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Catalogna ed altri disastri

 

DI RAUL ILARGI MEIJER

theautomaticearth.com

Ho visto molti video sul referendum catalano e la cosa che più mi ha colpito, a parte l’insensata violenza della polizia, è stata la mancanza di violenza da parte dei manifestanti.

Per cui quando sento il ministro degli interni affermare che 11 poliziotti sono stati feriti, è difficile prenderlo sul serio. Non che i catalani non avessero alcuna ragione per resistere o controbattere. Che centinaia di manifestanti, tra cui molte nonne, siano stati feriti risulta evidente dai video. Essendo stati usati proiettili di gomma in gran numero, è probabile che ci siano state anche ferite fatali.

Vedere poliziotti colpire a sangue vecchie e pacifiche signore è sconvolgente. Molti di noi saranno anche sorpresi, ma non dovremmo esserlo. La Spagna è ancora la terra di Franco, e suoi ammiratori continuano ad occupare posti di grande influenza in politica, polizia ed esercito. E non sono solo loro: un video da Madrid mostra persone intonare una canzone dell’era franchista.

Quella è la forma con cui l’UE ha consapevolmente accettato la Spagna come membro, ed essa da allora non è cambiata. Il silenzio totale di Bruxelles, e di tutte le altre capitali europee, la dice lunga. Il primo ministro belga Charles Michel ha detto oggi che non vuole parlare delle politiche di altri paesi, e questo è il massimo di quanto dichiarato sull’argomento. Ovviamente è un ottimo modo per lavarsene le mani.

Perché la cosa riguarda molto l’Unione Europea. Come ha twittato Assange, «Caro @JunckerEU, è questo il “rispetto per la dignità umana, la libertà e la democrazia?”. Usate l’articolo 7 e sospendete la Spagna dall’Unione per la sua chiara violazione dell’articolo 2» (Articolo 7 del Trattato dell’Unione Europea: “Sospensione di qualsiasi Stato membro che utilizzi la forza militare contro la propria popolazione”). Certo, tecnicamente la Guardia Civil non è militare, ma Juncker, Michel e soprattutto la Merkel vogliono veramente nascondersi dietro a questo cavillo?

Assange ha anche ritwittato questo: “Breaking news di Claude Taylor: un contatto del governo ecuadoriano dice che Assange verrà rilasciato dall’ambasciata di Londra. Aspettatevi il suo immediato arresto”. Reazione di Assange: “Un ex insider della Casa Bianca dice che verrò arrestato per aver segnalato la censura e gli arresti in Catalogna. Come giocano sporco”.

Non dovrebbe sospendere però. Sappiamo dall’esempio della Grecia, e dal trattamento dei rifugiati, quali siano i princìpi morali dei “leader” europei. Non ne hanno. In questo senso, Rajoy ed il suo PP si adattano alla perfezione.

Non è questo il motivo per cui la gente voglia far parte dell’UE. Quindi, a meno di dichiarazioni forti da parte delle varie capitali, l’Unione nel suo complesso si troverà in una crisi così profonda da poterla costringere a fare i bagagli e tornare a casa. Qualunque sia la casa di questi politici carrieristi.

Se sei privo di ogni tipo di etica, come Rajoy e tutti gli altri silenti leader europei, non puoi dire agli altri quali decisioni prendere.

E la battaglia non è affatto finita, anzi non è ancora iniziata. Ecco una mappa dei seggi elettorali chiusi ed aperti in Catalogna, via Assange. “La foto dice tutto. Cosa farà ora Rajoy? Arresterà tutti? L’intero governo catalano che ha organizzato il referendum? Credete a me: i militari spagnoli preferiscono distruggere la Catalogna piuttosto che consentirne l’indipendenza”.

La filosofa Anna M. Hennessey, che ha vissuto sia in Spagna che in Catalogna, fa questa analisi:

    Franco vinse la propria guerra, non come Hitler o Mussolini. Ciò non vuol dire però che nel ventunesimo secolo si debba mantenere l’impalcatura ideologica del dittatore. Supportare la Catalogna è un passo necessario per porre fine al fascismo in Europa.

   Gli americani non sanno molto della guerra civile spagnola (1936-1939) e della lunga dittatura conseguente. Bisogna conoscerla per capire bene l’attuale situazione in Spagna ed in Catalogna. Il giudice (Ismael Moreno), che deciderà sulle accuse di eversione mosse agli attivisti catalani, negli anni ’70, gli ultimi della dittatura, era un ispettore di polizia.

    Franco è una figura importante del fascismo europeo del secolo scorso. Alla sua morte non c’è mai stata un’epurazione dei funzionari di governo. Questa leadership ha tracciato la linea di comportamento verso la Catalogna, regione traumatizzata prima e dopo la guerra per la propria resistenza al regime.

    […] Come il governo spagnolo, anche la polizia spagnola non ha fatto epurazione. È un’istituzione profondamente corrotta […] Manuel Fraga Iribarne, uno dei ministri di Franco, ha fondato il Partito Popolare di cui ora fa parte Rajoy. Il partito è attualmente coinvolto in uno scandalo di corruzione. Anche la famiglia reale spagnola è collegata al dittatore ed ha una propria serie di accuse di corruzione a carico. È impossibile ignorare le fondamenta fasciste su cui poggia la Spagna moderna, o ignorare il fatto che queste abbiano a che fare col modo in cui il governo centrale tratta la Catalogna.

E così potremmo vedere morire il sogno di un’Europa unita. Perlomeno di una benigna. E se non riesci a raggiungerla, non ha senso proprio avere un’Unione. La democrazia in Europa sta morendo a Bruxelles, in Grecia, nel Mediterraneo ed oggi nelle strade di Barcellona e della Catalogna.

Gli europei si limiteranno a star seduti ed aspettare fino a che non muoia nel posto in cui vivono? Io penso che si ribelleranno solo quando non vedranno più l’UE come economicamente vantaggiosa. E da oggi, a causa della Catalunya, l’economia non sarà più l’unica variabile. Perché la Spagna non verrà buttata fuori, e neanche sospesa. Ci saranno molte parole forti, ma non tutti gli europei sono così stupidi.

Il sindaco di Barcelona Ada Colau ha chiesto a Rajoy di dimettersi, ma sa bene che non basterà. Rajoy è semplicemente uno dei migliori rappresentanti di un sistema fascista che è il ventre spagnolo, che aspetta il momento di risorgere. Ha trovato la sua chance oggi, e tutto il mondo non dice niente. Beh, perlomeno i “leader” non dicono niente.

Cambiando argomento, ma sempre in tema di disastri, non posso non parlare brevemente di Porto Rico. L’echo chamber anti-Trump è più forte che mai, e sta diventando assurda. Non so quanto ciò abbia a che fare col presidente e quanto con fonti esterne, ma non si sta aiutando quel paese. In una distruzione totale come quella avvenuta, bisogna affrettare i tempi.

Tutte le critiche a Trump ad un certo punto diventano critiche anche per le altre persone coinvolte. Il sindaco di San Juan viene lodata come un’eroina in certi circoli, ma è davvero così? E le forze americane? Anche loro stanno facendo un gran lavoro, e la FEMA sembra aver imparato molto dai tempi di Katrina.

Ancora, non so quanto davvero riguardi Trump, ma so che è abbastanza intelligente da capire come la sua risposta verrà usata contro di lui. Per cui sarebbe veramente sciocco se lasciasse peggiorare la situazione. Oggi Cate Long, esperta di Porto Rico, ha twittato:

“Il Governo federale ha scavalcato quello portoricano e fa ora riferimento direttamente a 78 comuni. Essenziale per la catena di rifornimento e l’assistenza”.

Mentre l’Huffington Post, non esattamente cheerleaders di Trump, ha pubblicato questo:

Parla oggi il colonnello Michael A. Valle, nato e cresciuto in Porto Rico, comandante del 101° Gruppo delle Operazioni Aeree e Spaziali e Direttore del Joint Air Component Coordination Element, 1st Air Force, responsabile dei soccorsi dopo l’uragano Maria, che nel commonwealth americano ha coinvolto più di 3 milioni di persone.

    Da quando la “tempesta apocalittica” di categoria 4 ha devastato Puerto Rico il 20 settembre, il col. Valle è stato in prima linea ad aiutare. Valle è testimone oculare dell’aiuto che il Dipartimento della Difesa ha dato a FEMA in quel paese e, da portoricano con membri della famiglia che vivono lì, la sua passione per la gente è seconda a nessuno. “È surreale,” ha detto il Col. Valle sulla differenza tra quanto i media dicono del lassismo di Washington e la realtà delle cose.

    […] alcuni camionisti sono stati portati nell’isola, ma non basta. “Riceviamo sempre più offerte di aiuto, ma non c’è posto per farli soggiornare”, dice Valle, aggiungendo che la loro “air mobility” è buona e ribadendo che non è più una questione di ottenere più forniture o manodopera. Quando gli è stato chiesto tre volte cos’altro possa fare Washington, o chiunque altro, per aiutare, per tre volte Valle ha risposto: “Ci vuole tempo”.

Forse è il momento che qualcuno esca dalla propria echo chamber?

 

Raúl Ilargi Meijer

Fonte: www.theautomaticearth.com

Link: https://www.theautomaticearth.com/2017/10/catalonia-and-other-disasters/

1.10.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.iorg a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Cito:

    “Io penso che si ribelleranno solo quando non vedranno più l’UE come economicamente vantaggiosa”

    Niente, non capiscono.
    Insistono con questa cosa del “vantaggio economico” come unico motore ammissibile delle azioni di una comunità.
    Hanno il cervello lavato dall’1%.

    Ma si può pensare che delle fragili signore anziane che per di più avevano l’aria di non essere poverissime vadano a farsi spaccare la testa a sangue per il “vantaggio economico” della…Generalitat de Catalunya…ma ci si rende conto?

    Qui è successa una cosa che è urgente capire a fondo:

    I cittadini catalani hanno lottato per essere indipendenti.

    “Indipendenti per fare che?”

    Niente…essere indipendenti “e basta” il che significa poter dire finalmente a buon diritto “NOI CATALANI”.
    Come diceva Hobsbawm, si possono cercare tutte le ragioni filosofiche o pratiche di una lotta per l’indipendenza di un popolo ma alla fine l’unica vera ragione che non si può confutare e che risulta necessaria e sufficiente “da sola” sono “LE SACRE ICONE”.

    La gente non si fa bastonare per i soldi o per il sangue o per il territorio.
    Si fa bastonare o ammazzare “PER LE SACRE ICONE”.
    Non capisci questo, non capisci un katzow.

    DOMANDA: perché però per esempio i greci NON vanno a farsi ammazzare per le sacre icone?

    Perché per motivi storici affini al percorso unitario italiano, la Grecia ha conseguito la propria indipendenza sostanzialmente in funzione degli interessi di un altro paese che ha guidato e indirizzato la lotta, prima, durante e soprattutto – inevitabilmente – dopo.
    Quindi la classe dominante locale greca sapendo di dover rispondere a una classe dominante sovraordinata straniera che è quella anglo-celtica NON SENTE DI CONDIVIDERE LA STESSA APPARTENENZA COMUNITARIA CON LA PROPRIA CLASSE SUBALTERNA.

    I catalani invece, “in questo specifico frangente”, sono fortemente uniti fra classe dominante locale e subalterni, i dominanti locali SONO PRONTI A PRENDERE LE BASTONATE COME TUTTI GLI ALTRI, sono pronti a condividere i destini della lotta e di conseguenza la comunità catalana OGGI è invincibile. Fra un mese non lo so se resiste unita, ma oggi che è unita è invincibile.

    VOGLIAMO COMINCIARE A PARLARE DI COME UNIRE “IN ITALIA” (in Italia) la classe medio alta alla classe subalterna?
    Come mai non lo fa nessuno?

    • Trollerball

      Credo che ci siano dei problemi insormontabili per ottenere quello che vuoi tu (unire le classi). Problemi storici, sociali, culturali. E credo che una parte della risposta alla tua domanda sia già compresa in ciò che hai già scritto.

      • DesEsseintes

        Sì e anche questa cosa che la gente va in aeroplano…
        Se Dio avesse voluto che l’uomo volasse gli avrebbe dato le ali.

    • giulio pelernei

      Vivo in Catalunya da molti anni e quoto tutto il ragionamento.
      Domenica ero ai seggi per capire cosa stesse accadendo e devo riconoscere che ho provato invidia poiché in Italia questa forma di resistenza popolare è oggigiorno impensabile.
      TUTTI erano disposti a prendere le manganellate pur di difendere le urne.
      E’ stata una dimostrazione di forza che non è possibile contabilizzare con un referendum.
      Ed ecco perché il Potere ha paura.

      • DesEsseintes

        Anch’io ho provato invidia.

        • giulio pelernei

          E sono disposti ad andare fino in fondo.

          • MarioG

            In fondo quanto?
            Perche’ hanno votato si’ il 90% del 42%, cioe’ circa il 38% della popolazione. Il 10% del 42%, cioe’ il 4% della popolazione ha votato per il no. Che cosa ne pensa il restante 58%?
            Sara’ d’accordo che quel 58% si divide fra il “no” e gli indifferenti, perche’ quelli per il si’ sono andati a votare. Cosa succede se in quel 58% di non votanti la maggioranza e’ per il no?

          • ant85

            Se proprio dobbiamo essere onesti un 40% di votanti con una Catalogna praticamente militarizzata, dove centinaia di migliaia di schede sono state addirittura sequestrate, direi che è un risultato straordinario. Contiamo pure che in Italia la gente non va a votare soltanto perchè piove, quindi si spiega benissimo il fallimento non dell’italia ma del suo popolo.

          • Primadellesabbie

            Però siamo straordinariamente bravi e solerti a fare le pulci agli altri.

    • robertis

      Per unirsi bisogna riconoscersi, per riconoscersi bisogna mettere in luce i caratteri comuni, le radici e le attitudini, per far ciò è necessario appellarsi alla storia ed al mito, in fin dei conti coltivare il culto della nazione… sapendo che è una strada non priva di pericoli e che si corre il rischio di svegliare il leviatano in sonno. Anche il successo unisce ed a volte anche la sconfitta.

  • Gino Labriola

    A me sembra una delle tante rivoluzioni colorate organizzate in giro per il mondo dalla ditta Soros & C.
    Che cosa poi possano fare i catalani con questa fantomatica indipendenza dallo stato spagnolo, a parte il contare come il due di picche nella geopolitica europea e mondiale, resta un mistero!
    Il sospetto è che possa essere solo la prima di tante rivolte organizzate per smembrare i vecchi stati nazionali europei che così tanto fastidio danno alle elìte finanziarie …

    • Primadellesabbie

      Veramente quando in Scozia si é svolto il referendum i Soros & C. si sono rimboccati le maniche ed hanno remato contro a tutta forza, mandando avanti scopertamente anche Obama, il presidente in persona.

      • Trollerball

        Un conto è indebolire la Gran Bretagna, un altro la Spagna. Sono due cose diverse

        • Holodoc

          Io penso invece che i catalani abbiano alzato il capo in conseguenza dell’indebolimento dello stato spagnolo dovuto a 10 anni di austerità.
          Questo non esclude comunque un disegno per indebolire il sud dell’Europa a scapito del nord usando la EU come esecutore.
          I regolamenti usati per affossare i più deboli si stanno però riperquotendo anche su quelli forti, da cui la necessità di salvare l’UK con la Brexit.

        • Primadellesabbie

          Caspita, ne sai di cose tu!

          • Trollerball

            No, io non so tante cose. Per questo leggo con attenzione i tuoi interventi. Così m’illumino d’immenso…

      • Gino Labriola

        È un grave errore di valutazione pensare che per la ditta Soros & C. la GB possa essere considerata alla stregua dei PIIGS europei.
        Non per nulla la GB è stata tirata fuori dallo scatolone europeo, credo che adesso, a partire da questa fantomatica indipendenza catalana, se ne possano capire le ragioni. Vedremo, è probabile che da qui a breve altre istanze separatiste prendano corpo balcanizzando una buona fetta di Europa…. immigrazione selvaggia e rottura degli stati nazionali, quale migliore ricetta per rendere completamente innocui gli europei?

        • Primadellesabbie

          Mi dispiace, ma vedo le cose in modo diverso. É più difficile irretire un popolo che sia tale radunandolo sotto un balcone, che un insieme arbitrario che di essere un popolo ha necessità continua di dimostrarlo.

          • Trollerball

            Questa frase potresti pubblicarla tra i rebus della Settimana Enigmistica oppure tra gli indovinelli del Corriere dei Piccoli. Da incorniciare.

          • Primadellesabbie

            E se provassi a dire qualche cosa, dato che vieni qui, anziché elencare le tue letture e dare a vedere di non poter leggere altro?

          • Trollerball

            Cercavo di capire quello che hai scritto e dopo molti tentativi ho deciso di desistere. Solo tu puoi interpretarti, per questo ti ho chiesto. lumi.
            Riporto la tua frase:
            “É più difficile irretire un popolo che sia tale radunandolo sotto un balcone, che un insieme arbitrario che di essere un popolo ha necessità continua di dimostrarlo.”
            Arte allo stato puro, un vero pezzo ermetico. Se decidi di spiegarti, fai pure. Altrimenti non ci sono problemi. Me ne farò una ragione.

          • Primadellesabbie

            Caspita, non credevo fosse così facile, ci sono scrittori di cose esoteriche che dichiarano di costruire le frasi in modo che certe menti, tra coloro che leggono, non possano capire ciò che scrivono.

            Ma non mi illudo, credo piuttosto che la qualità del materiale disponibile abbia aiutato.

            Ad ogni modo chi deve capire sono sicuro che decifra facilmente.

          • Trollerball

            Chiudiamola qua, ti lascio l’ultima parola, per quel che può valere. Inutile perdere altro tempo.

          • Primadellesabbie

            Ma veramente:

            “Cercavo di capire quello che hai scritto e dopo molti tentativi ho deciso di desistere. Solo tu puoi interpretarti, per questo ti ho chiesto lumi.”

            sei tu che hai fatto perdere tempo a me, e riserva la tua generosità per i tuoi pari.

          • Trollerball

            Ahahahahaha, va bene dai, l’ultima parola a te, l’ultima risata a me. Troppo forte.

          • DesEsseintes

            Se cerchi di immaginare qual è il balcone di cui si parla capirai al volo

      • Rolmas

        Il tuo intervento dimostra che non hai ancora capito molto di quello che sta succedendo in giro per l’Europa. Dovresti forse ricominciare dalle basi.

        • Primadellesabbie

          Scrivi la tua, e lascia perdere le considerazioni sulla capacità di comprensione degli altri.

          • Rolmas

            Ma che persona strata che sei, ti ho risposto usando il tuo stesso stile e questo ti irritisce. Credi di essere proprio un principino. Confermo, capisci poco.

          • Primadellesabbie

            Ti ho già invitato a smettere.

            É la seconda volta che intervieni con apprezzamenti personali.

          • Trollerball

            Ahahahaha, perché, tu non lo fai mai? Chi di spada ferisce di spada perisce… E’ una regola (della vita, non del forum)

    • giulio pelernei

      Ok, questa è la tesi di Dezzani.
      Tuttavia, qualcuno può dimostrare l’intervento di SorOctopus nel processo d’indipendenza catalano?
      L’Open Society sta per caso finanziando Omnium Cultural o ACN [Asemblea Nacional Catalana] i due veri motori di questa “rivoluzione colorata”?
      Questa storia di Soros come piromane planetario sta diventando ridicola.

      • Gino Labriola

        Anche Dezzani porta avanti questa idea, è vero.
        Quanto al fatto che le malefatte di Soros sarebbero una barzelletta, francamente mi rende difficile un qualsiasi dialogo perché denota un’impostazione mentale “mainstream”. Auguri! Mi saluti la Boldrini al prossimo party 😉

        • giulio pelernei

          Lasci perdere l’etichettatura mainstream-boldriniano-progressista, ecc.
          Non aiuta a capire e crea solo un pre-giudizio [confortevole].
          La domanda è: quali sono i legami tra l’Open Society e i gruppi [sono molti] che stanno impulsando il processo secessionista?

          • Gino Labriola

            Da quanto si apprende da La Vanguardia, infatti, l’Open Society Foundation finanziò con 27.049 dollari il consiglio per la diplomazia pubblica della Catalogna. Un ente conosciuto anche come “Diplocat“, preposto alla “paradiplomazia”. L’organizzazione che la fondazione di George Soros finanziò per finalità antizzariste è effettivamente impegnata in questi giorni nella sensibilizzazione sul tema del referendum.
            Secondo varie fonti Soros in passato avrebbe anche finanziato Sos Racisme Catalunya con
            80 mila dollari. Lo scopo presunto? L’associazione in questione,
            differentemente da altri movimenti catalani, sostiene la bontà dei
            fenomeni migratori e degli ingressi dei rifugiati nel territorio
            spagnolo. E sempre ad Sos Racisme Catlalunya, l’Open Society avrebbe
            fornito sostegno legale.
            In realtà, questi non sarebbero gli unici regali ad agenzie politiche e think tanks separatisti catalani da parte di Soros.
            Il CIDOB (Centro di Barcellona per Affari Internazionali), un think
            tank di non poco prestigio internazionale essendo posto da tempo sotto
            l’ombrello di svariate amministrazioni regionali, ha a sua volta
            ricevuto 24.973 dollari per finanziare una giornata sull’integrazione.
            Saluti alla Boldrini 😉

          • giulio pelernei

            80 + 27 + 25 = 132 mila euro.
            Se Lei crede che per 132 mila euro i separatisti catalani hanno venduto l’anima a SorOctopus, le assicuro che Lei non conosce che cosa significa il sentirsi catalani.
            Per loro non ha prezzo.

          • Trollerball

            Io penso che i soldi di Soros non abbiano cambiato il corso degli eventi. Ed è proprio per questo che non ha dovuto investire molto. Giusto per qualche sobillatore o per dare credibilità a qualcuno.

          • Gino Labriola

            La vedo in modo diverso, diciamo che l’abilissimo Soros ha fatto un ottimo affare con “pochi spiccioli”! Ha sfruttato il sentimento di alcuni catalani per soffiare sulla brace rendendola fuoco. È chiaro che non è l’unico a perseguire questo progetto, tuttavia la sua pesante zampa ha voluto metterla ugualmente.

          • giulio pelernei

            Non voglio convincerla ma Lei si sta sbagliando, SorOctopus ha un peso minimo in questa storia.
            Questo problema è antico ed è rifiorito in questi ultimi 10 anni.

          • Trollerball

            Se Soros ci mette dei soldi, per pochi che siano, e se è d’accordo coi separatisti, vuol dire che le cose stanno andando per il verso giusto. Spende poco, ben per lui. Il suo peso monetario è scarso? Soltanto perché il separatismo dei catalani è auto-propulsivo. Se ce ne fosse bisogno ne metterebbe tanti altri. Quindi non è la somma spesa che determina quanto Soros c’entri in questa storia e quanto questa storia sia in linea con i suoi obiettivi.
            A mio modo di vedere, sta sbagliando lei.

          • giulio pelernei

            Lei crede che il governo spagnolo sia l’ultimo baluardo contro globalizzazione, impoverimento, distruzione dei diritti, tagli alla spesa pubblica, ecc.?
            Perché quello che Lei dice sottintende che bisogna schierarsi contro gli indipendentisti solo perché SorOctopus ha donato 52 mila euro per finanziare una qualche ONG che non ha nessun peso politico.

          • Trollerball

            No, io penso che la frammentazione degli stati nazionali, in questo caso della Spagna, sia l’anticamera della fine dei popoli europei e rappresenti in qualche modo la morte clinica della cultura europea, quella catalana compresa. Non ci saranno più argini di nessun genere. L’Europa sarà sostituita da qualcos’altro, qualcosa di molto diverso. Ripeto, Soros non ha un ruolo importante in questa storia, ma soltanto perché la storia va avanti da sola e corre nel verso giusto, quindi è inutile esporsi e intervenire.

          • giulio pelernei

            Perché, quella a cui stiamo assistendo non è COMUNQUE la morte dei popoli europei?

          • Trollerball

            Si, è così. E la disintegrazione degli stati nazionali rappresenta un ulteriore passo verso la morte dei popoli europei. La differenza è che al momento i giochi non sono ancora fatti. Potrebbe succedere ancora qualcosa che inverta la tendenza. Con la disintegrazione degli stati nazionali i giochi sono chiusi e il processo diventa irreversibile.

          • giulio pelernei

            La verità è che nessuno sa esattamente cosa succederà se gli stati europei si romperanno.
            Le carte saranno rimescolate e potrebbe nascere una nuova configurazione più democratica.
            Sappiamo invece cosa succederà se lasciamo questa configurazione così com’è in attesa che arrivi un salvatore esterno.
            Ma quale sarebbe il Salvatore?
            La Russia di Putin?
            Dalla padella alle braci.

          • Trollerball

            Più democratica non credo, semmai sarà peggiore. I popoli europei divisi su tutto, etnicamente rimescolati, senza riferimenti univoci, linguistici, culturali o religiosi che essi siano, non conteranno più nulla. Tutto sarà nelle mani delle elite finanziarie. Putin non ha ambizioni colonialiste, a lui interessano interlocutori stabili e con una identità. Sono certo di essere nella padella. Ma non sono certo che Putin rappresenti le braci. Questo andrebbe dimostrato con fatti concreti, non con pregiudizi.

          • giulio pelernei

            Putin come Salvatore esisterebbe solo se scoppiasse una guerra tra NATO e Russia con quest’ultima che esce vittoriosa dallo scontro.
            Però se esce vittoriosa da uno scontro di questo livello significa che bisogna contare quanti saranno i sopravvissuti…
            Essere liberi da morti non è un grande risultato.
            In caso di sopravvivenza, chi ci garantisce che Putin è più “buono” degli USA [i cattivi]?

          • Trollerball

            Non ci sarà una guerra di questo tipo, ma se dovesse esserci davvero, gli USA la combatteranno in Europa e non a casa loro. Purtroppo noi non sopravviveremo per raccontarla.
            Non si sa cosa succederà, nessuno di noi ha la palla di vetro. Il bilancio militare della Russia è pari al 10% di quello della NATO. Non mi sembra che siano loro la minaccia. Gli USA, senza l’industria militare avrebbero un crollo economico, ed hanno bisogno di uno stato di guerra continuo in tutto il mondo. E questo anche per mantenere il dollaro come valuta internazionale. Non mi fa paura la Russia e tanto meno la Cina. Gli USA non sono i cattivi. Sono anche loro delle vittime.

    • Tex42

      Concordo.
      E’ caratteristica del Potere (l’elitè globalista) raggiungere i propri scopi usando quelle stesse istituzioni, movimenti, enti ecc. che dovrebbero opporsi alla realizzazione degli scopi stessi. Per esempio, in Italia hanno usato la MARINA MILITARE per quattro anni per favorire la migrazione di centinaia di migliaia di persone, cioè l’organizzazione (marina militare) che dovrebbe difendere la nazione dagli invasori, usata per l’invasione!

      Nel caso della Catalogna, abbiamo un movimento nazionalista (qualcosa che dovrebbe essere antiglobalista) usato per favorire la globalizzazione stessa tramite indebolimento di uno stato nazionale.

      • Rolmas

        Nazionalisti, globalisti e pro-immigrazione fino al midollo… E qual è il loro grande nemico? La Spagna, con cui condividono praticamente tutta la loro storia. Certo che se non lo vedessi coi miei occhi non ci potrei credere.

      • giulio pelernei

        Il movimento secessionista è trasversale ed è pieno di contraddizioni poiché convivono le posizioni globaliste con quelle antiglobaliste.
        Soros – che non mi è simpatico – non ha peso in questa storia.

  • snypex

    Il fondamento europeo appare in tutta la sua evidenza: il fascismo, la democrazia e’ una pia illusione, scordatevela.

  • DesEsseintes

    Ah ecco…è per fare entrare la Catalogna nella NATO…
    Ora tutto si spiega.

    • Trollerball
      • DesEsseintes
        • Trollerball

          Ma sinceramente io pensavo che la Spagna non ne facesse parte, ma per sicurezza ho controllato nel sito ufficiale della NATO e ti ho mandato il link dei membri. Tra i membri figura anche la Spagna.
          http://www.nato.int/cps/en/natohq/nato_countries.htm
          Anche qui lo dice
          http://www.nato.int/nato-welcome/index.html
          Mi sono perso qualcosa?

          • DesEsseintes

            Cito.

            “Mi sono perso qualcosa?”

            Temo di sì… 😀

          • Trollerball

            Beh, allora se per te non è troppo faticoso, e visto che alle parole anteponi le derisioni, dimmi cosa ho interpretato male o dove ho sbagliato. Il sito della NATO dice che la Spagna fa parte della NATO e siccome la Catalogna fa parte della Spagna, anche la Catalogna fa parte della NATO. Qual è il problema? Per cosa devo essere deriso?

          • Rolmas

            Non preoccuparti, DesEsseintes è il bulletto del sito, non è molto educato e gli piace deridere e provocare tutti quanti. Alterna cose interessanti a cose farneticanti. E’ una specie di buffone di corte, se insisti ti bannano e addio Trolllerball…. nessuna pietà. Adesso mi fermo qui, perché altrimenti bannano me, senza preavviso, senza se e senza ma.

          • yakoviev

            La Spagna faceva già parte, di fatto, della Nato in epoca franchista. Non ne faceva parte direttamente, ma ne era legata tramite un trattato di assistenza militare bilaterale (come ad es. dal 2014 la Svezia). Il Portogallo di Salazar e poi di Caetano, invece, ne faceva parte a pieno titolo come paese fondatore. Interessante notare la recente polemica (si parla della fine del 2016) della Nato verso la Spagna a causa dell’uso dei porti spagnoli da parte delle navi da guerra russe dirette in Siria.

          • oriundo2006

            Interessante…nel profluvio di notizie me l’ero dimentaticato…sarebbe anche da valutare se la Spagna approvi o meno il drang nach osten della Nato e gli impegni in Medio Oriente…in ogni caso rimango della mia ( discutibile ) opinione: la Catalogna non vuole la monarchia. E questo spiega non tutto, per carità, ma molto. E la monarchia spagnola in questo frangente dimostra di dar ampie ragioni ai suoi avversari: che hanno perfettamente capito che razza di imbecilli hanno di fronte.

  • –<>– –<>–

    Se quella di Barcellona è stata una repressione brutale e violenta, come potremo definire il g8 di Genova.
    Non mi è parso di vedere scene simili, ma molte persone prese e allontanate di peso, soprattutto anziani, e qualche manganellata, ma comunque minimamente paragonabili a Genova o altre situazioni.
    In piazza c’era gente di tutti i tipi, compresi ultras del Barcellona e black blocs da mezza europa.
    I feriti reali, non gravi, sono stati una cinquantina, che non è molto rispetto alle forze in campo.
    Si dice che in questi casi la prima a morire sia la verità, mentre invece muore per prima l’onestà intellettuale.

  • giulio pelernei

    Quali di questi governati avrebbero già “venduto” i poveri indipendentisti?
    Oriol Junqueras
    Carles Puigdemont
    Jordi Sanchez
    Jordi Cuixart
    Carme Forcadell

    Queste informazioni hanno un qualche riscontro o sono solo tue congetture e ipotesi?

    • Trollerball

      Mancano Pujol e Màs nel tuo elenco

      • giulio pelernei

        Ormai contano come il due di picche.

  • RADEK

    Primo punto.
    Vedere la società civile ed i ceti medi riflessivi globalizzati della superba Catalunya monumento all’opera “aperta”, moderatamente randellati dalla polizia nazionale andaluso-castigliana, nel silenzio interdetto della UE, è una soddisfazione per tutti i ceti subalterni e per i perdenti della globalizzazione.
    Secondo punto.
    Le randellate generosamente distribuite a migliaia di cittadini “civili” in un ambiente trasudante di diritti acquisiti e di umanità addomesticata, ci fanno entrare in un altro tempo storico. Da oggi sappiamo che l’espansione illimitata all’autodeterminazione sia in forma collettiva che individuale può comportare se non il rischio della morte ll rischio di qualche randellata.
    Dal vissuto virtuale della governace entriamo nel vissuto della politica, la quale presume sempre un orizzonte di sofferenza e di sacrificio reale.
    rdk

    • Uj Ju

      Il classico commento intelligente che purtroppo riceverà pochi apprezzamenti. Ci sarebbe da aggiungere che il movimento indipendentista sia finanziato da Soros che non è proprio un filantropo disinteressato.

      • Rolmas

        Il mulo disse all’asino: “Tu sei tanto intelligente”.
        Ci sono molte voci in giro, post e articoli, in cui si analizzano le connessioni tra Catalogna e Israele. I Mossos d’Esquadra, ad esempio, si addestrano regolarmente in Israele e all’inizio di quest’anno i capi si sono riuniti coi dirigenti del Mossad. Mas ha dichiarato che i catalani e gli ebrei hanno origini comuni, Pujol più o meno ha fatto altrettanto, i rabbini a Barcellona hanno parlato finanche troppo, Soros finanzia le ONG e Podemos, i quali guarda caso sono favorevoli all’immigrazione. Ciliegina sulla torta, a Barcellona c’è stata una manifestazione pro-immigrazione di proporzioni bibliche.

        Molte cose non quadrano.

        • giulio pelernei

          Troppe connessioni per proprietà transitiva.
          Podemos non c’entra con il movimento [trasversale e pacifista] secessionista.
          Il motore sono le associazioni territoriali di carattere sociale e culturale che si autofinanziano.
          Se poi c’è anche qualche ONG del prezzemolino Soros, il fatto non è così rilevante poiché anche senza SorOctopus il secessionismo starebbe tranquillamente in piedi.

          • Rolmas

            Non ho scritto che podemos è favorevole alla secessione, ma ho scritto che Podemos è favorevole all’immigrazione. Questo è il suo programma:
            http://legalteam.es/lt/que-dice-podemos-en-su-programa-en-materia-de-inmigracion/
            Oserei dire, estremamente favorevole all’immigrazione.
            Sono d’accordo che il secessionismo catalano, anche senza Soros, starebbe tranquillamente in piedi. Tutto è comunque funzionale al suo programma. Faccio presente che sia il leader catalano Xavier Domènech che il leader nazionale Iglesias, hanno appoggiato il referendum unilaterale e sono adesso contro il governo centrale,
            http://www.elmundo.es/espana/2017/05/26/59281ab6e5fdea46148b458e.html
            Le connessioni sono un po’ come i tanti indizi che forse fanno una prova sul coinvolgimento di Soros & C. in tutta questa storia. Non ho la pistola fumante.

          • Rolmas

            Scusami, ma questo era il tuo commento originale:
            “Troppe connessioni per proprietà transitiva. Podemos non c’entra con il movimento [trasversale e pacifista] secessionista. Il motore sono le associazioni territoriali di carattere sociale e culturale che si autofinanziano.
            Se poi c’è anche qualche ONG del prezzemolino Soros, il fatto non è così rilevante poiché anche senza SorOctopus il secessionismo starebbe tranquillamente in piedi.”
            E io ti avevo risposto. Se poi, dopo la mia risposta, modifichi completamente il tuo commento e mi cambi le carte in tavola mi fai fare anche una figuraccia, perché il mio commento non è più conguente col tuo. Non mi sembra un comportamento corretto. Dico bene?

        • giuseppe glavina

          Forse vogliono rinfoltirsi per far fronte a Rajoy……..?

          • Rolmas

            Io credo che per fare una cosa del genere, al di là del sentimento nazionalista e della foga del momento, i catalani abbiano la certezza di venirne fuori da un punto di vista economico e sociale. RIcordiamo che più del 40% dei prodotti catalani vanno nelle altre regioni spagnole, che c’è un consistente debito pubblico da ripartire, che ci sono mille problemi da superare, di ogni genere e specie. La Catalogna da sola non conterà nulla. All’interno della NATO sarà come la Slovenia o il Montenegro, stati che comunque devono rincorrere e dire di sì, senza incidere su nulla. All’interno della UE idem. Stanno facendo un salto nel buio? Non ci credo. La gente sì, i burattinai no. Chi sono i burattinai e quali siano i loro obiettivi non riesco ancora a capirlo. Se Soros è a favore vuol dire che l’indipendenza della Catalogna è funzionale al suo piano. E il suo piano è distruggere l’identità europea. E’ lì che dobbiamo indagare. Se poi i servizi di intelligence della Catalogna vengono gestiti in collaborazione col Mossad, beh, allora il gioco si fa duro. Se poi a Barcellona fanno manifestazioni da 500.000 persone a favore dell’immigrazione… E il programma di Podemos è un inno all’Africa, una sirena, “venite, venite tutti qua”. Insomma…. Prima di dire viva la Catalogna, viva la libertà, ci penserei un po’. Ci sono cose che noi non sappiamo.

  • giulio pelernei

    Ho letto l’articolo.
    Perdonami ma a me sembra solo un progetto di costruzione di un proprio sistema di difesa e non un piano occulto di colonizzazione militare da parte della NATO all’insaputa dei catalani.

  • DesEsseintes

    Cito.

    “per di più i dirigenti catalani si sono espressi a chiare lettere che chiederanno di diventare membri della nato e della u€”

    E certo…perché lo Stato Spagnolo non voleva far entrare la Catalogna nella NATO e nemmeno nella UE.
    Perché se entri nella UE ti impongono l’austerità economica e invece lo Stato Spagnolo aveva eroicamente salvato il proprio paese non applicando le direttive di Bruxelles.
    Lo Stato Spagnolo non ha attaccato i diritti del lavoro, non ha fatto abbassare gli stipendi.
    Quelle erano cose che voleva la UE ma per fortuna che è arrivato Rajoy che è di idee fortemente socialiste.
    Adesso che la Catalogna entra nell’UE la Spagna, che era l’ultimo baluardo contro la Troika, dovrà cedere.

    Avete le idee tanto chiare, piccolini…

  • DesEsseintes

    “è di privare gli stati nazionali della sovranità per imporre con più facilità le istanze delle élites”

    Certo, perché gli stati nazionali europei hanno lottato con le unghie e coi denti contro le élite.

    • Rolmas

      No, gli stati nazionali non hanno lottato con le unghie e coi denti. Ma ci potrebbe essere un capovolgimento a livello politico. Può succedere che la gente voti in modo diverso o che le cose cambino. Se questo succede in un paese grande è un conto, se dividiamo quel paese in cinque è tutta un’altra cosa. Ecco perché è nell’interesse dell’elite dividere gli stati nazionali e invaderli con gli immigrati.

      Divide et impera. Ce la fai? Arrivi? Lentamente…. provaci dai che il tempo gioca a tuo favore, piccolino…

      • robertis

        C’è da dire che oggi il dividi et impera è adoperato dentro la società stessa e nazioni fatte da società atomizzate non hanno alcuna possibilità di contrastare un bel niente. Forse nazioni anche più piccole ma più coese al loro interno hanno più possibilità, anche tramite alleanze, di contrastare le imposizioni esterne. Inoltre oggi pare vada per la maggiore l’unisci et impera, cioè concentra quel che rimane delle nazioni in agglomerati al servizio di centri di potere sovranazionali.

    • giuseppe glavina

      Anzi si può dire che sono la stessa cosa! Quindi………

  • Vamos a la Muerte

    Abbiamo capito che questo signore nutre un odio viscerale contro tutto ciò che è spagnolo. Chissà, un aitante madrileno non propriamente radical chic gli avrà rubato la ragazza.

  • Nikos

    A parte del dibattito sulla leggittimita’ o no del referedum catalano, esiste un altra lettura molto piu’ importante dei fatti di Spagna. Dopo tanti secoli, i Catalani vogliono la loro indipendenza,i Scozzesi pure,il sud con il nord Belga a malapenna riesce a convivere(da notare, Bruxxelles, e’ la capitale virtuale dell’ Europa e contemporaneamente la capitale di una nazione divisa, il colmo!), la Checoslavacia e’ stata divisa come l’ ex Jugoslavia ecc il Nord e il Sud italia dopo 167 anni non riesce a convergere .Quale ligittimita’ ha allora il progetto dell’ Unione Europea?. Una persona senza paraocchi risponderebbe senza esito NESSUNA. Perche’ allora insistere? Gli euristo sono gentilmente pregati di rispondere.

    • ant85

      Gli eurofili, in particolar modo i piddini italiani, sono gli stessi che per anni hanno rotto i cojoni facendo propaganda con la storiella della costituzione più bella del mondo (soprattutto contro il berlusca), salvo cambiare idea quando un certo Renzi decide di usarla come carta igienica. Gli Eurofili sono gli stessi che oggi parlano di rispetto della costituzione spagnola con la quale ci si pulirebbero volentieri il culo per cedere parte della propria sovranità alla UE.

    • DesEsseintes

      Perché ci sono così tanti greci che parlano bene l’italiano…l’avevo pure studiato al liceo ma non mi ricordo una mazza…

      Sulle idee sono d’accordo con te però il problema qui è che gli “anti euristi” sono convinti che la Catalogna non debba secedere (fare la secessione).

      Perché?
      Perché secondo loro la Catalogna è pagata da Soros…

      Dici che ti sembra una stronxata troppo grossa, vero?

      Lo è in effetti ma qui in Italia non sai le caxxate che girano…se avessero un mercato staremmo come gli arabi col petrolio…

      • lorenzovalla

        Che la Catalogna sia pagata da Soros non so, che Soros faccia molte visite (di piacere, di cortesia?) in Europa per vedersi con Gentiloni, o addirittura per parlare alla Commissione (dopo la Brexit) è semplicemente un fatto.

        • DesEsseintes

          Per chiarire…credo che la storia che Soros paghi i catalani sia una scemenza assoluta…

          • Rolmas

            Cito:
            “…credo che la storia che Soros paghi i catalani sia una scemenza assoluta”
            Le scemenze assolute sono quelle che dici tu. Ecco uno dei mille articoli che a tua insaputa affrontano l’argomento:
            http://www.lavanguardia.com/politica/20160816/403969314802/george-soros-diplocat-financio.html
            E’ in lingua spagnola, se ti riesce di capirla. Ma basta sforzarsi un po’ e ce la puoi fare anche tu.

          • lorenzovalla

            Oddio, circa 25000 dollari. Comunque, che metta il becco e tiri i fili delle elite europee per me è un fatto.

          • Rolmas

            Ecco altri 27.000.
            https://intereconomia.com/economia/politica/george-soros-financio-separatismo-cataluna-20170928-1621/
            Comunque gli indipendentisti catalani fanno il diavolo a quattro pure senza i soldi di Soros. Anche Podemos prende soldi da Soros (molti di più). Questi sono pro-immigrazione fino alla morte. Questa presenza oscura qualcosa vorrà dire. O no?

          • Rolmas

            Ahahahaha, hai letto? Vuoi che te lo traduca o ce la fai con google?

    • oriundo2006

      La comunità europea sta diventando obsoleta, sia economicamente sia socialmente, sia politicamente. Cosa la sostituirà non è dato sapere al momento. Il suo declino ( a mio avviso ) è iniziato con la Grecia e col tentativo di mettere i problemi sotto il tappeto, nascondendoli e facendo credere che a B. fossero in grado di gestire le crisi. Oggi dimostrano che non lo possono fare. L’amoralità nel trattare la Grecia li ha privati del consenso e dell’autorità necessaria a dirimere le questioni che la Storia sta loro presentando. Il caos nel campo occidentale avanza ed è inarrestabile, quale che sia la soluzione provvisoria che venga data ai singoli problemi. Perchè ? Perchè l’Europa è ‘teleguidata’ da uno staterello semita e dai suoi accoliti…come nel mito.

  • DesEsseintes

    Ah ecco…

    “i paesi nazionali possono anche resistere”

    Peccato che non hanno resistito.
    Ma potrebbero.

    Be’ ma allora anche l’Europa “potrebbe” diventare buona.

    “E’ diverso! Si vede che non te ne intendi di geopolitica!”

    Ecco…giusto…

    https://www.youtube.com/watch?v=XF-CiBIktBg

  • a-zero

    Cerco di non entrare direttamente nella questione dietrologica che la rivolta secessionista catalana sia a favore di questo o di quel potere, se sia colorata o in bianco e nero e promossa da questo o quel potere. Riconosco anche la fondatezza di queste teorie, però non sento di dovermele bere fino in fondo ogni volta in automatico e in maniera dogmatica.

    Provo a fare menzione di alcuni concetti laterali o di fondo, che forse riguardano anche indirettamente la questione catalana.

    Concetto di NAZIONE: mi pare che il concetto di nazione non sia automaticamente quella di Stato. Per nazione si intende un popolo che si riconosce come tale per affinità di lingua, tradizioni e, possibilmente, continuità territoriale. La nazione è un fatto identitario. Lo Stato è una organizzazione di potere centralizzata che si estende su un territorio e ne sfrutta il fattore identitario o se lo inventa di sana pianta se non esiste (vedi genocidi e altri simpatici effetti); l’organizzazione statale si basa, di fatto e principalmente, sull’organizzazione militare da cui non può prescindere. La formazione degli Stati-nazione moderni, se non sbaglio, sono fenomeni storici degli ultimi secoli e che riguardano principalmente l’Europa. Nelle Americhe ad esempio vi sono popoli che si definiscono nazioni, ma che non hanno mai avuto una organizzazione statale (ad esempio le tribù Irochesi che avevano il concetto forte di nazione, o gli attuli Mapuche che si autodefiniscono come nazione ovvero popolo, ma che non avevano e non hanno strutture statali). Anche in passato nel meso-america abbiamo l’esempio di civiltà statiste come gli Aztechi o i maia in cui vi era una chiara organizzazione gerarchica religiosa e militare.

    Concetto di AUTONOMIA: oggi generalmente si parla di autonomia all’interno delle strutture statal-nazionali come tendenze di armonizzazione amministrativa del potere centrale su tutto il territorio governato. Oggi è desueto o proprio dimenticato il concetto di autonomia di classe che non riguarda il governo del popolo o del territorio ma può essere trasversale fra popoli e territori, di fatto senza confini. Questo aspetto, secondo me, è molto importante per capire come qualunque rivolta sia strumentalizzabile da questo o quel potere, appunto perché i subalterni non condividono la coscienza di sé come subalterni, governati o dominati indifferentemente dal luogo in cui vivono. Ad esempio nella Spagna del ’36 alla cosiddetta ‘guerra civile’ era sottesa una rivoluzione sociale trasversale a tutta la Spagna, anche se va riconosciuto che Barcellona ne era un centro propulsivo culturalmente molto importante. Ad esempio oggi nella sinistra marxista c’è chi pone l’attenzione a “non lavorare per il re di Prussia” ma di approfondire le basi di autonomia di classe comuni con tutta la Spagna, e non solo aggiungerei.

    Concetto di FEDERAZIONE o di DECENTRAMENTO: a cavallo tra ‘800 e ‘900 nel movimento operaio europeo di emancipazione sociale era forte la componente federalista e non autoritaria che poneva l’accento utopico sull’abbattimento dei poteri centrali (governi) in quanto strumenti delle classi dominanti a favore di una costruzione amministrativa dal basso, empirica e non pre-ordinata. La parte marxista evolveva invece verso il centralismo burocratico ed ebbe storicamente la meglio. Il concetto di federazione risale addirittura a secoli precedenti e l’Italia ne ha fornito gli esempi storici. Si può poi anche porre in evidenza la differenza la differenza fra federazione intesa come unione di stati o governi locali assoggettati a una costituzione comune, e confederazione intesa come alleanza di nazioni.

    Secondo me è sempre meglio allargare gli orizzonti cognitivi a disposizione delle nostre teste, oltre il fatto di accontentarsi di schemi automatici di interpretazione.

  • giulio pelernei

    Era solo per chiarire meglio senza alterare il contenuto.

    • Rolmas

      Mah, punti di vista. Direi che il contenuto è alterato e come. Sta di fatto che se questo è il tuo comportamento abituale, sarà meglio non risponderti per evitare di fare salti nel vuoto e figure di m…a.
      Bene a sapersi.