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Romano Prodi e ciò che resta della Diligenza

DI MASSIMO BORDIN

micidial.it

Il giorno della mia laurea, incravattato e impomatato con tanto di codazzo di parenti e amici al seguito, uscì dal portone principale della facoltà di Filosofia al 38 di Via Zamboni. Faceva discretamente caldo e in strada non c’era quasi nessuno. Potete allora immaginare la mia sorpresa quando uscendo dalla palazzina alla testa dei miei fedeli mi trovai davanti a quella “faccia quedra” di Romano Prodi. Non era da solo, ovviamente, ma il suo faccione e quella bonorietà panzuta da emiliano in gita la contemplai a lungo, se non altro perchè allora faceva di mestiere nientepopodimeno che il Presidente del Consiglio (e da pochissimi giorni). Si trovava sotto i portici di via Zamboni perchè anche lui festeggiava una laurea quel giorno: quella del figlio Giorgio (ora puntualmente ben inserito a professare nell’Università). All’epoca simpatizzavo per Prodi perchè era l’unico italiano in grado di contrastare Silvio Berlusconi, uomo politico esecrabile per l’egoismo ed il familismo con cui conduceva la sua personalissima o.p.a. sull’Italia. Romano Prodi, inoltre, incarnava ai miei sprovveduti occhi il tipico emiliano Lambrusco e pop-corn, capace di farsi il mazzo tutta la settimana in azienda, ma anche di usare ogni minuto del suo tempo libero per friggere tigelle alle feste di paese. Naturalmente, simpatizzare non significa aderire: era pur sempre un democristiano, che diamine!

Purtroppo, tra l’ermeneutica di Cassirer e le generose bellezze bolognesi, all’epoca non mi ero preso la briga di studiare il Prodi manager. Ma pochi anni dopo andai a vedere meglio, anche perchè era l’unico santino presentabile che il centrosinistra tirava fuori ogni volta.

Ora proprio grazie all’intervento di Romano Prodi (mai sentito parlare del “governo Ursula”?) sembra stia per nascere il MovimentoPdmenoelle, col reggiano dietro le quinte a fare da padre nobile, proponendosi come eminenza grigia del futuro asse governativo. Il solito club dell’euro l’ha scongelato, e non vedo perchè non dovrebbe riproporre dunque la vecchia ricetta anni Novanta incentrata sulla svendita del patrimonio nazionale agli stranieri.

Siccome nei prossimi tre anni Prodi potrebbe essere il suggeritore del Carneade di turno al Mef, meglio dunque andare a vedere bene di cosa si tratta. Un po’ per informare, un po’ per tutelarci.

“Noi che abbiamo fatto le privatizzazioni”

Quante volte avete sentito questa esclamazione? Che sia Prodi, o D’Alema o Rutelli, tutti si vantano di quella che invece dovrebbe essere una vergogna, un’onta nazionale, qualcosa di cui chieder scusa ed accettare anche un periodo “al buio” per scontare la pena. E invece se ne vantano. Ed è pieno di cretini che crede loro, persino. La privatizzazione di un servizio pubblico può avere un senso quando quel servizio è obsoleto e inutile, perchè il privato che accetta di accollarselo dovrà giocoforza cambiarne la pelle. Ma quando il servizio è essenziale o in attivo o dalle enormi potenzialità, allora la privatizzazione diventa un crimine.

Lo so, molti non saranno d’acccordo con questa impostazione, ma se le opinioni si possono anche cambiare (ed io per primo), i dati no. Ed i dati dicono che negli anni della presidenza di Prodi all’Iri (istituto pubblico per il rilancio industriale) ed anche poi al governo, le multinazionali americane e francesi vennero in Italia a fare shopping. L’Italgel, che godeva di una valutazione di 750 milardi, fu venduta alla Nestlè per 680. Gli italiani Benetton, si aggiudicarono autogrill per 470 miliardi, ma poi riuscirono a rivenderla ai francesi di Carrefour per 10 volte tanto…(fonte qui)

Telecom fu completamente privatizzata (avete poi visto crollare la bolletta?), ma anche colossi come Eni ed Enel furono in parte svenduti, con partecipazioni azionarie che misero e mettono ancora in gioco gli equilibri internazionali.

Quel che è stato fatto con gli istituti di credito non lo scrivo neanche. Un po’ per non vomitare sulla tastiera, un po’ perchè non c’è abbastanza spazio online. A tutto ciò si aggiunga che il collocamento a mercato ha un costo, e ci sono agenzie specializzate, aziende, che hanno lavorato come consulenti per questa attività. E come si chiamano queste agenzie strapagate con denaro pubblico per collocare le società italiane? Qualche nome: J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse, e molte altre. Che hanno fatto palate di soldi senza rischiare nemmeno un centesimo. Solo per il collocamento.

Non basta. Se per alcuni colossi la svendita fu palese, anche per molte controllate all’epoca erroneamente considerate private, come Alfa Romeo, i dubbi sull’efficacia della vendita rimangono forti: meglio alla Fiat o meglio alla Ford? Ancora oggi se ne parla.

Ma la cosa grave fatta da Prodi e i prodiani fu un’altra: la convinzione assoluta che il privato potesse gestire meglio del pubblico; qualsiasi privato, indipendentemente dalle competenze. Ecco allora che molti tecnici e competenti furono accantonati per preferire “privati” che nella vita avevano fatto tutt’altro. Come scrive lo storico Giulio Sapelli (qui) parlando di privatizzazioni e nello specifico dell’Ilva:

“cosicchè i rottamatori da forno elettrico si ritrovarono a guidare imprese siderurgiche a ciclo integrale in una siderurgia che dagli anni Trenta in avanti era divenuta la più avanzata del mondo, grazie al lavoro di tecnici di immenso valore come Agostino Rocca e Oscar Sinigaglia”

I mali dell’Italia affondano le proprie radici non solo nei Trattati, dunque, ma anche in politiche pubbliche sciagurate, prima fra tutte il sistema di privatizzazioni lanciato negli anni Novanta. Il giornalista Gianluigi Da Rold, con il libro ”Assalto alla Diligenza” se n’è occupato molto, con tanto di nomi, dati e fatti molto circostanziati, tanto da definire quell’epoca come “un buco nero dell’autocoscienza italiana”.

Quali prospettive dunque emergono da quella ricetta? A me sembra piuttosto chiaro. Un governo giallofucsia che si rispetti – avendo escluso ideologicamente qualsiasi braccio di ferro con Bruxelles – non potrà esimersi dal muoversi su questi due terreni:

1) ennesimo risanamento di bilancio (… dopo Dini, Prodi, Fornero… questi stanno sempre a risanarci) attraverso la vendita di ulteriori servizi pubblici. L’ultimo assalto al ciò che resta della Diligenza sarà su Eni ed Enel? Sulla sanità? Sulla scuola? Scegliete voi.

2) ennesimo risanamento di bilancio (… dopo Dini, Prodi, Fornero… questi stanno sempre a risanarci) tramite politiche fiscali patrimoniali.

Quest’ultimo tema merita una precisazione, perchè a prima vista quella delle patrimoniali potrebbe sembrare una politica ridistributiva. Il guaio infatti è che avendo accettato la globalizzazione, che prevede il libero spostamento di uomini e merci, qualsivoglia patrimoniale colpirà ESCLUSIVAMENTE i soggetti costretti a rimanere entro i confini nazionali come personalità giuridica. Detto diversamente: perchè le patrimoniali sono da respingere oggi come oggi? Perchè colpiscono solo chi ha un lavoro dipendente, come già accade ad esempio coi bolli ad minchiam voluti da Mario Monti e che ci gabellano sui conti correnti, sui buoni fruttiferi postali e sui conti di deposito. Ma secondo voi uno come Gianluca Vacchi o Flavio Briatore, sono tediati dai bolli? Suvvia, non prendiamoci in giro. Il trader professionale, le società, i capitani d’industria incaricano una equipe di commercialisti e per loro il gioco è fatto.

In questo paese, l’a-sinistra da un lato scimiotta i liberali, dall’altro finge di non sapere che le ricette nobili dei padri (come Karl Marx) furono scritte nell’Ottocento e che proprio per questo oggi, per salvarne i princìpi,  le riscriverebbero in toto.

Massimo Bordin

Fonte: http://micidial.it

Link: http://micidial.it/2019/08/romano-prodi-e-cio-che-resta-della-diligenza/

21.08.2019

 

Pubblicato da Davide

32 Commenti

  1. Bravo Bordon. Finiremo infatti comunque sempre peggio perché siamo una nazione di idioti ignoranti. Un mio amico(non é una cima)laureato in economia e con un posto dirigenziale nel privato,sostiene da sempre che il privato fa tutto meglio e il pubblico é sempre una perdita. Perché gli hanno insegnato cosí. Non ha nessun conflitto di interessi,non é un politico e non ci guadagna niente da questa sua visione. Siamo messi così.

  2. Berlusconi andava combattuto;
    Prodi un democristiano (?) e quindi da combattere.
    chiamando poi in causa il “nuovo evangelista” Carlo Marx e le sue nobili ricette, che applicate in primis sui pazienti dell’impero russo, ebbero come effetti collaterali qualche decina di milioni di decessi, per eccesso di terapia forse.
    spero che il soggetto riesca in un futuro (se un futuro ancora ci resta) ad accettare che qualche cosa proprio non ha funzionato e continua a non funzionare…..

  3. “quando il servizio è essenziale o in attivo o dalle enormi potenzialità, allora la privatizzazione diventa un crimine”
    E infatti viviamo l’epoca dei criminali, compresi quelli mediaticamente santificati … Ciampi, Prodi, Draghi, ecc. ecc.
    Sono innanzitutto criminali ideologici, collaborazionisti del regime più nemico dei popoli che sia mai esistito, il “neo” liberismo di stampo anglosassone, imposto alla colonia italia direttamente da oltreoceano, con ogni mezzo, comprese le ormai storicizzate “stragi di stato”. Ma di quale stato, l’esecutore o il mandante?

    Che un servizio pubblico per sua stessa natura funzioni meglio (per l’oggetto consumatore che ha sostituito in toto il cittadino e la persona stessa) se privatizzato è una tale bestemmia che grida vendetta all’intelligenza umana. Infatti stiamo parlando di servizi sistemici, che riguardano l’intera collettività, cioè tutti e ciascuno allo stesso tempo.
    E qui sorge la madre di tutti i conflitti d’interesse: chi può fare il bene collettivo, il pubblico o il privato, che altro non è che il principio di massimazzione dei profitti? Il pubblico è l’unico ente che può e deve fare a meno dei profitti d’impresa nell’erogare servizi pubblici, quali la sanità, la gestione del denaro, le TLC con tutti i giocattolini annessi (smartphone ed ora il 5G per segnalare a distanza la cacca nel pannolino), ecc, ecc. Perfino la “difesa” nella patria di tutti gli obbrobri, detta bonariamente zio sam, sta diventando privata, anzi lo è già da un pezzo visto che la soldataglia conta sempre meno e l’industria delle armi S.p.A. sempre di più.

    Quando tutto, ma proprio tutto, sarà gestito privatamente dai più ricchi e quindi più potenti, ed il popolo sarà ridotto allo schiavismo da fame nera, allora forse questi principi elementari diventeranno chiari a tutti, anche ai lobotomizzati dalle tecniche di persuasione di massa, e sarà guerra civile come e peggio che nella rivoluzione francese. Ma sarà troppo tardi per vincere la “competizione” contro l’estinzione di specie.

  4. “risanamento del bilancio a mezzo patrimoniale e svendita di beni pubblici “…dopotutto non e’ quello che preferiscono la stragrande maggioranza degli Italiani? Parrebbe proprio di si visto che non c’e’ stata alcuna protesta

  5. Prima di tutto, alla fine, di quale sinistra si parla, sarebbe interessante capire, perché non si sa più dove trovarla, quella dei nobili padri. Comunque è senz’altro più giusto ed opportuno per l’Italia, affrontare questi temi piuttosto che parlare del tono suadente di Conte o stare a sentire la propaganda più becera. Nonostante tutto non è tutt’ora chiaro però il vero riferimento di uno come Prodi, notoriamente uomo Goldman, e però oggi evidentemente dalla parte del potere Europeo attuale. Si sta delineando abbastanza chiaramente, sul nostro terreno, una contrapposizione tra potere atlantico, diciamo così, trumpiano- roosveltiano (non a caso le massonerie progressiste hanno fatto un discreto outing pro Salvini, con la scusa patriottica della sovranità, ma sempre dentro l’europa…), contro l’asse franco-tedesco, che per ora, a quanto pare, aspetta di vedere come vanno le cose. Del resto anche in America ci sono almeno due anime contrapposte, una quella di Trump e l’altra diciamo così neocon, che però, in caso di interessi comuni, non hanno certo problemi ad unirsi per scopi che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare. D’altronde se ci vogliamo affidare al rosario facciamolo pure, ma senza dimenticare che la storia è piena di gente che ha nominato il nome di Dio invano, con la certezza che fosse dalla propria parte a sostenere anche le stragi di esseri umani più esagerate.

  6. Il professor Prodi in una intervista al Sole 24 Ore dell’ 8 ottobre 2018 disse:
    “ Le regole UE vanno rispettate anche quando non sono intelligenti”.

    https://www.ilsole24ore.com/art/prodi-le-regole-ue-vanno-rispettate-anche-quando-non-sono-intelligenti-AExGRBJG

    Penso che una asserzione di siffatta natura si commenti da sola e faccia capire quale sia la statura morale del personaggio.

    Viene altresì indicato come colui che si adoperò affinchè George Soros ricevesse la laurea honoris causa dall’ Università di Bologna, difatti era presente alla premiazione.
    Nel link sotto troverete le speculazioni messe in atto contro la nostra lira nel 1992, vi consiglio di guardare il filmato al fondo, dove vi sono due brevi interviste a Cirino Pomicino e Craxi.

    https://www.wallstreetitalia.com/bologna-laurea-ad-honorem-a-soros-per-aver-speculato-30mila-miliardi-ai-danni-dellitalia/

  7. Non sappiamo a che santo votarci perché abbiamo accettato passivamente o promosso una cultura, della quale siamo tutti imbevuti, che ci ha portati esattamente dove siamo.

    E qualsiasi tentativo o proposta di uscirne, che comunque richiederebbe un cambio di mentalità non da poco, é temuto e demonizzato come la peste.

    C’é già uno che ha ricordato le vittime del comunismo, tanto per esorcizzare sul nascere un pensiero di Bordin che avrebbe potuto indurre a sollevare lo sguardo oltre la staccionata in una direzione qualsiasi, magari inesplorata.

  8. Io ho seguito praticamente tutta la carriera politica di Prodi, fin dai tempi dell’ IRI. All’ inizio mi era pure simpatico…poi…ad ana-lizzare ciò che ha fatto vengono i brividi. Si capisce che dietro quella faccia bonacciona ci deve essere una mente perversa o malata. Lui gode a veder soffrire la gente ma quel che è peggio è che non lo fa per soldi. Volendo accostarlo ad un personaggio storico il primo che mi viene in mente è il conte Dracula…l’ Impalatore.

  9. Sta per nascere il governo delle tasse e dei barconi…

    • Anche dei vaccini. E faranno pure il TAV che è l’unica cosa di buono che volevano i 5 Stelle: eliminarlo insieme all’Ilva.
      Ma non dureranno molto, uno dei due fagociterà l’altro e, con un po’ di fortuna si elimineranno a vicenda. Avremo da divertirci, altro che telenovele!

  10. Io ho i contatti con alcuni politici e i più sinceri mi dicono che la alleanza col PD è dovuta alla poltrona e che Grillo pensa di recuperare spettatori di sx.
    Gianroberto
    Casaleggio diceva: in caso di una alleanza col PD me ne andrei..

    Sto seriamente meditando di non votare. Candidando ADESSO Conte il 5s recupererebbe invece prevalgono altre logiche. Così torna in auge Prodi…

    • Io non ho contatti, ma é abbastanza semplice osservare la parabola degli eventi da dopo le europee e vedere che da qui in poi probabilmente ci saranno due 5 stelle diversi. Anche perché quello che sosterrá un governo col PD probabilmente evaporerá a livello elettorale.

      Io comunque non voto dal 2008. Sapevo che anche i 5 stelle sarebbero finiti cosí purtroppo, sebbene ne abbia condiviso molti dei temi.

    • Pare che Gianroberto fosse la “mente pensante” del Movimento. ma come al solito, sono i migliori che se ne vanno. Questo Prodi ha passato gli 80 ma vedendo Napolitano….

  11. Sopravvalutato come pochi, gli hanno lasciato gestire , non capisco sulla base di quali meriti o fondate competenze, un potere amplissimo.
    Annovero anche lui tra coloro i quali hanno contribuito allo sfacelo ed al degrado italiano.
    Dio ce ne scampi per il futuro.

  12. Leggo dai vostri commenti come quest’Icona della Sinistra avrebbe danneggiato l’Italia.
    Esteri.
    Ricordo la notte del Battesimo dell’euro, fra fuochi artificiali e champagne, la sua facciona ridente e ricordo nettamente d’aver pensato: “A questo qui gli han battuto la mano sulla spalla dicendo in italiano approssimativo: Ma quanto sei bravo Lei, professore!. e lui ha calato le braghe. Purtroppo le NOSTRE braghe, non certo le sue.
    Mi lamentavo tempo fa del cambio demenziale euro/lira a 1,976 e dei comunisti m’han risposto: E’ tutta colpa di Berlusconi che poi non ha fatto mettere i doppi prezzi nei negozi.
    Vabbè.
    Adesso non vorrei uscire dal’euro, per il semplice motivo che, se non lui, il Mortadella, ma un altro insaccato, ci dia la seconda fregatura.
    Ci vuol gente che non si compra con un complimento, per trattare gli “esteri”.

  13. Secondo il mio modesto parere la soluzione non e’ 5s-pd, ne’ 5s-lega, ma un governo di salvezza nazionale in cui tutti i partiti partecipano, visto le prossime incombenze. Ognuno di loro dovrebbe rinunciare a qualcosa……non ci sono altre soluzioni. Uscire dall’euro e’ come “sgattaiolare” da qualcosa, che, in un primo tempo puo’ convenire, ma in
    un secondo, ci lascerebbe col cerino in mano. Siamo troppo indebitati, dipendenti per un terzo dall’estero (il meno male), ma per i restanti tre quarti dipendenti da noi stessi, (il male maggiore) dagli italiani, che, a differenza dei giapponesi, non sono nazionalisti, pensano al proprio tornaconto e aspettano impazienti il rialzo dei tassi per fare un po’ di profitto. Quindi chi paga? Questii? Borghi e bagnai non possono fare come il gatto e la volpe di pinocchio. Quindi………Ps: Prodi e’ un democristiano, come lo e’ berlusconi , non e’ mai stato comunista, non confondiamo………..adesso che cominciano le dolenti note la lega scappa, gli altri son disorientati e non e’ andando a votare sull’onda emotiva, di non si sa che cosa, che si risolve la pesante situazione. Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso!!!!!!!!!

  14. LE PROPAGANDATE MA INFONDATE COLPE DI PRODI
    Accuse da propaganda forsennata di destra, quelle su Prodi. Vediamo in dettaglio.

    PRIVATIZZAZIONI
    Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni, in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali.

    Privatizzazioni – Leggi varate:
    L. 218/1990 Trasformazione banche pubbliche in Società per azioni
    L. 359/1992 Trasformazione di ENI, IRI, INA e ENEL in SpA (azioni attribuite al Ministero del Tesoro)
    L. 33/1993 Soppressione dell’EFIM
    L. 174/1993 Soppressione del Ministero Partecipazioni Statali
    L. 474/194 Regole cessione partecipazioni statali e introduzione golden share
    L. 481/1995 Nasce Autorità Telecomunicazioni, Energia e Gas.
    Francamente, soltanto un intelligentone affetto da paranoia può pensare che il Governo del CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) ed il Parlamento abbiano legiferato per anni sotto “dettatura” del prof. Prodi.
    Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni d’azienda ed il “capital budgeting” [*] sono un problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport; esse venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisor. Sul tema, allego:
    a) questa ottima e dettagliata ricostruzione, proprio su ComeDonChisciotte:
    Privatizzazioni https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3847
    b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
    IRI http://it.wikipedia.org/wiki/IRI
    SME http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME
    [*] In generale: la valutazione d’azienda ed il “capital budgeting” rappresentano una problematica molto complessa, roba da esperti, da società specializzate.
    Valutazione d’azienda
    Compito del commercialista o comunque, del perito in genere, è, dunque, quello di attribuire un valore economico al complesso organizzato dall’imprenditore. Tale processo, è bene ribadirlo, viene condizionato da molteplici fattori, quali la tipologia d’attività svolta, il luogo, il tempo, i dati disponibili e naturalmente, lo scopo che s’intende perseguire e di conseguenza, il metodo valutativo prescelto.
    Circa quest’ultimo aspetto la dottrina ha elaborato dei criteri di stima che, sostanzialmente e con le loro ulteriori specificazioni, possono essere così sinteticamente elencati:
    a) Metodo patrimoniale (semplice e complesso)
    b) Metodo reddituale
    c) Metodo finanziario
    d) Metodi misti
    Valutazione d’azienda http://www.blustring.it/articolipdf/valutazione_azienda1.pdf
    Capital Budgeting
    Definizione: Analisi volta a valutare il tasso di remunerazione di un investimento e il costo per sostenerlo. Il capital budgeting, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti analitici (metodo del valore attuale netto, metodo del tasso di rendimento interno, pay-back period, residual income), consente di confrontare e successivamente scegliere le migliori forme d’investimento.
    Finanza d’impresa http://it.wikipedia.org/wiki/Finanza_d%27impresa

    IRI-ALFA ROMEO
    Io ero dipendente IRI e non mi risulta che Prodi l’abbia distrutto, come si dice, anzi. I media di centrodestra, e gli agit-prop e milioni di allocchi che ripetono a pappagallo, sostengono che Ford voleva strapagare l’Alfa Romeo e Prodi ha regalato l’Alfa Romeo agli Agnelli. E’ una balla sesquipedale, che resta tale anche se è ripetuta ossessivamente dalla propaganda di centrodestra. L’Alfa Romeo perdeva centinaia di miliardi ogni anno, finanziati attingendo dai fondi di dotazione alimentati dallo Stato, quindi pagati in definitiva dai contribuenti italiani. Persino sul Giornale, il 20 agosto 2003, fu pubblicato un articolo che raccontava abbastanza fedelmente la vicenda. La vendita dovette passare anche al vaglio della Commissione europea, che eccepì soltanto sugli aiuti di Stato e non sulla congruità dell’offerta. Certo, tutto è opinabile, ma le valutazioni d’azienda sono un problema complesso e sofisticato che di solito coinvolge advisor di rango, l’importo complessivo era congruo, le altre condizioni dell’offerta Fiat erano complessivamente migliori, altro discorso fu il vantaggio per la Fiat del pagamento rateale. Nulla in Italia avviene senza l’intromissione della politica, e questo valeva ancor più per l’IRI (di cui l’Alfa Romeo e la Cirio facevano parte), che era di proprietà dello Stato e controllata politicamente dal Ministero delle Partecipazioni Statali. L’intervento dei politici sul caso Alfa Romeo (e più tardi sul caso SME , che era la finanziaria del settore alimentare) fu pesante. La proposta Ford prevedeva un taglio ai due stabilimenti Alfa Romeo, anche per questo fu preferita la proposta Fiat.

    IRI-SME
    “L’orientamento a privatizzare
    Nel 1985 il governo italiano, di cui era presidente del consiglio Bettino Craxi, decise la privatizzazione del comparto agro-alimentare dell’IRI, nel quadro della privatizzazione di alcune partecipazioni statali definite non strategiche. In particolare le aziende del comparto agro-alimentare presentavano bilanci non positivi, solo nel 1984 la SME era giunta all’attivo, la SIDALM sempre negativa. Il consiglio di amministrazione dell’IRI fu incaricato della attuazione della decisione, attuando trattative e accordi preliminari in tal senso, da presentare al governo al quale permaneva la decisione finale.

    Accuse a Prodi sulla determinazione del prezzo
    Le accuse che sono state rivolte a Prodi riguardano il prezzo stabilito nel 1985 per la vendita dell’intero complesso alimentare dell’IRI, SME-SIDALM. I detrattori hanno sempre sostenuto che fosse troppo basso. L’offerta era di 437 miliardi di lire da pagare entro la fine dell’anno successivo; tale dilazione al tasso del 14% semplice portava il valore della transazione a 497 miliardi. Questo corrispondeva ad un prezzo di lire 1.107 per azione; la quotazione di borsa era di lire 1.275 per azione.
    Prima di decidere la vendita, fu eseguita una perizia commissionata dall’IRI ai professori dell’Università Bocconi di Milano,Roberto Poli e Luigi Guatri, due dei maggiori esperti di asset aziendali. I due periti valutarono l’intero valore della SME circa 700 miliardi. Il 64,3%, cioè la quota in vendita, corrispondeva a 448 miliardi, valutati 497 miliardi in quanto quota di controllo.
    Gli stessi azionisti della IAR conclusero una perizia interna: Ferrero valutò 735 miliardi il 100% della SME, la Barilla 765 miliardi. Quindi la quota in gioco del 64,3% ammontava a 492 miliardi per la Barilla e 472,6 per la Ferrero, perfettamente in linea con le decisioni dei periti della Bocconi.

    Verifiche e congruità del prezzo
    Le trattative furono condotte dall’IRI con la consulenza di Mediobanca, alla quale andava, assieme all’IMI, il 13,36% della SME, e la diretta partecipazione di Enrico Cuccia, Silvio Salteri e Vincenzo Maranghi che siglarono l’accordo. La valutazione del prezzo di vendita pari a 1.106,9 lire per azione, fu effettuata da Roberto Poli, professore di ragioneria generale alla Cattolica di Milano. Venne chiesto un ulteriore parere anche al rettore della Bocconi, Luigi Guatri, che “confermò la congruità del prezzo pattuito per la cessione”. Lo stesso imprenditore Silvio Berlusconi aveva espresso in data 3 aprile a Giuseppe Rasero, amministratore delegato della SME, la sua convinzione che la valutazione complessiva di 500 miliardi per la SME fosse troppo cara e al di fuori delle sue possibilità.
    Tuttavia le polemiche si trascinarono a lungo ed in seguito ad esse le privatizzazioni successive vennero effettuate con Offerta Pubblica di Vendita.”

    CONCLUSIONE
    Io reputai un errore la dimensione e le modalità in cui furono realizzate le privatizzazioni (anche rispetto a come le fecero la Germania e soprattutto la Francia), di cui peraltro fui una delle migliaia di vittime (indirette), apprezzai anche le critiche che mosse il prof. Giuseppe Guarino, allora Ministro dell’Industria [*], non apprezzavo affatto l’Agnelli industriale, ma francamente reputo ridicola, infondata, mendace e diffamatoria la forsennata propaganda che la destra berlusconiana, neo-fascista ed analfabeta e l’estrema sinistra benaltrista e ignorante vi hanno imbastito sopra per colpire il galantuomo Prodi.
    [*] Il Sig. Giulio T ed il principio di Peter/9/IRI http://vincesko.blogspot.com/2015/04/il-sig-giulio-t-ed-il-principio-di.html

  15. Le patrimoniali sono uno strumento obsoleto, tanto amato dalla sinistra, ma pericoloso ed autoritario.
    La miglior redistribuzione dei redditi la si ottiene abbassando le tasse, aumentando i consumi (meglio se di servizi) ed i salari.

    Ovviamente queste cosucce non le puoi fare se rimani dentro l’Euro, creato apposta dai suoi ideatori per evitare tali manovre e farti continuare ad indebitare ed impoverire.

  16. Forse sfugge ai più che di sinistra laica mangiapreti, quella che diceva ” i preti pensino alle anime che allo stato ci pensiamo noi” non c’è più traccia, oggi, come ai tempi di Federico II (citato da Conte forse non a caso) la corona sulla testa del regnante ce la mette il papa.
    La chiesa per dominare ha sempre avuto necessità di indebolire lo stato (anche le privatizzazioni vanno in questa direzione), mentre chi vuole regnare si arruffiana la chiesa. Siccome credo di essere l’ultimo di sinistra mangiapreti ( gli altri sono de sinistra democistiana) non mi sfuggono e non mi sono sfuggiti tutti gli arruffianementi dei nostri politici al potere/servizio del papato. Non uno, da Craxi in poi, che non si sia prostrato/arruffianato con parole o atti da fervente credente, nessuno aspirante al potere che non si sia inginocchiato davanti alla tunica a baciare il cordone del saio ( ed anche quello sotto il saio) La chiesa è brava, millenni di esperienza, nel formare cherichetti, preti e cardinali, credenti in nulla ma convinti di essere stati prescelti, tra i più predisposti, ancor prima di Federico II ( forse una delle poche volte che fallirono) ci sono i nobili che già la famiglia d’origine “sgrossa” ed abitua a leccar cordoni per il bene del proprio orticello ( che quelli DI sinistra chiamano proprietà privata, quelli DE sinistra democristana, chiamano libero mercato o libero furto….che poi è la stessa cosa).
    Da anni non voto, tranne qualche voto di “disturbo” ad esempio ho votato Cicciolina(forse sin dai tempi del compromesso storico, quando quelli DI sinistra divennero in massa DE sinistra) e non tornerò a votare sinche vedo politici con il rosario in mano, politici che baciano ampolle di sangue di San Gennaro, santini di padre Pio, politici con fratelli cardinali o gente come Monti e letta che prima passano dalla chiesa o dal convento e poi massacrano il popolo credente e non credente ( chi crede in Dio sappia che il potere eclesiastico non bada a certe sottigliezze….la chiesa che sarebbe meglio chiamare P2 mira al potere suo, se siete credenti è più facile derubarvi, se non lo siete è un pò più difficile, ma sconti, 3X2 non ci sono per nessuno)
    L’euro, l’europa, i migranti o l’ambiente certamente sono problemi, ma siamo certi che siano problemi reali e che non siano invece problemi utili come paravento per non farci vedere il problema dei problemi che ancor prima di Federico II, sin da Carlo Magno, affligge il popolo, prima dei comuni Italiani ed oggi dello Stato nazionale ?
    Quel problema si chiama Vaticano ed i suoi scagnozzi, per la gran maggioranza cercateli nella nobiltà, anche se è difficile perchè hanno dismesso l’uso del titolo e della casata.
    P.S.
    Per gli inrecuperali “deflettori” di desta, quando Marx parlava di proprietà privata si riferiva, in principal modo, ad un cardinale ( di cui non ricordo il nome) proprietario terriero ( credo si dica feudo) nel cui interno c’era anche la citta di nascita del Marx che tra l’altro, aveva la sua casa, il suo terreno, i suoi servi ma solo per gentille concessione del cardinale che poteva toglierglieli quando voleva…..infatti con le sue idee morì nullatenente.

  17. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Le politiche fiscali patrimoniali vanno bene, a patto che non tocchino i redditi bassi, come quelli dei pensionati e dei lavoratori. La svendita del patrimonio pubblico e non va bene in nessun caso…

  18. Paolo Savona, già ministro ora presidente di Consob, in un intervento a Rimini coincidente con la crisi di governo, ha sostenuto tra altro:

    ‘Non possiamo dare sanità gratis a persone in grado di procurarsela con reddito’

    Si tratterebbe di un passo di grandissima portata, gli sviluppi del quale potrebbero riportarci al dopoguerra (e allora si che molta gente capirebbe e smetterebbe di condannare con entusiastica leggerezza il 68).

    Mi pare passi sotto traccia.

  19. Se faranno l’inciucione , non resterà nulla dell’Italia .
    Le Quinte colonne come Prodi sono la sciagura di questo paese .
    Gente asservita agli interessi dello straniero e che fa del male al proprio popolo .
    Se governeranno i Pidioti con i 5Stalle agli Italiani non resteranno neanche gli occhi per piangere .

  20. Se la valutazione di Salvini che piddi e 5* non si metteranno mai insieme e’ giusta (e quindi si va alle elezioni), ha avuto ragione e deve continuare.
    Se invece ha sbagliato previsione e Mattarella fara’ avverare il suo (di Mattarella) sogno di fare un governo di tasse, barconi, ius soli, ladri da risarcire se non trovano niente in casa, carte false per togliere bimbi a famiglie etero per affidarli a famiglie gay/lesbiche, ecc., ecc., vedrei bene un avvicendamento alla direzione della Lega.
    Salvini rimpiazzato da Borghi, Barra-Caracciolo, Bagnai….

  21. Anch’io da poco più che 20enne rimasi affascinato da Prodi, con la sua aria bonaria e i suoi discorsi sull Euro che “ci avrebbe fatto lavorare un giorno di meno per guadagnare come se lavorassimo un giorno di più”.

    Cos’altro dire? Un’unica (magra) consolazione, che se il pubblico è stato affondato dalle privatizzazioni, manco le società private se la passano bene grazie all’austerity, alla “moderna” mentalità manageriale del massimo profitto con la minima spesa e al taboo di avere scorte finanziarie o di magazzino che le hanno rese dei fragili vascelli in balia delle onde del Mercato.

    Ah, mi stavo scordando la cosa più importante in quanto scontata. Il governo giallo-fucsia è un idea che mi fa vomitare solo a pensarla…

  22. Articolo da stampare, volantinare e incorniciare !

  23. Un piccolo appunto: “friggere tigelle” non ha nulla a che fare col “tipico emiliano”.
    Sospetto che alla base ci sia addirittura un duplice errore:
    è lo gnocco che si frigge, e per quanto riguarda la tigella (che non si mangia!) è un termine erroneo per indicare la crescentina.

  24. Intervento in relazione al thread che è stato eliminato dal WM:

    Ho visto che il tuo commento, che avevo letto, è stato eliminato.
    Non mi hai convinto e te lo dico in 2 parole: Prodi è stato il boia.
    Come tutti i boia esegue la pena capitale in nome della legge, ma la cosa peggiore è che ha partecipato attivamente nel collegio inquirente e giudicante, e poi ha eseguito la pena che lui stesso aveva emesso.

    Il problema caro commentatore è che anche l’articolo afferma solo il come le privatizzazioni furono eseguite, mentre andava chiarito che esse furono uno sbaglio colossale: poiché non erano capaci di gestire onestamente un’azienda vantaggiosa che perdeva da tutte le parti, liberiamocene facendo credere gli allocchi che privato è bello.

    L’inganno di cui Prodi fu complice oltre che partecipe.

  25. Ricordo ancora come un ineffabile fan del mortadellone, sinistrato convinto, volendomi convincere della sua validità mi disse: “Vedete che avete torto voi che criticate tanto quel Professore! guarda che curriculum che ha, collabora con J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse,… che pensi, che uno così sia un cretino?” quindi, per uno che vota il PD questi sono titoli da vantare ed esibire. applausi!
    certo, con un curriculum così non può essere un cretino… è un criminale!!!

    PS: all’epoca dello scambio di idee c’era la contrapposizione diretta col Berluska per cui agli occhi dell’elettore di sinistra Prodi sembrava Che Guevara.

  26. “Berlusconi, uomo politico esecrabile per l’egoismo ed il familismo con cui conduceva la sua personalissima o.p.a. sull’Italia.”
    La cosa tragica e’ che se lo paragoni agli ultimi 30 anni di di piddini e soci e’ quasi una perla, almeno lui si preoccupava di tenere buoni rapporti con chi ci riforniva di energia (Russia e Libia). Davvero, ed e’ tragicomico ammetterlo, e’ stato il miglior statista che abbiamo avuto nelle nostre vite (visti gli altri…).

    “J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse, e molte altre. Che hanno fatto palate di soldi senza rischiare nemmeno un centesimo.”
    E il buon Prodi (come Monti, Draghi, ecc..) e’ un “ex” (ex?) Goldman Sachs.
    https://it-it.facebook.com/notes/freedom24-news/prodi-monti-company-ecco-la-lista-dei-goldman-boys/10150933140565331/

    “avendo accettato la globalizzazione, che prevede il libero spostamento di uomini e merci”.
    Libero spostamento di CAPITALI, prima di tutto.

  27. Berlusconi ha contribuito alla rovina dell’italia, ha speso e non investito. In effetti sarebbe anche ora di capire come furono fatte quelle privatizzazioni. Io credo che se un servizio non è appetibile hai voglia a venderlo… vedasi alitalia. Ma come ogni altra cosa se hai fretta di vendere devi un po’ svendere. E avevano fretta, perché dopo Craxi in cassa rimanevano le briciole.

  28. Ci si dimentica sempre di una cosa quando si scrivono questi articoli,che è la più importante:prodi-monti-fornero pensate che lo abbiano fatto gratis?I pubblici ministeri che devono indagare su questi reati,dove sono?Sulle navi dei migranti,oppure sugli Yacht,messi a loro disposizione,da chi li ha sul libro paga.

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