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Caccia all’oro

DI MAURO BOTTARELLI

it.businessinsider.com

In un mondo dove, a livello economico e finanziario, l’imponderabile è ormai da considerarsi regola e prassi – extraordinary is the new normal, parafrasando una famosa serie tv americana – non stupisce che anche il bene rifugio per antonomasia subisca delle mutazioni. E, di colpo, triplichi la sua natura come una dea indiana.

Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo e quello “di carta” dei futures che regolano il mercato delle bullion banks, ecco che oggi abbiamo a che fare anche con l’oro invisibile. O meglio, non-transparent.

Questa infatti la definizione scelta da Goldman Sachs nel suo allarmante report, ripreso in parte dal Wall Street Journal. Il succo? In un momento in cui le Banche centrali stampano centinaia di miliardi di moneta elettronica da iniettare nel mercato per tamponare la volatilità e euforizzare gli indici, un ammontare pressoché simile di metallo prezioso e valuta cartacea sta sparendo dai radar ufficiali.

Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?

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Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    “[…]Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo[…]. E come mai gli “Itali(di)oti” non si preoccupano di far rimpatriare il loro oro stipato nei sotterranei delle banche di mezzo mondo (domanda alquanto retorica: la risposta è insita stessa domanda, nella parola tra virgolette)?
    A parte questo, nell’articolo si dice anche che l’oro viene usato come bene rifugio in vista di una fatale crisi finanziaria? Mah, sarà! Io dico solamente che quando sarà ci accorgeremo che l’oro, (così come il denaro, il petrolio ecc ecc) non si potrà ne mangiare ne bere ne respirare; e ci rammenteremo anche che non si può portare nell’aldilà.
    P. S.: La Banca d’Italia ha rivelato tramite un dettagliato rapporto che 1.194,40 tonnellate dell’oro degli italioti (pari a quasi la meta’) sono stivate nei caveaux della sede di Palazzo Koch, in Via Nazionale a Roma. La restante parte e’ immagazzinata presso i depositi della Federal Reserve di New York.
    Inoltre il rapporto afferma che, in parti piu’ modeste, l’oro italiano e’ conservato presso la Banca d’Inghilterra a Londra e presso la Banca Nazionale Svizzera a Berna.

  2. L’unica logica spiegazione è che, quando soldi e oro non si investono ma si inboscano è perchè sta per arrivare una crisi economica di notevole portata ( i ricchi la fiutano prima che arrivi e si mettono al sicuro)

  3. Azzardo una spiegazione molto semplice del fatto che “qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti” : si è sparsa la voce che l’oro è moneta par exellence e che le banconote sono l’unica moneta a corso legale, oltre agli spiccioli. Forse molti, inesorabilmente, hanno capito che affidare il denaro alle banche significa perderne la proprietà in cambio di un credito. Se poi, in riferimento all’eurozona, si aggiunge il rischio di bail in e di interessi negativi, è comprensibile che chi se lo può permettere, vale a dire chi ha un giardino o una porta blindata, corra ai ripari. A completare il quadro ci sono una recessione reale in arrivo e numerosi profeti del crash i quali, in attesa della fatidica data, pubblicano libri presto in cima alle classifiche. Che tutte queste manovre tendano a “sparire dal radar” si spiega anche con la paura di una futura proibizione di detenere oro fisico, come già accaduto negli USA nel 1933. Le banche d’affari già detengono caveau pieni di contante per non dover pagare interessi negativi, ma questo dovrebbe essere registrato nei circuiti ufficiali.
    Da non dimenticare l’esistenza di oro “taroccato”. Pare che anche esperti non siano stati in grado di riconoscerlo.

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