava per condurre i suoi 645 soldati, già stanchi per le recenti marce, contro un avversario che ne contava almeno 2.000, in uno scontro che sarebbe stato ricordato come il peggior disastro della storia militare americana.

Ignaro del terreno che lo separava dal guado in prossimità del villaggio, Custer divise il 7° in tre colonne per piombare sul nemico da più parti e prenderlo di sorpresa. Solo in un secondo tempo, resosi conto di aver inviato le compagnie del capitano Benteen troppo lontano dall’area dello scontro, chiamò il trombettiere della compagnia H, il ventitreenne Giovanni Martini, e gli ordinò di trovare Benteen. Anni dopo Martini ricordava ancora quando il comandante gli disse “Tornate indietro, dite al capitano Benteen di correre qua, ditegli che abbiamo trovato un grosso villaggio. Ditegli di venire e di portare le munizioni. Vedete di fare più in fretta che potete e ditegli di sbrigarsi. Avete capito bene?”. Martini annuì, fece voltare il cavallo e si congedò, ma mentre se ne andava il tenente Cooke, temendo che il ragazzo italiano che era negli Stati Uniti da soli due anni potesse non aver capito bene o dimenticasse qualcosa, lo fermò e trascrisse l’ordine su un foglietto. Su quel foglio stropicciato è ancora possibile leggere le parole che Cooke scrisse in fretta: “Benteen vieni. Trovato grande villaggio. Fai in fretta. Porta le munizioni”, con l’ultima frase ripetuta due volte.

Giovanni Martini

Martini s’infilò il pezzo di carta nel guanto, e continuando a percorrere a ritroso il sentiero vide le cinque compagnie di Custer che entravano in un canalone che conduceva sulla sinistra verso il fiume. Quell’occhiata gettata ai suoi compagni mentre si allontanava rimase l’ultimo sguardo della storia su Custer ed i suoi 215 cavalleggeri.

Quanto avvenne al comando di Custer dopo che Martini fu spedito a cercare Benteen fu ricostruito dalla testimonianze dei guerrieri indiani, poiché nessuno di coloro che ne facevano parte rimase in vita. Custer si era avvicinato al Little Bighorn procedendo in direzione nord fino a raggiungere una gola che piegava verso il fiume e che la truppa doveva ora percorrere per piombare sul villaggio. Entrate nella gola, le compagnie di testa si fermarono improvvisamente. Non è dato sapere quanto avanzarono – se raggiunsero il fiume oppure no – e in termini concreti il saperlo, sebbene costituisca curiosità storica, rimane irrilevante. Quello che è certo è che non riuscirono ad attraversarlo perché di fronte a loro, o nei pressi del guado o addirittura poco dopo aver imboccato il canalone, si materializzò una massa di nemici urlanti a sbarrargli la strada.

Circa un migliaio di indiani bloccarono l’avanguardia delle cinque compagnie del 7° che, dietro ordine di Custer, dovettero bruscamente ripiegare. Colto di sorpresa e con il suo piano andato in fumo, Custer si apprestò a fare la cosa che in quelle circostanze drammatiche gli apparve più logica e che offriva militarmente maggiori vantaggi. Ordinò che i soldati facessero dietro-front e si dirigessero il più velocemente possibile verso le alture che stavano sulla sinistra, la più elevata delle quali gli avrebbe permesso di trincerarsi nell’attesa che arrivassero i rinforzi di Benteen o Gibbon, atteso per il giorno dopo.

Commemorazione del Monumento a Bighorn del 1926, che doveva stabilire un memoriale indiano al Little Bighorn. Si evitò accuratamente di nominare il generale “Custer” ovunque.

Alle loro spalle e dalle colline attorno bande di indiani inseguivano la colonna che ripiegava in ordine sparso con la compagnia del tenente James Calhoun che chiudeva la fila. Ogni tanto un colpo abbatteva un cavallo o un soldato, ma i ranghi delle compagnie del 7°, che formavano almeno tre gruppi, si mantennero sostanzialmente compatti.  Solo di fronte a loro, in direzione del colle più alto, non si vedevano nemici e lì Custer diresse i suoi uomini. Questa fu la sua ultima decisione fatale, seppur quella che probabilmente prese poiché obbligato dalle circostanze.

A sua insaputa il capo Oglala Cavallo Pazzo con un altro migliaio di guerrieri aveva guadato il fiume più a valle e stava compiendo un ampio giro per tagliare la via di fuga ai soldati. Ora, indirizzato dagli spari, dalla polvere che si levava dalle alture e dalle grida, il capo indiano capì molto presto dove si stavano dirigendo i bianchi e vi puntò lui stesso provenendo dalla direzione opposta. La cavalcata degli squadroni di Custer durò poco, finché gli uomini arrivarono ai piedi del colle che iniziarono a risalire, i più a cavallo, altri, lasciate andare le cavalcature, a piedi, e allo stesso tempo mantenendo un volume di fuoco sufficiente per tenere lontano i guerrieri che li pressavano.

Crazy Horse

Questi ultimi, lasciati i cavalli, strisciavano fra l’erba, bersagliando i soldati da lontano, o si scagliavano a gruppi contro di loro per scompaginarne le file. I soldati, stremati da giorni di marcia, ed ora incalzati ferocemente nella polvere e nel caldo soffocante da un esorbitante numero di nemici, riuscirono comunque a tenere la propria posizione e fermarono diverse cariche degli indiani.

Raggruppati per compagnie, formavano una linea continua di alcune centinaia di metri. Con le spalle rivolte alla cima sparavano verso il basso e i fianchi del colle contro avversari che non desistevano, mentre arrancavano lungo il pendio cercando di arrivare alla vetta che rappresentava la salvezza. Fu poco dopo aver iniziato la salita che i Sioux di Cavallo Pazzo comparvero sulla cima dell’altura che Custer ed i suoi soldati speravano di raggiungere. Gli indiani, sicuri di quanto avrebbero trovato dall’altro lato del colle, devono aver fermato istintivamente i cavalli per permettere a questi di orientarsi. Sotto di loro, a poche decine di metri di distanza nel punto più vicino, si trovavano poco più di 200 cavalleggeri americani che combattevano disperatamente cercando di risalire il pendio.

E’ facile immaginare lo sgomento degli uomini di Custer quando repentinamente videro apparire anche sul terreno soprastante una schiera di uomini seminudi, armati e a cavallo, ornati, insieme alle proprie cavalcature, di penne e scalpi e sui cui corpi risaltavano sgargianti colori di guerra in linee spezzate e risplendevano ornamenti di metallo; erano rimasti intrappolati su due lati da 2.500 guerrieri Sioux e Cheyenne, dieci volte il loro numero. Dopo aver atteso pochi secondi mentre i loro ranghi sulla sommità si infittivano, i guerrieri levarono archi, frecce, lance e fucili, e, lanciando una serie di urli che riempirono l’aria, si precipitarono giù in massa caricando i soldati.

Ogni sembianza di ordine presto si disintegrò ed il combattimento si trasformò pressoché ovunque in una miriade di lotte corpo a corpo. Gli indiani saettavano in tutte le direzioni scagliandosi addosso ai soldati, che calpestavano coi cavalli e colpivano a distanza ravvicinata per poi finirli a colpi di mazza o tomahawk. Lo scenario assunse contorni spaventosi e i momenti finali lasciarono una traccia profonda nella memoria di molti guerrieri.

Il giovane Orso in Piedi ricordò come gli indiani risalirono dal basso e mentre si arrampicavano “tutti su per il colle… l’aria si rabbuiò di polvere e di fumo. Vedevo i guerrieri che mi volavano intorno come ombre, ed il rumore di tutti quegli spari e zoccoli di cavalli e urli era così forte… era come un brutto sogno”. Dove le linee si sfaldarono i sopravvissuti si unirono ai gruppi di coloro che ancora resistevano, per pochi minuti, mentre sotto i loro occhi i propri compagni venivano sterminati.

Alcuni uomini lottarono finché non furono sopraffatti dai nemici, mentre altri presi dal panico gettarono via le armi cercando di arrendersi, inutilmente, o si suicidarono. In almeno un punto gli indiani turbinarono attorno ai soldati cavalcando in cerchio e sparando da sotto il collo dell’animale. Le testimonianze indiane sembrano concordare sul fatto che sul crinale nei pressi della sommità, protetti dalla carcasse di cavalli abbattuti, un gruppo di soldati lottò disperatamente, finché anche loro non furono annientati.

Una dozzina di cavalleggeri tentò di salvarsi fuggendo verso un burrone, ma furono tutti uccisi. Dopo circa mezz’ora il combattimento era finito ed il comando di Custer era stato distrutto fino all’ultimo uomo. Con Custer quel giorno caddero 215 soldati, fra i quali vi erano due suoi fratelli, Tom e Boston, e il nipote diciottenne Autie Reed. Il tenente Calhoun, suo cognato giaceva poco distante dal colle dove verrà rinvenuto il cadavere di Custer. Non è dato sapere come morì, ma i resoconti indiani parlano a più riprese del coraggio dimostrato dagli ufficiali del 7°, che continuarono a incitare gli uomini e ad impartire ordini per tutto il combattimento. E’ verosimile ritenere che Custer abbia mantenuto un comportamento analogo, guidando i suoi uomini con l’esempio come aveva sempre fatto, fino alla fine.

Non sappiamo come Renzi guiderà il PD alle prossime elezioni, se aspetterà l’arrivo dei rinforzi promessi da B., oppure caricherà da solo a testa bassa fidandosi unicamente dei suoi fedelissimi e custodi del cerchio magico gigliato, una congrega che ricorda un po’ alla lontana la cricca di parenti e amici che Custer aveva radunato attorno a se nel 7°.

Negli ultimi anni è stato impressionante vedere l’ascesa al potere della famigliola di Rignano, guidata da Matteo, una vera macchina da guerra che, nonostante la pochezza di contenuti che mal padroneggia ed esprime dicendo tutto ed il suo contrario, ha mietuto voti e proseliti, in questo aiutato da media che gli hanno dato il facing sugli scaffali delle testate nazionali; come a dire, “E’ l’unico prodotto che il sistema ha. Poi il contenuto è plastica vuota, ma intanto lo compri!”.

Le sue “doti” accertate sono l’emblema delle BMP – Bad Manufacturing Practices – cattive pratiche di fabbricazione; comportamenti basati su superficialità, raccomandazioni, menzogne, paraculismo ed incapacità, la stessa che ha portato l’Italia ad avere un debito astronomico, salari da fame, e un declino sociale e culturale devastante.

Ha davvero schifato il fatto di essersi fatti rappresentare, dopo vent’anni di circo politico guidato da pagliacci, cadaveri ambulanti e nipoti di amministratori Fininvest, da uno come lui. L’augurio è che Renzi, magari pronto a scendere in campo a sbaragliare da solo tutti i nemici, fidandosi ciecamente delle proprie forze come Custer al Little Big Horn, butti anche se stesso nel cumulo dei rottami, facendo così finalmente qualcosa di veramente nuovo, ma visto che la coerenza non sembra essere il suo forte probabilmente in questo si dovrà aiutarlo.

 

Alessandro Guardamagna

 

Riferimenti

Benteen, Frederick. Testimonianza, 13 Gennaio-13 Febbraio 1979, Proceedings of a Court of Inquiry in the Case of Major Marcus A. Reno Concerning His Conduct at the Battle of the Little Bighorn River, June 25-26, 1876; consultabile al sito http://www.loc.gov/rr/frd/Military_Law/Reno_court_inquiry.html; accesso avvenuto il 28 Gennaio 2016.

Cavallo Rosso, The Battle of Little Bighorn An Eyewitness Account by the Lakota Chief Red Horse recorded in pictographs and text at the Cheyenne River Reservation, 1881; consultabile al sito http://www.pbs.org/weta/thewest/resources/archives/six/bighorn.htm ; accesso avvenuto il 5 Gennaio 2016.

Martini, Jonh. John Martin’s Story of the Battle; consultabile al sito http://www.astonisher.com/archives/museum/john_martin_little_big_horn.html; accesso avvenuto il 25 Gennaio 2016.

Ambrose, Stephen E. Cavallo Pazzo e Custer. Tradotto in Italiano da Anna Nencioni. Milano, 1978.

Colimore, Edward. Grim Facts Of Custer’s Last Stand Revelations From The Remains Of Battle, June 22, 1986; consultabile al sito http://articles.philly.com/1986-06-22/news/26043641_1_troopers-douglas-d-scott-human-bones; accesso avvenuto il 26 Gennaio 2016.

Hanson, Victor D. Massacri e Cultura. Tradotto in Italiano da Sergio Minucci. Milano, 2002.

Travaglio Marco. Editoriale, La Volpe di Rignano; consultabile al sito https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-volpe-di-rignano/; accesso avvenuto il 16 Gennaio 2018.

Travaglio Marco. Editoriale, Noio Volevan Savuar; consultabile al sito https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/noio-volevan-savuar/; accesso avvenuto il 16 Gennaio 2018.

Utley, Robert M. Cavalier in Buckskin, George Armstrong Custer and the Western Military Frontier. Norman, 2001.

 

Fonte: www.comedonchisciotte.org

21.01.2018

 

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • DesEsseintes

    Ricordo che fra i pochissimi superstiti di Little Big Horn ci fu un altro italiano, Carlo Di Rudio che aveva partecipato all’attentato a Napoleone III.
    Condannato a morte fu graziato e inviato alla Cayenna per l’ergastolo ma dopo qualche mese riuscí a fuggire.
    Di Rudio sosteneva che l’ultima delle tre bombe fu consegnata da Felice Orsini a Francesco Crispi (futuro presidente del consiglio) e che fu proprio quest’ultimo a lanciarla contro il corteo imperiale.

    • Alessandro Guardamagna

      Di Rudio faceva parte della colonna di Reno, che doveva attaccare il villaggio per primo creando un diversivo. Quando l’attacco fallì e Reno ordinò la ritirata – che si trasformerà in una rotta – Di Rudio con altri rimase indietro, ma riuscì successivamente a ricongiungersi più tardi con le compagnie superstiti del 7°. Rimarrà nell’esercito e morirà in tarda età a Pasadena. Non so molto del suo ruolo nell’attentato a Napoleone III che gli frutto la condanna che Lei cita.
      Cordialmente

  • ant85

    Renzi è ben consapevole che gli italiani hanno la memoria corta, tra due anni potrà nuovamente essere “riverginato” dalla stampa e verrà nuovamente acclamato salvatore della patria. Le leggi anticorruzione, o più semplicemente quelle sul conflitto d’interesse, non verranno mai alla luce poichè metterebbero la parola fine a Pd e Forza Italia.

  • gix

    A quanto pare, un discreto grado di ottusità accomuna entrambi i nostri eroi, ma, tra i due, il nostro non pare certo disposto a sacrificarsi per la bandiera. Se riuscirà a salvarsi (anche riciclandosi come uomo di spettacolo nelle tv che lo attendono), chissà che fine faranno i suoi luogotenenti, mandati al massacro.

  • –<>– –<>–

    Renzi è un likudista, Gentiloni è un sorosiano, è una guerra tra bande.

    • oriundo2006

      Si: è vero. Sono entrambi telecomandati da Sion, a fasi alterne, come un vecchio giocattolo a pile, che si disputano con il vaticano e gli USA tanto per vedere chi è più bravo … a mandare a pezzi in nostro BelPaese…Ma non dimentichiamo Berlusconi, che si sta rifacendo una verginità ( politica ) a 80 anni suonati, parlando alla TV del nostro futuro come un giovanetto senza responsabilità del passato, almeno recente. E Grasso in vena di rifondazioni della sinistra che solo lui vede ? E Mattarella che ha nominato la Segre senatrice a vita IN CARENZA DEI REQUISITI RICHIESTI DALLA COSTITUZIONE, mentre tace su tutto il resto ? Bella combriccola…se a Sion sperano di comandare con questi, ebbene direi che si sopravvalutano un tantino.

      • –<>– –<>–

        Uno dei membri fondatori del pd è l’Ucei

  • Antonio Posta

    Polpettone di rara ingeribilita,questo pezzo.
    Il renzi,aspettiamolo al redde rationem
    Quanto al generale custer, consiglio a tutti di recuperare il film di raul walsh con uno splendido errol flynn.

    • DesEsseintes

      È molto bello anche “Piccolo grande uomo” in cui la figura del protagonista interpretato da Dustin Hoffman è probabilmente ispirato al Giovanni Martini di cui parla l’articolo di Guardamagna.
      Il ritratto che si dà di Custer in quel film secondo me è il più veritiero.

      • Antonio Posta

        Eh si.ma la figura di custer del film di walsh e’ molto piu’ epica,avventurosa e romanzata.

        • Alessandro Guardamagna

          E quindi falsa, in quanto mitizzata.

      • Alessandro Guardamagna

        Il film è effettivamente molto bello ed insieme a Un Uomo Chiamato Cavallo e Soldato Blu fu uno dei primi ad offrire un ritratto spassionato dei pellerossa che iniziarono ad essere visti non come semplici birilli o ostacoli alle imprese dei bianchi nella colonizzazione dell’Ovest americano.
        Non credo però che Penn si fosse ispirato a Martini per il ruolo che fu di Hoffman in Piccolo Grande Uomo, e anche il ruolo del militare invasato attribuito a Custer appare un po’ sopra le righe.
        Cordialmente

  • Vamos a la Muerte

    Nonostante gli italiani – ma in generale tutti gli uomini, a essere sinceri – abbiano la memoria cortissima, la parabola di Matteo Renzi, un berluschino ma senza i soldi di Silvio, sembra davvero giunta al capolinea. Il ragazzotto diversamente onesto non ha le capacità ma soprattutto i mezzi finanziari per sostenere il suo “rilancio”.
    E comunque bisognerà attendere il 4 Marzo: per dichiarare KO il nemico bisogna che l’arbitro abbia contato fino a 10.

  • Pyter

    C’è una versione ancora più famosa con Custer interpretato da George Clooney.
    Non viene menzionato il nome dell’italiano, ma quando George si accorge che non arrivano nè soldati nè munizioni, la sua guida gli urla: “No Martini, no party”.

  • Pyter

    La realtà del passato eroico di Custer non regge al raffronto con il romanzo di oggi: se Renzi è Custer, chi saranno mai gli attori che interpretano, per dire, Cavallo Pazzo, Orso in Piedi o Toro Seduto? E lo stregone? Non ci dimentichiamo lo stregone che aveva predetto a Toro Seduto come sciagura la vittoria, chè dopo i bianchi sarebbero arrivati più numerosi di prima e che quindi dopo la vittoria ci sarebbe stata più Europa.
    Crazy Horse lo vedo più parigino, un tipo tipo il premier Macron, mentre quello italiano lo vedo più nella parte di Cane da Salotto. Orso in piedi ci vedrei un colonnello russo, mentre il Toro sarà Seduto solo dopo le elezioni e se Grillo non vince sarà interpretato da Toro Sedato.
    Come stregone ci vedrei il futuristico Ipad Oan, ma più nel ruolo di Elfo Di Città.
    L’orchestra sarà composta a turno dai gruppi folk Liberi&paralleli, Grassi e insaturi, Divergenti ma Appianabili.

  • Alessandro Guardamagna

    Si può accettare il fatto che Custer fosse un soldato avventato, che considerasse poco i bisogni dei suoi uomini – anche se su questo si potrebbe discutere poiché diversi tra i suoi soldati lo ritenevano un buon comandante che condivideva i rischi e le privazioni dei suoi uomini – ma cretino… sbagliò sicuramente a valutare i
    rischi e la sua avventatezza, nutrita dall’ambizione che lo ispirò per tutta la
    vita, lo portò alla morte.

    Il tratto principale che caratterizzò la sua leadership fu la ricerca instancabile del nemico per attaccarlo ovunque si trovasse, anche se in posizione più favorevole alla sua, cercando di strappargli la vittoria, chiave del successo che bramava. Così fece durante la Guerra Civile e in tutti gli scontri avuti con gli indiani delle pianure. E gli andò sempre bene fino a quel 25 Giugno 1876. Il paradosso è che nella ricerca del trionfo a tutti i costi, egli andò incontro ad una tragica sconfitta che, per l’eco e l’indignazione che suscitò al tempo, finì per garantire a lui e al 7° un posto nella storia e nella cultura popolare americana – e più in generale in quella mondiale – che probabilmente nessuna vittoria per quanto clamorosa avrebbe potuto dargli. In questo Custer raggiunse seppur involontariamente il suo
    obiettivo, anche se al prezzo della vita di 270 uomini che pagarono per gli
    errori del proprio comandante.
    Cordialmente

    • Tizio.8020

      A me leggendo il libro di Ambrose sembra di aver capito l’esatto contrario.
      Cavallo Pazzo vinse tutti gli scontri avuti con Custer.

      • Alessandro Guardamagna

        Cavallo Pazzo e Custer si incontrarono 2 sole volte, la prima sullo Yellowstone nel 1873 – in cui durante i rilievi della spedizione ci fu un caso dove un reparto del 7° con Custer si trovò a contatto con indiani guidati dal capo Oglala. Sebbene i Sioux vedessero chiaramente i bianchi come invasori un vero scontro generale non vi fu.
        L’altro scontro accertato è il Little Big Horn. Il mio riferimento alle vittorie di Custer riguarda le battaglie della Guerra Civile e l’exploit del Washita, dove utilizzò la stessa tattica del Little Big Horn, solo che in quel caso gli andò bene.

  • Tizio.8020

    Ci sono un paio di versioni controverse sula fine esatta di Custer.
    In una di queste si ipotizza che si fosse suicidato.
    Sembra che il suo corpo, contrariamente a quasi tutti gli altri, non fosse stato violato dagli indiani.
    La spiegazione è che gli indiani non concepivano l’idea stessa del suicidio, e ritenevano quindi che chi lo compiva era stato “toccato da Manito”.

    Poi, oh: vedi migliaia di rappresentazioni dell’ultima resistenza , con gli ufficiali che combattono in pedi, pistola in una mano e sciabola nell’altra…
    Cazzate.
    Le sciabole non le avevano proprio, quel gorno.

    • Alessandro Guardamagna

      E’ vero, i soldati del 7° non avevano le sciabole quel giorno, a parte Di Rudio che aveva contravvenuto agli ordini e si era portato la sua.
      Custer fu ritrovato con due ferite, una al petto sinistro, non mortale, ed una alla tempia sinistra. Ebbe in realtà anche i timpani trapassati, probabilmente da un ago che le donne indiane usarono perché non aveva rispettato la parola data – una promessa fatta qualche anno prima in cui si era impegnato a non scendere più in guerra con i Cheyenne, mi pare. Gli perforarono quindi i timpani come a dire che non aveva ascoltato bene, a monito di come avrebbe dovuto comportarsi nell’aldilà.
      Cordialmente

  • snypex

    Beh, per dire che Renzi è un pupazzo usa e getta non c’era bisogno di farci una lezione di storia americana per il 90% dell’articolo. A parte che secondo me il parallelo non esiste neanche, quindi… un articolo praticamente vuoto, come Renzi in definitiva.

    • Alessandro Guardamagna

      Beh insomma che sia vuoto non direi, mentre posso accettare che a lei non piaccia.
      Cordialmente

  • Tonguessy

    Giusto due precisazioni: chi parla di “governi cattocomunisti” non ha ben capito come sia stata la politica italiana (saldamente nelle mani degli USA) dal dopoguerra. Non mi risulta che qualsiasi acronimo politico ascrivibile ai comunisti, dagli aliencomunisti ai zoticoncomunisti (in ordine alfabetico) abbiano mai preso parte a qualche governo. La parola stessa “comunisti” era parte della fatwa USA e della scomunica papale. Chi ha parlato di questi fantomatici “governi cattocomunisti” è sempre stato solo Il Giornale, non voglio commentare oltre.
    Poi ci sarebbe la questione della foto di Cavallo Pazzo. “Come tutti gli appassionati della storia del west sanno, non esistono
    immagini ufficiali del grande leader militare Lakota, caso molto raro
    tra i grandi uomini delle tribù native, che in un modo o nell’altro
    hanno sempre lasciato alla storia traccia dei loro volti.

    Le foto che sono state attribuite a Crazy Horse sono nel migliore dei
    casi molto dubbie e in altri casi appartenenti ad omonimi o a capi
    minori.”
    http://www.farwest.it/?p=86

    Ora, uno che descrive con attenzione le vicende di Little Big Horn inserendo volontariamente una falsa foto di Cavallo Pazzo (in realtà di Cane Colitico o Moka Difettosa, Orso che Caga o qualsiasi altro…) mi da un po’ da pensare. Premessa maggiore, premessa minore e conclusioni. E se il sillogismo fosse tarocco? Non che mi auguri che Renzi non faccia la fine di Custer, per carità. Ma se deve avere oppositori con argomentazioni così poco attendibili……

    • MarioG

      Giusto una precisazione.
      “Saldamente nelle mani degli USA” non significa quello che lei sostiene.
      Se parliamo strettamente di governi nazionali, cio’ che dice puo’ essere, formalmente, vero fino al momento della fine della DC. Pero’:

      1. Il PCI aveva la sua fetta di governi locali, come aveva la sua fetta di Rai
      2. Il PCI da Berlinguer in poi si mise saldamente sotto “l’ombrello” NATO (ricordiamo l’illustre Pres. della Repubblica (guarda caso), gia’ “comunista preferito” di Kissinger, attivo in quegli anni).
      3. Dopo l’89 e con mani pulite, si e’ ufficializzato l’esito di tutto il processo precedente con l’investitura della classe dirigente uscente dal PCI a erede designato -erede affidabile!- del governo del paese da parte degli USA, dopo la liquidazione della DC.

      Altro che fatwe!

      Non vedo nemmeno quale sia l’obiezione a usare il termine “comunista”, relegandolo a tic del Giornale! per i personaggi di questa vicenda.

      • Tonguessy

        Vero, così come è vero che siamo sempre stati una sovranità limitata e che l’unica volta in cui i comunisti hanno rischiato di andare al governo è successo il caso Moro, con tutto quello che ne è conseguito. Quindi non sono mai andati al governo. Per me la parola governo è legata indissolubilmente al fatto di avere un primo ministro in carica assieme ad una lista di ministri. Tutto il resto al massimo è governance locale.
        Sul cattofascista Giornale credo non valga la pena di spendere neanche mezza parola, dato che solo loro hanno usato il fantomatico termine “governo cattocomunista” (fai una google search per sincerartene).

        • Alessandro Guardamagna

          A dire il vero il termine veniva usato spesso anche da Umberto Bossi nella metà degli anni ’90.

          • Tonguessy

            Ah, Bossi. Una garanzia, insomma. Pensa che ispirandomi alla laurea di suo figlio ho istituzionalizzato la laurea presso la prestigiosa Università di Tirana in “Filologia della Lega moderna”, facoltà di cui sono il Preside. Mio figlio (16 anni) è il Direttore del Dipartimento. Se ti interessa un titolo di studio superiore ti consiglio di approfittarne. Qui il modulo online per ricevere la tua laurea.

            http://www.trotaelode.com/

          • Alessandro Guardamagna

            E questo cosa a che vedere con l’osservazione?
            Ho solo rilevato che Bossi utilizzò il termine, poi rimane la persona e il pessimo politico che ha dimostrato di essere, dedito a pratiche clientelari, etc…

    • Alessandro Guardamagna

      Governi cattocomunisti nel senso di “finta sinistra” e di “finto centro”, in realtà espressione di volontà ed interessi che vanno oltre quelle dell’elettorato italiano. In questo non credo di essermi inventato nulla.
      La foto di Cavallo Pazzo viene data come autentica. In essa è anche riconoscibile, seppur con una certa difficoltà, la cicatrice dovuta ad un colpo di pistola sparatogli da un rivale della tribù oglala, a cui Cavallo Pazzo aveva sottratto la moglie.
      L’articolo serve a suscitare reazioni, pur nella consapevolezza che Renzi e Custer sono uomini di tempi assai diversi, ma alcune affinità nella storia di entrambi si possono cogliere.
      Cordialmente

      • Tonguessy

        Trovo ancora meno convincente questa spiegazione. Cosa c’entri il comunismo con la finta sinistra è un concetto difficile da comprendere. Ci sono stati molti finti comunisti (da D’alema che bombarda la Yugoslavia a Napolitano che fa gli interessi delle lobbies) e forse questo è l’unico appiglio possibile. Si torna sempre al solito punto: dichiararsi di sinistra significa esserlo? E’ mia convinzione che siano i FATTI a dimostrare come stanno le cose. Se bombardi i popoli e li impoverisci non stai facendo nulla di ascrivibile alla sinistra storica, sei solo un emissario del capitale. Cioè un nemico del comunismo. L’invenzione non è sicuramente stata tua, ma la stai solo sostenendo, e questo mi risulta particolarmente antipatico.

        Sulla questione della foto ho già scritto tutto. Tutti i siti più importanti sulla storia dei Nativi Americani dicono la stessa cosa. Ed è grosso modo lo stesso fallace modo di ragionare che porta certe persone a vedere Napolitano o D’alema come uomini di sinistra. Serve più rigore nelle analisi, tutto qui.

        PS Mi fido maggiormente di persone che hanno dedicato la vita ai costumi dei Nativi Americani piuttosto che della pletora di “informazioni” che Google mette a disposizione di tutti.

        Numerous so-called images of the Lakota leader (and his personal belongings)have appeared over the years despite that Lakota historians and biographers believe that Crazy Horse never posed for a photograph.

        https://indiancountrymedianetwork.com/culture/arts-entertainment/is-this-crazy-horse-investigating-indian-countrys-most-controversial-photo/

        • Alessandro Guardamagna

          L’articolo non si basa su informazioni di Google. Alcune delle fonti primarie e secondarie sono state pubblicate. La foto non l’ho selezionata io, ma so essere considerata autentica, sempre per i motivi di cui sopra -, diversamente non l’avrei approvata. Se Lei vuole dare riscontri facendo riferimento a testi storico scientifici che attestino le sue affermazioni sarò lieto di leggerli. E comunque una foto anche se fosse dubbia – non credo, le ho citato la cicatrice; trovi il modo di smentire a questo punto – non inficia un intero ragionamento.
          Inoltre non ho inventato nulla. Che il comunismo teorico sia cosa diversa dai finti governi di sinistra ne sono consapevole; del pari credo sia anche lei consapevole che di rappresentanti della finta sinistra al governo in Italia ne abbiamo avuti diversi esempi. Non vedo quindi in che modo il farvi riferimento, anche utilizzando il termine “cattocomunisti”, infici i fatti presentati nell’articolo. Non ho mica sostenuto – e neppure lo penso – che il capitale non sfrutti i poveri, o che gli interessi del capitale non hanno alimentato i conflitti, es. nell’ex Yugoslavia che cita. Però non può venire a dire che far riferimento a finti comunisti sia fallace nel momento in cui tali modelli sono diffusi e sono stati sotto gli occhi di tutti per decenni. Se vuole provare a smentire faccia pure, ma si ricordi prima che vivo nel mondo reale, e non credo che la negazione ad oltranza, magari solo perché non si hanno gli strumenti per contro-criticare efficacemente, oppure molto più semplicemente perché non si riesce ad accettare una critica, sia produttiva di nulla.

  • dogout

    Custer fu imprudente, assetato di rivincita, infine poco lucido ad esporsi addirittura come scout in avanscoperta e non ebbe tempo di adempiere ai compiti del suo grado. Per me, Matteo è messo peggio. è come se nel campo indiano fosse riuscito a entrarci ma invece di tirare il collo a tutti come peraltro promesso si fosse adagiato giacendo con loro.

    • Tizio.8020

      Moolto peggio.
      Lui è entrato nel campo indiano (la sinistra), ne è diventato il capo, ed ha poi usato tutti i guerrieri di tutte le tribù per sterminare …i bisonti!
      Praticamente ha realizzato più cose di “destra” lui che il PDL in ventanni!!!
      Ma quando mai uno ha votato “a sinistra” per farsi togliere l’articolo 18 , o per avere il “Jobs Act” e la “BuonaScuola” ?
      Inconcepibile.

  • snypex

    In risposta a chi ritiene che Renzi non sia vuoto:

    Che non sia vuoto è certo, ma non è pieno di quei valori che un cittadino si aspetta da un suo eletto e questo è un fatto.

    Inoltre non so di quali valori sia pieno, ma di certo non coincidono con i miei.
    ——————————————————————————————————-
    PS. disabilitare il commento degli altri alle proprie opinioni dimostra solo arroganza.

  • Pimander

    La pelle dell’orso va venduta dopo averlo ucciso. Renzi deve ancora fare la fine di Custer e non e’ detto che ;la faccia, putroppo.
    Chi senti senti, nessuno la puo’ vedere ma non si spiega come mai ha tutto questo spazio e seguito di pennivendoli che ne scrivono, tanto a favore quanto contro.
    Temo che il 4 marzo avremo una pessima sorpresa: se riesce a navigare avendo tutti contro, riuscira’ anche a mettere le mani dentro le urne e sara’ il disastro piu’ completo per noi indiani.

  • Primadellesabbie

    Renzi : Custer = Guardamagna : Plutarco

    • Alessandro Guardamagna

      In realtà nei momenti finali dello scontro con Custer furono gli indiani che si colpirono a vicenda, con frecce e colpi di fucile, mentre avanzavano da tutte le direzioni verso i gruppi del 7° che ancora resistevano, tanto era la confusione dovuta a polvere, fumo e allo spazio ristretto