Caccia all’oro

DI MAURO BOTTARELLI

it.businessinsider.com

In un mondo dove, a livello economico e finanziario, l’imponderabile è ormai da considerarsi regola e prassi – extraordinary is the new normal, parafrasando una famosa serie tv americana – non stupisce che anche il bene rifugio per antonomasia subisca delle mutazioni. E, di colpo, triplichi la sua natura come una dea indiana.

Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo e quello “di carta” dei futures che regolano il mercato delle bullion banks, ecco che oggi abbiamo a che fare anche con l’oro invisibile. O meglio, non-transparent.

Questa infatti la definizione scelta da Goldman Sachs nel suo allarmante report, ripreso in parte dal Wall Street Journal. Il succo? In un momento in cui le Banche centrali stampano centinaia di miliardi di moneta elettronica da iniettare nel mercato per tamponare la volatilità e euforizzare gli indici, un ammontare pressoché simile di metallo prezioso e valuta cartacea sta sparendo dai radar ufficiali.

Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?

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Pubblicato da Davide

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19 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    “[…]Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo[…]. E come mai gli “Itali(di)oti” non si preoccupano di far rimpatriare il loro oro stipato nei sotterranei delle banche di mezzo mondo (domanda alquanto retorica: la risposta è insita stessa domanda, nella parola tra virgolette)?
    A parte questo, nell’articolo si dice anche che l’oro viene usato come bene rifugio in vista di una fatale crisi finanziaria? Mah, sarà! Io dico solamente che quando sarà ci accorgeremo che l’oro, (così come il denaro, il petrolio ecc ecc) non si potrà ne mangiare ne bere ne respirare; e ci rammenteremo anche che non si può portare nell’aldilà.
    P. S.: La Banca d’Italia ha rivelato tramite un dettagliato rapporto che 1.194,40 tonnellate dell’oro degli italioti (pari a quasi la meta’) sono stivate nei caveaux della sede di Palazzo Koch, in Via Nazionale a Roma. La restante parte e’ immagazzinata presso i depositi della Federal Reserve di New York.
    Inoltre il rapporto afferma che, in parti piu’ modeste, l’oro italiano e’ conservato presso la Banca d’Inghilterra a Londra e presso la Banca Nazionale Svizzera a Berna.

    • Riportare l’oro a casa serve a poco se non si sa con assoluta certezza se questo appartiene alla Banca d’Italia o allo Stato italiano.

      • Intanto lo potrebbe tenere un notaio. Notaio italiano incensurato e integerrimo. E no, per rispondere ad Alessandro Parenti: non te lo ridarrebbero, ammesso che l’abbiano ancora e non l’abbiano sperperato.

    • Veramente credi che te lo darebbero?

  2. Ha stato Rolando Pelizza!

    • Possibile, ma se vero allora occorre andare a prendere il suo mentore: tal Ettore Maiorana che a detta di quello dovrebbe ormai avere oltre 120 anni.
      Ma sì sparata più, sparata meno che importa, l’importante è vendere favole per allocchi.

  3. L’unica logica spiegazione è che, quando soldi e oro non si investono ma si inboscano è perchè sta per arrivare una crisi economica di notevole portata ( i ricchi la fiutano prima che arrivi e si mettono al sicuro)

    • Se una “crisi economica di notevole portata” è in arrivo (e questo lo dicono in molti), si può capire l’accumulo di oro fisico, da sempre bene rifugio. Inspiegabile secondo me, da questo punto di vista, l’accumulo di banconote. Il loro valore verrebbe annientato da una iperinflazione, la quale potrebbe seguire a ruota la deflazione.

      • L’oro, l’hai scritto anche tu, non ce n’è per tutti, ne hanno già venduto (messo in cassa) più di quanto ne esista sull’intero pianeta, tra l’altro in caso di crisi non è immune da iperinflazione ed in tempo di “pace”, sul lungo periodo, è un pessimo investimento, non resta che accumulare moneta per due motivi…..primo si diversifica, metti che, come già successo, l’oro venga requisito allo stato, secondo, una iperinflazione non sarebbe uguale per tutte le monete, le monete forti sarebbero meno svalutate e comunque possederle fuori dalle banche (senza rischio di sequestro), anche con valore dimezzato avrebbero potere di acquisto ben superiore all’attuale. (quando i più non riescono a mangiare, bastano quatto soldi per essere ricco e poterti permettere tutto).
        In merito alla crisi, non c’è dubbio che ci sarà, la ricchezza si sta sempre più spostando dalla massa a pochi straricchi, il dubbio è quando sarà, per ora interventi delle banche centrali e di alcuni stati sono riusciti nel ritardarla ma evitarla, se non si attuano politiche serie di cancellazione dei debiti e di ridistribuzione, non mi appare possibile.

      • Quindi meglio che non ci sia contante vale a dire banconote.
        La campagna per il pagamento con carta e non contanti comincia ad avere un senso.

  4. Azzardo una spiegazione molto semplice del fatto che “qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti” : si è sparsa la voce che l’oro è moneta par exellence e che le banconote sono l’unica moneta a corso legale, oltre agli spiccioli. Forse molti, inesorabilmente, hanno capito che affidare il denaro alle banche significa perderne la proprietà in cambio di un credito. Se poi, in riferimento all’eurozona, si aggiunge il rischio di bail in e di interessi negativi, è comprensibile che chi se lo può permettere, vale a dire chi ha un giardino o una porta blindata, corra ai ripari. A completare il quadro ci sono una recessione reale in arrivo e numerosi profeti del crash i quali, in attesa della fatidica data, pubblicano libri presto in cima alle classifiche. Che tutte queste manovre tendano a “sparire dal radar” si spiega anche con la paura di una futura proibizione di detenere oro fisico, come già accaduto negli USA nel 1933. Le banche d’affari già detengono caveau pieni di contante per non dover pagare interessi negativi, ma questo dovrebbe essere registrato nei circuiti ufficiali.
    Da non dimenticare l’esistenza di oro “taroccato”. Pare che anche esperti non siano stati in grado di riconoscerlo.

    • In cosa consiste l’oro taroccaro?

      • Si tratta di falsificazioni, metallo senza valore rivestito di oro. Noto il caso di un apprendista poco più che ventenne che ha venduto lingotti d’oro falsificati alla Cassa di Risparmio di Göttingen per un valore di 300.000 euro. Il processo si è svolto recentemente. La moneta d’oro sudafricana con l’immagine del presidente Kruger da un’oncia è quella più soggetta a falsificazioni.

  5. “”Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?””

    Già, perchè? Capisco l’oro ma le banconote….se vanno fuori corso che succede?
    E poi non si interrompe così, sul più bello un articolo.
    Ma avrei anche un’altra domanda: perchè mai TUTTI gli Stati tengono l’oro depositato in altri Stati? Si fidano a tal punto degli altri o gli è stato estorto, con la scusa di custodirlo, dopo la seconda guerra mondiale? E il NOSTRO dov’è?

  6. Uscite dal sistema fiat finche siete in tempo e convertite parte degli euro che avete in tasca in bitcoin, non ve ne pentirete.

    Sarete protetti dall’inflazione dei soldi facili, sapete che nel 2017 un caffè in Venezuela costava 0.2 bolivars, mentre nel 2019 costa 30.000 (trenta mila) bolivars? Credete che i venezuelani si aspettavano un cosa del genere?
    Protetti dai sequestri che gli stati nella loro criminalità porteranno avanti.

    Intanto vi dicono che l’oro è la panacea di tutti i mali, quando l’unico punto a favore è che è un’ottima riserva di valore, ma rimane facilmente sequestrabile e soprattutto usarlo direttamente come moneta è impraticabile.

    Bitcoin non è sequestrabile perchè non è nemmeno fisico, è divisibile e utilizzabile molto più facilmente, ed anche non è soggetto a falsificazione come potrebbe essere l’oro.
    Essere un utilizzatore di bitcoin è meglio di possedere un intera banca svizzera.

    • L’oro non so quanto sia sequestrabile. Il volume di un uovo d’oro raggiunge un valore di 60 mila euro. Non è difficile da far sparire.