Home / Attualità / Greekcrisis – incidenti e totalitarismi
Original File Name: 2017071520.jpg

Greekcrisis – incidenti e totalitarismi

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis

I media di Atene esultano al raggiungimento dell’ennesimo “accordo” che, come premio per le riforme messe in atto, prevede un nuovo finanziamento e una manovra che  “nel breve” (e solo nel breve) non avrà conseguenze sui greci, ma i pensionati non ci cascano e manifestano ugualmente, paventando il prossimo taglio degli assegni (quattordicesimo della serie). La quotidianità è costellata di incidenti e di morti violente, come quelle derivanti da proiettili vaganti o da incidenti ferroviari, logica conseguenza dei tagli alla manutenzione ed al personale. Ma per le fonti ufficiali la colpa, in questi casi, è sempre del macchinista. E i dipendenti dei negozi si vedono trattenute sugli stipendi (da fame) le differenze di cassa senza alcuna comunicazione scritta, e senza aver firmato nessun accordo in proposito.

In questo quadro risalta l’attualità delle riflessioni del filosofo tedesco Gunther Anders, che mostrano come il totalitarismo sia tanto più brutale quanto più nei tempi moderni, si ammanta in modalità di approccio soft, non violente, possibilmente graduali e diffuse. Meno si percepisce e più è efficace e agisce nel profondo, sulle nostre mentalità. Il vero conservatore, diceva profeticamente Anders nel 1980, è colui che vuole conservare l’esistente, cioè non perdere ciò che si è faticosamente conquistato.

E intanto lo sciopero dei netturbini – assunti con contratti intermittenti a fronte di un bisogno non intermittente – scioperano a oltranza con le immaginabili conseguenze sulla salubrità dell’aria. Ma, mentre i giornali si occupano della presunta corruzione del Ministro della Difesa, la Grecia è ormai allo stato di una colonia, con le Istituzioni ridotte a un ruolo decorativo.

La traduzione che segue riassume tre post del blog www.greekcrisis.fr, pubblicati nella seconda metà di Giugno 2017

 

Da “Neuropa” del 15 giugno 2017

“Gesù mio, misericordia, salvaci.” Atene, giugno 2017

Sesto anno di questo blog. Le parole scritte alla maniera di un testamento … a tempo indeterminato. I media riportano e ripetono le notizie sul “successo” dell’Eurogruppo di giovedi sera (15 giugno). I Greci non si interessano più di queste cose, la vita vera è altrove, a differenza della morte lenta. Quindi lasciamo perdere. (…)
Per restare vicino alla vita reale, le organizzazioni e le federazioni dei pensionati del vecchio paese hanno indetto manifestazioni a Salonicco, Atene e Heraklion (Creta): “stiamo continuando la lotta perché possiamo fermarli”.

I pensionati sanno esattamente cosa succederà, dato che la stampa … omologata (ad esempio francese), riporta, con riguardo alla riunione speciale sulla Grecia (15 giugno) che i ministri finanziari della zona euro hanno chiuso l’incontro “in due ore, con i partecipanti soddisfatti all’uscita, poiché – in parte – sono riusciti a superare le loro divisioni e sono in grado di annunciare una buona notizia ad Atene, anche se nel breve periodo la vita dei greci non sarà turbata”. (…)

“Stiamo continuando la lotta.” Atene, giugno 2017
“Dacci quello che ci hai rubato”. pensionato manifestante ad Atene il 15 giugno,
Pensionati manifestanti ad Atene il 15 giugno,

“Gli europei hanno quindi annunciato che Atene, avendo tenuto fede nei mesi scorsi a gran parte dei propri impegni, beneficerà nelle prossime settimane di un prestito: 8,5 miliardi di Euro, tranche di un terzo piano di aiuti autorizzati nel mese di agosto 2015 per un totale di 86 miliardi di euro.

“(…) il governo Tsipras ha accettato la quattordicesima riforma delle pensioni e un’ulteriore revisione dell’imposta sul reddito, misure di austerità aggiuntive per quasi 5 miliardi di euro richieste dal FMI e da applicare dopo il piano di salvataggio, dal 2019”.(“Le Monde ” del 15 giugno).

I 8,5 miliardi di euro “concessi alla Grecia” permetteranno di pagare più di sette miliardi di euro di debito in scadenza nel mese di luglio e … quindi i pensionati in piazza sono stati molto numerosi ad Atene il 15 giugno … sotto lo sguardo un po’ sorpreso dei turisti.

Piazza della Costituzione. Spezzoni di vita … Atene, giugno 2017

Piazza della Costituzione (…) interpreti (vecchi e non) dei … mestieri di un tempo, finiscono a fare accattonaggio o esprimono in pubblico alcuni dei loro messaggi e altri avvisi spesso apocalittici: “Gesù mio, misericordia, salvaci,” come quel cartello brandito con costanza da un pensionato a giugno ad Atene (foto di copertina).

Cartello apocalittico …., Piazza della Costituzione Atene Giugno
Turisti.Piazza della Costituzione, Atene giugno 2017
Mendicante. Atene nel giugno 2017

Gli eterni seguaci del mercato faranno finta che la “collezione estate 2017 è arrivata”, mentre i legami sociali cadono a pezzi, perché gli interessi degli uni e soprattutto degli altri diventano sempre più .. . privati. Perfino gli incidenti stradali, come molti altri fatti di cronaca, fanno parte di questa atmosfera, e partecipano di questa guerra contro il paese e contro la sua gente. La nostra realtà assomiglia a una … “caduta libera”, sufficientemente nascosta allo sguardo furtivo dei turisti.

La scorsa settimana, a Menidi, quartiere popolare nella parte ovest di Atene, un bambino di 11 anni è caduto per terra nel corso di una festa della scuola, in pieno cortile durante la ricreazione. Morto in ospedale, l’episodio è stato inizialmente trattato come una malattia grave, l’autopsia, però, ha rivelato che la morte è stata causata da un proiettile “vagante”, sparato dall’angolo del quartiere adiacente, abitato da gitani, zona già famosa per i suoi vari traffici e dove, in tempi normali, pochi osano mettere piede.

Gli altri residenti si sono … naturalmente ribellati, e gli zingari hanno, da parte loro, sparato in aria diversi colpi con i fucili ed (anche) con i mitra, marcando il territorio della loro anomia istituzionalizzata … e quanto alla polizia, in extremis è riuscita a ristabilire una parvenza di pace civile nel quartiere.

Un mese fa (13 maggio 2017), un treno passeggeri è deragliato nei pressi di Salonicco, colpendo un vecchio edificio prima di fermarsi. Mattheos Kalopoulos 50, il macchinista, Aristidis Kalabalikis, controllore della ferrovia (OSE) e Dimitris Mikropoulos 44, medico e passeggero del treno, sono rimasti uccisi, altri undici passeggeri sono rimasti feriti.

Deragliamento vicino a Salonicco, 13 mag 2017 (foto stampa greca)
Manthos Kalopoulos 50 anni, il macchinista (foto stampa greca)
Aristidis Kalabalikis (foto stampa greca)
Dimitris MIKROPOULOS 44 anni, medico (foto greca stampa)

L’OSE (recentemente privatizzata a favore delle “Ferrovie dello Stato” italiane per quasi 45 milioni di euro) [Ndt: le FF.SS. italiane non sono ancora formalmente privatizzate, per ora] nelle prime dichiarazioni ha detto che “la responsabilità per l’incidente è del conducente del treno” Manthos Kalopoulos (“eccessiva velocità “), il che è contestato dai macchinisti attraverso che denunciano in diverse dichiarazioni riduzioni di risorse tecniche e di personale, compresi i sistemi di allarme non funzionanti e il sistema di frenata automatico (Rel-FM, 15 maggio).

Nella stazione centrale di Atene, uno striscione firmato “I macchinisti,” ricorda un fatto essenziale: “Loro, parlano di utili e perdite. Noi parliamo di vite umane”. Gli eterni seguaci del mercato faranno finta che la “collezione estate 2017 è arrivata”  questione di apparenze, come con l’Eurogruppo.

“Si parla di utili e perdite …”. Stazione ferroviaria di Atene, giugno 2017

 

“La collezione estate 2017 è arrivata.” Atene, giugno 2017

Per l’altro lato dello specchio sicuramente deformante il “Futuro Perfetto” si manifesta sotto forma di chiusure di negozi, in “Tracce del mestiere”, o comunque tutto a “zero euro”. Fatti economici e sociali tangibili, come un testamento … a tempo indeterminato.

Piazza della Costituzione ancora, le limousines e pochi giornalisti attendono i funzionari all’ingresso del Ministero delle Finanze, visto che “gli europei hanno quindi annunciato che Atene, avendo tenuto fede nei mesi scorsi a gran parte dei propri impegni….”
Il cinismo di SYRIZA rimarrà negli annali a memoria della (presunta) democrazia occidentale, così come in quelli della distruzione metodica dei diritti sociali, dei diritti del lavoro, come del lavoro stesso. Non lontano dal ministero delle Finanze di Atene, e sul retro dell’insegna “Public” (sorta di “Fnac” ateniese), un manifesto del sindacato del settore editoriale informa i passanti e potenziali clienti di certe pratiche sporche … del retrobottega di Public.

Mancanze di cassa presso Public. Atene, giugno 2017
“Tracce del mestiere”. Atene,giugno 2017
“zero euro”. Atene, giugno 2017

Secondo i sindacati, “Gli importi che vengono comunemente denominati ‘errori di cassa’ sono trattenuti dai salari dei dipendenti di Public, senza il loro permesso o anche la minima ricevuta, in modo da non lasciare traccia di questa pratica commerciale. Questa pratica non è solo ingiusta, ma anche illegale e deve essere fermata”. Tranne che è proprio “di errore in errore” che i memorandum già da sette anni funzionano.

(…)
Non senza una certa ironia ontologica, uno specchio posto di fronte ad un negozio di antiquariato del centro di Atene … è etichettato … “Neuropa” quando i media ripetono e si ripetono sull’Euro-“successo” di giovedì sera, come di ogni Eurogruppo. Europa … nevrosi collettiva, allora?

Limousine per il Ministero delle Finanze. Atene,giugno, 2017
“Neuropa”. Atene, giugno 2017

(…)
Sesto anno di questo blog e sempre questo bisogno … di sopravvivenza circa il suo sostegno. L’appello per l’estate 2017 è già lanciato … [NdT: in una comunicazione inviata alla mailing-list privata dei sostenitori del blog, Panagiotis ha comunicato di recente, ringraziando, che la raccolta straordinaria di inizio anno ha avuto successo ed è stato in grado di ricomprare l’auto e di far fronte alle spese del blog, delle quali ha fornito dettagliato resoconto]

Vicino alle stazioni ferroviarie o vicino ai parcheggi, anche i nostri animali adespoti hanno diritto ad un gelato. (…)

Animale adespota… e il suo gelato. Atene,giugno 2017

Da “Terzo Turno” – pubblicato il 18/6/2017

Perama (di fronte Salamina), giugno 2017

(…)
Notizie dilaganti, in gran parte metapolitiche e metademocratiche in questa Europa. Sanguinoso conformismo dei politici. Günther Anders e la sua “obsolescenza dell’uomo” avevano già lanciato l’allarme a suo tempo:

“Io uso l’aggettivo totalitario il meno possibile, in realtà, perché penso che è abusato e appena meno sospetto della cosa che designa. Se lo uso, è per correggerlo, vale a dire per rimetterlo al posto che è suo. Sappiamo che questo termine è usato quasi esclusivamente da intellettuali e politici che dicono solennemente di essere cittadini di Stati non o anti-totalitari, il che significa per lo più auto-giustificazione o adulazione.

 

“In 99 casi su 100, si considera il totalitarismo come una tendenza in primo luogo politica o riguardante il sistema politico. Penso che sia sbagliato. A differenza dei più, qui difendiamo la tesi che l’essenza totalitaria in origine viene dal campo della tecnologia, cioè dalla macchina. La tendenza insita in ogni macchina in quanto tale, è la tendenza a dominare il mondo per godere da parassita degli elementi non controllati, ciò che costituisce il fatto fondamentale è la volontà di fondersi con altre macchine e di cooperare con esse come pezzi in all’interno di una macchina più grande. Il totalitarismo politico, così terribile come è, non è che una conseguenza e una variante di questo fatto tecnologico di base.

“Siamo al punto di dover precisare che io sono un ‘conservatore’ in termini ontologici, perché ciò che conta ora, per la prima volta, è quello di mantenere esattamente il mondo così com’è [NdT: o forse com’era, il libro “Obsolescenza dell’Uomo” è del 1980, all’apice del periodo d’oro della quota salari nel mondo occidentale]. Dopo, siamo in grado di guardare se è possibile migliorarlo. C’è la celebre frase di Marx: “I filosofi hanno hanno solo interpretato il mondo in vari modi, ciò che conta è di cambiarlo’. Ma ora è superata. Oggi non serve cambiare il mondo; soprattutto, dobbiamo preservarlo. Dopo potremo trasformarlo, molto, e anche in un modo rivoluzionario. Ma prima, dobbiamo essere conservatori nel vero senso della parola, in un modo che nessuno di quelli che si dicono conservatori accetterebbe.”

“Question Time”. Atene,giugno 2017
Foto della città e del secolo scorso. Atene,giugno 2017
In attesa dei turisti. Atene, giugno 2017

(…)  Mio cugino Kostas è convinto che la nuova situazione greca non è una “crisi” perché dura più di sette anni e, beh, “avrebbe potuto essere evitata … gli anni del boom consumistico hanno portato i greci alla situazione attuale”.

Un altro nostro cugino, Vassilis vedovo da due mesi, (…)  è sempre stato più filosofo di Kostas. “E ‘un problema molto insidioso, questa è una presunta ‘crisi’, che colpisce il nostro mondo nel suo complesso. La Grecia è solo un esempio. Questa maledetta minoranza globale dell’1%, decide da sola, contro tutti gli altri. Siamo in guerra. Il sistema finanziario si giocherà tutte le sue carte truccate … quasi tutti gli Stati sono in debito, ma poi verso chi?” Lo vede, Kostas, il grande bluff e anche il grande scontro in preparazione. La situazione cambierà con la violenza … con qualcosa di esplosivo … e questa trasformazione toccherà i nostri figli, i nostri nipoti, non certo noi. E bisognerà nel frattempo abbandonare qualsiasi idea piatta di questo mondo.

Vassilis, come Kostas. non ha mai sentito parlare di Günter Anders. Solo che questa è la mentalità dei nostri tempi… già il terzo turno delle “elezioni” incombe, recenti sondaggi (in Grecia e altrove) sembrano, ad essere onesti, ridicoli, nel senso più completo del termine.

Un caffè. Atene,giugno, 2017-graffiti
Graffiti e messaggi di oggi. Atene, giugno 2017

(…)  “La varietà “soft” di totalitarismo detta ‘conformismo’ – Günter Anders scrisse ne ‘L’obsolescenza dell’uomo’, testo ahimè del tutto attuale – è tutt’altro che umana. Che siamo trattati con gentilezza è uno stigma della nostra sconfitta. ‘Anche Polifemo ride dopo la prima colazione’. Se il conformismo è incruento, è perché ci ha già inghiottito tutti interi, ieri esso aveva bisogno – o pensava di aver bisogno – di un’opposizione alla propria liquidazione per imporre il suo terrore. Oggi è dolce, perché può permettersi di rifiutare la strada della minaccia e dello spargimento di sangue”. (Per il momento, vorrei aggiungere, e non dappertutto).

“Ma a prescindere dal fatto che questa teoria sia corretta o no, in un certo senso il conformismo è certamente cruento. Perché ciò che conta non è solo se il processo del nostro adeguamento è sanguinoso o no, ma se lo scopo, le minacce e i rischi che, una volta adeguati al sistema, noi dobbiamo difendere come fossero i nostri, sono in realtà sanguinosi o meno. Oggi, nell’era dell’atomo e della guerra di Corea, la risposta a questa domanda è nota. E la risposta è la seguente: per quanto l’adeguamento delle nostre anime possa procedere in segreto e in silenzio, il fatto stesso che sia in corso e prosegua, esprime il nostro accordo per diventare degli assassini (e, se del caso, anche vittime).

Graffiti (calcio) e messaggi … del tempo presente. Atene, Piazza della Costituzione, nel giugno 2017

“si deve pensare che esiste una precisa relazione tra scopi terroristici e il terrore con cui sono perseguiti: è una relazione inversa. Ciò significa che più i metodi di convincimento sono “umani” e più lo scopo che si vuole ottenere senza ammetterlo è sanguinoso e spaventoso. Ciò che è incontestabile è che la questione se si tratta di un pugno nudo e coperto di sangue o una mano ricoperta con un guanto di velluto è oggi – per quanto incredibile possa sembrare -. del tutto secondaria.

“ciò che importa è che torniamo a contare su di noi, perché oggi non contiamo nulla. Questo è vero in entrambe le varianti.”

(…)
Vasilis e Kostas, i miei due cugini coraggiosi, non hanno letto Günter Anders, Mimi, l’animale di Greekcrisis, … forse sì. Ciò che si è voluto e si è pensato di sopprimere era forse troppo resistente per essere soppresso, e non poter tornare a rivivere in futuro. Chi lo sa?

Mimi, il gatto di Greekcrisis.

Da “Rifiuti organici” del 25 giugno

Tempo di spazzatura. Gli incaricati municipali della raccolta dei rifiuti, sono in sciopero da diversi giorni in tutto il paese. Sostengono che la loro missione soddisfi esigenze precise e permanenti. Essi dovrebbero, quindi, “essere assunti in modo permanente”. I bidoni traboccano, e l’aria diventa irrespirabile. Come lo è negli ambienti della politica e dell’economia, si potrebbe dire.

(…) Un curioso caso dovrebbe scuotere l’opinione pubblica della colonia, eppure … Secondo i media, per esempio, il ministro della Difesa Panos Kammenos, quest’anno avrebbe parlato diverse volte al telefono con Makis Yannoussakis, in prigione perché condannato a vita per il caso di una piccola nave da carico, il “Noor uno,” … con a bordo con più di due tonnellate di eroina pura, intercettata nel mese di giugno 2014, come riporta il quotidiano “Kathimerini” di questa settimana.

Dal 2014, molte parti del fascicolo d’indagine sarebbero state “accorpate” e così consolidate, mentre, a poche settimane dal processo, gli ufficiali della guardia costiera che hanno scoperto il caso sono stati stranamente trasferiti (solo temporaneamente), e allo stesso tempo … il Presidente del collegio giudicante, è stato rimosso dal caso, a seguito di improvvisi … dolori muscolari. E, infine, due testimoni importanti, a loro volta imputati, sono morti, mentre altri testimoni restano sotto la protezione della polizia.

La stampa si scatena ancora una volta, il Ministro Kammenos “avrebbe contattato il pregiudicato Yannoussakis perché quest’ultimo denunciasse il presunto ruolo svolto nel caso dall’armatore del Pireo Marinakis” il quale ha a sua volta da lamentarsi (cospirazione, diffamazione), riguardo al Ministro della Difesa (quotidiano “Naftemborikí” 23 giugno), in quanto il ministro non ha negato i fatti … in modo reciso.

Solo che i greci non erano davvero interessati a questo caso, come a tanti altri. La meschinità abissale del “potere politico” (in realtà del sistema politico) ha spazzato tutto, non c’è bisogno di sapere altro, è visibile ad occhio nudo. (…)
La verità ultima è infatti ormai nota ai Greci. Come scritto chiaramente Stathis Kouvelákis: “privo di qualsiasi controllo sulla sua politica fiscale e monetaria, lo stato greco ora è privo di qualsiasi leva su cui agire, comprese quelle relative alle funzioni sovrane come quella fiscale. Le istituzioni rappresentative, a cominciare dal Parlamento, sono ridotte a orpelli, privati della capacità di determinare un bilancio, le cui linee guida in ogni caso sfuggono al suo controllo. Questa distruzione della sovranità statale è stata accompagnata dalla creazione di una variante particolarmente brutale di accumulazione per esproprio, secondo l’accezione di David Harvey, attuata tramite la svendita del patrimonio pubblico ed il saccheggio delle risorse naturali e ambientali a vantaggio di gruppi di capitali a volte nazionali, a volte esteri. Per dirla bruscamente, la Grecia è un neo-colonia, le funzioni del governo nazionale, qualunque sia il suo colore, non sono diverse da quelle di un amministratore coloniale, i finti negoziati che entrambe le parti inscenano nella serie infinita di riunioni dell’Eurogruppo e dei vertici europei, servono a mascherare – solo superficialmente – questo fatto”(Stathis Kouvelákis, la fortezza Europa).

Del tutto consapevoli della realtà … i nullatenenti senzatetto interpellano spettatori e passanti, nel caldo soffocante, mentre i turisti potranno fotografare questi edifici nella storica università, una delle tante banalizzazioni. Fortunatamente a volte si rappresenta ancora Epidauro, come nel giugno 2017, “Sette contro Tebe”, la terza parte della trilogia tebana di Eschilo, non tutto, forse, è stato perduto in modo permanente nella colonia, nonostante la meschinità abissale del “potere politico”.

“Sette contro Tebe” a Epidauro. Poster, Atene, giugno 2017
Nullatenente senza fissa dimora. Atene, giugno 2017
I turisti fotografano. Atene, giugno 2017

Ricordiamo con l’occasione il profondo disgusto di Eschilo verso l’arroganza degli uomini, la hybris che minaccia l’ordine e l’armonia della città (…).

 

Panagiotis Grigoriou

Fonte: http://www.greekcrisis.fr/

giugno 2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.oirg a cura di FRANZ CVM

 

Pubblicato da Franz-CVM

  • Holodoc

    Interessante il ragionamento che il totalitarismo sia il freddo modo di ragionare di una macchina, cioè di un parassita senza sentimenti.

    Ormai tutto nella nostra società è governato da “macchine”, cioè da entità che ragionano in modo freddo e competitivo senza tenere conto dei danni che compiono.
    Così sono le aziende, la politica e lo stiamo diventando anche noi dato che per andare avanti dobbiamo diventare sempre più freddi e spietati.
    C’è sempre meno spazio per la collaborazione e la solidarietà.

  • giorgio peruffo

    Quando si partecipa a elezioni si vota quello che ci assomiglia di più.
    Se non sbaglio, l’ultima volta, i greci hanno votato per Leonida-Tsipras.

    • Paolo

      Quello che sembrava meno-peggio.

  • Steel Rust

    Almeno stavolta ci sono i gattini adespoti: i Greci non sono ancora stati ridotti a mangiarsi anche quelli… :-/

    • clausneghe

      Nessuno mangerà mai un gatto, mica sono Veneti..
      Piuttosto si mangia erba, che di fame non è così facile morire..