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Che facciamo adesso ?

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Il Presidente del Consiglio è stato ripreso mentre in modo confidenziale riferiva alla Merkel le difficoltà di consenso che il M5s sta attraversando rivolgendosi con il “loro” alla forza politica cui, gli ricordo, appartiene.
Conte ha parlato di sondaggi effettuati dai 5s quindi riservati: sono certo che la tedesca questo non lo avrebbe mai fatto. Questo denota scarsa professionalità e soprattutto sottomissione.
Io ho sempre pensato che finché non si ha una carica, finché si è elettori o attivisti si possa e si debba fare “gioco di squadra” fino al limite invalicabile dei propri valori; in altre parole se una forza politica cambia linea su qualcosa, sentito come vitale da un militante, questi deve andarsene, combattere e portare violente critiche contro il suo ex Movimento anche in ragione del fatto che ha speso energie, tempo e…fiducia per essere canalizzato verso gli interessi dei ceti dominanti finanziari.
Attenzione però! Se si ha una carica no! Sarebbe un tradimento verso chi ti ha premiato col voto (ivi compreso chi ti ha dato il simbolo) ed in tale situazione chi è eletto ha un ruolo, una altissima responsabilità e deve “lavare i panni sporchi in casa propria”.
Non mi stupiscono quindi i De Falco, i Fioramonti, i Tridico (io ho memoria) che se ne sono usciti sulle pagine dei giornaloni con dichiarazioni imbarazzanti perché non sono mai stati attivisti, nemmeno Conte.

Ma cosa rivela lo scivolone del “Premier”? Rivela una marcata carenza di una visione ideologica nel 5s, è come chiedesse “che facciamo adesso”?.
Attenzione al 5s non serve una ideologia nel senso tipico (il 5s si pone per natura come “post” rispetto alle ideologie del ‘900 e questo è sacrosanto) ma gli manca qualcosa che lo chiarisca nei valori.
Finora si è presentato come un partito ambientalista, giustizialista, innovatore che interpreta la società con idee radicali (femminismo, diritti civili, antiproibizionismo ecc ecc). Governare però è diverso rispetto al fare opposizione e queste direttive non bastano se si vuole essere un grande partito a lungo.
Gianroberto Casaleggio era un lungimirante mentre suo figlio (persona seria e competente sia chiaro) mi pare solo un abilissimo esperto in marketing elettorale.

Il 5s non ha una linea chiara fratturato in correnti come è tra un Di Battista un po’ Che Guevara e un po’ Emma Bonino (“serve più Europa” da Fazio), un Di Maio-Salvini, un Fico-Soros e un Grillo-elevato (cioè massone contro-iniziatico o libero alla Magaldi?).
Lo stesso, ricordo, avveniva sul territorio quando ero attivista: chi come me era convinto che la questione migranti fosse una invasione insopportabile perché facevano credere agli ingenui che fuggissero tutti dalle guerre, intollerabile perché provocata dal neocolonialismo occidentale e “carolingio” (Aquisgrana) e perché ammassata, disumana, eterodiretta dai “carolingi” veniva isolato, tacciato di fascismo e venivano organizzate ronde (virtuali sia chiaro) per sputtanarlo.
Eppure cosa c’era di strano ad affermare che i centri storici stavano diventando periferie di Nairobi (o di Parigi, evidenza di miseria equamente distribuita) devastando così subliminalmente i nostri “luoghi antropologici”, i nostri punti di riferimento, vere e proprie resistenze all’omologazione globalista (“clintoniana”), veri bisogni innati indispensabili per il benessere e l’equilibrio umano?
Non ho mai dato spiegazioni a queste imboscate, andavo dritto per dritto con sempre più determinazione e vigore perché non ha senso dire niente a persone cattive (termine infantile? Non direi), in cerca di posto al sole (quindi mal disposte e finalizzate a distruggerti) oppure a persone stereotipate (in Italia o sei immigrazionista o sei razzista perché questi due modelli fanno moda); no grazie lasciare i “bastardi limiti” a costoro.

Diverso è esprimere pubblicamente su questo network virtuale, la mia posizione: togliermi la soddisfazione, dopo anni, finalmente (anche se durante la mia conferenza alla Camera bastava un po’ di intelligenza per intuire come la pensavo).

Gli italiani sono ormai convinti che l’euro sia irreversibile perché hanno spento il cerebro, (in parte da secoli), ed i 5s nonostante sia in arrivo una crisi peggiore della precedente li assecondano, credendo così di sostituirsi al PD.
I nostri giovani (o meglio i “polli di allevamento” del neoliberismo consumista) hanno perso le palle, giocano alla playstation disinteressandosi e quei pochi che cercano di capirci qualcosa ” vengono convogliati come al solito nei due solchi emotivi (comunista, fascista) comodi al sistema.

I migranti invece vengono dalla povertà, non hanno mai visto un PC, hanno rischiato la vita e hanno una sanissima dose di incazzatura. Molti di loro intuiscono (ma non capiscono) perché sono costretti a eradicarsi dal loro paese, altri nemmeno quello e magari benedicono Macron, altri ancora muoiono nel deserto per giungere in occidente.
Posseggono tutte le credenziali quindi per capire più degli altri (dei locali).
Devono essere solo tolti dalle fauci di certe associazioni (quelle cosiddette “buoniste”), da certi sindacati e poi formati, evitando che restino degli assistiti o che al contrario inseguano il modello calciatore-velina-cellulare, il “sogno americano” del guadagno facile per intenderci, quello consumistico conformista e stupido che ha reso imbelli le nuove generazioni italiane (“trovati uno ricco” citando Silvio prostata).

L’invasione va fermata e sostituita, una volta che sia pianificato tutto, con flussi consistenti ed organizzati di stranieri. Sì consistenti! Perché la penso proprio così!
No! Non si alzano le tasse per questo, basta emettere moneta a tale scopo (ma non come fa la BCE che ne emette fiumi che si accumulano nelle banche private).
Cosa intendo? Intendo la linea ideologica che dovrebbe seguire il M5s fregandosene se resterà isolato da Lega e PD.
Una interpretazione creativa ma non idealista o inapplicabile: o vince o perde.

Lo Stato deve creare una “Scuola quinquennale interculturale delle Tradizioni e delle Scienze Politico Economiche” destinata agli stranieri, un sistema istituzionalizzato che rilasci un diploma con valore legale e faccia entrare persone con un target nobile e ben preciso: dare loro intanto le basi di italiano, matematica e scienze e poi nel proseguo degli anni, durante il corso di economia, spiegare la visione neo keynesiana (occultata e distorta sia nelle Università che nei media ormai), l’importanza di una moneta nazionale da riconquistare controllata finalmente da una Banca Centrale pubblica, il concetto di area valutaria ottimale, i danni della moneta unica e dei cambi fissi, i danni del neocolonialismo, del neoliberismo, della globalizzazione.
Insegnare loro la nostra lingua, svelare loro la storia d’Italia, i nostri poeti, l’arte e nelle ore di cooperative learning, dove docente e discente pari sono, conoscere le loro esperienze.
Nell’ambito della macroeconomia sveleremo loro come i loro politici, per intascarsi qualche milione di euro (esternalità di mercato) abbiano svenduto ricchezze del valore di miliardi di euro, minerarie, ittiche, territoriali a paesi estranei all’Africa.
Finito il corso questi neodiplomati potranno approdare all’Università ed aiutare noi indigeni (ovvero italiani) a ritrovare la libertà dalla morsa Eurocratico-Carolingia e il “senso” della nostra civiltà; oppure, grazie a questa formazione (che è anche internazionale per natura) scegliere di tornare a casa fornendo nei loro territori una classe politica consapevole e quindi pericolosissima per mafie e nuovo ordine internazionale (cit. Macron).
Sarebbe questa potenziale classe dirigente (e non sempre noi pochi occidentali onesti ed informati) a chiedere la rinazionalizzazione delle risorse espropriate dalle multinazionali, ed un 1 per 1000 per almeno 50 anni, dai paesi occidentali come risarcimento (per fare opere pubbliche mediante ditte africane!).

Questo progetto porrebbe fine al razzismo (anche se credo che in Italia ce ne sia davvero poco, l’italiano è solo infastidito da decenni di stranieri che chiedono soldi per strada, “frutto” delle politiche immigrazioniste neocoloniali assistenzialiste e schiaviste che li ha lasciati nel bisogno) ma anche alla devastazione consumistica dei nostri “luoghi antropologici” (Cit. Augé) coniugando le posizioni conservatrici con quelle progressiste (quelle sane).
Questa linea forse non immediatamente recepita dal consenso ma corretta eticamente e (forse) vincente nel lungo termine renderebbe il 5s una cosa nuova, ritroverebbe nuova linfa ed una identità.

Non mi stupirei se, per l’ennesima volta, i blog dei comici (a cui in passato ingenuamente volevo perfino bene) o i politici 5s ricalcassero qualcosa di questo tipo cambiando alcuni dettagli per apparire inediti, ma pur infastidendomi i plagi ciò che mi preme è il futuro del paese e che se ne impossessi chi ha voce e risonanza (rispetto all’oblio dei semplici cittadini come me).

Lo stesso Salvini che ha compreso che è l’euro che genera il bisogno e la vera corruzione (internazionale e piccola) che smuove i capitali dalla quota salari a quella profitti (speculativi) e dalla periferia al centro Europa non può credere che il nucleo di tutto sia la guerra tra poveri senza mai sottolineare l’importanza di imporre dazi a chi viola i diritti umani nei paesi africani e contro chi non rispetta determinati minimi salariali e diritti sociali.

L’immigrato è una forza molto più istintiva e non indottrinata (e inginocchiata) al tran tran consumistico (status symbol, stereotipi), variegata (parlare di “immigrato” è assurdo visto che provengono da miriadi di realtà diversissime anche quando distanti solo 20 km tra loro) ed imprevedibile.
Non si può parlare bene dei Gilet Gialli (a proposito, come al solito in Francia si fa la Rivoluzione in Italia si fanno partiti) ignorando questo dato di fatto.
I migranti, come detto, di norma hanno una enorme motivazione ad imparare ed un grande interesse alle nostre vicende politiche. Sono quindi energie dalla portata inestimabile per una Rivoluzione sì ma Culturale.

Questa linea ideologica, non post ideologica ma direi “NEO ideologica”, questo progetto valoriale, non solo rende onore alla verità (l’euro è un macigno, un asteroide che non puoi evitare devi solo distruggerlo) e contiene una visione economica di breve (la crisi in arrivo) e lungo termine (direi keynesiana) ma ha in sé un significato non alto ma altissimo del termine “interculturalismo” (al posto del multiculturalismo delle élite).
I migranti non saranno usati come grimaldelli per estinguere i nostri “luoghi antropologici”, bensì saranno rispettati e valorizzati per promuovere, per difendere, riconquistare, approfondire le nostre identità: saranno i nostri custodi.

Marco Giannini

Fonte: comedonchisciotte.org

25.01.2019

Pubblicato da Davide

23 Commenti

  1. Concordo con Giannini quando afferma che l’ideologia dovrebbe sparire dal programma della politica.
    Il compito di quest’ultima è quello di individuare quali possano essere le azioni migliori per il bene di coloro che rappresentano (popolo), questo compito, già di per se terribilmente difficile, deve soprattutto resistere alle sirene dell’ideologia che tende sempre a mistificare e confondere le azioni dell’uomo.
    Contano gli uomini, non i partiti.

  2. 1)”L’invasione va fermata e sostituita, una volta che sia pianificato tutto, con flussi consistenti ed organizzati di stranieri. Sì consistenti! Perché la penso proprio così! ”

    Ma perché prendersi il disturbo di fermare un’attività così ben avviata, consistente e organizzata, per poi farla ripartire? Se la pensa così, è già a cavallo. Stia sereno!

    2) “Lo Stato deve creare una “Scuola quinquennale interculturale delle Tradizioni e delle Scienze Politico Economiche” destinata agli stranieri, un sistema istituzionalizzato che rilasci un diploma con valore legale e faccia entrare persone con un target nobile e ben preciso: dare loro intanto le basi di italiano, matematica e scienze …”

    Sia lode al Titolo Legale, Plasmatore delle Genti.
    (Intanto vada a fare un giro nelle classi italiane…)

    3)”…e poi nel proseguo degli anni, durante il corso di economia, spiegare la visione neo keynesiana […], l’importanza di una moneta nazionale… ”

    Pura poetica del paradosso! Per inculcare l’importanza della moneta NAZIONALE, il Giannini ha avuto bisogno di sostituire la popolazione NAZIONALE…
    (ilarità, lacrime, spasmi all’addome)

    4) “…da riconquistare controllata finalmente da una Banca Centrale pubblica, il concetto di area valutaria ottimale, i danni della moneta unica e dei cambi fissi, i danni del neocolonialismo, del neoliberismo, della globalizzazione. ”

    Come sopra: tutte nozioni per cui serve un nutrito numero di immigrati per essere impiantate e messe a profitto.

    5) “L’immigrato è una forza molto più istintiva e non indottrinata (e inginocchiata) al tran tran consumistico (status symbol, stereotipi), variegata ”

    Finalmente capiamo gli apparenti paradossi che suscitavano le nostre risate volgari.
    Viva l’istinto (dell’immigrato)! Non più il Bello, bensì il “Variegato” salverà il mondo!

    6)”Questo progetto porrebbe fine al razzismo…ma anche alla devastazione consumistica dei nostri “luoghi antropologici”

    Chiara manifestazione di concezione MONCA del razzismo (solo gli Europei sono razzisti). Però il consumismo, lui sì razzisticamente, non attecchisce sulle più robuste razze allogene!

    7) “[gli immigrati] saranno i nostri custodi”.

    Raggiunto l’apice del climax.
    Orlando, De Magistris et Mimmo Lucano benedicant vobis, amen!

    Ma forse prendo un abbaglio.
    Forse si tratta di un paradosso: segue il modello del geniale pamphlet: “Una modesta proposta” di J. Swift.
    Ci dica che è così, Giannini!

    • “3)”…e poi nel proseguo degli anni, durante il corso di economia, spiegare la visione neo keynesiana […], l’importanza di una moneta nazionale…”

      La visione “neo keynesiana” è la scuola di Milton Friedmann, cioè il monetarismo, che sta alla base del cosiddetto neoliberismo. Tale visione è già spiegata fino alla nausea nei corsi di economia. Credo, però, che il Giannini intendesse il contrario. E’ bene, allora stabilire che gli attuali keynesiani, cartalisti e MMT sono definiti “Post-Keynesiani”.

  3. Il Presidente del Consiglio è stato ripreso mentre in modo confidenziale riferiva alla Merkel le difficoltà di consenso che il M5s sta attraversando rivolgendosi con il “loro” alla forza politica cui, gli ricordo, appartiene.
    Conte ha parlato di sondaggi effettuati dai 5s quindi riservati: sono certo che la tedesca questo non lo avrebbe mai fatto. Questo denota scarsa professionalità e soprattutto sottomissione.”

    È una “estrapolazione” evidentemente farlocca ma tanto basta come pretesto per mettersi in mostra e sbracare in stucchevoli millanterie.

  4. > I nostri giovani (o meglio i “polli di allevamento” del neoliberismo consumista)
    > hanno perso le palle, giocano alla playstation disinteressandosi e quei pochi
    > che cercano di capirci qualcosa ” vengono convogliati come al solito nei due
    > solchi emotivi (comunista, fascista) comodi al sistema.

    L’unico punto che condivido in tutta la sbrodolata…, cosa gli ha fornito il pusher?

  5. Carissimo Giannini, scusa mi sapresti dire quale sarebbe la fonte da cui hai tratto questa perla d’informazione, secondo la quale il Presidente del Consiglio sarebbe stato ripreso mentre bisbigliava alla Merkel le difficoltà di consenso del M5s?? Sarei molto curiosa…

    • Glielo dico io, perché mi ci sono imbattuto guardando, masochisticamente, La7.
      Pare che l’orrido Formigli abbia scovato questo video e gli abbia dato voce mediante “certosino lavoro” di lettori di labbra…

  6. Mi sono fermato all’invasione che va sostenuta, consiglierei a Giannini di darsi da fare con la playstation così eviterebbe di dire simili sciocchezze, proprio come fanno molti giovani che evitano accuratamente di parlare di cose di cui sanno poco o nulla e continuano a giocare alla playstation, evitando così di fare danni.

  7. Ecco lo sfogo di una delle tante anime che anima(va)no il M5S:'(il 5s si pone per natura come “post” rispetto alle ideologie del ‘900 e questo è sacrosanto) ma gli manca qualcosa che lo chiarisca nei valori’.

    E questo discorsone alla fine non è altro che il frutto ponderato di una posizione ‘non post ideologica ma direi “NEO ideologica” ‘. Quindi nel giro di poco tempo siamo passato dall’era del postqualcosa (https://comedonchisciotte.org/lera-postqualcosa) all’era del neoqualcosa, in un crescendo di insulsaggini semantiche che pretendono di seppellire definitivamente le vecchie ideologie mentre col “nuovo che avanza” (se è stato avanzato forse qualche motivo c’è…) si spiana la strada a improbabili descrizioni e improponibili linguismi.
    Cioè noi non vogliamo valori, ma VALORI, non ideologie, non siamo attratti dalle post-ideologie ma pretendiamo le NEO ideologie, qualcosa di assolutamente nuovo che resterà nuovo in eterno, sostituendo così asfittiche tassonomie politiche e non.
    La cialtroneria alle volte si ritrova a fare i conti con sé stessa. E non è detto che si capisca.

  8. Non ho ben compreso il collegamento tra l’euro come strumento colonialista e l’auspicata rivoluzione in alleanza con le forze fresche ed affamate degli immigrati. Ma concordo su un fatto, l’Italia potrebbe fare molto in questo senso, potrebbe ricavarsi un ruolo culturale e morale (avendone i mezzi) di esempio per tutte quelle giovani popolazioni, specialmente africane, ancora vergognosamente sfruttate allo stesso modo dell’epoca schiavista. Questo soprattutto in un momento in cui nell’Europa che va per la maggiore si fanno trattati e si tentano alleanze sempre di stampo colonialista, dove stavolta noi stessi rischiamo di diventare colonia alla stessa stregua dei popoli africani. Un Conte che va dalla Merkel a raccontare i timori del M5S dimostra ancora la stessa sudditanza, di convenienza più che psicologica, che avevano quelli di prima. Ma è normale che un movimento come il M5S debba passare attraverso questi assestamenti o anche ridimensionamenti, essendo nato in brevissimo tempo ricavandosi spazi che erano stati pressoché abbandonati dalle ideologie politiche classiche. Il 25/26 % sarebbe la stima attuale dei sondaggi? E quale è il problema, in altri tempi sarebbe stata una percentuale sufficiente per governare, o comunque per condizionare la politica italiana. Se per esempio il M5S capirà che deve trovare una sua strada coerente, anche suggerendone di nuove all’Italia (e all’Europa perché no) come quelle appunto di un nuovo ruolo trainante per un piano supporto e sviluppo per quelle popolazioni disastrate (beninteso, sviluppo e progresso economico si, ma a casa loro), magari potrà contribuire a sottrarre l’Italia alla morsa dei soliti patti anticoncorrenza franco-tedeschi, dando spunto persino per una nuova idea di Europa che forse è tutt’ora possibile.

  9. L’articolo … non merita, ma i commenti sono una speranza!

  10. Articolo penoso, a livello di Novella2000, anzi peggio ancora; ma prima di pubblicare idiozie del genere, l’avete la voce di Conte che parla, dov’è il filmato con voce, in che lingua avrebbe parlato? Ai buffoni di LA7, parlava inglese o tedesco? dato che voi nemmeno capite l’italiano! Ma sta roba è giornalismo? Non vi vergognate? Peggio di repubblica, corriere, stampa, etc. etc.

  11. Secondo l’autore:

    ” I migranti, come detto, di norma hanno una enorme motivazione ad imparare ed un grande interesse alle nostre vicende politiche. Sono quindi energie dalla portata inestimabile per una Rivoluzione sì ma Culturale”

    Mentre:

    “I nostri giovani (o meglio i “polli di allevamento” del neoliberismo consumista) hanno perso le palle, giocano alla playstation disinteressandosi e quei pochi che cercano di capirci qualcosa ” vengono convogliati come al solito nei due solchi emotivi (comunista, fascista) comodi al sistema.”

    quindi:

    “Lo Stato deve creare una “Scuola quinquennale interculturale delle Tradizioni e delle Scienze Politico Economiche” destinata agli stranieri, un sistema istituzionalizzato che rilasci un diploma con valore legale e faccia entrare persone con un target nobile e ben preciso: dare loro intanto le basi di italiano, matematica e scienze e poi nel proseguo degli anni, durante il corso di economia, spiegare la visione neo keynesiana (occultata e distorta sia nelle Università che nei media ormai)”

    Ricapitolando: siccome i nostri giovani sono utili idioti grazie al sistema, buttiamo in pasto anche gli immigrati allo stesso sistema così loro diventeranno i nostri angeli custodi…

    nemmeno su Lercio.it

  12. secondo me tra loro (premier e ministri di paesi diversi ai meeting) parlano anche di questo
    questo denota una ovvietà :la propaganda
    Conte sta spiegando alla Merkel il perché di una determinata propaganda.

    E viceversa la Merkel racconterà come mai loro hanno fatto l accordo con la Francia

    cioè abbiamo assistito a una dimostrazione di verità.
    tra di loro si dicono quali sono le strategie di manipolazione “interne” e per quali motivi..

    cio dimostra che non esistono i “litigi” e le tensioni raccontate dal mainstream trs paesi e che le dichiarazioni ad effetto sono ad uso e consumo “nostro” dei popoli .

    purtroppo ci hanno mostrato solo un estratto,, chissà perché il resto è stato censurato

    ps ovviamente ciò dimostra anche che mentre c’è chi crede nelle dichiarazioni spontanee in realtà c’è sempre un strategia utilitaristica a fini elettorali dietro le sparate le campagne gli attacchi, le trovate etc.


  13. Posseggono tutte le credenziali quindi per capire più degli altri (dei locali)

    ma dai… il “nuovo proletarito ruvoluzionario ” QUI , però formato da retrogradi incampaci/svogliati di mettere a posto CASA PROPRIA…Ma davvero ?

    Con una simile ” asinistra” i padroni gongolano…. aveva ragione Spengler…

  14. quello che mi spiazza sempre degli aderenti al Mov è la beata ingenuità da “nati ieri”: Conte “racconta” alla Merkel la situazione italiana e lei finalmente l’apprende, un mondo di novità appare davanti ai suoi occhi, la stupiscono e la lasciano senza parole. Incredibile.

  15. Una notevole carrellata di idee all’ammasso, difficile perfino capire come chi scrive abbia potuto essere eletto, fosse anche nei 5S.
    Se il livello medio dei rivoluzionari de’ noantri è questo stiamo messi davvero malissimo…

  16. Sconcertante! Davvero da non credersi!
    Che ci voglia più immigrazione, su CdC, nessuno ancora era arrivato a dirlo.
    Beninteso, in linea di principio ogni proposta politica è legittima e dunque in astratto si può rispettare. Ma sul piano concreto questa oggi, nella realtà italiana, non si raccomanda propriamente come la più valida e opportuna. Non c’è neanche bisogno di attardarsi a controargomentare. Per trovarne una confutazione, basta andarsi a rileggere magari l’uno o l’altro dei lucidi interventi comparsi di recente su questa materia: ad es. quello di Andrea Zhok, Qualche Riflessione sul Problema Migratorio, pubblicato il 5 gennaio sul suo blog (http://antropologiafilosofica.altervista.org/qualche-riflessione-sul-problema-migratorio/). E del resto una risposta a tono l’ha già data qui sopra MarioG.
    Giannini obietterebbe che lui parla di un’immigrazione ordinata, controllata, e qualificata. Ma, ammesso e non concesso che una tale ipotesi a titolo teorico si possa prendere in esame e presenti anche (potenzialmente) qualche vago aspetto positivo, la cosa qui e ora non ha senso. Stiamo forse parlando di un paese integro? Di un paese in cui si può introdurre una tale novità da zero? O stiamo parlando di una situazione che invece si presenta ingovernabile, perché l’immigrazione avvenuta ha già prodotto un vasto corpo estraneo, al punto che un lavoro di bonifica appare ormai un’impresa proibitiva? E poi questo provare a rifondare l’identità di un popolo innestando nel suo corpo vivo masse di stranieri, be’, francamente è un’idea agghiacciante. Non voglio dire altro.

    Ma lasciamo stare il discorso sull’immigrazione. Più importante è recuperare altri due temi, che Giannini tocca viceversa sbrigativamente nella parte iniziale.
    Il primo tema che meriterebbe una seria analisi è senz’altro la fisionomia politica assai vaga, maldefinita, incerta, perché “post-ideologica” o “pluri-ideologica”, dei 5S. È vero, sì. In effetti il loro atteggiamento sui temi cruciali della sfera politica è un tratto di grave ambiguità. Non che sia una spia di malafede, necessariamente. Ma implica di certo una visione molto semplicistica della realtà politica e dello stesso agire politico, della sua natura e delle peculiari sue difficoltà. Ed è questa, tra l’altro, la ragione per cui sono arrivati al governo così goffamente impreparati. Sia chiaro, per un improvvisatore il buon Di Maio non ha sfigurato. Pur sbagliando qua e là, in fin dei conti se l’è cavata forse dignitosamente. Ma, se consideriamo l’intero schieramento, prime e seconde file, l’impressione di dilettantismo è assai più accentuata. Ad ogni modo quello che preoccupa non è tanto il difetto di preparazione, la mancanza di una consolidata professionalità, bensì quella visione naïve della politica che contraddistingue intimamente l’identità politica dei 5S. E di cui anche l’impreparazione diffusa alla politica, come il perbenismo dogmatico dei cavalieri erranti alla De Falco, è solo il fatale corollario. Quest’idea naïve del fare politico, quasi che il problema fosse solo amministrare bene, con integrità, è disarmante. O, se preferite, è desolante. Fa cascare le braccia. Perché mai sul tema dell’agire politico tanti hanno già riflettuto e scritto, da Platone fino a Machiavelli o a Carl Schmitt o a Strauss, se il segreto della buona politica era così evidente? Se bastavano i due grandi princìpi, “onestà, onestà” e “uno vale uno”? Questa rozza e ottusa “ingenuità” non è solo un difetto. È anche un pregio. Quanto meno in parte, o virtualmente. Perché è quella che appare correlata all’ideale della democrazia diretta e del popolo sovrano. Ma resta soprattutto un difetto. È il limite più grosso e rovinoso di tutto il M5S. Perché ipoteca tutto il suo orizzonte rispetto alla realtà della politica. Gli preclude ogni articolazione, a livello della teoria come a livello della prassi. Sicché, in attesa di realizzare la democrazia diretta e reinsediare sul trono finalmente il popolo sovrano, i 5S sono condannati a volare basso. Il loro agire politico non può se non ispirarsi a uno schietto, modesto, pragmatismo. Ma è un pragmatismo deteriore. Perché non conosce la complessità. E non è in grado di concepire e perseguire un disegno politico ambizioso, ben meditato e articolato, anche nella sua scansione temporale. Sulla loro onestà e sulla loro serietà (di intenti) si può fare un certo affidamento. Su una loro vera lucidità e profondità, direi, si può contare molto meno. Ragion per cui il loro avvento storico e la loro presenza attuale entro il panorama politico italiano sono da ritenersi cosa utile, anzi salutare, al limite anche provvidenziale. Ma per il futuro c’è bisogno di forze politiche più lungimiranti e più qualificate, che possano condurci più lontano.
    Il secondo tema da recuperare è il fatto di cronaca: le parole che Conte ha pronunciato con la Merkel. Qui mi piacerebbe che si discutesse. Ma non leggo, almeno fino ad ora, commenti appropriati. Se la cosa è vera, a me sembra abbastanza grave. E non denota una sudditanza dei 5S, ma una sorprendente slealtà di Conte verso i 5S. È inettitudine più che tradimento? Non lo so. Ma di sicuro, parlando in questo tono, Conte sminuisce il partito che lo ha portato a Palazzo Chigi. Ha per caso altri referenti? Spero proprio che sia una notizia infondata. E che si arrivi a una ricostruzione differente.

    • Probabilmente all’interno del governo le parti sanno bene cosa ci si può aspettare l’una dall’altra e fino a che punto ci si può fidare delle persone. Nel caso specifico delle frasi carpite non sembra che si tratti di chissà quali rivelazioni, o segreti di stato, ma di una normale descrizione della fase di ricerca del consenso in italia. Conte, benchè facente parte di questo governo, non ha il problema del consenso, che hanno Salvini e Di Maio, potrebbe persino riciclarsi in un rimpasto con aperture ad altre forze, per cui poco da aggiungere. Non si tratta certo di sudditanza (di convenienza) dei 5s, ma semmai dei singoli, peraltro in questo caso tutta da dimostrare.

  17. Alla decima riga ho smesso di leggere. Comunque in primis la Merkel non ha certo la bisogno delle confidenze di Conte per sapere le cose italiche, secondariamente il M5S è l’artefice di Lino Banfi all’UNESCO e abbiamo detto detto.

  18. Il discorso che fà avrebbe piu’ senso se fossero famiglie che emigrano, in cerca di una nuova realtà sociale, come ad esempio i sudamericani tentano di fare negli usa, invece no, tutti maschi sono e quà non c’è soluzione, a torto o a ragione per quel che mi riguarda per questa immensa massa di maschi all’arrembaggio non c’e’ via, no way.

  19. Marco Echoes Tramontana

    Ma chi è questo Conte? Conta qualcosa, o è solo un conte? A conti fatti non ci conterei molto sul contenuto. Accontentiamoci dei conti di fine mese.

  20. Quando sono arrivato a “L’invasione va fermata e sostituita, una volta che sia pianificato
    tutto, con flussi consistenti ed organizzati di stranieri. Sì consistenti!” ho smesso di leggere, Primo, perche’ tutto quanto l’autore ha scritto prima di quella frase ha perso ogni senso a fronte di un “annuncio” del genere. Secondo, perche’ sono stufo di gente che, furbescamente, continua a perorare sui media la causa delle elite globaliste della sostituzione etnica degli europei in nome di una umanita’ dalla quale, chissa’ perche’, gli stessi europei sono esclusi. Vorrei dire di piu’, ma sarebbero, cosi’ a caldo, solo parole impubblicabili.